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Tag Archivio per: importo pensione naspi

CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Pensione dopo la NASpI: Come si Calcola l’Importo con i Figurativi

Pensione 2026 INPS

Hai percepito la NASpI e ti stai chiedendo quale sarà l’importo della tua pensione? Una delle domande più frequenti che riceviamo al nostro CAF riguarda proprio l’impatto dei contributi figurativi accreditati durante il periodo di disoccupazione indennizzata sul calcolo della pensione netta. La questione non è banale: i contributi figurativi NASpI vengono riconosciuti dall’INPS, ma con regole e limiti specifici che influenzano sia il diritto alla pensione che l’importo dell’assegno mensile. In questa guida completa analizzeremo nel dettaglio come funzionano i contributi figurativi durante la NASpI, come incidono sul calcolo della pensione (sia nel sistema retributivo che contributivo), e forniremo esempi pratici con cifre concrete per aiutarti a capire quanto percepirai effettivamente quando andrai in pensione. Che tu abbia percepito NASpI per pochi mesi o per l’intera durata massima, comprendere questi meccanismi è fondamentale per pianificare il tuo futuro previdenziale senza brutte sorprese.

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Indice dei contenuti

  1. Cosa Sono i Contributi Figurativi NASpI
  2. Differenza tra Contributi Figurativi e Contributi Effettivi
  3. Sistema Retributivo vs Contributivo: Impatto dei Figurativi
  4. Come Viene Calcolata la Pensione con i Contributi Figurativi NASpI
  5. Esempi Pratici di Calcolo Pensione dopo NASpI
  6. Come Verificare i Contributi Figurativi NASpI sul Portale INPS
  7. Limiti e Requisiti dei Contributi Figurativi NASpI
  8. Strategie per Massimizzare la Pensione dopo la NASpI
  9. NASpI e Pensione: Normativa di Riferimento 2026

Cosa Sono i Contributi Figurativi NASpI

I contributi figurativi sono accrediti previdenziali che l’INPS riconosce per periodi in cui il lavoratore non versa contributi perché si trova in una situazione tutelata dalla legge. Nel caso della NASpI (Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego), l’INPS accredita d’ufficio i contributi figurativi per i periodi di fruizione dell’indennità di disoccupazione.

Questi contributi sono fondamentali perché:

  • Coprono i periodi di disoccupazione evitando buchi contributivi
  • Vengono conteggiati ai fini del diritto alla pensione (requisito contributivo), con un’eccezione per alcune uscite anticipate che vedremo più avanti
  • Concorrono al calcolo dell’importo della pensione

La base di calcolo è fissata dall’art. 12 del D.Lgs. 22/2015: la contribuzione figurativa è rapportata alla stessa retribuzione usata per calcolare la NASpI (art. 4, comma 1), cioè la retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi 4 anni, divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per 4,33. C’è però un tetto: la retribuzione accreditata non può superare 1,4 volte l’importo massimo mensile della NASpI dell’anno in corso. Nel 2026 il massimale NASpI è di 1.584,70 euro (Circolare INPS n. 4/2026), quindi il tetto è di 2.218,58 euro al mese, circa 26.600 euro su base annua.

Esempio pratico: se negli ultimi 4 anni la tua retribuzione media è di 1.900 euro al mese (circa 22.800 euro l’anno), i contributi figurativi NASpI vengono accreditati su questa cifra, perché è sotto il tetto. Se invece la retribuzione media è di 2.800 euro al mese, l’accredito si ferma a 2.218,58 euro: la parte eccedente non genera contributi.

È importante sapere che i contributi figurativi NASpI vengono accreditati d’ufficio dall’INPS senza bisogno di domanda, e sono visibili nell’estratto conto contributivo disponibile nella tua area personale MyINPS.

Differenza tra Contributi Figurativi e Contributi Effettivi

Per comprendere come viene calcolata la pensione dopo la NASpI, è essenziale capire la differenza tra contributi figurativi e contributi effettivi (o da lavoro).

Contributi effettivi:

  • Versati durante i periodi di lavoro dipendente o autonomo
  • Calcolati sulla retribuzione/reddito reale
  • Valgono al 100% sia per il diritto che per il calcolo della pensione
  • Sono utili anche per i requisiti di contribuzione effettiva richiesti da alcune pensioni anticipate

Contributi figurativi NASpI:

  • Accreditati durante il periodo di disoccupazione indennizzata
  • Calcolati sulla retribuzione media degli ultimi 4 anni, entro il tetto di 1,4 volte il massimale mensile NASpI
  • Valgono per il diritto alla pensione e per il calcolo dell’importo
  • Per la pensione anticipata di chi ha contributi prima del 1996, l’INPS non li conta nel requisito minimo di 35 anni di contribuzione

Non esiste un limite dei 5 anni oltre il quale i contributi figurativi NASpI vengono valorizzati in misura ridotta. Le differenze concrete rispetto ai contributi da lavoro sono due: il tetto sulla retribuzione accreditata e il trattamento nel requisito dei 35 anni per alcune uscite anticipate.

Tabella comparativa:

CaratteristicaContributi EffettiviContributi Figurativi NASpI
Valorizzazione diritto pensione100%100%*
Valorizzazione importo pensione100%100% della retribuzione accreditata
Base di calcoloRetribuzione realeMedia ultimi 4 anni, entro 2.218,58 euro/mese (2026)
Requisito minimo di 35 anni (pensione anticipata, contributi prima del 1996)UtiliNon utili secondo l’INPS

*Per la pensione anticipata ordinaria di chi ha contributi prima del 1996, l’INPS richiede anche 35 anni di contribuzione al netto dei periodi figurativi di malattia e disoccupazione.

Sistema Retributivo vs Contributivo: Impatto dei Figurativi

Il sistema di calcolo della pensione (retributivo, misto o contributivo) determina come vengono valorizzati i contributi figurativi NASpI. Vediamo le differenze.

Quale sistema si applica:

  • Almeno 18 anni di contributi al 31/12/1995: sistema retributivo per l’anzianità maturata fino al 31/12/2011, contributivo dal 1° gennaio 2012 (art. 24, comma 2, DL 201/2011)
  • Meno di 18 anni di contributi al 31/12/1995: sistema misto, retributivo fino al 31/12/1995 e contributivo dal 1° gennaio 1996
  • Primo contributo dal 1° gennaio 1996: sistema contributivo puro

Poiché la NASpI esiste dal 1° maggio 2015, i suoi contributi figurativi cadono sempre in anni calcolati con il sistema contributivo ed entrano nel montante. Possono però incidere anche sulla quota retributiva di chi ce l’ha, perché questa si calcola sulla media delle retribuzioni degli ultimi anni prima della pensione.

Quota retributiva: la tutela dell’art. 12, comma 2, D.Lgs. 22/2015

Per evitare che un periodo di disoccupazione abbassi la media, le retribuzioni figurative NASpI, rivalutate fino alla decorrenza della pensione, non vengono considerate nel calcolo della retribuzione pensionabile se sono inferiori alla media ottenuta senza di esse. Il periodo resta comunque utile come anzianità contributiva.

Esempio: se vai in pensione nel 2026 con una quota retributiva e hai percepito NASpI nel 2024-2025, quei due anni rientrano nel periodo di riferimento della media. Se le retribuzioni figurative sono più basse di quelle da lavoro (per esempio per effetto del tetto), vengono escluse dalla media e la quota retributiva non si riduce.

Quota contributiva: i figurativi si sommano al montante

Nel sistema contributivo la pensione si calcola sul montante contributivo, cioè la somma dei contributi accreditati (effettivi e figurativi) rivalutati ogni anno. I contributi figurativi NASpI entrano nel montante applicando l’aliquota di computo dei lavoratori dipendenti (33%) alla retribuzione accreditata, entro il tetto.

  • Non esiste un limite complessivo di 5 anni oltre il quale i figurativi vengono ridotti: ogni periodo di NASpI entra nel montante per il suo valore
  • L’unico limite di importo è il tetto di 1,4 volte il massimale mensile NASpI (2.218,58 euro al mese nel 2026)
  • La NASpI, e quindi l’accredito figurativo, dura al massimo la metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni, cioè fino a 24 mesi per ogni evento di disoccupazione

Esempio pratico (valori 2026):

Lavoratore con 2 anni di NASpI e retribuzione di riferimento di 2.000 euro al mese, sotto il tetto: 2.000 × 12 × 2 × 33% = 15.840 euro di contributi accreditati nel montante, a cui si aggiunge la rivalutazione annuale.

Se invece la retribuzione di riferimento fosse di 2.800 euro al mese, l’accredito si fermerebbe al tetto: 2.218,58 × 12 × 2 × 33% = 17.571 euro, anziché i 22.176 euro che corrisponderebbero alla retribuzione piena.

Come Viene Calcolata la Pensione con i Contributi Figurativi NASpI

Il calcolo della pensione per chi ha percepito NASpI segue regole precise. Poiché i periodi NASpI cadono nella parte contributiva della carriera, vediamo un esempio con il sistema contributivo.

Formula di calcolo nel sistema contributivo:

Pensione annua = Montante contributivo × Coefficiente di trasformazione

Il montante contributivo si forma sommando:

  1. Contributi effettivi da lavoro: retribuzione imponibile annua × 33% (aliquota di computo dei lavoratori dipendenti)
  2. Contributi figurativi NASpI: retribuzione accreditata, entro il tetto, × 33%
  3. Rivalutazione annuale: il montante si rivaluta ogni anno in base alla variazione media quinquennale del PIL nominale (art. 1, comma 9, L. 335/1995)

Esempio concreto 2026 (valori indicativi):

Lavoratore dipendente che va in pensione di vecchiaia a 67 anni nel 2026, con questa parte contributiva di carriera:

  • 28 anni di lavoro con retribuzione media di 30.000 euro/anno
  • 2 anni di NASpI con retribuzione di riferimento di 2.500 euro/mese, superiore al tetto: l’accredito si ferma a 2.218,58 euro/mese (circa 26.600 euro/anno)

Calcolo dei contributi (prima della rivalutazione):

  • Contributi da lavoro: 28 anni × 30.000 € × 33% = 277.200 euro
  • Contributi NASpI: 2 anni × 26.623 € × 33% = 17.571 euro
  • Totale: 294.771 euro

Montante totale dopo la rivalutazione: ipotizziamo circa 340.000 euro (il valore reale dipende dagli anni in cui i contributi sono stati accreditati e dai tassi di rivalutazione di ciascun anno)

Coefficiente di trasformazione a 67 anni (biennio 2025-2026): 5,608%

Pensione annua lorda: 340.000 × 5,608% = 19.067 euro/anno

Pensione mensile lorda: 19.067 / 13 = 1.467 euro/mese

Pensione mensile netta (dopo IRPEF, detrazione per redditi da pensione e addizionali): circa 1.200 euro/mese, con variazioni in base alle addizionali regionali e comunali

Senza i 2 anni di contributi figurativi NASpI il montante sarebbe più basso di 17.571 euro (più la relativa rivalutazione):

  • Pensione annua più bassa di circa 985 euro (17.571 × 5,608%)
  • Pari a circa 76 euro lordi al mese in meno su 13 mensilità
  • Il tetto, in questo esempio, è costato circa 10 euro lordi al mese rispetto a un accredito sulla retribuzione piena di 2.500 euro

Esempi Pratici di Calcolo Pensione dopo NASpI

Per comprendere meglio l’impatto reale dei contributi figurativi NASpI sulla pensione, analizziamo tre casi concreti con situazioni diverse. Gli importi usano il coefficiente di trasformazione a 67 anni del biennio 2025-2026 (5,608%) e non comprendono la rivalutazione del montante, che li aumenta.

CASO 1: Lavoratore con NASpI di 12 mesi, retribuzione sotto il tetto

  • Età pensione: 67 anni (pensione di vecchiaia)
  • Retribuzione di riferimento NASpI: 1.900 euro/mese (sotto il tetto di 2.218,58 euro)
  • Retribuzione figurativa accreditata: 1.900 × 12 = 22.800 euro

Calcolo:

  • Montante NASpI: 22.800 × 33% = 7.524 euro
  • Pensione annua generata: 7.524 × 5,608% = circa 422 euro
  • Pari a circa 32 euro lordi al mese su 13 mensilità

In questo caso l’anno di NASpI vale, ai fini della pensione, quanto un anno di lavoro con la stessa retribuzione.

CASO 2: Lavoratore con NASpI di 24 mesi (durata massima), retribuzione sopra il tetto

  • Età pensione: 67 anni
  • Retribuzione di riferimento NASpI: 3.000 euro/mese
  • Retribuzione figurativa accreditata: 2.218,58 euro/mese, cioè il tetto 2026

Calcolo:

  • Montante NASpI accreditato: 2.218,58 × 24 × 33% = 17.571 euro
  • Montante con la retribuzione piena: 3.000 × 24 × 33% = 23.760 euro
  • Pensione annua generata dai figurativi: 17.571 × 5,608% = circa 985 euro, cioè circa 76 euro lordi al mese

Effetto del tetto: 6.189 euro di montante in meno, pari a circa 347 euro annui, cioè circa 27 euro lordi al mese rispetto a due anni di lavoro con la stessa retribuzione.

CASO 3: Lavoratore vicino alla pensione anticipata ordinaria

  • Requisito 2026: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini (41 anni e 10 mesi per le donne), più 3 mesi di finestra; dal 2027 servono 42 anni e 11 mesi (41 anni e 11 mesi per le donne)
  • Carriera iniziata prima del 1996
  • Contributi totali: 42 anni e 10 mesi, di cui 2 anni di NASpI e 1 anno di malattia

In questo caso i contributi figurativi NASpI vengono conteggiati per il requisito complessivo. Per chi ha contributi prima del 1996, però, l’INPS richiede anche 35 anni di contribuzione al netto dei periodi figurativi di malattia e disoccupazione: qui sono 39 anni e 10 mesi, quindi il requisito è soddisfatto e l’importo si calcola con il sistema misto, senza penalizzazioni per l’età.

Diverso il caso di chi ha accumulato molti periodi di disoccupazione e malattia: con 42 anni e 10 mesi totali, di cui 8 anni figurativi di questo tipo, i contributi al netto sono 34 anni e 10 mesi e, secondo l’INPS, la pensione anticipata ordinaria non spetta finché non si raggiungono i 35 anni. Su questo orientamento esiste contenzioso, con alcune sentenze favorevoli ai lavoratori: nei casi al limite conviene far verificare la posizione prima di presentare la domanda.

Quota 103 (62 anni e 41 anni di contributi, con calcolo interamente contributivo) non è stata prorogata per il 2026: resta accessibile solo a chi ha maturato i requisiti entro il 31/12/2025.

Come Verificare i Contributi Figurativi NASpI sul Portale INPS

È fondamentale controllare periodicamente che i contributi figurativi NASpI siano stati correttamente accreditati dall’INPS nel tuo estratto conto contributivo. Ecco la procedura passo-passo.

Accesso all’estratto conto contributivo:

  1. Accedi al sito INPS (www.inps.it)
  2. Entra nella tua area personale MyINPS con SPID, CIE o CNS
  3. Cerca il servizio “Fascicolo previdenziale del cittadino” o “Estratto conto contributivo”
  4. Consulta la sezione dedicata alla posizione assicurativa

Cosa controllare nell’estratto:

  • Periodo NASpI: Verifica che compaia il periodo esatto di fruizione dell’indennità
  • Tipo contribuzione: Deve risultare come contribuzione figurativa per disoccupazione (NASpI) o dicitura simile
  • Importo retributivo: La retribuzione accreditata, entro il tetto di 1,4 volte il massimale mensile NASpI
  • Settimane accreditate: Numero di settimane di contributi figurativi

Esempio di riga nell’estratto:

AnnoSettimaneTipoRetribuzioneContributi (33%)
202552Figurativa NASpI24.000 €7.920 €

Cosa fare se mancano contributi:

Se noti discrepanze o mancanze nei contributi figurativi NASpI:

  1. Raccogli la documentazione: Ricevuta della domanda e provvedimento di accoglimento della NASpI, comunicazioni INPS, ultime buste paga
  2. Chiedi la correzione: se sei ancora in attività, con la richiesta di variazione della posizione assicurativa (RVPA) disponibile online; se sei già pensionato, con la domanda di ricostituzione della pensione
  3. Rivolgiti al CAF: Possiamo verificare la situazione e presentare domanda per tuo conto con tutta la documentazione necessaria

Tempistiche di accredito:

L’accredito dei contributi figurativi NASpI non è sempre immediato. Se a distanza di alcuni mesi dalla fine dell’indennità i periodi non compaiono nell’estratto conto, conviene segnalarlo all’INPS.

Simulatore pensione INPS:

Una volta verificati i contributi, puoi utilizzare il simulatore “La mia pensione futura” sul portale INPS per ottenere una stima personalizzata della tua pensione considerando anche i periodi figurativi NASpI.

Limiti e Requisiti dei Contributi Figurativi NASpI

I contributi figurativi NASpI sono soggetti a limiti specifici che è importante conoscere per pianificare correttamente il proprio percorso previdenziale.

Nessun limite complessivo di 5 anni:

Non esiste una norma che riduca la valorizzazione dei figurativi NASpI oltre i 5 anni complessivi di contribuzione figurativa. I limiti reali sono quelli descritti di seguito.

Limite di retribuzione:

La retribuzione accreditata non può superare 1,4 volte l’importo massimo mensile della NASpI dell’anno in corso (art. 12, comma 1, D.Lgs. 22/2015): nel 2026 sono 2.218,58 euro al mese.

Limite di durata:

La NASpI spetta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni, quindi al massimo 24 mesi, e i figurativi coprono solo i periodi di effettiva fruizione.

Requisiti per avere la NASpI (e quindi i figurativi):

  • Stato di disoccupazione involontaria (sono ammesse anche le dimissioni per giusta causa e la risoluzione consensuale nella procedura di conciliazione)
  • Almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti l’inizio della disoccupazione
  • Per gli eventi dal 1° gennaio 2025, se nei 12 mesi precedenti ti sei dimesso volontariamente da un contratto a tempo indeterminato, almeno 13 settimane di contribuzione dopo quelle dimissioni
  • Domanda entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto

Il vecchio requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti non si applica più agli eventi di disoccupazione dal 1° gennaio 2022 (art. 3, comma 1-bis, D.Lgs. 22/2015).

Quando l’accredito si interrompe:

  • Durante la sospensione della NASpI per un lavoro dipendente fino a 6 mesi: in quel periodo maturi i contributi del nuovo lavoro
  • In caso di decadenza, ad esempio per perdita dello stato di disoccupazione, per mancata comunicazione all’INPS dell’avvio di un’attività o per inottemperanza agli obblighi di politica attiva (art. 11 D.Lgs. 22/2015)
  • Al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata

Retribuzione di riferimento:

La retribuzione su cui si calcolano i contributi figurativi è quella dell’art. 4, comma 1, D.Lgs. 22/2015:

  • Formula: retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi 4 anni, divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per 4,33
  • Tetto: 1,4 volte il massimale mensile NASpI (2.218,58 euro nel 2026); oltre questa cifra non si generano contributi figurativi

Cumulo con pensione:

NASpI e pensione di vecchiaia o anticipata non si cumulano:

  • Si decade dalla NASpI al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata, anche se la domanda di pensione non è ancora stata presentata (art. 11, comma 1, lettera d, D.Lgs. 22/2015)
  • I contributi figurativi vengono accreditati fino alla data di decadenza
  • In caso di diritto all’assegno ordinario di invalidità puoi invece scegliere se mantenere la NASpI

Effetto sulle pensioni anticipate:

  • Pensione anticipata ordinaria (nel 2026 42 anni e 10 mesi uomini, 41 anni e 10 mesi donne; dal 2027 un mese in più): i figurativi NASpI contano per il requisito complessivo, ma per chi ha contributi prima del 1996 l’INPS richiede anche 35 anni di contribuzione al netto dei periodi figurativi di malattia e disoccupazione
  • Quota 103: non prorogata per il 2026, resta solo per chi ha maturato i requisiti entro il 31/12/2025; anche qui nel lavoro dipendente servivano 35 anni al netto di malattia e disoccupazione, e la pensione è calcolata interamente con il contributivo
  • APE Sociale: prorogata fino al 31/12/2026 con 63 anni e 5 mesi di età; requisiti contributivi e condizioni dipendono dalla categoria di accesso e vanno verificati caso per caso

Documentazione da conservare:

È consigliabile conservare:

  • Ricevuta della domanda NASpI e provvedimento di accoglimento
  • Comunicazioni INPS di variazione, sospensione o decadenza della NASpI
  • Ultime buste paga e CU del rapporto di lavoro cessato
  • Dichiarazioni dei redditi del periodo NASpI

Questa documentazione può essere utile per verifiche future o per correggere eventuali errori nell’estratto conto contributivo.

Strategie per Massimizzare la Pensione dopo la NASpI

Se hai percepito o stai percependo la NASpI, esistono alcune strategie previdenziali che possono aiutarti a massimizzare l’importo della pensione futura.

1. Rientro rapido al lavoro

Tornare al lavoro conviene soprattutto se la tua retribuzione supera il tetto di accredito figurativo (circa 26.600 euro l’anno nel 2026): in quel caso un anno di lavoro genera più contributi di un anno di NASpI.

  • Accetta offerte di lavoro congrue anche se temporanee
  • Considera contratti a tempo determinato o somministrazione
  • Valuta attività compatibili con la NASpI: con un reddito annuo entro 8.174 euro (lavoro dipendente) o 5.500 euro (lavoro autonomo) puoi conservare l’indennità ridotta, comunicando all’INPS il reddito presunto entro 30 giorni

Beneficio stimato: con una retribuzione di 35.000 euro l’anno, un anno di lavoro genera 11.550 euro di montante contro circa 8.790 euro di un anno di NASpI al tetto. La differenza vale circa 155 euro annui di pensione lorda (circa 12 euro al mese) con il coefficiente a 67 anni. Sotto il tetto la differenza è minima.

2. Versamenti volontari per coprire periodi scoperti

Se hai periodi non coperti da contributi (né effettivi né figurativi), puoi valutare i contributi volontari:

  • Richiedibili con almeno 5 anni di contribuzione in qualsiasi periodo, oppure 3 anni nei 5 anni precedenti la domanda
  • Permettono di coprire buchi contributivi e aumentare la pensione (non servono per i periodi già coperti dalla NASpI)
  • Costo variabile in base alla retribuzione di riferimento

Quando conviene: Se ti mancano pochi anni al requisito contributivo per la pensione anticipata.

3. Riscatto periodi non coperti

In alcuni casi puoi riscattare periodi non coperti da contribuzione:

  • Riscatto laurea: anni di università, per la durata legale del corso di studi
  • Riscatto lavoro all’estero: Se hai lavorato in Paesi extra-UE senza convenzione
  • Pace contributiva: riscatto fino a 5 anni di periodi scoperti per chi non ha contributi prima del 1996; è una misura temporanea (da ultimo prevista per il 2024-2025 dalla L. 213/2023), da verificare prima di contarci

Costo: Variabile, ma può essere rateizzato fino a 120 rate mensili senza interessi.

4. Pianifica la data di pensionamento

Se hai margine di scelta, considera:

  • Posticipare di 1-2 anni la pensione aumenta la quota contributiva: il coefficiente di trasformazione passa dal 5,608% a 67 anni al 6,024% a 69 anni (circa +7,4%), e a questo si sommano i contributi versati nel frattempo
  • Lavorare oltre i 67 anni: si può proseguire fino a 71 anni, quando il coefficiente arriva al 6,510% (valori del biennio 2025-2026)

Esempio: pensione contributiva a 67 anni di 1.500 euro lordi al mese. Uscendo a 69 anni diventa circa 1.610 euro per il solo effetto del coefficiente, circa 1.700 euro se nel frattempo continui a lavorare con 30.000 euro l’anno (senza contare la rivalutazione del montante). Per le uscite dal 2027 cambiano i requisiti e si applicheranno i coefficienti del biennio 2027-2028.

5. Verifica totalizzazione o cumulo gratuito

Se hai contributi in diverse gestioni (INPS dipendenti, INPS artigiani/commercianti, Casse professionali):

  • La totalizzazione (D.Lgs. 42/2006) permette di sommare gratuitamente i contributi, di regola con calcolo contributivo
  • Il cumulo (art. 1, comma 239, L. 228/2012, esteso alle casse professionali dalla L. 232/2016) unifica i contributi senza oneri, con il calcolo previsto da ciascuna gestione
  • Valuta quale opzione è più vantaggiosa per la tua situazione

6. Richiedi consulenza previdenziale CAF

Una simulazione personalizzata della tua situazione contributiva ti permette di:

  • Capire esattamente quanto peseranno i figurativi NASpI
  • Valutare scenari alternativi (pensione a 67 vs 70 anni, riscatti, ecc.)
  • Ottimizzare la strategia di uscita (vecchiaia, anticipata, APE sociale, ecc.)

Al CAF Centro Fiscale di Udine offriamo un servizio di consulenza previdenziale completa con simulazioni dettagliate e supporto per tutte le pratiche INPS.

NASpI e Pensione: Normativa di Riferimento 2026

La disciplina dei contributi figurativi NASpI e il loro impatto sulla pensione è regolata da diverse fonti normative che è utile conoscere.

Normativa principale:

  • D.Lgs. 22/2015: istituzione della NASpI; art. 3 (requisiti), art. 4 (calcolo), art. 11 (decadenza), art. 12 (contribuzione figurativa: tetto di 1,4 volte il massimale mensile e neutralizzazione nella retribuzione pensionabile)
  • Legge 335/1995 (Riforma Dini): sistema contributivo, rivalutazione del montante e coefficienti di trasformazione
  • DL 201/2011, art. 24, convertito dalla L. 214/2011 (Riforma Fornero): calcolo contributivo per tutti dal 1° gennaio 2012 e requisiti pensionistici
  • Circolare INPS n. 94/2015: istruzioni operative sulla NASpI
  • Circolare INPS n. 4/2026: importi NASpI 2026 (massimale mensile 1.584,70 euro)
  • Legge 199/2025 (Bilancio 2026): adeguamento dei requisiti alla speranza di vita (+1 mese nel 2027, +3 mesi dal 2028), NASpI anticipata in due rate, proroga dell’APE sociale

Coefficienti di trasformazione 2025-2026:

Aggiornati ogni 2 anni in base all’aspettativa di vita (art. 1, comma 11, L. 335/1995):

Età pensioneCoefficiente 2025-2026
62 anni4,795%
64 anni5,088%
67 anni5,608%
70 anni6,258%
71 anni6,510%

Fonte: Decreto direttoriale 20 novembre 2024 del Ministero del Lavoro di concerto con il MEF. Per le pensioni con decorrenza dal 1° gennaio 2027 si applicheranno i coefficienti del biennio 2027-2028, fissati con il successivo decreto biennale.

Aggiornamenti 2026:

L’art. 12 del D.Lgs. 22/2015 non è stato modificato: la disciplina dei contributi figurativi NASpI resta quella del 2015. Restano quindi confermati:

  • Accredito d’ufficio dei contributi figurativi per i periodi di fruizione della NASpI
  • Tetto di 1,4 volte il massimale mensile NASpI (2.218,58 euro nel 2026)
  • Retribuzione di riferimento: media degli ultimi 4 anni, calcolata come per l’indennità

Cambiano invece, dal 2027, i requisiti per la pensione: vecchiaia a 67 anni e 1 mese e anticipata ordinaria con 42 anni e 11 mesi (41 anni e 11 mesi per le donne), per effetto dell’adeguamento alla speranza di vita.

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Fonti

  • D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 22 (NASpI e contribuzione figurativa, art. 12) – Normattiva
  • Ministero del Lavoro – Aggiornamento dei coefficienti di trasformazione dal 1° gennaio 2025
  • INPS – Pensioni, requisiti aggiornati per il 2027 e il 2028

Domande Frequenti sulla Pensione dopo NASpI

I contributi figurativi NASpI valgono per la pensione?

Sì. I contributi figurativi NASpI valgono sia per maturare il diritto alla pensione sia per il calcolo dell’importo. Sono accreditati d’ufficio sulla retribuzione media degli ultimi quattro anni, entro un tetto di 1,4 volte l’importo massimo mensile della NASpI (2.218,58 euro al mese nel 2026). Non esiste un limite di 5 anni oltre il quale vengano ridotti. L’eccezione riguarda la pensione anticipata di chi ha contributi prima del 1996: per l’INPS non contano nel requisito minimo di 35 anni di contribuzione.

Quanto pesa la NASpI sul calcolo della pensione?

Nel calcolo contributivo un anno di NASpI con retribuzione accreditata di 24.000 euro genera 7.920 euro di montante (33%). Con il coefficiente 2025-2026 a 67 anni (5,608%) valgono circa 444 euro annui di pensione lorda, cioè circa 34 euro al mese su 13 mensilità, prima della rivalutazione del montante. Se la tua retribuzione supera il tetto (circa 26.600 euro annui nel 2026), la parte eccedente non viene accreditata.

Come posso verificare i contributi figurativi NASpI accreditati?

Accedi all’area MyINPS con SPID, CIE o CNS e consulta l’estratto conto contributivo nel Fascicolo previdenziale del cittadino. I periodi di NASpI devono comparire come contribuzione figurativa per disoccupazione, con le settimane accreditate e la retribuzione di riferimento. Se noti anomalie puoi chiedere la correzione con la richiesta di variazione della posizione assicurativa (RVPA), anche tramite il nostro CAF.

Esiste un limite ai contributi figurativi NASpI?

Non esiste un limite complessivo di 5 anni oltre il quale i figurativi vengono valorizzati in misura ridotta. I limiti reali sono due: la retribuzione accreditata non può superare 1,4 volte il massimale mensile NASpI (2.218,58 euro al mese nel 2026) e la NASpI dura al massimo la metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni, cioè fino a 24 mesi. Inoltre, per la pensione anticipata di chi ha contributi prima del 1996, l’INPS non conta i figurativi da disoccupazione e malattia nel requisito minimo di 35 anni.

La NASpI riduce la pensione futura?

No: i contributi figurativi NASpI aumentano il montante e coprono il periodo di disoccupazione. Rispetto a un anno di lavoro può esserci una differenza solo se la tua retribuzione supera il tetto di accredito. Nella quota retributiva, invece, le retribuzioni figurative non possono abbassare la media: se sono inferiori vengono escluse dal calcolo della retribuzione pensionabile (art. 12, comma 2, D.Lgs. 22/2015).

Posso andare in pensione mentre percepisco la NASpI?

NASpI e pensione di vecchiaia o anticipata non si cumulano. Si decade dalla NASpI al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata, anche se non hai ancora presentato la domanda di pensione (art. 11 D.Lgs. 22/2015). I contributi figurativi vengono accreditati fino alla data di decadenza. Per l’assegno ordinario di invalidità puoi invece scegliere se mantenere la NASpI.

I contributi figurativi NASpI contano per la pensione anticipata?

Sì, contano per il requisito contributivo della pensione anticipata ordinaria: nel 2026 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, dal 2027 un mese in più. Per chi ha contributi prima del 1996, però, l’INPS richiede anche 35 anni di contribuzione al netto dei periodi figurativi di malattia e disoccupazione. Su questo punto esiste contenzioso: nei casi al limite conviene una verifica della posizione prima della domanda.


Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

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