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Tag Archivio per: Decreto Coesione

NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

Bonus 500 Euro INPS: Date Pagamenti e Come Riceverlo nel 2026

Bonus mamma

Il bonus 500 euro INPS sta finalmente arrivando nei conti correnti di migliaia di giovani italiani. L’Incentivo Decreto Coesione, introdotto dal Decreto-Legge 60/2024, prevede un contributo mensile di 500 euro per 36 mesi destinato ai giovani under 35 disoccupati che decidono di avviare una nuova attività imprenditoriale o libero-professionale in uno dei settori strategici individuati dal Governo. In questo articolo trovi tutte le date di pagamento, i requisiti necessari, i settori ammessi e cosa fare se il bonifico non è ancora arrivato.

L’INPS ha recentemente comunicato i calendari aggiornati per l’erogazione del bonus. Se hai già presentato domanda, leggere questa guida ti permetterà di capire quando aspettarti il pagamento e come verificare lo stato della tua pratica. Se invece stai valutando se rientrare nei requisiti, troverai tutte le informazioni utili per capire se fare domanda al prossimo riapertura dei termini.

Indice dei Contenuti

  1. Cos’è il Bonus 500 Euro INPS: l’Incentivo Decreto Coesione
  2. Date Pagamento Bonus 500 Euro INPS 2026: Calendario Aggiornato
  3. Requisiti Bonus 500 Euro INPS: Chi Può Ottenerlo
  4. Settori Strategici dell’Incentivo Decreto Coesione
  5. Come Fare Domanda per il Bonus 500 Euro INPS
  6. Bonus 500 Euro INPS Non Arrivato: Cosa Fare
  7. Durata e Importo Totale del Bonus 500 Euro INPS
  8. Bonus 500 Euro INPS e NASpì: Cumulo e Compatibilità
  9. Domande Frequenti sul Bonus 500 Euro INPS
  10. Come Ricevere Assistenza per il Bonus 500 Euro INPS

Cos’è il Bonus 500 Euro INPS: l’Incentivo Decreto Coesione

Il bonus 500 euro INPS è formalmente denominato Incentivo Decreto Coesione ed è stato istituito con il Decreto-Legge 60/2024, convertito nella Legge 95/2024. Si tratta di una delle misure più significative degli ultimi anni per il sostegno all’autoimprenditorialità giovanile.

In parole semplici, il meccanismo funziona così: un giovane under 35, che si trova senza lavoro o non lo ha mai avuto, decide di aprire una partita IVA o costituire una nuova impresa in un settore strategico. L’INPS gli riconosce allora un contributo mensile di 500 euro per tre anni consecutivi, per un totale massimo di 18.000 euro nel corso del triennio. Non si tratta di un prestito: il bonus è a fondo perduto e non va restituito, a patto che l’attività venga mantenuta per tutta la durata del contributo.

Il decreto coesione prende il nome dalla politica europea di coesione territoriale, uno dei pilastri della programmazione europea 2021-2027 che mira a ridurre le disparità economiche tra le diverse aree dell’Unione. In Italia, questa misura è pensata in particolare per incentivare i giovani del Sud a non emigrare, avviando attività produttive nei propri territori.

Date Pagamento Bonus 500 Euro INPS 2026: Calendario Aggiornato

Per chi ha già presentato la domanda e attende i pagamenti, le date di erogazione del bonus 500 euro INPS seguono un calendario mensile che l’Istituto ha stabilito nel corso del 2026. I pagamenti vengono effettuati tramite accredito diretto sul conto corrente indicato al momento della domanda, oppure tramite bonifico domiciliato in posta.

Ecco il calendario indicativo dei pagamenti per il secondo semestre 2026. Le date possono slittare di qualche giorno lavorativo in presenza di festività o di volumi elevati di pratiche da processare:

Mese di competenzaData pagamento previstaNote
Luglio 2026Fine luglio / inizio agosto 2026Prima tranche per i nuovi ammessi
Agosto 2026Fine agosto 2026Attenzione a possibili slittamenti per ferragosto
Settembre 2026Fine settembre 2026Pagamento ordinario
Ottobre 2026Fine ottobre 2026Pagamento ordinario
Novembre 2026Fine novembre 2026Pagamento ordinario
Dicembre 2026Metà / fine dicembre 2026Anticipo possibile prima delle festività

È importante sapere che l’INPS eroga il bonus 500 euro INPS in via posticipata rispetto al mese di competenza. Questo significa che il contributo di luglio 2026 arriverà tipicamente a fine luglio o nei primi giorni di agosto, non all’inizio del mese. Se la tua domanda è stata accettata e non hai ancora ricevuto il primo pagamento, verifica lo stato della pratica nel portale MyINPS.

Requisiti Bonus 500 Euro INPS: Chi Può Ottenerlo

Non tutti possono accedere al bonus 500 euro mensili INPS. La misura è selettiva e richiede il rispetto di precisi requisiti anagrafici, occupazionali e settoriali. Vediamo nel dettaglio chi ha diritto all’incentivo.

I requisiti anagrafici e occupazionali sono i seguenti. Il richiedente deve:

  • Avere meno di 35 anni al momento della presentazione della domanda
  • Essere in stato di disoccupazione o inoccupazione (non aver lavorato negli ultimi 6 mesi, o non aver mai lavorato)
  • Avere la residenza o il domicilio in Italia
  • Non essere già titolare di partita IVA attiva (salvo apertura contestuale alla domanda)

Per quanto riguarda il tipo di attività, il richiedente deve avviare una delle seguenti:

  • Avvio di una attività imprenditoriale (apertura di ditta individuale, costituzione di società di persone o di capitali)
  • Avvio di una attività libero-professionale (apertura di partita IVA come lavoratore autonomo in uno dei settori strategici)

L’attività avviata deve ricadere in uno dei settori strategici individuati dal decreto. Tra i principali: tecnologie digitali e innovazione, transizione ecologica e sostenibilità ambientale, salute e scienze della vita, industria culturale e creativa, agroalimentare e filiere produttive locali. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a verificare se la tua idea di business rientra nei settori ammessi.

Settori Strategici dell’Incentivo Decreto Coesione

Uno degli aspetti più importanti dell’incentivo decreto coesione è la limitazione ai settori strategici. Non tutte le attività economiche sono ammesse al beneficio: il decreto ha individuato specifici ambiti produttivi ritenuti prioritari per lo sviluppo del Paese.

I settori ammessi all’incentivo da 500 euro mensili comprendono:

  • Transizione digitale e innovazione tecnologica: sviluppo software, cybersecurity, intelligenza artificiale, servizi cloud, e-commerce
  • Transizione ecologica: energie rinnovabili, efficienza energetica, economia circolare, mobilità sostenibile
  • Salute e scienze della vita: biotecnologie, dispositivi medici, telemedicina, servizi sanitari innovativi
  • Cultura e industria creativa: produzione audiovisiva, design, artigianato di qualità, turismo culturale
  • Agroalimentare e filiere locali: agricoltura sostenibile, trasformazione alimentare, filiere km zero
  • Made in Italy: moda, lusso, manifattura di eccellenza

Se non sei sicuro che la tua attività rientri in uno di questi settori, è fondamentale verificarlo prima di presentare domanda. Un errore nella classificazione dell’attività può portare al rigetto della domanda o alla revoca del bonus già erogato. Il team del CAF Centro Fiscale è in grado di supportarti nella verifica preliminare e nella corretta compilazione della domanda.

Come Fare Domanda per il Bonus 500 Euro INPS

La procedura di presentazione della domanda per il bonus 500 euro INPS richiede attenzione e precisione. La prima finestra di domande si è chiusa nel 2025, mentre una riapertura dei termini è avvenuta tra il 31 gennaio e il 2 marzo 2026, estesa anche ai liberi professionisti under 35 con partita IVA, categoria inizialmente esclusa dalla misura.

La procedura richiede la preparazione di numerosi documenti e la corretta compilazione di tutti i campi del modulo INPS. Un errore o una dimenticanza può comportare il rigetto della domanda o lunghi ritardi nell’istruttoria. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto: dalla raccolta documenti alla presentazione della domanda, garantendo la correttezza di ogni passaggio.

I documenti tipicamente richiesti per la domanda includono:

  • Documento di identità in corso di validità e codice fiscale
  • Visura camerale dell’impresa o attestazione di apertura partita IVA
  • Piano di attività o business plan semplificato (se richiesto dal bando)
  • IBAN del conto corrente intestato al richiedente
  • Dichiarazione sostitutiva dello stato di disoccupazione/inoccupazione
  • Documentazione attestante il settore strategico dell’attività

Tieni presente che l’INPS verifica la veridicità di tutte le dichiarazioni rese. Dichiarazioni false o incomplete portano alla decadenza automatica dal beneficio e all’obbligo di restituzione delle somme già percepite, oltre a possibili conseguenze penali.

Bonus 500 Euro INPS Non Arrivato: Cosa Fare

Molti beneficiari segnalano ritardi nell’accredito del bonus 500 euro INPS. Se il pagamento non è ancora arrivato, non bisogna allarmarsi subito: ci sono motivi specifici che possono ritardare l’erogazione, e in molti casi la situazione si risolve spontaneamente nel giro di pochi giorni.

Le cause più comuni di ritardo nel pagamento del bonus 500 euro mensili INPS sono:

  • Pratica ancora in istruttoria: l’INPS deve verificare tutti i requisiti prima di procedere al pagamento. I tempi di verifica possono variare da poche settimane a qualche mese
  • Documentazione incompleta: se manca un documento o ce n’è uno non conforme, l’istruttoria viene sospesa in attesa di integrazione
  • IBAN errato o conto non intestato al beneficiario: l’INPS non può effettuare il pagamento se i dati bancari non corrispondono al titolare della pratica
  • Festività e sovraccarico del sistema: in corrispondenza di ferragosto, Natale e altre festività i tempi si allungano di qualche giorno lavorativo
  • Sospensione per verifica straordinaria: l’INPS può disporre verifiche aggiuntive in qualsiasi momento

Se il pagamento non arriva entro 30 giorni dalla data prevista, è necessario contattare l’INPS. Il CAF Centro Fiscale a Udine può seguire la pratica per tuo conto, verificare lo stato dell’istruttoria e, se necessario, presentare formale richiesta di chiarimento all’INPS. Per l’ISEE corrente 2026 e altri bonus correlati, il CAF gestisce tutte le pratiche in modo integrato.

Durata e Importo Totale del Bonus 500 Euro INPS

Uno degli aspetti più rilevanti dell’incentivo decreto coesione è la sua durata triennale. A differenza di molti altri bonus una tantum, questo contributo garantisce una continuità di reddito che permette al giovane imprenditore o libero professionista di pianificare gli investimenti iniziali con maggiore serenità.

Ecco il prospetto completo del valore economico del bonus:

PeriodoImporto mensileTotale periodo
Anno 1 (mesi 1-12)500 euro6.000 euro
Anno 2 (mesi 13-24)500 euro6.000 euro
Anno 3 (mesi 25-36)500 euro6.000 euro
Totale triennio500 euro/mese18.000 euro

È fondamentale sapere che il bonus 500 euro INPS non è cumulabile con alcuni altri sussidi di disoccupazione. Se il beneficiario percepisce la NASpI o altri ammortizzatori sociali, l’accesso all’incentivo può influire sulle altre prestazioni. Per capire come si combinano i diversi benefici nella tua situazione personale, rivolgiti al CAF Centro Fiscale che ha esperienza nella gestione integrata di bonus e prestazioni INPS. Puoi leggere anche la nostra guida sull’Assegno Unico Luglio 2026 per capire come si coordina con altri pagamenti INPS.

Bonus 500 Euro INPS e NASpI: Cumulo e Compatibilità

Una delle domande più frequenti riguarda la compatibilità tra il bonus 500 euro INPS e la NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego), l’indennità di disoccupazione. La risposta dipende dalla situazione specifica di ciascun beneficiario e richiede un’analisi attenta.

In linea generale, l’avvio di un’attività imprenditoriale o libero-professionale durante la NASpI comporta specifiche conseguenze sulla prestazione di disoccupazione. Chi avvia una partita IVA e presenta domanda per l’incentivo decreto coesione deve comunicarlo all’INPS entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. Questo può portare alla riduzione dell’80% della NASpI mensile residua, oppure all’opzione di percepire la NASpI anticipata in un’unica soluzione.

Per approfondire le regole della NASpI 2026 e come si combina con l’avvio di una nuova attività, il Patronato CAF Centro Fiscale a Udine offre consulenza gratuita. La gestione corretta di questi aspetti è fondamentale per non perdere benefici a cui si ha diritto o per evitare indebiti che l’INPS richiederebbe di restituire.

Domande Frequenti sul Bonus 500 Euro INPS

Il bonus 500 euro INPS è tassabile?

Il bonus 500 euro mensili erogato dall’INPS come Incentivo Decreto Coesione è soggetto alle norme fiscali generali sui contributi e incentivi pubblici. Ti consigliamo di verificare con il CAF Centro Fiscale la corretta modalità di dichiarazione nella tua situazione specifica, poiché il trattamento fiscale dipende anche dalla forma giuridica dell’attività avviata.

Posso fare domanda se ho già aperto una partita IVA?

La riapertura dei termini del 31 gennaio – 2 marzo 2026 ha esteso il bonus anche ai liberi professionisti under 35 con partita IVA già aperta, purché risultino in stato di disoccupazione o inoccupazione al momento della domanda. Verifica la tua situazione specifica con il patronato CAF Centro Fiscale.

Quanto tempo ci vuole per ricevere il primo pagamento dopo l’accettazione della domanda?

Dopo l’accettazione della domanda, l’INPS tipicamente procede al primo pagamento entro 30-60 giorni. I tempi possono variare in base al volume di pratiche da processare e alla completezza della documentazione fornita. Il CAF Centro Fiscale può monitorare lo stato della tua pratica.

Cosa succede se chiudo la partita IVA durante i 36 mesi del bonus?

La cessazione dell’attività imprenditoriale o libero-professionale durante il periodo di fruizione del bonus comporta la decadenza dal beneficio e l’obbligo di restituire le somme percepite dal momento della cessazione. È quindi fondamentale mantenere l’attività attiva per tutta la durata del contributo.

Il bonus vale anche per le regioni del Nord Italia?

Il Decreto Coesione nasce con una vocazione prioritariamente meridionale, ma la misura dell’incentivo da 500 euro al mese è stata estesa su scala nazionale. Giovani under 35 residenti o domiciliati in tutta Italia, incluso il Nord e il Friuli Venezia Giulia, possono presentare domanda se rispettano gli altri requisiti previsti.

Come Ricevere Assistenza per il Bonus 500 Euro INPS

Il bonus 500 euro INPS è una misura preziosa per i giovani under 35 che vogliono avviare un’attività, ma la sua corretta gestione — dalla domanda iniziale al monitoraggio dei pagamenti, fino alla dichiarazione fiscale — richiede competenze specifiche. Un errore in uno qualsiasi di questi passaggi può costare caro: dal rigetto della domanda alla revoca del beneficio già erogato.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per l’incentivo decreto coesione e tutti gli altri bonus INPS: dalla verifica preliminare dei requisiti alla presentazione della domanda, dal monitoraggio dei pagamenti alla gestione fiscale del contributo. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online, per assistere i giovani imprenditori di tutta Italia.

Vuoi verificare se hai diritto al bonus 500 euro INPS o hai bisogno di assistenza per la tua pratica? Contattaci al 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Il nostro team di esperti è a tua disposizione per guidarti in ogni fase.

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Luglio 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/bonus-mamma.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-23 10:08:542026-07-23 08:34:02Bonus 500 Euro INPS: Date Pagamenti e Come Riceverlo nel 2026
NOTIZIE

Bonus assunzioni 2026: guida completa a incentivi giovani, donne, ZES e stabilizzazione dei contratti

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il 2026 conferma e amplia il pacchetto di incentivi all’occupazione destinati ai datori di lavoro privati che assumono giovani, donne, persone svantaggiate o stabilizzano contratti a termine. Tra i bonus assunzioni 2026 più rilevanti troviamo il Bonus Giovani Under 35, il Bonus Donne, il Bonus ZES Unica Mezzogiorno e la maxi deduzione del 120% sul costo del lavoro incrementale. Si tratta di misure introdotte principalmente dal Decreto Coesione (DL 60/2024) e prorogate o ridefinite dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024), il cui impatto pratico e significativo: per un’azienda, l’esonero contributivo può tradursi in un risparmio fino a 15.600 euro nell’arco di 24 mesi per singolo lavoratore.

In questa guida completa e aggiornata analizziamo ogni singolo bonus attivo nel 2026: requisiti, importi, durata, procedure INPS per la richiesta, regole di cumulabilità e esempi pratici di calcolo. L’obiettivo e offrire ad aziende, professionisti delle risorse umane e consulenti del lavoro uno strumento operativo per orientarsi tra le numerose agevolazioni disponibili, evitando errori che potrebbero compromettere il diritto all’esonero. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste quotidianamente i datori di lavoro nella verifica dei requisiti e nella corretta gestione documentale di queste misure.

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Bonus assunzioni 2026: la panoramica generale degli incentivi

Il quadro degli incentivi all’assunzione nel 2026 si fonda su due pilastri normativi principali. Il primo è il Decreto Coesione (DL 7 maggio 2024 n. 60, convertito dalla L. 4 luglio 2024 n. 95), che ha introdotto tre nuovi esoneri contributivi destinati ai datori di lavoro privati: il Bonus Giovani Under 35, il Bonus Donne e il Bonus ZES Unica Mezzogiorno. Il secondo pilastro è la Legge di Bilancio 2025 (L. 30 dicembre 2024 n. 207), che ha confermato la maxi deduzione del 120% sul costo del lavoro incrementale e ha allineato la disciplina degli incentivi per il triennio 2025-2027.

A queste misure si affiancano gli incentivi strutturali già previsti dall’ordinamento, come l’esonero per l’assunzione di percettori di NASpI, l’incentivo per l’assunzione di lavoratori in CIGS da almeno 3 mesi (art. 4, c. 3, L. 92/2012), l’esonero per l’assunzione di disabili (L. 68/1999) e gli sgravi per la trasformazione dei contratti di apprendistato. La convivenza tra misure straordinarie e ordinarie rende il sistema complesso ma estremamente vantaggioso per i datori di lavoro che sanno orientarsi correttamente. Comprendere quale bonus si applica al caso concreto, e se più incentivi possono essere cumulati, è il primo passo per massimizzare il risparmio contributivo.

Tabella riassuntiva: i principali bonus assunzioni attivi nel 2026

BonusImporto max/meseDurataNorma
Giovani Under 35500 euro (650 nelle regioni ZES)24 mesiDL 60/2024 art. 22
Donne svantaggiate650 euro24 mesiDL 60/2024 art. 23
ZES Unica Mezzogiorno650 euro24 mesiDL 60/2024 art. 24
Maxi deduzione 120%Deduzione fiscale +20%Anno per annoL. 207/2024 c. 399-400
NASpI (assunzione percettore)20% NASpI residuaUna tantumArt. 2 c. 10-bis L. 92/2012
Disabili (L. 68/1999)35-70% retribuzione36-60 mesiArt. 13 L. 68/1999

Bonus Giovani Under 35: esonero contributivo fino a 500 euro al mese

Il Bonus Giovani, previsto dall’articolo 22 del Decreto Coesione (DL 60/2024), è la misura più rilevante per chi vuole assumere lavoratori under 35. Si tratta di un esonero contributivo totale (100%) della quota di contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (esclusi i premi INAIL), nel limite massimo di 500 euro mensili per ciascun lavoratore. Il beneficio sale a 650 euro mensili per le assunzioni effettuate in una delle otto regioni ricomprese nella ZES Unica Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna).

Requisiti per il Bonus Giovani 2026

  • Eta del lavoratore: meno di 35 anni compiuti alla data dell’assunzione
  • Condizione occupazionale: il lavoratore non deve mai essere stato assunto a tempo indeterminato nel corso della sua vita lavorativa (con altri datori di lavoro)
  • Tipologia contrattuale: nuova assunzione a tempo indeterminato o trasformazione di un contratto a tempo determinato in tempo indeterminato
  • Datore di lavoro: tutti i datori di lavoro privati (esclusi datori di lavoro domestico e settore agricolo nei limiti di specifiche disposizioni)
  • Regolarità contributiva: possesso del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva)
  • Rispetto della normativa sulla sicurezza sul lavoro
  • Nessun obbligo di assunzione preesistente derivante da legge o contratto collettivo

Durata e caratteristiche dell’esonero

L’esonero ha una durata di 24 mesi a partire dalla data di assunzione. Il calcolo del risparmio massimo per il datore di lavoro è quindi pari a 12.000 euro per ciascun lavoratore (500 × 24) nelle aree ordinarie e a 15.600 euro (650 × 24) nelle aree ZES. È importante notare che l’esonero non si applica ai premi INAIL e ai contributi al Fondo di Tesoreria INPS per il TFR (per le aziende con più di 50 dipendenti). Il bonus è soggetto al rispetto del regime de minimis o, in alternativa, all’autorizzazione della Commissione Europea ai sensi del Quadro Temporaneo per gli aiuti di Stato (in base alla specifica formulazione confermata nelle circolari attuative).

Bonus Donne: esonero contributivo per favorire l’occupazione femminile

Il Bonus Donne previsto dall’articolo 23 del Decreto Coesione (DL 60/2024) è un esonero contributivo destinato ai datori di lavoro privati che assumono a tempo indeterminato donne svantaggiate. La misura punta a ridurre il divario occupazionale di genere, particolarmente accentuato in alcuni territori e settori economici. L’esonero è pari al 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro nel limite di 650 euro mensili per una durata di 24 mesi.

Chi sono le “donne svantaggiate” ai fini del bonus

La definizione di “donna svantaggiata” segue il Regolamento UE 651/2014 e include una delle seguenti categorie:

  • Donne di qualsiasi età senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, ovunque residenti
  • Donne di qualsiasi età senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei Fondi Strutturali UE (in pratica, le regioni del Mezzogiorno e alcune aree del Centro-Nord individuate da decreto interministeriale)
  • Donne di qualsiasi età senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi e occupate in professioni o settori economici caratterizzati da un’accentuata disparità occupazionale di genere (individuati annualmente con decreto del Ministero del Lavoro)

Il requisito dell’incremento occupazionale netto

Una caratteristica peculiare del Bonus Donne è il requisito dell’incremento occupazionale netto: l’assunzione deve determinare un aumento del numero dei dipendenti rispetto alla media dei lavoratori occupati nei 12 mesi precedenti. Le diminuzioni di personale che si sono verificate per dimissioni volontarie, invalidita, pensionamento, riduzione volontaria dell’orario o licenziamento per giusta causa non si computano. Questo requisito rende il Bonus Donne uno strumento di incentivazione netta all’occupazione, non un semplice sgravio sulle assunzioni che si sarebbero comunque effettuate.

Bonus ZES Unica Mezzogiorno: 650 euro al mese per assumere al Sud

Il Bonus ZES Unica, disciplinato dall’articolo 24 del Decreto Coesione, è dedicato ai datori di lavoro privati che operano nelle otto regioni del Mezzogiorno ricomprese nella Zona Economica Speciale unica: Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. È un esonero contributivo del 100% nel limite di 650 euro mensili per ogni lavoratore assunto a tempo indeterminato, con una durata di 24 mesi.

Requisiti specifici del Bonus ZES

  • Datore di lavoro: privato con fino a 10 dipendenti nel mese di assunzione (microimprese e piccole imprese)
  • Sede di lavoro: in una delle 8 regioni della ZES Unica Mezzogiorno
  • Lavoratore: di età pari o superiore a 35 anni e privo di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi
  • Tipologia di rapporto: assunzione a tempo indeterminato (incluso part-time)
  • Incremento occupazionale netto rispetto alla media dei 12 mesi precedenti
  • Rispetto del Regolamento UE sugli aiuti di Stato a finalita regionale

È importante segnalare che il Bonus ZES Unica e complementare rispetto al Bonus Giovani Under 35: mentre quest’ultimo si rivolge ai giovani sotto i 35 anni, il Bonus ZES copre proprio i lavoratori che hanno superato questa soglia anagrafica ma operano in territori a maggiore svantaggio economico. Per i giovani Under 35 assunti al Sud, si applica invece il Bonus Giovani con il massimale maggiorato a 650 euro.

Stabilizzazione dei contratti: bonus per trasformare il tempo determinato in indeterminato

La stabilizzazione dei contratti a tempo determinato è uno degli obiettivi principali della politica del lavoro italiana ed europea. Anche se il sistema normativo italiano non prevede un singolo “bonus stabilizzazione” universale, esistono diverse misure che, applicate alle trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato, generano sgravi significativi per le aziende:

  • Bonus Giovani Under 35 (DL 60/2024 art. 22): si applica anche alle trasformazioni TD→TI, purché il lavoratore non sia mai stato titolare di un rapporto a tempo indeterminato in precedenza
  • Bonus Donne (DL 60/2024 art. 23): applicabile alle trasformazioni che riguardano donne con i requisiti di svantaggio
  • Esonero per stabilizzazione di apprendisti: al termine del periodo di apprendistato, la conferma a tempo indeterminato gode di un’aliquota contributiva agevolata del 10% (anziché ordinaria) per i 12 mesi successivi alla trasformazione, ai sensi del Testo Unico Apprendistato (D.Lgs. 81/2015)
  • Bonus NASpI: spetta una quota della NASpI residua spettante al lavoratore quando il datore di lavoro lo assume a tempo indeterminato (anche con trasformazione)

Vantaggi fiscali ulteriori: la maxi deduzione 120% sul costo del lavoro

Oltre agli sgravi contributivi, dal 2024 e per gli anni successivi (compresi 2025 e 2026, salvo modifiche), è prevista una super deduzione fiscale del 120% del costo del personale neoassunto a tempo indeterminato, qualora l’azienda registri un incremento occupazionale netto rispetto all’anno precedente. La maggiorazione sale al 130% nel caso di assunzione di categorie “meritevoli di maggior tutela” (donne con almeno due figli minori, giovani Under 30 ammessi a Garanzia Giovani, ex percettori del Reddito di Cittadinanza, persone con disabilità, ecc.). Questa misura, prevista dall’art. 4 del D.Lgs. 216/2023 e confermata dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024 art. 1 commi 399-400), si cumula con gli esoneri contributivi sopra descritti.

Altri esoneri e bonus attivi nel 2026

Accanto ai grandi bonus straordinari del Decreto Coesione, nel 2026 restano operativi numerosi incentivi strutturali che, in determinate situazioni, possono risultare più convenienti o complementari:

Bonus assunzione percettori NASpI

Il datore di lavoro che assume a tempo pieno e indeterminato un lavoratore titolare di NASpI ha diritto, a domanda, a un contributo mensile pari al 20% dell’indennità mensile residua che sarebbe stata corrisposta al lavoratore. Il beneficio è disciplinato dall’art. 2, comma 10-bis, della L. 92/2012 ed è cumulabile con altri incentivi solo nei limiti consentiti dalla normativa.

Incentivi per l’assunzione di disabili (L. 68/1999)

L’assunzione a tempo indeterminato di lavoratori disabili dà diritto a un incentivo economico variabile dal 35% al 70% della retribuzione lorda mensile, per una durata da 36 a 60 mesi, a seconda della tipologia di disabilità e del grado di riduzione della capacità lavorativa. L’incentivo è disciplinato dall’art. 13 della L. 68/1999, come modificato dal D.Lgs. 151/2015.

Incentivo Over 50 (L. 92/2012)

Per l’assunzione di lavoratori ultracinquantenni disoccupati da oltre 12 mesi spetta una riduzione del 50% dei contributi a carico del datore di lavoro per 12 mesi (tempo determinato) o 18 mesi (tempo indeterminato o trasformazione). Norma di riferimento: art. 4, commi 8-11, L. 92/2012.

Apprendistato professionalizzante

L’apprendistato professionalizzante (art. 44 D.Lgs. 81/2015) resta uno strumento estremamente conveniente: durante il periodo di formazione il datore di lavoro versa un’aliquota contributiva agevolata e al termine del periodo, in caso di conferma a tempo indeterminato, l’aliquota agevolata prosegue per ulteriori 12 mesi. Le aliquote specifiche variano in base alle dimensioni aziendali e al CCNL applicato, secondo le tabelle INPS più recenti.

Come si richiedono i bonus assunzioni all’INPS

La procedura di richiesta dei bonus assunzioni 2026 segue, salvo eccezioni, un iter standardizzato gestito attraverso il portale telematico dell’INPS. Comprenderla è essenziale per evitare errori che potrebbero comportare la decadenza dal beneficio.

I passaggi essenziali della procedura

  1. Comunicazione obbligatoria di assunzione (UNILAV): entro le ore 24 del giorno antecedente l’instaurazione del rapporto di lavoro va effettuata la comunicazione al Centro per l’Impiego competente
  2. Verifica preventiva dei requisiti: il datore di lavoro deve verificare il possesso di tutti i requisiti soggettivi (età del lavoratore, condizione di disoccupazione, assenza di precedenti rapporti a tempo indeterminato, ecc.) e oggettivi (DURC, rispetto della sicurezza sul lavoro, incremento occupazionale ove richiesto)
  3. Istanza telematica all’INPS: il datore di lavoro presenta domanda tramite il portale INPS, utilizzando il modulo specifico predisposto per il singolo bonus, indicando i dati del lavoratore e dichiarando il possesso dei requisiti
  4. Risposta INPS: l’INPS verifica la disponibilità delle risorse finanziarie (per i bonus a sportello) e l’esistenza dei requisiti. In caso positivo, comunica l’autorizzazione tramite il “Cassetto Previdenziale del Contribuente”
  5. Fruizione dell’esonero in busta paga: una volta ottenuta l’autorizzazione, il datore di lavoro applica l’esonero direttamente in sede di compilazione del flusso UniEmens, esponendo gli importi nei quadri previsti dalla circolare INPS attuativa

Circolari INPS applicative

Per ciascun bonus l’INPS pubblica circolari e messaggi applicativi che precisano i codici di esposizione UniEmens, le modalità di calcolo dell’esonero, eventuali integrazioni documentali necessarie. È sempre consigliabile consultare la circolare specifica prima di effettuare l’assunzione: per il Bonus Giovani Under 35, il Bonus Donne e il Bonus ZES Unica, le circolari INPS attuative del 2024-2025 e i successivi messaggi di chiarimento forniscono il quadro operativo completo. Il CAF Centro Fiscale di Udine mantiene aggiornato il proprio database normativo e affianca le aziende nella fase di compilazione delle istanze.

Cumulabilità tra bonus: cosa si può è cosa non si può sommare

Uno degli aspetti più complessi della gestione dei bonus assunzioni 2026 riguarda la cumulabilità. La regola generale è che gli esoneri contributivi non sono cumulabili tra loro per lo stesso lavoratore e per lo stesso periodo, salvo specifiche eccezioni previste dalla norma istitutiva. Tuttavia, esistono importanti spazi di cumulo, in particolare con misure di natura fiscale.

Le regole base di cumulabilità

  • Esoneri contributivi tra loro: generalmente non cumulabili sul medesimo rapporto di lavoro nello stesso periodo. Esempio: per uno stesso lavoratore Under 35 non si possono attivare contemporaneamente Bonus Giovani e Bonus ZES Unica (peraltro destinatari di platee diverse)
  • Esonero contributivo + Bonus NASpI: la giurisprudenza INPS più recente ha riconosciuto una parziale cumulabilità in specifiche condizioni, ma è essenziale verificare l’orientamento più aggiornato
  • Esoneri contributivi + Maxi deduzione 120%: cumulo pieno. La maxi deduzione è una misura fiscale (IRES/IRPEF) e opera su un piano diverso rispetto agli esoneri contributivi
  • Bonus contributivi + Crediti d’imposta ZES: generalmente cumulabili nei limiti della normativa sugli aiuti di Stato e del massimale de minimis

Prima di applicare un esonero, e sempre opportuno verificare gli orientamenti più recenti dell’INPS e del Ministero del Lavoro, perché il quadro evolve frequentemente attraverso messaggi e interpelli.

Esempi pratici di calcolo del risparmio contributivo

Per comprendere il reale impatto economico dei bonus assunzioni 2026 e utile analizzare alcuni casi concreti.

Esempio 1: assunzione di un giovane Under 35 al Nord

L’azienda Alfa Srl, con sede a Udine, assume Luca, 27 anni, mai assunto a tempo indeterminato, con un contratto a tempo indeterminato è una retribuzione lorda di 1.800 euro mensili. I contributi a carico del datore di lavoro su tale retribuzione sono indicativamente di circa 540 euro/mese (calcolando un’aliquota datoriale media del 30% circa, esclusi INAIL).

  • Massimale esonero Bonus Giovani: 500 euro/mese
  • Contributi mensili effettivamente azzerati: 500 euro/mese (l’eccedenza di 40 euro resta a carico dell’azienda)
  • Risparmio mensile: 500 euro
  • Risparmio totale 24 mesi: 12.000 euro

Esempio 2: assunzione di un giovane Under 35 al Sud

L’azienda Beta Srl, con sede a Napoli, assume Maria, 29 anni, mai assunta a tempo indeterminato, con un contratto a tempo indeterminato è una retribuzione lorda di 1.900 euro/mese. Operando in regione ZES, si applica il massimale maggiorato di 650 euro/mese.

  • Massimale esonero: 650 euro/mese
  • Risparmio mensile: circa 570 euro (importo dei contributi datoriali, comunque entro il massimale)
  • Risparmio totale 24 mesi: circa 13.700-15.600 euro (in base ai contributi effettivi)

Esempio 3: assunzione di una donna svantaggiata + maxi deduzione

L’azienda Gamma SpA assume Giulia, 42 anni, disoccupata da 30 mesi, con contratto a tempo indeterminato e retribuzione lorda di 2.100 euro/mese (contributi datoriali stimati: 630 euro). L’azienda registra anche un incremento occupazionale netto rispetto all’anno precedente.

  • Bonus Donne (esonero contributivo): 630 euro/mese × 24 = 15.120 euro
  • Maxi deduzione 120% del costo del lavoro: sul costo del personale incrementale (es. 30.000 euro/anno) si applica una deduzione fiscale aggiuntiva del 20%, pari a 6.000 euro. Considerando un’aliquota IRES del 24%, il risparmio fiscale e di circa 1.440 euro/anno
  • Risparmio totale stimato sui 24 mesi: circa 18.000 euro (esonero + benefici fiscali aggregati)

Bonus assunzioni 2026: gli errori da evitare

L’esperienza maturata in questi anni dai consulenti del lavoro mostra alcuni errori ricorrenti che possono compromettere il diritto all’esonero o, peggio, comportare il recupero degli importi indebitamente fruiti con sanzioni e interessi:

  • Mancata verifica dei requisiti soggettivi del lavoratore: ad esempio assumere come “mai stato a tempo indeterminato” un soggetto che in realtà ha avuto un breve TI in passato
  • Mancato rispetto del DURC: il documento deve essere regolare al momento della fruizione, non solo al momento dell’assunzione
  • Errato calcolo dell’incremento occupazionale netto: confondere le diminuzioni “neutre” (dimissioni volontarie, pensionamento) con quelle “computabili” (licenziamenti per riduzione del personale)
  • Errata esposizione dei codici UniEmens: ogni bonus ha codici specifici. Errori in questa fase generano segnalazioni automatiche da parte dell’INPS
  • Sovrapposizione di bonus non cumulabili sullo stesso lavoratore
  • Mancato rispetto dei massimali de minimis nei casi in cui il bonus è soggetto a questa disciplina

Cosa fare nel 2026 per non perdere occasioni

Il 2026 rappresenta un anno di consolidamento per i bonus assunzioni: la disciplina del Decreto Coesione è ormai operativa con tutte le circolari attuative e le aziende dispongono di strumenti chiari per programmare le assunzioni. Le scelte strategiche vincenti per i datori di lavoro sono:

  1. Pianificare in anticipo le assunzioni, verificando con il consulente del lavoro o con il CAF l’applicabilità del bonus più conveniente
  2. Mantenere costantemente regolare il DURC, perché un’irregolarità durante i 24 mesi di esonero ne comporta la sospensione
  3. Monitorare gli aggiornamenti normativi: messaggi INPS, circolari del Ministero del Lavoro e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate
  4. Documentare con cura la posizione del lavoratore (storico INPS, eventuali certificazioni di disoccupazione, dichiarazioni sostitutive)
  5. Conservare la documentazione per almeno 10 anni, considerando i tempi di controllo INPS

Affidarsi a un partner esperto come il CAF Centro Fiscale di Udine consente di evitare errori e di massimizzare il vantaggio economico delle agevolazioni. Il nostro team segue l’intero iter: dalla verifica dei requisiti, alla presentazione dell’istanza INPS, fino al monitoraggio della fruizione corretta nei flussi UniEmens.

Domande frequenti sui bonus assunzioni 2026

Il Bonus Giovani Under 35 si applica anche al part-time?

Sì, il bonus si applica anche ai contratti a tempo indeterminato part-time. Il massimale di 500 euro (650 per ZES) si riferisce all’esonero massimo mensile e si applica in proporzione alle ore lavorate nel mese.

Se assumo una donna over 50 disoccupata da 18 mesi, posso usare il Bonus Donne?

Sì, perché la condizione di “senza un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi” o di “almeno 6 mesi” se residente in aree svantaggiate o impiegata in settori a forte disparità di genere e alternativa rispetto all’età. Una donna ovunque residente, disoccupata da 24 mesi, ha diritto al bonus indipendentemente dall’età.

Le aziende con più di 10 dipendenti possono accedere al Bonus ZES Unica?

No, il Bonus ZES Unica è riservato a datori di lavoro privati con un numero di dipendenti pari o inferiore a 10. Le aziende più grandi che assumono al Sud possono comunque accedere ad altri incentivi (es. Bonus Giovani Under 35, Bonus Donne, decontribuzione Sud strutturale dove ancora prevista).

Cosa succede se durante i 24 mesi di esonero il lavoratore si dimette?

L’esonero si interrompe naturalmente. Se la cessazione avviene per dimissioni volontarie o per cause non imputabili al datore di lavoro (giusta causa di licenziamento, ecc.), l’azienda mantiene il beneficio già fruito senza obbligo di restituzione. Diverso il caso del licenziamento ingiustificato: in questo caso possono attivarsi meccanismi di recupero, come previsto dalle disposizioni applicative.

Il bonus è automatico o devo presentare domanda?

I bonus contributivi richiedono sempre una specifica istanza telematica all’INPS, con verifica preventiva dei requisiti e dell’eventuale disponibilità delle risorse stanziate. Una volta autorizzati, l’esonero viene fruito direttamente in compensazione nella denuncia UniEmens mensile.

La maxi deduzione 120% si applica anche per il 2026?

Sì, la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha confermato la misura della maggiorazione del 20% (e fino al 30% per categorie meritevoli) del costo del lavoro deducibile nei periodi d’imposta 2025, 2026 e 2027, in caso di incremento occupazionale netto. Restano fermi i requisiti di stabilità del rapporto e di mantenimento dell’incremento.

Conclusione: come sfruttare al meglio i bonus assunzioni 2026

I bonus assunzioni 2026 rappresentano un’opportunità concreta per le aziende italiane: il risparmio potenziale può superare i 15.000 euro per ogni nuovo lavoratore assunto, a cui si aggiungono i vantaggi fiscali della maxi deduzione 120%. Tuttavia, la complessità della disciplina richiede attenzione: verifica dei requisiti, corretta presentazione delle istanze, monitoraggio della cumulabilità e gestione precisa dei flussi UniEmens sono fattori che possono trasformare un’opportunità in un problema se gestiti con superficialita.

Il CAF Centro Fiscale di Udine mette a disposizione delle aziende del Friuli Venezia Giulia e di tutto il territorio nazionale un servizio completo di assistenza: analisi della convenienza, verifica preventiva dei requisiti, presentazione delle istanze INPS, monitoraggio della fruizione, supporto in caso di controlli. Contattaci per programmare le tue assunzioni del 2026 sfruttando al massimo le agevolazioni previste dalla normativa.

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Maggio 22, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-22 22:55:042026-05-22 22:26:05Bonus assunzioni 2026: guida completa a incentivi giovani, donne, ZES e stabilizzazione dei contratti

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