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Tag Archivio per: convenienza forfettario ordinario

PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Passare da Forfettario a Ordinario 2026: Quando Conviene, Procedura e Costi

Regime Forfettario 2026 limiti e controlli

Il regime forfettario e una scelta vantaggiosa per molte partite IVA italiane, ma non e un porto sicuro per sempre. Esistono casi obbligatori in cui devi uscirne (superamento dei limiti di ricavi o cause ostative) e casi volontari in cui ti conviene davvero passare al regime ordinario, soprattutto quando hai costi elevati o investimenti importanti da ammortizzare.

In questa guida completa al passaggio da forfettario a ordinario nel 2026 trovi: i limiti di legge aggiornati (85.000 e 100.000 euro), come si comunica l’opzione all’Agenzia delle Entrate, la soglia di convenienza con esempi numerici reali, le regole su IVA, IRPEF, ammortamenti e detrazioni. Se hai dubbi sulla tua situazione, il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a fare i conti corretti prima di prendere una decisione che vale anni di tasse.

Indice dei contenuti

  1. Quando passare da forfettario a ordinario: i casi
  2. Uscita obbligatoria: limiti 85.000 e 100.000 euro
  3. Cause ostative sopravvenute
  4. Uscita volontaria: quando conviene
  5. Come passare: opzione e comunicazione AdE
  6. Tassazione ordinaria: IRPEF, addizionali, IRAP
  7. IVA, liquidazioni periodiche e LIPE
  8. Deducibilita costi e ammortamenti
  9. Calcolo soglia di convenienza con esempi
  10. Esempio comparativo: 70.000 ricavi e 25.000 costi
  11. Pratica con commercialista o CAF
  12. Domande frequenti

Quando passare da forfettario a ordinario: i casi

Il passaggio dal regime forfettario al regime ordinario puo avvenire per due motivi principali: una causa obbligatoria prevista dalla legge (Legge 190/2014 e successive modifiche) o una scelta volontaria fatta per convenienza fiscale. Nel primo caso non hai margine di manovra: appena si verifica il presupposto, devi uscire. Nel secondo caso, invece, devi fare i conti con calma e capire se l’ordinario ti porta davvero un vantaggio.

Le situazioni piu frequenti che ci troviamo a gestire al CAF Centro Fiscale sono quattro: superamento del limite di 85.000 euro di ricavi, sforamento della soglia di 100.000 euro (caso piu raro ma con conseguenze immediate), insorgere di una causa ostativa (es. partecipazione in una SRL controllata) e la convenienza economica per chi ha costi reali molto alti rispetto al coefficiente di redditivita previsto dal forfettario.

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Uscita obbligatoria: limiti 85.000 e 100.000 euro

La normativa prevede due soglie distinte di ricavi/compensi che determinano l’uscita dal forfettario, con effetti molto diversi tra loro. Capire la differenza e fondamentale perche se sbagli la valutazione rischi di emettere fatture senza IVA quando invece dovevi gia applicarla, con sanzioni pesanti.

Soglia 85.000 euro: uscita dall’anno successivo

Se nel 2026 incassi piu di 85.000 euro ma resti sotto i 100.000 euro, continui a fatturare in regime forfettario fino al 31 dicembre dell’anno corrente. L’uscita scatta dal 1 gennaio 2027. In pratica:

  • Tutto il 2026 fatturi senza IVA con la dicitura forfettaria abituale
  • Paghi sostitutiva 15% (o 5% nei primi 5 anni) sui redditi 2026
  • Dal 1 gennaio 2027 inizi a fatturare in regime ordinario con IVA
  • Devi gestire numerazione fatture, IVA periodica e contabilita ordinaria

Soglia 100.000 euro: uscita immediata stesso anno

Se invece nel 2026 superi i 100.000 euro di ricavi, l’uscita e immediata e retroattiva: dal momento esatto in cui incassi la fattura che ti porta oltre soglia, esci dal forfettario per tutto l’anno 2026. Le conseguenze sono pesanti:

  • La fattura che fa superare 100.000 euro deve essere emessa con IVA
  • Devi ricalcolare l’IVA su tutte le operazioni dell’anno (con scorporo) ed emettere note di variazione
  • Il reddito 2026 e tassato con IRPEF ordinaria a scaglioni, non con sostitutiva
  • Devi tenere contabilita ordinaria o semplificata gia per l’anno in corso

Questa norma, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023, e stata pensata per evitare comportamenti elusivi: prima si poteva fatturare 200.000 euro in dicembre restando forfettari per tutto l’anno. Oggi non e piu possibile. Per approfondire la disciplina del regime, leggi anche la nostra guida al regime forfettario 2026.

Cause ostative sopravvenute

Anche restando ampiamente sotto le soglie di ricavi, esistono cause ostative che ti fanno perdere il diritto al forfettario. Se una di queste si verifica nel 2026, esci dal regime dal 1 gennaio 2027 (non immediatamente). Le piu rilevanti sono:

  • Reddito da lavoro dipendente o assimilato superiore a 30.000 euro nell’anno precedente: se nel 2025 hai percepito piu di 30.000 euro lordi come dipendente o pensionato, dal 2026 non puoi essere forfettario (eccezione: rapporto cessato durante il 2025)
  • Partecipazione in societa di persone, associazioni professionali o imprese familiari
  • Controllo, diretto o indiretto, di SRL o associazioni in partecipazione che svolgono attivita riconducibili a quella del forfettario (es. medesimo codice ATECO)
  • Attivita prevalente verso datori di lavoro attuali o di anni precedenti (entro i 2 anni precedenti) o soggetti riconducibili: la cosiddetta “fattura mascherata”
  • Soggetti che si avvalgono di regimi speciali IVA (es. agricoltura, agenzie di viaggio, vendita sali e tabacchi)
  • Residenza fiscale all’estero (salvo Stati UE/SEE con almeno il 75% dei redditi prodotti in Italia)

Attenzione alla partecipazione in SRL: e la causa ostativa piu insidiosa. Se controlli (anche tramite familiari conviventi) una SRL e quella SRL fattura ad attivita simili alla tua, esci dal forfettario. La verifica va fatta caso per caso analizzando codici ATECO e cessione di servizi/beni tra le due posizioni.

Uscita volontaria: quando conviene davvero

Uscire volontariamente dal forfettario per scegliere l’ordinario puo avere senso in quattro situazioni tipiche. Vediamole una per una con le condizioni in cui il calcolo gioca a tuo favore.

1. Spese deducibili elevate (oltre il forfait del coefficiente)

Il forfettario ti riconosce un coefficiente di redditivita fisso (40%, 67%, 78%, 86% a seconda del codice ATECO). I costi reali NON contano: anche se spendi 30.000 euro in materiale, paghi le tasse sul forfait. Se invece i tuoi costi reali superano la quota forfettaria, in ordinario li deduci tutti e abbatti la base imponibile.

2. Acquisto di attrezzature, auto o immobili strumentali

Se devi comprare un macchinario da 50.000 euro, un’auto strumentale o un immobile per lo studio, in forfettario non scarichi nulla: ne il costo ne l’IVA. In ordinario invece detrai l’IVA all’atto dell’acquisto e deduci l’ammortamento per quote annuali. Su acquisti importanti il risparmio puo essere di migliaia di euro.

3. Crescita prevista oltre 85.000 euro

Se sai gia che nel 2026 supererai abbondantemente i 100.000 euro, conviene passare in ordinario fin dall’inizio dell’anno. Eviti la trappola dell’uscita immediata con ricalcolo IVA retroattivo, gestisci la contabilita in modo lineare dal 1 gennaio e i clienti si abituano da subito a vedere l’IVA in fattura.

4. Necessita di detrarre IVA e fatturare a clienti privati con IVA

Se lavori molto B2B, i tuoi clienti spesso preferiscono ricevere fatture con IVA detraibile per loro. Inoltre se hai acquisti importanti, l’IVA su quelle fatture in forfettario e un costo secco. In ordinario diventa un credito da compensare.

Come passare: opzione e comunicazione AdE

Il passaggio dal forfettario all’ordinario non avviene automaticamente: devi esercitare l’opzione con due strade alternative, comportamento concludente piu comunicazione formale.

Comportamento concludente

Per uscire volontariamente dal forfettario basta iniziare a fatturare con IVA dal 1 gennaio dell’anno scelto. Il comportamento concludente e sufficiente per attivare il regime ordinario, ma deve essere confermato dalla compilazione del quadro VO nella dichiarazione IVA dell’anno successivo.

Quadro VO del modello IVA

Il quadro VO della dichiarazione IVA serve a comunicare all’Agenzia delle Entrate l’opzione (o la revoca) per regimi diversi da quello naturale. Per chi esce dal forfettario:

  • Si compila il rigo VO33 barrando la casella 2 (revoca regime forfettario)
  • L’opzione vincola per almeno 3 anni: non puoi rientrare in forfettario subito dopo
  • Si presenta entro la scadenza ordinaria della dichiarazione IVA (fine aprile dell’anno successivo)

Ordinario semplificato vs ordinario contabile

Una volta usciti dal forfettario hai due alternative:

  • Regime ordinario semplificato: e la scelta naturale per professionisti e imprese minori (ricavi sotto 500.000 euro per servizi e 800.000 per altre attivita). Tieni solo registri IVA e libro beni ammortizzabili. Tassazione per cassa
  • Regime ordinario contabile: obbligatorio sopra le soglie viste o per opzione. Bilancio completo con stato patrimoniale, registri obbligatori piu numerosi, tassazione per competenza

Per la grande maggioranza dei professionisti che escono dal forfettario, il regime semplificato e la soluzione corretta: meno burocrazia, criterio di cassa simile al forfettario.

Tassazione ordinaria: IRPEF, addizionali, IRAP

Il salto piu sentito riguarda la tassazione del reddito. Si passa dalla sostitutiva piatta (15% o 5%) all’IRPEF ordinaria progressiva, con effetto pesante sui redditi medio-alti.

Scaglioni IRPEF 2026

Gli scaglioni IRPEF in vigore nel 2026 (dopo la riforma a tre scaglioni resa strutturale) sono:

  • Fino a 28.000 euro: aliquota 23%
  • Da 28.001 a 50.000 euro: aliquota 35%
  • Oltre 50.000 euro: aliquota 43%

Si aggiungono addizionale regionale (in FVG circa 1,23%) e addizionale comunale (variabile, a Udine 0,8%). Quindi sui redditi piu alti si arriva agevolmente al 45% complessivo.

IRAP: chi la paga e chi no

I professionisti senza autonoma organizzazione (dal 2022) sono esonerati IRAP: nessuna dichiarazione, nessun versamento. Le imprese individuali invece la pagano sul valore della produzione netta (aliquota base 3,9%, ma esistono deduzioni che spesso azzerano il dovuto sotto certi importi).

IVA, liquidazioni periodiche e LIPE

Una delle differenze gestionali piu pesanti e l’IVA. Da forfettario non te ne occupavi, in ordinario diventa un adempimento mensile o trimestrale.

Aliquote IVA da applicare

L’aliquota IVA standard e 22%, ma per alcune attivita si applicano aliquote ridotte: 4% (beni di prima necessita, libri, alcuni servizi), 5% (alcuni servizi sanitari e sociali), 10% (turismo, ristorazione, alcuni alimentari ed edilizia agevolata).

Liquidazioni IVA: mensile o trimestrale

La periodicita di liquidazione IVA dipende dal volume d’affari:

  • Trimestrale: se nell’anno precedente il volume d’affari e stato sotto 500.000 euro (servizi) o 800.000 euro (altre attivita). Si versa entro il 16 del secondo mese successivo al trimestre, con maggiorazione 1%
  • Mensile: oltre quelle soglie. Versamento entro il 16 del mese successivo

La quasi totalita dei professionisti che escono dal forfettario rientrano nella liquidazione trimestrale.

LIPE: comunicazioni trimestrali

Le LIPE (Liquidazioni Periodiche IVA) sono comunicazioni trimestrali da inviare telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro la fine del secondo mese successivo al trimestre. Sono obbligatorie anche se non c’e IVA a debito o a credito.

Deducibilita costi e ammortamenti

Il vantaggio piu concreto del passaggio in ordinario e la deducibilita dei costi inerenti all’attivita. Nel forfettario i costi non si deducevano: nell’ordinario invece tutto cio che e inerente, documentato e tracciato puo essere portato in deduzione.

Costi 100% deducibili

  • Materie prime e merci per la rivendita
  • Cancelleria, software, abbonamenti professionali
  • Affitto ufficio o studio dedicato esclusivamente all’attivita
  • Utenze dello studio (luce, gas, internet)
  • Compensi a collaboratori e dipendenti
  • Consulenze (commercialista, legale, marketing)
  • Formazione professionale obbligatoria

Costi a deducibilita parziale

  • Auto aziendale o professionale: 20% deducibile per professionisti, 20% IVA detraibile (40% per agenti e rappresentanti). Tetto di 18.075,99 euro sul costo per l’ammortamento
  • Telefono cellulare: 80% deducibile e 50% IVA detraibile
  • Spese di rappresentanza: deducibili nei limiti dell’1,5% dei ricavi
  • Pasti e alberghi professionali: 75% deducibili, IVA detraibile al 100% (se inerenti)
  • Studio in casa: 50% delle spese se non hai altro studio (regola del “promiscuo”)

Ammortamento beni strumentali

I beni strumentali con costo unitario superiore a 516,46 euro non si deducono in un colpo solo, ma si ammortizzano in piu anni in base ai coefficienti ministeriali (DM 31/12/1988). Esempi tipici: macchinari (12,5%), arredi (15%), computer (20%), veicoli (25%). Sotto i 516,46 euro la deduzione e integrale nell’anno di acquisto.

Calcolo soglia di convenienza con esempi

Per capire se ti conviene volontariamente passare in ordinario serve il calcolo della soglia di convenienza: il livello di costi reali oltre il quale l’ordinario inizia a essere piu vantaggioso del forfettario.

Formula di base

Nel forfettario il reddito imponibile e fisso al (1 – coefficiente di redditivita) dei ricavi. Il margine “presunto” di costi e dunque:

  • Coefficiente 78% (professionisti): margine implicito di costi 22%
  • Coefficiente 67% (intermediari, agenti): margine 33%
  • Coefficiente 40% (commercio): margine 60%
  • Coefficiente 86% (costruzioni e attivita varie): margine 14%

Regola pratica: se i tuoi costi reali documentabili superano il margine implicito del coefficiente, l’ordinario inizia a convenire dal punto di vista del reddito imponibile. Ma attenzione: in ordinario paghi IRPEF progressiva (fino al 43%) invece della sostitutiva 15%, quindi il vantaggio si verifica solo con costi significativamente superiori al margine.

Soglie indicative di convenienza

Una stima pratica (al lordo di contributi previdenziali, che sono deducibili in entrambi i regimi):

  • Professionista coefficiente 78%: l’ordinario inizia a convenire con costi reali oltre 35-40% dei ricavi (rispetto al 22% forfait)
  • Intermediario coefficiente 67%: convenienza con costi oltre il 45-50%
  • Commerciante coefficiente 40%: convenienza solo con costi oltre il 70-75% (raro)

Sono indicazioni di massima: il calcolo va sempre personalizzato sulla tua situazione, considerando tipologia di clientela, IVA recuperabile, presenza di familiari a carico (detrazioni), redditi aggiuntivi.

Esempio comparativo: 70.000 ricavi e 25.000 costi

Vediamo un caso reale, semplificato per chiarezza, di un professionista con codice ATECO al coefficiente 78% (es. consulente, libero professionista). Compensi annui 70.000 euro, costi documentati 25.000 euro (quasi il 36% dei ricavi).

Scenario A: regime forfettario

  • Reddito imponibile (78% di 70.000) = 54.600 euro
  • Contributi gestione separata INPS (26,07% su imponibile) = circa 14.234 euro (deducibili dall’imponibile)
  • Reddito netto post contributi = 54.600 – 14.234 = 40.366 euro
  • Imposta sostitutiva 15% (oltre i primi 5 anni) = 6.055 euro
  • Totale tasse + contributi: circa 20.289 euro
  • Netto in tasca: 70.000 – 25.000 (costi reali) – 20.289 = 24.711 euro

Scenario B: regime ordinario semplificato

  • Ricavi 70.000 – costi deducibili 25.000 = reddito imponibile lordo 45.000 euro
  • Contributi INPS gestione separata (26,07% su 45.000) = 11.731 euro (deducibili)
  • Reddito netto post contributi = 45.000 – 11.731 = 33.269 euro
  • IRPEF progressiva: 23% su 28.000 (6.440) + 35% su 5.269 (1.844) = 8.284 euro
  • Addizionali regionale + comunale (circa 2%) = 665 euro
  • Totale tasse + contributi: circa 20.680 euro
  • Netto in tasca (al netto IVA gestita): 70.000 – 25.000 – 20.680 = 24.320 euro

Conclusione del confronto

In questo caso il forfettario resta leggermente piu vantaggioso (circa 390 euro di differenza netta) anche con costi al 36% dei ricavi. Per il coefficiente 78%, il punto di pareggio si trova intorno al 40-42% di costi reali sui ricavi. Sopra quella soglia l’ordinario inizia a essere piu conveniente, anche grazie al recupero IVA sugli acquisti che nell’esempio non e stato conteggiato.

Va detto che l’ordinario diventa molto piu conveniente quando: hai familiari a carico (detrazioni IRPEF importanti), acquisti grossi beni strumentali (ammortamenti), fatturi prevalentemente B2B con IVA recuperabile dai clienti, o sei nei primi 5 anni con sostitutiva al 5% nel forfettario (in quel caso il forfettario vince quasi sempre).

Pratica con commercialista o CAF

Il passaggio dal forfettario all’ordinario non e una decisione da prendere a cuor leggero ne da gestire da soli. Comporta:

  • Apertura di un sezionale IVA dal 1 gennaio dell’anno di passaggio
  • Gestione delle fatture in corso al 31/12: incassi sotto il forfettario, le successive con IVA
  • Magazzino e rimanenze: vanno valorizzati al costo
  • Fatture differite e operazioni in sospensione: trattamento specifico
  • Compilazione del quadro VO in dichiarazione IVA
  • Eventuale rettifica della detrazione IVA sui beni acquistati in forfettario (recupero parziale)

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a fare il calcolo di convenienza prima della decisione, gestire il passaggio formale, impostare contabilita semplificata e adempimenti IVA, e affianca un commercialista convenzionato per le pratiche di natura strettamente professionale (registri, libro inventari, fatturazione elettronica avanzata).

Se hai una partita IVA forfettaria attiva e stai valutando il passaggio, fissa un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine, in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, oppure chiamaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Faremo insieme i conti sulla tua situazione concreta. Per orientarti puoi consultare anche le nostre guide al regime forfettario 2026 e al calcolo tasse forfettario.

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Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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Domande frequenti

Posso rientrare nel forfettario dopo essere uscito?

Si, ma solo dopo almeno 3 anni dal cambio di regime se l’opzione e stata volontaria, e comunque rispettando di nuovo tutti i requisiti (ricavi sotto 85.000 euro, assenza di cause ostative). Se invece l’uscita e stata obbligatoria per superamento soglie, il rientro e possibile dall’anno successivo a quello in cui torni sotto i limiti.

Cosa succede alle fatture incassate dopo il passaggio?

Le fatture emesse in regime forfettario ma incassate dopo il passaggio in ordinario seguono il regime di emissione: restano senza IVA. Le nuove fatture emesse dal 1 gennaio dell’anno di ordinario si emettono con IVA dal primo cliente. Per evitare problemi, conviene chiudere il piu possibile gli incassi sospesi entro il 31 dicembre.

Devo cambiare codice ATECO?

No, il codice ATECO non cambia: sei sempre la stessa persona con la stessa attivita. Cambia solo il regime fiscale di tassazione. Se invece cambi anche tipologia di attivita, allora va aggiornato il codice ATECO con apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate (modello AA9/12).

Quanto costa la contabilita ordinaria rispetto al forfettario?

I costi di gestione contabile aumentano: si passa da circa 400-800 euro/anno di un forfettario semplice a 1.200-2.500 euro/anno per un ordinario semplificato (cifre indicative, variano per attivita e volume). E un costo che va sommato alle tasse nel calcolo di convenienza.

Quando e meglio passare a meta anno o dal 1 gennaio?

Il passaggio volontario avviene sempre dal 1 gennaio: non e possibile cambiare regime in corso d’anno per scelta. L’unica eccezione e l’uscita immediata per superamento dei 100.000 euro, che e obbligatoria e retroattiva sull’anno in corso.

Cosa succede al credito IVA accumulato in forfettario?

In forfettario non si genera credito IVA perche non si emette ne si detrae IVA. Si puo invece recuperare parzialmente l’IVA sui beni strumentali acquistati negli ultimi 5 anni di forfettario (10 anni per immobili) tramite il meccanismo della rettifica della detrazione nel primo anno di ordinario, in proporzione agli anni residui.

Conviene il passaggio se ho un mutuo per lo studio?

Si, spesso conviene. Gli interessi passivi del mutuo per immobile strumentale sono deducibili al 100% in ordinario, mentre in forfettario sono persi. Lo stesso vale per spese di manutenzione e ristrutturazione dello studio, che generano deduzioni o crediti d’imposta importanti.

Articolo aggiornato a maggio 2026. Le informazioni hanno carattere divulgativo: per la tua situazione personale ti invitiamo a fissare un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine.

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Maggio 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Regime-Forfettario-2026-limiti-e-controlli.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-27 08:00:002026-05-31 22:22:38Passare da Forfettario a Ordinario 2026: Quando Conviene, Procedura e Costi

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