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Tag Archivio per: contributi inps 2026

CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Modello Redditi PF 2026: calcolo del saldo 2025 e del primo acconto 2026 dei contributi INPS per artigiani e commercianti

contributi INPS artigiani e commercianti, regime forfettario

Ogni anno, con la presentazione del Modello Redditi PF, artigiani e commercianti devono fare i conti con il versamento dei contributi INPS alla Gestione IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti). Nel 2026, il Modello Redditi PF relativo all’anno d’imposta 2025 porta con sé l’obbligo di calcolare correttamente il saldo dei contributi 2025 e il primo acconto dei contributi 2026. Si tratta di adempimenti spesso sottovalutati che, se gestiti con errori, possono generare sanzioni o interessi non dovuti.

In questa guida completa analizziamo nel dettaglio le aliquote vigenti, i minimali e i massimali contributivi, la logica del Quadro RR del Modello Redditi PF, le scadenze di versamento tramite F24 e i codici tributo da utilizzare. I valori esatti di minimale e massimale 2025 sono fissati dalla Circolare INPS annuale (di solito pubblicata a gennaio/febbraio) e devono essere sempre verificati sul portale INPS.it prima di procedere al calcolo.

Chi deve versare i contributi INPS alla Gestione IVS

La Gestione IVS (o Gestione degli artigiani e dei commercianti) è la cassa previdenziale INPS dedicata a:

  • Artigiani: titolari e collaboratori di imprese artigiane (falegname, idraulico, elettricista, meccanico, parrucchiere, estetista, ecc.)
  • Commercianti: titolari e collaboratori di imprese commerciali (negozianti, agenti, rappresentanti di commercio, ecc.)
  • Coadiuvanti e coadiutori familiari: familiari che collaborano nell’impresa

L’iscrizione alla Gestione IVS è obbligatoria e comporta il versamento di contributi fissi (sul reddito minimale) e di contributi proporzionali al reddito effettivo. Anche chi aderisce al regime forfettario è iscritto alla Gestione IVS, con la possibilità di ridurre i contributi del 35% presentando apposita comunicazione all’INPS entro il 28 febbraio di ogni anno.

Aliquote contributive IVS 2025: artigiani e commercianti

Le aliquote contributive per il 2025 (anno di imposta del Modello Redditi PF 2026) sono le seguenti, fissate dalla Circolare INPS annuale:

CategoriaAliquota IVS 2025Note
Artigiani (titolari)24,00%Sul reddito d’impresa fino al massimale
Commercianti (titolari)24,48%Sul reddito d’impresa fino al massimale
Coadiuvanti/coadiutori familiariPari al titolareStessa aliquota, eventuale riduzione per under 21
Forfettari con riduzione 35% (artigiani)~15,60%24% × 65% (con comunicazione INPS entro 28/02)
Forfettari con riduzione 35% (commercianti)~15,91%24,48% × 65% (con comunicazione INPS entro 28/02)

Nota: le aliquote IVS artigiani (24%) e commercianti (24,48%) sono confermate dalla Circolare INPS n. 17 del 2025. La riduzione del 35% per i forfettari e’ prevista dalla L. 190/2014 art. 1 c. 77 ed e’ stata confermata anche per il 2025.

Minimale e massimale contributivo 2025

Il sistema contributivo della Gestione IVS prevede un reddito minimale al di sotto del quale si versano comunque contributi fissi, e un massimale oltre il quale non si versano contributi aggiuntivi. Entrambi i valori vengono aggiornati ogni anno con rivalutazione ISTAT e sono pubblicati dalla Circolare INPS all’inizio dell’anno.

Reddito minimale 2025 e contributo fisso

Il reddito minimale annuo per il 2025 e il corrispondente contributo fisso minimo sono indicati nella Circolare INPS n. 17 del 2025 (o circolare equivalente). A titolo indicativo, negli anni recenti il reddito minimale si attestava intorno a 17.500-18.000 euro. Il contributo fisso annuo (somma delle quattro rate trimestrali) per un artigiano e’ pari al minimale moltiplicato per l’aliquota 24%; per un commerciante per il 24,48%.

Importante: i contributi fissi sul minimale vengono versati in quattro rate durante l’anno (scadenze 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre, 16 febbraio dell’anno successivo), indipendentemente dal reddito effettivo. Il Modello Redditi PF 2026 riporta nel Quadro RR Sezione I queste rate gia’ versate.

Reddito massimale 2025

Il reddito massimale distingue tra due categorie di iscritti:

  • Senza anzianita’ contributiva anteriore al 1° gennaio 1996: massimale piu’ basso (indicativamente intorno a 86.000-87.000 euro per il 2025)
  • Con anzianita’ contributiva anteriore al 1° gennaio 1996: massimale piu’ elevato (indicativamente intorno a 113.000 euro per il 2025)

Oltre il massimale non si versano ulteriori contributi IVS. I valori precisi vanno verificati sulla Circolare INPS dell’anno corrente disponibile su INPS.it, sezione “Gestione degli artigiani e dei commercianti”.

Il Quadro RR del Modello Redditi PF 2026: come funziona

Il Quadro RR del Modello Redditi PF e’ la sezione dedicata alla liquidazione dei contributi previdenziali INPS per artigiani e commercianti. E’ composto da due sezioni principali:

  • Sezione I – Contributi dovuti sul reddito minimale: contiene le rate fisse gia’ versate nel corso dell’anno. Si tratta di un riepilogo dei versamenti gia’ effettuati trimestralmente, da confrontare con quanto effettivamente pagato.
  • Sezione II – Contributi dovuti sul reddito eccedente il minimale: qui si calcola il contributo aggiuntivo sulla parte di reddito che supera il minimale. Comprende il saldo 2025 e il primo acconto 2026.

I dati del Quadro RR vengono poi riportati nel prospetto di liquidazione del Modello Redditi PF, e i versamenti a saldo e in acconto si effettuano tramite modello F24 nelle scadenze previste.

Sezione I: contributi sul minimale

Nel Quadro RR Sezione I vengono indicate le quattro rate fisse versate nel 2025. Queste rate vanno indicate anche se si e’ in regime forfettario con riduzione, con i valori ridotti del 35%. Se tutte le rate sono state regolarmente versate, non vi e’ alcun saldo da versare in questa sezione.

Sezione II: contributi sull’eccedenza del minimale

Questa e’ la sezione piu’ importante per chi ha prodotto un reddito superiore al minimale. Il contributo viene calcolato sulla differenza tra il reddito d’impresa effettivo (dichiarato nel Quadro RF/RD/LM) e il reddito minimale:

Formula: (Reddito effettivo – Reddito minimale) x Aliquota = Contributo sull’eccedenza

Come si calcola il saldo 2025: esempi pratici

I seguenti esempi sono a scopo illustrativo e utilizzano valori ipotetici di minimale. Sostituisci i valori esatti con quelli della Circolare INPS 2025.

Esempio 1: artigiano con reddito 35.000 euro

Dati: artigiano (es. elettricista), reddito d’impresa 2025 = 35.000 euro, aliquota IVS 24%, minimale ipotetico = M euro, contributo fisso gia’ versato = CF euro.

  • Contributo sul minimale (gia’ versato): CF euro
  • Reddito eccedente il minimale: 35.000 – M euro
  • Contributo sull’eccedenza: (35.000 – M) x 24%
  • Gia’ versato in acconto sull’eccedenza (anno precedente): acconto versato
  • Saldo 2025 da versare: contributo eccedenza – acconto versato

A titolo di esempio concreto con minimale 2024 (circa 17.504 euro): reddito eccedente = 35.000 – 17.504 = 17.496 euro; contributo eccedenza = 17.496 x 24% = 4.199 euro. Se l’acconto versato era 3.500 euro, il saldo sarebbe 699 euro.

Esempio 2: commerciante con reddito 55.000 euro

Dati: commerciante (es. negoziante), reddito d’impresa 2025 = 55.000 euro, aliquota IVS 24,48%.

  • Reddito eccedente il minimale (es. 55.000 – 17.504 = 37.496 euro con valore 2024 a titolo illustrativo)
  • Contributo sull’eccedenza: 37.496 x 24,48% = 9.181 euro (indicativo)
  • Gia’ versato in acconto: es. 7.000 euro
  • Saldo 2025 indicativo: 9.181 – 7.000 = 2.181 euro

Esempio 3: artigiano forfettario con riduzione 35%

Dati: artigiano in regime forfettario, reddito imponibile 2025 (dopo coefficiente di redditivita’) = 28.000 euro, aliquota IVS ridotta 15,60% (24% x 65%).

  • Minimale ridotto per il forfettario: M x 65%
  • Reddito eccedente il minimale ridotto: 28.000 – (M x 65%)
  • Contributo sull’eccedenza ridotto: (28.000 – minimale ridotto) x 15,60%
  • Contributo fisso ridotto (gia’ versato): CF x 65%

Il risparmio rispetto al regime ordinario e’ significativo. Per questo motivo la riduzione del 35% e’ una delle agevolazioni piu’ vantaggiose del regime forfettario.

Il calcolo del primo acconto 2026 dei contributi INPS

Insieme al saldo 2025, nel Modello Redditi PF 2026 si calcola anche il primo acconto dei contributi INPS 2026. L’acconto viene calcolato con il metodo storico, prendendo come base il contributo sull’eccedenza del minimale dell’anno precedente (2025).

Metodo di calcolo dell’acconto

Il primo acconto e’ pari al 40% del contributo complessivo dovuto per il 2025 sulla parte eccedente il minimale. Il secondo acconto (da versare in autunno) sara’ pari al restante 60%.

  • Primo acconto 2026: contributo eccedenza 2025 x 40%
  • Secondo acconto 2026: contributo eccedenza 2025 x 60%

Riprendendo l’Esempio 1 (artigiano con reddito 35.000 euro, contributo eccedenza indicativo 4.199 euro):

  • Primo acconto 2026 (40%): 4.199 x 40% = circa 1.680 euro
  • Secondo acconto 2026 (60%): 4.199 x 60% = circa 2.519 euro

Metodo previsionale per il calcolo dell’acconto

In alternativa al metodo storico, e’ possibile utilizzare il metodo previsionale: si stima il reddito che si prevede di conseguire nel 2026 e si calcola l’acconto su quella base. Questo metodo e’ conveniente se si prevede un reddito 2026 significativamente inferiore al 2025. Tuttavia, attenzione: se la previsione risulta inferiore al reddito effettivo, si potranno applicare sanzioni e interessi sulla differenza.

Scadenze di versamento: F24 e codici tributo

Il versamento del saldo contributi 2025 e del primo acconto 2026 avviene tramite modello F24. Le scadenze fiscali di luglio 2026 sono particolarmente rilevanti per artigiani e commercianti.

Scadenze 2026

AdempimentoScadenza ordinariaScadenza con maggiorazione 0,40%
Saldo contributi INPS 202530 giugno 202630 luglio 2026
1° acconto contributi INPS 202630 giugno 202630 luglio 2026
2° acconto contributi INPS 202630 novembre 2026–
Rate fisse minimale 2026 (1a)16 maggio 2026–
Rate fisse minimale 2026 (2a)20 agosto 2026–
Rate fisse minimale 2026 (3a)16 novembre 2026–
Rate fisse minimale 2026 (4a)16 febbraio 2027–

Importante: il pagamento con scadenza 30 luglio invece del 30 giugno comporta una maggiorazione dello 0,40% sull’importo da versare (non si tratta di una sanzione, ma di un interesse legale previsto dalla normativa).

Codici tributo F24 per artigiani e commercianti

Per il versamento tramite F24, nella sezione “INPS” devono essere utilizzati i seguenti codici tributo. Per l’approfondimento completo, consulta la nostra guida sui codici tributo F24 2026.

CodiceDescrizioneChi lo usa
0101Contributi IVS artigiani – quota fissa sul minimaleArtigiani
0102Contributi IVS commercianti – quota fissa sul minimaleCommercianti
0103Contributi IVS artigiani – quota proporzionale eccedenzaArtigiani
0104Contributi IVS commercianti – quota proporzionale eccedenzaCommercianti

Il codice sede INPS da indicare e’ quello della sede INPS competente per il domicilio fiscale del contribuente. La causale contributi e’ “CONTRIBUTI GESTIONE ARTIGIANI” o “CONTRIBUTI GESTIONE COMMERCIANTI” a seconda della categoria.

Rateizzazione dei contributi: e’ possibile?

Il saldo e il primo acconto dei contributi INPS versati tramite Modello Redditi PF 2026 possono essere rateizzati fino a un massimo di 6 rate mensili, con interessi dello 0,33% mensile. La prima rata scade con il versamento ordinario (30 giugno o 30 luglio 2026 con maggiorazione), le successive scadono il 16 di ogni mese successivo.

La rateizzazione e’ particolarmente utile per chi ha un saldo elevato e preferisce distribuire il pagamento nel corso dell’estate. Tuttavia, occorre fare attenzione a non confondere la rateizzazione dei contributi INPS con quella delle imposte IRPEF: sono due versamenti distinti, con codici tributo e logiche diverse.

Casi particolari: pensionati, inizio attivita’ e cessazione

Artigiani/commercianti pensionati

I soggetti che, oltre all’attivita’ di artigiano o commerciante, percepiscono anche una pensione INPS, versano in linea generale i contributi IVS alle aliquote ordinarie. La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto alcune modifiche per specifiche categorie, ma si tratta di situazioni particolari che richiedono una valutazione caso per caso con un professionista abilitato.

Inizio attivita’ nel 2025

Chi ha avviato l’attivita’ di artigiano o commerciante nel corso del 2025 (es. a luglio 2025) dovra’ versare i contributi minimali in misura proporzionale ai mesi di iscrizione. I contributi sul minimale si conteggiano per mesi interi di iscrizione all’INPS.

Cessazione attivita’ nel 2025

Chi ha cessato l’attivita’ nel corso del 2025 e’ tenuto a presentare il Modello Redditi PF 2026 per i redditi prodotti fino alla data di cessazione. I contributi INPS saranno dovuti in misura proporzionale al periodo di attivita’, anche per la quota eccedente il minimale, in base al reddito prodotto.

Modello Redditi PF 2026 vs Modello 730: quale usare

Una domanda frequente riguarda se artigiani e commercianti possono utilizzare il Modello 730 invece del Modello Redditi PF. La risposta e’ no: il Modello 730 e’ destinato esclusivamente ai lavoratori dipendenti e ai pensionati. Chi esercita attivita’ d’impresa (artigiani, commercianti) deve obbligatoriamente presentare il Modello Redditi PF, compilando:

  • Quadro RF: redditi d’impresa in regime ordinario
  • Quadro RD: redditi d’impresa in regime semplificato
  • Quadro LM: redditi d’impresa in regime forfettario
  • Quadro RR: contributi previdenziali INPS (artigiani/commercianti)

Per approfondire le differenze tra i modelli dichiarativi, consulta la nostra guida al Modello 730 2026.

La deducibilita’ dei contributi INPS dal reddito

I contributi versati alla Gestione IVS INPS sono interamente deducibili dal reddito complessivo nella dichiarazione dei redditi. Questo vale sia per il regime ordinario che per il regime forfettario:

  • Regime ordinario: i contributi INPS si deducono dal reddito complessivo (Quadro RP, rigo RP21). Questo riduce la base imponibile IRPEF e quindi l’imposta dovuta.
  • Regime forfettario: i contributi INPS si deducono dal reddito forfettario (riduzione diretta del reddito imponibile dichiarato nel Quadro LM). Non concorrono alla formazione del reddito complessivo, ma abbattono direttamente l’imponibile sostitutivo del 15%.

Esempio pratico – Regime ordinario: un artigiano con reddito d’impresa 35.000 euro e contributi INPS totali versati (fissi + eccedenza) di circa 8.400 euro avra’ un reddito complessivo imponibile ridotto a circa 26.600 euro, con un risparmio IRPEF di circa 2.100 euro (aliquota marginale 35%). Il risparmio effettivo dipende dall’aliquota marginale applicabile al reddito totale del contribuente.

Errori frequenti da evitare

  • Dimenticare il primo acconto 2026: il Modello Redditi PF 2026 non richiede solo il saldo 2025, ma anche il primo acconto 2026. Molti contribuenti si concentrano solo sul saldo e si dimenticano l’acconto, generando poi problemi al momento del secondo acconto di novembre.
  • Usare i codici tributo sbagliati: confondere i codici artigiani con quelli commercianti, o usare i codici del minimale per il versamento dell’eccedenza.
  • Non applicare la riduzione forfettaria: chi e’ in regime forfettario e ha presentato la comunicazione INPS per la riduzione del 35% deve applicarla anche nel calcolo del saldo e dell’acconto. Se dimenticata, si versano contributi in eccesso.
  • Non verificare il massimale: superato il massimale reddituale, non si versano ulteriori contributi IVS. Ignorare questo limite porta a versamenti eccessivi.
  • Confondere i contributi INPS con l’IRPEF: sono due pagamenti distinti, con scadenze, codici tributo e modalita’ di calcolo diverse.
  • Usare valori di minimale/massimale dell’anno precedente: questi valori cambiano ogni anno. Verificare sempre la Circolare INPS aggiornata prima di procedere al calcolo.

Come il CAF puo’ aiutarti

Il calcolo corretto del saldo e dell’acconto dei contributi INPS richiede la conoscenza dei dati reddituali 2025, delle aliquote aggiornate, dei minimali e massimali specifici e della situazione previdenziale individuale. Un errore in questa fase puo’ portare a versamenti insufficienti (con sanzioni e interessi) o eccessivi (con necessita’ di rimborso).

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la compilazione del Modello Redditi PF 2026, incluso il Quadro RR per artigiani e commercianti. Il nostro team di consulenti fiscali verifica i dati INPS, calcola il saldo e l’acconto esatti e predispone il modello F24 con i codici tributo corretti.

Hai un’attivita’ artigiana o commerciale e devi presentare il Modello Redditi PF 2026? Prenota un appuntamento presso il nostro ufficio di Udine (Viale Giuseppe Tullio 13, scala B) oppure contattaci al 0432 1638640 o via WhatsApp al 366 6018121.

FAQ: domande frequenti su contributi INPS artigiani e commercianti 2026

Qual e’ l’aliquota IVS per gli artigiani nel 2025?

Per il 2025, l’aliquota IVS per gli artigiani e’ del 24% sul reddito d’impresa. Per i commercianti l’aliquota e’ del 24,48%. I forfettari che hanno presentato la comunicazione INPS possono applicare una riduzione del 35%, portando le aliquote rispettivamente a circa 15,60% e 15,91%.

Quando scade il versamento del saldo contributi INPS 2025?

Il saldo dei contributi INPS 2025 (eccedenza del minimale) scade il 30 giugno 2026. E’ possibile versare entro il 30 luglio 2026 con una maggiorazione dello 0,40%. Il versamento avviene tramite modello F24.

Cos’e’ il reddito minimale INPS per artigiani e commercianti?

Il reddito minimale e’ una soglia annua fissata dall’INPS: al di sotto di questa soglia si versano comunque i contributi fissi calcolati su di essa. Sopra il minimale si versano contributi aggiuntivi proporzionali al reddito effettivo. Il valore viene aggiornato ogni anno con rivalutazione ISTAT e pubblicato nella Circolare INPS annuale (disponibile su INPS.it).

Un artigiano forfettario deve versare i contributi INPS?

Si’, l’artigiano in regime forfettario e’ iscritto alla Gestione IVS INPS e deve versare i contributi come tutti gli altri artigiani. Tuttavia, puo’ beneficiare di una riduzione del 35% presentando apposita comunicazione all’INPS entro il 28 febbraio di ogni anno. La riduzione si applica sia ai contributi fissi sul minimale che a quelli proporzionali sull’eccedenza.

Posso rateizzare il pagamento dei contributi INPS 2025?

Si’, e’ possibile rateizzare il saldo e il primo acconto dei contributi INPS in un massimo di 6 rate mensili, con interessi dello 0,33% mensile. La prima rata scade alla data ordinaria del versamento (30 giugno o 30 luglio con maggiorazione).

Come trovo i valori aggiornati di minimale e massimale INPS?

I valori aggiornati vengono comunicati ogni anno dall’INPS con apposita Circolare (di solito a gennaio/febbraio). Puoi consultare il sito INPS.it nella sezione dedicata alla Gestione degli Artigiani e Commercianti, oppure rivolgerti al tuo CAF o commercialista di fiducia.

Conclusione

Il calcolo dei contributi INPS nel Modello Redditi PF 2026 e’ un adempimento fondamentale per tutti gli artigiani e commercianti. Comprendere la logica del Quadro RR, applicare correttamente le aliquote IVS (24% per artigiani, 24,48% per commercianti), rispettare i valori di minimale e massimale aggiornati e versare nei termini previsti sono passaggi essenziali per evitare sanzioni e ottimizzare il carico contributivo.

Ricorda che il saldo 2025 e il primo acconto 2026 si versano entrambi entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione 0,40%), mentre il secondo acconto 2026 scade il 30 novembre. Se sei in regime forfettario, verifica di aver applicato la riduzione del 35% e di aver presentato la comunicazione INPS. Se hai dubbi o necessiti di assistenza, il CAF Centro Fiscale di Udine e’ a tua disposizione per una consulenza personalizzata.

Per ulteriori informazioni sulle scadenze fiscali di luglio 2026 e su come gestire al meglio le tasse se sei un lavoratore autonomo, consulta le nostre guide aggiornate.

Luglio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-05 08:26:322026-07-05 08:39:47Modello Redditi PF 2026: calcolo del saldo 2025 e del primo acconto 2026 dei contributi INPS per artigiani e commercianti
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Scadenze Fiscali Luglio 2026: Calendario Completo IRPEF, IVA, Contributi e Modello Redditi

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  1. Calendario completo scadenze luglio 2026
  2. 16 luglio: versamenti IRPEF e ritenute
  3. 16 luglio: IVA mensile giugno 2026
  4. 16 luglio: contributi INPS gestione separata
  5. 20 luglio: LIPE secondo trimestre 2026
  6. 30 luglio: saldo IRPEF con maggiorazione 0,40%
  7. 30 luglio: diritto annuale CCIAA con maggiorazione
  8. Contributi colf e badanti: nessuna scadenza a luglio
  9. Modello Redditi PF 2026: conviene prepararsi
  10. FAQ – Domande frequenti

Il mese di luglio 2026 è uno dei periodi più impegnativi dell’anno dal punto di vista fiscale. Si concentrano in poche settimane il versamento delle ritenute IRPEF, l’IVA mensile, i contributi INPS e, soprattutto, il saldo IRPEF con maggiorazione dello 0,40% per chi ha differito il pagamento dalla scadenza del 30 giugno. A questi si aggiungono la comunicazione LIPE del secondo trimestre e il diritto annuale alla Camera di Commercio.

In questa guida completa, aggiornata alle ultime disposizioni dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, troverai il calendario dettagliato delle scadenze fiscali di luglio 2026 con date, codici tributo, importi e indicazioni pratiche per non dimenticare nessun adempimento. Se hai bisogno di assistenza per i versamenti o la dichiarazione dei redditi, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.

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Calendario completo scadenze fiscali luglio 2026

Ecco il calendario dettagliato di tutte le principali scadenze fiscali del mese di luglio 2026, organizzato giorno per giorno secondo lo Scadenzario ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Tieni presente che quando una scadenza cade di sabato o domenica, il termine slitta al primo giorno lavorativo successivo.

DataAdempimentoChi deve adempiereCodice Tributo
16 luglioVersamento ritenute IRPEF lavoro dipendenteDatori di lavoro, sostituti d’imposta1001
16 luglioVersamento ritenute IRPEF lavoro autonomoCommittenti che pagano professionisti1040
16 luglioVersamento IVA mensile (giugno 2026)Contribuenti IVA mensili6006
16 luglioVersamento IVA II trimestre 2026Contribuenti IVA trimestrali6032
16 luglioContributi INPS gestione separata (rata)Committenti per collaboratoriCXX / C10
16 luglioAddizionali regionali e comunali IRPEFDatori di lavoro3802 / 3848
20 luglioLIPE – Comunicazione liquidazioni periodiche IVA (II trimestre)Soggetti passivi IVA–
25 luglioPresentazione modelli INTRASTAT (giugno o II trimestre)Operatori intracomunitari–
30 luglioSaldo IRPEF + primo acconto con maggiorazione 0,40%Chi ha differito dal 30 giugno4001 / 4033
30 luglioSaldo cedolare secca con maggiorazione 0,40%Locatori che hanno differito1842
30 luglioImposta sostitutiva regime forfettario con maggiorazione 0,40%Forfettari che hanno differito1790 / 1791
30 luglioDiritto annuale CCIAA con maggiorazione 0,40%Imprese iscritte al Registro3850
30 luglioIVIE e IVAFE con maggiorazione 0,40%Titolari immobili/attività estere4041 / 4043
31 luglioPresentazione Modello 770 (ritenute anno 2025)Sostituti d’imposta–

16 luglio: versamenti IRPEF e ritenute

Il 16 luglio 2026 è la prima data cruciale del mese. Entro questo giorno, tutti i datori di lavoro e sostituti d’imposta devono effettuare il versamento delle ritenute operate nel mese di giugno sulle retribuzioni dei dipendenti e sui compensi dei lavoratori autonomi. Si tratta di un adempimento mensile ricorrente, ma è fondamentale non sottovalutarlo: i ritardi comportano sanzioni e interessi.

Le ritenute IRPEF sul lavoro dipendente si versano con il codice tributo 1001 tramite modello F24. Per i compensi ai lavoratori autonomi (ad esempio consulenti, professionisti, collaboratori occasionali), il codice tributo da utilizzare è il 1040. In entrambi i casi, il periodo di riferimento da indicare nell’F24 è “06/2026”.

Oltre alle ritenute IRPEF, il 16 luglio scadono anche le addizionali regionali e comunali trattenute in busta paga. Le addizionali regionali si versano con codice tributo 3802, mentre quelle comunali con il 3848. Ricorda che le addizionali comunali prevedono anche un eventuale acconto (codice 3847) che va versato mensilmente da marzo a novembre.

Attenzione: il versamento deve essere effettuato esclusivamente tramite modello F24 telematico (Entratel o Fisconline). I datori di lavoro domestici (colf e badanti) non sono sostituti d’imposta e quindi non devono effettuare queste ritenute.

16 luglio: IVA mensile giugno 2026

Sempre entro il 16 luglio, i contribuenti con liquidazione IVA mensile devono versare l’imposta risultante dalla liquidazione relativa al mese di giugno 2026. Il codice tributo è il 6006 (dove le ultime due cifre indicano il mese di riferimento: 06 = giugno).

Per i contribuenti IVA trimestrali, luglio rappresenta un mese particolarmente importante perché scade il versamento dell’IVA relativa al secondo trimestre 2026 (aprile-maggio-giugno). Il codice tributo da utilizzare è il 6032. A differenza del versamento mensile, l’IVA trimestrale prevede una maggiorazione dell’1% a titolo di interessi, calcolata sull’importo dovuto.

Chi opera in regime forfettario è esonerato dalla liquidazione periodica IVA e quindi non ha questo adempimento. Tuttavia, i forfettari che hanno differito il pagamento dell’imposta sostitutiva dal 30 giugno dovranno versarla entro il 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%.

16 luglio: contributi INPS gestione separata

Il 16 luglio 2026 è anche il termine per il versamento dei contributi INPS alla gestione separata relativi ai compensi erogati nel mese di giugno. Questo adempimento riguarda i committenti che utilizzano collaboratori iscritti alla gestione separata INPS, ma anche i liberi professionisti senza cassa previdenziale propria.

Le aliquote contributive 2026 per la gestione separata sono:

  • 26,07% per i collaboratori non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie
  • 24% per i professionisti titolari di partita IVA iscritti alla gestione separata
  • 35,03% per i soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie (per i quali è prevista anche la contribuzione DIS-COLL)

Il versamento si effettua con modello F24 utilizzando i codici tributo della serie “CXX” o “C10”. Un aspetto importante: per i collaboratori, il contributo è ripartito per 2/3 a carico del committente e 1/3 a carico del collaboratore, ma il versamento deve essere effettuato interamente dal committente.

20 luglio: LIPE secondo trimestre 2026

Entro il 20 luglio 2026 (termine ordinario, salvo proroghe), i soggetti passivi IVA devono inviare la Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA (LIPE) relativa al secondo trimestre (aprile-maggio-giugno 2026). Si tratta di un adempimento telematico obbligatorio introdotto dal DL 193/2016 per consentire all’Agenzia delle Entrate di incrociare i dati dichiarati con quelli effettivamente versati.

La LIPE deve essere trasmessa in via telematica tramite i servizi Entratel o Fisconline dell’Agenzia delle Entrate, direttamente o tramite un intermediario abilitato come il CAF Centro Fiscale di Udine. Nel modulo occorre indicare il totale delle operazioni attive e passive, l’IVA a debito o a credito risultante dalla liquidazione e l’eventuale credito del periodo precedente.

La mancata o tardiva presentazione della LIPE comporta una sanzione da 500 a 2.000 euro per ciascuna comunicazione. Tuttavia, se l’invio avviene entro 15 giorni dalla scadenza, la sanzione è ridotta alla metà (da 250 a 1.000 euro). Il ravvedimento operoso permette di ridurre ulteriormente l’importo della sanzione.

30 luglio: saldo IRPEF e primo acconto con maggiorazione 0,40%

Il 30 luglio 2026 è la scadenza più importante del mese per milioni di contribuenti. Chi non ha versato il saldo IRPEF 2025 e il primo acconto IRPEF 2026 entro la scadenza ordinaria del 30 giugno, può farlo entro il 30 luglio applicando una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo. Non si tratta di una sanzione, ma di un interesse legittimo per il differimento del pagamento di 30 giorni.

La maggiorazione dello 0,40% si applica sull’intero importo dovuto, compreso il primo acconto. In pratica, se devi versare 3.000 euro di saldo IRPEF, la maggiorazione sarà di soli 12 euro (3.000 x 0,40%). I codici tributo da utilizzare nel modello F24 sono:

  • 4001 – Saldo IRPEF (anno d’imposta 2025)
  • 4033 – Primo acconto IRPEF (anno d’imposta 2026)
  • 4034 – Secondo o unico acconto IRPEF (se versato con il saldo)

La stessa maggiorazione si applica anche alle imposte sostitutive che scadevano al 30 giugno. Quindi, anche i contribuenti in regime forfettario che non hanno versato al 30 giugno possono pagare entro il 30 luglio con lo 0,40% in più. I codici tributo per i forfettari sono il 1790 (saldo imposta sostitutiva) e il 1791 (primo acconto).

Consiglio pratico: se hai presentato il Modello 730 con sostituto d’imposta, il saldo e gli acconti vengono trattenuti direttamente in busta paga o dalla pensione. In quel caso, non devi fare nulla a luglio. La maggiorazione riguarda solo chi paga con F24 (Modello Redditi PF).

Per chi ha la cedolare secca sugli affitti, il 30 luglio è il termine per versare il saldo con maggiorazione utilizzando il codice tributo 1842. Anche le imposte patrimoniali sugli immobili esteri (IVIE, codice 4041) e sulle attività finanziarie estere (IVAFE, codice 4043) seguono la stessa tempistica.

30 luglio: diritto annuale Camera di Commercio con maggiorazione

Le imprese iscritte al Registro delle Imprese che non hanno versato il diritto annuale alla Camera di Commercio entro il 30 giugno, possono farlo entro il 30 luglio 2026 con la consueta maggiorazione dello 0,40%. Il diritto annuale CCIAA è un tributo obbligatorio per tutte le imprese e si versa con il codice tributo 3850 tramite modello F24.

L’importo del diritto annuale varia in base alla forma giuridica e al fatturato dell’impresa. Le ditte individuali versano un importo fisso (generalmente 53 euro per le sedi principali, più eventuali maggiorazioni regionali), mentre le società pagano in base a scaglioni di fatturato. Per conoscere l’importo esatto dovuto dalla tua impresa, puoi consultare il sito della tua Camera di Commercio territoriale o rivolgerti al CAF Centro Fiscale.

Contributi colf e badanti: nessuna scadenza a luglio

Buone notizie per i datori di lavoro domestico: a luglio 2026 non ci sono scadenze per il versamento dei contributi di colf, badanti e babysitter. I contributi INPS per il lavoro domestico si versano trimestralmente con scadenze fisse:

  • 10 aprile – contributi I trimestre (gennaio-marzo)
  • 10 luglio – contributi II trimestre (aprile-giugno)
  • 10 ottobre – contributi III trimestre (luglio-settembre)
  • 10 gennaio – contributi IV trimestre (ottobre-dicembre)

La scadenza del 10 luglio per il II trimestre è già passata al momento in cui leggi questa guida (se la consulti dopo il 10 luglio). La prossima scadenza per i contributi domestici sarà il 10 ottobre 2026. Il pagamento avviene tramite il Portale dei pagamenti INPS, bollettino MAV oppure avviso pagoPA. Se hai bisogno di assistenza per calcolare l’importo dei contributi della tua colf o badante, il CAF Centro Fiscale può aiutarti.

Modello Redditi PF 2026: conviene prepararsi già a luglio

Anche se la scadenza per l’invio del Modello Redditi PF 2026 (relativo ai redditi 2025) è fissata al 30 novembre 2026, luglio è il momento ideale per iniziare a preparare la documentazione. Chi ha versato il saldo IRPEF con maggiorazione entro il 30 luglio ha ormai definito gli importi dovuti, e predisporre il modello in anticipo permette di evitare la corsa dell’ultimo minuto.

Il Modello Redditi PF è obbligatorio per chi non può presentare il Modello 730, ovvero:

  • Titolari di partita IVA (anche in regime forfettario)
  • Contribuenti con redditi esteri da dichiarare nel Quadro RW
  • Chi possiede criptovalute da dichiarare nel Quadro W
  • Chi ha redditi di natura diversa non gestibili nel 730
  • Contribuenti non residenti in Italia

Se hai dubbi su quale modello utilizzare o se hai bisogno di assistenza per la compilazione, puoi prenotare un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri operatori ti guideranno nella scelta del modello più adatto e nella corretta compilazione di tutti i quadri.

FAQ – Domande frequenti sulle scadenze fiscali di luglio 2026

Cosa succede se non pago l’IRPEF entro il 30 luglio con maggiorazione?

Se non versi entro il 30 luglio, il pagamento diventa tardivo e scattano le sanzioni per omesso versamento (30% dell’importo non versato, riducibile con il ravvedimento operoso). Fino al 30 luglio, invece, paghi solo lo 0,40% in più senza alcuna sanzione. Conviene quindi rispettare questa scadenza per evitare costi molto più elevati.

La maggiorazione dello 0,40% si applica anche agli acconti?

Sì, la maggiorazione dello 0,40% si applica a tutti gli importi che avevano scadenza al 30 giugno e vengono differiti al 30 luglio, compresi il saldo, il primo acconto IRPEF, l’imposta sostitutiva dei forfettari e le imposte patrimoniali estere (IVIE e IVAFE).

Devo pagare i contributi della badante a luglio?

La scadenza dei contributi INPS per colf e badanti del secondo trimestre è il 10 luglio. Se stai leggendo questa guida prima di tale data, ricordati di effettuare il pagamento. La prossima scadenza successiva sarà il 10 ottobre 2026 per il terzo trimestre.

Cos’è la LIPE e chi deve inviarla?

La LIPE (Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA) è un adempimento telematico trimestrale obbligatorio per tutti i soggetti passivi IVA. Serve a comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati delle liquidazioni IVA effettuate nel trimestre. La scadenza per il secondo trimestre 2026 è il 20 luglio (salvo proroghe). Sono esonerati i contribuenti in regime forfettario e i contribuenti minimi.

Posso rateizzare il saldo IRPEF di luglio?

Sì, è possibile rateizzare il saldo IRPEF e il primo acconto. Se scegli di differire al 30 luglio con maggiorazione, puoi comunque pagare a rate. La prima rata scade il 30 luglio (con lo 0,40% sull’intero importo), e le rate successive scadono il 16 di ogni mese, con interessi del 4% annuo calcolati dal giorno del differimento. L’ultima rata non può andare oltre il 16 novembre 2026.

Entro quando devo inviare il Modello Redditi PF 2026?

Il termine per l’invio telematico del Modello Redditi PF 2026 (redditi 2025) è il 30 novembre 2026. Tuttavia, i versamenti delle imposte (saldo e acconti) hanno scadenze anticipate: 30 giugno (ordinaria) o 30 luglio (con maggiorazione 0,40%). È quindi consigliabile predisporre il modello in anticipo per calcolare correttamente gli importi dovuti.

Hai bisogno di assistenza per le scadenze di luglio?

Le scadenze fiscali di luglio 2026 sono numerose e complesse. Tra ritenute, IVA, contributi, maggiorazioni e comunicazioni telematiche, il rischio di dimenticare un adempimento è concreto. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per aiutarti con:

  • Calcolo e versamento del saldo IRPEF con maggiorazione
  • Compilazione e invio della LIPE trimestrale
  • Predisposizione del Modello Redditi PF
  • Calcolo dei contributi INPS e consulenza previdenziale
  • Assistenza per F24 e codici tributo
Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

Oppure compila il modulo per essere ricontattato:

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    Giugno 22, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-22 14:00:002026-04-18 10:23:27Scadenze Fiscali Luglio 2026: Calendario Completo IRPEF, IVA, Contributi e Modello Redditi
    CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

    Versamenti Volontari INPS 2026: Dal 2026 Solo Online, Guida Completa alla Procedura

    contributi INPS artigiani e commercianti, regime forfettario

    Dal 1° gennaio 2026, i versamenti volontari INPS si possono effettuare esclusivamente online, tramite il portale istituzionale dell’INPS o attraverso i canali telematici autorizzati. Questa novità — introdotta per semplificare e digitalizzare le procedure contributive — riguarda tutti i lavoratori che hanno ottenuto l’autorizzazione ai contributi volontari e intendono continuare a versare per maturare il diritto alla pensione o per incrementare l’importo dell’assegno previdenziale. In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto quello che devi sapere: chi può fare i versamenti volontari, come funziona la nuova procedura online, quali importi si versano nel 2026 e cosa succede se si saltano le scadenze.

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    Indice dei contenuti

    1. Cosa sono i versamenti volontari INPS
    2. Chi può fare versamenti volontari INPS
    3. La novità 2026: solo procedura online
    4. Come eseguire i versamenti online: guida pratica
    5. Importi dei versamenti volontari 2026
    6. Scadenze e termini di versamento
    7. Come richiedere l’autorizzazione ai contributi volontari
    8. Effetti dei versamenti volontari sulla pensione
    9. Casi pratici e simulazioni
    10. Domande frequenti

    Cosa sono i versamenti volontari INPS

    I versamenti volontari INPS sono contributi previdenziali che il lavoratore versa spontaneamente — ovvero non per obbligo di legge — all’INPS al fine di colmare periodi scoperti di contribuzione, raggiungere i requisiti minimi per la pensione o aumentare l’importo dell’assegno pensionistico futuro. Si tratta di uno strumento fondamentale per chi ha interruzioni nella carriera lavorativa: periodi di disoccupazione, lavoro in nero, lavoro all’estero non coperto da convenzioni bilaterali, maternità non coperta, periodi di studio, oppure semplicemente lacune contributive dovute a lavori saltuari o atipici.

    I contributi volontari si distinguono da altre forme di copertura contributiva come il riscatto della laurea (che copre gli anni di studio universitario), la ricongiunzione contributiva (che unisce contributi versati in diverse gestioni INPS o casse previdenziali) e la rendita vitalizia per lavoro prestato in età minore. I versamenti volontari riguardano invece periodi di mancata occupazione o contribuzione, e devono essere preceduti da una formale autorizzazione rilasciata dall’INPS.

    Il meccanismo è semplice: una volta ottenuta l’autorizzazione, il lavoratore versa periodicamente dei contributi calcolati sulla propria media retributiva degli ultimi anni di lavoro. Questi contributi vengono accreditati sul conto previdenziale individuale e concorrono al calcolo della pensione esattamente come i contributi obbligatori versati durante l’attività lavorativa.

    Chi può fare versamenti volontari INPS

    Non tutti i lavoratori possono accedere ai versamenti volontari INPS. La normativa prevede requisiti specifici che devono essere verificati prima di presentare la domanda di autorizzazione. In linea generale, possono richiedere l’autorizzazione ai contributi volontari:

    • Lavoratori dipendenti che hanno cessato o interrotto il rapporto di lavoro e che abbiano maturato almeno 5 anni di contributi (260 settimane) oppure, in alternativa, almeno 3 anni di contribuzione (156 settimane) negli ultimi 5 anni precedenti la domanda
    • Lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti che abbiano almeno 3 anni di contribuzione nel quinquennio precedente la domanda
    • Lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, professionisti senza cassa, ecc.) con almeno 5 anni di contribuzione accumulati
    • Agricoltori e lavoratori del settore agricolo con requisiti contributivi specifici per la loro gestione
    • Soggetti con periodi di contribuzione mista, ovvero distribuita su più gestioni INPS, che abbiano complessivamente i requisiti minimi richiesti

    Esistono però dei casi di esclusione: non possono fare versamenti volontari coloro che sono già pensionati (salvo eccezioni per chi percepisce assegni di invalidità), chi ha già raggiunto i requisiti minimi per la pensione senza aver ancora fatto domanda, e chi risulta ancora occupato con rapporto di lavoro obbligatoriamente assicurato. Anche la Gestione Separata ha regole particolari: i versamenti volontari sono ammessi ma il calcolo degli importi segue modalità diverse rispetto alla gestione ordinaria.

    Attenzione: il requisito dei 5 anni di contributi (o dei 3 anni nel quinquennio) deve essere verificato con cura prima di presentare domanda. Un errore nella valutazione del requisito porta al rigetto della domanda e alla perdita di tempo prezioso. Per questo motivo, è sempre consigliabile rivolgersi a un patronato o CAF per una verifica preliminare gratuita dell’estratto contributivo.

    La novità 2026: solo procedura online

    La novità più rilevante del 2026 riguarda le modalità di pagamento dei versamenti volontari INPS. A partire dal 1° gennaio 2026, l’INPS ha disposto che i contributi volontari possano essere versati esclusivamente tramite canali digitali, eliminando definitivamente la possibilità di pagamento allo sportello fisico degli uffici INPS o presso le sedi postali con il bollettino MAV cartaceo tradizionale.

    Questa decisione si inquadra nel più ampio processo di digitalizzazione dei servizi previdenziali avviato dall’INPS negli ultimi anni, accelerato dalle linee guida del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che prevede la progressiva migrazione di tutti i servizi pubblici verso piattaforme digitali. L’obiettivo dichiarato è ridurre i tempi di lavorazione, eliminare errori di registrazione e rendere più tracciabile il flusso dei contributi versati.

    In concreto, dal 2026 i canali ammessi per il pagamento dei versamenti volontari INPS sono:

    • Portale MyINPS (myinps.inps.it) con accesso tramite SPID, CIE o CNS, utilizzando il servizio di pagamento integrato con pagoPA
    • App INPS Mobile disponibile per iOS e Android, con le stesse funzionalità del portale web
    • Intermediari abilitati: CAF, patronati, consulenti del lavoro, che possono effettuare il pagamento per conto del contribuente tramite i propri sistemi gestionali
    • Banche e istituti di pagamento abilitati al circuito pagoPA, con il codice avviso generato dal sistema INPS
    • Poste Italiane online (portale BancoPosta o app) con il codice pagoPA, ma NON più allo sportello fisico con bollettino cartaceo

    La modifica è stata comunicata dall’INPS con la circolare operativa di fine 2025 e ha effetto su tutti i nuovi versamenti a partire dal 2026. I versamenti effettuati con le vecchie modalità (bollettino MAV cartaceo, versamento diretto allo sportello) non saranno più accettati e potrebbero non essere correttamente imputati al conto previdenziale del contribuente.

    Come eseguire i versamenti online: guida pratica

    Eseguire i versamenti volontari INPS online non è difficile, ma richiede di avere a disposizione gli strumenti giusti e di seguire la procedura corretta. Di seguito trovi una guida passo passo per effettuare il pagamento in autonomia tramite il portale INPS.

    Passaggio 1: accedi a MyINPS con identità digitale

    Il primo requisito è disporre di un’identità digitale per accedere al portale INPS. Le credenziali accettate sono:

    • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) di livello 2 o superiore — è la modalità più diffusa e può essere ottenuto gratuitamente presso provider accreditati come Poste Italiane, Aruba, TIM, ecc.
    • CIE (Carta d’Identità Elettronica) con PIN e lettore NFC — disponibile per chi ha già rinnovato la carta d’identità in formato digitale
    • CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o smart card rilasciata da enti abilitati

    Se non disponi ancora di SPID, puoi ottenerlo gratuitamente recandoti presso un ufficio postale, un CAF abilitato o direttamente online tramite riconoscimento video. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per l’attivazione dello SPID.

    Passaggio 2: trova il servizio “Contributi volontari”

    Una volta effettuato l’accesso a MyINPS, devi navigare verso la sezione dedicata ai contributi volontari. Il percorso è:

    1. Accedi a myinps.inps.it con le tue credenziali SPID/CIE/CNS
    2. Dal menu principale, seleziona “Pensione e previdenza”
    3. Cerca la voce “Versamenti volontari” o usa la barra di ricerca interna con il termine “contributi volontari”
    4. Nella sezione dedicata, troverai il tuo fascicolo previdenziale con lo storico dei versamenti e la possibilità di generare nuovi avvisi di pagamento

    Passaggio 3: genera l’avviso pagoPA

    Il cuore del nuovo sistema è la generazione dell’avviso pagoPA. Il portale INPS ti mostra i periodi contributivi da coprire e l’importo corrispondente a ciascun trimestre. Puoi scegliere:

    • Versamento trimestrale: il sistema genera un avviso per ogni trimestre (modalità standard per lavoratori dipendenti)
    • Versamento mensile: possibile per alcune gestioni (Artigiani, Commercianti)
    • Versamento cumulativo: per coprire più periodi arretrati in una sola transazione (soggetto a limiti temporali)

    Dopo aver selezionato il periodo da coprire, il sistema genera un codice avviso pagoPA con numero IUV (Identificativo Univoco Versamento). Questo codice è fondamentale: non perderlo, perché serve per effettuare il pagamento e per verificarne il buon esito.

    Passaggio 4: effettua il pagamento

    Con il codice avviso pagoPA in mano, puoi pagare attraverso diversi canali:

    • Direttamente sul portale INPS: clic su “Paga ora” e seleziona il metodo di pagamento tra carta di credito/debito, bonifico bancario, o wallet digitale
    • Portale della tua banca: accedi all’homebanking e cerca la funzione “Paga pagoPA” o “F24/pagoPA”, inserisci il codice avviso
    • App Poste Italiane o portale BancoPosta: usa la funzione “Pagamenti” e inserisci il codice pagoPA
    • Tabaccherie e ricevitorie abilitate al circuito Sisal/Lottomatica/MOONEY che supportano pagoPA
    • ATM bancari di banche convenzionate con il circuito pagoPA

    Al termine del pagamento riceverai una ricevuta telematica che costituisce prova dell’avvenuto versamento. Conservala per eventuali verifiche future. Il pagamento viene normalmente registrato sul conto previdenziale entro 2-5 giorni lavorativi.

    Importi dei versamenti volontari 2026

    L’importo dei versamenti volontari INPS non è fisso: viene calcolato sulla base della retribuzione media imponibile del lavoratore nel periodo di riferimento, moltiplicata per l’aliquota contributiva vigente per la specifica gestione previdenziale.

    Calcolo per i lavoratori dipendenti (Gestione IVS)

    Per i lavoratori dipendenti iscritti alla gestione IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti), l’importo trimestrale del versamento volontario si calcola come segue:

    Base di calcolo = retribuzione media settimanale degli ultimi anni di lavoro effettivo (calcolata dall’INPS in fase di autorizzazione)

    Aliquota 2026 per lavoratori dipendenti = 33% (aliquota ordinaria IVS, invariata rispetto agli anni precedenti)

    La formula applicata è: retribuzione media settimanale × 13 settimane (trimestre) × 33%

    Esempio pratico: se la retribuzione media settimanale è di 500 euro, il versamento trimestrale ammonta a: 500 × 13 × 33% = 2.145 euro per trimestre.

    Esiste tuttavia un importo minimo: nel 2026 il contributo settimanale minimo per la Gestione IVS non può essere inferiore a quello calcolato sulla retribuzione convenzionale minima settimanale stabilita annualmente dall’INPS con apposita circolare. Per il 2026, tale valore minimo di riferimento è stato aggiornato in base ai coefficienti ISTAT.

    Calcolo per artigiani e commercianti

    Per gli artigiani e commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS, il calcolo è leggermente diverso. L’importo del versamento volontario si basa sul reddito medio dichiarato nelle ultime dichiarazioni dei redditi e sull’aliquota contributiva specifica per la loro categoria. Per il 2026, le aliquote sono:

    • Artigiani: aliquota del 24,48% sul reddito imponibile (inclusa la quota aggiuntiva per l’allineamento delle aliquote)
    • Commercianti: aliquota del 24,78% sul reddito imponibile

    Anche in questo caso esiste un minimale e un massimale stabiliti annualmente: il versamento non può essere inferiore a quello calcolato sul minimale reddituale INPS (pari al reddito minimo annuo imponibile fissato per il 2026) né superiore a quello calcolato sul massimale contributivo.

    Calcolo per la Gestione Separata

    Per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, professionisti senza cassa, lavoratori a progetto), l’importo del versamento volontario si basa sul reddito medio degli ultimi anni di iscrizione alla gestione. L’aliquota applicata per il 2026 è del 35,03% (aliquota ordinaria per i soggetti privi di altra tutela previdenziale).

    Per i contributi previdenziali deducibili nel regime forfettario, ricorda che i versamenti volontari INPS sono deducibili dal reddito complessivo, riducendo la base imponibile ai fini IRPEF: un beneficio fiscale da non trascurare, analogo a quanto previsto per i contributi previdenziali deducibili nel regime forfettario.

    Scadenze e termini di versamento

    I versamenti volontari INPS devono essere effettuati entro precisi termini di scadenza. Il mancato rispetto delle scadenze comporta la perdita del trimestre contributivo, che non potrà più essere recuperato (salvo eccezioni specifiche). Ecco le scadenze principali per il 2026:

    TrimestrePeriodo copertoScadenza pagamento
    1° trimestreGennaio – Marzo 202630 Giugno 2026
    2° trimestreAprile – Giugno 202630 Settembre 2026
    3° trimestreLuglio – Settembre 202631 Dicembre 2026
    4° trimestreOttobre – Dicembre 202631 Marzo 2027

    Regola fondamentale: ogni trimestre può essere versato entro i 3 mesi successivi alla fine del trimestre stesso. Questo significa che hai un margine di tempo relativamente ampio, ma non illimitato. Se salti un trimestre, quel periodo andrà in bianco nel tuo estratto conto previdenziale, con conseguente riduzione dell’importo della pensione futura.

    Versamenti arretrati: esiste la possibilità di versare contributi per trimestri già scaduti, ma solo entro 12 mesi dalla scadenza originaria (c.d. versamenti tardivi). In questo caso, l’INPS applica una maggiorazione per interessi calcolata sulla base del tasso legale vigente. Oltre i 12 mesi, il recupero non è più possibile.

    Come richiedere l’autorizzazione ai contributi volontari

    Prima di poter effettuare qualsiasi versamento volontario, è necessario ottenere dall’INPS una formale autorizzazione. Questa autorizzazione certifica che il lavoratore ha i requisiti minimi per accedere ai versamenti volontari e fissa la base imponibile di calcolo dei contributi. Senza autorizzazione, i versamenti non vengono accettati o non vengono correttamente imputati.

    La domanda di autorizzazione si presenta esclusivamente online — e su questo punto non ci sono novità introdotte nel 2026, la procedura telematica era già obbligatoria da anni — tramite il portale MyINPS seguendo il percorso:

    1. Accedi a MyINPS con SPID, CIE o CNS
    2. Vai su “Pensione e previdenza” → “Contributi” → “Richiesta autorizzazione versamento contributi volontari”
    3. Compila il modulo online con i tuoi dati anagrafici, fiscali e contributivi
    4. Allega la documentazione richiesta (copia documento identità, estratto conto contributivo se richiesto)
    5. Invia la domanda e conserva il numero di protocollo che ti viene assegnato

    In alternativa, la domanda può essere presentata tramite patronato abilitato (come il CAF Centro Fiscale di Udine), che effettua l’operazione in nome e per conto del richiedente. Questa è la modalità consigliata se hai difficoltà con gli strumenti digitali o se vuoi una verifica preventiva dei requisiti.

    L’INPS elabora la domanda e comunica l’esito entro un termine variabile (generalmente 60-90 giorni, ma in alcuni periodi dell’anno i tempi possono allungarsi). Il provvedimento di autorizzazione indica:

    • Il periodo a partire dal quale è possibile iniziare i versamenti
    • La retribuzione di riferimento su cui calcolare i contributi
    • L’importo trimestrale indicativo del versamento
    • La gestione previdenziale di pertinenza

    Validità dell’autorizzazione: l’autorizzazione ai versamenti volontari ha durata illimitata, salvo che il lavoratore non riprenda un’attività lavorativa obbligatoriamente assicurata o non raggiunga i requisiti per la pensione. In caso di ripresa del lavoro, i versamenti volontari si interrompono automaticamente, ma è possibile riprenderli in caso di nuova cessazione dell’attività.

    Effetti dei versamenti volontari sulla pensione

    Capire l’effetto concreto dei versamenti volontari sulla pensione è fondamentale per valutare se conviene davvero investire in questa forma di contribuzione. Gli impatti sono molteplici e dipendono dalla situazione previdenziale individuale.

    Effetto sul raggiungimento dei requisiti pensionistici

    Il primo effetto, e spesso il più importante, è il raggiungimento dei requisiti minimi per accedere alla pensione. In Italia, le principali forme di pensionamento prevedono:

    • Pensione di vecchiaia: 67 anni di età + 20 anni di contributi (1.040 settimane)
    • Pensione anticipata: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne (indipendentemente dall’età)
    • Quota 103 (prorogata al 2026): 62 anni di età + 41 anni di contributi
    • APE Sociale: 63 anni e 5 mesi + almeno 30 o 36 anni di contributi (a seconda della categoria)

    I versamenti volontari contribuiscono al raggiungimento di tutti questi requisiti contributivi, rendendoli uno strumento prezioso per chi si trova a pochi mesi o pochi anni dal traguardo pensionistico. Per informazioni specifiche sull’APE Sociale e i requisiti applicabili, puoi consultare la nostra guida dedicata.

    Effetto sull’importo della pensione

    Il secondo effetto riguarda direttamente l’importo mensile della pensione. Con il sistema contributivo (applicato a tutti coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996 e, pro-quota, per gli altri), ogni contributo versato aumenta il montante contributivo individuale, che viene poi trasformato in rendita applicando specifici coefficienti di conversione legati all’età al momento del pensionamento.

    In termini pratici, versare contributi volontari per un anno intero (4 trimestri) può aumentare la pensione futura di alcune decine di euro al mese — un importo che, capitalizzato per tutta la durata della pensione, rappresenta un beneficio economico significativo. Tuttavia, è fondamentale confrontare il costo dei versamenti (l’importo che si paga oggi) con il beneficio atteso (l’aumento della pensione futura), tenendo conto anche dell’aspettativa di vita e dell’attuale tasso di rendimento implicito del sistema previdenziale.

    Deducibilità fiscale dei versamenti volontari

    Un vantaggio spesso sottovalutato è la deducibilità fiscale dei versamenti volontari INPS. I contributi versati sono deducibili dal reddito complessivo ai fini IRPEF, senza limite di importo (a differenza dei fondi pensione integrativi, che hanno un tetto di 5.164,57 euro annui). Questo significa che chi è in uno scaglione IRPEF elevato (23%, 35% o 43%) ottiene un risparmio fiscale proporzionale all’aliquota marginale applicata.

    Esempio: se versi 8.580 euro di contributi volontari in un anno e sei nello scaglione IRPEF al 35%, risparmierai circa 3.003 euro di imposte, riducendo significativamente il costo netto effettivo del versamento. La deducibilità si esercita in sede di dichiarazione dei redditi 730 o nel Modello Redditi, indicando l’importo nella sezione apposita.

    Casi pratici e simulazioni

    Per capire meglio come funzionano i versamenti volontari INPS nella pratica, vediamo alcuni scenari concreti che illustrano le diverse situazioni in cui questo strumento può risultare utile o conveniente.

    Caso 1: lavoratrice che ha smesso di lavorare per accudire figli

    Scenario: Maria, 52 anni, ha lavorato come dipendente per 15 anni, poi ha smesso di lavorare per occuparsi dei figli. Oggi ha 780 settimane di contributi (15 anni), ma per la pensione di vecchiaia ne servono 1.040 (20 anni). Le mancano 260 settimane, ovvero 5 anni di contribuzione.

    Soluzione: Maria ottiene l’autorizzazione ai versamenti volontari INPS e inizia a versare ogni trimestre. Con la sua retribuzione media di riferimento (supponiamo 400 euro settimanali), il versamento trimestrale è: 400 × 13 × 33% = 1.716 euro a trimestre, ovvero circa 6.864 euro all’anno. In 5 anni, spenderà circa 34.320 euro in contributi volontari, ma potrà andare in pensione di vecchiaia a 67 anni invece di attendere (con solo 15 anni di contributi) la pensione con verifica dei requisiti contributivi minimi.

    Beneficio aggiuntivo: grazie alla deducibilità, se Maria è nello scaglione al 23%, ogni anno risparmia circa 1.579 euro di IRPEF, riducendo il costo netto a circa 5.285 euro l’anno.

    Caso 2: freelance con anni di contribuzione bassa

    Scenario: Luca, 45 anni, è un libero professionista iscritto alla Gestione Separata INPS da 10 anni. Ha però avuto 4 anni di redditi molto bassi (sotto il minimale) durante cui ha versato pochissimi contributi. Ha quindi un “buco” di circa 2 anni equivalenti nel suo percorso contributivo.

    Soluzione: Luca non può recuperare direttamente quei periodi passati con versamenti volontari (i contributi volontari coprono periodi futuri, non passati già trascorsi senza versamento), ma può iniziare a fare versamenti volontari per i periodi attuali di bassa contribuzione o per integrare il montante. In alternativa, può valutare il riscatto di periodi non coperti se ammesso dalla sua gestione.

    Caso 3: prossimo alla pensione, mancano pochi mesi

    Scenario: Antonio, 66 anni, ha 19 anni e 9 mesi di contributi. Per la pensione di vecchiaia a 67 anni gli mancano 3 mesi di contributi (13 settimane). Non lavora più da 2 anni e ha già l’autorizzazione ai versamenti volontari.

    Soluzione: Antonio versa 1 solo trimestre di contributi volontari (circa 1.500-2.000 euro a seconda della sua retribuzione di riferimento), raggiunge i 20 anni di contribuzione e può presentare domanda di pensione di vecchiaia, indicando anche le coordinate per l’accredito dell’assegno pensionistico. In questo caso, il versamento di poche migliaia di euro sblocca anni di pensione: la convenienza è indiscutibile.

    Cosa cambia concretamente con il passaggio al digitale

    Al di là degli aspetti tecnici, è utile capire cosa significa nella pratica il passaggio ai versamenti volontari INPS esclusivamente online per le diverse tipologie di contribuenti. Le principali implicazioni sono:

    • Chi è già digitalizzato: nessun cambiamento sostanziale. Chi usava già l’homebanking o i portali digitali per pagare le bollette o le tasse troverà la procedura molto simile. Il sistema pagoPA è lo stesso usato per molti altri pagamenti alla pubblica amministrazione
    • Chi usava il bollettino MAV cartaceo: deve necessariamente adeguarsi e imparare a usare il portale INPS o delegare il pagamento a un intermediario abilitato (CAF, patronato). Il bollettino MAV per i versamenti volontari non viene più emesso dall’INPS dal 2026
    • Chi non ha SPID o dimestichezza digitale: può rivolgersi al patronato per farsi assistere sia nell’ottenere l’identità digitale, sia nell’effettuare i pagamenti tramite intermediario
    • Chi vive all’estero: può effettuare i pagamenti tramite bonifico internazionale alle coordinate bancarie INPS indicate nell’avviso pagoPA, oppure tramite portali bancari online internazionali che supportano il circuito pagoPA

    Importante per gli anziani o persone con difficoltà digitali: l’INPS ha specificato che i versamenti tramite intermediari abilitati (patronati, CAF) rimangono pienamente validi e accessibili. Rivolgersi al CAF o al patronato di fiducia è quindi la soluzione ideale per chi non riesce a gestire autonomamente le procedure online.

    Vantaggi e svantaggi dei versamenti volontari INPS

    Come ogni strumento previdenziale, i versamenti volontari INPS presentano sia vantaggi che svantaggi che è importante valutare prima di decidere se procedere.

    Vantaggi

    • Flessibilità: non c’è obbligo di versare ogni trimestre. Se un mese hai difficoltà economiche, puoi saltare il trimestre (entro i 12 mesi di recupero) senza penalità formali
    • Deducibilità fiscale piena: i contributi sono interamente deducibili dal reddito, con un risparmio fiscale immediato che riduce il costo netto
    • Effetto certo sulla pensione: a differenza dei fondi pensione integrativi (soggetti a rischi di mercato), i contributi INPS si traducono in un aumento certo del montante previdenziale
    • Strumento per raggiungere i requisiti: se ti mancano pochi anni o pochi mesi alla pensione, i versamenti volontari sono spesso l’unico modo per colmare il gap
    • Possibilità di cumulare con altri strumenti come la ricongiunzione contributiva

    Svantaggi

    • Costo elevato: gli importi trimestrali possono essere significativi (spesso sopra i 1.500-2.000 euro), soprattutto per chi ha avuto redditi elevati in passato
    • Rendimento incerto a lungo termine: se sei ancora giovane e ti mancano molti anni alla pensione, il rendimento implicito del sistema INPS potrebbe essere inferiore ad alternative di investimento
    • Non recuperabile se interrotto prima: i versamenti già effettuati non vengono rimborsati se si decide di interrompere il programma prima di raggiungere la pensione
    • Soggezione alle riforme future: le regole pensionistiche possono cambiare nel tempo, e i contributi versati oggi potrebbero avere un valore diverso da quello atteso
    • Obbligo digitale dal 2026: per chi non ha familiarità con gli strumenti digitali, la nuova procedura esclusivamente online può rappresentare una barriera

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    Domande Frequenti sui Versamenti Volontari INPS

    Dal 2026 i versamenti volontari INPS sono davvero solo online?

    Si, dal 1 gennaio 2026 i versamenti volontari INPS si effettuano esclusivamente tramite canali digitali: portale MyINPS con pagoPA, app INPS Mobile, banca online o intermediari abilitati (CAF, patronati). Il bollettino MAV cartaceo e i pagamenti allo sportello fisico non sono piu accettati.

    Quanti contributi ho bisogno per richiedere l’autorizzazione ai versamenti volontari?

    Per i lavoratori dipendenti servono almeno 5 anni di contributi (260 settimane) oppure almeno 3 anni nel quinquennio precedente la domanda. Per artigiani e commercianti bastano 3 anni nel quinquennio. Per la Gestione Separata sono richiesti 5 anni di contribuzione totale.

    I versamenti volontari INPS sono deducibili dalle tasse?

    Si, i versamenti volontari INPS sono interamente deducibili dal reddito complessivo ai fini IRPEF, senza limite massimo di importo. Questo significa che chi versa contributi volontari riduce la propria base imponibile e paga meno imposte nell’anno del versamento.

    Cosa succede se salto un trimestre di versamenti volontari?

    Se non versi entro la scadenza ordinaria (3 mesi dopo la fine del trimestre), puoi ancora recuperarlo entro 12 mesi con una maggiorazione per interessi. Oltre i 12 mesi, il trimestre e perso definitivamente e non potra essere recuperato.

    Posso fare i versamenti volontari INPS se non ho SPID?

    Si. Puoi delegare il pagamento a un patronato o CAF abilitato che effettua l’operazione per conto tuo. In alternativa, puoi ottenere lo SPID gratuitamente con l’assistenza del nostro CAF Centro Fiscale di Udine. Lo SPID si attiva anche in formato digitale senza bisogno di uscire di casa.


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    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in tutto il percorso: dalla verifica dei requisiti, alla domanda di autorizzazione, fino al pagamento online dei contributi volontari. Puoi anche affidarci l’intera procedura di versamento.

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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
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      robert poletto
      17/07/2026
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      Fantastici
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      Geanina Gaita
      16/07/2026
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      Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato

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      Luglio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-11 10:47:162026-05-31 17:10:28Versamenti Volontari INPS 2026: Dal 2026 Solo Online, Guida Completa alla Procedura
      CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

      Modello Redditi PF 2026: calcolo del saldo 2025 e del primo acconto 2026 dei contributi INPS per artigiani e commercianti

      contributi INPS artigiani e commercianti, regime forfettario

      Ogni anno, con la presentazione del Modello Redditi PF, artigiani e commercianti devono fare i conti con il versamento dei contributi INPS alla Gestione IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti). Nel 2026, il Modello Redditi PF relativo all’anno d’imposta 2025 porta con sé l’obbligo di calcolare correttamente il saldo dei contributi 2025 e il primo acconto dei contributi 2026. Si tratta di adempimenti spesso sottovalutati che, se gestiti con errori, possono generare sanzioni o interessi non dovuti.

      In questa guida completa analizziamo nel dettaglio le aliquote vigenti, i minimali e i massimali contributivi, la logica del Quadro RR del Modello Redditi PF, le scadenze di versamento tramite F24 e i codici tributo da utilizzare. I valori esatti di minimale e massimale 2025 sono fissati dalla Circolare INPS annuale (di solito pubblicata a gennaio/febbraio) e devono essere sempre verificati sul portale INPS.it prima di procedere al calcolo.

      Chi deve versare i contributi INPS alla Gestione IVS

      La Gestione IVS (o Gestione degli artigiani e dei commercianti) è la cassa previdenziale INPS dedicata a:

      • Artigiani: titolari e collaboratori di imprese artigiane (falegname, idraulico, elettricista, meccanico, parrucchiere, estetista, ecc.)
      • Commercianti: titolari e collaboratori di imprese commerciali (negozianti, agenti, rappresentanti di commercio, ecc.)
      • Coadiuvanti e coadiutori familiari: familiari che collaborano nell’impresa

      L’iscrizione alla Gestione IVS è obbligatoria e comporta il versamento di contributi fissi (sul reddito minimale) e di contributi proporzionali al reddito effettivo. Anche chi aderisce al regime forfettario è iscritto alla Gestione IVS, con la possibilità di ridurre i contributi del 35% presentando apposita comunicazione all’INPS entro il 28 febbraio di ogni anno.

      Aliquote contributive IVS 2025: artigiani e commercianti

      Le aliquote contributive per il 2025 (anno di imposta del Modello Redditi PF 2026) sono le seguenti, fissate dalla Circolare INPS annuale:

      CategoriaAliquota IVS 2025Note
      Artigiani (titolari)24,00%Sul reddito d’impresa fino al massimale
      Commercianti (titolari)24,48%Sul reddito d’impresa fino al massimale
      Coadiuvanti/coadiutori familiariPari al titolareStessa aliquota, eventuale riduzione per under 21
      Forfettari con riduzione 35% (artigiani)~15,60%24% × 65% (con comunicazione INPS entro 28/02)
      Forfettari con riduzione 35% (commercianti)~15,91%24,48% × 65% (con comunicazione INPS entro 28/02)

      Nota: le aliquote IVS artigiani (24%) e commercianti (24,48%) sono confermate dalla Circolare INPS n. 17 del 2025. La riduzione del 35% per i forfettari e’ prevista dalla L. 190/2014 art. 1 c. 77 ed e’ stata confermata anche per il 2025.

      Minimale e massimale contributivo 2025

      Il sistema contributivo della Gestione IVS prevede un reddito minimale al di sotto del quale si versano comunque contributi fissi, e un massimale oltre il quale non si versano contributi aggiuntivi. Entrambi i valori vengono aggiornati ogni anno con rivalutazione ISTAT e sono pubblicati dalla Circolare INPS all’inizio dell’anno.

      Reddito minimale 2025 e contributo fisso

      Il reddito minimale annuo per il 2025 e il corrispondente contributo fisso minimo sono indicati nella Circolare INPS n. 17 del 2025 (o circolare equivalente). A titolo indicativo, negli anni recenti il reddito minimale si attestava intorno a 17.500-18.000 euro. Il contributo fisso annuo (somma delle quattro rate trimestrali) per un artigiano e’ pari al minimale moltiplicato per l’aliquota 24%; per un commerciante per il 24,48%.

      Importante: i contributi fissi sul minimale vengono versati in quattro rate durante l’anno (scadenze 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre, 16 febbraio dell’anno successivo), indipendentemente dal reddito effettivo. Il Modello Redditi PF 2026 riporta nel Quadro RR Sezione I queste rate gia’ versate.

      Reddito massimale 2025

      Il reddito massimale distingue tra due categorie di iscritti:

      • Senza anzianita’ contributiva anteriore al 1° gennaio 1996: massimale piu’ basso (indicativamente intorno a 86.000-87.000 euro per il 2025)
      • Con anzianita’ contributiva anteriore al 1° gennaio 1996: massimale piu’ elevato (indicativamente intorno a 113.000 euro per il 2025)

      Oltre il massimale non si versano ulteriori contributi IVS. I valori precisi vanno verificati sulla Circolare INPS dell’anno corrente disponibile su INPS.it, sezione “Gestione degli artigiani e dei commercianti”.

      Il Quadro RR del Modello Redditi PF 2026: come funziona

      Il Quadro RR del Modello Redditi PF e’ la sezione dedicata alla liquidazione dei contributi previdenziali INPS per artigiani e commercianti. E’ composto da due sezioni principali:

      • Sezione I – Contributi dovuti sul reddito minimale: contiene le rate fisse gia’ versate nel corso dell’anno. Si tratta di un riepilogo dei versamenti gia’ effettuati trimestralmente, da confrontare con quanto effettivamente pagato.
      • Sezione II – Contributi dovuti sul reddito eccedente il minimale: qui si calcola il contributo aggiuntivo sulla parte di reddito che supera il minimale. Comprende il saldo 2025 e il primo acconto 2026.

      I dati del Quadro RR vengono poi riportati nel prospetto di liquidazione del Modello Redditi PF, e i versamenti a saldo e in acconto si effettuano tramite modello F24 nelle scadenze previste.

      Sezione I: contributi sul minimale

      Nel Quadro RR Sezione I vengono indicate le quattro rate fisse versate nel 2025. Queste rate vanno indicate anche se si e’ in regime forfettario con riduzione, con i valori ridotti del 35%. Se tutte le rate sono state regolarmente versate, non vi e’ alcun saldo da versare in questa sezione.

      Sezione II: contributi sull’eccedenza del minimale

      Questa e’ la sezione piu’ importante per chi ha prodotto un reddito superiore al minimale. Il contributo viene calcolato sulla differenza tra il reddito d’impresa effettivo (dichiarato nel Quadro RF/RD/LM) e il reddito minimale:

      Formula: (Reddito effettivo – Reddito minimale) x Aliquota = Contributo sull’eccedenza

      Come si calcola il saldo 2025: esempi pratici

      I seguenti esempi sono a scopo illustrativo e utilizzano valori ipotetici di minimale. Sostituisci i valori esatti con quelli della Circolare INPS 2025.

      Esempio 1: artigiano con reddito 35.000 euro

      Dati: artigiano (es. elettricista), reddito d’impresa 2025 = 35.000 euro, aliquota IVS 24%, minimale ipotetico = M euro, contributo fisso gia’ versato = CF euro.

      • Contributo sul minimale (gia’ versato): CF euro
      • Reddito eccedente il minimale: 35.000 – M euro
      • Contributo sull’eccedenza: (35.000 – M) x 24%
      • Gia’ versato in acconto sull’eccedenza (anno precedente): acconto versato
      • Saldo 2025 da versare: contributo eccedenza – acconto versato

      A titolo di esempio concreto con minimale 2024 (circa 17.504 euro): reddito eccedente = 35.000 – 17.504 = 17.496 euro; contributo eccedenza = 17.496 x 24% = 4.199 euro. Se l’acconto versato era 3.500 euro, il saldo sarebbe 699 euro.

      Esempio 2: commerciante con reddito 55.000 euro

      Dati: commerciante (es. negoziante), reddito d’impresa 2025 = 55.000 euro, aliquota IVS 24,48%.

      • Reddito eccedente il minimale (es. 55.000 – 17.504 = 37.496 euro con valore 2024 a titolo illustrativo)
      • Contributo sull’eccedenza: 37.496 x 24,48% = 9.181 euro (indicativo)
      • Gia’ versato in acconto: es. 7.000 euro
      • Saldo 2025 indicativo: 9.181 – 7.000 = 2.181 euro

      Esempio 3: artigiano forfettario con riduzione 35%

      Dati: artigiano in regime forfettario, reddito imponibile 2025 (dopo coefficiente di redditivita’) = 28.000 euro, aliquota IVS ridotta 15,60% (24% x 65%).

      • Minimale ridotto per il forfettario: M x 65%
      • Reddito eccedente il minimale ridotto: 28.000 – (M x 65%)
      • Contributo sull’eccedenza ridotto: (28.000 – minimale ridotto) x 15,60%
      • Contributo fisso ridotto (gia’ versato): CF x 65%

      Il risparmio rispetto al regime ordinario e’ significativo. Per questo motivo la riduzione del 35% e’ una delle agevolazioni piu’ vantaggiose del regime forfettario.

      Il calcolo del primo acconto 2026 dei contributi INPS

      Insieme al saldo 2025, nel Modello Redditi PF 2026 si calcola anche il primo acconto dei contributi INPS 2026. L’acconto viene calcolato con il metodo storico, prendendo come base il contributo sull’eccedenza del minimale dell’anno precedente (2025).

      Metodo di calcolo dell’acconto

      Il primo acconto e’ pari al 40% del contributo complessivo dovuto per il 2025 sulla parte eccedente il minimale. Il secondo acconto (da versare in autunno) sara’ pari al restante 60%.

      • Primo acconto 2026: contributo eccedenza 2025 x 40%
      • Secondo acconto 2026: contributo eccedenza 2025 x 60%

      Riprendendo l’Esempio 1 (artigiano con reddito 35.000 euro, contributo eccedenza indicativo 4.199 euro):

      • Primo acconto 2026 (40%): 4.199 x 40% = circa 1.680 euro
      • Secondo acconto 2026 (60%): 4.199 x 60% = circa 2.519 euro

      Metodo previsionale per il calcolo dell’acconto

      In alternativa al metodo storico, e’ possibile utilizzare il metodo previsionale: si stima il reddito che si prevede di conseguire nel 2026 e si calcola l’acconto su quella base. Questo metodo e’ conveniente se si prevede un reddito 2026 significativamente inferiore al 2025. Tuttavia, attenzione: se la previsione risulta inferiore al reddito effettivo, si potranno applicare sanzioni e interessi sulla differenza.

      Scadenze di versamento: F24 e codici tributo

      Il versamento del saldo contributi 2025 e del primo acconto 2026 avviene tramite modello F24. Le scadenze fiscali di luglio 2026 sono particolarmente rilevanti per artigiani e commercianti.

      Scadenze 2026

      AdempimentoScadenza ordinariaScadenza con maggiorazione 0,40%
      Saldo contributi INPS 202530 giugno 202630 luglio 2026
      1° acconto contributi INPS 202630 giugno 202630 luglio 2026
      2° acconto contributi INPS 202630 novembre 2026–
      Rate fisse minimale 2026 (1a)16 maggio 2026–
      Rate fisse minimale 2026 (2a)20 agosto 2026–
      Rate fisse minimale 2026 (3a)16 novembre 2026–
      Rate fisse minimale 2026 (4a)16 febbraio 2027–

      Importante: il pagamento con scadenza 30 luglio invece del 30 giugno comporta una maggiorazione dello 0,40% sull’importo da versare (non si tratta di una sanzione, ma di un interesse legale previsto dalla normativa).

      Codici tributo F24 per artigiani e commercianti

      Per il versamento tramite F24, nella sezione “INPS” devono essere utilizzati i seguenti codici tributo. Per l’approfondimento completo, consulta la nostra guida sui codici tributo F24 2026.

      CodiceDescrizioneChi lo usa
      0101Contributi IVS artigiani – quota fissa sul minimaleArtigiani
      0102Contributi IVS commercianti – quota fissa sul minimaleCommercianti
      0103Contributi IVS artigiani – quota proporzionale eccedenzaArtigiani
      0104Contributi IVS commercianti – quota proporzionale eccedenzaCommercianti

      Il codice sede INPS da indicare e’ quello della sede INPS competente per il domicilio fiscale del contribuente. La causale contributi e’ “CONTRIBUTI GESTIONE ARTIGIANI” o “CONTRIBUTI GESTIONE COMMERCIANTI” a seconda della categoria.

      Rateizzazione dei contributi: e’ possibile?

      Il saldo e il primo acconto dei contributi INPS versati tramite Modello Redditi PF 2026 possono essere rateizzati fino a un massimo di 6 rate mensili, con interessi dello 0,33% mensile. La prima rata scade con il versamento ordinario (30 giugno o 30 luglio 2026 con maggiorazione), le successive scadono il 16 di ogni mese successivo.

      La rateizzazione e’ particolarmente utile per chi ha un saldo elevato e preferisce distribuire il pagamento nel corso dell’estate. Tuttavia, occorre fare attenzione a non confondere la rateizzazione dei contributi INPS con quella delle imposte IRPEF: sono due versamenti distinti, con codici tributo e logiche diverse.

      Casi particolari: pensionati, inizio attivita’ e cessazione

      Artigiani/commercianti pensionati

      I soggetti che, oltre all’attivita’ di artigiano o commerciante, percepiscono anche una pensione INPS, versano in linea generale i contributi IVS alle aliquote ordinarie. La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto alcune modifiche per specifiche categorie, ma si tratta di situazioni particolari che richiedono una valutazione caso per caso con un professionista abilitato.

      Inizio attivita’ nel 2025

      Chi ha avviato l’attivita’ di artigiano o commerciante nel corso del 2025 (es. a luglio 2025) dovra’ versare i contributi minimali in misura proporzionale ai mesi di iscrizione. I contributi sul minimale si conteggiano per mesi interi di iscrizione all’INPS.

      Cessazione attivita’ nel 2025

      Chi ha cessato l’attivita’ nel corso del 2025 e’ tenuto a presentare il Modello Redditi PF 2026 per i redditi prodotti fino alla data di cessazione. I contributi INPS saranno dovuti in misura proporzionale al periodo di attivita’, anche per la quota eccedente il minimale, in base al reddito prodotto.

      Modello Redditi PF 2026 vs Modello 730: quale usare

      Una domanda frequente riguarda se artigiani e commercianti possono utilizzare il Modello 730 invece del Modello Redditi PF. La risposta e’ no: il Modello 730 e’ destinato esclusivamente ai lavoratori dipendenti e ai pensionati. Chi esercita attivita’ d’impresa (artigiani, commercianti) deve obbligatoriamente presentare il Modello Redditi PF, compilando:

      • Quadro RF: redditi d’impresa in regime ordinario
      • Quadro RD: redditi d’impresa in regime semplificato
      • Quadro LM: redditi d’impresa in regime forfettario
      • Quadro RR: contributi previdenziali INPS (artigiani/commercianti)

      Per approfondire le differenze tra i modelli dichiarativi, consulta la nostra guida al Modello 730 2026.

      La deducibilita’ dei contributi INPS dal reddito

      I contributi versati alla Gestione IVS INPS sono interamente deducibili dal reddito complessivo nella dichiarazione dei redditi. Questo vale sia per il regime ordinario che per il regime forfettario:

      • Regime ordinario: i contributi INPS si deducono dal reddito complessivo (Quadro RP, rigo RP21). Questo riduce la base imponibile IRPEF e quindi l’imposta dovuta.
      • Regime forfettario: i contributi INPS si deducono dal reddito forfettario (riduzione diretta del reddito imponibile dichiarato nel Quadro LM). Non concorrono alla formazione del reddito complessivo, ma abbattono direttamente l’imponibile sostitutivo del 15%.

      Esempio pratico – Regime ordinario: un artigiano con reddito d’impresa 35.000 euro e contributi INPS totali versati (fissi + eccedenza) di circa 8.400 euro avra’ un reddito complessivo imponibile ridotto a circa 26.600 euro, con un risparmio IRPEF di circa 2.100 euro (aliquota marginale 35%). Il risparmio effettivo dipende dall’aliquota marginale applicabile al reddito totale del contribuente.

      Errori frequenti da evitare

      • Dimenticare il primo acconto 2026: il Modello Redditi PF 2026 non richiede solo il saldo 2025, ma anche il primo acconto 2026. Molti contribuenti si concentrano solo sul saldo e si dimenticano l’acconto, generando poi problemi al momento del secondo acconto di novembre.
      • Usare i codici tributo sbagliati: confondere i codici artigiani con quelli commercianti, o usare i codici del minimale per il versamento dell’eccedenza.
      • Non applicare la riduzione forfettaria: chi e’ in regime forfettario e ha presentato la comunicazione INPS per la riduzione del 35% deve applicarla anche nel calcolo del saldo e dell’acconto. Se dimenticata, si versano contributi in eccesso.
      • Non verificare il massimale: superato il massimale reddituale, non si versano ulteriori contributi IVS. Ignorare questo limite porta a versamenti eccessivi.
      • Confondere i contributi INPS con l’IRPEF: sono due pagamenti distinti, con scadenze, codici tributo e modalita’ di calcolo diverse.
      • Usare valori di minimale/massimale dell’anno precedente: questi valori cambiano ogni anno. Verificare sempre la Circolare INPS aggiornata prima di procedere al calcolo.

      Come il CAF puo’ aiutarti

      Il calcolo corretto del saldo e dell’acconto dei contributi INPS richiede la conoscenza dei dati reddituali 2025, delle aliquote aggiornate, dei minimali e massimali specifici e della situazione previdenziale individuale. Un errore in questa fase puo’ portare a versamenti insufficienti (con sanzioni e interessi) o eccessivi (con necessita’ di rimborso).

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la compilazione del Modello Redditi PF 2026, incluso il Quadro RR per artigiani e commercianti. Il nostro team di consulenti fiscali verifica i dati INPS, calcola il saldo e l’acconto esatti e predispone il modello F24 con i codici tributo corretti.

      Hai un’attivita’ artigiana o commerciale e devi presentare il Modello Redditi PF 2026? Prenota un appuntamento presso il nostro ufficio di Udine (Viale Giuseppe Tullio 13, scala B) oppure contattaci al 0432 1638640 o via WhatsApp al 366 6018121.

      FAQ: domande frequenti su contributi INPS artigiani e commercianti 2026

      Qual e’ l’aliquota IVS per gli artigiani nel 2025?

      Per il 2025, l’aliquota IVS per gli artigiani e’ del 24% sul reddito d’impresa. Per i commercianti l’aliquota e’ del 24,48%. I forfettari che hanno presentato la comunicazione INPS possono applicare una riduzione del 35%, portando le aliquote rispettivamente a circa 15,60% e 15,91%.

      Quando scade il versamento del saldo contributi INPS 2025?

      Il saldo dei contributi INPS 2025 (eccedenza del minimale) scade il 30 giugno 2026. E’ possibile versare entro il 30 luglio 2026 con una maggiorazione dello 0,40%. Il versamento avviene tramite modello F24.

      Cos’e’ il reddito minimale INPS per artigiani e commercianti?

      Il reddito minimale e’ una soglia annua fissata dall’INPS: al di sotto di questa soglia si versano comunque i contributi fissi calcolati su di essa. Sopra il minimale si versano contributi aggiuntivi proporzionali al reddito effettivo. Il valore viene aggiornato ogni anno con rivalutazione ISTAT e pubblicato nella Circolare INPS annuale (disponibile su INPS.it).

      Un artigiano forfettario deve versare i contributi INPS?

      Si’, l’artigiano in regime forfettario e’ iscritto alla Gestione IVS INPS e deve versare i contributi come tutti gli altri artigiani. Tuttavia, puo’ beneficiare di una riduzione del 35% presentando apposita comunicazione all’INPS entro il 28 febbraio di ogni anno. La riduzione si applica sia ai contributi fissi sul minimale che a quelli proporzionali sull’eccedenza.

      Posso rateizzare il pagamento dei contributi INPS 2025?

      Si’, e’ possibile rateizzare il saldo e il primo acconto dei contributi INPS in un massimo di 6 rate mensili, con interessi dello 0,33% mensile. La prima rata scade alla data ordinaria del versamento (30 giugno o 30 luglio con maggiorazione).

      Come trovo i valori aggiornati di minimale e massimale INPS?

      I valori aggiornati vengono comunicati ogni anno dall’INPS con apposita Circolare (di solito a gennaio/febbraio). Puoi consultare il sito INPS.it nella sezione dedicata alla Gestione degli Artigiani e Commercianti, oppure rivolgerti al tuo CAF o commercialista di fiducia.

      Conclusione

      Il calcolo dei contributi INPS nel Modello Redditi PF 2026 e’ un adempimento fondamentale per tutti gli artigiani e commercianti. Comprendere la logica del Quadro RR, applicare correttamente le aliquote IVS (24% per artigiani, 24,48% per commercianti), rispettare i valori di minimale e massimale aggiornati e versare nei termini previsti sono passaggi essenziali per evitare sanzioni e ottimizzare il carico contributivo.

      Ricorda che il saldo 2025 e il primo acconto 2026 si versano entrambi entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione 0,40%), mentre il secondo acconto 2026 scade il 30 novembre. Se sei in regime forfettario, verifica di aver applicato la riduzione del 35% e di aver presentato la comunicazione INPS. Se hai dubbi o necessiti di assistenza, il CAF Centro Fiscale di Udine e’ a tua disposizione per una consulenza personalizzata.

      Per ulteriori informazioni sulle scadenze fiscali di luglio 2026 e su come gestire al meglio le tasse se sei un lavoratore autonomo, consulta le nostre guide aggiornate.

      Luglio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-05 08:26:322026-07-05 08:39:47Modello Redditi PF 2026: calcolo del saldo 2025 e del primo acconto 2026 dei contributi INPS per artigiani e commercianti
      CAF

      Scadenze Fiscali Luglio 2026: Calendario Completo IRPEF, IVA, Contributi e Modello Redditi

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      Indice dei contenuti

      1. Calendario completo scadenze luglio 2026
      2. 16 luglio: versamenti IRPEF e ritenute
      3. 16 luglio: IVA mensile giugno 2026
      4. 16 luglio: contributi INPS gestione separata
      5. 20 luglio: LIPE secondo trimestre 2026
      6. 30 luglio: saldo IRPEF con maggiorazione 0,40%
      7. 30 luglio: diritto annuale CCIAA con maggiorazione
      8. Contributi colf e badanti: nessuna scadenza a luglio
      9. Modello Redditi PF 2026: conviene prepararsi
      10. FAQ – Domande frequenti

      Il mese di luglio 2026 è uno dei periodi più impegnativi dell’anno dal punto di vista fiscale. Si concentrano in poche settimane il versamento delle ritenute IRPEF, l’IVA mensile, i contributi INPS e, soprattutto, il saldo IRPEF con maggiorazione dello 0,40% per chi ha differito il pagamento dalla scadenza del 30 giugno. A questi si aggiungono la comunicazione LIPE del secondo trimestre e il diritto annuale alla Camera di Commercio.

      In questa guida completa, aggiornata alle ultime disposizioni dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, troverai il calendario dettagliato delle scadenze fiscali di luglio 2026 con date, codici tributo, importi e indicazioni pratiche per non dimenticare nessun adempimento. Se hai bisogno di assistenza per i versamenti o la dichiarazione dei redditi, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.

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      Calendario completo scadenze fiscali luglio 2026

      Ecco il calendario dettagliato di tutte le principali scadenze fiscali del mese di luglio 2026, organizzato giorno per giorno secondo lo Scadenzario ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Tieni presente che quando una scadenza cade di sabato o domenica, il termine slitta al primo giorno lavorativo successivo.

      DataAdempimentoChi deve adempiereCodice Tributo
      16 luglioVersamento ritenute IRPEF lavoro dipendenteDatori di lavoro, sostituti d’imposta1001
      16 luglioVersamento ritenute IRPEF lavoro autonomoCommittenti che pagano professionisti1040
      16 luglioVersamento IVA mensile (giugno 2026)Contribuenti IVA mensili6006
      16 luglioVersamento IVA II trimestre 2026Contribuenti IVA trimestrali6032
      16 luglioContributi INPS gestione separata (rata)Committenti per collaboratoriCXX / C10
      16 luglioAddizionali regionali e comunali IRPEFDatori di lavoro3802 / 3848
      20 luglioLIPE – Comunicazione liquidazioni periodiche IVA (II trimestre)Soggetti passivi IVA–
      25 luglioPresentazione modelli INTRASTAT (giugno o II trimestre)Operatori intracomunitari–
      30 luglioSaldo IRPEF + primo acconto con maggiorazione 0,40%Chi ha differito dal 30 giugno4001 / 4033
      30 luglioSaldo cedolare secca con maggiorazione 0,40%Locatori che hanno differito1842
      30 luglioImposta sostitutiva regime forfettario con maggiorazione 0,40%Forfettari che hanno differito1790 / 1791
      30 luglioDiritto annuale CCIAA con maggiorazione 0,40%Imprese iscritte al Registro3850
      30 luglioIVIE e IVAFE con maggiorazione 0,40%Titolari immobili/attività estere4041 / 4043
      31 luglioPresentazione Modello 770 (ritenute anno 2025)Sostituti d’imposta–

      16 luglio: versamenti IRPEF e ritenute

      Il 16 luglio 2026 è la prima data cruciale del mese. Entro questo giorno, tutti i datori di lavoro e sostituti d’imposta devono effettuare il versamento delle ritenute operate nel mese di giugno sulle retribuzioni dei dipendenti e sui compensi dei lavoratori autonomi. Si tratta di un adempimento mensile ricorrente, ma è fondamentale non sottovalutarlo: i ritardi comportano sanzioni e interessi.

      Le ritenute IRPEF sul lavoro dipendente si versano con il codice tributo 1001 tramite modello F24. Per i compensi ai lavoratori autonomi (ad esempio consulenti, professionisti, collaboratori occasionali), il codice tributo da utilizzare è il 1040. In entrambi i casi, il periodo di riferimento da indicare nell’F24 è “06/2026”.

      Oltre alle ritenute IRPEF, il 16 luglio scadono anche le addizionali regionali e comunali trattenute in busta paga. Le addizionali regionali si versano con codice tributo 3802, mentre quelle comunali con il 3848. Ricorda che le addizionali comunali prevedono anche un eventuale acconto (codice 3847) che va versato mensilmente da marzo a novembre.

      Attenzione: il versamento deve essere effettuato esclusivamente tramite modello F24 telematico (Entratel o Fisconline). I datori di lavoro domestici (colf e badanti) non sono sostituti d’imposta e quindi non devono effettuare queste ritenute.

      16 luglio: IVA mensile giugno 2026

      Sempre entro il 16 luglio, i contribuenti con liquidazione IVA mensile devono versare l’imposta risultante dalla liquidazione relativa al mese di giugno 2026. Il codice tributo è il 6006 (dove le ultime due cifre indicano il mese di riferimento: 06 = giugno).

      Per i contribuenti IVA trimestrali, luglio rappresenta un mese particolarmente importante perché scade il versamento dell’IVA relativa al secondo trimestre 2026 (aprile-maggio-giugno). Il codice tributo da utilizzare è il 6032. A differenza del versamento mensile, l’IVA trimestrale prevede una maggiorazione dell’1% a titolo di interessi, calcolata sull’importo dovuto.

      Chi opera in regime forfettario è esonerato dalla liquidazione periodica IVA e quindi non ha questo adempimento. Tuttavia, i forfettari che hanno differito il pagamento dell’imposta sostitutiva dal 30 giugno dovranno versarla entro il 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%.

      16 luglio: contributi INPS gestione separata

      Il 16 luglio 2026 è anche il termine per il versamento dei contributi INPS alla gestione separata relativi ai compensi erogati nel mese di giugno. Questo adempimento riguarda i committenti che utilizzano collaboratori iscritti alla gestione separata INPS, ma anche i liberi professionisti senza cassa previdenziale propria.

      Le aliquote contributive 2026 per la gestione separata sono:

      • 26,07% per i collaboratori non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie
      • 24% per i professionisti titolari di partita IVA iscritti alla gestione separata
      • 35,03% per i soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie (per i quali è prevista anche la contribuzione DIS-COLL)

      Il versamento si effettua con modello F24 utilizzando i codici tributo della serie “CXX” o “C10”. Un aspetto importante: per i collaboratori, il contributo è ripartito per 2/3 a carico del committente e 1/3 a carico del collaboratore, ma il versamento deve essere effettuato interamente dal committente.

      20 luglio: LIPE secondo trimestre 2026

      Entro il 20 luglio 2026 (termine ordinario, salvo proroghe), i soggetti passivi IVA devono inviare la Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA (LIPE) relativa al secondo trimestre (aprile-maggio-giugno 2026). Si tratta di un adempimento telematico obbligatorio introdotto dal DL 193/2016 per consentire all’Agenzia delle Entrate di incrociare i dati dichiarati con quelli effettivamente versati.

      La LIPE deve essere trasmessa in via telematica tramite i servizi Entratel o Fisconline dell’Agenzia delle Entrate, direttamente o tramite un intermediario abilitato come il CAF Centro Fiscale di Udine. Nel modulo occorre indicare il totale delle operazioni attive e passive, l’IVA a debito o a credito risultante dalla liquidazione e l’eventuale credito del periodo precedente.

      La mancata o tardiva presentazione della LIPE comporta una sanzione da 500 a 2.000 euro per ciascuna comunicazione. Tuttavia, se l’invio avviene entro 15 giorni dalla scadenza, la sanzione è ridotta alla metà (da 250 a 1.000 euro). Il ravvedimento operoso permette di ridurre ulteriormente l’importo della sanzione.

      30 luglio: saldo IRPEF e primo acconto con maggiorazione 0,40%

      Il 30 luglio 2026 è la scadenza più importante del mese per milioni di contribuenti. Chi non ha versato il saldo IRPEF 2025 e il primo acconto IRPEF 2026 entro la scadenza ordinaria del 30 giugno, può farlo entro il 30 luglio applicando una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo. Non si tratta di una sanzione, ma di un interesse legittimo per il differimento del pagamento di 30 giorni.

      La maggiorazione dello 0,40% si applica sull’intero importo dovuto, compreso il primo acconto. In pratica, se devi versare 3.000 euro di saldo IRPEF, la maggiorazione sarà di soli 12 euro (3.000 x 0,40%). I codici tributo da utilizzare nel modello F24 sono:

      • 4001 – Saldo IRPEF (anno d’imposta 2025)
      • 4033 – Primo acconto IRPEF (anno d’imposta 2026)
      • 4034 – Secondo o unico acconto IRPEF (se versato con il saldo)

      La stessa maggiorazione si applica anche alle imposte sostitutive che scadevano al 30 giugno. Quindi, anche i contribuenti in regime forfettario che non hanno versato al 30 giugno possono pagare entro il 30 luglio con lo 0,40% in più. I codici tributo per i forfettari sono il 1790 (saldo imposta sostitutiva) e il 1791 (primo acconto).

      Consiglio pratico: se hai presentato il Modello 730 con sostituto d’imposta, il saldo e gli acconti vengono trattenuti direttamente in busta paga o dalla pensione. In quel caso, non devi fare nulla a luglio. La maggiorazione riguarda solo chi paga con F24 (Modello Redditi PF).

      Per chi ha la cedolare secca sugli affitti, il 30 luglio è il termine per versare il saldo con maggiorazione utilizzando il codice tributo 1842. Anche le imposte patrimoniali sugli immobili esteri (IVIE, codice 4041) e sulle attività finanziarie estere (IVAFE, codice 4043) seguono la stessa tempistica.

      30 luglio: diritto annuale Camera di Commercio con maggiorazione

      Le imprese iscritte al Registro delle Imprese che non hanno versato il diritto annuale alla Camera di Commercio entro il 30 giugno, possono farlo entro il 30 luglio 2026 con la consueta maggiorazione dello 0,40%. Il diritto annuale CCIAA è un tributo obbligatorio per tutte le imprese e si versa con il codice tributo 3850 tramite modello F24.

      L’importo del diritto annuale varia in base alla forma giuridica e al fatturato dell’impresa. Le ditte individuali versano un importo fisso (generalmente 53 euro per le sedi principali, più eventuali maggiorazioni regionali), mentre le società pagano in base a scaglioni di fatturato. Per conoscere l’importo esatto dovuto dalla tua impresa, puoi consultare il sito della tua Camera di Commercio territoriale o rivolgerti al CAF Centro Fiscale.

      Contributi colf e badanti: nessuna scadenza a luglio

      Buone notizie per i datori di lavoro domestico: a luglio 2026 non ci sono scadenze per il versamento dei contributi di colf, badanti e babysitter. I contributi INPS per il lavoro domestico si versano trimestralmente con scadenze fisse:

      • 10 aprile – contributi I trimestre (gennaio-marzo)
      • 10 luglio – contributi II trimestre (aprile-giugno)
      • 10 ottobre – contributi III trimestre (luglio-settembre)
      • 10 gennaio – contributi IV trimestre (ottobre-dicembre)

      La scadenza del 10 luglio per il II trimestre è già passata al momento in cui leggi questa guida (se la consulti dopo il 10 luglio). La prossima scadenza per i contributi domestici sarà il 10 ottobre 2026. Il pagamento avviene tramite il Portale dei pagamenti INPS, bollettino MAV oppure avviso pagoPA. Se hai bisogno di assistenza per calcolare l’importo dei contributi della tua colf o badante, il CAF Centro Fiscale può aiutarti.

      Modello Redditi PF 2026: conviene prepararsi già a luglio

      Anche se la scadenza per l’invio del Modello Redditi PF 2026 (relativo ai redditi 2025) è fissata al 30 novembre 2026, luglio è il momento ideale per iniziare a preparare la documentazione. Chi ha versato il saldo IRPEF con maggiorazione entro il 30 luglio ha ormai definito gli importi dovuti, e predisporre il modello in anticipo permette di evitare la corsa dell’ultimo minuto.

      Il Modello Redditi PF è obbligatorio per chi non può presentare il Modello 730, ovvero:

      • Titolari di partita IVA (anche in regime forfettario)
      • Contribuenti con redditi esteri da dichiarare nel Quadro RW
      • Chi possiede criptovalute da dichiarare nel Quadro W
      • Chi ha redditi di natura diversa non gestibili nel 730
      • Contribuenti non residenti in Italia

      Se hai dubbi su quale modello utilizzare o se hai bisogno di assistenza per la compilazione, puoi prenotare un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri operatori ti guideranno nella scelta del modello più adatto e nella corretta compilazione di tutti i quadri.

      FAQ – Domande frequenti sulle scadenze fiscali di luglio 2026

      Cosa succede se non pago l’IRPEF entro il 30 luglio con maggiorazione?

      Se non versi entro il 30 luglio, il pagamento diventa tardivo e scattano le sanzioni per omesso versamento (30% dell’importo non versato, riducibile con il ravvedimento operoso). Fino al 30 luglio, invece, paghi solo lo 0,40% in più senza alcuna sanzione. Conviene quindi rispettare questa scadenza per evitare costi molto più elevati.

      La maggiorazione dello 0,40% si applica anche agli acconti?

      Sì, la maggiorazione dello 0,40% si applica a tutti gli importi che avevano scadenza al 30 giugno e vengono differiti al 30 luglio, compresi il saldo, il primo acconto IRPEF, l’imposta sostitutiva dei forfettari e le imposte patrimoniali estere (IVIE e IVAFE).

      Devo pagare i contributi della badante a luglio?

      La scadenza dei contributi INPS per colf e badanti del secondo trimestre è il 10 luglio. Se stai leggendo questa guida prima di tale data, ricordati di effettuare il pagamento. La prossima scadenza successiva sarà il 10 ottobre 2026 per il terzo trimestre.

      Cos’è la LIPE e chi deve inviarla?

      La LIPE (Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA) è un adempimento telematico trimestrale obbligatorio per tutti i soggetti passivi IVA. Serve a comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati delle liquidazioni IVA effettuate nel trimestre. La scadenza per il secondo trimestre 2026 è il 20 luglio (salvo proroghe). Sono esonerati i contribuenti in regime forfettario e i contribuenti minimi.

      Posso rateizzare il saldo IRPEF di luglio?

      Sì, è possibile rateizzare il saldo IRPEF e il primo acconto. Se scegli di differire al 30 luglio con maggiorazione, puoi comunque pagare a rate. La prima rata scade il 30 luglio (con lo 0,40% sull’intero importo), e le rate successive scadono il 16 di ogni mese, con interessi del 4% annuo calcolati dal giorno del differimento. L’ultima rata non può andare oltre il 16 novembre 2026.

      Entro quando devo inviare il Modello Redditi PF 2026?

      Il termine per l’invio telematico del Modello Redditi PF 2026 (redditi 2025) è il 30 novembre 2026. Tuttavia, i versamenti delle imposte (saldo e acconti) hanno scadenze anticipate: 30 giugno (ordinaria) o 30 luglio (con maggiorazione 0,40%). È quindi consigliabile predisporre il modello in anticipo per calcolare correttamente gli importi dovuti.

      Hai bisogno di assistenza per le scadenze di luglio?

      Le scadenze fiscali di luglio 2026 sono numerose e complesse. Tra ritenute, IVA, contributi, maggiorazioni e comunicazioni telematiche, il rischio di dimenticare un adempimento è concreto. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per aiutarti con:

      • Calcolo e versamento del saldo IRPEF con maggiorazione
      • Compilazione e invio della LIPE trimestrale
      • Predisposizione del Modello Redditi PF
      • Calcolo dei contributi INPS e consulenza previdenziale
      • Assistenza per F24 e codici tributo
      Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

      Oppure compila il modulo per essere ricontattato:

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        Giugno 22, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-22 14:00:002026-04-18 10:23:27Scadenze Fiscali Luglio 2026: Calendario Completo IRPEF, IVA, Contributi e Modello Redditi
        CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

        Versamenti Volontari INPS 2026: Dal 2026 Solo Online, Guida Completa alla Procedura

        contributi INPS artigiani e commercianti, regime forfettario

        Dal 1° gennaio 2026, i versamenti volontari INPS si possono effettuare esclusivamente online, tramite il portale istituzionale dell’INPS o attraverso i canali telematici autorizzati. Questa novità — introdotta per semplificare e digitalizzare le procedure contributive — riguarda tutti i lavoratori che hanno ottenuto l’autorizzazione ai contributi volontari e intendono continuare a versare per maturare il diritto alla pensione o per incrementare l’importo dell’assegno previdenziale. In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto quello che devi sapere: chi può fare i versamenti volontari, come funziona la nuova procedura online, quali importi si versano nel 2026 e cosa succede se si saltano le scadenze.

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        Indice dei contenuti

        1. Cosa sono i versamenti volontari INPS
        2. Chi può fare versamenti volontari INPS
        3. La novità 2026: solo procedura online
        4. Come eseguire i versamenti online: guida pratica
        5. Importi dei versamenti volontari 2026
        6. Scadenze e termini di versamento
        7. Come richiedere l’autorizzazione ai contributi volontari
        8. Effetti dei versamenti volontari sulla pensione
        9. Casi pratici e simulazioni
        10. Domande frequenti

        Cosa sono i versamenti volontari INPS

        I versamenti volontari INPS sono contributi previdenziali che il lavoratore versa spontaneamente — ovvero non per obbligo di legge — all’INPS al fine di colmare periodi scoperti di contribuzione, raggiungere i requisiti minimi per la pensione o aumentare l’importo dell’assegno pensionistico futuro. Si tratta di uno strumento fondamentale per chi ha interruzioni nella carriera lavorativa: periodi di disoccupazione, lavoro in nero, lavoro all’estero non coperto da convenzioni bilaterali, maternità non coperta, periodi di studio, oppure semplicemente lacune contributive dovute a lavori saltuari o atipici.

        I contributi volontari si distinguono da altre forme di copertura contributiva come il riscatto della laurea (che copre gli anni di studio universitario), la ricongiunzione contributiva (che unisce contributi versati in diverse gestioni INPS o casse previdenziali) e la rendita vitalizia per lavoro prestato in età minore. I versamenti volontari riguardano invece periodi di mancata occupazione o contribuzione, e devono essere preceduti da una formale autorizzazione rilasciata dall’INPS.

        Il meccanismo è semplice: una volta ottenuta l’autorizzazione, il lavoratore versa periodicamente dei contributi calcolati sulla propria media retributiva degli ultimi anni di lavoro. Questi contributi vengono accreditati sul conto previdenziale individuale e concorrono al calcolo della pensione esattamente come i contributi obbligatori versati durante l’attività lavorativa.

        Chi può fare versamenti volontari INPS

        Non tutti i lavoratori possono accedere ai versamenti volontari INPS. La normativa prevede requisiti specifici che devono essere verificati prima di presentare la domanda di autorizzazione. In linea generale, possono richiedere l’autorizzazione ai contributi volontari:

        • Lavoratori dipendenti che hanno cessato o interrotto il rapporto di lavoro e che abbiano maturato almeno 5 anni di contributi (260 settimane) oppure, in alternativa, almeno 3 anni di contribuzione (156 settimane) negli ultimi 5 anni precedenti la domanda
        • Lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti che abbiano almeno 3 anni di contribuzione nel quinquennio precedente la domanda
        • Lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, professionisti senza cassa, ecc.) con almeno 5 anni di contribuzione accumulati
        • Agricoltori e lavoratori del settore agricolo con requisiti contributivi specifici per la loro gestione
        • Soggetti con periodi di contribuzione mista, ovvero distribuita su più gestioni INPS, che abbiano complessivamente i requisiti minimi richiesti

        Esistono però dei casi di esclusione: non possono fare versamenti volontari coloro che sono già pensionati (salvo eccezioni per chi percepisce assegni di invalidità), chi ha già raggiunto i requisiti minimi per la pensione senza aver ancora fatto domanda, e chi risulta ancora occupato con rapporto di lavoro obbligatoriamente assicurato. Anche la Gestione Separata ha regole particolari: i versamenti volontari sono ammessi ma il calcolo degli importi segue modalità diverse rispetto alla gestione ordinaria.

        Attenzione: il requisito dei 5 anni di contributi (o dei 3 anni nel quinquennio) deve essere verificato con cura prima di presentare domanda. Un errore nella valutazione del requisito porta al rigetto della domanda e alla perdita di tempo prezioso. Per questo motivo, è sempre consigliabile rivolgersi a un patronato o CAF per una verifica preliminare gratuita dell’estratto contributivo.

        La novità 2026: solo procedura online

        La novità più rilevante del 2026 riguarda le modalità di pagamento dei versamenti volontari INPS. A partire dal 1° gennaio 2026, l’INPS ha disposto che i contributi volontari possano essere versati esclusivamente tramite canali digitali, eliminando definitivamente la possibilità di pagamento allo sportello fisico degli uffici INPS o presso le sedi postali con il bollettino MAV cartaceo tradizionale.

        Questa decisione si inquadra nel più ampio processo di digitalizzazione dei servizi previdenziali avviato dall’INPS negli ultimi anni, accelerato dalle linee guida del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che prevede la progressiva migrazione di tutti i servizi pubblici verso piattaforme digitali. L’obiettivo dichiarato è ridurre i tempi di lavorazione, eliminare errori di registrazione e rendere più tracciabile il flusso dei contributi versati.

        In concreto, dal 2026 i canali ammessi per il pagamento dei versamenti volontari INPS sono:

        • Portale MyINPS (myinps.inps.it) con accesso tramite SPID, CIE o CNS, utilizzando il servizio di pagamento integrato con pagoPA
        • App INPS Mobile disponibile per iOS e Android, con le stesse funzionalità del portale web
        • Intermediari abilitati: CAF, patronati, consulenti del lavoro, che possono effettuare il pagamento per conto del contribuente tramite i propri sistemi gestionali
        • Banche e istituti di pagamento abilitati al circuito pagoPA, con il codice avviso generato dal sistema INPS
        • Poste Italiane online (portale BancoPosta o app) con il codice pagoPA, ma NON più allo sportello fisico con bollettino cartaceo

        La modifica è stata comunicata dall’INPS con la circolare operativa di fine 2025 e ha effetto su tutti i nuovi versamenti a partire dal 2026. I versamenti effettuati con le vecchie modalità (bollettino MAV cartaceo, versamento diretto allo sportello) non saranno più accettati e potrebbero non essere correttamente imputati al conto previdenziale del contribuente.

        Come eseguire i versamenti online: guida pratica

        Eseguire i versamenti volontari INPS online non è difficile, ma richiede di avere a disposizione gli strumenti giusti e di seguire la procedura corretta. Di seguito trovi una guida passo passo per effettuare il pagamento in autonomia tramite il portale INPS.

        Passaggio 1: accedi a MyINPS con identità digitale

        Il primo requisito è disporre di un’identità digitale per accedere al portale INPS. Le credenziali accettate sono:

        • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) di livello 2 o superiore — è la modalità più diffusa e può essere ottenuto gratuitamente presso provider accreditati come Poste Italiane, Aruba, TIM, ecc.
        • CIE (Carta d’Identità Elettronica) con PIN e lettore NFC — disponibile per chi ha già rinnovato la carta d’identità in formato digitale
        • CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o smart card rilasciata da enti abilitati

        Se non disponi ancora di SPID, puoi ottenerlo gratuitamente recandoti presso un ufficio postale, un CAF abilitato o direttamente online tramite riconoscimento video. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per l’attivazione dello SPID.

        Passaggio 2: trova il servizio “Contributi volontari”

        Una volta effettuato l’accesso a MyINPS, devi navigare verso la sezione dedicata ai contributi volontari. Il percorso è:

        1. Accedi a myinps.inps.it con le tue credenziali SPID/CIE/CNS
        2. Dal menu principale, seleziona “Pensione e previdenza”
        3. Cerca la voce “Versamenti volontari” o usa la barra di ricerca interna con il termine “contributi volontari”
        4. Nella sezione dedicata, troverai il tuo fascicolo previdenziale con lo storico dei versamenti e la possibilità di generare nuovi avvisi di pagamento

        Passaggio 3: genera l’avviso pagoPA

        Il cuore del nuovo sistema è la generazione dell’avviso pagoPA. Il portale INPS ti mostra i periodi contributivi da coprire e l’importo corrispondente a ciascun trimestre. Puoi scegliere:

        • Versamento trimestrale: il sistema genera un avviso per ogni trimestre (modalità standard per lavoratori dipendenti)
        • Versamento mensile: possibile per alcune gestioni (Artigiani, Commercianti)
        • Versamento cumulativo: per coprire più periodi arretrati in una sola transazione (soggetto a limiti temporali)

        Dopo aver selezionato il periodo da coprire, il sistema genera un codice avviso pagoPA con numero IUV (Identificativo Univoco Versamento). Questo codice è fondamentale: non perderlo, perché serve per effettuare il pagamento e per verificarne il buon esito.

        Passaggio 4: effettua il pagamento

        Con il codice avviso pagoPA in mano, puoi pagare attraverso diversi canali:

        • Direttamente sul portale INPS: clic su “Paga ora” e seleziona il metodo di pagamento tra carta di credito/debito, bonifico bancario, o wallet digitale
        • Portale della tua banca: accedi all’homebanking e cerca la funzione “Paga pagoPA” o “F24/pagoPA”, inserisci il codice avviso
        • App Poste Italiane o portale BancoPosta: usa la funzione “Pagamenti” e inserisci il codice pagoPA
        • Tabaccherie e ricevitorie abilitate al circuito Sisal/Lottomatica/MOONEY che supportano pagoPA
        • ATM bancari di banche convenzionate con il circuito pagoPA

        Al termine del pagamento riceverai una ricevuta telematica che costituisce prova dell’avvenuto versamento. Conservala per eventuali verifiche future. Il pagamento viene normalmente registrato sul conto previdenziale entro 2-5 giorni lavorativi.

        Importi dei versamenti volontari 2026

        L’importo dei versamenti volontari INPS non è fisso: viene calcolato sulla base della retribuzione media imponibile del lavoratore nel periodo di riferimento, moltiplicata per l’aliquota contributiva vigente per la specifica gestione previdenziale.

        Calcolo per i lavoratori dipendenti (Gestione IVS)

        Per i lavoratori dipendenti iscritti alla gestione IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti), l’importo trimestrale del versamento volontario si calcola come segue:

        Base di calcolo = retribuzione media settimanale degli ultimi anni di lavoro effettivo (calcolata dall’INPS in fase di autorizzazione)

        Aliquota 2026 per lavoratori dipendenti = 33% (aliquota ordinaria IVS, invariata rispetto agli anni precedenti)

        La formula applicata è: retribuzione media settimanale × 13 settimane (trimestre) × 33%

        Esempio pratico: se la retribuzione media settimanale è di 500 euro, il versamento trimestrale ammonta a: 500 × 13 × 33% = 2.145 euro per trimestre.

        Esiste tuttavia un importo minimo: nel 2026 il contributo settimanale minimo per la Gestione IVS non può essere inferiore a quello calcolato sulla retribuzione convenzionale minima settimanale stabilita annualmente dall’INPS con apposita circolare. Per il 2026, tale valore minimo di riferimento è stato aggiornato in base ai coefficienti ISTAT.

        Calcolo per artigiani e commercianti

        Per gli artigiani e commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS, il calcolo è leggermente diverso. L’importo del versamento volontario si basa sul reddito medio dichiarato nelle ultime dichiarazioni dei redditi e sull’aliquota contributiva specifica per la loro categoria. Per il 2026, le aliquote sono:

        • Artigiani: aliquota del 24,48% sul reddito imponibile (inclusa la quota aggiuntiva per l’allineamento delle aliquote)
        • Commercianti: aliquota del 24,78% sul reddito imponibile

        Anche in questo caso esiste un minimale e un massimale stabiliti annualmente: il versamento non può essere inferiore a quello calcolato sul minimale reddituale INPS (pari al reddito minimo annuo imponibile fissato per il 2026) né superiore a quello calcolato sul massimale contributivo.

        Calcolo per la Gestione Separata

        Per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, professionisti senza cassa, lavoratori a progetto), l’importo del versamento volontario si basa sul reddito medio degli ultimi anni di iscrizione alla gestione. L’aliquota applicata per il 2026 è del 35,03% (aliquota ordinaria per i soggetti privi di altra tutela previdenziale).

        Per i contributi previdenziali deducibili nel regime forfettario, ricorda che i versamenti volontari INPS sono deducibili dal reddito complessivo, riducendo la base imponibile ai fini IRPEF: un beneficio fiscale da non trascurare, analogo a quanto previsto per i contributi previdenziali deducibili nel regime forfettario.

        Scadenze e termini di versamento

        I versamenti volontari INPS devono essere effettuati entro precisi termini di scadenza. Il mancato rispetto delle scadenze comporta la perdita del trimestre contributivo, che non potrà più essere recuperato (salvo eccezioni specifiche). Ecco le scadenze principali per il 2026:

        TrimestrePeriodo copertoScadenza pagamento
        1° trimestreGennaio – Marzo 202630 Giugno 2026
        2° trimestreAprile – Giugno 202630 Settembre 2026
        3° trimestreLuglio – Settembre 202631 Dicembre 2026
        4° trimestreOttobre – Dicembre 202631 Marzo 2027

        Regola fondamentale: ogni trimestre può essere versato entro i 3 mesi successivi alla fine del trimestre stesso. Questo significa che hai un margine di tempo relativamente ampio, ma non illimitato. Se salti un trimestre, quel periodo andrà in bianco nel tuo estratto conto previdenziale, con conseguente riduzione dell’importo della pensione futura.

        Versamenti arretrati: esiste la possibilità di versare contributi per trimestri già scaduti, ma solo entro 12 mesi dalla scadenza originaria (c.d. versamenti tardivi). In questo caso, l’INPS applica una maggiorazione per interessi calcolata sulla base del tasso legale vigente. Oltre i 12 mesi, il recupero non è più possibile.

        Come richiedere l’autorizzazione ai contributi volontari

        Prima di poter effettuare qualsiasi versamento volontario, è necessario ottenere dall’INPS una formale autorizzazione. Questa autorizzazione certifica che il lavoratore ha i requisiti minimi per accedere ai versamenti volontari e fissa la base imponibile di calcolo dei contributi. Senza autorizzazione, i versamenti non vengono accettati o non vengono correttamente imputati.

        La domanda di autorizzazione si presenta esclusivamente online — e su questo punto non ci sono novità introdotte nel 2026, la procedura telematica era già obbligatoria da anni — tramite il portale MyINPS seguendo il percorso:

        1. Accedi a MyINPS con SPID, CIE o CNS
        2. Vai su “Pensione e previdenza” → “Contributi” → “Richiesta autorizzazione versamento contributi volontari”
        3. Compila il modulo online con i tuoi dati anagrafici, fiscali e contributivi
        4. Allega la documentazione richiesta (copia documento identità, estratto conto contributivo se richiesto)
        5. Invia la domanda e conserva il numero di protocollo che ti viene assegnato

        In alternativa, la domanda può essere presentata tramite patronato abilitato (come il CAF Centro Fiscale di Udine), che effettua l’operazione in nome e per conto del richiedente. Questa è la modalità consigliata se hai difficoltà con gli strumenti digitali o se vuoi una verifica preventiva dei requisiti.

        L’INPS elabora la domanda e comunica l’esito entro un termine variabile (generalmente 60-90 giorni, ma in alcuni periodi dell’anno i tempi possono allungarsi). Il provvedimento di autorizzazione indica:

        • Il periodo a partire dal quale è possibile iniziare i versamenti
        • La retribuzione di riferimento su cui calcolare i contributi
        • L’importo trimestrale indicativo del versamento
        • La gestione previdenziale di pertinenza

        Validità dell’autorizzazione: l’autorizzazione ai versamenti volontari ha durata illimitata, salvo che il lavoratore non riprenda un’attività lavorativa obbligatoriamente assicurata o non raggiunga i requisiti per la pensione. In caso di ripresa del lavoro, i versamenti volontari si interrompono automaticamente, ma è possibile riprenderli in caso di nuova cessazione dell’attività.

        Effetti dei versamenti volontari sulla pensione

        Capire l’effetto concreto dei versamenti volontari sulla pensione è fondamentale per valutare se conviene davvero investire in questa forma di contribuzione. Gli impatti sono molteplici e dipendono dalla situazione previdenziale individuale.

        Effetto sul raggiungimento dei requisiti pensionistici

        Il primo effetto, e spesso il più importante, è il raggiungimento dei requisiti minimi per accedere alla pensione. In Italia, le principali forme di pensionamento prevedono:

        • Pensione di vecchiaia: 67 anni di età + 20 anni di contributi (1.040 settimane)
        • Pensione anticipata: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne (indipendentemente dall’età)
        • Quota 103 (prorogata al 2026): 62 anni di età + 41 anni di contributi
        • APE Sociale: 63 anni e 5 mesi + almeno 30 o 36 anni di contributi (a seconda della categoria)

        I versamenti volontari contribuiscono al raggiungimento di tutti questi requisiti contributivi, rendendoli uno strumento prezioso per chi si trova a pochi mesi o pochi anni dal traguardo pensionistico. Per informazioni specifiche sull’APE Sociale e i requisiti applicabili, puoi consultare la nostra guida dedicata.

        Effetto sull’importo della pensione

        Il secondo effetto riguarda direttamente l’importo mensile della pensione. Con il sistema contributivo (applicato a tutti coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996 e, pro-quota, per gli altri), ogni contributo versato aumenta il montante contributivo individuale, che viene poi trasformato in rendita applicando specifici coefficienti di conversione legati all’età al momento del pensionamento.

        In termini pratici, versare contributi volontari per un anno intero (4 trimestri) può aumentare la pensione futura di alcune decine di euro al mese — un importo che, capitalizzato per tutta la durata della pensione, rappresenta un beneficio economico significativo. Tuttavia, è fondamentale confrontare il costo dei versamenti (l’importo che si paga oggi) con il beneficio atteso (l’aumento della pensione futura), tenendo conto anche dell’aspettativa di vita e dell’attuale tasso di rendimento implicito del sistema previdenziale.

        Deducibilità fiscale dei versamenti volontari

        Un vantaggio spesso sottovalutato è la deducibilità fiscale dei versamenti volontari INPS. I contributi versati sono deducibili dal reddito complessivo ai fini IRPEF, senza limite di importo (a differenza dei fondi pensione integrativi, che hanno un tetto di 5.164,57 euro annui). Questo significa che chi è in uno scaglione IRPEF elevato (23%, 35% o 43%) ottiene un risparmio fiscale proporzionale all’aliquota marginale applicata.

        Esempio: se versi 8.580 euro di contributi volontari in un anno e sei nello scaglione IRPEF al 35%, risparmierai circa 3.003 euro di imposte, riducendo significativamente il costo netto effettivo del versamento. La deducibilità si esercita in sede di dichiarazione dei redditi 730 o nel Modello Redditi, indicando l’importo nella sezione apposita.

        Casi pratici e simulazioni

        Per capire meglio come funzionano i versamenti volontari INPS nella pratica, vediamo alcuni scenari concreti che illustrano le diverse situazioni in cui questo strumento può risultare utile o conveniente.

        Caso 1: lavoratrice che ha smesso di lavorare per accudire figli

        Scenario: Maria, 52 anni, ha lavorato come dipendente per 15 anni, poi ha smesso di lavorare per occuparsi dei figli. Oggi ha 780 settimane di contributi (15 anni), ma per la pensione di vecchiaia ne servono 1.040 (20 anni). Le mancano 260 settimane, ovvero 5 anni di contribuzione.

        Soluzione: Maria ottiene l’autorizzazione ai versamenti volontari INPS e inizia a versare ogni trimestre. Con la sua retribuzione media di riferimento (supponiamo 400 euro settimanali), il versamento trimestrale è: 400 × 13 × 33% = 1.716 euro a trimestre, ovvero circa 6.864 euro all’anno. In 5 anni, spenderà circa 34.320 euro in contributi volontari, ma potrà andare in pensione di vecchiaia a 67 anni invece di attendere (con solo 15 anni di contributi) la pensione con verifica dei requisiti contributivi minimi.

        Beneficio aggiuntivo: grazie alla deducibilità, se Maria è nello scaglione al 23%, ogni anno risparmia circa 1.579 euro di IRPEF, riducendo il costo netto a circa 5.285 euro l’anno.

        Caso 2: freelance con anni di contribuzione bassa

        Scenario: Luca, 45 anni, è un libero professionista iscritto alla Gestione Separata INPS da 10 anni. Ha però avuto 4 anni di redditi molto bassi (sotto il minimale) durante cui ha versato pochissimi contributi. Ha quindi un “buco” di circa 2 anni equivalenti nel suo percorso contributivo.

        Soluzione: Luca non può recuperare direttamente quei periodi passati con versamenti volontari (i contributi volontari coprono periodi futuri, non passati già trascorsi senza versamento), ma può iniziare a fare versamenti volontari per i periodi attuali di bassa contribuzione o per integrare il montante. In alternativa, può valutare il riscatto di periodi non coperti se ammesso dalla sua gestione.

        Caso 3: prossimo alla pensione, mancano pochi mesi

        Scenario: Antonio, 66 anni, ha 19 anni e 9 mesi di contributi. Per la pensione di vecchiaia a 67 anni gli mancano 3 mesi di contributi (13 settimane). Non lavora più da 2 anni e ha già l’autorizzazione ai versamenti volontari.

        Soluzione: Antonio versa 1 solo trimestre di contributi volontari (circa 1.500-2.000 euro a seconda della sua retribuzione di riferimento), raggiunge i 20 anni di contribuzione e può presentare domanda di pensione di vecchiaia, indicando anche le coordinate per l’accredito dell’assegno pensionistico. In questo caso, il versamento di poche migliaia di euro sblocca anni di pensione: la convenienza è indiscutibile.

        Cosa cambia concretamente con il passaggio al digitale

        Al di là degli aspetti tecnici, è utile capire cosa significa nella pratica il passaggio ai versamenti volontari INPS esclusivamente online per le diverse tipologie di contribuenti. Le principali implicazioni sono:

        • Chi è già digitalizzato: nessun cambiamento sostanziale. Chi usava già l’homebanking o i portali digitali per pagare le bollette o le tasse troverà la procedura molto simile. Il sistema pagoPA è lo stesso usato per molti altri pagamenti alla pubblica amministrazione
        • Chi usava il bollettino MAV cartaceo: deve necessariamente adeguarsi e imparare a usare il portale INPS o delegare il pagamento a un intermediario abilitato (CAF, patronato). Il bollettino MAV per i versamenti volontari non viene più emesso dall’INPS dal 2026
        • Chi non ha SPID o dimestichezza digitale: può rivolgersi al patronato per farsi assistere sia nell’ottenere l’identità digitale, sia nell’effettuare i pagamenti tramite intermediario
        • Chi vive all’estero: può effettuare i pagamenti tramite bonifico internazionale alle coordinate bancarie INPS indicate nell’avviso pagoPA, oppure tramite portali bancari online internazionali che supportano il circuito pagoPA

        Importante per gli anziani o persone con difficoltà digitali: l’INPS ha specificato che i versamenti tramite intermediari abilitati (patronati, CAF) rimangono pienamente validi e accessibili. Rivolgersi al CAF o al patronato di fiducia è quindi la soluzione ideale per chi non riesce a gestire autonomamente le procedure online.

        Vantaggi e svantaggi dei versamenti volontari INPS

        Come ogni strumento previdenziale, i versamenti volontari INPS presentano sia vantaggi che svantaggi che è importante valutare prima di decidere se procedere.

        Vantaggi

        • Flessibilità: non c’è obbligo di versare ogni trimestre. Se un mese hai difficoltà economiche, puoi saltare il trimestre (entro i 12 mesi di recupero) senza penalità formali
        • Deducibilità fiscale piena: i contributi sono interamente deducibili dal reddito, con un risparmio fiscale immediato che riduce il costo netto
        • Effetto certo sulla pensione: a differenza dei fondi pensione integrativi (soggetti a rischi di mercato), i contributi INPS si traducono in un aumento certo del montante previdenziale
        • Strumento per raggiungere i requisiti: se ti mancano pochi anni o pochi mesi alla pensione, i versamenti volontari sono spesso l’unico modo per colmare il gap
        • Possibilità di cumulare con altri strumenti come la ricongiunzione contributiva

        Svantaggi

        • Costo elevato: gli importi trimestrali possono essere significativi (spesso sopra i 1.500-2.000 euro), soprattutto per chi ha avuto redditi elevati in passato
        • Rendimento incerto a lungo termine: se sei ancora giovane e ti mancano molti anni alla pensione, il rendimento implicito del sistema INPS potrebbe essere inferiore ad alternative di investimento
        • Non recuperabile se interrotto prima: i versamenti già effettuati non vengono rimborsati se si decide di interrompere il programma prima di raggiungere la pensione
        • Soggezione alle riforme future: le regole pensionistiche possono cambiare nel tempo, e i contributi versati oggi potrebbero avere un valore diverso da quello atteso
        • Obbligo digitale dal 2026: per chi non ha familiarità con gli strumenti digitali, la nuova procedura esclusivamente online può rappresentare una barriera

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        Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti sui Versamenti Volontari INPS

        Dal 2026 i versamenti volontari INPS sono davvero solo online?

        Si, dal 1 gennaio 2026 i versamenti volontari INPS si effettuano esclusivamente tramite canali digitali: portale MyINPS con pagoPA, app INPS Mobile, banca online o intermediari abilitati (CAF, patronati). Il bollettino MAV cartaceo e i pagamenti allo sportello fisico non sono piu accettati.

        Quanti contributi ho bisogno per richiedere l’autorizzazione ai versamenti volontari?

        Per i lavoratori dipendenti servono almeno 5 anni di contributi (260 settimane) oppure almeno 3 anni nel quinquennio precedente la domanda. Per artigiani e commercianti bastano 3 anni nel quinquennio. Per la Gestione Separata sono richiesti 5 anni di contribuzione totale.

        I versamenti volontari INPS sono deducibili dalle tasse?

        Si, i versamenti volontari INPS sono interamente deducibili dal reddito complessivo ai fini IRPEF, senza limite massimo di importo. Questo significa che chi versa contributi volontari riduce la propria base imponibile e paga meno imposte nell’anno del versamento.

        Cosa succede se salto un trimestre di versamenti volontari?

        Se non versi entro la scadenza ordinaria (3 mesi dopo la fine del trimestre), puoi ancora recuperarlo entro 12 mesi con una maggiorazione per interessi. Oltre i 12 mesi, il trimestre e perso definitivamente e non potra essere recuperato.

        Posso fare i versamenti volontari INPS se non ho SPID?

        Si. Puoi delegare il pagamento a un patronato o CAF abilitato che effettua l’operazione per conto tuo. In alternativa, puoi ottenere lo SPID gratuitamente con l’assistenza del nostro CAF Centro Fiscale di Udine. Lo SPID si attiva anche in formato digitale senza bisogno di uscire di casa.


        Hai bisogno di assistenza per i versamenti volontari INPS?

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in tutto il percorso: dalla verifica dei requisiti, alla domanda di autorizzazione, fino al pagamento online dei contributi volontari. Puoi anche affidarci l’intera procedura di versamento.

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          Paola Zilli
          07/08/2026
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          Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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          Jacqueline B.
          06/08/2026
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          Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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          Maura Masutto
          06/08/2026
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          Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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          Issam Elhefnawi
          31/07/2026
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          Molto gentile
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          Sibongile Moyana
          30/07/2026
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          Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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          Sabrina Cirina
          23/07/2026
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          Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
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          robert poletto
          17/07/2026
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          Fantastici
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          Geanina Gaita
          16/07/2026
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          Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato

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          Maggio 11, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
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          CAF

          Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo 730, IVA, IMU e Contributi INPS

          Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

          Il mese di giugno 2026 è uno dei più impegnativi dell’anno fiscale italiano. Con la prima rata IMU in scadenza il 16 giugno, il saldo IRPEF e il primo acconto entro il 30 giugno, le ritenute su lavoro dipendente e autonomo, i contributi INPS e la prosecuzione dell’invio del Modello 730, i contribuenti devono pianificare con attenzione ogni adempimento per evitare sanzioni e maggiorazioni.

          In questa guida completa, aggiornata alle disposizioni dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, troverai il calendario dettagliato di tutte le scadenze fiscali di giugno 2026, con indicazioni pratiche su importi, codici tributo F24 e modalità di pagamento. Se hai perso le scadenze del mese precedente, puoi consultare anche il nostro articolo sulle scadenze fiscali di maggio 2026.

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          Indice dei contenuti

          1. Calendario completo scadenze giugno 2026
          2. IMU prima rata: acconto 16 giugno 2026
          3. IRPEF, ritenute e addizionali: 16 giugno
          4. IVA mensile maggio: versamento 16 giugno
          5. Contributi INPS giugno 2026
          6. Contributi colf e badanti: 10 giugno
          7. Saldo IRPEF e primo acconto: 30 giugno
          8. Dichiarazione IMU: 30 giugno
          9. Diritto annuale Camera di Commercio
          10. Modello 730: perché conviene inviarlo entro giugno
          11. LIPE primo trimestre: scadenza e sanzioni
          12. Come evitare sanzioni: il ravvedimento operoso
          13. FAQ – Domande frequenti

          Calendario completo scadenze fiscali giugno 2026

          Ecco il calendario dettagliato di tutte le principali scadenze fiscali di giugno 2026, organizzato giorno per giorno secondo lo Scadenzario ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Giugno è un mese particolarmente denso di adempimenti: dal versamento dell’IMU alle imposte sui redditi, dalle ritenute ai contributi previdenziali.

          DataAdempimentoChi deve adempiereCodice Tributo
          10 giugnoContributi colf, badanti e lavoratori domestici (2a rata trimestrale)Datori di lavoro domesticoMAV/PagoPA INPS
          16 giugnoIMU – Prima rata (acconto)Proprietari di immobili (esclusa abitazione principale non di lusso)3912-3916-3918-3925
          16 giugnoIRPEF ritenute lavoro dipendente e assimilati (maggio)Sostituti d’imposta (datori di lavoro)1001
          16 giugnoIRPEF ritenute lavoro autonomo e provvigioni (maggio)Sostituti d’imposta1040
          16 giugnoAddizionali regionali e comunali IRPEF (rata mensile)Sostituti d’imposta3802-3848
          16 giugnoIVA mensile – Liquidazione maggioContribuenti IVA mensili6005
          16 giugnoContributi INPS gestione separata (committenti, maggio)Committenti e collaboratoriCXX
          16 giugnoINPS contributi dipendenti (maggio)Datori di lavoroDM10/UniEmens
          25 giugnoINTRASTAT mensile (operazioni maggio)Operatori intracomunitari mensili–
          30 giugnoSaldo IRPEF 2025 e primo acconto IRPEF 2026Persone fisiche, soci di società di persone4001 (saldo) – 4033 (acconto)
          30 giugnoSaldo IRAP 2025 e primo acconto IRAP 2026Soggetti IRAP (imprese, professionisti)3800 (saldo) – 3812 (acconto)
          30 giugnoSaldo e primo acconto imposta sostitutiva forfettariContribuenti regime forfettario1792 (saldo) – 1790 (acconto)
          30 giugnoContributi INPS artigiani e commercianti (saldo + 1° acconto)Artigiani, commercianti, forfettariDa Redditi PF
          30 giugnoContributi INPS gestione separata (saldo + 1° acconto)Professionisti senza cassaDa Redditi PF
          30 giugnoDichiarazione IMU per variazioni anno 2025Proprietari con variazioni immobiliari–
          30 giugnoDiritto annuale Camera di CommercioImprese iscritte al Registro Imprese3850
          30 giugnoImposta di bollo fatture elettroniche (1° trimestre, se > 5.000 euro)Soggetti IVA con fattura elettronica2521

          Nota importante: quando la scadenza cade di sabato o domenica, il termine viene automaticamente prorogato al primo giorno lavorativo successivo. Nel 2026 il 16 giugno cade di martedì e il 30 giugno di martedì, quindi non ci sono proroghe automatiche.

          IMU prima rata 2026: acconto entro il 16 giugno

          La scadenza più attesa di giugno è senza dubbio l’IMU – Imposta Municipale Unica. Il 16 giugno 2026 scade il termine per il versamento della prima rata (acconto), pari al 50% dell’imposta dovuta per l’intero anno, calcolata sulle aliquote dell’anno precedente.

          Chi deve pagare l’IMU

          L’IMU è dovuta da proprietari, titolari di diritti reali (usufrutto, uso, abitazione, superficie) e locatari finanziari su:

          • Seconde case e immobili diversi dall’abitazione principale
          • Abitazioni principali di lusso (categorie catastali A/1, A/8 e A/9)
          • Terreni agricoli (con eccezioni per zone montane e collinari)
          • Aree fabbricabili
          • Immobili commerciali, capannoni, uffici

          Esenzione abitazione principale: l’abitazione principale non di lusso (categorie da A/2 ad A/7) e le relative pertinenze (una per ciascuna categoria C/2, C/6, C/7) sono esenti dall’IMU. Questo significa che se possiedi solo la casa dove vivi, non devi pagare nulla.

          Come si calcola l’acconto IMU

          L’acconto IMU si calcola con questa formula:

          Rendita catastale + 5% rivalutazione x moltiplicatore catastale x aliquota comunale / 2 = Acconto IMU

          Facciamo un esempio pratico: supponiamo che Mario possieda una seconda casa a Udine con rendita catastale di 500 euro, categoria A/3. Il calcolo sarà:

          • Rendita rivalutata: 500 + 5% = 525 euro
          • Base imponibile: 525 x 160 (moltiplicatore per cat. A) = 84.000 euro
          • IMU annua: 84.000 x 10,6 per mille (aliquota ordinaria) = 890,40 euro
          • Acconto 16 giugno: 890,40 / 2 = 445,20 euro

          Codici tributo F24 per l’IMU

          Codice TributoTipologia immobile
          3912Abitazione principale di lusso e pertinenze (A/1, A/8, A/9)
          3916Aree fabbricabili
          3918Altri fabbricati (seconde case, uffici, negozi)
          3925Immobili categoria D – Quota Stato
          3930Immobili categoria D – Quota Comune (incremento)
          3914Terreni agricoli

          Il versamento si effettua tramite Modello F24, compilando la sezione “IMU e altri tributi locali” con il codice del Comune di ubicazione dell’immobile. È possibile pagare in banca, ufficio postale, oppure online tramite il servizio F24 web dell’Agenzia delle Entrate.

          IRPEF, ritenute e addizionali: scadenza 16 giugno

          Il 16 giugno 2026 è anche la data in cui i sostituti d’imposta (datori di lavoro, aziende, professionisti che pagano collaboratori) devono versare le ritenute operate nel mese di maggio. Si tratta di un adempimento mensile che riguarda milioni di imprese e professionisti.

          Ritenute da versare entro il 16 giugno

          • IRPEF ritenute lavoro dipendente (codice tributo 1001): trattenute sugli stipendi di maggio
          • IRPEF ritenute lavoro autonomo (codice tributo 1040): ritenute d’acconto su compensi a professionisti
          • IRPEF ritenute su provvigioni (codice tributo 1040): per agenti e rappresentanti
          • Addizionali regionali IRPEF (codice tributo 3802): rata mensile dell’addizionale regionale
          • Addizionali comunali IRPEF (codice tributo 3848): rata mensile dell’addizionale comunale in acconto

          Tutti i versamenti si effettuano con Modello F24 telematico. I datori di lavoro con più di 15 dipendenti sono obbligati alla presentazione telematica tramite Entratel o Fisconline.

          IVA mensile maggio: versamento entro il 16 giugno

          I contribuenti IVA con liquidazione mensile devono versare entro il 16 giugno l’IVA risultante dalla liquidazione relativa al mese di maggio 2026. Il codice tributo da utilizzare nel Modello F24 è il 6005 (IVA versamento mensile – maggio).

          Sono obbligati alla liquidazione mensile dell’IVA i soggetti che nell’anno precedente hanno realizzato un volume d’affari superiore a 400.000 euro (per attività di servizi) o 800.000 euro (per altre attività). Chi si trova sotto queste soglie, di norma, liquida l’IVA trimestralmente.

          I contribuenti in regime forfettario sono invece esenti dalla liquidazione IVA: non addebitano IVA in fattura e non devono effettuare alcun versamento periodico.

          Contributi INPS giugno 2026

          Il mese di giugno prevede diverse scadenze per i contributi previdenziali INPS, che variano in base alla tipologia di lavoratore e alla gestione di appartenenza.

          16 giugno: contributi dipendenti e gestione separata (mensili)

          • Contributi INPS dipendenti: i datori di lavoro versano tramite modello DM10/UniEmens i contributi relativi agli stipendi di maggio
          • Contributi gestione separata (committenti): le aziende che si avvalgono di collaboratori coordinati e continuativi versano la quota di contributi gestione separata del mese di maggio

          30 giugno: saldo e primo acconto artigiani, commercianti e gestione separata

          I contribuenti che presentano il Modello Redditi PF devono versare entro il 30 giugno:

          • Saldo contributi INPS 2025 (eccedenza minimo per artigiani/commercianti, saldo gestione separata)
          • Primo acconto contributi 2026 (pari al 40% del totale dovuto per l’anno)

          Questo vale per artigiani, commercianti e professionisti senza cassa iscritti alla gestione separata INPS. Chi opera in regime forfettario può beneficiare della riduzione contributiva del 35%, ma deve aver presentato apposita domanda all’INPS.

          Contributi colf e badanti: scadenza 10 giugno

          I datori di lavoro domestico (famiglie che impiegano colf, badanti, babysitter, assistenti familiari) devono versare entro il 10 giugno 2026 la seconda rata trimestrale dei contributi previdenziali INPS, relativa al periodo aprile-maggio-giugno 2026.

          Il pagamento si effettua tramite bollettino MAV o PagoPA, disponibili nel portale INPS sezione “Lavoratori domestici”. In alternativa, è possibile utilizzare l’app IO o i canali bancari abilitati a PagoPA. Per una guida completa su come gestire il rapporto di lavoro domestico, consulta il nostro approfondimento dedicato.

          Importo indicativo: i contributi per colf e badanti variano in base alla retribuzione oraria effettiva e al numero di ore lavorate. Per una badante convivente con retribuzione di circa 7,50 euro/ora, i contributi trimestrali si aggirano intorno a 300-400 euro.

          Saldo IRPEF e primo acconto: la grande scadenza del 30 giugno

          Il 30 giugno 2026 è una delle date più importanti dell’anno fiscale: entro questo termine scade il versamento del saldo IRPEF 2025 e del primo acconto IRPEF 2026 per tutti i contribuenti che presentano il Modello Redditi PF. Questa scadenza riguarda partite IVA, liberi professionisti, imprenditori individuali e chiunque abbia redditi non soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta.

          Come si calcola il saldo e l’acconto

          • Saldo IRPEF 2025 (codice tributo 4001): differenza tra l’imposta dovuta per il 2025 e quanto già versato con gli acconti durante l’anno
          • Primo acconto IRPEF 2026 (codice tributo 4033): pari al 40% dell’acconto totale dovuto (che è il 100% dell’IRPEF dell’anno precedente se superiore a 51,65 euro)

          Differimento al 30 luglio con maggiorazione 0,40%

          Chi non riesce a rispettare la scadenza del 30 giugno può versare entro il 30 luglio 2026, applicando una maggiorazione dello 0,40% sull’importo dovuto a titolo di interesse. Ad esempio, su un saldo di 1.000 euro, la maggiorazione sarà di soli 4 euro. È un’opzione utile per chi ha bisogno di qualche settimana in più per organizzare la liquidità.

          Esempio pratico: Lucia, freelance con partita IVA forfettaria, ha un saldo imposta sostitutiva 2025 di 2.500 euro e un primo acconto 2026 di 1.200 euro. Se paga entro il 30 giugno, versa 3.700 euro. Se paga entro il 30 luglio, versa 3.700 + 14,80 (0,40%) = 3.714,80 euro.

          Dichiarazione IMU: scadenza 30 giugno

          Oltre al versamento dell’acconto, il 30 giugno 2026 è anche il termine per la presentazione della dichiarazione IMU relativa alle variazioni avvenute nel corso del 2025. La dichiarazione IMU non va confusa con il pagamento: serve a comunicare al Comune le variazioni che incidono sul calcolo dell’imposta.

          Quando è obbligatoria la dichiarazione IMU

          La dichiarazione IMU va presentata quando nel corso dell’anno precedente si sono verificate variazioni non conoscibili dal Comune attraverso le banche dati catastali, ad esempio:

          • Immobili che hanno acquisito o perso il diritto all’esenzione (es. cambio di residenza)
          • Immobili concessi in comodato d’uso gratuito a parenti in linea retta (riduzione 50%)
          • Immobili inagibili o inabitabili
          • Aree diventate fabbricabili
          • Immobili di interesse storico/artistico
          • Variazioni di quote di possesso tra comproprietari

          La dichiarazione si presenta al Comune dove si trova l’immobile, utilizzando il modello ministeriale approvato con decreto del MEF. La presentazione può avvenire in forma cartacea, raccomandata o tramite PEC.

          Diritto annuale Camera di Commercio: 30 giugno

          Le imprese iscritte al Registro delle Imprese devono versare entro il 30 giugno 2026 il diritto annuale alla Camera di Commercio di competenza. Il pagamento si effettua tramite Modello F24 con il codice tributo 3850.

          L’importo varia in base alla forma giuridica e al fatturato dell’impresa:

          • Imprese individuali: importo fisso di circa 53 euro (per la sede) + 11 euro per ogni unità locale
          • Società di persone: importo variabile in base al fatturato, con un minimo di circa 120 euro
          • Società di capitali: calcolato in base al fatturato con aliquote progressive

          Anche per il diritto camerale vale la possibilità di differimento al 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%, in quanto il versamento segue le stesse tempistiche delle imposte sui redditi.

          Modello 730: perché conviene inviarlo entro giugno

          Anche se la scadenza ufficiale del 730 precompilato 2026 è fissata al 30 settembre 2026, conviene inviare la dichiarazione entro la fine di giugno per un motivo molto pratico: il rimborso IRPEF in busta paga.

          L’Agenzia delle Entrate elabora le dichiarazioni in ordine di arrivo. Chi invia il 730 entro giugno riceve il rimborso generalmente nella busta paga di luglio o agosto. Chi invia a settembre potrebbe ricevere il rimborso solo a ottobre o novembre.

          Date chiave per il 730/2026

          • 30 aprile 2026: disponibilità 730 precompilato online
          • 20 maggio 2026: inizio invio 730 precompilato
          • Entro giugno: invio consigliato per rimborso rapido
          • 30 settembre 2026: termine ultimo per l’invio

          Se hai dubbi su detrazioni fiscali e documenti da presentare, il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione e nell’invio del Modello 730, verificando che tutte le spese detraibili siano correttamente inserite.

          LIPE primo trimestre: scadenza e sanzioni

          La Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA (LIPE) relativa al primo trimestre 2026 (gennaio-febbraio-marzo) ha scadenza il 31 maggio. Se non è stata inviata in tempo, giugno è il mese per regolarizzare la posizione con il ravvedimento operoso.

          Sanzioni per ritardo LIPE

          • Sanzione base: da 500 a 2.000 euro per ogni comunicazione omessa o errata
          • Ravvedimento entro 15 giorni: sanzione ridotta a 1/10 = 50 euro
          • Ravvedimento entro 90 giorni: sanzione ridotta a 1/9 = circa 55,56 euro
          • Ravvedimento entro 1 anno: sanzione ridotta a 1/8 = 62,50 euro

          Se la LIPE viene corretta spontaneamente entro 15 giorni dalla scadenza originale, la sanzione è dimezzata a 250 euro (prima dell’applicazione delle riduzioni da ravvedimento). Conviene quindi regolarizzare il prima possibile per minimizzare l’importo.

          Come evitare sanzioni: il ravvedimento operoso

          Se hai dimenticato una scadenza fiscale o non sei riuscito a pagare in tempo, il ravvedimento operoso è lo strumento che ti permette di regolarizzare la tua posizione pagando sanzioni ridotte. È una delle agevolazioni più importanti del sistema fiscale italiano: più tempestivo è il pagamento, minore sarà la sanzione.

          Riduzioni delle sanzioni con ravvedimento

          TempisticaRiduzione sanzioneSanzione effettiva
          Entro 14 giorni (ravvedimento sprint)1/15 al giorno0,1% per ogni giorno di ritardo
          Entro 30 giorni (ravvedimento breve)1/10 del minimo1,5% dell’imposta
          Entro 90 giorni (ravvedimento intermedio)1/9 del minimo1,67% dell’imposta
          Entro 1 anno (ravvedimento lungo)1/8 del minimo3,75% dell’imposta
          Entro 2 anni1/7 del minimo4,29% dell’imposta
          Oltre 2 anni1/6 del minimo5% dell’imposta

          Esempio pratico: hai dimenticato di pagare l’acconto IMU di 500 euro il 16 giugno. Se paghi entro il 16 luglio (30 giorni), la sanzione sarà 500 x 1,5% = 7,50 euro, più gli interessi legali. Un costo minimo rispetto alle sanzioni piene che possono arrivare al 30% dell’importo.

          Per calcolare correttamente il ravvedimento operoso e compilare il Modello F24 con i codici tributo appropriati, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri operatori ti aiuteranno a regolarizzare la posizione nel modo più conveniente possibile.

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          FAQ – Domande frequenti sulle scadenze fiscali di giugno 2026

          Quando scade l’IMU prima rata 2026?

          La prima rata IMU 2026 (acconto) scade il 16 giugno 2026. Si versa il 50% dell’imposta annua calcolata sulle aliquote dell’anno precedente, tramite Modello F24.

          Posso pagare le imposte del 30 giugno in ritardo?

          Sì, puoi versare il saldo IRPEF e il primo acconto entro il 30 luglio 2026 applicando una maggiorazione dello 0,40%. Oltre il 30 luglio, si applica il ravvedimento operoso con sanzioni crescenti.

          Chi è esente dall’IMU sulla prima casa?

          L’abitazione principale non di lusso (categorie catastali da A/2 ad A/7) e le relative pertinenze (una per ciascuna categoria C/2, C/6, C/7) sono esenti dall’IMU. Pagano solo le abitazioni di lusso (A/1, A/8, A/9).

          Quando conviene inviare il 730?

          Conviene inviare il 730 precompilato entro la fine di giugno per ricevere il rimborso IRPEF nella busta paga di luglio-agosto. La scadenza ufficiale è il 30 settembre, ma chi aspetta riceve il rimborso più tardi.

          Cosa succede se non pago i contributi della colf entro il 10 giugno?

          In caso di ritardo nel pagamento dei contributi per colf e badanti, si applicano sanzioni civili (interessi di mora) e una sanzione dal 30% al 60% dei contributi non versati. È possibile regolarizzare con ravvedimento operoso entro termini ragionevoli.

          I forfettari devono pagare qualcosa il 30 giugno?

          Sì, i contribuenti in regime forfettario devono versare entro il 30 giugno il saldo dell’imposta sostitutiva 2025 (codice tributo 1792) e il primo acconto 2026 (codice tributo 1790), oltre ai contributi INPS (saldo + primo acconto) alla gestione commercianti o separata.

          Hai bisogno di assistenza per le scadenze fiscali?

          Le scadenze di giugno sono tante e complesse: IMU, IRPEF, IVA, contributi INPS, dichiarazione IMU. Non rischiare sanzioni per una dimenticanza. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a rispettare tutti gli adempimenti, calcolare gli importi corretti e compilare i Modelli F24.

          Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

          Oppure compila il modulo per essere ricontattato:

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            Aprile 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-28 14:00:002026-05-31 17:59:57Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo 730, IVA, IMU e Contributi INPS
            CAF

            Scadenze Fiscali Maggio 2026: Calendario Completo 730, IVA e INPS

            Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

            Indice dei contenuti

            1. Calendario completo scadenze maggio 2026
            2. Modello 730/2026: scadenze e novita
            3. Liquidazioni IVA maggio 2026
            4. Contributi INPS maggio 2026
            5. F24 e ravvedimento operoso
            6. Altre scadenze fiscali di maggio
            7. Come organizzarsi per le scadenze fiscali
            8. FAQ – Domande frequenti

            Il mese di maggio 2026 rappresenta un periodo particolarmente intenso per i contribuenti italiani. Tra la presentazione del Modello 730 precompilato, i versamenti IVA, i contributi INPS per artigiani e commercianti e numerosi altri adempimenti, e fondamentale avere un quadro chiaro di tutte le scadenze per evitare sanzioni e maggiorazioni.

            In questa guida completa, aggiornata alle ultime disposizioni dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, troverai il calendario dettagliato di tutte le scadenze fiscali di maggio 2026, con indicazioni pratiche su importi, codici tributo e modalita di pagamento.

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            Calendario completo scadenze maggio 2026

            Ecco il calendario dettagliato di tutte le principali scadenze fiscali del mese di maggio 2026, organizzato giorno per giorno secondo lo Scadenzario ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.

            DataAdempimentoChi deve adempiereCodice Tributo
            15 maggio730 precompilato: inizio modifiche e invioTutti i contribuenti–
            18 maggio*Versamento IVA mensile (aprile 2026)Contribuenti mensili6004
            18 maggio*Versamento IVA 1° trimestre 2026Contribuenti trimestrali6031
            18 maggio*Ritenute IRPEF lavoro dipendenteSostituti d’imposta1001
            18 maggio*Ritenute IRPEF lavoro autonomoSostituti d’imposta1040
            18 maggio*Contributi INPS artigiani/commercianti (1° rata)Artigiani e commerciantiAF/CF
            18 maggio*Contributi INPS Gestione SeparataCommittentiCXX/C10
            20 maggioContributi ENASARCO 1° trimestreAgenti e rappresentanti–
            31 maggioImposta di bollo fatture elettroniche 1° trim.Soggetti IVA2501
            1 giugno**LIPE 1° trimestre 2026Soggetti IVA–

            * Il 16 maggio 2026 cade di sabato, la scadenza slitta al 18 maggio (lunedi).
            ** Il 31 maggio cade di domenica, la scadenza LIPE slitta al 1° giugno.

            Modello 730/2026: scadenze e novita

            Il Modello 730/2026 rappresenta l’adempimento fiscale piu diffuso tra i contribuenti italiani. Ecco tutto quello che devi sapere sulle scadenze e le modalita di presentazione, secondo le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate.

            Calendario 730 precompilato 2026

            • 30 aprile 2026: disponibilita del 730 precompilato per la consultazione
            • 15 maggio 2026: possibilita di modificare e inviare la dichiarazione
            • 20 giugno 2026: termine ultimo per annullare il 730 gia inviato
            • 30 settembre 2026: scadenza finale per la presentazione del 730

            Modalita di presentazione

            Il Modello 730/2026 puo essere presentato attraverso diverse modalita:

            1. Direttamente online: tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (730 precompilato)
            2. Tramite sostituto d’imposta: se il datore di lavoro ha comunicato entro il 15 gennaio di prestare assistenza fiscale
            3. Tramite CAF: come il CAF Centro Fiscale di Udine, che offre assistenza completa
            4. Tramite professionista abilitato: commercialista, consulente del lavoro

            Documenti necessari per il 730/2026

            Per una corretta compilazione del 730, e fondamentale raccogliere:

            • CU 2026 (Certificazione Unica) rilasciata dal datore di lavoro o dall’INPS
            • Spese mediche: scontrini farmacia, fatture medici/specialisti, ticket sanitari
            • Spese per interessi passivi: certificazione banca per mutuo prima casa
            • Spese scolastiche e universitarie: ricevute pagamento rette
            • Spese funebri: fatture fino a 1.550 euro per deceduto
            • Bonus edilizi: documentazione per ristrutturazioni, ecobonus, sismabonus
            • Assicurazioni vita: certificazione premi versati
            • Contributi previdenziali: INPS, colf/badanti, fondi pensione

            Importante: inviare il 730 prima possibile garantisce rimborsi piu rapidi. Chi invia entro maggio/giugno riceve generalmente il rimborso nella busta paga di luglio o nella pensione di agosto.

            Liquidazioni IVA maggio 2026

            Il mese di maggio 2026 prevede importanti scadenze per i versamenti IVA, sia per i contribuenti mensili che per quelli trimestrali. Ecco il dettaglio completo.

            Contribuenti IVA mensili

            I soggetti passivi IVA con liquidazione mensile devono versare l’imposta relativa al mese di aprile 2026 entro il 18 maggio 2026 (la scadenza originaria del 16 slitta per il sabato).

            Codice tributo:6004 (IVA aprile)
            Sezione F24:Erario
            Anno di riferimento:2026

            Contribuenti IVA trimestrali

            I contribuenti con liquidazione trimestrale devono versare l’IVA del 1° trimestre 2026 (gennaio-marzo) entro il 18 maggio 2026, con una maggiorazione dell’1% a titolo di interessi.

            ⚠️ Attenzione alla maggiorazione: I contribuenti trimestrali devono applicare l’1% sull’IVA netta dovuta. Ad esempio, su 5.000 euro di IVA, la maggiorazione e di 50 euro, per un totale di 5.050 euro.
            Codice tributo:6031 (IVA 1° trimestre)
            Maggiorazione 1%:Da indicare nello stesso rigo

            LIPE 1° trimestre 2026

            La Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA (LIPE) del primo trimestre 2026 deve essere trasmessa telematicamente entro il 31 maggio 2026. Poiche questa data cade di domenica, la scadenza slitta al 1° giugno 2026.

            Contributi INPS maggio 2026

            Maggio 2026 segna una scadenza fondamentale per i contributi INPS di artigiani, commercianti e iscritti alla Gestione Separata. Ecco tutti i dettagli aggiornati secondo la Circolare INPS n. 14/2026.

            Artigiani e commercianti: 1° rata 2026

            Entro il 18 maggio 2026 scade il termine per il versamento della prima delle quattro rate dei contributi fissi sul minimale di reddito.

            VoceArtigianiCommercianti
            Reddito minimale 202618.808,00 euro18.808,00 euro
            Aliquota contributiva24%24,48%
            Contributo annuo fisso4.521,36 euro4.611,64 euro
            Rata trimestrale (1/4)1.130,34 euro1.152,91 euro
            Contributo maternita0,62 euro/mese0,62 euro/mese

            Scadenze rate 2026

            • 1° rata: 18 maggio 2026
            • 2° rata: 20 agosto 2026
            • 3° rata: 16 novembre 2026
            • 4° rata: 16 febbraio 2027

            Agevolazioni disponibili

            • Over 65 pensionati: riduzione del 50% dei contributi
            • Regime forfettario: riduzione del 35% su richiesta all’INPS

            Gestione Separata INPS

            I committenti che utilizzano collaboratori iscritti alla Gestione Separata devono versare i contributi entro il 18 maggio 2026. Le aliquote 2026, stabilite dalla Circolare INPS n. 8/2026, sono:

            Pensionato/altra gestione24%
            Titolare P.IVA non pensionato26,07%
            Non P.IVA con DIS-COLL35,03%
            Non P.IVA senza DIS-COLL33,72%

            F24 e ravvedimento operoso

            Se hai saltato una scadenza fiscale, puoi regolarizzare la tua posizione tramite il ravvedimento operoso. Il 2026 porta importanti novita su sanzioni e interessi.

            Tasso di interesse legale 2026

            Dal 1° gennaio 2026, il tasso di interesse legale e sceso all’1,60% annuo (dal precedente 2%), come stabilito dal Decreto MEF 10 dicembre 2025 pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 289 del 13/12/2025.

            Sanzioni ridotte con il D.Lgs. 87/2024

            Il Decreto Sanzioni ha ridotto le penalita per omessi versamenti:

            Tipo di ravvedimentoTermineSanzione ridotta
            SprintEntro 14 giorni0,0833% per giorno
            BreveEntro 30 giorni1,25%
            IntermedioDa 31 a 90 giorni1,39%
            LungoEntro 1 anno3,125%
            UltrannualeEntro 2 anni3,57%
            LunghissimoOltre 2 anni4,17%

            Esempio pratico di calcolo

            Supponiamo di dover regolarizzare un versamento IVA di 1.000 euro con 20 giorni di ritardo:

            • Imposta dovuta: 1.000,00 euro
            • Sanzione ridotta (1,25%): 12,50 euro
            • Interessi (1,60% x 20/365): 0,88 euro
            • Totale da versare: 1.013,38 euro
            ✅ Consiglio: Il ravvedimento operoso deve essere effettuato in un’unica soluzione tramite F24. Il pagamento rateizzato non e ammesso e la violazione resterebbe aperta.

            Altre scadenze fiscali di maggio 2026

            Imposta di bollo fatture elettroniche

            Entro il 31 maggio 2026 scade il termine per il versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche emesse nel primo trimestre 2026.

            • Importo: 2 euro per ogni fattura superiore a 77,47 euro esente IVA
            • Codice tributo F24: 2501
            • Soglia differimento: se l’importo totale e inferiore a 5.000 euro, il pagamento puo essere differito al 30 settembre

            L’elenco delle fatture soggette a bollo e disponibile nell’area “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate entro il 15 aprile.

            Contributi ENASARCO

            Gli agenti e rappresentanti di commercio devono versare i contributi ENASARCO del primo trimestre 2026 entro il 20 maggio 2026.

            Ritenute fiscali

            I sostituti d’imposta devono versare entro il 18 maggio 2026:

            • Ritenute IRPEF lavoro dipendente (cod. 1001)
            • Ritenute IRPEF lavoro autonomo (cod. 1040)
            • Addizionali regionali IRPEF (cod. 3802)
            • Addizionali comunali IRPEF (cod. 3848)

            Come organizzarsi per le scadenze fiscali

            Gestire correttamente le scadenze fiscali richiede organizzazione e pianificazione. Ecco alcuni consigli pratici per non farsi cogliere impreparati.

            Checklist maggio 2026

            • ☐ Verificare disponibilita 730 precompilato (dal 30 aprile)
            • ☐ Raccogliere documenti per la dichiarazione dei redditi
            • ☐ Controllare importi F24 per IVA e ritenute
            • ☐ Verificare contributi INPS nel Cassetto Previdenziale
            • ☐ Controllare elenco bollo fatture elettroniche
            • ☐ Predisporre liquidita per versamenti del 18 maggio
            • ☐ Trasmettere LIPE primo trimestre entro fine mese

            Strumenti utili

            • Cassetto Fiscale: per consultare la propria posizione con l’Agenzia delle Entrate
            • Cassetto Previdenziale INPS: per scaricare i modelli F24 precompilati
            • Fatture e Corrispettivi: per il bollo sulle fatture elettroniche
            • App IO: per ricevere notifiche sulle scadenze

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            Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            FAQ – Domande frequenti sulle scadenze maggio 2026

            Hai bisogno di assistenza per le scadenze fiscali?

            Se hai dubbi sulla compilazione del Modello 730, sui versamenti IVA o sui contributi INPS, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per offrirti assistenza personalizzata.

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            Telefono: 0432 1638640

            WhatsApp: 366 6018121

            Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

            Siamo aperti dal lunedi al venerdi, 9:00-13:00 e 15:00-18:00

            Fonti ufficiali citate in questo articolo:

            • Scadenzario Agenzia delle Entrate
            • Guida 730/2026 – Agenzia delle Entrate
            • Circolare INPS n. 14/2026 – Contributi artigiani e commercianti
            • Decreto MEF 10 dicembre 2025 – Tasso interesse legale (G.U. n. 289/2025)
            • D.Lgs. n. 87/2024 – Decreto Sanzioni

            Articolo aggiornato al 15 aprile 2026. Le informazioni contenute sono a scopo informativo e non costituiscono consulenza fiscale professionale. Per casi specifici, rivolgiti a un professionista abilitato o al CAF Centro Fiscale.

            Aprile 15, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-15 08:05:052026-05-31 16:24:49Scadenze Fiscali Maggio 2026: Calendario Completo 730, IVA e INPS

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