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Tag Archivio per: contributi inps 2026

CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Versamenti Volontari INPS 2026: Dal 2026 Solo Online, Guida Completa alla Procedura

contributi INPS artigiani e commercianti, regime forfettario

Dal 1° gennaio 2026, i versamenti volontari INPS si possono effettuare esclusivamente online, tramite il portale istituzionale dell’INPS o attraverso i canali telematici autorizzati. Questa novità — introdotta per semplificare e digitalizzare le procedure contributive — riguarda tutti i lavoratori che hanno ottenuto l’autorizzazione ai contributi volontari e intendono continuare a versare per maturare il diritto alla pensione o per incrementare l’importo dell’assegno previdenziale. In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto quello che devi sapere: chi può fare i versamenti volontari, come funziona la nuova procedura online, quali importi si versano nel 2026 e cosa succede se si saltano le scadenze.

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Indice dei contenuti

  1. Cosa sono i versamenti volontari INPS
  2. Chi può fare versamenti volontari INPS
  3. La novità 2026: solo procedura online
  4. Come eseguire i versamenti online: guida pratica
  5. Importi dei versamenti volontari 2026
  6. Scadenze e termini di versamento
  7. Come richiedere l’autorizzazione ai contributi volontari
  8. Effetti dei versamenti volontari sulla pensione
  9. Casi pratici e simulazioni
  10. Domande frequenti

Cosa sono i versamenti volontari INPS

I versamenti volontari INPS sono contributi previdenziali che il lavoratore versa spontaneamente — ovvero non per obbligo di legge — all’INPS al fine di colmare periodi scoperti di contribuzione, raggiungere i requisiti minimi per la pensione o aumentare l’importo dell’assegno pensionistico futuro. Si tratta di uno strumento fondamentale per chi ha interruzioni nella carriera lavorativa: periodi di disoccupazione, lavoro in nero, lavoro all’estero non coperto da convenzioni bilaterali, maternità non coperta, periodi di studio, oppure semplicemente lacune contributive dovute a lavori saltuari o atipici.

I contributi volontari si distinguono da altre forme di copertura contributiva come il riscatto della laurea (che copre gli anni di studio universitario), la ricongiunzione contributiva (che unisce contributi versati in diverse gestioni INPS o casse previdenziali) e la rendita vitalizia per lavoro prestato in età minore. I versamenti volontari riguardano invece periodi di mancata occupazione o contribuzione, e devono essere preceduti da una formale autorizzazione rilasciata dall’INPS.

Il meccanismo è semplice: una volta ottenuta l’autorizzazione, il lavoratore versa periodicamente dei contributi calcolati sulla propria media retributiva degli ultimi anni di lavoro. Questi contributi vengono accreditati sul conto previdenziale individuale e concorrono al calcolo della pensione esattamente come i contributi obbligatori versati durante l’attività lavorativa.

Chi può fare versamenti volontari INPS

Non tutti i lavoratori possono accedere ai versamenti volontari INPS. La normativa prevede requisiti specifici che devono essere verificati prima di presentare la domanda di autorizzazione. In linea generale, possono richiedere l’autorizzazione ai contributi volontari:

  • Lavoratori dipendenti che hanno cessato o interrotto il rapporto di lavoro e che abbiano maturato almeno 5 anni di contributi (260 settimane) oppure, in alternativa, almeno 3 anni di contribuzione (156 settimane) negli ultimi 5 anni precedenti la domanda
  • Lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti che abbiano almeno 3 anni di contribuzione nel quinquennio precedente la domanda
  • Lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, professionisti senza cassa, ecc.) con almeno 5 anni di contribuzione accumulati
  • Agricoltori e lavoratori del settore agricolo con requisiti contributivi specifici per la loro gestione
  • Soggetti con periodi di contribuzione mista, ovvero distribuita su più gestioni INPS, che abbiano complessivamente i requisiti minimi richiesti

Esistono però dei casi di esclusione: non possono fare versamenti volontari coloro che sono già pensionati (salvo eccezioni per chi percepisce assegni di invalidità), chi ha già raggiunto i requisiti minimi per la pensione senza aver ancora fatto domanda, e chi risulta ancora occupato con rapporto di lavoro obbligatoriamente assicurato. Anche la Gestione Separata ha regole particolari: i versamenti volontari sono ammessi ma il calcolo degli importi segue modalità diverse rispetto alla gestione ordinaria.

Attenzione: il requisito dei 5 anni di contributi (o dei 3 anni nel quinquennio) deve essere verificato con cura prima di presentare domanda. Un errore nella valutazione del requisito porta al rigetto della domanda e alla perdita di tempo prezioso. Per questo motivo, è sempre consigliabile rivolgersi a un patronato o CAF per una verifica preliminare gratuita dell’estratto contributivo.

La novità 2026: solo procedura online

La novità più rilevante del 2026 riguarda le modalità di pagamento dei versamenti volontari INPS. A partire dal 1° gennaio 2026, l’INPS ha disposto che i contributi volontari possano essere versati esclusivamente tramite canali digitali, eliminando definitivamente la possibilità di pagamento allo sportello fisico degli uffici INPS o presso le sedi postali con il bollettino MAV cartaceo tradizionale.

Questa decisione si inquadra nel più ampio processo di digitalizzazione dei servizi previdenziali avviato dall’INPS negli ultimi anni, accelerato dalle linee guida del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che prevede la progressiva migrazione di tutti i servizi pubblici verso piattaforme digitali. L’obiettivo dichiarato è ridurre i tempi di lavorazione, eliminare errori di registrazione e rendere più tracciabile il flusso dei contributi versati.

In concreto, dal 2026 i canali ammessi per il pagamento dei versamenti volontari INPS sono:

  • Portale MyINPS (myinps.inps.it) con accesso tramite SPID, CIE o CNS, utilizzando il servizio di pagamento integrato con pagoPA
  • App INPS Mobile disponibile per iOS e Android, con le stesse funzionalità del portale web
  • Intermediari abilitati: CAF, patronati, consulenti del lavoro, che possono effettuare il pagamento per conto del contribuente tramite i propri sistemi gestionali
  • Banche e istituti di pagamento abilitati al circuito pagoPA, con il codice avviso generato dal sistema INPS
  • Poste Italiane online (portale BancoPosta o app) con il codice pagoPA, ma NON più allo sportello fisico con bollettino cartaceo

La modifica è stata comunicata dall’INPS con la circolare operativa di fine 2025 e ha effetto su tutti i nuovi versamenti a partire dal 2026. I versamenti effettuati con le vecchie modalità (bollettino MAV cartaceo, versamento diretto allo sportello) non saranno più accettati e potrebbero non essere correttamente imputati al conto previdenziale del contribuente.

Come eseguire i versamenti online: guida pratica

Eseguire i versamenti volontari INPS online non è difficile, ma richiede di avere a disposizione gli strumenti giusti e di seguire la procedura corretta. Di seguito trovi una guida passo passo per effettuare il pagamento in autonomia tramite il portale INPS.

Passaggio 1: accedi a MyINPS con identità digitale

Il primo requisito è disporre di un’identità digitale per accedere al portale INPS. Le credenziali accettate sono:

  • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) di livello 2 o superiore — è la modalità più diffusa e può essere ottenuto gratuitamente presso provider accreditati come Poste Italiane, Aruba, TIM, ecc.
  • CIE (Carta d’Identità Elettronica) con PIN e lettore NFC — disponibile per chi ha già rinnovato la carta d’identità in formato digitale
  • CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o smart card rilasciata da enti abilitati

Se non disponi ancora di SPID, puoi ottenerlo gratuitamente recandoti presso un ufficio postale, un CAF abilitato o direttamente online tramite riconoscimento video. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per l’attivazione dello SPID.

Passaggio 2: trova il servizio “Contributi volontari”

Una volta effettuato l’accesso a MyINPS, devi navigare verso la sezione dedicata ai contributi volontari. Il percorso è:

  1. Accedi a myinps.inps.it con le tue credenziali SPID/CIE/CNS
  2. Dal menu principale, seleziona “Pensione e previdenza”
  3. Cerca la voce “Versamenti volontari” o usa la barra di ricerca interna con il termine “contributi volontari”
  4. Nella sezione dedicata, troverai il tuo fascicolo previdenziale con lo storico dei versamenti e la possibilità di generare nuovi avvisi di pagamento

Passaggio 3: genera l’avviso pagoPA

Il cuore del nuovo sistema è la generazione dell’avviso pagoPA. Il portale INPS ti mostra i periodi contributivi da coprire e l’importo corrispondente a ciascun trimestre. Puoi scegliere:

  • Versamento trimestrale: il sistema genera un avviso per ogni trimestre (modalità standard per lavoratori dipendenti)
  • Versamento mensile: possibile per alcune gestioni (Artigiani, Commercianti)
  • Versamento cumulativo: per coprire più periodi arretrati in una sola transazione (soggetto a limiti temporali)

Dopo aver selezionato il periodo da coprire, il sistema genera un codice avviso pagoPA con numero IUV (Identificativo Univoco Versamento). Questo codice è fondamentale: non perderlo, perché serve per effettuare il pagamento e per verificarne il buon esito.

Passaggio 4: effettua il pagamento

Con il codice avviso pagoPA in mano, puoi pagare attraverso diversi canali:

  • Direttamente sul portale INPS: clic su “Paga ora” e seleziona il metodo di pagamento tra carta di credito/debito, bonifico bancario, o wallet digitale
  • Portale della tua banca: accedi all’homebanking e cerca la funzione “Paga pagoPA” o “F24/pagoPA”, inserisci il codice avviso
  • App Poste Italiane o portale BancoPosta: usa la funzione “Pagamenti” e inserisci il codice pagoPA
  • Tabaccherie e ricevitorie abilitate al circuito Sisal/Lottomatica/MOONEY che supportano pagoPA
  • ATM bancari di banche convenzionate con il circuito pagoPA

Al termine del pagamento riceverai una ricevuta telematica che costituisce prova dell’avvenuto versamento. Conservala per eventuali verifiche future. Il pagamento viene normalmente registrato sul conto previdenziale entro 2-5 giorni lavorativi.

Importi dei versamenti volontari 2026

L’importo dei versamenti volontari INPS non è fisso: viene calcolato sulla base della retribuzione media imponibile del lavoratore nel periodo di riferimento, moltiplicata per l’aliquota contributiva vigente per la specifica gestione previdenziale.

Calcolo per i lavoratori dipendenti (Gestione IVS)

Per i lavoratori dipendenti iscritti alla gestione IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti), l’importo trimestrale del versamento volontario si calcola come segue:

Base di calcolo = retribuzione media settimanale degli ultimi anni di lavoro effettivo (calcolata dall’INPS in fase di autorizzazione)

Aliquota 2026 per lavoratori dipendenti = 33% (aliquota ordinaria IVS, invariata rispetto agli anni precedenti)

La formula applicata è: retribuzione media settimanale × 13 settimane (trimestre) × 33%

Esempio pratico: se la retribuzione media settimanale è di 500 euro, il versamento trimestrale ammonta a: 500 × 13 × 33% = 2.145 euro per trimestre.

Esiste tuttavia un importo minimo: nel 2026 il contributo settimanale minimo per la Gestione IVS non può essere inferiore a quello calcolato sulla retribuzione convenzionale minima settimanale stabilita annualmente dall’INPS con apposita circolare. Per il 2026, tale valore minimo di riferimento è stato aggiornato in base ai coefficienti ISTAT.

Calcolo per artigiani e commercianti

Per gli artigiani e commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS, il calcolo è leggermente diverso. L’importo del versamento volontario si basa sul reddito medio dichiarato nelle ultime dichiarazioni dei redditi e sull’aliquota contributiva specifica per la loro categoria. Per il 2026, le aliquote sono:

  • Artigiani: aliquota del 24,48% sul reddito imponibile (inclusa la quota aggiuntiva per l’allineamento delle aliquote)
  • Commercianti: aliquota del 24,78% sul reddito imponibile

Anche in questo caso esiste un minimale e un massimale stabiliti annualmente: il versamento non può essere inferiore a quello calcolato sul minimale reddituale INPS (pari al reddito minimo annuo imponibile fissato per il 2026) né superiore a quello calcolato sul massimale contributivo.

Calcolo per la Gestione Separata

Per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, professionisti senza cassa, lavoratori a progetto), l’importo del versamento volontario si basa sul reddito medio degli ultimi anni di iscrizione alla gestione. L’aliquota applicata per il 2026 è del 35,03% (aliquota ordinaria per i soggetti privi di altra tutela previdenziale).

Per i contributi previdenziali deducibili nel regime forfettario, ricorda che i versamenti volontari INPS sono deducibili dal reddito complessivo, riducendo la base imponibile ai fini IRPEF: un beneficio fiscale da non trascurare, analogo a quanto previsto per i contributi previdenziali deducibili nel regime forfettario.

Scadenze e termini di versamento

I versamenti volontari INPS devono essere effettuati entro precisi termini di scadenza. Il mancato rispetto delle scadenze comporta la perdita del trimestre contributivo, che non potrà più essere recuperato (salvo eccezioni specifiche). Ecco le scadenze principali per il 2026:

TrimestrePeriodo copertoScadenza pagamento
1° trimestreGennaio – Marzo 202630 Giugno 2026
2° trimestreAprile – Giugno 202630 Settembre 2026
3° trimestreLuglio – Settembre 202631 Dicembre 2026
4° trimestreOttobre – Dicembre 202631 Marzo 2027

Regola fondamentale: ogni trimestre può essere versato entro i 3 mesi successivi alla fine del trimestre stesso. Questo significa che hai un margine di tempo relativamente ampio, ma non illimitato. Se salti un trimestre, quel periodo andrà in bianco nel tuo estratto conto previdenziale, con conseguente riduzione dell’importo della pensione futura.

Versamenti arretrati: esiste la possibilità di versare contributi per trimestri già scaduti, ma solo entro 12 mesi dalla scadenza originaria (c.d. versamenti tardivi). In questo caso, l’INPS applica una maggiorazione per interessi calcolata sulla base del tasso legale vigente. Oltre i 12 mesi, il recupero non è più possibile.

Come richiedere l’autorizzazione ai contributi volontari

Prima di poter effettuare qualsiasi versamento volontario, è necessario ottenere dall’INPS una formale autorizzazione. Questa autorizzazione certifica che il lavoratore ha i requisiti minimi per accedere ai versamenti volontari e fissa la base imponibile di calcolo dei contributi. Senza autorizzazione, i versamenti non vengono accettati o non vengono correttamente imputati.

La domanda di autorizzazione si presenta esclusivamente online — e su questo punto non ci sono novità introdotte nel 2026, la procedura telematica era già obbligatoria da anni — tramite il portale MyINPS seguendo il percorso:

  1. Accedi a MyINPS con SPID, CIE o CNS
  2. Vai su “Pensione e previdenza” → “Contributi” → “Richiesta autorizzazione versamento contributi volontari”
  3. Compila il modulo online con i tuoi dati anagrafici, fiscali e contributivi
  4. Allega la documentazione richiesta (copia documento identità, estratto conto contributivo se richiesto)
  5. Invia la domanda e conserva il numero di protocollo che ti viene assegnato

In alternativa, la domanda può essere presentata tramite patronato abilitato (come il CAF Centro Fiscale di Udine), che effettua l’operazione in nome e per conto del richiedente. Questa è la modalità consigliata se hai difficoltà con gli strumenti digitali o se vuoi una verifica preventiva dei requisiti.

L’INPS elabora la domanda e comunica l’esito entro un termine variabile (generalmente 60-90 giorni, ma in alcuni periodi dell’anno i tempi possono allungarsi). Il provvedimento di autorizzazione indica:

  • Il periodo a partire dal quale è possibile iniziare i versamenti
  • La retribuzione di riferimento su cui calcolare i contributi
  • L’importo trimestrale indicativo del versamento
  • La gestione previdenziale di pertinenza

Validità dell’autorizzazione: l’autorizzazione ai versamenti volontari ha durata illimitata, salvo che il lavoratore non riprenda un’attività lavorativa obbligatoriamente assicurata o non raggiunga i requisiti per la pensione. In caso di ripresa del lavoro, i versamenti volontari si interrompono automaticamente, ma è possibile riprenderli in caso di nuova cessazione dell’attività.

Effetti dei versamenti volontari sulla pensione

Capire l’effetto concreto dei versamenti volontari sulla pensione è fondamentale per valutare se conviene davvero investire in questa forma di contribuzione. Gli impatti sono molteplici e dipendono dalla situazione previdenziale individuale.

Effetto sul raggiungimento dei requisiti pensionistici

Il primo effetto, e spesso il più importante, è il raggiungimento dei requisiti minimi per accedere alla pensione. In Italia, le principali forme di pensionamento prevedono:

  • Pensione di vecchiaia: 67 anni di età + 20 anni di contributi (1.040 settimane)
  • Pensione anticipata: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne (indipendentemente dall’età)
  • Quota 103 (prorogata al 2026): 62 anni di età + 41 anni di contributi
  • APE Sociale: 63 anni e 5 mesi + almeno 30 o 36 anni di contributi (a seconda della categoria)

I versamenti volontari contribuiscono al raggiungimento di tutti questi requisiti contributivi, rendendoli uno strumento prezioso per chi si trova a pochi mesi o pochi anni dal traguardo pensionistico. Per informazioni specifiche sull’APE Sociale e i requisiti applicabili, puoi consultare la nostra guida dedicata.

Effetto sull’importo della pensione

Il secondo effetto riguarda direttamente l’importo mensile della pensione. Con il sistema contributivo (applicato a tutti coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996 e, pro-quota, per gli altri), ogni contributo versato aumenta il montante contributivo individuale, che viene poi trasformato in rendita applicando specifici coefficienti di conversione legati all’età al momento del pensionamento.

In termini pratici, versare contributi volontari per un anno intero (4 trimestri) può aumentare la pensione futura di alcune decine di euro al mese — un importo che, capitalizzato per tutta la durata della pensione, rappresenta un beneficio economico significativo. Tuttavia, è fondamentale confrontare il costo dei versamenti (l’importo che si paga oggi) con il beneficio atteso (l’aumento della pensione futura), tenendo conto anche dell’aspettativa di vita e dell’attuale tasso di rendimento implicito del sistema previdenziale.

Deducibilità fiscale dei versamenti volontari

Un vantaggio spesso sottovalutato è la deducibilità fiscale dei versamenti volontari INPS. I contributi versati sono deducibili dal reddito complessivo ai fini IRPEF, senza limite di importo (a differenza dei fondi pensione integrativi, che hanno un tetto di 5.164,57 euro annui). Questo significa che chi è in uno scaglione IRPEF elevato (23%, 35% o 43%) ottiene un risparmio fiscale proporzionale all’aliquota marginale applicata.

Esempio: se versi 8.580 euro di contributi volontari in un anno e sei nello scaglione IRPEF al 35%, risparmierai circa 3.003 euro di imposte, riducendo significativamente il costo netto effettivo del versamento. La deducibilità si esercita in sede di dichiarazione dei redditi 730 o nel Modello Redditi, indicando l’importo nella sezione apposita.

Casi pratici e simulazioni

Per capire meglio come funzionano i versamenti volontari INPS nella pratica, vediamo alcuni scenari concreti che illustrano le diverse situazioni in cui questo strumento può risultare utile o conveniente.

Caso 1: lavoratrice che ha smesso di lavorare per accudire figli

Scenario: Maria, 52 anni, ha lavorato come dipendente per 15 anni, poi ha smesso di lavorare per occuparsi dei figli. Oggi ha 780 settimane di contributi (15 anni), ma per la pensione di vecchiaia ne servono 1.040 (20 anni). Le mancano 260 settimane, ovvero 5 anni di contribuzione.

Soluzione: Maria ottiene l’autorizzazione ai versamenti volontari INPS e inizia a versare ogni trimestre. Con la sua retribuzione media di riferimento (supponiamo 400 euro settimanali), il versamento trimestrale è: 400 × 13 × 33% = 1.716 euro a trimestre, ovvero circa 6.864 euro all’anno. In 5 anni, spenderà circa 34.320 euro in contributi volontari, ma potrà andare in pensione di vecchiaia a 67 anni invece di attendere (con solo 15 anni di contributi) la pensione con verifica dei requisiti contributivi minimi.

Beneficio aggiuntivo: grazie alla deducibilità, se Maria è nello scaglione al 23%, ogni anno risparmia circa 1.579 euro di IRPEF, riducendo il costo netto a circa 5.285 euro l’anno.

Caso 2: freelance con anni di contribuzione bassa

Scenario: Luca, 45 anni, è un libero professionista iscritto alla Gestione Separata INPS da 10 anni. Ha però avuto 4 anni di redditi molto bassi (sotto il minimale) durante cui ha versato pochissimi contributi. Ha quindi un “buco” di circa 2 anni equivalenti nel suo percorso contributivo.

Soluzione: Luca non può recuperare direttamente quei periodi passati con versamenti volontari (i contributi volontari coprono periodi futuri, non passati già trascorsi senza versamento), ma può iniziare a fare versamenti volontari per i periodi attuali di bassa contribuzione o per integrare il montante. In alternativa, può valutare il riscatto di periodi non coperti se ammesso dalla sua gestione.

Caso 3: prossimo alla pensione, mancano pochi mesi

Scenario: Antonio, 66 anni, ha 19 anni e 9 mesi di contributi. Per la pensione di vecchiaia a 67 anni gli mancano 3 mesi di contributi (13 settimane). Non lavora più da 2 anni e ha già l’autorizzazione ai versamenti volontari.

Soluzione: Antonio versa 1 solo trimestre di contributi volontari (circa 1.500-2.000 euro a seconda della sua retribuzione di riferimento), raggiunge i 20 anni di contribuzione e può presentare domanda di pensione di vecchiaia, indicando anche le coordinate per l’accredito dell’assegno pensionistico. In questo caso, il versamento di poche migliaia di euro sblocca anni di pensione: la convenienza è indiscutibile.

Cosa cambia concretamente con il passaggio al digitale

Al di là degli aspetti tecnici, è utile capire cosa significa nella pratica il passaggio ai versamenti volontari INPS esclusivamente online per le diverse tipologie di contribuenti. Le principali implicazioni sono:

  • Chi è già digitalizzato: nessun cambiamento sostanziale. Chi usava già l’homebanking o i portali digitali per pagare le bollette o le tasse troverà la procedura molto simile. Il sistema pagoPA è lo stesso usato per molti altri pagamenti alla pubblica amministrazione
  • Chi usava il bollettino MAV cartaceo: deve necessariamente adeguarsi e imparare a usare il portale INPS o delegare il pagamento a un intermediario abilitato (CAF, patronato). Il bollettino MAV per i versamenti volontari non viene più emesso dall’INPS dal 2026
  • Chi non ha SPID o dimestichezza digitale: può rivolgersi al patronato per farsi assistere sia nell’ottenere l’identità digitale, sia nell’effettuare i pagamenti tramite intermediario
  • Chi vive all’estero: può effettuare i pagamenti tramite bonifico internazionale alle coordinate bancarie INPS indicate nell’avviso pagoPA, oppure tramite portali bancari online internazionali che supportano il circuito pagoPA

Importante per gli anziani o persone con difficoltà digitali: l’INPS ha specificato che i versamenti tramite intermediari abilitati (patronati, CAF) rimangono pienamente validi e accessibili. Rivolgersi al CAF o al patronato di fiducia è quindi la soluzione ideale per chi non riesce a gestire autonomamente le procedure online.

Vantaggi e svantaggi dei versamenti volontari INPS

Come ogni strumento previdenziale, i versamenti volontari INPS presentano sia vantaggi che svantaggi che è importante valutare prima di decidere se procedere.

Vantaggi

  • Flessibilità: non c’è obbligo di versare ogni trimestre. Se un mese hai difficoltà economiche, puoi saltare il trimestre (entro i 12 mesi di recupero) senza penalità formali
  • Deducibilità fiscale piena: i contributi sono interamente deducibili dal reddito, con un risparmio fiscale immediato che riduce il costo netto
  • Effetto certo sulla pensione: a differenza dei fondi pensione integrativi (soggetti a rischi di mercato), i contributi INPS si traducono in un aumento certo del montante previdenziale
  • Strumento per raggiungere i requisiti: se ti mancano pochi anni o pochi mesi alla pensione, i versamenti volontari sono spesso l’unico modo per colmare il gap
  • Possibilità di cumulare con altri strumenti come la ricongiunzione contributiva

Svantaggi

  • Costo elevato: gli importi trimestrali possono essere significativi (spesso sopra i 1.500-2.000 euro), soprattutto per chi ha avuto redditi elevati in passato
  • Rendimento incerto a lungo termine: se sei ancora giovane e ti mancano molti anni alla pensione, il rendimento implicito del sistema INPS potrebbe essere inferiore ad alternative di investimento
  • Non recuperabile se interrotto prima: i versamenti già effettuati non vengono rimborsati se si decide di interrompere il programma prima di raggiungere la pensione
  • Soggezione alle riforme future: le regole pensionistiche possono cambiare nel tempo, e i contributi versati oggi potrebbero avere un valore diverso da quello atteso
  • Obbligo digitale dal 2026: per chi non ha familiarità con gli strumenti digitali, la nuova procedura esclusivamente online può rappresentare una barriera

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Domande Frequenti sui Versamenti Volontari INPS

Dal 2026 i versamenti volontari INPS sono davvero solo online?

Si, dal 1 gennaio 2026 i versamenti volontari INPS si effettuano esclusivamente tramite canali digitali: portale MyINPS con pagoPA, app INPS Mobile, banca online o intermediari abilitati (CAF, patronati). Il bollettino MAV cartaceo e i pagamenti allo sportello fisico non sono piu accettati.

Quanti contributi ho bisogno per richiedere l’autorizzazione ai versamenti volontari?

Per i lavoratori dipendenti servono almeno 5 anni di contributi (260 settimane) oppure almeno 3 anni nel quinquennio precedente la domanda. Per artigiani e commercianti bastano 3 anni nel quinquennio. Per la Gestione Separata sono richiesti 5 anni di contribuzione totale.

I versamenti volontari INPS sono deducibili dalle tasse?

Si, i versamenti volontari INPS sono interamente deducibili dal reddito complessivo ai fini IRPEF, senza limite massimo di importo. Questo significa che chi versa contributi volontari riduce la propria base imponibile e paga meno imposte nell’anno del versamento.

Cosa succede se salto un trimestre di versamenti volontari?

Se non versi entro la scadenza ordinaria (3 mesi dopo la fine del trimestre), puoi ancora recuperarlo entro 12 mesi con una maggiorazione per interessi. Oltre i 12 mesi, il trimestre e perso definitivamente e non potra essere recuperato.

Posso fare i versamenti volontari INPS se non ho SPID?

Si. Puoi delegare il pagamento a un patronato o CAF abilitato che effettua l’operazione per conto tuo. In alternativa, puoi ottenere lo SPID gratuitamente con l’assistenza del nostro CAF Centro Fiscale di Udine. Lo SPID si attiva anche in formato digitale senza bisogno di uscire di casa.


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    CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

    Versamenti Volontari INPS 2026: Dal 2026 Solo Online, Guida Completa alla Procedura

    contributi INPS artigiani e commercianti, regime forfettario

    Dal 1° gennaio 2026, i versamenti volontari INPS si possono effettuare esclusivamente online, tramite il portale istituzionale dell’INPS o attraverso i canali telematici autorizzati. Questa novità — introdotta per semplificare e digitalizzare le procedure contributive — riguarda tutti i lavoratori che hanno ottenuto l’autorizzazione ai contributi volontari e intendono continuare a versare per maturare il diritto alla pensione o per incrementare l’importo dell’assegno previdenziale. In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto quello che devi sapere: chi può fare i versamenti volontari, come funziona la nuova procedura online, quali importi si versano nel 2026 e cosa succede se si saltano le scadenze.

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    Indice dei contenuti

    1. Cosa sono i versamenti volontari INPS
    2. Chi può fare versamenti volontari INPS
    3. La novità 2026: solo procedura online
    4. Come eseguire i versamenti online: guida pratica
    5. Importi dei versamenti volontari 2026
    6. Scadenze e termini di versamento
    7. Come richiedere l’autorizzazione ai contributi volontari
    8. Effetti dei versamenti volontari sulla pensione
    9. Casi pratici e simulazioni
    10. Domande frequenti

    Cosa sono i versamenti volontari INPS

    I versamenti volontari INPS sono contributi previdenziali che il lavoratore versa spontaneamente — ovvero non per obbligo di legge — all’INPS al fine di colmare periodi scoperti di contribuzione, raggiungere i requisiti minimi per la pensione o aumentare l’importo dell’assegno pensionistico futuro. Si tratta di uno strumento fondamentale per chi ha interruzioni nella carriera lavorativa: periodi di disoccupazione, lavoro in nero, lavoro all’estero non coperto da convenzioni bilaterali, maternità non coperta, periodi di studio, oppure semplicemente lacune contributive dovute a lavori saltuari o atipici.

    I contributi volontari si distinguono da altre forme di copertura contributiva come il riscatto della laurea (che copre gli anni di studio universitario), la ricongiunzione contributiva (che unisce contributi versati in diverse gestioni INPS o casse previdenziali) e la rendita vitalizia per lavoro prestato in età minore. I versamenti volontari riguardano invece periodi di mancata occupazione o contribuzione, e devono essere preceduti da una formale autorizzazione rilasciata dall’INPS.

    Il meccanismo è semplice: una volta ottenuta l’autorizzazione, il lavoratore versa periodicamente dei contributi calcolati sulla propria media retributiva degli ultimi anni di lavoro. Questi contributi vengono accreditati sul conto previdenziale individuale e concorrono al calcolo della pensione esattamente come i contributi obbligatori versati durante l’attività lavorativa.

    Chi può fare versamenti volontari INPS

    Non tutti i lavoratori possono accedere ai versamenti volontari INPS. La normativa prevede requisiti specifici che devono essere verificati prima di presentare la domanda di autorizzazione. In linea generale, possono richiedere l’autorizzazione ai contributi volontari:

    • Lavoratori dipendenti che hanno cessato o interrotto il rapporto di lavoro e che abbiano maturato almeno 5 anni di contributi (260 settimane) oppure, in alternativa, almeno 3 anni di contribuzione (156 settimane) negli ultimi 5 anni precedenti la domanda
    • Lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti che abbiano almeno 3 anni di contribuzione nel quinquennio precedente la domanda
    • Lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, professionisti senza cassa, ecc.) con almeno 5 anni di contribuzione accumulati
    • Agricoltori e lavoratori del settore agricolo con requisiti contributivi specifici per la loro gestione
    • Soggetti con periodi di contribuzione mista, ovvero distribuita su più gestioni INPS, che abbiano complessivamente i requisiti minimi richiesti

    Esistono però dei casi di esclusione: non possono fare versamenti volontari coloro che sono già pensionati (salvo eccezioni per chi percepisce assegni di invalidità), chi ha già raggiunto i requisiti minimi per la pensione senza aver ancora fatto domanda, e chi risulta ancora occupato con rapporto di lavoro obbligatoriamente assicurato. Anche la Gestione Separata ha regole particolari: i versamenti volontari sono ammessi ma il calcolo degli importi segue modalità diverse rispetto alla gestione ordinaria.

    Attenzione: il requisito dei 5 anni di contributi (o dei 3 anni nel quinquennio) deve essere verificato con cura prima di presentare domanda. Un errore nella valutazione del requisito porta al rigetto della domanda e alla perdita di tempo prezioso. Per questo motivo, è sempre consigliabile rivolgersi a un patronato o CAF per una verifica preliminare gratuita dell’estratto contributivo.

    La novità 2026: solo procedura online

    La novità più rilevante del 2026 riguarda le modalità di pagamento dei versamenti volontari INPS. A partire dal 1° gennaio 2026, l’INPS ha disposto che i contributi volontari possano essere versati esclusivamente tramite canali digitali, eliminando definitivamente la possibilità di pagamento allo sportello fisico degli uffici INPS o presso le sedi postali con il bollettino MAV cartaceo tradizionale.

    Questa decisione si inquadra nel più ampio processo di digitalizzazione dei servizi previdenziali avviato dall’INPS negli ultimi anni, accelerato dalle linee guida del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che prevede la progressiva migrazione di tutti i servizi pubblici verso piattaforme digitali. L’obiettivo dichiarato è ridurre i tempi di lavorazione, eliminare errori di registrazione e rendere più tracciabile il flusso dei contributi versati.

    In concreto, dal 2026 i canali ammessi per il pagamento dei versamenti volontari INPS sono:

    • Portale MyINPS (myinps.inps.it) con accesso tramite SPID, CIE o CNS, utilizzando il servizio di pagamento integrato con pagoPA
    • App INPS Mobile disponibile per iOS e Android, con le stesse funzionalità del portale web
    • Intermediari abilitati: CAF, patronati, consulenti del lavoro, che possono effettuare il pagamento per conto del contribuente tramite i propri sistemi gestionali
    • Banche e istituti di pagamento abilitati al circuito pagoPA, con il codice avviso generato dal sistema INPS
    • Poste Italiane online (portale BancoPosta o app) con il codice pagoPA, ma NON più allo sportello fisico con bollettino cartaceo

    La modifica è stata comunicata dall’INPS con la circolare operativa di fine 2025 e ha effetto su tutti i nuovi versamenti a partire dal 2026. I versamenti effettuati con le vecchie modalità (bollettino MAV cartaceo, versamento diretto allo sportello) non saranno più accettati e potrebbero non essere correttamente imputati al conto previdenziale del contribuente.

    Come eseguire i versamenti online: guida pratica

    Eseguire i versamenti volontari INPS online non è difficile, ma richiede di avere a disposizione gli strumenti giusti e di seguire la procedura corretta. Di seguito trovi una guida passo passo per effettuare il pagamento in autonomia tramite il portale INPS.

    Passaggio 1: accedi a MyINPS con identità digitale

    Il primo requisito è disporre di un’identità digitale per accedere al portale INPS. Le credenziali accettate sono:

    • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) di livello 2 o superiore — è la modalità più diffusa e può essere ottenuto gratuitamente presso provider accreditati come Poste Italiane, Aruba, TIM, ecc.
    • CIE (Carta d’Identità Elettronica) con PIN e lettore NFC — disponibile per chi ha già rinnovato la carta d’identità in formato digitale
    • CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o smart card rilasciata da enti abilitati

    Se non disponi ancora di SPID, puoi ottenerlo gratuitamente recandoti presso un ufficio postale, un CAF abilitato o direttamente online tramite riconoscimento video. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per l’attivazione dello SPID.

    Passaggio 2: trova il servizio “Contributi volontari”

    Una volta effettuato l’accesso a MyINPS, devi navigare verso la sezione dedicata ai contributi volontari. Il percorso è:

    1. Accedi a myinps.inps.it con le tue credenziali SPID/CIE/CNS
    2. Dal menu principale, seleziona “Pensione e previdenza”
    3. Cerca la voce “Versamenti volontari” o usa la barra di ricerca interna con il termine “contributi volontari”
    4. Nella sezione dedicata, troverai il tuo fascicolo previdenziale con lo storico dei versamenti e la possibilità di generare nuovi avvisi di pagamento

    Passaggio 3: genera l’avviso pagoPA

    Il cuore del nuovo sistema è la generazione dell’avviso pagoPA. Il portale INPS ti mostra i periodi contributivi da coprire e l’importo corrispondente a ciascun trimestre. Puoi scegliere:

    • Versamento trimestrale: il sistema genera un avviso per ogni trimestre (modalità standard per lavoratori dipendenti)
    • Versamento mensile: possibile per alcune gestioni (Artigiani, Commercianti)
    • Versamento cumulativo: per coprire più periodi arretrati in una sola transazione (soggetto a limiti temporali)

    Dopo aver selezionato il periodo da coprire, il sistema genera un codice avviso pagoPA con numero IUV (Identificativo Univoco Versamento). Questo codice è fondamentale: non perderlo, perché serve per effettuare il pagamento e per verificarne il buon esito.

    Passaggio 4: effettua il pagamento

    Con il codice avviso pagoPA in mano, puoi pagare attraverso diversi canali:

    • Direttamente sul portale INPS: clic su “Paga ora” e seleziona il metodo di pagamento tra carta di credito/debito, bonifico bancario, o wallet digitale
    • Portale della tua banca: accedi all’homebanking e cerca la funzione “Paga pagoPA” o “F24/pagoPA”, inserisci il codice avviso
    • App Poste Italiane o portale BancoPosta: usa la funzione “Pagamenti” e inserisci il codice pagoPA
    • Tabaccherie e ricevitorie abilitate al circuito Sisal/Lottomatica/MOONEY che supportano pagoPA
    • ATM bancari di banche convenzionate con il circuito pagoPA

    Al termine del pagamento riceverai una ricevuta telematica che costituisce prova dell’avvenuto versamento. Conservala per eventuali verifiche future. Il pagamento viene normalmente registrato sul conto previdenziale entro 2-5 giorni lavorativi.

    Importi dei versamenti volontari 2026

    L’importo dei versamenti volontari INPS non è fisso: viene calcolato sulla base della retribuzione media imponibile del lavoratore nel periodo di riferimento, moltiplicata per l’aliquota contributiva vigente per la specifica gestione previdenziale.

    Calcolo per i lavoratori dipendenti (Gestione IVS)

    Per i lavoratori dipendenti iscritti alla gestione IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti), l’importo trimestrale del versamento volontario si calcola come segue:

    Base di calcolo = retribuzione media settimanale degli ultimi anni di lavoro effettivo (calcolata dall’INPS in fase di autorizzazione)

    Aliquota 2026 per lavoratori dipendenti = 33% (aliquota ordinaria IVS, invariata rispetto agli anni precedenti)

    La formula applicata è: retribuzione media settimanale × 13 settimane (trimestre) × 33%

    Esempio pratico: se la retribuzione media settimanale è di 500 euro, il versamento trimestrale ammonta a: 500 × 13 × 33% = 2.145 euro per trimestre.

    Esiste tuttavia un importo minimo: nel 2026 il contributo settimanale minimo per la Gestione IVS non può essere inferiore a quello calcolato sulla retribuzione convenzionale minima settimanale stabilita annualmente dall’INPS con apposita circolare. Per il 2026, tale valore minimo di riferimento è stato aggiornato in base ai coefficienti ISTAT.

    Calcolo per artigiani e commercianti

    Per gli artigiani e commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS, il calcolo è leggermente diverso. L’importo del versamento volontario si basa sul reddito medio dichiarato nelle ultime dichiarazioni dei redditi e sull’aliquota contributiva specifica per la loro categoria. Per il 2026, le aliquote sono:

    • Artigiani: aliquota del 24,48% sul reddito imponibile (inclusa la quota aggiuntiva per l’allineamento delle aliquote)
    • Commercianti: aliquota del 24,78% sul reddito imponibile

    Anche in questo caso esiste un minimale e un massimale stabiliti annualmente: il versamento non può essere inferiore a quello calcolato sul minimale reddituale INPS (pari al reddito minimo annuo imponibile fissato per il 2026) né superiore a quello calcolato sul massimale contributivo.

    Calcolo per la Gestione Separata

    Per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, professionisti senza cassa, lavoratori a progetto), l’importo del versamento volontario si basa sul reddito medio degli ultimi anni di iscrizione alla gestione. L’aliquota applicata per il 2026 è del 35,03% (aliquota ordinaria per i soggetti privi di altra tutela previdenziale).

    Per i contributi previdenziali deducibili nel regime forfettario, ricorda che i versamenti volontari INPS sono deducibili dal reddito complessivo, riducendo la base imponibile ai fini IRPEF: un beneficio fiscale da non trascurare, analogo a quanto previsto per i contributi previdenziali deducibili nel regime forfettario.

    Scadenze e termini di versamento

    I versamenti volontari INPS devono essere effettuati entro precisi termini di scadenza. Il mancato rispetto delle scadenze comporta la perdita del trimestre contributivo, che non potrà più essere recuperato (salvo eccezioni specifiche). Ecco le scadenze principali per il 2026:

    TrimestrePeriodo copertoScadenza pagamento
    1° trimestreGennaio – Marzo 202630 Giugno 2026
    2° trimestreAprile – Giugno 202630 Settembre 2026
    3° trimestreLuglio – Settembre 202631 Dicembre 2026
    4° trimestreOttobre – Dicembre 202631 Marzo 2027

    Regola fondamentale: ogni trimestre può essere versato entro i 3 mesi successivi alla fine del trimestre stesso. Questo significa che hai un margine di tempo relativamente ampio, ma non illimitato. Se salti un trimestre, quel periodo andrà in bianco nel tuo estratto conto previdenziale, con conseguente riduzione dell’importo della pensione futura.

    Versamenti arretrati: esiste la possibilità di versare contributi per trimestri già scaduti, ma solo entro 12 mesi dalla scadenza originaria (c.d. versamenti tardivi). In questo caso, l’INPS applica una maggiorazione per interessi calcolata sulla base del tasso legale vigente. Oltre i 12 mesi, il recupero non è più possibile.

    Come richiedere l’autorizzazione ai contributi volontari

    Prima di poter effettuare qualsiasi versamento volontario, è necessario ottenere dall’INPS una formale autorizzazione. Questa autorizzazione certifica che il lavoratore ha i requisiti minimi per accedere ai versamenti volontari e fissa la base imponibile di calcolo dei contributi. Senza autorizzazione, i versamenti non vengono accettati o non vengono correttamente imputati.

    La domanda di autorizzazione si presenta esclusivamente online — e su questo punto non ci sono novità introdotte nel 2026, la procedura telematica era già obbligatoria da anni — tramite il portale MyINPS seguendo il percorso:

    1. Accedi a MyINPS con SPID, CIE o CNS
    2. Vai su “Pensione e previdenza” → “Contributi” → “Richiesta autorizzazione versamento contributi volontari”
    3. Compila il modulo online con i tuoi dati anagrafici, fiscali e contributivi
    4. Allega la documentazione richiesta (copia documento identità, estratto conto contributivo se richiesto)
    5. Invia la domanda e conserva il numero di protocollo che ti viene assegnato

    In alternativa, la domanda può essere presentata tramite patronato abilitato (come il CAF Centro Fiscale di Udine), che effettua l’operazione in nome e per conto del richiedente. Questa è la modalità consigliata se hai difficoltà con gli strumenti digitali o se vuoi una verifica preventiva dei requisiti.

    L’INPS elabora la domanda e comunica l’esito entro un termine variabile (generalmente 60-90 giorni, ma in alcuni periodi dell’anno i tempi possono allungarsi). Il provvedimento di autorizzazione indica:

    • Il periodo a partire dal quale è possibile iniziare i versamenti
    • La retribuzione di riferimento su cui calcolare i contributi
    • L’importo trimestrale indicativo del versamento
    • La gestione previdenziale di pertinenza

    Validità dell’autorizzazione: l’autorizzazione ai versamenti volontari ha durata illimitata, salvo che il lavoratore non riprenda un’attività lavorativa obbligatoriamente assicurata o non raggiunga i requisiti per la pensione. In caso di ripresa del lavoro, i versamenti volontari si interrompono automaticamente, ma è possibile riprenderli in caso di nuova cessazione dell’attività.

    Effetti dei versamenti volontari sulla pensione

    Capire l’effetto concreto dei versamenti volontari sulla pensione è fondamentale per valutare se conviene davvero investire in questa forma di contribuzione. Gli impatti sono molteplici e dipendono dalla situazione previdenziale individuale.

    Effetto sul raggiungimento dei requisiti pensionistici

    Il primo effetto, e spesso il più importante, è il raggiungimento dei requisiti minimi per accedere alla pensione. In Italia, le principali forme di pensionamento prevedono:

    • Pensione di vecchiaia: 67 anni di età + 20 anni di contributi (1.040 settimane)
    • Pensione anticipata: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne (indipendentemente dall’età)
    • Quota 103 (prorogata al 2026): 62 anni di età + 41 anni di contributi
    • APE Sociale: 63 anni e 5 mesi + almeno 30 o 36 anni di contributi (a seconda della categoria)

    I versamenti volontari contribuiscono al raggiungimento di tutti questi requisiti contributivi, rendendoli uno strumento prezioso per chi si trova a pochi mesi o pochi anni dal traguardo pensionistico. Per informazioni specifiche sull’APE Sociale e i requisiti applicabili, puoi consultare la nostra guida dedicata.

    Effetto sull’importo della pensione

    Il secondo effetto riguarda direttamente l’importo mensile della pensione. Con il sistema contributivo (applicato a tutti coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996 e, pro-quota, per gli altri), ogni contributo versato aumenta il montante contributivo individuale, che viene poi trasformato in rendita applicando specifici coefficienti di conversione legati all’età al momento del pensionamento.

    In termini pratici, versare contributi volontari per un anno intero (4 trimestri) può aumentare la pensione futura di alcune decine di euro al mese — un importo che, capitalizzato per tutta la durata della pensione, rappresenta un beneficio economico significativo. Tuttavia, è fondamentale confrontare il costo dei versamenti (l’importo che si paga oggi) con il beneficio atteso (l’aumento della pensione futura), tenendo conto anche dell’aspettativa di vita e dell’attuale tasso di rendimento implicito del sistema previdenziale.

    Deducibilità fiscale dei versamenti volontari

    Un vantaggio spesso sottovalutato è la deducibilità fiscale dei versamenti volontari INPS. I contributi versati sono deducibili dal reddito complessivo ai fini IRPEF, senza limite di importo (a differenza dei fondi pensione integrativi, che hanno un tetto di 5.164,57 euro annui). Questo significa che chi è in uno scaglione IRPEF elevato (23%, 35% o 43%) ottiene un risparmio fiscale proporzionale all’aliquota marginale applicata.

    Esempio: se versi 8.580 euro di contributi volontari in un anno e sei nello scaglione IRPEF al 35%, risparmierai circa 3.003 euro di imposte, riducendo significativamente il costo netto effettivo del versamento. La deducibilità si esercita in sede di dichiarazione dei redditi 730 o nel Modello Redditi, indicando l’importo nella sezione apposita.

    Casi pratici e simulazioni

    Per capire meglio come funzionano i versamenti volontari INPS nella pratica, vediamo alcuni scenari concreti che illustrano le diverse situazioni in cui questo strumento può risultare utile o conveniente.

    Caso 1: lavoratrice che ha smesso di lavorare per accudire figli

    Scenario: Maria, 52 anni, ha lavorato come dipendente per 15 anni, poi ha smesso di lavorare per occuparsi dei figli. Oggi ha 780 settimane di contributi (15 anni), ma per la pensione di vecchiaia ne servono 1.040 (20 anni). Le mancano 260 settimane, ovvero 5 anni di contribuzione.

    Soluzione: Maria ottiene l’autorizzazione ai versamenti volontari INPS e inizia a versare ogni trimestre. Con la sua retribuzione media di riferimento (supponiamo 400 euro settimanali), il versamento trimestrale è: 400 × 13 × 33% = 1.716 euro a trimestre, ovvero circa 6.864 euro all’anno. In 5 anni, spenderà circa 34.320 euro in contributi volontari, ma potrà andare in pensione di vecchiaia a 67 anni invece di attendere (con solo 15 anni di contributi) la pensione con verifica dei requisiti contributivi minimi.

    Beneficio aggiuntivo: grazie alla deducibilità, se Maria è nello scaglione al 23%, ogni anno risparmia circa 1.579 euro di IRPEF, riducendo il costo netto a circa 5.285 euro l’anno.

    Caso 2: freelance con anni di contribuzione bassa

    Scenario: Luca, 45 anni, è un libero professionista iscritto alla Gestione Separata INPS da 10 anni. Ha però avuto 4 anni di redditi molto bassi (sotto il minimale) durante cui ha versato pochissimi contributi. Ha quindi un “buco” di circa 2 anni equivalenti nel suo percorso contributivo.

    Soluzione: Luca non può recuperare direttamente quei periodi passati con versamenti volontari (i contributi volontari coprono periodi futuri, non passati già trascorsi senza versamento), ma può iniziare a fare versamenti volontari per i periodi attuali di bassa contribuzione o per integrare il montante. In alternativa, può valutare il riscatto di periodi non coperti se ammesso dalla sua gestione.

    Caso 3: prossimo alla pensione, mancano pochi mesi

    Scenario: Antonio, 66 anni, ha 19 anni e 9 mesi di contributi. Per la pensione di vecchiaia a 67 anni gli mancano 3 mesi di contributi (13 settimane). Non lavora più da 2 anni e ha già l’autorizzazione ai versamenti volontari.

    Soluzione: Antonio versa 1 solo trimestre di contributi volontari (circa 1.500-2.000 euro a seconda della sua retribuzione di riferimento), raggiunge i 20 anni di contribuzione e può presentare domanda di pensione di vecchiaia, indicando anche le coordinate per l’accredito dell’assegno pensionistico. In questo caso, il versamento di poche migliaia di euro sblocca anni di pensione: la convenienza è indiscutibile.

    Cosa cambia concretamente con il passaggio al digitale

    Al di là degli aspetti tecnici, è utile capire cosa significa nella pratica il passaggio ai versamenti volontari INPS esclusivamente online per le diverse tipologie di contribuenti. Le principali implicazioni sono:

    • Chi è già digitalizzato: nessun cambiamento sostanziale. Chi usava già l’homebanking o i portali digitali per pagare le bollette o le tasse troverà la procedura molto simile. Il sistema pagoPA è lo stesso usato per molti altri pagamenti alla pubblica amministrazione
    • Chi usava il bollettino MAV cartaceo: deve necessariamente adeguarsi e imparare a usare il portale INPS o delegare il pagamento a un intermediario abilitato (CAF, patronato). Il bollettino MAV per i versamenti volontari non viene più emesso dall’INPS dal 2026
    • Chi non ha SPID o dimestichezza digitale: può rivolgersi al patronato per farsi assistere sia nell’ottenere l’identità digitale, sia nell’effettuare i pagamenti tramite intermediario
    • Chi vive all’estero: può effettuare i pagamenti tramite bonifico internazionale alle coordinate bancarie INPS indicate nell’avviso pagoPA, oppure tramite portali bancari online internazionali che supportano il circuito pagoPA

    Importante per gli anziani o persone con difficoltà digitali: l’INPS ha specificato che i versamenti tramite intermediari abilitati (patronati, CAF) rimangono pienamente validi e accessibili. Rivolgersi al CAF o al patronato di fiducia è quindi la soluzione ideale per chi non riesce a gestire autonomamente le procedure online.

    Vantaggi e svantaggi dei versamenti volontari INPS

    Come ogni strumento previdenziale, i versamenti volontari INPS presentano sia vantaggi che svantaggi che è importante valutare prima di decidere se procedere.

    Vantaggi

    • Flessibilità: non c’è obbligo di versare ogni trimestre. Se un mese hai difficoltà economiche, puoi saltare il trimestre (entro i 12 mesi di recupero) senza penalità formali
    • Deducibilità fiscale piena: i contributi sono interamente deducibili dal reddito, con un risparmio fiscale immediato che riduce il costo netto
    • Effetto certo sulla pensione: a differenza dei fondi pensione integrativi (soggetti a rischi di mercato), i contributi INPS si traducono in un aumento certo del montante previdenziale
    • Strumento per raggiungere i requisiti: se ti mancano pochi anni o pochi mesi alla pensione, i versamenti volontari sono spesso l’unico modo per colmare il gap
    • Possibilità di cumulare con altri strumenti come la ricongiunzione contributiva

    Svantaggi

    • Costo elevato: gli importi trimestrali possono essere significativi (spesso sopra i 1.500-2.000 euro), soprattutto per chi ha avuto redditi elevati in passato
    • Rendimento incerto a lungo termine: se sei ancora giovane e ti mancano molti anni alla pensione, il rendimento implicito del sistema INPS potrebbe essere inferiore ad alternative di investimento
    • Non recuperabile se interrotto prima: i versamenti già effettuati non vengono rimborsati se si decide di interrompere il programma prima di raggiungere la pensione
    • Soggezione alle riforme future: le regole pensionistiche possono cambiare nel tempo, e i contributi versati oggi potrebbero avere un valore diverso da quello atteso
    • Obbligo digitale dal 2026: per chi non ha familiarità con gli strumenti digitali, la nuova procedura esclusivamente online può rappresentare una barriera

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    Domande Frequenti sui Versamenti Volontari INPS

    Dal 2026 i versamenti volontari INPS sono davvero solo online?

    Si, dal 1 gennaio 2026 i versamenti volontari INPS si effettuano esclusivamente tramite canali digitali: portale MyINPS con pagoPA, app INPS Mobile, banca online o intermediari abilitati (CAF, patronati). Il bollettino MAV cartaceo e i pagamenti allo sportello fisico non sono piu accettati.

    Quanti contributi ho bisogno per richiedere l’autorizzazione ai versamenti volontari?

    Per i lavoratori dipendenti servono almeno 5 anni di contributi (260 settimane) oppure almeno 3 anni nel quinquennio precedente la domanda. Per artigiani e commercianti bastano 3 anni nel quinquennio. Per la Gestione Separata sono richiesti 5 anni di contribuzione totale.

    I versamenti volontari INPS sono deducibili dalle tasse?

    Si, i versamenti volontari INPS sono interamente deducibili dal reddito complessivo ai fini IRPEF, senza limite massimo di importo. Questo significa che chi versa contributi volontari riduce la propria base imponibile e paga meno imposte nell’anno del versamento.

    Cosa succede se salto un trimestre di versamenti volontari?

    Se non versi entro la scadenza ordinaria (3 mesi dopo la fine del trimestre), puoi ancora recuperarlo entro 12 mesi con una maggiorazione per interessi. Oltre i 12 mesi, il trimestre e perso definitivamente e non potra essere recuperato.

    Posso fare i versamenti volontari INPS se non ho SPID?

    Si. Puoi delegare il pagamento a un patronato o CAF abilitato che effettua l’operazione per conto tuo. In alternativa, puoi ottenere lo SPID gratuitamente con l’assistenza del nostro CAF Centro Fiscale di Udine. Lo SPID si attiva anche in formato digitale senza bisogno di uscire di casa.


    Hai bisogno di assistenza per i versamenti volontari INPS?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in tutto il percorso: dalla verifica dei requisiti, alla domanda di autorizzazione, fino al pagamento online dei contributi volontari. Puoi anche affidarci l’intera procedura di versamento.

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      Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo 730, IVA, IMU e Contributi INPS

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      Il mese di giugno 2026 è uno dei più impegnativi dell’anno fiscale italiano. Con la prima rata IMU in scadenza il 16 giugno, il saldo IRPEF e il primo acconto entro il 30 giugno, le ritenute su lavoro dipendente e autonomo, i contributi INPS e la prosecuzione dell’invio del Modello 730, i contribuenti devono pianificare con attenzione ogni adempimento per evitare sanzioni e maggiorazioni.

      In questa guida completa, aggiornata alle disposizioni dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, troverai il calendario dettagliato di tutte le scadenze fiscali di giugno 2026, con indicazioni pratiche su importi, codici tributo F24 e modalità di pagamento. Se hai perso le scadenze del mese precedente, puoi consultare anche il nostro articolo sulle scadenze fiscali di maggio 2026.

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      Indice dei contenuti

      1. Calendario completo scadenze giugno 2026
      2. IMU prima rata: acconto 16 giugno 2026
      3. IRPEF, ritenute e addizionali: 16 giugno
      4. IVA mensile maggio: versamento 16 giugno
      5. Contributi INPS giugno 2026
      6. Contributi colf e badanti: 10 giugno
      7. Saldo IRPEF e primo acconto: 30 giugno
      8. Dichiarazione IMU: 30 giugno
      9. Diritto annuale Camera di Commercio
      10. Modello 730: perché conviene inviarlo entro giugno
      11. LIPE primo trimestre: scadenza e sanzioni
      12. Come evitare sanzioni: il ravvedimento operoso
      13. FAQ – Domande frequenti

      Calendario completo scadenze fiscali giugno 2026

      Ecco il calendario dettagliato di tutte le principali scadenze fiscali di giugno 2026, organizzato giorno per giorno secondo lo Scadenzario ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Giugno è un mese particolarmente denso di adempimenti: dal versamento dell’IMU alle imposte sui redditi, dalle ritenute ai contributi previdenziali.

      DataAdempimentoChi deve adempiereCodice Tributo
      10 giugnoContributi colf, badanti e lavoratori domestici (2a rata trimestrale)Datori di lavoro domesticoMAV/PagoPA INPS
      16 giugnoIMU – Prima rata (acconto)Proprietari di immobili (esclusa abitazione principale non di lusso)3912-3916-3918-3925
      16 giugnoIRPEF ritenute lavoro dipendente e assimilati (maggio)Sostituti d’imposta (datori di lavoro)1001
      16 giugnoIRPEF ritenute lavoro autonomo e provvigioni (maggio)Sostituti d’imposta1040
      16 giugnoAddizionali regionali e comunali IRPEF (rata mensile)Sostituti d’imposta3802-3848
      16 giugnoIVA mensile – Liquidazione maggioContribuenti IVA mensili6005
      16 giugnoContributi INPS gestione separata (committenti, maggio)Committenti e collaboratoriCXX
      16 giugnoINPS contributi dipendenti (maggio)Datori di lavoroDM10/UniEmens
      25 giugnoINTRASTAT mensile (operazioni maggio)Operatori intracomunitari mensili–
      30 giugnoSaldo IRPEF 2025 e primo acconto IRPEF 2026Persone fisiche, soci di società di persone4001 (saldo) – 4033 (acconto)
      30 giugnoSaldo IRAP 2025 e primo acconto IRAP 2026Soggetti IRAP (imprese, professionisti)3800 (saldo) – 3812 (acconto)
      30 giugnoSaldo e primo acconto imposta sostitutiva forfettariContribuenti regime forfettario1792 (saldo) – 1790 (acconto)
      30 giugnoContributi INPS artigiani e commercianti (saldo + 1° acconto)Artigiani, commercianti, forfettariDa Redditi PF
      30 giugnoContributi INPS gestione separata (saldo + 1° acconto)Professionisti senza cassaDa Redditi PF
      30 giugnoDichiarazione IMU per variazioni anno 2025Proprietari con variazioni immobiliari–
      30 giugnoDiritto annuale Camera di CommercioImprese iscritte al Registro Imprese3850
      30 giugnoImposta di bollo fatture elettroniche (1° trimestre, se > 5.000 euro)Soggetti IVA con fattura elettronica2521

      Nota importante: quando la scadenza cade di sabato o domenica, il termine viene automaticamente prorogato al primo giorno lavorativo successivo. Nel 2026 il 16 giugno cade di martedì e il 30 giugno di martedì, quindi non ci sono proroghe automatiche.

      IMU prima rata 2026: acconto entro il 16 giugno

      La scadenza più attesa di giugno è senza dubbio l’IMU – Imposta Municipale Unica. Il 16 giugno 2026 scade il termine per il versamento della prima rata (acconto), pari al 50% dell’imposta dovuta per l’intero anno, calcolata sulle aliquote dell’anno precedente.

      Chi deve pagare l’IMU

      L’IMU è dovuta da proprietari, titolari di diritti reali (usufrutto, uso, abitazione, superficie) e locatari finanziari su:

      • Seconde case e immobili diversi dall’abitazione principale
      • Abitazioni principali di lusso (categorie catastali A/1, A/8 e A/9)
      • Terreni agricoli (con eccezioni per zone montane e collinari)
      • Aree fabbricabili
      • Immobili commerciali, capannoni, uffici

      Esenzione abitazione principale: l’abitazione principale non di lusso (categorie da A/2 ad A/7) e le relative pertinenze (una per ciascuna categoria C/2, C/6, C/7) sono esenti dall’IMU. Questo significa che se possiedi solo la casa dove vivi, non devi pagare nulla.

      Come si calcola l’acconto IMU

      L’acconto IMU si calcola con questa formula:

      Rendita catastale + 5% rivalutazione x moltiplicatore catastale x aliquota comunale / 2 = Acconto IMU

      Facciamo un esempio pratico: supponiamo che Mario possieda una seconda casa a Udine con rendita catastale di 500 euro, categoria A/3. Il calcolo sarà:

      • Rendita rivalutata: 500 + 5% = 525 euro
      • Base imponibile: 525 x 160 (moltiplicatore per cat. A) = 84.000 euro
      • IMU annua: 84.000 x 10,6 per mille (aliquota ordinaria) = 890,40 euro
      • Acconto 16 giugno: 890,40 / 2 = 445,20 euro

      Codici tributo F24 per l’IMU

      Codice TributoTipologia immobile
      3912Abitazione principale di lusso e pertinenze (A/1, A/8, A/9)
      3916Aree fabbricabili
      3918Altri fabbricati (seconde case, uffici, negozi)
      3925Immobili categoria D – Quota Stato
      3930Immobili categoria D – Quota Comune (incremento)
      3914Terreni agricoli

      Il versamento si effettua tramite Modello F24, compilando la sezione “IMU e altri tributi locali” con il codice del Comune di ubicazione dell’immobile. È possibile pagare in banca, ufficio postale, oppure online tramite il servizio F24 web dell’Agenzia delle Entrate.

      IRPEF, ritenute e addizionali: scadenza 16 giugno

      Il 16 giugno 2026 è anche la data in cui i sostituti d’imposta (datori di lavoro, aziende, professionisti che pagano collaboratori) devono versare le ritenute operate nel mese di maggio. Si tratta di un adempimento mensile che riguarda milioni di imprese e professionisti.

      Ritenute da versare entro il 16 giugno

      • IRPEF ritenute lavoro dipendente (codice tributo 1001): trattenute sugli stipendi di maggio
      • IRPEF ritenute lavoro autonomo (codice tributo 1040): ritenute d’acconto su compensi a professionisti
      • IRPEF ritenute su provvigioni (codice tributo 1040): per agenti e rappresentanti
      • Addizionali regionali IRPEF (codice tributo 3802): rata mensile dell’addizionale regionale
      • Addizionali comunali IRPEF (codice tributo 3848): rata mensile dell’addizionale comunale in acconto

      Tutti i versamenti si effettuano con Modello F24 telematico. I datori di lavoro con più di 15 dipendenti sono obbligati alla presentazione telematica tramite Entratel o Fisconline.

      IVA mensile maggio: versamento entro il 16 giugno

      I contribuenti IVA con liquidazione mensile devono versare entro il 16 giugno l’IVA risultante dalla liquidazione relativa al mese di maggio 2026. Il codice tributo da utilizzare nel Modello F24 è il 6005 (IVA versamento mensile – maggio).

      Sono obbligati alla liquidazione mensile dell’IVA i soggetti che nell’anno precedente hanno realizzato un volume d’affari superiore a 400.000 euro (per attività di servizi) o 800.000 euro (per altre attività). Chi si trova sotto queste soglie, di norma, liquida l’IVA trimestralmente.

      I contribuenti in regime forfettario sono invece esenti dalla liquidazione IVA: non addebitano IVA in fattura e non devono effettuare alcun versamento periodico.

      Contributi INPS giugno 2026

      Il mese di giugno prevede diverse scadenze per i contributi previdenziali INPS, che variano in base alla tipologia di lavoratore e alla gestione di appartenenza.

      16 giugno: contributi dipendenti e gestione separata (mensili)

      • Contributi INPS dipendenti: i datori di lavoro versano tramite modello DM10/UniEmens i contributi relativi agli stipendi di maggio
      • Contributi gestione separata (committenti): le aziende che si avvalgono di collaboratori coordinati e continuativi versano la quota di contributi gestione separata del mese di maggio

      30 giugno: saldo e primo acconto artigiani, commercianti e gestione separata

      I contribuenti che presentano il Modello Redditi PF devono versare entro il 30 giugno:

      • Saldo contributi INPS 2025 (eccedenza minimo per artigiani/commercianti, saldo gestione separata)
      • Primo acconto contributi 2026 (pari al 40% del totale dovuto per l’anno)

      Questo vale per artigiani, commercianti e professionisti senza cassa iscritti alla gestione separata INPS. Chi opera in regime forfettario può beneficiare della riduzione contributiva del 35%, ma deve aver presentato apposita domanda all’INPS.

      Contributi colf e badanti: scadenza 10 giugno

      I datori di lavoro domestico (famiglie che impiegano colf, badanti, babysitter, assistenti familiari) devono versare entro il 10 giugno 2026 la seconda rata trimestrale dei contributi previdenziali INPS, relativa al periodo aprile-maggio-giugno 2026.

      Il pagamento si effettua tramite bollettino MAV o PagoPA, disponibili nel portale INPS sezione “Lavoratori domestici”. In alternativa, è possibile utilizzare l’app IO o i canali bancari abilitati a PagoPA. Per una guida completa su come gestire il rapporto di lavoro domestico, consulta il nostro approfondimento dedicato.

      Importo indicativo: i contributi per colf e badanti variano in base alla retribuzione oraria effettiva e al numero di ore lavorate. Per una badante convivente con retribuzione di circa 7,50 euro/ora, i contributi trimestrali si aggirano intorno a 300-400 euro.

      Saldo IRPEF e primo acconto: la grande scadenza del 30 giugno

      Il 30 giugno 2026 è una delle date più importanti dell’anno fiscale: entro questo termine scade il versamento del saldo IRPEF 2025 e del primo acconto IRPEF 2026 per tutti i contribuenti che presentano il Modello Redditi PF. Questa scadenza riguarda partite IVA, liberi professionisti, imprenditori individuali e chiunque abbia redditi non soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta.

      Come si calcola il saldo e l’acconto

      • Saldo IRPEF 2025 (codice tributo 4001): differenza tra l’imposta dovuta per il 2025 e quanto già versato con gli acconti durante l’anno
      • Primo acconto IRPEF 2026 (codice tributo 4033): pari al 40% dell’acconto totale dovuto (che è il 100% dell’IRPEF dell’anno precedente se superiore a 51,65 euro)

      Differimento al 30 luglio con maggiorazione 0,40%

      Chi non riesce a rispettare la scadenza del 30 giugno può versare entro il 30 luglio 2026, applicando una maggiorazione dello 0,40% sull’importo dovuto a titolo di interesse. Ad esempio, su un saldo di 1.000 euro, la maggiorazione sarà di soli 4 euro. È un’opzione utile per chi ha bisogno di qualche settimana in più per organizzare la liquidità.

      Esempio pratico: Lucia, freelance con partita IVA forfettaria, ha un saldo imposta sostitutiva 2025 di 2.500 euro e un primo acconto 2026 di 1.200 euro. Se paga entro il 30 giugno, versa 3.700 euro. Se paga entro il 30 luglio, versa 3.700 + 14,80 (0,40%) = 3.714,80 euro.

      Dichiarazione IMU: scadenza 30 giugno

      Oltre al versamento dell’acconto, il 30 giugno 2026 è anche il termine per la presentazione della dichiarazione IMU relativa alle variazioni avvenute nel corso del 2025. La dichiarazione IMU non va confusa con il pagamento: serve a comunicare al Comune le variazioni che incidono sul calcolo dell’imposta.

      Quando è obbligatoria la dichiarazione IMU

      La dichiarazione IMU va presentata quando nel corso dell’anno precedente si sono verificate variazioni non conoscibili dal Comune attraverso le banche dati catastali, ad esempio:

      • Immobili che hanno acquisito o perso il diritto all’esenzione (es. cambio di residenza)
      • Immobili concessi in comodato d’uso gratuito a parenti in linea retta (riduzione 50%)
      • Immobili inagibili o inabitabili
      • Aree diventate fabbricabili
      • Immobili di interesse storico/artistico
      • Variazioni di quote di possesso tra comproprietari

      La dichiarazione si presenta al Comune dove si trova l’immobile, utilizzando il modello ministeriale approvato con decreto del MEF. La presentazione può avvenire in forma cartacea, raccomandata o tramite PEC.

      Diritto annuale Camera di Commercio: 30 giugno

      Le imprese iscritte al Registro delle Imprese devono versare entro il 30 giugno 2026 il diritto annuale alla Camera di Commercio di competenza. Il pagamento si effettua tramite Modello F24 con il codice tributo 3850.

      L’importo varia in base alla forma giuridica e al fatturato dell’impresa:

      • Imprese individuali: importo fisso di circa 53 euro (per la sede) + 11 euro per ogni unità locale
      • Società di persone: importo variabile in base al fatturato, con un minimo di circa 120 euro
      • Società di capitali: calcolato in base al fatturato con aliquote progressive

      Anche per il diritto camerale vale la possibilità di differimento al 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%, in quanto il versamento segue le stesse tempistiche delle imposte sui redditi.

      Modello 730: perché conviene inviarlo entro giugno

      Anche se la scadenza ufficiale del 730 precompilato 2026 è fissata al 30 settembre 2026, conviene inviare la dichiarazione entro la fine di giugno per un motivo molto pratico: il rimborso IRPEF in busta paga.

      L’Agenzia delle Entrate elabora le dichiarazioni in ordine di arrivo. Chi invia il 730 entro giugno riceve il rimborso generalmente nella busta paga di luglio o agosto. Chi invia a settembre potrebbe ricevere il rimborso solo a ottobre o novembre.

      Date chiave per il 730/2026

      • 30 aprile 2026: disponibilità 730 precompilato online
      • 20 maggio 2026: inizio invio 730 precompilato
      • Entro giugno: invio consigliato per rimborso rapido
      • 30 settembre 2026: termine ultimo per l’invio

      Se hai dubbi su detrazioni fiscali e documenti da presentare, il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione e nell’invio del Modello 730, verificando che tutte le spese detraibili siano correttamente inserite.

      LIPE primo trimestre: scadenza e sanzioni

      La Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA (LIPE) relativa al primo trimestre 2026 (gennaio-febbraio-marzo) ha scadenza il 31 maggio. Se non è stata inviata in tempo, giugno è il mese per regolarizzare la posizione con il ravvedimento operoso.

      Sanzioni per ritardo LIPE

      • Sanzione base: da 500 a 2.000 euro per ogni comunicazione omessa o errata
      • Ravvedimento entro 15 giorni: sanzione ridotta a 1/10 = 50 euro
      • Ravvedimento entro 90 giorni: sanzione ridotta a 1/9 = circa 55,56 euro
      • Ravvedimento entro 1 anno: sanzione ridotta a 1/8 = 62,50 euro

      Se la LIPE viene corretta spontaneamente entro 15 giorni dalla scadenza originale, la sanzione è dimezzata a 250 euro (prima dell’applicazione delle riduzioni da ravvedimento). Conviene quindi regolarizzare il prima possibile per minimizzare l’importo.

      Come evitare sanzioni: il ravvedimento operoso

      Se hai dimenticato una scadenza fiscale o non sei riuscito a pagare in tempo, il ravvedimento operoso è lo strumento che ti permette di regolarizzare la tua posizione pagando sanzioni ridotte. È una delle agevolazioni più importanti del sistema fiscale italiano: più tempestivo è il pagamento, minore sarà la sanzione.

      Riduzioni delle sanzioni con ravvedimento

      TempisticaRiduzione sanzioneSanzione effettiva
      Entro 14 giorni (ravvedimento sprint)1/15 al giorno0,1% per ogni giorno di ritardo
      Entro 30 giorni (ravvedimento breve)1/10 del minimo1,5% dell’imposta
      Entro 90 giorni (ravvedimento intermedio)1/9 del minimo1,67% dell’imposta
      Entro 1 anno (ravvedimento lungo)1/8 del minimo3,75% dell’imposta
      Entro 2 anni1/7 del minimo4,29% dell’imposta
      Oltre 2 anni1/6 del minimo5% dell’imposta

      Esempio pratico: hai dimenticato di pagare l’acconto IMU di 500 euro il 16 giugno. Se paghi entro il 16 luglio (30 giorni), la sanzione sarà 500 x 1,5% = 7,50 euro, più gli interessi legali. Un costo minimo rispetto alle sanzioni piene che possono arrivare al 30% dell’importo.

      Per calcolare correttamente il ravvedimento operoso e compilare il Modello F24 con i codici tributo appropriati, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri operatori ti aiuteranno a regolarizzare la posizione nel modo più conveniente possibile.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      FAQ – Domande frequenti sulle scadenze fiscali di giugno 2026

      Quando scade l’IMU prima rata 2026?

      La prima rata IMU 2026 (acconto) scade il 16 giugno 2026. Si versa il 50% dell’imposta annua calcolata sulle aliquote dell’anno precedente, tramite Modello F24.

      Posso pagare le imposte del 30 giugno in ritardo?

      Sì, puoi versare il saldo IRPEF e il primo acconto entro il 30 luglio 2026 applicando una maggiorazione dello 0,40%. Oltre il 30 luglio, si applica il ravvedimento operoso con sanzioni crescenti.

      Chi è esente dall’IMU sulla prima casa?

      L’abitazione principale non di lusso (categorie catastali da A/2 ad A/7) e le relative pertinenze (una per ciascuna categoria C/2, C/6, C/7) sono esenti dall’IMU. Pagano solo le abitazioni di lusso (A/1, A/8, A/9).

      Quando conviene inviare il 730?

      Conviene inviare il 730 precompilato entro la fine di giugno per ricevere il rimborso IRPEF nella busta paga di luglio-agosto. La scadenza ufficiale è il 30 settembre, ma chi aspetta riceve il rimborso più tardi.

      Cosa succede se non pago i contributi della colf entro il 10 giugno?

      In caso di ritardo nel pagamento dei contributi per colf e badanti, si applicano sanzioni civili (interessi di mora) e una sanzione dal 30% al 60% dei contributi non versati. È possibile regolarizzare con ravvedimento operoso entro termini ragionevoli.

      I forfettari devono pagare qualcosa il 30 giugno?

      Sì, i contribuenti in regime forfettario devono versare entro il 30 giugno il saldo dell’imposta sostitutiva 2025 (codice tributo 1792) e il primo acconto 2026 (codice tributo 1790), oltre ai contributi INPS (saldo + primo acconto) alla gestione commercianti o separata.

      Hai bisogno di assistenza per le scadenze fiscali?

      Le scadenze di giugno sono tante e complesse: IMU, IRPEF, IVA, contributi INPS, dichiarazione IMU. Non rischiare sanzioni per una dimenticanza. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a rispettare tutti gli adempimenti, calcolare gli importi corretti e compilare i Modelli F24.

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        Aprile 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-28 14:00:002026-05-31 17:59:57Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo 730, IVA, IMU e Contributi INPS
        CAF

        Scadenze Fiscali Maggio 2026: Calendario Completo 730, IVA e INPS

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        Indice dei contenuti

        1. Calendario completo scadenze maggio 2026
        2. Modello 730/2026: scadenze e novita
        3. Liquidazioni IVA maggio 2026
        4. Contributi INPS maggio 2026
        5. F24 e ravvedimento operoso
        6. Altre scadenze fiscali di maggio
        7. Come organizzarsi per le scadenze fiscali
        8. FAQ – Domande frequenti

        Il mese di maggio 2026 rappresenta un periodo particolarmente intenso per i contribuenti italiani. Tra la presentazione del Modello 730 precompilato, i versamenti IVA, i contributi INPS per artigiani e commercianti e numerosi altri adempimenti, e fondamentale avere un quadro chiaro di tutte le scadenze per evitare sanzioni e maggiorazioni.

        In questa guida completa, aggiornata alle ultime disposizioni dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, troverai il calendario dettagliato di tutte le scadenze fiscali di maggio 2026, con indicazioni pratiche su importi, codici tributo e modalita di pagamento.

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        Calendario completo scadenze maggio 2026

        Ecco il calendario dettagliato di tutte le principali scadenze fiscali del mese di maggio 2026, organizzato giorno per giorno secondo lo Scadenzario ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.

        DataAdempimentoChi deve adempiereCodice Tributo
        15 maggio730 precompilato: inizio modifiche e invioTutti i contribuenti–
        18 maggio*Versamento IVA mensile (aprile 2026)Contribuenti mensili6004
        18 maggio*Versamento IVA 1° trimestre 2026Contribuenti trimestrali6031
        18 maggio*Ritenute IRPEF lavoro dipendenteSostituti d’imposta1001
        18 maggio*Ritenute IRPEF lavoro autonomoSostituti d’imposta1040
        18 maggio*Contributi INPS artigiani/commercianti (1° rata)Artigiani e commerciantiAF/CF
        18 maggio*Contributi INPS Gestione SeparataCommittentiCXX/C10
        20 maggioContributi ENASARCO 1° trimestreAgenti e rappresentanti–
        31 maggioImposta di bollo fatture elettroniche 1° trim.Soggetti IVA2501
        1 giugno**LIPE 1° trimestre 2026Soggetti IVA–

        * Il 16 maggio 2026 cade di sabato, la scadenza slitta al 18 maggio (lunedi).
        ** Il 31 maggio cade di domenica, la scadenza LIPE slitta al 1° giugno.

        Modello 730/2026: scadenze e novita

        Il Modello 730/2026 rappresenta l’adempimento fiscale piu diffuso tra i contribuenti italiani. Ecco tutto quello che devi sapere sulle scadenze e le modalita di presentazione, secondo le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate.

        Calendario 730 precompilato 2026

        • 30 aprile 2026: disponibilita del 730 precompilato per la consultazione
        • 15 maggio 2026: possibilita di modificare e inviare la dichiarazione
        • 20 giugno 2026: termine ultimo per annullare il 730 gia inviato
        • 30 settembre 2026: scadenza finale per la presentazione del 730

        Modalita di presentazione

        Il Modello 730/2026 puo essere presentato attraverso diverse modalita:

        1. Direttamente online: tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (730 precompilato)
        2. Tramite sostituto d’imposta: se il datore di lavoro ha comunicato entro il 15 gennaio di prestare assistenza fiscale
        3. Tramite CAF: come il CAF Centro Fiscale di Udine, che offre assistenza completa
        4. Tramite professionista abilitato: commercialista, consulente del lavoro

        Documenti necessari per il 730/2026

        Per una corretta compilazione del 730, e fondamentale raccogliere:

        • CU 2026 (Certificazione Unica) rilasciata dal datore di lavoro o dall’INPS
        • Spese mediche: scontrini farmacia, fatture medici/specialisti, ticket sanitari
        • Spese per interessi passivi: certificazione banca per mutuo prima casa
        • Spese scolastiche e universitarie: ricevute pagamento rette
        • Spese funebri: fatture fino a 1.550 euro per deceduto
        • Bonus edilizi: documentazione per ristrutturazioni, ecobonus, sismabonus
        • Assicurazioni vita: certificazione premi versati
        • Contributi previdenziali: INPS, colf/badanti, fondi pensione

        Importante: inviare il 730 prima possibile garantisce rimborsi piu rapidi. Chi invia entro maggio/giugno riceve generalmente il rimborso nella busta paga di luglio o nella pensione di agosto.

        Liquidazioni IVA maggio 2026

        Il mese di maggio 2026 prevede importanti scadenze per i versamenti IVA, sia per i contribuenti mensili che per quelli trimestrali. Ecco il dettaglio completo.

        Contribuenti IVA mensili

        I soggetti passivi IVA con liquidazione mensile devono versare l’imposta relativa al mese di aprile 2026 entro il 18 maggio 2026 (la scadenza originaria del 16 slitta per il sabato).

        Codice tributo:6004 (IVA aprile)
        Sezione F24:Erario
        Anno di riferimento:2026

        Contribuenti IVA trimestrali

        I contribuenti con liquidazione trimestrale devono versare l’IVA del 1° trimestre 2026 (gennaio-marzo) entro il 18 maggio 2026, con una maggiorazione dell’1% a titolo di interessi.

        ⚠️ Attenzione alla maggiorazione: I contribuenti trimestrali devono applicare l’1% sull’IVA netta dovuta. Ad esempio, su 5.000 euro di IVA, la maggiorazione e di 50 euro, per un totale di 5.050 euro.
        Codice tributo:6031 (IVA 1° trimestre)
        Maggiorazione 1%:Da indicare nello stesso rigo

        LIPE 1° trimestre 2026

        La Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA (LIPE) del primo trimestre 2026 deve essere trasmessa telematicamente entro il 31 maggio 2026. Poiche questa data cade di domenica, la scadenza slitta al 1° giugno 2026.

        Contributi INPS maggio 2026

        Maggio 2026 segna una scadenza fondamentale per i contributi INPS di artigiani, commercianti e iscritti alla Gestione Separata. Ecco tutti i dettagli aggiornati secondo la Circolare INPS n. 14/2026.

        Artigiani e commercianti: 1° rata 2026

        Entro il 18 maggio 2026 scade il termine per il versamento della prima delle quattro rate dei contributi fissi sul minimale di reddito.

        VoceArtigianiCommercianti
        Reddito minimale 202618.808,00 euro18.808,00 euro
        Aliquota contributiva24%24,48%
        Contributo annuo fisso4.521,36 euro4.611,64 euro
        Rata trimestrale (1/4)1.130,34 euro1.152,91 euro
        Contributo maternita0,62 euro/mese0,62 euro/mese

        Scadenze rate 2026

        • 1° rata: 18 maggio 2026
        • 2° rata: 20 agosto 2026
        • 3° rata: 16 novembre 2026
        • 4° rata: 16 febbraio 2027

        Agevolazioni disponibili

        • Over 65 pensionati: riduzione del 50% dei contributi
        • Regime forfettario: riduzione del 35% su richiesta all’INPS

        Gestione Separata INPS

        I committenti che utilizzano collaboratori iscritti alla Gestione Separata devono versare i contributi entro il 18 maggio 2026. Le aliquote 2026, stabilite dalla Circolare INPS n. 8/2026, sono:

        Pensionato/altra gestione24%
        Titolare P.IVA non pensionato26,07%
        Non P.IVA con DIS-COLL35,03%
        Non P.IVA senza DIS-COLL33,72%

        F24 e ravvedimento operoso

        Se hai saltato una scadenza fiscale, puoi regolarizzare la tua posizione tramite il ravvedimento operoso. Il 2026 porta importanti novita su sanzioni e interessi.

        Tasso di interesse legale 2026

        Dal 1° gennaio 2026, il tasso di interesse legale e sceso all’1,60% annuo (dal precedente 2%), come stabilito dal Decreto MEF 10 dicembre 2025 pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 289 del 13/12/2025.

        Sanzioni ridotte con il D.Lgs. 87/2024

        Il Decreto Sanzioni ha ridotto le penalita per omessi versamenti:

        Tipo di ravvedimentoTermineSanzione ridotta
        SprintEntro 14 giorni0,0833% per giorno
        BreveEntro 30 giorni1,25%
        IntermedioDa 31 a 90 giorni1,39%
        LungoEntro 1 anno3,125%
        UltrannualeEntro 2 anni3,57%
        LunghissimoOltre 2 anni4,17%

        Esempio pratico di calcolo

        Supponiamo di dover regolarizzare un versamento IVA di 1.000 euro con 20 giorni di ritardo:

        • Imposta dovuta: 1.000,00 euro
        • Sanzione ridotta (1,25%): 12,50 euro
        • Interessi (1,60% x 20/365): 0,88 euro
        • Totale da versare: 1.013,38 euro
        ✅ Consiglio: Il ravvedimento operoso deve essere effettuato in un’unica soluzione tramite F24. Il pagamento rateizzato non e ammesso e la violazione resterebbe aperta.

        Altre scadenze fiscali di maggio 2026

        Imposta di bollo fatture elettroniche

        Entro il 31 maggio 2026 scade il termine per il versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche emesse nel primo trimestre 2026.

        • Importo: 2 euro per ogni fattura superiore a 77,47 euro esente IVA
        • Codice tributo F24: 2501
        • Soglia differimento: se l’importo totale e inferiore a 5.000 euro, il pagamento puo essere differito al 30 settembre

        L’elenco delle fatture soggette a bollo e disponibile nell’area “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate entro il 15 aprile.

        Contributi ENASARCO

        Gli agenti e rappresentanti di commercio devono versare i contributi ENASARCO del primo trimestre 2026 entro il 20 maggio 2026.

        Ritenute fiscali

        I sostituti d’imposta devono versare entro il 18 maggio 2026:

        • Ritenute IRPEF lavoro dipendente (cod. 1001)
        • Ritenute IRPEF lavoro autonomo (cod. 1040)
        • Addizionali regionali IRPEF (cod. 3802)
        • Addizionali comunali IRPEF (cod. 3848)

        Come organizzarsi per le scadenze fiscali

        Gestire correttamente le scadenze fiscali richiede organizzazione e pianificazione. Ecco alcuni consigli pratici per non farsi cogliere impreparati.

        Checklist maggio 2026

        • ☐ Verificare disponibilita 730 precompilato (dal 30 aprile)
        • ☐ Raccogliere documenti per la dichiarazione dei redditi
        • ☐ Controllare importi F24 per IVA e ritenute
        • ☐ Verificare contributi INPS nel Cassetto Previdenziale
        • ☐ Controllare elenco bollo fatture elettroniche
        • ☐ Predisporre liquidita per versamenti del 18 maggio
        • ☐ Trasmettere LIPE primo trimestre entro fine mese

        Strumenti utili

        • Cassetto Fiscale: per consultare la propria posizione con l’Agenzia delle Entrate
        • Cassetto Previdenziale INPS: per scaricare i modelli F24 precompilati
        • Fatture e Corrispettivi: per il bollo sulle fatture elettroniche
        • App IO: per ricevere notifiche sulle scadenze

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        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        FAQ – Domande frequenti sulle scadenze maggio 2026

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        Se hai dubbi sulla compilazione del Modello 730, sui versamenti IVA o sui contributi INPS, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per offrirti assistenza personalizzata.

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        Siamo aperti dal lunedi al venerdi, 9:00-13:00 e 15:00-18:00

        Fonti ufficiali citate in questo articolo:

        • Scadenzario Agenzia delle Entrate
        • Guida 730/2026 – Agenzia delle Entrate
        • Circolare INPS n. 14/2026 – Contributi artigiani e commercianti
        • Decreto MEF 10 dicembre 2025 – Tasso interesse legale (G.U. n. 289/2025)
        • D.Lgs. n. 87/2024 – Decreto Sanzioni

        Articolo aggiornato al 15 aprile 2026. Le informazioni contenute sono a scopo informativo e non costituiscono consulenza fiscale professionale. Per casi specifici, rivolgiti a un professionista abilitato o al CAF Centro Fiscale.

        Aprile 15, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-15 08:05:052026-05-31 16:24:49Scadenze Fiscali Maggio 2026: Calendario Completo 730, IVA e INPS

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