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Tag Archivio per: conservazione sostitutiva

Finanza & Servizi, Guide Fatturazione Elettronica

Conservazione Fattura Elettronica 10 Anni 2026: Obblighi, Software e Come Scegliere

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Dal 2024 tutti i titolari di partita IVA — compresi i forfettari — devono emettere fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SDI). Ma l’obbligo non finisce con l’emissione: la legge impone di conservare ogni fattura elettronica per almeno 10 anni. Sapere come adempiere a questo obbligo, e scegliere la soluzione giusta, ti evita sanzioni salate e problemi in caso di controllo fiscale.

In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: la norma di riferimento, le tre opzioni disponibili (servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate, conservazione tramite software di fatturazione, conservazione proprietaria), i costi e — soprattutto — cosa succede se cambi software a metà strada.

Indice dei contenuti

  1. Obbligo di conservazione 10 anni: cosa dice la legge
  2. Le tre opzioni per conservare le fatture elettroniche
  3. Confronto tra le soluzioni
  4. Requisiti tecnici per la conservazione sostitutiva valida
  5. Cosa succede se cambio software di fatturazione?
  6. Cosa controllare nel contratto del software prima di sottoscrivere
  7. Sanzioni per mancata conservazione
  8. Come regolarizzarsi se non hai mai conservato correttamente
  9. FAQ — Domande frequenti sulla conservazione delle fatture elettroniche
  10. Conclusione: scegli subito la tua soluzione

Obbligo di conservazione 10 anni: cosa dice la legge

L’obbligo di conservazione delle scritture contabili e dei documenti fiscali deriva da due fonti:

  • Art. 2220 del Codice Civile: le scritture contabili obbligatorie devono essere conservate per 10 anni dalla data dell’ultimo atto registrato.
  • Art. 8 del DM 17 giugno 2014 (Decreto Semplificazione Fiscale): specifica le regole tecniche per la conservazione sostitutiva dei documenti informatici a rilevanza tributaria, tra cui le fatture elettroniche.

La norma madre della fatturazione elettronica — il D.Lgs. 127/2015 — conferma che le fatture elettroniche trasmesse via SDI devono essere conservate secondo le modalità previste dal DM 2014. In pratica: non basta archiviare il file XML sul computer. La legge richiede un processo di conservazione sostitutiva che garantisca integrità, autenticità e leggibilità del documento nel tempo.

Cosa si intende per conservazione sostitutiva

La conservazione sostitutiva è un processo informatico che attribuisce valore legale permanente ai documenti digitali. Prevede:

  • Firma digitale del documento da parte del Responsabile della Conservazione
  • Marca temporale (timestamp) che certifica la data del processo
  • Pacchetto di archiviazione (SIP/AIP) conforme allo standard UNI SInCRO
  • Conservazione per almeno 10 anni su supporti che ne garantiscano la leggibilità

Attenzione: semplicemente scaricare i file XML dall’area riservata AdE e salvarli in una cartella sul PC non costituisce conservazione sostitutiva valida ai fini di legge.

Le tre opzioni per conservare le fatture elettroniche

Opzione 1 — Servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate (15 anni)

L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un servizio gratuito di conservazione sostitutiva per le fatture elettroniche transitate attraverso lo SDI. Il servizio prevede la conservazione per 15 anni (superiore all’obbligo legale di 10).

Come attivarlo: accedendo all’area riservata sul portale dell’Agenzia delle Entrate (Fatture e Corrispettivi), bisogna aderire esplicitamente all’accordo di servizio. L’adesione non è automatica: se non hai mai accettato i termini, le tue fatture non vengono conservate legalmente dall’AdE.

Vantaggi:

  • Gratuito, senza costi aggiuntivi
  • 15 anni di conservazione (supera il minimo legale)
  • Gestito direttamente dall’ente pubblico

Limiti e attenzioni:

  • Copre solo le fatture transitate via SDI: non include eventuali fatture in formato diverso o documenti analogici
  • L’adesione deve essere rinnovata periodicamente (verificare le condizioni sul portale)
  • Non è possibile accedere con facilità ai file in caso di controllo: bisogna scaricarli dall’area riservata
  • Se hai fatture ante-2019 (periodo in cui l’obbligo non era ancora universale) o fatture su carta, queste non sono incluse

Opzione 2 — Conservazione integrata nel software di fatturazione

La maggior parte dei software di fatturazione elettronica include — o propone come opzione — un modulo di conservazione sostitutiva. In questo caso è il software stesso (o il suo conservatore accreditato AgID) a gestire l’intero processo.

Vantaggi:

  • Automatico: le fatture vengono conservate senza intervento manuale
  • Accesso diretto ai file dall’interfaccia del software
  • Spesso include anche fatture passive (ricevute dai fornitori)
  • Facile ricerca e download in caso di controllo

Quando conviene: se emetti un volume significativo di fatture (anche passive), se hai anche fatture cartacee da conservare, o se vuoi tutto in un unico pannello senza accedere a portali separati.

Costi: varia da software a software. Alcuni includono la conservazione in tutti i piani (es. fatturazioneitalia.it la include senza costi extra, con prezzo bloccato 3 anni), altri la propongono come modulo aggiuntivo a pagamento separato.

Opzione 3 — Conservazione proprietaria (notaio/conservatore aggiuntivo)

Alcune aziende o professionisti con esigenze particolari (es. studi legali, notai, PA) si affidano a un conservatore accreditato AgID indipendente o a un notaio per la conservazione. Questa opzione è generalmente più costosa e adatta a realtà strutturate.

Confronto tra le soluzioni

CriterioServizio AdE gratuitoSoftware fatturazioneConservatore indip.
CostoGratuitoIncluso o modulo extraTariffario separato
Durata conservazione15 anniAlmeno 10 anniAlmeno 10 anni
Fatture passiveSolo se via SDISì (attive + passive)Sì
AttivazioneManuale (accordo AdE)AutomaticaContrattuale
PortabilitàDownload da portale AdEDipende dal softwareContrattuale
Ideale perForfettari, volume bassoProfessionisti e PMIStrutture complesse

Requisiti tecnici per la conservazione sostitutiva valida

Il processo di conservazione sostitutiva, per essere valido ai fini fiscali, deve rispettare le specifiche tecniche del DPCM 3 dicembre 2013 (Regole tecniche in materia di sistema di conservazione) e del Codice del Consumo Digitale (CAD). I requisiti minimi sono:

  1. Firma digitale o firma elettronica qualificata del Responsabile della Conservazione al termine del processo
  2. Marca temporale (timestamp qualificato) per certificare data e ora del pacchetto di archiviazione
  3. Processo di conservazione conforme allo standard UNI SInCRO 11386:2020
  4. Leggibilità garantita nel tempo (obbligo di aggiornamento del formato se il vecchio diventa obsoleto)
  5. Accessibilità in caso di richiesta da parte dell’Amministrazione Finanziaria

I software di fatturazione che offrono conservazione integrata si avvalgono di un conservatore accreditato AgID (Agenzia per l’Italia Digitale), che gestisce questi passaggi tecnici per conto dell’utente. Questo è il caso più comune per professionisti e PMI.

Cosa succede se cambio software di fatturazione?

Questo è il punto critico che molti professionisti sottovalutano. Se hai conservato le fatture tramite il tuo software di fatturazione e decidi di cambiare fornitore, hai un problema: le fatture conservate restano “prigioniere” nel vecchio sistema.

In pratica, prima di migrare devi verificare:

  1. Export delle fatture conservate: il vecchio software ti consente di scaricare i pacchetti di conservazione (file .zip conformi SInCRO)? Alcuni software rendono questa operazione difficile o a pagamento.
  2. Import nel nuovo software: il nuovo sistema accetta i pacchetti del precedente? Non tutti i formati sono compatibili.
  3. Periodo di sovrapposizione: per le fatture degli anni ancora sotto obbligo, potrebbe essere necessario mantenere attivo l’abbonamento al vecchio software anche dopo la migrazione, esclusivamente per garantire l’accesso al pacchetto di conservazione.

Soluzione alternativa — Servizio AdE come rete di sicurezza: se attivi (o hai attivato) il servizio gratuito AdE in parallelo al software, hai sempre una copia “di riserva” delle fatture attive emesse via SDI, indipendentemente dal software usato.

Questa è una delle ragioni per cui molti professionisti scelgono software che garantiscano portabilità dei dati e stabilità del servizio nel tempo — evitando lock-in che rendono difficile il cambio. Un software con prezzo stabile negli anni (es. fatturazioneitalia.it, prezzo bloccato 3 anni) riduce la necessità di migrazioni forzate da aumenti di prezzo.

Cosa controllare nel contratto del software prima di sottoscrivere

  • La conservazione è inclusa nel piano o è un modulo extra a pagamento?
  • Chi è il conservatore accreditato AgID partner del software?
  • Cosa succede se non rinnovi l’abbonamento: le fatture rimangono accessibili?
  • Come puoi esportare i pacchetti di conservazione?
  • Il piano prevede un limite al numero di fatture conservate?
  • Il prezzo del servizio di conservazione può variare nel tempo?

Sanzioni per mancata conservazione

La mancata o irregolare conservazione delle scritture contabili e dei documenti fiscali può comportare:

  • Sanzione da 1.000 a 8.000 euro (art. 9 D.Lgs. 471/1997) per irregolare tenuta delle scritture contabili
  • Impossibilità di fornire prova in caso di accertamento: se non riesci a produrre le fatture richieste dall’Agenzia delle Entrate, la verifica si complica notevolmente
  • Presunzione di evasione su operazioni non documentate

La conservazione regolare è dunque una delle poche spese che si ripagano da sole in termini di protezione legale.

Come regolarizzarsi se non hai mai conservato correttamente

Se hai emesso fatture elettroniche dal 2019 (inizio obbligo per le partite IVA ordinarie) o dal 2024 (forfettari) senza aver attivato un sistema di conservazione sostitutiva:

  1. Verifica subito se hai aderito al servizio AdE: accedi all’area “Fatture e Corrispettivi” e controlla se l’accordo di servizio è attivo. Se sì, le fatture transitarie dallo SDI sono già conservate.
  2. Attiva immediatamente il servizio AdE o un software con conservazione inclusa per le fatture future.
  3. Per le fatture passate non conservate: consigliamo di rivolgerti a un commercialista o al tuo CAF per valutare la posizione e le possibili azioni correttive.

FAQ — Domande frequenti sulla conservazione delle fatture elettroniche

Devo conservare anche le fatture che ricevo (passive)?

Sì. L’obbligo riguarda sia le fatture emesse (attive) sia quelle ricevute (passive). Il servizio gratuito AdE conserva solo quelle transitate via SDI in cui sei il destinatario; un software di fatturazione ti permette di gestire entrambe le tipologie.

I forfettari sono obbligati alla conservazione sostitutiva?

Sì. Dal 2024, con l’obbligo di fatturazione elettronica universale esteso ai forfettari, l’obbligo di conservazione sostitutiva si applica anche a loro. Il servizio gratuito AdE è la soluzione più comoda per chi ha un volume basso di fatture.

Posso conservare le fatture su un hard disk esterno?

No, non è sufficiente. Salvare i file XML sul PC o su un hard disk non costituisce conservazione sostitutiva valida. Serve un processo certificato con firma digitale e marca temporale.

Se cambio commercialista, chi deve conservare le fatture?

L’obbligo di conservazione è sempre in capo al titolare della partita IVA (il contribuente). Il commercialista può gestire il processo per conto del cliente, ma la responsabilità legale rimane del contribuente.

Il servizio gratuito AdE copre anche i self-employed con Regime Forfettario?

Sì, se hanno aderito all’accordo di servizio. L’aver usato lo SDI per l’emissione non implica automaticamente che le fatture siano conservate: l’adesione all’accordo è un passaggio separato e volontario.

Conclusione: scegli subito la tua soluzione

L’obbligo di conservare le fatture elettroniche per 10 anni non è una formalità: è un requisito legale con sanzioni concrete. Le tue opzioni sono chiare:

  • Servizio gratuito AdE: ideale per forfettari con pochi documenti, ma richiede attivazione manuale e ha limitazioni sulla portabilità.
  • Software di fatturazione con conservazione inclusa: la scelta più comoda per chi vuole tutto automatizzato. Verifica che sia inclusa nel piano base e che il contratto preveda portabilità dei dati.
  • Conservatore indipendente: per strutture complesse con esigenze specifiche.

Per qualsiasi dubbio sulla tua situazione specifica — specialmente se non hai mai conservato correttamente le fatture degli anni passati — rivolgiti al CAF Centro Fiscale per una consulenza personalizzata: prenota un appuntamento.

Vuoi un software di fatturazione con conservazione inclusa e prezzo stabile nel tempo? fatturazioneitalia.it include la conservazione sostitutiva in tutti i piani, senza costi aggiuntivi, con prezzo bloccato 3 anni. Scopri di più.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Settembre 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-03 10:00:002026-08-17 11:02:49Conservazione Fattura Elettronica 10 Anni 2026: Obblighi, Software e Come Scegliere
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DocEasy Fattura Elettronica Recensione 2026: Prezzi, Pro e Contro

fatturazione elettronica CAF Udine

Stai cercando un software di fatturazione elettronica robusto, pensato per aziende strutturate e studi professionali con esigenze multi-postazione? DocEasy e una delle soluzioni italiane piu longeve sul mercato, con un’offerta che spazia dal piano base per liberi professionisti fino al pacchetto Enterprise con utenze multiple e API per integrazioni gestionali. In questa recensione completa DocEasy 2026 analizziamo prezzi, funzioni, pro e contro, e lo confrontiamo con i principali competitor come Facile Fattura, Fatture in Cloud e Aruba.

Se gestisci una partita IVA in regime forfettario, una SRL con piu utenti, o uno studio professionale con commercialisti e collaboratori, troverai qui tutte le informazioni per capire se DocEasy e la scelta giusta per il tuo business o se conviene valutare alternative.

Indice dei contenuti

  1. Cos’e DocEasy: il software di fatturazione elettronica italiano
  2. A chi si rivolge DocEasy: target e profilo utente
  3. Come funziona DocEasy: piattaforma cloud e app mobile
  4. Piani e prezzi DocEasy 2026
  5. Funzioni principali di DocEasy
  6. I pro di DocEasy
  7. I contro di DocEasy
  8. Confronto DocEasy vs Facile Fattura, Fatture in Cloud e Aruba
  9. Recensioni utenti DocEasy
  10. A chi e adatto DocEasy
  11. Come attivare DocEasy passo passo
  12. Alternative consigliate a DocEasy
  13. FAQ – Domande frequenti

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Cos’e DocEasy: il software di fatturazione elettronica italiano

DocEasy e una piattaforma italiana di fatturazione elettronica sviluppata per garantire la piena conformita normativa con i requisiti dell’Agenzia delle Entrate e del Sistema di Interscambio (SdI). Nasce come risposta all’obbligo di fatturazione elettronica esteso a tutte le partite IVA dal 1 gennaio 2024, e si e evoluta nel tempo aggiungendo funzioni di gestione clienti, conservazione sostitutiva e integrazioni con i principali gestionali aziendali.

A differenza di soluzioni piu “consumer” come Fatture in Cloud o Aruba, DocEasy ha un’impostazione piu professionale e orientata alle aziende strutturate: la sua forza e la multi-postazione nativa, la conservazione decennale inclusa e le API per integrarsi con software gestionali, ERP e CRM. Si rivolge soprattutto a chi cerca affidabilita e completezza, accettando in cambio un’interfaccia meno “instagrammabile” rispetto ai competitor piu moderni.

A chi si rivolge DocEasy: target e profilo utente

DocEasy non e un software pensato per il professionista occasionale che emette poche fatture all’anno. Il suo target tipico include:

  • Aziende strutturate con piu utenti operativi (amministrazione, commerciale, contabilita)
  • Studi professionali (commercialisti, consulenti del lavoro, studi legali) che gestiscono molte fatture per conto dei clienti
  • SRL e SPA con esigenze di integrazione gestionale tramite API
  • PMI manifatturiere e commerciali con flussi documentali complessi (DDT, fatture pro forma, riepiloghi IVA)
  • Liberi professionisti evoluti che vogliono uno strumento “che cresca con l’attivita”

Se sei un forfettario alle prime armi e ti basta emettere 2-3 fatture al mese, probabilmente DocEasy e sovradimensionato rispetto alle tue esigenze: in quel caso e meglio orientarsi su soluzioni piu semplici e con piano gratuito (vedi sezione alternative).

Come funziona DocEasy: piattaforma cloud e app mobile

DocEasy si basa su un’architettura 100% cloud: non serve installare software sul computer ne preoccuparsi di backup. L’accesso avviene da browser, con credenziali utente personalizzate, oppure tramite app mobile (iOS e Android) per emettere fatture e consultare lo storico anche fuori ufficio.

Il flusso operativo tipico e questo:

  1. Login con username e password (con possibilita di autenticazione a due fattori per i piani superiori)
  2. Selezione del cliente dall’anagrafica (importabile da CSV o Excel)
  3. Compilazione fattura con righe articolo, IVA, ritenute, eventuali bolli
  4. Anteprima e firma digitale automatica
  5. Invio al SdI con tracciamento dello stato (consegnata, accettata, scartata)
  6. Conservazione sostitutiva automatica per 10 anni

L’app mobile permette di emettere fatture rapide direttamente dal cellulare, scattare foto di scontrini per il primo nota e ricevere notifiche sullo stato delle fatture inviate. E’ una funzione utile soprattutto per chi e spesso in trasferta o lavora in cantiere.

Piani e prezzi DocEasy 2026

DocEasy ha una struttura di prezzi a quattro livelli, pensata per accompagnare la crescita dell’attivita. Tutti i piani includono 30 giorni di trial gratuito senza carta di credito.

Trial gratuito 30 giorni

Per testare la piattaforma DocEasy mette a disposizione un periodo di prova di 30 giorni con accesso a tutte le funzioni del piano Pro. Non e richiesta carta di credito e il rinnovo non e automatico: alla scadenza, se non si attiva un piano a pagamento, l’account viene sospeso ma i dati restano disponibili per il recupero.

Piano Base – circa 6 euro/mese

Il piano Base ha un costo indicativo di circa 6 euro al mese (fatturazione annuale) e include:

  • Numero di fatture limitato (in genere 50-100 fatture/anno)
  • Emissione e ricezione e-fatture
  • Conservazione sostitutiva inclusa
  • 1 utente operativo
  • Supporto via email

E’ adatto a forfettari con poche fatture, professionisti agli inizi o microattivita.

Piano Pro – circa 15 euro/mese

Il piano Pro e il piu venduto: costa circa 15 euro al mese e include:

  • Fatture illimitate in emissione e ricezione
  • Gestione completa di clienti, fornitori, articoli
  • Preventivi, proforma, DDT
  • Riepiloghi IVA per liquidazioni periodiche
  • Conservazione decennale inclusa
  • App mobile completa
  • 1-2 utenti
  • Supporto via email e chat

Piano Business – circa 30 euro/mese

Il piano Business, intorno ai 30 euro al mese, e pensato per aziende con piu collaboratori:

  • Tutto il piano Pro
  • Multi-utente (in genere fino a 5 utenti, con permessi differenziati)
  • Multi-postazione e multi-azienda
  • Gestione magazzino base
  • Esportazione dati per commercialista
  • Supporto telefonico

Piano Enterprise – prezzi su richiesta

Il piano Enterprise ha prezzi personalizzati e si rivolge ad aziende con esigenze specifiche: utenti illimitati, integrazione tramite API con gestionali ERP/CRM, customizzazioni dedicate, account manager dedicato, SLA garantito.

Nota: i prezzi indicati sono indicativi e possono variare. Verifica sempre le tariffe aggiornate sul sito ufficiale DocEasy prima di sottoscrivere un piano.

Funzioni principali di DocEasy

Vediamo nel dettaglio le funzionalita che caratterizzano il software.

Emissione e ricezione e-fatture

DocEasy permette di emettere fatture elettroniche in formato XML conforme alle specifiche dell’Agenzia delle Entrate, con invio automatico al SdI. Ogni fattura e tracciata con ricevute di consegna, accettazione o scarto. La ricezione avviene tramite codice destinatario o PEC, con archiviazione automatica delle fatture passive.

Conservazione sostitutiva 10 anni

La conservazione sostitutiva e inclusa in tutti i piani senza costi aggiuntivi. Le fatture vengono conservate per 10 anni a norma di legge (DPCM 3 dicembre 2013 e DM 17 giugno 2014), garantendo l’opponibilita fiscale e civile dei documenti. E’ un vantaggio importante perche su molti competitor la conservazione e un add-on a pagamento.

Gestione clienti e fornitori

L’anagrafica clienti e fornitori permette di salvare partite IVA, codici destinatari, condizioni di pagamento, sconti applicati. I dati possono essere importati da file CSV/Excel o sincronizzati con gestionali esterni via API.

Preventivi e proforma

Si possono creare preventivi, fatture pro forma, e convertirli in fattura definitiva con un click. Utile per chi lavora con commesse o vendite ricorrenti.

Riepiloghi IVA e liquidazioni

DocEasy genera riepiloghi IVA mensili e trimestrali con calcolo automatico del debito/credito IVA, utili per le liquidazioni periodiche. I dati sono esportabili in formato compatibile con il commercialista.

Multi-postazione e multi-utente

Una delle differenze chiave rispetto ai competitor: DocEasy gestisce nativamente piu utenti contemporaneamente sulla stessa azienda, con permessi granulari (chi puo emettere fatture, chi puo solo consultare, chi puo accedere all’anagrafica clienti).

API per integrazioni

Le API REST di DocEasy permettono di integrare il software con gestionali ERP, e-commerce, CRM o software custom. E’ una funzione fondamentale per aziende che vogliono automatizzare il flusso documentale e che giustifica il piano Enterprise.

I pro di DocEasy

  • Affidabilita comprovata: software italiano con anni di operativita, infrastruttura solida, uptime elevato
  • Conservazione sostitutiva 10 anni inclusa in tutti i piani, senza costi aggiuntivi
  • Supporto multi-utente nativo: ideale per aziende e studi professionali
  • API per integrazioni con gestionali ERP, CRM, e-commerce
  • App mobile per emettere fatture in mobilita
  • Gestione completa di tutto il ciclo passivo e attivo (fatture, DDT, preventivi, proforma)
  • Conformita normativa garantita con aggiornamenti automatici alle modifiche di legge

I contro di DocEasy

  • Interfaccia meno moderna: il design e funzionale ma poco “instagrammabile” rispetto a Fatture in Cloud o Aruba
  • Curva di apprendimento piu ripida: per chi e alle prime armi puo risultare denso di opzioni e meno intuitivo
  • Nessun piano gratuito permanente: oltre il trial di 30 giorni e necessario passare a un piano a pagamento
  • Prezzo non competitivo per i piccoli forfettari: per chi emette poche fatture esistono soluzioni piu economiche
  • Documentazione tecnica talvolta poco aggiornata, soprattutto sulle API

Confronto DocEasy vs Facile Fattura, Fatture in Cloud e Aruba

Per scegliere il software giusto e utile confrontare DocEasy con i principali competitor.

DocEasy vs Facile Fattura

Facile Fattura ha un piano gratuito permanente (con limite fatture) ed e piu indicato per forfettari e microattivita. DocEasy non ha piano free e parte da circa 6 euro/mese, ma offre multi-utente nativo e API che Facile Fattura non ha. Verdetto: Facile Fattura vince per i piccoli, DocEasy per le aziende strutturate.

DocEasy vs Fatture in Cloud

Fatture in Cloud (gruppo TeamSystem) ha un’interfaccia piu moderna e intuitiva, integrazione nativa con strumenti del gruppo (gestione magazzino, contabilita) e una community piu ampia. DocEasy compete su conservazione inclusa e flessibilita multi-azienda. Fatture in Cloud e spesso preferito per chi parte da zero, DocEasy per chi ha gia struttura aziendale.

DocEasy vs Aruba Fatturazione Elettronica

Aruba ha il vantaggio del brand e di prezzi molto competitivi (a partire da 1 euro/mese in promozione), ma il software e piu basico e meno orientato alle aziende multi-utente. DocEasy costa di piu ma offre funzioni avanzate che Aruba non ha (gestione magazzino, multi-postazione, API enterprise).

SoftwarePrezzo basePiano gratuitoMulti-utenteConservazioneAPI
DocEasy~6 euro/meseNo (trial 30gg)Si (nativo)Inclusa 10 anniSi (Enterprise)
Facile Fattura5 euro/meseSi (Free)LimitatoInclusaNo
Fatture in Cloud4-8 euro/meseNo (trial)Si (a pagamento)A pagamentoSi
Aruba1-5 euro/meseNoNoInclusaLimitata

Recensioni utenti DocEasy

Le recensioni di DocEasy raccolte sui principali portali di review (Trustpilot, Capterra, G2) raccontano un quadro coerente:

  • Punti di forza riconosciuti: stabilita, conservazione inclusa, supporto tecnico competente, multi-utente
  • Critiche ricorrenti: interfaccia datata, poca formazione iniziale, app mobile a tratti meno fluida del gestionale web
  • Voto medio: si attesta intorno a 4,0/5, con valutazioni piu alte da parte di aziende strutturate e piu basse da parte di freelance singoli

Le aziende piu soddisfatte sono quelle che hanno valorizzato la multi-postazione e l’integrazione via API con gestionali interni. I clienti meno soddisfatti sono spesso piccoli professionisti che avrebbero potuto scegliere soluzioni piu leggere.

A chi e adatto DocEasy

DocEasy e la scelta giusta se:

  • Hai una SRL o un’azienda con piu collaboratori che devono accedere alle stesse fatture
  • Gestisci uno studio professionale e fatturi per piu clienti/aziende
  • Ti serve la conservazione decennale inclusa senza pagare extra
  • Vuoi integrare la fatturazione con un gestionale ERP, CRM o e-commerce via API
  • Cerchi un software italiano solido e affidabile piu che esteticamente curato

Non e la scelta giusta se:

  • Sei un forfettario con poche fatture e vuoi spendere il minimo
  • Cerchi un’interfaccia moderna e immediata
  • Vuoi un piano completamente gratuito in modo permanente

Come attivare DocEasy passo passo

  1. Vai sul sito ufficiale DocEasy e clicca su “Prova gratis”
  2. Registra un account con email aziendale e dati della partita IVA
  3. Configura l’azienda: ragione sociale, indirizzo, regime fiscale, codice destinatario o PEC
  4. Importa l’anagrafica clienti (opzionale) tramite file CSV/Excel
  5. Emetti la prima fattura di prova per testare il flusso al SdI
  6. Attiva la conservazione sostitutiva dal pannello (e gratuita e in pochi click)
  7. Alla fine del trial di 30 giorni, scegli il piano piu adatto e inserisci i dati di pagamento

Tutta la procedura richiede in genere 15-30 minuti. Il supporto DocEasy mette a disposizione tutorial video e guide in PDF.

Alternative consigliate a DocEasy

Se DocEasy non ti convince o non rispecchia le tue esigenze, ecco alcune alternative valide:

  • Facile Fattura: ideale per forfettari, ha piano gratuito permanente
  • Fatture in Cloud: interfaccia moderna, ecosistema TeamSystem, ottimo per startup
  • Aruba Fatturazione Elettronica: economica, brand affidabile, perfetta per chi cerca il prezzo piu basso
  • Fattura24: equilibrata, buon rapporto qualita/prezzo
  • Libero SiFattura: economica, semplice, indicata per piccoli professionisti

Vuoi un consiglio personalizzato per la tua attivita? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a scegliere il software di fatturazione elettronica piu adatto al tuo regime fiscale, alle tue esigenze operative e al tuo budget. Offriamo anche servizi di assistenza alla compilazione e gestione contabile per partite IVA, professionisti e aziende.

Contattaci per una consulenza gratuita o vieni a trovarci nei nostri uffici di Udine.

FAQ – Domande frequenti su DocEasy

DocEasy e adatto ai forfettari?

Si, ma e sovradimensionato per chi emette poche fatture all’anno. Per i forfettari con bassi volumi conviene valutare alternative con piano gratuito come Facile Fattura o Aruba.

La conservazione sostitutiva 10 anni e davvero inclusa?

Si, su tutti i piani DocEasy la conservazione sostitutiva decennale e inclusa nel prezzo, senza add-on. E’ uno dei vantaggi competitivi piu apprezzati.

DocEasy ha un piano gratuito permanente?

No. C’e solo un trial gratuito di 30 giorni, poi e obbligatorio passare a un piano a pagamento.

Posso usare DocEasy con piu utenti?

Si, dal piano Business in su (intorno ai 30 euro/mese) e’ disponibile la gestione multi-utente nativa con permessi differenziati. Anche il piano Pro consente fino a 2 utenti.

DocEasy si integra con il mio gestionale?

Si, tramite le API REST disponibili nel piano Enterprise. E’ possibile integrarlo con ERP, CRM, e-commerce e software custom. Per integrazioni semplici alcune funzionalita sono disponibili anche dai piani Pro/Business.

Come funziona il trial di 30 giorni?

Il trial e completamente gratuito e non richiede carta di credito. Allo scadere, se non si attiva un piano, l’account viene sospeso ma i dati restano disponibili per 30 giorni aggiuntivi prima dell’eventuale cancellazione.

Posso passare da Aruba o Fatture in Cloud a DocEasy?

Si, e possibile importare l’anagrafica clienti e lo storico fatture tramite file CSV/Excel. Il supporto DocEasy assiste nella migrazione, soprattutto per i piani Business ed Enterprise.

Il CAF Centro Fiscale puo aiutarmi nella scelta?

Certo. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza nella scelta del software di fatturazione piu adatto e supporto operativo nella gestione contabile. Contattaci per una valutazione gratuita.

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Agosto 12, 2026/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-12 08:00:002026-05-24 09:36:31DocEasy Fattura Elettronica Recensione 2026: Prezzi, Pro e Contro
Altri Software (TeamSystem, Danea, Verticali)

Facile Fattura Elettronica Recensione 2026: Prezzi, Funzioni e Alternative

fatturazione elettronica CAF Udine

Facile Fattura è uno dei software italiani più chiacchierati del 2026 nel mondo della fatturazione elettronica per piccole partite IVA e regimi forfettari. Promette emissione fatture in pochi minuti, conservazione sostitutiva e un’interfaccia adatta anche a chi non è pratico di gestionali. Ma conviene davvero? Quanto costa nel 2026? Quali sono i suoi limiti rispetto ad Aruba, Fatture in Cloud o al servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate?

In questa recensione completa di Facile Fattura 2026 analizziamo prezzi aggiornati, funzioni incluse, pro e contro, recensioni reali degli utenti e tutte le alternative valide. Alla fine troverai anche una guida pratica per attivarlo in 5 minuti e un confronto con la soluzione del CAF Centro Fiscale, pensata per chi vuole il software e la consulenza umana di un commercialista esperto.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è Facile Fattura: il software italiano per piccole P.IVA
  2. Facile Fattura prezzi e piani 2026: quanto costa
  3. Funzioni incluse in Facile Fattura
  4. Pro e contro di Facile Fattura: l’analisi onesta
  5. Facile Fattura vs concorrenti: chi vince nel 2026
  6. Recensioni reali utenti Facile Fattura
  7. A chi è adatto Facile Fattura (e a chi no)
  8. Come attivare Facile Fattura: guida in 4 step
  9. Alternative a Facile Fattura nel 2026
  10. Verdetto finale: Facile Fattura conviene nel 2026?
  11. Domande frequenti su Facile Fattura
  12. Conclusione: la scelta giusta per la tua P.IVA

Cos’è Facile Fattura: il software italiano per piccole P.IVA

Facile Fattura è una piattaforma cloud italiana di fatturazione elettronica sviluppata per semplificare l’invio e la ricezione delle e-fatture tramite il Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate. Il software nasce con un obiettivo preciso: rendere accessibile la fatturazione anche a chi non ha competenze tecniche o contabili.

Si rivolge in particolare a:

  • Partite IVA in regime forfettario (obbligo dal 2024 per tutti)
  • Freelance e professionisti con bassi volumi di fatturazione
  • Artigiani e piccoli imprenditori che vogliono autonomia gestionale
  • Neo-aperture P.IVA alla ricerca di un primo gestionale economico

La piattaforma è disponibile in versione web (accessibile da qualsiasi browser) e app mobile (Android e iOS), permettendo di emettere fatture anche in mobilità – una funzione utile per artigiani in trasferta o consulenti fuori sede.

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Facile Fattura prezzi e piani 2026: quanto costa

Uno dei punti di forza di Facile Fattura è la struttura tariffaria a scaglioni, con un piano gratuito e tre piani a pagamento. Ecco la situazione aggiornata al 2026:

PianoPrezzo (IVA esclusa)Fatture/meseConservazione sostitutivaAdatto a
Free0 euro10NoTest e P.IVA con pochissime fatture
Base~5 euro/mese50Opzionale (a pagamento)Forfettari con bassi volumi
Plus~15 euro/meseIllimitateInclusaFreelance attivi
Premium~25 euro/meseIllimitateInclusa + extraPiccole imprese strutturate

Attenzione: i prezzi possono variare in base a promozioni stagionali e fatturazione annuale (sconti del 15-20% pagando 12 mesi anticipati). I costi indicati sono al netto dell’IVA al 22%.

Cosa cambia tra i piani Facile Fattura

  • Free: solo emissione, senza conservazione e senza supporto prioritario
  • Base: aggiunge ricezione, gestione clienti basilare, preventivi
  • Plus: include conservazione sostitutiva 10 anni (obbligo di legge), reportistica avanzata
  • Premium: aggiunge multi-utente, gestione magazzino base, integrazione contabile

Funzioni incluse in Facile Fattura

Vediamo nel dettaglio cosa fa Facile Fattura e quali strumenti mette a disposizione del professionista.

Emissione e ricezione e-fatture tramite SdI

Funzione core del servizio: il software permette di creare fatture elettroniche in formato XML, firmarle digitalmente (se richiesto) e inviarle al Sistema di Interscambio. L’invio al cliente avviene automaticamente con notifica di consegna o scarto. La ricezione richiede di comunicare il codice destinatario di Facile Fattura (in genere fornito al momento dell’attivazione) all’Agenzia delle Entrate.

Conservazione sostitutiva 10 anni

La conservazione sostitutiva digitale è un obbligo di legge per le fatture elettroniche e va effettuata entro 3 mesi dalla scadenza della dichiarazione dei redditi. Facile Fattura la include nei piani Plus e Premium. Nel piano Base si paga a parte (in media 10-20 euro/anno).

Gestione clienti, preventivi e scadenze

  • Anagrafica clienti: rubrica con dati fiscali, codice destinatario, IBAN
  • Preventivi: creazione, invio via email, conversione in fattura con un clic
  • Scadenzario: alert su fatture insolute e promemoria pagamento automatici
  • Reportistica: grafici fatturato mensile, IVA, top clienti

Pro e contro di Facile Fattura: l’analisi onesta

Dopo aver testato il software e analizzato decine di recensioni utenti, ecco un bilancio bilanciato.

I pro: perché piace a tanti forfettari

  • Interfaccia semplice e intuitiva: anche chi non ha mai usato un gestionale ci impiega meno di un’ora per la prima fattura
  • Setup rapido: registrazione, inserimento dati P.IVA e prima fattura in 5 minuti
  • Supporto clienti in italiano (chat, email, ticket) – punto a favore rispetto a soluzioni internazionali
  • Prezzo aggressivo sul piano Base, competitivo per piccole P.IVA
  • App mobile funzionale: emissione fatture e consultazione anche da smartphone
  • Aggiornamenti normativi automatici (obblighi 2026, nuovi tracciati XML)

I contro: dove Facile Fattura mostra i limiti

  • Funzioni avanzate solo nei piani superiori: la conservazione sostitutiva sul Base è a pagamento extra
  • Pochi tool integrati per regime ordinario: gestione magazzino, contabilità completa e DDT sono limitati
  • Nessuna integrazione con commercialista di default (il professionista non vede i dati senza export manuale)
  • Personalizzazione fatture limitata: template grafici poco modificabili
  • Costi extra nascosti: alcune funzioni (firma digitale, fatture estere) si pagano a parte

Facile Fattura vs concorrenti: chi vince nel 2026

Ecco un confronto diretto tra Facile Fattura e i principali competitor del mercato italiano della fatturazione elettronica.

SoftwarePrezzo basePiano FreeConservazioneApp mobilePunto di forza
Facile Fattura~5 euro/meseSi (10 fatt.)Plus/PremiumSiSemplicita d’uso
Aruba Fattura Elettronica~1 euro/mese (1 anno)NoInclusaSiPrezzo + integrazione PEC
Fatture in Cloud~8 euro/meseNoInclusaSiFunzioni avanzate, ecosistema TeamSystem
Servizio AdE0 euroSiNoNoGratuito ufficiale

Facile Fattura vs Aruba Fattura Elettronica

Aruba offre un primo anno promozionale a circa 1 euro/mese, poi rinnovo a 25 euro/anno. Include conservazione e integrazione con la PEC Aruba. Più completo di Facile Fattura sul piano Base, ma con interfaccia meno immediata. Vince Aruba se cerchi rapporto qualità/prezzo e hai già la PEC con loro.

Facile Fattura vs Fatture in Cloud

Fatture in Cloud (gruppo TeamSystem) è la soluzione più completa del mercato: gestione magazzino, prima nota, integrazione con commercialista, contabilità ordinaria. Costa di più (8-30 euro/mese) ma copre anche il regime ordinario. Vince Fatture in Cloud se cresci o hai già un commercialista TeamSystem.

Facile Fattura vs servizio gratuito Agenzia Entrate

Il portale Fatture e Corrispettivi dell’AdE è gratuito e ufficiale, ma estremamente minimale: niente preventivi, scadenzario, app mobile, reportistica. Vince l’AdE solo se emetti 1-2 fatture l’anno e hai dimestichezza con i portali pubblici. Per tutti gli altri, un software dedicato vale i 5-15 euro mensili.

Recensioni reali utenti Facile Fattura

Abbiamo analizzato le recensioni di Facile Fattura su Trustpilot, Google Reviews e i principali forum di partite IVA. Il quadro che emerge è coerente.

Cosa dicono gli utenti soddisfatti

  • “Finalmente un software che capisco senza dover chiamare il commercialista” (forfettario, Milano)
  • “Invio fatture in pochi secondi, perfetto per la mia attività di idraulico” (artigiano, Roma)
  • “Supporto clienti veloce e in italiano, risposte chiare” (freelance, Torino)
  • “Interfaccia mobile davvero comoda quando sono in cantiere” (geometra, Bologna)

Le critiche ricorrenti

  • “Il piano Base sembra economico ma per la conservazione devi pagare extra” (consulente, Napoli)
  • “Mancano integrazioni con il mio commercialista che usa altro gestionale” (avvocato, Firenze)
  • “Le fatture estere (UE/extra-UE) gestite male, ho dovuto cambiare” (e-commerce, Padova)
  • “Aggiornamento prezzi nel 2025 senza preavviso, mi ha infastidito” (freelance, Genova)

Il punteggio medio Trustpilot oscilla tra 3,8 e 4,2 stelle su 5 – in linea con i diretti concorrenti. Il sentiment generale è positivo per i forfettari, più tiepido per chi ha esigenze di gestionale completo.

A chi è adatto Facile Fattura (e a chi no)

Adatto a:

  • Forfettari con 10-100 fatture/anno
  • Freelance e consulenti con clientela limitata
  • Piccoli imprenditori e artigiani che vogliono autonomia gestionale
  • Neo-aperture P.IVA in cerca di un primo software a basso costo
  • Chi privilegia semplicità d’uso rispetto a funzionalità avanzate

Non adatto a:

  • Regimi ordinari complessi con contabilità integrata, magazzino, dipendenti
  • E-commerce con grandi volumi di fatture giornaliere e operazioni intra-UE
  • Aziende strutturate con esigenze di multi-utente avanzato e gestionale ERP
  • Chi ha già un commercialista con piattaforma proprietaria (TeamSystem, Zucchetti, Sistemi)
  • Operatori in regime IVA agricolo o forfettario speciale con esigenze normative particolari

Come attivare Facile Fattura: guida in 4 step

Attivare Facile Fattura richiede pochi minuti se hai sotto mano i dati della tua P.IVA.

  1. Registrazione online: vai sul sito ufficiale, crea un account con email e password (o accesso SPID nei piani superiori)
  2. Inserimento dati P.IVA: partita IVA, codice fiscale, regime fiscale (forfettario/ordinario), aliquota IVA, dati anagrafici
  3. Setup codice destinatario: ti viene assegnato un codice destinatario univoco (7 caratteri) da comunicare ai tuoi fornitori per ricevere le e-fatture
  4. Prima fattura emessa: nuovo cliente, descrizione servizio/prodotto, importo, IVA, invio a SdI – tutto in circa 5 minuti

Prova gratuita

Facile Fattura offre tipicamente una prova gratuita di 14-30 giorni dei piani a pagamento, senza obbligo di carta di credito. È il modo migliore per testare se il software fa al caso tuo prima di sottoscrivere l’abbonamento. Il piano Free resta sempre disponibile come fallback.

Alternative a Facile Fattura nel 2026

Se Facile Fattura non ti convince o cerchi qualcosa di più, ecco le migliori alternative sul mercato italiano nel 2026.

Fatture in Cloud (TeamSystem)

La soluzione più completa per chi cresce: gestione magazzino, prima nota, integrazione contabile, multi-utente. Adatta a piccole imprese strutturate. Prezzo: 8-30 euro/mese.

Aruba Fattura Elettronica

Ottimo rapporto qualità/prezzo, conservazione inclusa, integrazione PEC. Ideale per chi è già nell’ecosistema Aruba. Prezzo promozionale primo anno molto aggressivo.

Soluzione CAF Centro Fiscale: software + consulenza umana

Per chi non vuole solo un software ma anche la consulenza di un professionista, il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio integrato di fatturazione elettronica con assistenza umana inclusa. Vantaggi:

  • Software di fatturazione attivato e configurato dal nostro team
  • Consulenza fiscale inclusa: rispondiamo a dubbi su IVA, regime, deducibilità
  • Conservazione sostitutiva garantita per 10 anni
  • Verifica fatture estere e operazioni intra-UE
  • Supporto in caso di scarti SdI, contestazioni AdE, controlli
  • Tariffa annuale fissa trasparente, senza sorprese

È la scelta ideale se hai una P.IVA da poco o vuoi delegare a un esperto tutto ciò che riguarda la fatturazione elettronica. Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per un preventivo personalizzato.

Verdetto finale: Facile Fattura conviene nel 2026?

Facile Fattura è una scelta solida per forfettari e freelance con esigenze base di fatturazione elettronica. La sua interfaccia semplice, il setup rapido e il supporto in italiano lo rendono uno dei prodotti più consigliati per chi non ha competenze tecniche.

Tuttavia, se hai un regime ordinario complesso, gestisci magazzino, hai dipendenti o emetti molte fatture estere, valuta soluzioni più strutturate come Fatture in Cloud o Aruba. E se preferisci avere accanto un professionista che ti segua nella gestione fiscale completa, la soluzione del CAF Centro Fiscale resta la scelta più sicura per dormire sonni tranquilli.

Domande frequenti su Facile Fattura

Facile Fattura è davvero gratis?

Sì, esiste un piano Free con 0 euro al mese, ma limitato a 10 fatture/mese e senza conservazione sostitutiva. Per uso professionale continuativo serve un piano a pagamento da 5 euro/mese in su.

La conservazione sostitutiva è obbligatoria?

Sì, per legge le fatture elettroniche devono essere conservate digitalmente per 10 anni. Su Facile Fattura è inclusa nei piani Plus e Premium, mentre nel piano Base è a pagamento extra (10-20 euro/anno).

Posso emettere fatture estere con Facile Fattura?

Sì, ma con limiti: la gestione delle fatture intra-UE ed extra-UE non è il punto di forza del software. Per e-commerce o aziende con clientela internazionale, valutare alternative come Fatture in Cloud o un consulente CAF.

Facile Fattura si integra con il commercialista?

L’integrazione diretta con software del commercialista non è di default: serve un export manuale dei dati (CSV, XML, PDF). Soluzioni come Fatture in Cloud o le piattaforme CAF offrono collegamenti più diretti.

Posso disdire l’abbonamento in qualsiasi momento?

Sì, l’abbonamento mensile si può disdire entro la fine del mese in corso. Per gli abbonamenti annuali, la disdetta vale dal rinnovo successivo. Le fatture già emesse rimangono accessibili in lettura.

Esiste un’app mobile?

Sì, Facile Fattura ha un’app mobile per Android e iOS che consente di emettere fatture, consultare lo storico e ricevere notifiche di consegna SdI anche in mobilità.

Conclusione: la scelta giusta per la tua P.IVA

Nel 2026 la fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti, anche per i forfettari. Scegliere il software giusto significa risparmiare tempo, evitare errori e dormire tranquilli sulla conservazione decennale. Facile Fattura è una buona soluzione di partenza, ma non l’unica.

Se vuoi un consulto personalizzato sulla soluzione più adatta alla tua attività – software autonomo, gestionale completo o servizio CAF integrato – contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti analizzano gratuitamente la tua situazione e ti consigliano la soluzione migliore in base a regime fiscale, volume fatture e obiettivi di crescita.

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Agosto 8, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-08 08:00:002026-08-05 07:43:57Facile Fattura Elettronica Recensione 2026: Prezzi, Funzioni e Alternative
Guide Fatturazione Elettronica

Conservazione Sostitutiva Fatture Elettroniche 2026: Obblighi e Soluzioni

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

La conservazione sostitutiva delle fatture elettroniche e’ un obbligo di legge che riguarda tutti i titolari di partita IVA, compresi i forfettari. Non si tratta di un semplice salvataggio dei file XML su un disco rigido o su Google Drive: e’ un processo strutturato che garantisce alle fatture lo stesso valore legale delle fatture cartacee conservate per 10 anni in archivio. In questa guida completa 2026 ti spieghiamo cos’e’ la conservazione sostitutiva delle fatture elettroniche, perche’ e’ obbligatoria, come fare per metterti in regola (anche gratis con il servizio dell’Agenzia delle Entrate) e quali sono le sanzioni se non lo fai.

Se sei un libero professionista, un artigiano, un commerciante o gestisci una piccola impresa, questa guida e’ fondamentale: la conservazione delle fatture elettroniche non e’ un’opzione, ma un obbligo che, se trascurato, puo’ costarti sanzioni fino a 2.000 euro per ogni dichiarazione e, soprattutto, puo’ privarti del valore probatorio dei tuoi documenti in caso di accertamento fiscale.

Indice dei contenuti

  1. Cos’e’ la conservazione sostitutiva
  2. Obbligo di 10 anni: cosa dice la legge
  3. Differenza tra archiviazione e conservazione
  4. Chi e’ obbligato (anche forfettari)
  5. Cosa conservare nel dettaglio
  6. Come fare la conservazione: 4 opzioni
  7. Servizio gratuito Agenzia Entrate
  8. Tempi: entro quando avviare la conservazione
  9. Cosa succede se non conservi: sanzioni
  10. Controlli AdE: come dimostrare la conservazione
  11. Cambiare conservatore: la portabilita’
  12. Archiviazione parallela: il backup personale
  13. Forfettari e conservazione: la soluzione consigliata
  14. FAQ

Cos’e’ la conservazione sostitutiva delle fatture elettroniche

La conservazione sostitutiva (chiamata anche conservazione digitale o conservazione a norma) e’ il processo che permette di tenere documenti fiscali in formato digitale con lo stesso valore legale dei documenti cartacei. Il termine “sostitutiva” indica proprio questo: il documento digitale conservato a norma sostituisce in tutto e per tutto la versione cartacea.

Per le fatture elettroniche, la conservazione sostitutiva non e’ una scelta ma un obbligo. Quando emetti una fattura elettronica in formato XML attraverso il Sistema di Interscambio (SDI), quel file deve essere conservato per 10 anni in modo che, se l’Agenzia delle Entrate venisse a chiedertelo durante un controllo, tu possa esibirlo con piena validita’ giuridica.

Il processo di conservazione sostitutiva non e’ un semplice “salva con nome”. Comprende l’apposizione di tre elementi tecnici fondamentali che garantiscono autenticita’, integrita’ e leggibilita’ nel tempo:

  • Firma digitale: certifica chi ha generato e conservato il documento, garantendo che non sia stato alterato
  • Marca temporale: attesta in modo certo la data e l’ora in cui il documento e’ stato conservato (cosi’ nessuno puo’ contestare “quando” l’hai conservato)
  • Sigillo elettronico qualificato o riferimento temporale: garantisce l’integrita’ del pacchetto di archiviazione nel tempo

Senza questi tre elementi, anche se hai salvato i file XML su un cloud, tecnicamente non hai conservato a norma e in caso di accertamento i tuoi documenti potrebbero non essere riconosciuti come prova valida.

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Obbligo di conservazione 10 anni: cosa dice la legge

L’obbligo di conservazione delle fatture elettroniche per 10 anni non e’ una novita’ del 2026: e’ una regola che deriva dal Codice Civile e dalle norme fiscali italiane. La conservazione sostitutiva poggia su tre pilastri normativi che e’ utile conoscere, almeno a grandi linee:

  • Articolo 2220 del Codice Civile: stabilisce l’obbligo generale di conservare le scritture contabili e i documenti fiscali per 10 anni dalla data dell’ultima registrazione
  • Articolo 39 del DPR 633/1972 (decreto IVA): obbliga il contribuente a conservare fatture e registri IVA per consentire all’Amministrazione finanziaria di effettuare controlli
  • DM 17 giugno 2014 (Decreto Ministero dell’Economia): definisce le modalita’ tecniche specifiche di conservazione dei documenti rilevanti ai fini tributari
  • CAD – Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005): disciplina firma digitale, marca temporale e formati documentali ammessi
  • Linee Guida AgID sulla formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici: aggiornate nel 2021 e applicate dal 2022, integrano e dettagliano le regole tecniche

In pratica, le norme stabiliscono che per ogni anno fiscale tutte le fatture elettroniche emesse e ricevute devono essere conservate digitalmente per 10 anni dalla loro registrazione. Questo significa che le fatture relative al 2026 dovranno restare conservate fino al 2036 (almeno), e dovranno essere disponibili per consultazione e produzione in caso di richiesta dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza.

Attenzione: per alcune tipologie di documenti i termini possono essere piu’ lunghi. Ad esempio, in caso di contenzioso aperto con l’AdE, l’obbligo di conservazione si estende fino alla definizione del contenzioso, anche oltre i 10 anni. Per questo molti professionisti consigliano una conservazione di sicurezza pari a 15 anni: non a caso, il servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate prevede proprio una conservazione quindicennale.

Differenza tra archiviazione e conservazione: perche’ non basta Google Drive

Uno degli errori piu’ comuni e pericolosi e’ confondere archiviazione e conservazione sostitutiva. Sono due cose molto diverse, anche se a prima vista sembrano simili. Capire la differenza ti evita guai con il fisco.

Archiviazione: il semplice salvataggio

L’archiviazione e’ il salvataggio dei file in una qualsiasi locazione: il disco rigido del PC, una cartella su Google Drive, una chiavetta USB, un NAS aziendale. E’ utile per ritrovare velocemente i documenti, ma non ha valore legale autonomo. In altre parole, se l’Agenzia delle Entrate ti chiede una fattura del 2024 e tu la mostri estratta da Google Drive, quella fattura potrebbe non essere considerata prova valida.

Conservazione sostitutiva: il processo con valore legale

La conservazione sostitutiva e’ invece un processo tecnico-giuridico strutturato. Comporta:

  • Apposizione di firma digitale sul pacchetto dei documenti
  • Apposizione di marca temporale certificata
  • Generazione di un indice di conservazione (file IPdA – Indice del Pacchetto di Archiviazione) che descrive il contenuto
  • Adozione di un manuale di conservazione che descrive procedure, ruoli e tempistiche
  • Possibilita’ di esibizione su richiesta secondo modalita’ definite dalle Linee Guida AgID

La differenza pratica e’ enorme: con la conservazione sostitutiva, una fattura elettronica del 2018 esibita nel 2026 ha esattamente lo stesso valore probatorio di una fattura cartacea conservata in archivio. Con la semplice archiviazione, no.

Esempio pratico: immagina che Marco, un freelance, salvi tutte le sue fatture elettroniche scaricate dal cassetto fiscale in una cartella su Dropbox. Crede di essere in regola perche’ “le ha tutte”. Nel 2027 riceve un controllo per l’anno 2024: l’AdE chiede di esibire le fatture conservate a norma. Marco mostra la cartella Dropbox. Risultato: i documenti potrebbero non essere accettati come prova, perche’ manca firma digitale, marca temporale e indice di conservazione. Marco rischia sanzioni e disconoscimento delle fatture.

Chi e’ obbligato alla conservazione (anche i forfettari)

L’obbligo di conservazione sostitutiva delle fatture elettroniche riguarda tutti i titolari di partita IVA che emettono o ricevono fatture elettroniche. Non ci sono esoneri legati al regime fiscale: chiunque tratti fatture XML transitate dal Sistema di Interscambio deve conservarle a norma.

In particolare, sono obbligati alla conservazione:

  • Imprese individuali, ditte e societa’ (SRL, SAS, SNC, SPA)
  • Liberi professionisti con e senza Cassa di previdenza
  • Forfettari: dal 1 gennaio 2024 sono tutti tenuti alla fattura elettronica e alla relativa conservazione
  • Artigiani, commercianti, agricoltori
  • Enti non commerciali per la parte di attivita’ commerciale
  • Pubbliche amministrazioni (con regole specifiche per la fatturazione PA)

Forfettari: niente piu’ esoneri dal 2024

Fino al 30 giugno 2022, i contribuenti in regime forfettario con ricavi inferiori a 25.000 euro erano esonerati dalla fatturazione elettronica. Dal 1 luglio 2022 l’obbligo si e’ esteso ai forfettari sopra i 25.000 euro e dal 1 gennaio 2024 riguarda tutti i forfettari senza eccezioni, anche chi fattura solo poche centinaia di euro l’anno.

Conseguenza diretta: tutti i forfettari oggi devono conservare le proprie fatture elettroniche per 10 anni, esattamente come ogni altra partita IVA. La buona notizia, come vedrai piu’ avanti, e’ che il servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate risolve il problema in pochi clic, senza costi aggiuntivi.

Cosa conservare nel dettaglio: la lista completa

Quando si parla di conservazione fatture elettroniche, molti pensano al solo file XML della fattura. In realta’ l’obbligo e’ piu’ ampio: bisogna conservare l’intero “fascicolo digitale” che ruota intorno alla fattura. Vediamo cosa nel dettaglio.

  • Fatture elettroniche emesse: il file XML originale firmato e trasmesso al SDI (non la copia di cortesia in PDF, che ha valore solo informativo)
  • Fatture elettroniche ricevute: i file XML scaricati dal cassetto fiscale o ricevuti tramite il proprio canale (PEC, codice destinatario, intermediario)
  • Note di credito elettroniche: documenti di rettifica/storno (codice TD04 e simili)
  • Note di debito: integrazioni della fattura emessa
  • Ricevute SDI di consegna (RC): attestano che la fattura e’ arrivata al destinatario
  • Ricevute SDI di scarto (NS): attestano che la fattura e’ stata rifiutata dal SDI per errori formali
  • Ricevute di mancata consegna (MC): la fattura e’ stata accettata dal SDI ma non consegnata al destinatario (solitamente per problemi tecnici lato ricevente)
  • Notifiche di esito (NE): accettazione o rifiuto da parte della PA per le fatture elettroniche PA
  • Documenti accessori: integrazioni IVA per autofatture (TD16, TD17, TD18, TD19), reverse charge, schede carburante elettroniche
  • Corrispettivi telematici: i file XML con i dati dei corrispettivi giornalieri trasmessi all’AdE (per chi vende al pubblico)

Tutti questi documenti devono essere conservati con i medesimi requisiti tecnici (firma digitale, marca temporale, indice di conservazione). La buona notizia e’ che, se utilizzi un software di fatturazione integrato o il servizio gratuito dell’AdE, queste operazioni avvengono in modo automatico: tu emetti la fattura, e il sistema pensa al resto.

Come fare la conservazione sostitutiva: 4 opzioni a confronto

Esistono 4 modi principali per assolvere all’obbligo di conservazione delle fatture elettroniche. Vediamoli tutti, con pro, contro e costi tipici, in modo che tu possa scegliere consapevolmente.

Opzione 1: Servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate offre un servizio di conservazione gratuita direttamente dal portale Fatture e Corrispettivi. Una volta aderito, tutte le fatture elettroniche transitate dal SDI vengono automaticamente conservate per 15 anni, senza alcun costo e senza ulteriori passaggi da parte del contribuente.

  • Costo: gratuito
  • Durata: 15 anni
  • Adesione: una tantum, tramite firma digitale dell’apposita convenzione
  • Pro: gratuito, automatico, certificato direttamente dall’amministrazione finanziaria
  • Contro: conserva solo le fatture elettroniche XML transitate dal SDI; non gestisce documenti accessori (es. contratti, corrispettivi non elettronici, note interne)

E’ la soluzione consigliata per la maggior parte dei piccoli professionisti, freelance e forfettari: copre l’obbligo principale (le fatture XML) senza alcun costo. Per chi ha esigenze piu’ complesse, puo’ essere il punto di partenza, da integrare poi con altre soluzioni per documenti accessori.

Opzione 2: Software di fatturazione con conservazione integrata

Molti software di fatturazione elettronica includono nel canone annuale la conservazione sostitutiva. Tu emetti le fatture dalla loro piattaforma e il software pensa a firmarle, marcarle temporalmente e conservarle. E’ la scelta piu’ comoda se gia’ usi un gestionale per fatturare.

Esempi tipici (con costi indicativi 2026, da verificare sui siti ufficiali):

  • Aruba Fatturazione Elettronica: piani da circa 24 euro l’anno, conservazione fino a 1.000 fatture; piani superiori per volumi maggiori
  • Fatture in Cloud (TeamSystem): conservazione inclusa nei piani standard
  • Fattureweb (Visura Inc.): conservazione integrata nei piani business
  • TeamSystem Digital: pacchetti per studi e aziende strutturate
  • Zucchetti, Buffetti, Wolters Kluwer: soluzioni integrate per studi commercialisti e PMI
  • Pro: integrato con il gestionale, automatico, gestisce anche documenti accessori legati alla fatturazione
  • Contro: a pagamento (canone annuale), vincolo al fornitore (se cambi software, devi gestire la portabilita’)

Opzione 3: Conservatore terzo accreditato AgID

I conservatori accreditati sono soggetti certificati AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) che svolgono per professione il servizio di conservazione documentale. Sono la soluzione piu’ completa, soprattutto per chi deve conservare anche documenti diversi dalle sole fatture (contratti, libri sociali, libri inventari, scritture contabili).

Esempi di conservatori accreditati AgID:

  • Aruba PEC
  • Namirial
  • InfoCert
  • TeamSystem Digital
  • Buffetti Conservazione
  • Notartel
  • Costo: variabile, indicativamente da 50 a 200 euro l’anno per professionisti, fino a migliaia di euro per imprese strutturate
  • Pro: massima completezza, indipendenza dal software di fatturazione, gestione di documenti eterogenei
  • Contro: costo piu’ elevato; richiede definizione manuale di processi e manuale di conservazione

Opzione 4: Fai-da-te (NON raccomandato)

Tecnicamente, e’ possibile fare la conservazione sostitutiva in autonomia. Le norme non vietano l’autoconservazione, ma servono competenze tecniche, strumenti specifici e una rigorosa procedura documentata. Per fare la conservazione fai-da-te servono:

  • Firma digitale personale (smart card o token, costo circa 50 euro l’anno)
  • Marche temporali certificate (vendute a pacchetti, es. 100 marche per 30-50 euro)
  • Software di conservazione conforme alle Linee Guida AgID
  • Manuale di conservazione redatto secondo le Linee Guida AgID (documento di decine di pagine che descrive procedure, responsabili, formati)
  • Spazio di archiviazione sicuro, ridondato, con backup
  • Conoscenze tecniche di IPdA, formati ammessi, hash, integrita’ del pacchetto
  • Pro: massimo controllo, nessun vincolo a fornitori
  • Contro: costi spesso superiori alle soluzioni automatiche, alto rischio di errori, responsabilita’ totale in caso di contenzioso

Il nostro consiglio: evita la conservazione fai-da-te a meno che tu non sia un professionista IT specializzato. Per il 99% dei contribuenti, il servizio gratuito dell’AdE o un software integrato sono soluzioni piu’ sicure, economiche e rapide.

Servizio gratuito Agenzia Entrate: come aderire passo per passo

Il servizio di conservazione gratuita dell’Agenzia delle Entrate e’ la soluzione piu’ semplice e popolare per i piccoli professionisti e i forfettari. Una volta aderito, tutte le fatture elettroniche emesse e ricevute via SDI vengono automaticamente conservate a norma per 15 anni. Vediamo passo per passo come attivarlo.

Procedura di adesione (5 passaggi)

  1. Accedi al portale “Fatture e Corrispettivi”: vai su fatture.agenziaentrate.gov.it e fai il login con SPID di livello 2, CIE (Carta d’Identita’ Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi). Se sei una societa’ o un intermediario abilitato, puoi accedere anche con le credenziali Entratel/Fisconline.
  2. Vai nella sezione “Conservazione”: una volta dentro, individua il menu “Conservazione” o “Servizio di conservazione”. L’AdE mostra una panoramica della convenzione.
  3. Aderisci al servizio firmando la convenzione: dovrai apporre la firma digitale (oppure dare consenso telematico) sulla convenzione di servizio. Senza questo passaggio l’adesione non e’ valida.
  4. Configura i parametri: scegli quali tipologie di documenti far conservare (di default tutte le fatture XML transitate dal SDI), le modalita’ di esibizione e l’indirizzo PEC per le comunicazioni.
  5. Verifica l’adesione: dopo l’attivazione, verifica nella stessa sezione che lo stato sia “Attivo”. Da quel momento, ogni nuova fattura emessa o ricevuta sara’ automaticamente conservata.

Importante: il servizio AdE conserva solo le fatture transitate dal SDI dal momento dell’adesione in poi. Le fatture emesse prima dell’adesione restano a tuo carico (devi conservarle con altri sistemi). Per questo, se non hai ancora aderito, conviene farlo subito: ogni giorno di ritardo e’ un giorno di fatture che dovrai conservare in altro modo.

Cosa fare se hai fatture vecchie non ancora conservate

Se per il passato non hai mai conservato a norma le tue fatture (succede a molti piccoli forfettari che non sapevano dell’obbligo), hai due strade:

  • Affidarti a un conservatore terzo per il pregresso: alcuni conservatori (es. Aruba, Namirial) offrono pacchetti di “conservazione del pregresso”, caricando i file XML che hai scaricato dal cassetto fiscale
  • Recuperare gli XML dal cassetto fiscale e farli conservare: i file XML restano disponibili nel tuo cassetto fiscale per circa 3 mesi dopo la trasmissione, ma per anni precedenti devi richiederli con apposita istanza

Se hai dubbi o vuoi una consulenza personalizzata sul recupero del pregresso e l’attivazione della conservazione, il CAF Centro Fiscale di Udine puo’ aiutarti a regolarizzare la posizione, anche in modalita’ assistita.

Tempi di conservazione: entro quando devi conservare

Una domanda frequente e’: “Entro quando devo avviare la conservazione delle fatture di un anno?”. La risposta e’ chiara: la conservazione deve essere completata entro 3 mesi dalla scadenza della dichiarazione dei redditi dell’anno di riferimento.

Tradotto in pratica per le fatture 2026:

  • La dichiarazione dei redditi 2026 si presenta entro fine ottobre 2027 (per il modello Redditi PF, salvo proroghe ufficiali)
  • I 3 mesi successivi portano la scadenza al 31 gennaio 2028 per chi presenta la dichiarazione a fine ottobre
  • In via prudenziale, molti operatori parlano di “fine settembre 2027” come termine ragionevole per chi vuole tenersi un margine di sicurezza, soprattutto se ricorrono proroghe della dichiarazione

Con il servizio gratuito dell’AdE o con un software integrato, questo problema non si pone: la conservazione avviene in automatico in tempo reale o quasi, e non rischi mai di “sforare” i termini. Per chi gestisce la conservazione manualmente o tramite conservatore terzo, invece, e’ indispensabile pianificare il caricamento dei pacchetti annuali entro la scadenza.

Esempio pratico

Supponiamo che Lucia, una psicologa forfettaria, emetta nel 2026 le sue fatture elettroniche. Ha aderito al servizio AdE: le fatture vengono conservate automaticamente man mano che le emette. Lei non deve fare nulla, e’ tranquilla. Marco, invece, non ha aderito a nessun servizio: deve assicurarsi che entro il 31 gennaio 2028 tutte le fatture 2026 siano state correttamente conservate, pena sanzioni.

Cosa succede se non conservi: sanzioni e rischi

Le conseguenze di una mancata o irregolare conservazione delle fatture elettroniche sono di due tipi: sanzioni amministrative dirette e rischi indiretti in sede di accertamento. Vediamoli entrambi.

Sanzioni amministrative

L’articolo 9 del D.Lgs. 471/1997 punisce le irregolarita’ nella tenuta e conservazione delle scritture contabili e dei documenti fiscali. La sanzione tipica va da 250 a 2.000 euro per ciascuna dichiarazione di riferimento. La cifra puo’ essere ridotta in caso di ravvedimento operoso, ma resta comunque un esborso significativo, soprattutto se l’irregolarita’ riguarda piu’ anni.

Inoltre, se la mancata conservazione e’ dolosa o sistematica, possono scattare conseguenze ulteriori: ricostruzione induttiva del reddito, disconoscimento dei costi, indagini piu’ approfondite.

Rischi in sede di accertamento

Il rischio piu’ serio non e’ la sanzione amministrativa, ma il disconoscimento dei documenti. Se in sede di accertamento non riesci a esibire una fattura conservata a norma, l’Agenzia delle Entrate puo’:

  • Disconoscere il credito IVA derivante da quella fattura
  • Disconoscere il costo deducibile dal reddito d’impresa o di lavoro autonomo
  • Procedere con un accertamento induttivo ricostruendo il reddito sulla base di parametri presuntivi
  • Applicare ulteriori sanzioni per dichiarazione infedele

In altre parole: una fattura non conservata a norma e’ come se non l’avessi mai emessa o ricevuta, ai fini probatori. E’ il motivo per cui spesso si dice che non conservare costa molto piu’ che conservare: meglio investire 50 euro l’anno (o aderire al servizio gratuito) che rischiare migliaia di euro in sanzioni e accertamenti.

Controlli AdE: come dimostrare la conservazione corretta

In caso di controllo dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza, dovrai essere in grado di dimostrare che le tue fatture elettroniche sono state correttamente conservate. Cosa significa “dimostrare” in pratica?

  • Esibizione del pacchetto di archiviazione: il file (in formato standard, di solito un archivio firmato e marcato temporalmente) che contiene le fatture conservate
  • Indice di conservazione (IPdA): il file XML che descrive il contenuto del pacchetto e i metadati associati
  • Manuale di conservazione: il documento che descrive procedure, ruoli (Responsabile della conservazione), formati, strumenti utilizzati
  • Storico delle marche temporali: la prova che la conservazione e’ avvenuta entro i termini di legge

Se hai aderito al servizio gratuito dell’AdE, sei a posto: l’amministrazione finanziaria e’ essa stessa il conservatore, e i tuoi documenti sono gia’ “in casa” del controllore. In caso di controllo dei tuoi documenti, l’AdE accede direttamente al proprio archivio.

Se invece usi un software o un conservatore terzo, dovrai chiedere al fornitore di esibire i pacchetti di archiviazione richiesti e fornire all’AdE una copia firmata e marcata. La maggior parte dei software offre questa funzione con un clic (“esibisci all’AdE”, “esporta pacchetto di conservazione”).

Cambiare conservatore: la portabilita’ del pacchetto

Una preoccupazione comune e’: “Se cambio software o conservatore, perdo le fatture conservate?”. La risposta e’ no, ma occorre seguire una procedura specifica per garantire la portabilita’ del pacchetto di conservazione.

Le Linee Guida AgID stabiliscono che il conservatore uscente deve consegnare al contribuente (o al nuovo conservatore) il pacchetto di archiviazione completo, comprensivo di:

  • File originali (XML delle fatture, ricevute SDI, eccetera)
  • Indici di conservazione (IPdA)
  • Marche temporali e firme digitali apposte
  • Manuale di conservazione vigente al momento della conservazione

In pratica, quando cambi conservatore: chiedi al vecchio fornitore l’esportazione dei pacchetti, conservali in un luogo sicuro o caricali sul nuovo conservatore. La maggior parte dei conservatori offre il servizio di “presa in carico” del pregresso, a volte gratuitamente, piu’ spesso a pagamento (qualche centinaio di euro per studi di medie dimensioni).

Caso particolare: il servizio gratuito dell’AdE non offre un’esportazione “a pacchetti” particolarmente comoda, ma fornisce comunque la possibilita’ di scaricare i file XML conservati. Per migrare verso un conservatore terzo, occorre quindi un po’ di lavoro tecnico, ma la portabilita’ e’ garantita per legge.

Archiviazione parallela: il backup personale che ti salva la vita

Anche se hai aderito a un servizio di conservazione a norma (gratuito AdE, software integrato o conservatore accreditato), il consiglio dei professionisti e’ di tenere sempre una copia personale di archiviazione in parallelo. Questa “archiviazione di backup” non sostituisce la conservazione sostitutiva, ma ti garantisce di avere sempre i tuoi documenti a portata di mano per la consultazione quotidiana.

Le ragioni per cui un backup parallelo e’ una buona idea sono molte:

  • Consultazione veloce: rivedere una fattura del 2024 dal cloud personale e’ molto piu’ rapido che chiederla al conservatore
  • Continuita’ operativa: se cambi software o conservatore, hai sempre i file originali sottomano
  • Sicurezza in caso di disservizi: rare ma possibili interruzioni del servizio di conservazione (anche dell’AdE)
  • Estrazione dati: per analisi gestionali, riconciliazioni bancarie, controlli interni
  • Trasmissione al commercialista: invio rapido dei file XML

Strumenti tipici per l’archiviazione parallela: Google Drive, OneDrive, Dropbox, NAS aziendale, hard disk esterno cifrato. L’importante e’ che la copia sia ridondata (in 2 luoghi diversi: cloud + locale) e protetta da accessi non autorizzati.

Attenzione: ribadiamo che il backup personale non sostituisce la conservazione sostitutiva. Ti serve come supporto operativo, ma per il fisco vale solo il pacchetto firmato e marcato temporalmente.

Forfettari e conservazione: la soluzione consigliata

Per i contribuenti in regime forfettario, il tema della conservazione e’ relativamente recente: come abbiamo visto, l’obbligo di fattura elettronica si e’ esteso progressivamente fino a coprire tutti i forfettari dal 1 gennaio 2024. Molti forfettari, soprattutto chi ha aperto la P.IVA negli ultimi anni, sono ancora confusi su cosa fare. Ecco la soluzione consigliata.

La combinazione vincente: AdE + backup cloud

Per il 99% dei forfettari, la soluzione ideale e’ questa:

  1. Aderire al servizio gratuito di conservazione dell’AdE: zero costi, zero pensieri, conservazione 15 anni automatica
  2. Tenere un backup personale su Google Drive o OneDrive con i file XML scaricati periodicamente dal cassetto fiscale
  3. Verificare ogni 6 mesi che il servizio AdE risulti “Attivo” nel portale Fatture e Corrispettivi

Questa combinazione copre l’obbligo legale (la conservazione sostitutiva e’ garantita dall’AdE) e ti da’ anche un accesso pratico ai documenti tramite il backup cloud personale. Costo totale: zero.

Quando un forfettario dovrebbe valutare il software a pagamento

Considera un software di fatturazione a pagamento (Aruba, Fatture in Cloud, Fattureweb) se:

  • Emetti molte fatture al mese e ti serve un’interfaccia veloce
  • Vuoi report fiscali, scadenzario, prima nota integrati
  • Hai bisogno di gestire anche corrispettivi telematici, autofatture, integrazioni
  • Vuoi inviare al commercialista un file di prima nota direttamente esportato dal software

In questi casi, la conservazione integrata nel canone (24-50 euro l’anno) e’ un piccolo costo aggiuntivo che ti semplifica la vita.

Vuoi una mano per metterti in regola? Ti aiutiamo noi

Se sei un forfettario, una piccola partita IVA o un libero professionista in provincia di Udine e vuoi essere certo di aver attivato correttamente la conservazione delle fatture elettroniche, il CAF Centro Fiscale di Udine e’ a tua disposizione. Ti aiutiamo a:

  • Verificare se hai gia’ aderito al servizio gratuito AdE
  • Aderire al servizio se non lo hai ancora fatto
  • Recuperare le fatture pregresse non conservate
  • Impostare un sistema di backup parallelo affidabile
  • Gestire la dichiarazione dei redditi tenendo conto delle fatture conservate

Contattaci per fissare un appuntamento: in poco tempo metti in regola la tua posizione e dormi sonni tranquilli.

FAQ: domande frequenti sulla conservazione sostitutiva fatture elettroniche

1. La conservazione sostitutiva delle fatture elettroniche e’ obbligatoria anche per i forfettari?

Si’, dal 1 gennaio 2024 tutti i forfettari sono obbligati alla fattura elettronica e, di conseguenza, alla relativa conservazione sostitutiva per 10 anni. La soluzione consigliata e’ aderire al servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate, che copre l’obbligo senza costi.

2. Salvare le fatture XML su Google Drive equivale a conservarle a norma?

No. Salvare i file su Google Drive, OneDrive o un disco rigido e’ una semplice archiviazione, non una conservazione sostitutiva. Manca firma digitale, marca temporale e indice di conservazione, quindi i documenti non hanno valore legale autonomo. Devi affiancare il backup a un servizio di conservazione a norma (es. quello gratuito dell’AdE).

3. Quanto costa la conservazione delle fatture elettroniche?

Dipende dalla soluzione scelta. Il servizio dell’AdE e’ gratuito. I software di fatturazione integrati costano da 24 a 100 euro l’anno indicativamente. I conservatori terzi accreditati AgID partono da 50 euro fino a diverse centinaia per studi strutturati.

4. Per quanti anni devo conservare le fatture elettroniche?

L’obbligo di legge e’ di 10 anni dall’ultima registrazione (articolo 2220 c.c. e art. 39 DPR 633/72). Il servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate prevede una conservazione di 15 anni, offrendo un margine di sicurezza in piu’ rispetto al minimo legale.

5. Cosa rischio se non conservo correttamente le fatture?

Le sanzioni amministrative vanno da 250 a 2.000 euro per dichiarazione. In sede di accertamento, l’AdE puo’ disconoscere costi e crediti IVA derivanti da fatture non esibibili a norma, con conseguenze economiche anche rilevanti.

6. Posso aderire al servizio AdE in qualsiasi momento?

Si’, l’adesione e’ possibile in qualsiasi momento dal portale Fatture e Corrispettivi. Tuttavia, il servizio conserva solo le fatture transitate dal SDI dal momento dell’adesione in poi. Le fatture precedenti devi conservarle in altro modo (conservatore terzo o software).

7. Cosa succede se cambio software di fatturazione?

La portabilita’ del pacchetto di conservazione e’ garantita dalle Linee Guida AgID. Devi richiedere al vecchio fornitore l’esportazione del pacchetto di archiviazione completo (file, indici, marche, manuale) e caricarlo presso il nuovo conservatore o tenerlo in proprio.

8. Devo conservare anche le note di credito e le ricevute SDI?

Si’. Oltre alle fatture XML emesse e ricevute, devi conservare note di credito, note di debito, ricevute SDI di consegna, scarto e mancata consegna, notifiche di esito (per la PA) e tutti i documenti accessori (autofatture, integrazioni). Il servizio AdE e i software integrati lo fanno automaticamente.

9. Quando deve essere completata la conservazione?

Entro 3 mesi dalla scadenza della dichiarazione dei redditi dell’anno fiscale di riferimento. Per le fatture 2026, il termine cade tipicamente entro fine gennaio 2028. Con il servizio gratuito AdE non e’ un problema: la conservazione avviene in tempo reale.

10. Il commercialista puo’ conservare le fatture per me?

Si’. Molti commercialisti offrono il servizio di conservazione a norma all’interno del proprio gestionale o tramite conservatore terzo accreditato. La responsabilita’ resta del contribuente, ma il commercialista o un CAF di fiducia possono curare l’intera procedura per tuo conto. Per chi e’ in provincia di Udine, il CAF Centro Fiscale offre consulenza dedicata su questi temi.

11. La conservazione vale anche per i corrispettivi telematici?

Si’, i corrispettivi telematici (i file XML giornalieri trasmessi all’AdE da chi vende al pubblico) sono soggetti agli stessi obblighi di conservazione decennale delle fatture elettroniche. Il servizio gratuito AdE conserva anche questi dati.

Conclusione: in regola in pochi clic

La conservazione sostitutiva delle fatture elettroniche e’ un obbligo non negoziabile per chiunque abbia una partita IVA, ma non deve essere un grattacapo. Per la stragrande maggioranza dei contribuenti (forfettari, freelance, piccoli imprenditori), il servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate risolve il problema in 5 minuti, senza alcun costo, garantendo conservazione 15 anni.

Il messaggio chiave e’ uno: non rimandare. Ogni giorno senza un sistema di conservazione attivo e’ un giorno di rischio in caso di controllo. Aderire al servizio AdE e affiancare un backup personale su cloud richiede meno di 30 minuti e ti mette al sicuro per i prossimi 15 anni.

Se hai dubbi, vuoi una consulenza personalizzata o ti serve una mano per regolarizzare situazioni pregresse, il CAF Centro Fiscale di Udine e’ a tua disposizione. Prenota un appuntamento e in un’unica visita verifichiamo la tua posizione, attiviamo i servizi necessari e ti diamo le indicazioni operative per restare in regola.

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Luglio 8, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-08 14:00:002026-05-24 09:36:47Conservazione Sostitutiva Fatture Elettroniche 2026: Obblighi e Soluzioni

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