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Tag Archivio per: codice ATECO 96.09.04

PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Veterinari

Partita IVA Tatuatore 2026: Regime Forfettario, Requisiti Sanitari e Fatturazione

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Aprire una partita IVA come tatuatore nel 2026 significa entrare in un settore in forte espansione, ma anche affrontare uno dei percorsi piu’ regolamentati del panorama professionale italiano. A differenza di altre attivita’ artigianali, il tatuatore non ha un albo nazionale: la professione e’ regolamentata a livello regionale, con requisiti formativi e igienico-sanitari che variano da regione a regione. La base normativa comune resta l’Accordo Stato-Regioni del 2007, che ha fissato gli standard minimi di sicurezza per studi di tatuaggio e piercing.

In questa guida completa CAF Centro Fiscale trovi tutto quello che serve per aprire uno studio di tatuaggio: codice ATECO corretto, scelta tra regime forfettario e ordinario, contributi INPS Artigiani con riduzione 35%, requisiti formativi (corso regionale, HACCP, primo soccorso), autorizzazione ASL, SCIA, attrezzature, smaltimento rifiuti speciali, assicurazione RC, GDPR e registro tatuaggi, fatturazione B2C e tariffe di mercato. Con esempi reali di calcolo tasse su fatturato 30K, 50K e 75K.

Indice dei contenuti

  1. Chi e’ il tatuatore: professione regolamentata a livello regionale
  2. Differenza tra tatuatore, piercer e dermopigmentista
  3. Requisiti formativi: corso regionale, HACCP e primo soccorso
  4. Requisiti igienico-sanitari: Accordo Stato-Regioni 2007 e ASL
  5. Locale e attrezzature dello studio di tatuaggio
  6. SCIA al Comune e iter burocratico
  7. Codice ATECO tatuatore: 96.09.04 o 96.09.09
  8. Regime forfettario tatuatore: coefficiente 67% e aliquota
  9. Cassa INPS Artigiani: contributi 2026 e riduzione 35%
  10. Smaltimento rifiuti speciali e ditta autorizzata
  11. Assicurazione RC professionale obbligatoria
  12. Liberatoria cliente, GDPR e registro tatuaggi
  13. Fatturazione B2C, sessioni multiple e acconti
  14. Tariffe tatuatore 2026: piccolo, medio, giornata
  15. Stagionalita’, convention e guest tattoo
  16. Marketing studio tatuaggio: Instagram e Google Maps
  17. Esempi calcolo tasse: 30K, 50K, 75K euro
  18. FAQ partita IVA tatuatore

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Chi e’ il tatuatore: professione regolamentata a livello regionale

Il tatuatore e’ un artigiano che esegue tatuaggi permanenti sulla pelle del cliente attraverso l’iniezione di pigmenti coloranti tramite ago. In Italia non esiste un albo professionale nazionale dei tatuatori: la professione e’ regolamentata a livello regionale, con normative diverse da regione a regione. La cornice unitaria e’ rappresentata dalle Linee Guida del Ministero della Salute e dall’Accordo Stato-Regioni del 2007, che fissano gli standard minimi igienico-sanitari per chi esegue tatuaggi e piercing.

Le regioni hanno recepito queste linee guida con leggi regionali e regolamenti che disciplinano nel dettaglio:

  • Formazione obbligatoria (corso regionale di tatuaggio con esame finale)
  • Requisiti del locale (sterilizzazione, autoclave, lavabi, smaltimento)
  • Autorizzazione sanitaria ASL rilasciata dopo sopralluogo
  • Tracciabilita’ di pigmenti, aghi e materiali monouso
  • Tenuta del registro dei tatuaggi eseguiti

In Friuli Venezia Giulia, ad esempio, la materia e’ disciplinata dalla L.R. 22/2010 e successivi regolamenti, mentre in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Lazio esistono normative regionali specifiche con piccole differenze su orari del corso e modalita’ d’esame. Prima di aprire uno studio, il CAF Centro Fiscale di Udine consiglia sempre di verificare la normativa della regione in cui si intende operare.

Differenza tra tatuatore, piercer e dermopigmentista

Sebbene spesso vengano confuse, tatuatore, piercer e dermopigmentista sono tre figure professionali distinte, con corsi formativi e autorizzazioni separate (anche se cumulabili in un’unica partita IVA e un unico studio).

Tatuatore

Esegue tatuaggi decorativi permanenti tramite macchinetta e aghi sterili monouso. Il pigmento viene iniettato nel derma. Richiede corso regionale di tatuaggio (90-150 ore a seconda della regione) con prova pratica.

Piercer

Esegue forature corporee per applicare gioielli (orecchino, naso, ombelico, capezzolo, lingua, intimo). Anche per il piercing serve un corso regionale specifico (in genere 90 ore) e l’autorizzazione ASL del locale. La normativa e’ la stessa dell’Accordo Stato-Regioni 2007.

Dermopigmentista (trucco semipermanente)

Esegue trucco permanente o semipermanente: sopracciglia (microblading, powder), eyeliner, labbra, areole post-mastectomia. Il pigmento e’ diverso da quello del tatuaggio decorativo (semipermanente, durata 1-3 anni). Richiede corso specifico di dermopigmentazione, distinto da quello di tatuaggio. In molte regioni e’ assimilato al tatuaggio dal punto di vista autorizzativo.

Le tre attivita’ possono essere svolte nello stesso studio dallo stesso professionista, a patto di aver conseguito i relativi attestati regionali e che il locale sia autorizzato per tutte e tre le tipologie di trattamento.

Requisiti formativi: corso regionale, HACCP e primo soccorso

Per aprire una partita IVA come tatuatore e ottenere l’autorizzazione ASL serve dimostrare di aver completato un percorso formativo specifico. Tre attestati sono fondamentali:

1. Corso regionale di tatuaggio (90-150 ore)

E’ il corso abilitante che ogni regione ha disciplinato in modo autonomo. Generalmente prevede:

  • Modulo teorico: anatomia della pelle, microbiologia, malattie infettive, normativa, deontologia
  • Modulo pratico: utilizzo della macchinetta, tecniche di linework, ombreggiature, riempimenti, gestione asetticita’
  • Tirocinio presso uno studio convenzionato (durata variabile)
  • Esame finale: prova teorica e prova pratica con esecuzione di un tatuaggio davanti a commissione

La durata varia da regione a regione: in alcune basta un corso di 90 ore, in altre si arriva a 150 ore e oltre. L’attestato regionale e’ valido sull’intero territorio nazionale per il principio del mutuo riconoscimento.

2. Corso HACCP (igiene alimentare adattato ai servizi alla persona)

Anche se il tatuatore non manipola alimenti, in molte regioni e’ richiesto un corso di igiene mutuato dalla normativa HACCP, della durata di 8-12 ore. Copre gestione delle contaminazioni, pulizia e sanificazione delle superfici, gestione dei DPI.

3. Corso di primo soccorso (BLS-D)

Obbligatorio in molte regioni: corso di primo soccorso con prova pratica (compressioni, uso del defibrillatore semiautomatico DAE), durata 12-16 ore. L’attestato va rinnovato ogni 2-3 anni a seconda della normativa regionale.

Senza questi tre attestati l’ASL non rilascia l’autorizzazione al locale e l’attivita’ non puo’ iniziare. Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica la documentazione formativa prima di procedere con SCIA e iscrizione CCIAA.

Requisiti igienico-sanitari: Accordo Stato-Regioni 2007 e ASL

L’Accordo Stato-Regioni del 1° agosto 2007 rappresenta il riferimento normativo nazionale per l’attivita’ di tatuaggio e piercing. Stabilisce gli standard minimi igienico-sanitari che devono essere rispettati in tutta Italia, integrati poi dalle leggi regionali.

Autorizzazione ASL: il passaggio piu’ importante

Prima di iniziare l’attivita’ e’ obbligatoria l’autorizzazione sanitaria rilasciata dall’ASL competente per territorio. La procedura prevede:

  1. Presentazione di domanda al Dipartimento di Prevenzione ASL con planimetria del locale, attestati formativi, dichiarazione di conformita’ impianti
  2. Sopralluogo di un tecnico ASL che verifica metratura, lavabi, separazione zone, autoclave, sterilizzatore
  3. Esito favorevole con eventuali prescrizioni
  4. Rilascio dell’autorizzazione (in genere entro 30-60 giorni)

Standard minimi obbligatori

  • Aghi e cartucce monouso sterili (mai riutilizzati)
  • Pigmenti certificati conformi al Regolamento UE REACH 2021/1297
  • Autoclave a vapore classe B per sterilizzazione strumenti riutilizzabili
  • Sterilizzatore a calore secco in alternativa o complemento
  • DPI: guanti monouso, mascherina, occhiali protettivi
  • Smaltimento rifiuti speciali in container di sicurezza
  • Tenuta del registro tatuaggi con dati cliente, data, area trattata, pigmenti utilizzati

L’ASL puo’ effettuare controlli a sorpresa in qualsiasi momento. In caso di violazioni gravi puo’ sospendere l’autorizzazione fino alla regolarizzazione.

Locale e attrezzature dello studio di tatuaggio

Requisiti del locale

Il locale dello studio deve rispettare standard precisi:

  • Superficie minima: 25-30 m² (varia per regione)
  • Zona accoglienza/reception separata dalla zona operativa
  • Sala tatuaggio con pareti lavabili, pavimento facilmente sanificabile
  • Lavabi con erogatore non manuale (a pedale o a fotocellula) e dispenser sapone-disinfettante
  • Servizio igienico per il pubblico
  • Locale separato per autoclave e sterilizzazione (o area dedicata ben separata)
  • Aerazione naturale o forzata, illuminazione adeguata (almeno 500 lux sulla zona di lavoro)
  • Conformita’ impianti elettrico e idraulico (DM 37/2008)

Attrezzature: investimento iniziale

Aprire uno studio di tatuaggio richiede un investimento iniziale tra 15.000 e 30.000 euro, a seconda di metratura e qualita’ delle attrezzature. Voci principali:

AttrezzaturaCosto indicativo
Macchinette rotative/coil (2-3 unita’)800 – 2.500 euro
Cartucce e aghi monouso (scorta iniziale)500 – 1.000 euro
Pigmenti certificati REACH (set base)1.500 – 3.000 euro
Autoclave classe B2.500 – 4.500 euro
Lampada LED senza ombre300 – 800 euro
Lettino professionale regolabile500 – 1.500 euro
Sgabello ergonomico tatuatore200 – 500 euro
Mobiletto carrello porta-strumenti200 – 600 euro
Sterilizzatore UV/calore secco400 – 1.200 euro
Arredo reception e sala d’attesa1.500 – 4.000 euro
Ristrutturazione locale e impianti5.000 – 15.000 euro

In regime forfettario non e’ possibile dedurre i costi analiticamente: l’investimento iniziale resta a carico del professionista senza beneficio fiscale (vedi paragrafo dedicato).

SCIA al Comune e iter burocratico

Una volta ottenuti gli attestati formativi e l’autorizzazione ASL, occorre presentare la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attivita’) al SUAP del Comune dove ha sede lo studio. La SCIA e’ la formalizzazione dell’apertura dell’attivita’ commerciale-artigianale.

Documenti per la SCIA

  • Modulo SCIA SUAP compilato
  • Attestato regionale di tatuatore (e di piercer/dermopigmentista se attivita’ connesse)
  • Attestati HACCP e primo soccorso
  • Autorizzazione sanitaria ASL
  • Planimetria del locale firmata da tecnico abilitato
  • Certificato di agibilita’ del locale
  • Conformita’ impianti elettrico (DM 37/2008) e idraulico
  • Documento d’identita’ e codice fiscale del titolare
  • Visura catastale dell’immobile

Iter completo passo per passo

  1. Apertura partita IVA presso Agenzia delle Entrate (modello AA9/12) con codice ATECO
  2. Iscrizione Camera di Commercio (CCIAA) come impresa artigiana
  3. Iscrizione INPS Gestione Artigiani contestuale all’iscrizione CCIAA
  4. Apertura posizione INAIL per assicurazione infortuni
  5. Autorizzazione ASL (sopralluogo e via libera Dipartimento Prevenzione)
  6. SCIA al SUAP comunale con tutta la documentazione
  7. Apertura conto corrente dedicato (consigliato)
  8. Attivazione fatturazione elettronica e cassetto fiscale

Tempi medi: 60-90 giorni dall’inizio della procedura all’apertura effettiva dello studio. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste in tutte le fasi amministrative, fiscali e contabili.

Codice ATECO tatuatore: 96.09.04 o 96.09.09

La scelta del codice ATECO e’ uno degli aspetti piu’ delicati per il tatuatore. La classificazione ATECO 2025 (entrata in vigore dal 1° gennaio 2025) ha aggiornato i codici per i servizi alla persona. Per l’attivita’ di tatuaggio e piercing si utilizza un codice della divisione 96.09 – Altre attivita’ di servizi alla persona n.c.a..

96.09.04 – Servizi di tatuaggio e piercing

E’ il codice ATECO specifico introdotto con la classificazione ATECO 2025 per chi esegue tatuaggi, piercing e dermopigmentazione. E’ la scelta corretta per uno studio dedicato.

96.09.09 – Altre attivita’ di servizi alla persona n.c.a.

Codice piu’ generico, utilizzato in passato (prima del 2025) anche per tatuatori e piercer. Resta valido come alternativa qualora alcune Camere di Commercio non avessero ancora aggiornato la procedura al codice 96.09.04. Il CAF Centro Fiscale verifica con la CCIAA territoriale quale codice utilizzare.

Coefficiente di redditivita’ forfettario: 67%

Indipendentemente dalla scelta tra 96.09.04 e 96.09.09, entrambi i codici rientrano nella categoria forfettaria “Altre attivita’ economiche” con coefficiente di redditivita’ del 67%. Significa che il 67% del fatturato e’ considerato reddito imponibile, il restante 33% e’ forfettariamente abbattuto come “costi”. Confermato anche per il 2026 dalla Legge di Bilancio.

Regime forfettario tatuatore: coefficiente 67% e aliquota

Il regime forfettario e’ quasi sempre la scelta piu’ conveniente per un tatuatore in fase di avvio. Caratteristiche principali per il 2026:

  • Limite ricavi/compensi: 85.000 euro annui
  • Coefficiente redditivita’: 67% (categoria altre attivita’)
  • Aliquota imposta sostitutiva: 5% per i primi 5 anni (start-up), poi 15%
  • No IVA, no IRAP, no ISA
  • Niente fatturazione elettronica obbligatoria sotto 25.000 euro di ricavi anno precedente, obbligatoria sopra

Calcolo del reddito imponibile

Esempio: tatuatore con fatturato annuo 50.000 euro

  • Reddito imponibile: 50.000 × 67% = 33.500 euro
  • Si sottraggono i contributi INPS Artigiani versati nell’anno (es. 4.500 euro) = 29.000 euro
  • Imposta sostitutiva 15%: 29.000 × 15% = 4.350 euro
  • Imposta sostitutiva 5% (start-up): 29.000 × 5% = 1.450 euro

Aliquota 5% start-up: i requisiti

L’aliquota agevolata al 5% per i primi 5 anni e’ applicabile se:

  • Non hai esercitato attivita’ artistica, professionale o d’impresa nei 3 anni precedenti
  • L’attivita’ non e’ una mera prosecuzione di altra attivita’ precedentemente svolta come dipendente o assimilato
  • Se subentri in un’attivita’ altrui, i ricavi del cedente nell’anno precedente non superano 85.000 euro

Cause di esclusione dal forfettario

Il forfettario non e’ applicabile se:

  • Hai partecipazioni in societa’ di persone, SRL trasparenti o associazioni professionali
  • Sei lavoratore dipendente con redditi superiori a 35.000 euro nell’anno precedente
  • Fatturi prevalentemente a un ex datore di lavoro o soggetti collegati
  • Superi gli 85.000 euro di ricavi

Cassa INPS Artigiani: contributi 2026 e riduzione 35%

Il tatuatore, in quanto artigiano iscritto alla Camera di Commercio, deve obbligatoriamente versare contributi alla Gestione Artigiani INPS. Non esiste una cassa privata di categoria: l’iscrizione alla Gestione Artigiani e’ contestuale all’iscrizione CCIAA.

Contributi INPS Artigiani 2026

  • Reddito minimale 2026: circa 18.500 euro (importo soggetto ad aggiornamento annuale ISTAT)
  • Aliquota artigiani: 24% (di cui 24% IVS sopra il minimale e una piccola quota maternita’)
  • Contributi minimi fissi: circa 4.200 euro/anno (sul reddito minimale, divisi in 4 rate trimestrali)
  • Contributi a percentuale: 24% sul reddito eccedente il minimale fino al massimale (circa 92.000 euro)

Riduzione 35% per forfettari (DOMANDA OBBLIGATORIA)

I tatuatori in regime forfettario possono richiedere la riduzione del 35% dei contributi INPS Artigiani. La riduzione si applica sia ai contributi minimi sia a quelli a percentuale.

  • Contributi minimi ridotti: 4.200 × 65% = circa 2.730 euro/anno
  • Aliquota effettiva: 24% × 65% = 15,6% sul reddito eccedente

Attenzione: la riduzione 35% non e’ automatica. Va richiesta tramite il cassetto previdenziale INPS entro il 28 febbraio dell’anno per cui si vuole l’agevolazione (o entro la stessa data se si apre P.IVA in corso d’anno). Se non richiesta, si pagano i contributi pieni. Lo svantaggio: con la riduzione, anche la contribuzione ai fini pensionistici e’ ridotta proporzionalmente.

Scadenze versamento contributi 2026

  • 16 maggio 2026: 1° rata fissa
  • 20 agosto 2026: 2° rata fissa
  • 16 novembre 2026: 3° rata fissa
  • 16 febbraio 2027: 4° rata fissa
  • 30 giugno 2026: saldo + 1° acconto contributi a percentuale 2025
  • 30 novembre 2026: 2° acconto

Smaltimento rifiuti speciali e ditta autorizzata

Lo studio di tatuaggio produce rifiuti sanitari speciali a rischio infettivo (CER 18.01.03*): aghi usati, cartucce, garze imbevute di sangue, guanti contaminati, residui di pigmenti. Questi rifiuti non possono essere conferiti nei normali cassonetti: vanno smaltiti tramite ditta autorizzata.

Procedura corretta

  1. Conferimento aghi e taglienti in contenitori rigidi monouso certificati UN3291
  2. Conferimento garze, guanti e materiali assorbenti in buste rosse a doppio strato
  3. Stoccaggio temporaneo in zona dedicata dello studio (massimo 30 giorni)
  4. Contratto con ditta autorizzata al trasporto e smaltimento (Albo Gestori Ambientali)
  5. FIR (Formulario Identificazione Rifiuti) per ogni ritiro
  6. Registro carico/scarico rifiuti vidimato

Costo medio: 50-150 euro/mese a seconda della frequenza dei ritiri e del volume di rifiuti prodotto. Le sanzioni per smaltimento improprio possono arrivare a 26.000 euro.

Assicurazione RC professionale obbligatoria

L’assicurazione RC professionale e’ obbligatoria per i tatuatori. Copre i danni causati al cliente durante e dopo l’esecuzione del tatuaggio: reazioni allergiche, infezioni, cicatrici cheloidi, contestazioni estetiche. La maggior parte delle regioni la richiede esplicitamente come requisito per il rilascio dell’autorizzazione.

Cosa deve coprire la polizza

  • Responsabilita’ civile verso terzi (RCT) per danni a clienti e visitatori
  • Responsabilita’ civile professionale (RC professional)
  • Massimale consigliato: minimo 1.000.000 di euro per sinistro
  • Coperture aggiuntive: tutela legale, perdite del locale, furto attrezzature

Costo medio della polizza: 250-500 euro/anno per uno studio singolo. Cresce in caso di studi con piu’ artisti o massimali piu’ elevati.

Liberatoria cliente, GDPR e registro tatuaggi

Liberatoria e consenso informato

Prima di ogni tatuaggio e’ obbligatorio far firmare al cliente un modulo di consenso informato (anche detto “liberatoria“). Il modulo deve contenere:

  • Dati anagrafici completi del cliente (con copia documento d’identita’)
  • Descrizione del tatuaggio e zona del corpo
  • Informazioni sui rischi: dolore, infezioni, allergie ai pigmenti, esiti cicatriziali
  • Dichiarazione di buono stato di salute (assenza di patologie incompatibili)
  • Dichiarazione di non assunzione di anticoagulanti o farmaci che possono interferire
  • Indicazioni post-trattamento (cura del tatuaggio, prodotti consigliati)
  • Liberatoria su uso eventuale dell’immagine sui social
  • Dichiarazione di maggiore eta’ o consenso del genitore (per minorenni, dove ammesso)

Tatuaggi a minorenni

La maggior parte delle regioni vieta tatuaggi a minori di 14 anni. Per la fascia 14-18 anni e’ richiesto consenso scritto di entrambi i genitori e presenza di almeno uno di essi durante l’esecuzione. Verificare sempre la normativa regionale specifica.

GDPR e registro tatuaggi

Il tatuatore tratta dati personali e sanitari sensibili: e’ soggetto al Regolamento UE 2016/679 (GDPR). Obblighi principali:

  • Informativa privacy consegnata al cliente prima della raccolta dati
  • Registro dei trattamenti (art. 30 GDPR)
  • Consenso esplicito per dati sanitari (art. 9 GDPR)
  • Misure di sicurezza per la conservazione (cassetti chiusi a chiave, file con password)
  • Conservazione moduli e foto: minimo 5 anni dalla fine del rapporto
  • Nomina DPO se trattamento sistematico su larga scala (raro per studi piccoli)

Il registro dei tatuaggi richiesto dall’ASL (con dati cliente, data, area, pigmenti, lotto aghi) e’ un documento sanitario obbligatorio distinto dal registro GDPR ma compatibile con esso.

Fatturazione B2C, sessioni multiple e acconti

Fatturazione B2C: codice destinatario 0000000

I clienti del tatuatore sono prevalentemente privati (B2C). La fattura va emessa con:

  • Codice destinatario “0000000” (sette zeri) per il cliente privato
  • Codice fiscale del cliente nei dati anagrafici (no P.IVA)
  • Indirizzo email opzionale per la copia di cortesia
  • Indicazione del regime forfettario in calce: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89, Legge 190/2014 – Regime forfettario“
  • Marca da bollo da 2,00 euro per fatture sopra 77,47 euro (a carico del cliente o del professionista)

Soglia obbligo fattura elettronica

Dal 2024 la fatturazione elettronica e’ obbligatoria per tutti i forfettari con ricavi superiori a 25.000 euro nell’anno precedente. Sotto questa soglia resta facoltativa, ma il CAF Centro Fiscale di Udine consiglia di adottarla comunque per uniformita’ e tracciabilita’.

Sessioni multiple: gestione acconto + saldo

I tatuaggi grandi (sleeve, schiena, gamba) richiedono spesso piu’ sessioni in giorni diversi. Come gestire la fatturazione?

  • Opzione 1 – Fattura a saldo unica: si emette un’unica fattura al termine dell’ultima sessione
  • Opzione 2 – Acconto + saldo: si emette una fattura “acconto su tatuaggio” alla prima sessione, e una fattura saldo alla conclusione
  • Opzione 3 – Fattura per ogni sessione: si fattura ogni singola sessione

La scelta dipende dall’organizzazione interna. Importante: il regime forfettario adotta il principio di cassa, quindi i ricavi vanno imputati nell’anno in cui il cliente paga, non in quello in cui viene completato il tatuaggio.

Tariffe tatuatore 2026: piccolo, medio, giornata

Le tariffe medie di mercato nel 2026 (variabili in base a esperienza, citta’ e fama dell’artista):

TipologiaTariffa indicativaDurata
Tatuaggio piccolo (5-8 cm)80 – 150 euro30-60 minuti
Tatuaggio medio (10-15 cm)200 – 500 euro1-3 ore
Tatuaggio grande / mezza giornata500 – 1.000 euro4-5 ore
Giornata intera1.000 – 1.500 euro7-8 ore
Coverup (copertura tatuaggio esistente)+30/50% rispetto a tariffa standardvariabile
Piercing standard30 – 80 euro (gioiello escluso)15-30 minuti
Microblading sopracciglia250 – 500 euro2-3 ore

Molti tatuatori applicano una tariffa oraria tra 80 e 150 euro/ora, con un minimo studio di 80-100 euro anche per il tatuaggio piu’ piccolo (per coprire i costi fissi di setup e materiali monouso).

Stagionalita’, convention e guest tattoo

Stagionalita’ del business

L’attivita’ di tatuaggio ha una marcata stagionalita’:

  • Picco gennaio-aprile: clienti che vogliono il tatuaggio “guarito” prima dell’estate
  • Calo estate (giugno-agosto): il sole e’ nemico dei tatuaggi freschi, molti rinviano
  • Ripresa settembre-novembre: clienti con tempo libero post-vacanze
  • Calo dicembre: spese natalizie

Per destagionalizzare, molti studi puntano su tatuaggi piccoli a tariffa fissa estiva, sessioni serali, eventi tematici.

Convention e guest tattoo

Le convention di tatuaggio (Milan Tattoo Convention, Roma Tattoo Expo, ecc.) sono opportunita’ importanti di visibilita’ e fatturato. Aspetti fiscali da considerare:

  • Iscrizione come espositore (in genere 500-2.000 euro per il box)
  • I tatuaggi eseguiti in convention vanno fatturati regolarmente con la propria P.IVA
  • Spese trasferta: in regime forfettario non sono deducibili analiticamente
  • Possibile collaborazione con guest tattooer ospitati nel proprio studio

Guest tattoo: collaborazioni tra P.IVA

Quando un tatuatore ospite (italiano o straniero) lavora nel tuo studio per qualche giorno, la gestione fiscale e’:

  • Il guest fattura direttamente al cliente con la propria P.IVA (se italiano) o emette ricevuta (se straniero senza P.IVA italiana)
  • Lo studio puo’ richiedere una quota di affitto postazione (es. 30% sul ricavato), fatturata B2B al guest tatuatore
  • Necessario contratto scritto tra studio e guest che definisca i termini economici e le responsabilita’
  • Verificare che il guest abbia attestati e RC valida nella regione di lavoro

Marketing studio tatuaggio: Instagram e Google Maps

Il marketing per uno studio di tatuaggio gioca un ruolo decisivo: la maggior parte dei clienti sceglie il tatuatore guardando portfolio fotografici online. Le leve principali:

Instagram: il portfolio digitale

  • Profilo professionale con foto in alta qualita’ di ogni lavoro completato
  • Reel di setup, processo di lavorazione (rispettando privacy del cliente)
  • Hashtag mirati: #tatuaggio[citta’], #tattoolife, #blackworktattoo, #realisticotattoo, ecc.
  • Stories con disponibilita’ settimanale e nuove flash
  • Collaborazioni con altri tatuatori per scambio visibilita’

Google Maps e Google Business Profile

  • Profilo Google Business verificato con orari, foto del locale, contatti
  • Recensioni clienti: chiedere sempre dopo il tatuaggio (effetto positivo enorme su SEO locale)
  • Foto geolocalizzate dei lavori per ranking nelle ricerche “tatuatore vicino a me”
  • Risposta tempestiva ai messaggi e alle recensioni (anche negative, in modo professionale)

Sito web professionale

Un sito web e’ utile per: portfolio strutturato per stili, biografia dell’artista, sezione FAQ, modulo prenotazione, blog SEO con articoli tipo “quanto costa un tatuaggio” o “cura post-tatuaggio“. Costo dello sviluppo: 800-2.500 euro una tantum + 50-100 euro/anno di hosting e dominio.

Esempi calcolo tasse: 30K, 50K, 75K euro

Esempi di calcolo tasse e contributi per un tatuatore in regime forfettario, con coefficiente 67% e riduzione INPS Artigiani 35%. Ipotesi: aliquota 15% (post primi 5 anni di attivita’).

Esempio 1: tatuatore alle prime armi – fatturato 30.000 euro

  • Reddito imponibile: 30.000 × 67% = 20.100 euro
  • Contributi INPS Artigiani (minimi ridotti): circa 2.730 euro
  • Reddito netto fiscale: 20.100 – 2.730 = 17.370 euro
  • Imposta sostitutiva 15%: 17.370 × 15% = 2.605 euro
  • Totale tasse + contributi: 5.335 euro
  • Netto in tasca: circa 24.665 euro (82% del fatturato)

Con aliquota 5% start-up: imposta sostitutiva 868 euro, netto in tasca circa 26.402 euro (88%).

Esempio 2: tatuatore affermato – fatturato 50.000 euro

  • Reddito imponibile: 50.000 × 67% = 33.500 euro
  • Contributi INPS Artigiani: minimi 2.730 + (33.500 – 18.500) × 24% × 65% = 2.730 + 2.340 = 5.070 euro
  • Reddito netto fiscale: 33.500 – 5.070 = 28.430 euro
  • Imposta sostitutiva 15%: 28.430 × 15% = 4.265 euro
  • Totale tasse + contributi: 9.335 euro
  • Netto in tasca: circa 40.665 euro (81% del fatturato)

Esempio 3: tatuatore di alto livello – fatturato 75.000 euro

  • Reddito imponibile: 75.000 × 67% = 50.250 euro
  • Contributi INPS Artigiani: minimi 2.730 + (50.250 – 18.500) × 24% × 65% = 2.730 + 4.953 = 7.683 euro
  • Reddito netto fiscale: 50.250 – 7.683 = 42.567 euro
  • Imposta sostitutiva 15%: 42.567 × 15% = 6.385 euro
  • Totale tasse + contributi: 14.068 euro
  • Netto in tasca: circa 60.932 euro (81% del fatturato)

Nota: questi calcoli sono indicativi e non considerano altri redditi del contribuente, eventuali addizionali o variazioni di aliquota INPS. Il CAF Centro Fiscale di Udine elabora il preventivo personalizzato sulla base della tua situazione specifica.

Confronto forfettario vs regime ordinario

Per un tatuatore con fatturato 50.000 euro e costi reali documentati di 12.000 euro/anno (attrezzature, locale, materiali), il regime ordinario semplificato porterebbe a:

  • Reddito ordinario: 50.000 – 12.000 = 38.000 euro (vs 33.500 forfettario)
  • IRPEF su 38.000 con scaglioni 2026: circa 9.500 euro
  • INPS Artigiani su 38.000 (no riduzione 35%): circa 7.500 euro
  • IVA da versare: 22% su 50.000 – IVA detraibile su acquisti = saldo netto a debito
  • Conclusione: in genere il forfettario resta piu’ conveniente sotto gli 80.000 euro, salvo investimenti molto rilevanti

FAQ partita IVA tatuatore

Posso fare il tatuatore senza partita IVA?

No. Tatuare in modo abituale dietro corrispettivo richiede l’apertura di partita IVA, l’iscrizione CCIAA come artigiano e tutte le autorizzazioni sanitarie. Il tatuaggio “in nero” e’ sanzionato sia dal punto di vista fiscale (evasione) sia da quello sanitario.

Quale codice ATECO devo usare: 96.09.04 o 96.09.09?

Dal 2025 esiste il codice 96.09.04 “Servizi di tatuaggio e piercing”: e’ la scelta corretta. In passato (e ancora oggi presso alcune CCIAA) si utilizzava il 96.09.09 generico. Entrambi rientrano nella categoria “Altre attivita’” del forfettario con coefficiente 67%.

Quanto guadagna in media un tatuatore in Italia?

Molto variabile: un tatuatore alle prime armi fattura 20.000-30.000 euro/anno, un tatuatore affermato 40.000-60.000, gli artisti di alto livello con riconoscibilita’ superano i 75.000 euro. Lo studio in proprio (senza dipendenti) consente generalmente margini netti dell’80% del fatturato in regime forfettario.

Posso tatuare a casa o devo aprire uno studio?

Tatuare nel proprio domicilio e’ generalmente vietato dalla normativa regionale: serve un locale autorizzato dall’ASL con caratteristiche igienico-sanitarie precise (lavabi, autoclave, separazione zone). Alcune regioni consentono studi “casalinghi” solo se dedicano un locale separato con accesso autonomo e tutti i requisiti.

Devo iscrivermi all’INAIL?

Si’, se hai dipendenti o collaboratori. Per il tatuatore titolare in proprio l’iscrizione INAIL e’ invece facoltativa (ma consigliata per la copertura infortuni sul lavoro).

Posso assumere altri tatuatori nel mio studio?

Si’. I rapporti possibili sono: contratto di affitto poltrona/postazione (collaborazione tra P.IVA, il piu’ diffuso), contratto di lavoro dipendente CCNL artigiani, contratto di apprendistato per giovani in formazione. Ogni inquadramento ha implicazioni contributive e fiscali diverse: il CAF Centro Fiscale assiste nella scelta corretta.

Posso vendere prodotti per la cura post-tatuaggio?

Si’, integrando l’attivita’ di servizio con la vendita di creme, cerotti, t-shirt brandizzate. La vendita rientra sempre nel regime forfettario fino a 85.000 euro complessivi, ma cambia il coefficiente di redditivita’: se la vendita diventa prevalente, applica il coefficiente del 40% (commercio al dettaglio). Per integrare la vendita serve aggiornare il codice ATECO secondario presso CCIAA.

I tatuaggi sono detraibili dal cliente come spese mediche?

No, i tatuaggi decorativi non sono detraibili. Solo la dermopigmentazione medica (ad esempio ricostruzione dell’areola post-mastectomia, vitiligine, alopecia) puo’ essere detraibile dal cliente come spesa sanitaria al 19%, se prescritta da medico e fatturata correttamente con codice ATECO compatibile.

Cosa succede se supero gli 85.000 euro di fatturato?

Se superi gli 85.000 ma resti sotto i 100.000 euro, esci dal forfettario dall’anno successivo. Se superi i 100.000 euro, esci immediatamente con applicazione di IVA, IRPEF a scaglioni e regime ordinario in corso d’anno. Il CAF Centro Fiscale ti aiuta a pianificare il passaggio gradualmente.

Apri la partita IVA da tatuatore con il CAF Centro Fiscale di Udine

Aprire uno studio di tatuaggio nel 2026 e’ un percorso impegnativo ma fattibile, a patto di seguire l’iter formativo regionale, ottenere l’autorizzazione ASL, presentare la SCIA al Comune e attivare la posizione fiscale e previdenziale corretta. Il regime forfettario con coefficiente 67% e la riduzione INPS Artigiani del 35% sono gli strumenti fiscali piu’ vantaggiosi per la maggior parte dei tatuatori.

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste tatuatori, piercer e dermopigmentisti in tutta la fase di apertura: scelta del codice ATECO, apertura partita IVA, iscrizione CCIAA come artigiani, attivazione INPS Artigiani con richiesta riduzione 35%, SCIA, supporto su autorizzazione ASL, fatturazione elettronica, gestione contabile annuale, modello redditi PF, F24, scadenze contributive. Contattaci per un preventivo personalizzato e una consulenza dedicata sulla tua nuova attivita’.

CAF Centro Fiscale – Udine
Via Roma, 24 – Udine
Telefono: 0432 506512
Email: info@centrofiscale.com

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Giugno 22, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-22 08:00:002026-05-24 09:36:53Partita IVA Tatuatore 2026: Regime Forfettario, Requisiti Sanitari e Fatturazione

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