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Tag Archivio per: cessione del quinto pensione

CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Cessione del Quinto della Pensione: Stop alle Doppie Trattenute e Nuova Decorrenza

Pensione 2026 INPS

La cessione del quinto della pensione è uno strumento di credito molto utilizzato dai pensionati italiani, che consente di ottenere un prestito con rimborso direttamente trattenuto sulla pensione INPS. Negli ultimi anni, tuttavia, molti pensionati si sono trovati a fare i conti con un problema serio: le cosiddette doppie trattenute, ovvero situazioni in cui la rata del prestito veniva decurtata dalla pensione sia nel mese di inizio che in quelli successivi, generando addebiti duplicati o sfasamenti temporali che colpivano duramente il reddito mensile. Con le nuove disposizioni in vigore nel 2026, l’INPS ha finalmente messo ordine su questo fronte, stabilendo regole più chiare sulla decorrenza delle rate e sulle modalità di rettifica in caso di trattenute errate.

In questa guida completa spieghiamo come funziona oggi la cessione del quinto per i pensionati, cosa sono le doppie trattenute, come evitarle e come chiedere il rimborso se hai subito addebiti non dovuti. Se sei un pensionato che ha stipulato o sta valutando una cessione del quinto, questa è la lettura che fa per te.

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Cos’è la cessione del quinto della pensione

La cessione del quinto è una forma di prestito personale riservata ai lavoratori dipendenti e ai pensionati INPS (ma anche di altri enti previdenziali). Il meccanismo è semplice: la rata mensile di rimborso viene trattenuta direttamente dalla busta paga o dal cedolino pensione e versata all’istituto di credito che ha erogato il prestito. Il nome deriva dal fatto che la rata non può superare il quinto (20%) della pensione o dello stipendio netto.

Per i pensionati, la cessione del quinto presenta alcune caratteristiche peculiari rispetto ai lavoratori dipendenti:

  • Importo massimo cedibile: il 20% della pensione netta mensile, con il vincolo che l’importo residuo non scenda sotto la soglia del minimo vitale (pari all’assegno sociale maggiorato del 50%, attualmente circa 807 euro nel 2026);
  • Durata del prestito: da 24 a 120 mesi (da 2 a 10 anni);
  • Intermediario obbligatorio: l’INPS funge da sostituto nella trattenuta e nel versamento alla banca o finanziaria;
  • Assicurazione obbligatoria: deve essere stipulata una polizza vita e una polizza rischio impiego (o, per i pensionati, una polizza analoga sul rischio di sopravvivenza).

Rispetto ad altri prestiti, la cessione del quinto è considerata più sicura per la banca (che ha la garanzia della trattenuta diretta) e generalmente più accessibile per il pensionato, anche in presenza di altri debiti o di una cattiva storia creditizia.

Il problema delle doppie trattenute: cosa sono e perché accadono

Le doppie trattenute sono uno dei problemi più ricorrenti e più fastidiosi per i pensionati che hanno stipulato una cessione del quinto. In termini pratici, si tratta di una situazione in cui nello stesso mese vengono decurtate dalla pensione due rate invece di una, oppure in cui la rata inizia a essere trattenuta prima del previsto, creando un addebito aggiuntivo non previsto dal piano di rimborso.

Questo fenomeno può avvenire per diverse ragioni:

  • Rinnovo o sostituzione del prestito: quando un pensionato estingue anticipatamente un vecchio contratto e ne stipula uno nuovo (cosiddetto consolidamento), il passaggio tra vecchio e nuovo piano di rimborso può generare sovrapposizioni temporanee nelle trattenute;
  • Ritardo nell’inserimento a sistema: l’INPS riceve la notifica del nuovo contratto con un certo ritardo rispetto all’erogazione del prestito, e nel frattempo continua a trattenere la rata del vecchio contratto; quando il nuovo viene caricato, parte la doppia decurtazione;
  • Errori nei dati trasmessi dalla banca: errori nell’invio del flusso informatico tra finanziaria e INPS, con decorrenze sbagliate o importi non aggiornati;
  • Problemi nel blocco del vecchio contratto: l’estinzione del precedente finanziamento non viene comunicata tempestivamente all’INPS, che continua a trattenere la vecchia rata in parallelo con quella nuova.

Il risultato per il pensionato è un accredito mensile sensibilmente inferiore al previsto, con conseguenti difficoltà nel far fronte alle spese quotidiane. In alcuni casi documentati, la pensione netta arrivava addirittura sotto il minimo vitale, violando le tutele di legge.

Le nuove regole 2026 sulla decorrenza: cosa cambia

Con le nuove istruzioni operative diramate dall’INPS nel corso del 2026, l’Istituto ha ridefinito le regole sulla decorrenza delle trattenute per la cessione del quinto, intervenendo su tre aspetti fondamentali:

1. Decorrenza dalla prima rata effettiva

La rata della cessione del quinto deve decorrere dal primo mese intero successivo alla data di stipula del contratto e alla comunicazione ufficiale all’INPS. In pratica, se il contratto viene firmato il 15 maggio, la prima trattenuta non può scattare prima del mese di luglio. La regola precedente era più ambigua e lasciava spazio a interpretazioni che consentivano alle finanziarie di anticipare la prima rata al mese successivo alla firma, anche se l’INPS non aveva ancora ricevuto tutta la documentazione.

2. Stop automatico alla vecchia trattenuta in caso di rinnovo

In caso di estinzione anticipata e contestuale stipula di un nuovo contratto (il cosiddetto rinnovo della cessione del quinto), l’INPS è ora tenuto a bloccare la trattenuta del vecchio contratto nello stesso mese in cui attiva quella del nuovo. Non possono coesistere nello stesso cedolino due trattenute per due diversi contratti di cessione del quinto, salvo casi eccezionali espressamente previsti (come la delega sul 20% residuo, che è uno strumento separato).

3. Procedura accelerata di rettifica

L’INPS ha introdotto una procedura semplificata di rimborso per i pensionati che hanno subito doppie trattenute. Non è più necessario presentare un ricorso formale o attendere mesi: basta presentare una specifica istanza attraverso il portale INPS MyINPS o il patronato, allegando il piano di ammortamento del prestito e i cedolini pensione degli ultimi 6 mesi. Il rimborso delle somme indebitamente trattenute deve avvenire entro 90 giorni dalla domanda.

AspettoRegole precedentiNuove regole 2026
Decorrenza prima rataDal mese successivo alla firma (anche parziale)Dal primo mese intero dopo comunicazione completa all’INPS
Rinnovo contrattoPossibile sovrapposizione temporanea di 1-2 mesiStop automatico vecchia rata al momento attivazione nuova
Rimborso doppia trattenutaIter ricorso formale (fino a 6-12 mesi)Procedura semplificata entro 90 giorni
Verifica minimo vitaleControllo a campioneControllo automatico preventivo nel sistema INPS

Come funziona la decorrenza nella pratica: un esempio concreto

Supponiamo che Maria, pensionata con assegno netto di 1.400 euro al mese, stipuli il 10 giugno 2026 un contratto di cessione del quinto da 12.000 euro, con 84 rate mensili da 190 euro circa.

Con le nuove regole, ecco cosa accade:

  • Giugno 2026: pensione accreditata integralmente (1.400 euro), nessuna trattenuta perché il contratto è stato firmato nel corso del mese e la documentazione completa arriva all’INPS entro fine giugno;
  • Luglio 2026: prima trattenuta di 190 euro; pensione netta = 1.210 euro;
  • Da agosto 2026 in poi: trattenuta mensile regolare di 190 euro per 82 mesi.

Con le vecchie regole (e in assenza di controlli adeguati), la trattenuta poteva scattare già a giugno (prima rata), e a luglio poteva verificarsi una seconda decurtazione per “recuperare” il mese precedente in cui la comunicazione era arrivata in ritardo, generando una doppia trattenuta da 380 euro sul cedolino di luglio.

Un altro scenario tipico riguarda il rinnovo. Poniamo che Maria avesse già una vecchia cessione del quinto con rata mensile di 150 euro, che estingue contestualmente all’accensione del nuovo contratto. Con le nuove regole:

  • Il vecchio contratto viene bloccato a giugno 2026 (la banca riceve il saldo estintivo);
  • Il nuovo contratto parte con la prima rata a luglio 2026;
  • Sul cedolino di luglio compare solo la nuova rata da 190 euro, non più quella vecchia da 150 euro.

Prima del 2026 era frequente che su luglio comparissero entrambe le rate (vecchia + nuova), con il cedolino che segnava una trattenuta complessiva di 340 euro, ovvero il 24% della pensione netta: oltre il limite legale del 20%.

Il limite del quinto: calcolo e tutele sul minimo vitale

La legge stabilisce che la rata della cessione del quinto non può mai superare il 20% della pensione netta mensile. Questo limite ha una doppia funzione: protegge il pensionato dall’indebitamento eccessivo e garantisce alla banca che l’importo trattenuto sia sempre sostenibile rispetto al reddito.

Ma c’è un secondo vincolo, ancora più importante: la pensione residua dopo la trattenuta non può scendere sotto il minimo vitale, calcolato come l’importo dell’assegno sociale maggiorato del 50%. Per il 2026, l’assegno sociale ammonta a circa 538 euro mensili; il minimo vitale è quindi pari a circa 807 euro al mese.

Questo significa che se la pensione di una persona è di 900 euro, il 20% (180 euro) porterebbe la pensione residua a 720 euro, sotto il minimo vitale. In questo caso l’INPS è tenuto a ridurre la rata al massimo importo trattenibile compatibile con il minimo, ovvero 93 euro (900 – 807 = 93 euro).

Pensione netta mensileRata massima teorica (20%)Controllo minimo vitale (807€)Rata effettivamente applicabile
800 €160 €800 – 160 = 640 € < 807 €NON cedibile (pensione troppo bassa)
1.000 €200 €1.000 – 200 = 800 € < 807 €Max 193 € (1.000 – 807 = 193 €)
1.200 €240 €1.200 – 240 = 960 € > 807 €240 € (pieno 20%)
1.500 €300 €1.500 – 300 = 1.200 € > 807 €300 € (pieno 20%)

Le nuove disposizioni del 2026 prevedono che questo controllo venga effettuato automaticamente e preventivamente dal sistema informatico dell’INPS al momento dell’accettazione del flusso di dati inviato dalla banca. In passato, la verifica era a campione o posticipata, con il risultato che le trattenute partivano anche quando avrebbero dovuto essere ridotte o bloccate.

Come richiedere il rimborso per doppie trattenute già subite

Se hai subito doppie trattenute in passato (anche prima del 2026), puoi comunque chiedere il rimborso. Ecco la procedura aggiornata:

Verifica il cedolino pensione

Il primo passo è consultare i cedolini pensione degli ultimi 12-24 mesi tramite il portale INPS (sezione “La mia pensione” o via PIN/SPID). Devi verificare che:

  • La voce “trattenuta cessione del quinto” non compaia due volte nello stesso cedolino;
  • L’importo trattenuto non superi il 20% della pensione lorda o non violi il minimo vitale;
  • La decorrenza della prima rata coincida con quanto previsto dal contratto.

Se trovi anomalie, puoi verificare anche il piano di ammortamento ricevuto dalla banca o dalla finanziaria al momento della firma del contratto. Su quel documento è riportata con precisione la data di partenza della prima rata e l’importo di ogni singola rata.

Presenta la domanda di rimborso

Hai due canali ufficiali:

  • Portale INPS MyINPS (myinps.inps.it) → sezione “Prestazioni e servizi” → “Rimborso trattenute eccedenti cessione del quinto”. Occorre SPID o CIE di livello 2;
  • Patronato o CAF: puoi rivolgerti gratuitamente a un patronato abilitato (come il CAF Centro Fiscale di Udine) che presenterà la domanda per tuo conto e seguirà la pratica fino al rimborso.

La documentazione necessaria è:

  • Copia del contratto di cessione del quinto (o dei contratti se si tratta di rinnovo);
  • Piano di ammortamento in vigore;
  • Cedolini pensione degli ultimi 6-12 mesi;
  • Documento di identità valido;
  • Codice IBAN su cui ricevere il rimborso.

Entro 90 giorni dalla presentazione della domanda, l’INPS deve effettuare il rimborso delle somme indebitamente trattenute, accreditandole direttamente sulla pensione del mese successivo all’accoglimento dell’istanza o tramite bonifico bancario.

Cessione del quinto e delega di pagamento: la differenza

Molti pensionati confondono la cessione del quinto con la delega di pagamento (o delegazione di pagamento). Si tratta di due strumenti diversi, anche se simili:

  • Cessione del quinto: il pensionato cede una quota (massimo 1/5) del suo reddito al creditore. Questa è la forma base e la più comune;
  • Delega di pagamento: permette di ottenere un secondo prestito in aggiunta alla cessione del quinto già in essere, fino a un altro quinto della pensione. In pratica, con cessione + delega si può arrivare a trattenere fino al 40% della pensione (due quinti), ma solo se rimane garantito il minimo vitale.

Il punto critico è che cessione del quinto e delega devono essere trattate separatamente nel cedolino pensione. Non devono mai essere sommate nella stessa voce, perché altrimenti non è possibile verificare che ciascuna non superi il limite del 20%.

Con le nuove regole 2026, anche per la delega di pagamento valgono le stesse tutele anti-doppie-trattenute previste per la cessione del quinto: stop automatico in caso di rinnovo e decorrenza corretta dalla prima rata.

I diritti del pensionato: cosa può fare se l’INPS non risponde

Se hai presentato domanda di rimborso e l’INPS non ha risposto entro 90 giorni, o ha respinto la tua istanza senza motivi validi, hai a disposizione diversi strumenti di tutela:

Ricorso amministrativo interno

Puoi presentare un ricorso al Comitato Provinciale INPS entro 90 giorni dalla comunicazione del diniego (o entro 90 giorni dalla scadenza del termine di silenzio-inadempimento). Il ricorso è gratuito e può essere assistito dal patronato.

Ricorso giudiziario

Se il ricorso amministrativo non dà esito positivo, è possibile rivolgersi al Tribunale del Lavoro competente per territorio. Le controversie in materia di prestazioni previdenziali sono esenti da contributo unificato, quindi il procedimento è a costo contenuto. In caso di importi modesti (fino a 2.500 euro), è possibile ricorrere al Giudice di Pace.

Arbitro Bancario Finanziario (ABF)

Se la responsabilità della doppia trattenuta è della banca o finanziaria (ad esempio perché ha inviato in ritardo la comunicazione di estinzione del vecchio contratto), puoi presentare un esposto all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), un organismo indipendente di risoluzione stragiudiziale delle controversie bancarie. Il procedimento ABF è rapido (6-9 mesi) e a basso costo (20 euro di rimborso spese, rifusi se il ricorso viene accolto).

Come evitare le doppie trattenute: consigli pratici

Prevenire è meglio che curare. Ecco alcune raccomandazioni concrete per evitare di incappare nel problema delle doppie trattenute:

  • Firma il contratto nei primi giorni del mese: così la documentazione completa arriva all’INPS entro il mese stesso e la prima trattenuta parte regolarmente il mese successivo, senza ambiguità;
  • Controlla il piano di ammortamento: la data della prima rata deve corrispondere esattamente a ciò che ti viene comunicato dalla banca; se c’è discordanza, segnalalo immediatamente;
  • Conserva la ricevuta dell’estinzione anticipata: in caso di rinnovo, conserva la ricevuta dell’estinzione del vecchio prestito e il documento che attesta la comunicazione inviata all’INPS; è la prova principale in caso di contestazione;
  • Monitora il cedolino pensione: controlla ogni mese il tuo cedolino su INPS MyINPS; le irregolarità vanno segnalate entro 30 giorni per una procedura di rimborso più rapida;
  • Affidati a un patronato: il patronato o un CAF ti supporta gratuitamente nella verifica dei cedolini e nella presentazione di eventuali istanze di rimborso.

Cessione del quinto della pensione: vale la pena nel 2026?

Nonostante il problema delle doppie trattenute (ora in via di risoluzione normativa), la cessione del quinto resta uno degli strumenti di credito più convenienti per i pensionati, in particolare per chi:

  • Non ha garanzie immobiliari da offrire per un mutuo;
  • Ha una storia creditizia negativa o è segnalato in CRIF;
  • Ha bisogno di un importo contenuto (da 5.000 a 60.000 euro) con rimborso rateale certo;
  • Preferisce una rata fissa e prevedibile rispetto a forme di credito revolving.

I tassi di interesse sulla cessione del quinto sono regolati dalla Banca d’Italia attraverso i tassi soglia trimestrali. I tassi effettivi variano in base all’importo, alla durata e all’eta’ del richiedente; per avere un quadro aggiornato, è sempre consigliabile richiedere preventivi a più istituti e verificare i tassi soglia pubblicati trimestralmente dalla Banca d’Italia. È sempre consigliabile confrontare le offerte di più istituti prima di firmare.

Leggi anche: Cessione del Quinto Pensione 2026: Nuove Regole INPS sui Rinnovi e Decorrenza Rate

Leggi anche: Cedolino Pensione Giugno 2026 Online: Importi, Calendario Pagamenti e Come Consultarlo

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Domande Frequenti (FAQ)

Quante rate al massimo può avere una cessione del quinto pensione?

La durata massima è di 120 mesi (10 anni). La durata minima è di 24 mesi. In genere i contratti più comuni hanno durata di 60, 84 o 120 rate.

Posso avere sia la cessione del quinto che la delega di pagamento sulla stessa pensione?

Sì, è possibile cumulare cessione del quinto (1/5) e delega di pagamento (1/5), arrivando a trattenere fino al 40% della pensione, a condizione che il residuo mensile non sia inferiore al minimo vitale (circa 807 euro nel 2026).

Cosa succede se il pensionato muore prima di estinguere il prestito?

La polizza assicurativa obbligatoria collegata alla cessione del quinto copre il rischio di premorienza: in caso di decesso del pensionato, la compagnia assicuratrice salda il debito residuo alla banca. Gli eredi non sono tenuti a rimborsare il prestito.

Entro quanto tempo l’INPS deve rispondere alla domanda di rimborso per doppie trattenute?

Con le nuove regole 2026, l’INPS deve accogliere o rigettare la domanda di rimborso entro 90 giorni dalla presentazione. Se non risponde entro questo termine, si configura il silenzio-inadempimento, contro cui è possibile presentare ricorso.

Posso estinguere anticipatamente la cessione del quinto?

Sì. Hai il diritto di estinguere anticipatamente il prestito in qualsiasi momento, pagando il debito residuo decurtato degli interessi non maturati (rimborso proporzionale secondo la formula dell’ammortamento francese). In caso di estinzione anticipata per rinnovo, il nuovo contratto deve indicare esattamente l’importo del saldo estintivo.

Come faccio a sapere se la rata che mi viene trattenuta è corretta?

Accedi al portale INPS MyINPS con SPID o CIE, vai alla sezione “La mia pensione” e controlla il cedolino mensile. La voce “cessione del quinto” deve riportare l’importo contrattualmente previsto nel piano di ammortamento. Se la cifra non coincide, contatta subito il patronato o il CAF più vicino.

Giugno 2, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-02 10:49:372026-06-02 10:09:59Cessione del Quinto della Pensione: Stop alle Doppie Trattenute e Nuova Decorrenza

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