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Tag Archivio per: bonus benzina 2026

NOTIZIE

Bonus benzina 2026 per redditi bassi: come funziona per lavoratori e imprese

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Un nuovo bonus benzina per redditi bassi torna al centro del dibattito fiscale nel 2026. Lo strumento, già presente nel panorama agevolativo italiano, prevede la possibilità per le aziende di erogare ai propri dipendenti un contributo esente da tasse per il carburante, rientrante nel più ampio perimetro del welfare aziendale e dei fringe benefit. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Indice dei contenuti

  • Cos’è il bonus benzina per redditi bassi
  • Come funziona per i lavoratori dipendenti
  • Come funziona per le imprese
  • Soglie e importi 2026
  • Come richiederlo
  • Domande frequenti

Cos’è il bonus benzina per redditi bassi

Il bonus benzina per redditi bassi è un beneficio fiscale che consente alle aziende di fornire ai dipendenti un voucher o rimborso per il carburante, completamente esente da IRPEF e contributi previdenziali entro i limiti di legge previsti per i fringe benefit.

Si tratta di uno strumento che rientra nel cosiddetto welfare aziendale, ossia l’insieme di prestazioni, beni e servizi che il datore di lavoro può mettere a disposizione dei propri dipendenti in aggiunta alla retribuzione ordinaria, con vantaggi fiscali sia per il lavoratore che per l’azienda.

Il meccanismo si basa sui fringe benefit (benefici accessori): il Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), all’articolo 51, prevede che alcune tipologie di beni e servizi concessi dal datore di lavoro non concorrano alla formazione del reddito imponibile del dipendente, se entro determinate soglie annue.

Come funziona per i lavoratori dipendenti

Per il lavoratore dipendente, il bonus benzina funziona in modo semplice: il datore di lavoro eroga un voucher carburante o rimborsa direttamente le spese di benzina sostenute dal dipendente. L’importo ricevuto non viene tassato se rimane entro la soglia annua prevista dalla normativa vigente per i fringe benefit.

La norma vigente per il 2026 distingue due situazioni in base alla famiglia del lavoratore:

  • Lavoratori senza figli fiscalmente a carico: si applica la soglia di esenzione base di 1.000 euro annui
  • Lavoratori con almeno un figlio fiscalmente a carico: si applica la soglia maggiorata di 2.000 euro annui

In entrambi i casi, il valore del benefit non concorre a formare il reddito imponibile del dipendente: significa che non si pagano né IRPEF né contributi INPS su quella somma, a condizione che il totale dei fringe benefit percepiti nell’anno rimanga entro la soglia applicabile.

Come funziona per le imprese

Dal punto di vista dell’azienda, erogare il bonus benzina ai propri dipendenti conviene per due ragioni principali.

Prima ragione: il costo sostenuto per acquistare i voucher carburante o per rimborsare le spese di benzina è deducibile dal reddito d’impresa ai fini IRES (o IRPEF per i datori di lavoro persone fisiche), come spesa per il personale ai sensi dell’art. 95 del TUIR.

Seconda ragione: l’azienda non versa contributi previdenziali su quelle somme erogate come fringe benefit entro soglia, a differenza di quanto accade con la normale retribuzione. Questo si traduce in un risparmio concreto sul costo del lavoro.

In pratica, il datore di lavoro può aumentare il potere d’acquisto netto del dipendente con un costo inferiore rispetto a un aumento di stipendio tradizionale, poiché lo stipendio è soggetto sia a contributi INPS che a tassazione IRPEF progressiva.

Soglie e importi 2026

Le soglie di esenzione fiscale per i fringe benefit, che includono anche i voucher benzina, sono disciplinate dall’articolo 51 del TUIR e aggiornate dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024), confermata per il 2026. Le soglie vigenti sono:

  • 1.000 euro annui: soglia base per tutti i lavoratori dipendenti
  • 2.000 euro annui: soglia maggiorata per i lavoratori con almeno un figlio fiscalmente a carico

Si tratta di limiti complessivi che riguardano tutti i fringe benefit percepiti nell’anno (non solo il bonus benzina, ma anche buoni spesa, rimborsi utenze domestiche, ecc.). Se l’importo totale supera la soglia applicabile, l’intero valore diventa imponibile, non solo la parte eccedente: questo è un aspetto cruciale da pianificare con l’azienda.

Attenzione: la normativa sui fringe benefit è soggetta a revisione periodica. Si consiglia sempre di verificare la normativa vigente al momento dell’erogazione e di consultare un esperto fiscale o il proprio CAF.

Come richiedere il bonus benzina

Il bonus benzina non si richiede autonomamente dal lavoratore: è il datore di lavoro che decide se e come erogarlo, nell’ambito della propria politica di welfare aziendale. Tuttavia, il lavoratore può:

  • Informarsi presso l’ufficio HR o l’amministrazione aziendale se l’azienda ha previsto questa tipologia di benefit
  • Proporre l’introduzione del welfare aziendale tramite accordi sindacali o contrattazione integrativa
  • Verificare il proprio CUD/CU annuale per controllare che i benefit ricevuti non abbiano concorso al reddito

Le aziende interessate ad attivare il piano welfare con voucher carburante devono invece:

  • Definire i criteri di erogazione (a tutti i dipendenti o solo a determinate categorie)
  • Acquistare i voucher carburante da società autorizzate o strutturare rimborsi documentati
  • Registrare correttamente i benefit nel cedolino paga entro le soglie di esenzione
  • Verificare la deducibilità in dichiarazione dei redditi aziendale

Per i lavoratori che ricevono il bonus benzina, è importante conservare la documentazione (buoni carburante, ricevute) per eventuali verifiche fiscali. Puoi anche leggere il nostro approfondimento sul recente sconto accise sui carburanti per il contesto normativo sui prezzi del carburante in Italia.

Domande frequenti sul bonus benzina

Il bonus benzina vale anche per i lavoratori autonomi?

No. Il bonus benzina come fringe benefit riguarda esclusivamente il rapporto di lavoro dipendente. I lavoratori autonomi e le partite IVA non possono accedervi come benefit, ma possono dedurre le spese di carburante come costo inerente all’attività nei limiti previsti dalla normativa fiscale ordinaria.

Il bonus benzina si somma ad altri fringe benefit?

Sì. Il bonus benzina rientra nel plafond complessivo dei fringe benefit annui (1.000 o 2.000 euro a seconda della situazione familiare). Se insieme ad altri benefit supera la soglia, l’intero importo diventa tassabile. Pianificare attentamente con l’azienda è fondamentale per ottimizzare il beneficio.

L’azienda è obbligata a erogare il bonus benzina?

No, non è obbligatoria. L’erogazione dipende dalla politica di welfare aziendale del datore di lavoro o da accordi aziendali/sindacali. Alcune categorie contrattuali (CCNL) possono però prevedere forme specifiche di welfare obbligatorio: è utile verificare il proprio contratto collettivo.

I voucher benzina scadono?

Sì. I voucher carburante hanno generalmente una data di scadenza entro cui devono essere utilizzati, stabilita dal fornitore del servizio. È importante verificare la validità temporale al momento del ricevimento e usarli prima della scadenza per non perderli.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Agosto 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-28 06:06:002026-08-28 06:47:36Bonus benzina 2026 per redditi bassi: come funziona per lavoratori e imprese

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