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Tag Archivio per: acconto IMU giugno 2026

CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Saldo IRPEF 2026: scadenza 30 giugno, codici tributo F24 e calcolo acconto

aliquote irpef 2024 e calcolo detrazioni

Il 30 giugno 2026 e la prima scadenza per il versamento del saldo IRPEF relativo all’anno d’imposta 2025 e del primo acconto IRPEF per il 2026. Per chi non riesce a rispettare questa data, c’e la possibilita di differire al 30 luglio 2026 con una maggiorazione dello 0,40%. In questa guida vediamo chi deve pagare, come si calcola l’importo, quali codici tributo F24 usare e cosa fare in caso di ritardo.

Quando scade il saldo IRPEF 2026

Le scadenze per il pagamento del saldo IRPEF 2026 sono:

  • 30 giugno 2026 (martedi): scadenza ordinaria per saldo IRPEF 2025 + primo acconto IRPEF 2026
  • 30 luglio 2026 (giovedi): scadenza differita con maggiorazione dello 0,40% sull’importo dovuto

Il 30 giugno 2026 cade di martedi: non ci sono proroghe automatiche per giorni festivi, quindi la scadenza e ferma. Chi sceglie di pagare entro il 30 luglio paga l’importo aumentato dello 0,40% a titolo di interesse.

Per il secondo acconto IRPEF 2026 la scadenza ordinaria e il 1° dicembre 2026 (30 novembre 2026 cade di domenica, slittamento al lunedi successivo).

Chi deve pagare il saldo IRPEF entro il 30 giugno

Sono tenuti al versamento del saldo IRPEF entro il 30 giugno 2026:

  • Titolari di Partita IVA (regime ordinario e forfettario) che presentano il Modello Redditi PF
  • Lavoratori autonomi e professionisti che hanno redditi non soggetti a ritenuta alla fonte
  • Persone fisiche con redditi da affitti, rendite, plusvalenze non assoggettati a cedolare secca o imposta sostitutiva
  • Contribuenti 730 con conguaglio a debito che non hanno un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) che puo trattenere il dovuto dalla busta paga o dalla pensione
  • Societa di persone e soci per la quota di reddito imputata per trasparenza

Non devono pagare autonomamente entro il 30 giugno i dipendenti e pensionati che hanno presentato il 730 con sostituto d’imposta: per loro il conguaglio a debito viene trattenuto direttamente dalla busta paga o dalla pensione a partire dal mese di luglio 2026.

Codici tributo F24 per il saldo IRPEF 2026

Per il versamento tramite Modello F24, questi sono i principali codici tributo:

Codice tributoDescrizioneAnno di riferimento nel F24
4001Saldo IRPEF persone fisiche2025
4033Primo acconto IRPEF2026
4034Secondo acconto IRPEF2026 (scadenza 1° dicembre)
3800Addizionale regionale IRPEF (saldo)2025
3801Addizionale comunale IRPEF (saldo)2025
2003Saldo IRES societa di capitali2025
2001Primo acconto IRES2026

Attenzione all’anno di riferimento: nel modello F24 il campo “anno di riferimento” deve riportare l’anno d’imposta corretto (2025 per il saldo, 2026 per il primo acconto). Un errore in questo campo puo causare problemi di imputazione del pagamento.

Per approfondire la dichiarazione dei redditi: Rimborso 730 in Busta Paga 2026: Quando Arriva e Come Funziona

Come si calcola il saldo IRPEF e il primo acconto

Il calcolo del saldo IRPEF si basa sulle aliquote IRPEF 2026 (anno d’imposta 2025), che sono tre scaglioni:

  • 23% fino a 28.000 euro di reddito imponibile
  • 35% da 28.001 a 50.000 euro
  • 43% oltre 50.000 euro

La formula di calcolo e:

Saldo IRPEF = IRPEF lorda – detrazioni – acconti versati nel 2025

Se il risultato e positivo (a debito), si versa entro il 30 giugno. Se e negativo (a credito), si genera un rimborso o si usa in compensazione F24.

Per il primo acconto IRPEF 2026, il metodo ordinario (storico) prevede:

  • Se l’imposta netta dell’anno precedente e inferiore a 52 euro: nessun acconto
  • Da 52 a 257,99 euro: versamento in unica soluzione entro il 30 novembre (o 1° dicembre 2026)
  • Da 258 euro in su: primo acconto del 40% entro il 30 giugno + secondo acconto del 60% entro il 1° dicembre

In alternativa al metodo storico, e possibile usare il metodo previsionale: si stima l’imposta che si paghera per il 2026 e si versa l’acconto su quella base, con rischio di sanzioni se la stima e sottostimata.

Per chi ha aderito al Concordato Preventivo Biennale, le regole di calcolo degli acconti possono essere diverse: Modello Redditi 2026 e Concordato Preventivo Biennale: regole e scadenze

Versamento in unica soluzione o in due rate

Entro il 30 giugno 2026 si versano contemporaneamente:

  • Il saldo IRPEF 2025 (codice 4001)
  • Il primo acconto IRPEF 2026 (codice 4033), se dovuto e superiore a 258 euro
  • Le addizionali regionali e comunali IRPEF (codici 3800 e 3801)

Non esiste una rateizzazione automatica per queste voci nel modello F24: l’importo va versato in un’unica soluzione nella data di scadenza (o differito al 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%).

Diversa e la situazione per i contributi INPS artigiani e commercianti, che hanno cadenze trimestrali separate.

Differimento al 30 luglio 2026: come funziona la maggiorazione

Chi non riesce a versare entro il 30 giugno puo usufruire del differimento al 30 luglio 2026 pagando una maggiorazione dello 0,40% sull’importo dovuto. Si tratta di un interesse forfettario previsto dalla legge, non di una sanzione.

Esempio pratico: se devi versare un saldo IRPEF di 1.000 euro, pagando entro il 30 luglio dovrai versare 1.004 euro (1.000 + 0,40% = 4 euro di interessi).

La maggiorazione si applica sia al saldo che all’acconto. Non ci sono codici tributo separati per la maggiorazione: va aggiunta direttamente all’importo del versamento.

Modalita di versamento: F24 online, banca e addebito conto

Il Modello F24 si puo versare con le seguenti modalita:

  • F24 online tramite portale Agenzia delle Entrate (accesso con SPID, CIE o credenziali Fisconline): gratuito, disponibile 24/7
  • Homebanking della propria banca: disponibile per tutti i titolari di conto corrente, spesso con addebito diretto
  • Allo sportello bancario o postale: solo per F24 con saldo a debito; possibile commissione
  • Tramite CAF o intermediario abilitato: il CAF compila e trasmette il modello F24 per conto del contribuente

Ricorda che i versamenti F24 a zero (per compensazione integrale del credito) devono essere trasmessi obbligatoriamente in via telematica attraverso i servizi dell’Agenzia delle Entrate o un intermediario abilitato.

Link correlato: IMU 2026: paga l’inquilino o il proprietario? Guida Completa

Ravvedimento operoso: cosa succede se si paga in ritardo

Se si supera anche la scadenza del 30 luglio senza versare, e possibile regolarizzare la posizione attraverso il ravvedimento operoso, disciplinato dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997 e riformato dal D.Lgs. 87/2024.

Con la riforma del D.Lgs. 87/2024 (in vigore dal 1° settembre 2024), la sanzione base per omesso versamento e passata al 25% (precedentemente era il 30%). Le tipologie di ravvedimento piu comuni sono:

Tipo di ravvedimentoQuandoSanzione ridotta
Sprint (brevissimo)Entro 14 giorni dalla scadenza0,1% al giorno (max 1,4%)
BreveDal 15° al 30° giorno1,5% (1/10 di 15%)
MedioDal 31° al 90° giorno1,67% (1/9 del 15%)
Lungo (entro 1 anno)Entro 1 anno dalla scadenza3,125% (1/8 del 25%)
BiennaleEntro 2 anni dalla scadenza3,57% (1/7 del 25%)
Oltre 2 anniOltre 2 anni dalla scadenza4,17% (1/6 del 25%)

Alle sanzioni si aggiungono sempre gli interessi legali (2,5% annuo nel 2026) calcolati sui giorni di ritardo. Il ravvedimento non e possibile dopo l’avvio di un accertamento o di una verifica fiscale.

Il codice tributo da usare per la sanzione da ravvedimento e il 8901 (per IRPEF). Gli interessi si versano con il codice tributo 1989.

Saldo IRES per societa e enti: stessa scadenza del 30 giugno

Anche le societa di capitali con esercizio coincidente con l’anno solare (gennaio-dicembre) devono versare entro il 30 giugno 2026:

  • Saldo IRES 2025: codice tributo 2003
  • Primo acconto IRES 2026: codice tributo 2001
  • Saldo IRAP 2025: codice tributo 3800 (sezione Erario)
  • Primo acconto IRAP 2026: codice tributo 3812

Per le societa con esercizio non coincidente con l’anno solare, la scadenza e il sesto mese successivo alla chiusura dell’esercizio.

Domande frequenti (FAQ)

Ho presentato il 730: devo comunque versare l’IRPEF entro il 30 giugno?

Dipende dalla tua situazione. Se hai un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) che gestisce il conguaglio, no: sara lui a trattenerti il dovuto dalla busta paga a partire da luglio. Se non hai un sostituto d’imposta, dovrai versare tu tramite F24 entro il 30 giugno.

Posso compensare il saldo IRPEF con un credito IVA o INPS?

Si, e possibile compensare il debito IRPEF con crediti fiscali o contributivi tramite il modello F24. La compensazione orizzontale (tra tributi diversi) e consentita nei limiti di legge. Per crediti superiori a 5.000 euro, la compensazione richiede il visto di conformita sulla dichiarazione dei redditi.

Cosa succede se non posso pagare entro il 30 luglio?

Se non paghi entro il 30 luglio, scatta l’omesso versamento. La sanzione base e del 25% dell’importo non versato (post D.Lgs. 87/2024). Puoi pero regolarizzare con il ravvedimento operoso, che riduce significativamente la sanzione a seconda di quanto e rapido il pagamento.

Il secondo acconto IRPEF si paga anch’esso a giugno?

No. Il secondo acconto IRPEF 2026 scade il 1° dicembre 2026 (il 30 novembre cade di domenica). Si versa con il codice tributo 4034.

Come si calcola l’addizionale regionale e comunale IRPEF?

Le addizionali regionali e comunali si calcolano applicando le aliquote deliberate da Regione e Comune di residenza al reddito imponibile IRPEF. Il saldo delle addizionali scade insieme al saldo IRPEF (30 giugno), mentre l’acconto dell’addizionale comunale scade al secondo acconto IRPEF (1° dicembre).

Come possiamo aiutarti: il CAF Centro Fiscale di Udine

Il calcolo del saldo IRPEF richiede la corretta lettura della dichiarazione dei redditi e la verifica di acconti, detrazioni e crediti. Se hai dubbi o vuoi essere sicuro di versare l’importo corretto entro il 30 giugno 2026, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per:

  • Calcolo del saldo IRPEF e del primo acconto da dichiarazione dei redditi o 730
  • Compilazione e invio del modello F24
  • Verifica della possibilita di compensazione con crediti fiscali
  • Assistenza per il ravvedimento operoso in caso di versamento tardivo
  • Consulenza su differimento al 30 luglio con calcolo della maggiorazione

Contattaci per un preventivo personalizzato o prenota un appuntamento. Non aspettare l’ultimo giorno: avere il tempo per verificare tutti i calcoli fa la differenza.

Giugno 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
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CAF, IMU, TASI E MODELLO F24

Come si calcola l’IMU 2026: formula, moltiplicatori, aliquote e acconto del 16 giugno

calcolo imu CAF Udine

L’IMU 2026 (Imposta Municipale Propria) è uno degli adempimenti fiscali più attesi dell’anno: la prima rata, il cosiddetto acconto del 16 giugno 2026, si avvicina rapidamente e milioni di proprietari immobiliari devono sapere esattamente quanto versare. Ma come si calcola l’IMU? La formula può sembrare complicata a prima vista, eppure seguendo i passaggi giusti è assolutamente alla portata di tutti.

In questa guida troverai la formula IMU passo per passo, i moltiplicatori catastali per ogni tipo di immobile, le aliquote di riferimento 2026, e due esempi pratici di calcolo. Saprai anche come pagare con il modello F24 e quali immobili sono esenti.

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Che cos’è l’IMU e chi la deve pagare

L’IMU è l’Imposta Municipale Propria istituita dalla Legge 160/2019 (art. 1, commi 738–783). Si tratta di un’imposta patrimoniale locale che colpisce il possesso di immobili: fabbricati, aree edificabili e terreni agricoli situati in Italia.

Chi deve pagarla? Il soggetto passivo è chiunque possieda — a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi o superficie — un immobile in Italia. In caso di comproprietà, ciascun comproprietario versa la propria quota in proporzione alla quota di possesso. In caso di decesso del proprietario, gli eredi sono tenuti al pagamento fin dalla data di apertura della successione (questo vale anche in Friuli Venezia Giulia, dove l’intavolazione catastale non è automatica).

Chi NON la deve pagare? Il caso più importante è quello dell’abitazione principale non di lusso: se abiti nell’immobile di tua proprietà e non appartiene alle categorie catastali A/1, A/8 o A/9 (ville, castelli e abitazioni signorili), sei completamente esente IMU. Stessa esenzione per le pertinenze dell’abitazione principale (una per categoria: C/2, C/6, C/7). Sono inoltre esenti i terreni agricoli in zone montane o collinari classificate svantaggiate, e gli immobili di interesse culturale o artistico inagibili.

La formula IMU 2026: come si calcola passo per passo

La formula per calcolare l’IMU si compone di tre ingredienti fondamentali: la rendita catastale rivalutata, il moltiplicatore catastale e l’aliquota. Vediamoli uno per uno.

Formula IMU 2026

IMU = Rendita catastale × 1,05 × Moltiplicatore × Aliquota

Poi si divide per i mesi di possesso (se < 12) e per la quota di proprietà (se < 100%)

Analizziamo ogni termine:

  • Rendita catastale: il valore attribuito al tuo immobile dall’Agenzia delle Entrate. La trovi sulla visura catastale o sul sito dell’Agenzia delle Entrate inserendo i dati dell’immobile.
  • Rivalutazione del 5% (×1,05): per legge, la rendita catastale va sempre aumentata del 5% prima di qualsiasi altro calcolo. Se la tua rendita è 800 euro, la base di partenza diventa 840 euro.
  • Moltiplicatore catastale: un coefficiente fisso che varia in base alla categoria catastale dell’immobile (vedi tabella sotto). Per le abitazioni ordinarie (A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7) il moltiplicatore è 160, che incluso già nella rivalutazione del 5% porta al valore finale di 168.
  • Aliquota: la percentuale fissata dal Comune dove si trova l’immobile. Ogni Comune può scostarsi dall’aliquota base del 7,6 per mille (0,76%) entro i limiti di legge.

Tabella moltiplicatori catastali IMU 2026

Categoria catastaleTipologia immobileMoltiplicatore baseCon rivalutazione 5%
A (eccetto A/10), C/2, C/6, C/7Abitazioni, cantine, garages160168
A/10Uffici e studi privati8084
BCollegi, conventi, ospizi, scuole140147
C/1Negozi e botteghe5557,75
C/3, C/4, C/5Laboratori, stabilimenti, magazzini140147
D (eccetto D/5)Immobili industriali, alberghi, teatri6568,25
D/5Istituti di credito, cambio, assicurazione8084
Terreni agricoliReddito dominicale × 1,25135—

Nota: per i terreni agricoli la rivalutazione del 5% si applica al reddito dominicale, e poi si moltiplica per 135.

Aliquote IMU 2026: base e variazioni comunali

Le aliquote IMU 2026 sono stabilite annualmente da ciascun Comune entro i limiti fissati dalla Legge 160/2019. Se il Comune non delibera nuove aliquote entro i termini di legge, si applicano quelle dell’anno precedente. I limiti nazionali sono:

Tipologia immobileAliquota base (per mille)Minimo consentitoMassimo consentito
Fabbricati diversi dall’abitazione principale7,6 ‰ (0,76%)4,6 ‰11,4 ‰
Abitazione principale di lusso (A/1, A/8, A/9)4 ‰—6 ‰
Aree edificabili7,6 ‰—11,4 ‰
Terreni agricoli (zone non montane)7,6 ‰—11,4 ‰

Come verificare l’aliquota del tuo Comune? Il Dipartimento delle Finanze del MEF pubblica le delibere comunali sul portale www.finanze.gov.it nella sezione “Fiscalità locale – IMU”. In alternativa, consulta il sito del tuo Comune o contatta il CAF. L’aliquota deliberata per il 2026 deve essere pubblicata entro il 28 ottobre 2025 per essere applicabile all’acconto di giugno 2026; in assenza di delibera, si usa quella 2025.

Detrazione per abitazione principale di lusso: se la tua prima casa rientra nelle categorie A/1, A/8 o A/9, hai diritto a una detrazione fissa di 200 euro dall’IMU dovuta. L’imposta non può mai diventare negativa: se il calcolo dà un importo inferiore a 200 euro, l’IMU è pari a zero.

Esempi pratici di calcolo IMU 2026

Vediamo come funziona la formula con due scenari reali, usando le aliquote base del 7,6 per mille (come riferimento — verifica sempre quella del tuo Comune).

Esempio 1 — Appartamento A/3 in affitto (seconda casa)

Marco possiede un appartamento in categoria A/3 (abitazione di tipo economico) che affitta come seconda casa. La rendita catastale è di 450 euro. Il Comune ha deliberato l’aliquota standard del 7,6 per mille. Marco è proprietario al 100% e possiede l’immobile per tutti e 12 i mesi.

Passaggio 1 — Rivalutazione 5%:

450 × 1,05 = 472,50 euro

Passaggio 2 — Moltiplicatore A/3 (abitazioni):

472,50 × 160 = 75.600 euro (base imponibile)

Passaggio 3 — Applicazione aliquota 7,6‰:

75.600 × 0,0076 = 574,56 euro (IMU annuale)

Acconto 16 giugno 2026 (50%):

574,56 / 2 = 287,28 euro (arrotondato a 287 euro)

Esempio 2 — Garage C/6 di proprietà (pertinenza non collegata ad abitazione principale)

Giulia ha un garage in categoria C/6 con rendita catastale di 120 euro. Non è pertinenza dell’abitazione principale (che è in affitto), quindi è soggetto a IMU. Il Comune ha deliberato un’aliquota del 8,6 per mille per i fabbricati diversi dall’abitazione principale. Giulia è proprietaria al 50% (l’altra metà è del marito).

Passaggio 1 — Rivalutazione 5%:

120 × 1,05 = 126 euro

Passaggio 2 — Moltiplicatore C/6 (pertinenze/garages, stesso gruppo A):

126 × 160 = 20.160 euro (base imponibile)

Passaggio 3 — Applicazione aliquota 8,6‰:

20.160 × 0,0086 = 173,38 euro (IMU annuale piena)

Quota Giulia (50%):

173,38 × 0,50 = 86,69 euro

Acconto 16 giugno 2026 (50% della quota):

86,69 / 2 = 43,34 euro (arrotondato a 43 euro)

Arrotondamento: l’IMU si arrotonda all’euro per difetto se i centesimi sono inferiori a 0,50 e per eccesso se superiori o uguali a 0,50. Se l’importo dovuto è inferiore a 12 euro, non si versa (il Comune può alzare questa soglia minima).

Acconto IMU 16 giugno 2026: come funziona il calcolo a metà anno

L’IMU si paga in due rate:

  • Acconto: entro il 16 giugno 2026 (lunedì — la data non cade di sabato/domenica quindi rimane ferma)
  • Saldo: entro il 16 dicembre 2026

Come si calcola l’acconto? La regola generale è semplice: l’acconto è pari al 50% dell’IMU calcolata con le aliquote deliberate dal Comune per l’anno precedente (2025). Il saldo di dicembre è la differenza tra l’IMU totale dovuta per il 2026 (calcolata con le nuove aliquote, se modificate) e l’acconto già versato.

In pratica: se il tuo Comune non ha cambiato le aliquote dal 2025, l’acconto di giugno e il saldo di dicembre saranno entrambi il 50% dell’IMU annuale (cifre identiche). Se invece il Comune ha alzato o abbassato le aliquote per il 2026, la differenza emerge solo al saldo di dicembre.

Possesso per meno di 12 mesi: se hai acquistato l’immobile durante l’anno, l’IMU si calcola solo per i mesi effettivi di possesso. Il mese conta intero se il possesso dura almeno 15 giorni. Formula: IMU annuale × (mesi di possesso / 12). Ad esempio, se acquisti il 20 aprile 2026, il mese di aprile conta (15 o più giorni), e pagherai l’IMU per 9 mesi (aprile–dicembre). L’acconto di giugno coprirà i mesi gennaio–giugno calcolati sulla situazione 2025.

Puoi consultare anche il nostro articolo sulle scadenze fiscali di giugno 2026 per un calendario completo di tutti gli adempimenti del mese.

Come pagare l’IMU: modello F24 e codici tributo

Il pagamento dell’IMU avviene esclusivamente tramite modello F24, disponibile presso qualsiasi banca, ufficio postale, CAF o compilabile direttamente online sul sito dell’Agenzia delle Entrate (servizio F24 web) o tramite home banking.

Sezione da compilare: la sezione IMU e altri tributi locali. I campi principali sono: codice tributo, codice Comune (codice catastale a 4 caratteri), se si tratta di acconto o saldo, il numero di immobili, l’anno di riferimento e l’importo.

Tabella codici tributo IMU 2026

Codice tributoTipologia immobile
3912Abitazione principale e pertinenze (categorie A/1, A/8, A/9)
3918Altri fabbricati (seconda casa, affitti brevi, ecc.)
3913Fabbricati rurali strumentali
3914Terreni agricoli
3916Aree fabbricabili
3925Immobili categoria D — quota Stato
3930Immobili categoria D — quota Comune

Attenzione agli immobili di categoria D (capannoni, alberghi, centri commerciali): il gettito si divide tra Stato e Comune. La quota Stato (7,6 per mille, codice 3925) va alla colonna “importi a debito versati allo Stato”; la quota Comune (eventuale maggiorazione deliberata dal Comune, codice 3930) va alla colonna “Sezione IMU e altri tributi locali”. Se il Comune non ha deliberato aumenti, si versa solo la quota Stato.

Compensazione: l’IMU non può essere compensata con altri crediti fiscali (ad esempio crediti IRPEF) nel modello F24. Va versata per intero.

Esenzioni e casi speciali IMU 2026

Oltre all’esenzione per l’abitazione principale non di lusso, esistono altri casi in cui l’IMU non si deve o si riduce:

  • Immobili concessi in comodato d’uso gratuito a figli o genitori: riduzione del 50% della base imponibile, a condizione che il contratto sia registrato, il comodante non possieda altri immobili nello stesso Comune e abbia la residenza anagrafica nello stesso Comune.
  • Immobili locati con contratto a canone concordato: riduzione del 25% dell’IMU dovuta (non della base imponibile, ma dell’imposta calcolata).
  • Immobili inagibili o inabitabili: riduzione del 50% della base imponibile, previa dichiarazione del Comune o perizia giurata.
  • Immobili di interesse storico-artistico: riduzione del 50% della base imponibile (art. 10 D.Lgs. 42/2004).
  • Terreni agricoli in zone montane: esenzione totale per i terreni ubicati in Comuni montani o parzialmente montani indicati nella Circolare MEF del 14 giugno 1993.
  • IACP e cooperative edilizie a proprietà indivisa: esenzione per gli alloggi assegnati ai soci.

IMU e affitti brevi (Airbnb, case vacanze)

Un immobile destinato agli affitti brevi (Airbnb, Booking, ecc.) è considerato a tutti gli effetti una “seconda casa” ai fini IMU: si paga l’aliquota ordinaria deliberata dal Comune per i fabbricati diversi dall’abitazione principale. Non è possibile fruire delle riduzioni per canone concordato (riservate ai contratti a uso abitativo con affitti 4+4 anni o 3+2 anni a canone concordato).

IMU e coniugi con residenze separate

Dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 209/2022, in caso di coniugi con residenze anagrafiche in immobili diversi, l’esenzione per abitazione principale spetta a ciascun coniuge per il proprio immobile, purché entrambi vi risiedano effettivamente e abitualmente. Non è più necessario che la famiglia risieda nello stesso comune.

La dichiarazione IMU: quando si presenta

Il pagamento dell’IMU e la presentazione della dichiarazione IMU sono due adempimenti distinti. La dichiarazione non è obbligatoria ogni anno: va presentata solo quando si verificano variazioni che il Comune non può conoscere autonomamente dai dati in suo possesso. Ecco i casi principali:

  • Acquisto o vendita di un immobile (di solito il Comune lo viene a sapere dalla voltura catastale, ma è buona norma verificare)
  • Inizio o fine di un contratto di comodato d’uso gratuito
  • Inizio o fine di un contratto di locazione a canone concordato
  • Immobile dichiarato inagibile o inabitabile
  • Variazione di destinazione d’uso dell’immobile
  • Acquisizione per successione (specialmente in Friuli Venezia Giulia dove l’intavolazione nel Libro Fondiario non è automatica)

La scadenza per la dichiarazione IMU relativa all’anno 2025 è il 30 giugno 2026. Si presenta al Comune dove è situato l’immobile, utilizzando il modello approvato dal MEF con D.M. 29 luglio 2022.

In Friuli Venezia Giulia, dove vige il sistema tavolare, chi eredita un immobile deve prestare particolare attenzione: la variazione di proprietà nel Libro Fondiario non avviene automaticamente come nel catasto ordinario. Gli eredi sono soggetti passivi IMU fin dalla data di apertura della successione, anche prima che l’intavolazione sia completata. Il CAF Centro Fiscale di Udine, con la sua esperienza specifica nel sistema tavolare, può assisterti nella corretta gestione di questi adempimenti.

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Domande frequenti sul calcolo IMU 2026

Come trovo la rendita catastale del mio immobile?

La rendita catastale è indicata nella visura catastale, ottenibile gratuitamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate (servizio “Consultazione Catasto” con SPID, CIE o CNS) oppure presso qualsiasi CAF o ufficio dell’Agenzia. In alternativa, si trova nell’atto notarile di acquisto dell’immobile.

Se ho acquistato casa a maggio 2026, pago l’acconto di giugno?

Dipende dalla data esatta. Se hai acquistato prima del 16 giugno 2026, in linea teorica dovresti versare l’acconto per i mesi di possesso nel 2026 (da aprile o maggio in poi). Tuttavia, poiché l’acconto si calcola sulla base delle aliquote 2025 e del 50% dell’IMU annuale, molti contribuenti che acquistano nel corso dell’anno preferiscono effettuare un unico versamento a saldo a dicembre. Questa scelta è possibile se non si ritiene di dover versare un acconto specifico: la legge non prevede sanzioni per chi versa tutta l’IMU di un nuovo acquisto nel saldo di dicembre, purché l’importo totale sia corretto. Consigliamo di verificare con il vostro CAF la situazione specifica.

L’IMU sulla seconda casa è detraibile in dichiarazione dei redditi?

No. L’IMU sugli immobili non è detraibile dall’IRPEF nel modello 730 o Redditi PF. Fa eccezione l’IMU pagata su immobili che producono reddito d’impresa (per gli imprenditori). L’IRPEF sui fabbricati non locati non è più dovuta dal 2022 (era già ridotta al 50% nel biennio 2020-2021), confermando che l’IMU è l’unica imposizione patrimoniale su questi immobili.

Cosa succede se non pago l’acconto IMU del 16 giugno?

Il mancato pagamento nei termini comporta sanzioni e interessi. È possibile regolarizzare spontaneamente tramite il ravvedimento operoso: entro 14 giorni dalla scadenza la sanzione è solo dell’1,5% (0,1% per giorno di ritardo fino a 14 gg); entro 30 giorni è del 3%. Più passa il tempo, più la sanzione aumenta. Prima di arrivare alle sanzioni d’ufficio (dal 30% in su), è sempre meglio regolarizzare autonomamente.

Il box auto è soggetto a IMU anche se è pertinenza dell’abitazione principale?

Se il box (categoria C/6) è pertinenza della tua abitazione principale non di lusso, è esente IMU come l’abitazione principale, ma solo entro il limite di una pertinenza per categoria catastale. Quindi se hai un solo box auto, è esente. Se ne hai due (entrambi C/6), uno è esente e l’altro paga l’IMU come fabbricato ordinario.

Come funziona il calcolo IMU per un immobile ereditato nel 2026?

Gli eredi diventano soggetti passivi IMU dalla data di apertura della successione (data del decesso). L’imposta si calcola in proporzione ai mesi di possesso successivi al decesso. Se la successione si è aperta, per esempio, il 10 marzo 2026, marzo conta intero (più di 15 giorni) e l’IMU annuale si moltiplica per 10/12. L’acconto di giugno 2026 va versato se ci si trova già in una posizione di possesso a quella data. In FVG, non aspettare il completamento dell’intavolazione: il debito IMU decorre dalla data del decesso.

Hai bisogno di aiuto con il calcolo IMU? Contatta il CAF

Il calcolo IMU 2026 non è difficile una volta compresa la formula, ma ci sono molte variabili che possono complicare la situazione: aliquote comunali aggiornate, comproprietà, immobili ereditati, comodati d’uso, riduzioni per affitti concordati. Se vuoi essere sicuro di pagare l’importo giusto — né troppo né troppo poco — il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.

Il nostro team può verificare la tua situazione, calcolare con precisione l’IMU dovuta per ogni immobile, compilare il modello F24 e assicurarsi che tutte le esenzioni e riduzioni a cui hai diritto siano applicate correttamente.

Prenota una consulenza IMU al CAF Centro Fiscale

Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

Telefono: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121

Fonte normativa: Legge 27 dicembre 2019, n. 160 (Legge di Bilancio 2020), art. 1 commi 738–783; Dipartimento delle Finanze MEF – www.finanze.gov.it/it/fiscalita-locale/imposta-municipale-propria-imu/. Dati aggiornati a giugno 2026.

Giugno 4, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-04 11:16:102026-06-04 11:24:08Come si calcola l’IMU 2026: formula, moltiplicatori, aliquote e acconto del 16 giugno
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, IMU, TASI E MODELLO F24

Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo con 32 Appuntamenti

calcolo imu CAF Udine

Giugno 2026 e un mese fiscalmente impegnativo: ben 32 scadenze si concentrano soprattutto in 4 date chiave. Tra gli appuntamenti piu importanti spiccano l’acconto IMU del 16 giugno, il versamento delle ritenute alla fonte, i contributi INPS e l’IVA mensile. Questo calendario aggiornato ti guida attraverso tutti gli adempimenti del mese, con le date esatte e le istruzioni per non perdere nessuna scadenza.

Le 4 date chiave di giugno 2026

Le scadenze di giugno 2026 si addensano in quattro momenti precisi del mese. Conoscerle in anticipo permette di organizzarsi per tempo ed evitare sanzioni e interessi da ravvedimento operoso.

DataAdempimento principaleChi riguarda
2 giugno 2026Festa della Repubblica (nessun adempimento)Tutti
16 giugno 2026Acconto IMU, ritenute, IVA mensile, contributi INPS/INAILTitolari immobili, datori di lavoro, P.IVA mensili
25 giugno 2026INTRASTAT mensile e trimestraleOperatori intracomunitari
30 giugno 2026Versamenti IRPEF, cedolare secca, contributi colf/badantiPrivati, professionisti, datori di lavoro domestico

Nota: Il 2 giugno e festa nazionale (Festa della Repubblica): tutti gli adempimenti eventualmente in scadenza sono automaticamente prorogati al primo giorno lavorativo successivo, che nel 2026 e il 3 giugno (mercoledi).

16 giugno 2026: la scadenza piu importante del mese

Il 16 giugno e il giorno piu affollato del calendario fiscale estivo. Coincidono almeno 15 adempimenti diversi, tra cui:

Acconto IMU giugno 2026

L’acconto IMU 2026 si versa entro il 16 giugno. Il calcolo si basa sulle aliquote 2025 applicate al 50% del dovuto annuo (cosiddetto metodo storico). In alternativa, si puo versare il 50% dell’imposta calcolata con le aliquote 2026 se gia deliberate dal Comune (metodo previsionale).

Per sapere chi e esente e come calcolare l’IMU se sei pensionato, leggi la nostra guida: IMU 2026 Pensionati: Acconto Giugno, Esenzioni e Casi Particolari.

Ritenute alla fonte su redditi di lavoro

I datori di lavoro (inclusi i condomini come sostituti d’imposta) devono versare via modello F24 le ritenute IRPEF operate a maggio 2026 su:

  • Redditi di lavoro dipendente e assimilati (codice tributo 1001)
  • Redditi di lavoro autonomo e professionisti (codice tributo 1040)
  • Redditi diversi (codice tributo 1040 o 1045 secondo il caso)
  • Provvigioni agenti (codice tributo 1038)

IVA mensile maggio 2026

I contribuenti IVA con liquidazione mensile devono versare l’IVA relativa al mese di maggio 2026 entro il 16 giugno. Il pagamento avviene con F24, codice tributo 6005 (IVA mensile maggio). Chi ha saldo a credito non deve effettuare versamenti.

Contributi INPS artigiani e commercianti

Gli artigiani e commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS versano entro il 16 giugno la seconda rata 2026 dei contributi fissi sul minimale. L’importo varia in base al settore e alla gestione. Per il 2026, l’aliquota contributiva per artigiani e commercianti e del 24,48% sul reddito imponibile.

Contributi INPS gestione separata

I collaboratori e i professionisti senza cassa iscritti alla gestione separata INPS versano il saldo 2025 e il primo acconto 2026 entro il 30 giugno (non il 16). L’aliquota e del 26,07% per chi non ha altra copertura previdenziale, 24% per chi ha un’altra copertura.

Contributi INAIL premio annuale

Entro il 16 giugno i datori di lavoro devono versare il premio INAIL per l’assicurazione obbligatoria contro infortuni e malattie professionali. Il pagamento avviene con F24 o bollettino INAIL, sulla base della comunicazione inviata dall’Istituto a febbraio 2026.

Bollo auto: le scadenze di giugno 2026

Il bollo auto non ha una data unica nazionale: la scadenza dipende dal mese di immatricolazione del veicolo e dalla regione di residenza. In linea generale:

  • I veicoli immatricolati in aprile hanno il bollo in scadenza a giugno 2026 (entro la fine del mese successivo all’immatricolazione)
  • Il pagamento avviene tramite portale ACI, sportello ACI, banche, tabaccai abilitati, oppure online su Pago PA
  • In caso di mancato pagamento e applicabile il ravvedimento operoso con sanzioni ridotte rispetto a quella ordinaria

Esenzioni bollo auto 2026: sono esenti i veicoli elettrici (per i primi 5 anni in molte regioni), i veicoli intestati a persone con grave disabilita (legge 104), i veicoli storici con oltre 30 anni di eta.

Affitti brevi: versamento ritenute di giugno 2026

I gestori di portali di locazione turistica (Airbnb, Booking, Vrbo, ecc.) che hanno operato ritenute del 21% sui canoni di maggio 2026 relativi a contratti di affitto breve devono versare le ritenute entro il 16 giugno tramite F24 con codice tributo 1919.

Per i proprietari privati con cedolare secca sugli affitti brevi: il saldo della cedolare secca 2025 e l’acconto 2026 confluiscono nelle scadenze del 30 giugno (senza maggiorazione) oppure del 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%. Per approfondire le regole sulla cedolare secca nelle dichiarazioni precompilate: Cedolare Secca nel Modello Redditi PF Precompilato 2026.

Per dettagli sulle ritenute versate a maggio 2026 dagli intermediari: Affitti Brevi, Scadenza 18 Maggio 2026: Versamento Ritenute degli Intermediari.

30 giugno 2026: versamenti IRPEF e cedolare secca

Il 30 giugno e l’altra data cruciale del mese: entro questa data, chi ha presentato il Modello 730 o il Modello Redditi PF 2026 deve versare (senza maggiorazione) le imposte emergenti dalla dichiarazione:

  • Saldo IRPEF 2025 e primo acconto IRPEF 2026 (per chi versa autonomamente, non tramite sostituto d’imposta)
  • Saldo cedolare secca 2025 e acconto cedolare secca 2026
  • Addizionali regionali e comunali IRPEF 2025
  • Imposta sostitutiva sul regime forfettario 2025 (saldo 15% o 5% nuove attivita)
  • Contributi INPS da Modello Redditi (gestione separata, artigiani/commercianti, saldo 2025)

Chi non riesce a versare entro il 30 giugno puo farlo entro il 30 luglio 2026 con una maggiorazione dello 0,40% (interesse da dilazione). Per approfondire il calcolo dei versamenti: Saldo e Acconto IRPEF 2026: Calendario Scadenze e Calcolo Versamenti.

Calendario completo delle 32 scadenze fiscali di giugno 2026

Di seguito il riepilogo schematico di tutti i 32 adempimenti di giugno 2026, suddivisi per data e tipologia.

Scadenze del 16 giugno 2026 (15 adempimenti)

N.AdempimentoChi pagaCodice tributo F24
1Acconto IMU 2026 prima rataProprietari immobili3912–3956 (per tipologia)
2IVA mensile maggio 2026P.IVA liquidazione mensile6005
3Ritenute lavoro dipendente maggio 2026Datori di lavoro1001
4Ritenute lavoro autonomo maggio 2026Committenti/condomini1040
5Ritenute su provvigioni maggio 2026Preponenti/agenti1038
6Ritenute su dividendi maggio 2026Societa distributrici1035
7Contributi INPS artigiani – 2a rata sul minimaleArtigiani0703, 0704
8Contributi INPS commercianti – 2a rata sul minimaleCommercianti0703, 0705
9Premio INAIL 2026 (regolazione e anticipo)Datori di lavoro con dipendentiBollettino/F24
10Ritenute affitti brevi intermediari – maggio 2026Portali di locazione turistica1919
11Contributi INPS lavoratori parasubordinati – quota datoreCommittentiF24/DM10
12IVA trimestrale primo trimestre con opzione mensileOperatori IVA trimestrali con opzione6031
13Addizionale regionale IRPEF su cessazione rapportoDatori di lavoro (su TFR)3802
14Tobin Tax su operazioni finanziarie maggio 2026Intermediari finanziari4058–4059
15Imposta di bollo su fatture elettroniche emesse nel secondo trimestre 2026Titolari P.IVA soggetti a bollo2521–2524

Scadenze del 25 giugno 2026 (2 adempimenti)

N.AdempimentoChi presenta
16Modello INTRASTAT mensile maggio 2026 (acquisti e cessioni UE)Operatori intracomunitari con obbligo mensile
17Modello INTRASTAT trimestrale primo trimestre 2026Operatori intracomunitari con obbligo trimestrale

Scadenze del 30 giugno 2026 (15 adempimenti)

N.AdempimentoChi paga
18Saldo IRPEF 2025 da Modello 730/Redditi (senza maggiorazione)Persone fisiche, autonomi senza sostituto
19Primo acconto IRPEF 2026 (senza maggiorazione)Persone fisiche, autonomi senza sostituto
20Saldo cedolare secca 2025 (senza maggiorazione)Locatori con cedolare secca
21Acconto cedolare secca 2026 (senza maggiorazione)Locatori con cedolare secca
22Addizionale regionale IRPEF 2025 saldoPersone fisiche
23Addizionale comunale IRPEF 2025 saldoPersone fisiche
24Imposta sostitutiva forfettario – saldo 2025 e acconto 2026Titolari P.IVA forfettaria
25Contributi INPS gestione separata – saldo 2025 e acconto 2026Professionisti senza cassa, collaboratori
26IVIE 2025 saldo (immobili esteri)Persone fisiche con immobili all’estero
27IVAFE 2025 saldo (attivita finanziarie estere)Persone fisiche con conti/attivita all’estero
28IVCA 2025 saldo (cripto-attivita)Detentori di criptovalute
29Imposta sostitutiva rivalutazione TFR 2025Datori di lavoro che detengono TFR
30Diritto annuale CCIAA 2026Imprese iscritte al Registro Imprese
31Bollo auto giugno 2026 (veicoli con scadenza a giugno)Proprietari/possessori veicoli
32Ravvedimento operoso per versamenti omessi/insufficienti fino a maggio 2026Contribuenti in ritardo

Contributi colf e badanti: scadenza luglio 2026

I datori di lavoro domestico (chi ha assunto una colf, una badante o una baby sitter) devono versare i contributi INPS relativi al secondo trimestre 2026 (aprile-maggio-giugno) entro il 10 luglio 2026, come da calendario INPS per i versamenti trimestrali del lavoro domestico.

Il pagamento avviene tramite PagoPA sul sito INPS, non con F24. I contributi si calcolano in base alle ore lavorate e alla retribuzione oraria (fascia A, B o C del CCNL lavoro domestico 2024-2028).

Diritto annuale CCIAA: scadenza 30 giugno 2026

Tutte le imprese iscritte al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio (CCIAA) devono versare il diritto annuale 2026 entro il 30 giugno, tramite F24 con il codice tributo 3850.

L’importo varia a seconda della forma giuridica e della fascia di fatturato:

  • Imprese individuali: importo fisso determinato da ciascuna CCIAA (generalmente tra 40 e 200 euro)
  • Societa di persone (SNC, SAS): importo fisso base, intorno ai 200 euro
  • Societa di capitali (SRL, SPA): importo variabile in base al fatturato, da circa 200 a oltre 40.000 euro

Il mancato versamento comporta l’applicazione di sanzioni e interessi legali. Con ravvedimento operoso e possibile regolarizzare pagando una sanzione ridotta rispetto a quella ordinaria.

Come si usa il ravvedimento operoso in caso di ritardo

Il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997, aggiornato dal D.Lgs. 87/2024) consente di regolarizzare spontaneamente un versamento omesso o insufficiente, pagando una sanzione ridotta. Dal 1 settembre 2024 la riforma delle sanzioni tributarie ha abbassato la sanzione base per omessi versamenti al 25% (in luogo del precedente 30%). Le aliquote ridotte del ravvedimento dipendono dal tempo trascorso dalla scadenza:

Tipo di ravvedimentoTermineCoefficiente riduzioneSanzione ridotta (su base 25%)
Ravvedimento sprintEntro 14 giorni dalla scadenza1/300 per giorno0,083% al giorno (max 1,16%)
Ravvedimento breveDal 15 al 30 giorno1/10 della sanzione ridotta al 12,5%1,25%
Ravvedimento medioDal 31 al 90 giorno1/91,39%
Ravvedimento lungoDal 91 giorno a 1 anno1/83,125%
Ravvedimento biennaleEntro 2 anni1/73,57%
Oltre 2 anniOltre 2 anni1/64,17%

Alla sanzione ridotta si aggiungono sempre gli interessi legali al tasso vigente (calcolati sui giorni di ritardo). Il ravvedimento si perfeziona con il versamento dell’imposta, degli interessi e della sanzione ridotta in un unico F24.

Proroga versamenti 2026: cosa cambia per ISA e forfettari

Anche nel 2026 e stato previsto un regime di proroga per i contribuenti soggetti a ISA (Indici Sintetici di Affidabilita) e per i forfettari. In base al Decreto del Ministero dell’Economia, la scadenza del 30 giugno per questi contribuenti e prorogata al 20 luglio 2026 senza alcuna maggiorazione.

Possono versare entro il 20 luglio senza la maggiorazione dello 0,40%:

  • Titolari di P.IVA soggetti a ISA che presentano il modello ISA allegato al Modello Redditi
  • Contribuenti in regime forfettario
  • Contribuenti in regime di vantaggio (ex minimi)
  • Soggetti che dichiarano redditi da partecipazione in societa soggette a ISA

Per tutti i dettagli sulla proroga 2026: Proroga versamenti dichiarazioni fiscali 2026 al 20 luglio per ISA e Forfettari.

Domande frequenti sulle scadenze fiscali di giugno 2026

Il 2 giugno 2026 (Festa della Repubblica) e lavorativo per le scadenze fiscali?
No. Il 2 giugno e giorno festivo e tutti gli adempimenti eventualmente in scadenza sono automaticamente prorogati al primo giorno lavorativo successivo (3 giugno 2026).

Se non verso l’acconto IMU entro il 16 giugno, cosa succede?
Si applica la sanzione prevista dalla normativa vigente. Con ravvedimento operoso entro 14 giorni si beneficia della sanzione piu ridotta (0,083% al giorno).

I titolari di P.IVA forfettaria devono versare entro il 30 giugno o il 20 luglio?
I forfettari possono versare saldo 2025 e acconti 2026 entro il 20 luglio 2026 senza maggiorazione, grazie alla proroga ISA/forfettari. Se versano tra il 21 luglio e il 20 agosto, si applica la maggiorazione dello 0,40%.

Come si calcola l’acconto IMU di giugno?
Il metodo piu comune e quello storico: si calcola il 50% dell’IMU pagata per l’anno 2025. In alternativa, metodo previsionale: si calcola il 50% dell’IMU dovuta per il 2026 (utile se le aliquote comunali sono cambiate o se l’immobile e stato venduto/acquistato).

Chi deve pagare il diritto annuale CCIAA?
Tutte le imprese iscritte nel Registro delle Imprese. Sono esclusi i professionisti iscritti solo all’Ordine professionale (senza iscrizione alla CCIAA) e le associazioni non profit senza attivita commerciale.

L’IVA trimestrale si paga il 16 giugno?
Solo se si e optato per la liquidazione mensile. L’IVA trimestrale primo trimestre 2026 aveva scadenza il 16 maggio (con maggiorazione 1% per il differimento). L’IVA del secondo trimestre scade il 16 agosto (con proroga automatica a settembre per il periodo feriale).

Hai dubbi su una scadenza? Il CAF e a tua disposizione

Le scadenze di giugno 2026 richiedono attenzione, soprattutto per chi deve coordinare piu adempimenti contemporaneamente. Il CAF Centro Fiscale di Udine e a disposizione per:

  • Verificare la tua situazione IMU e calcolare l’acconto corretto
  • Compilare e inviare il modello F24 per i versamenti IRPEF
  • Gestire il ravvedimento operoso per ritardi nei versamenti
  • Assistere nella presentazione della dichiarazione dei redditi 730/2026
  • Calcolare i contributi INPS dovuti per artigiani, commercianti e gestione separata

Prenota un appuntamento presso lo sportello di Udine in Viale Giuseppe Tullio 13 o contattaci per una consulenza rapida. Verifica anche le scadenze per la Dichiarazione IMU 2026 se hai modificato la tua situazione immobiliare nell’ultimo anno.

Giugno 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-01 22:36:292026-06-01 23:32:14Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo con 32 Appuntamenti
CAF, CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, IMU, TASI E MODELLO F24

IMU 2026 Pensionati: Acconto Giugno, Esenzioni e Casi Particolari

calcolo imu CAF Udine

L’IMU 2026 per pensionati ha l’acconto in scadenza martedì 16 giugno 2026: il pagamento riguarda chi possiede seconde case, fabbricati commerciali, terreni o aree edificabili. La prima casa di abitazione è esente (eccetto le categorie di lusso A/1, A/8, A/9), ma i pensionati AIRE residenti all’estero pagano il 50% dell’imposta sulla loro abitazione in Italia. In questa guida trovi scadenze, regole su prima casa e comodato, aliquote dei principali Comuni FVG, codici tributo F24 e suggerimenti su come gestire correttamente l’adempimento.

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Il CAF Centro Fiscale di Udine calcola l’IMU 2026 e prepara il modello F24 in pochi minuti. Servizio veloce per tutte le tipologie di immobile. Chiamaci allo 0432 1638640 o WhatsApp 366 6018121.

Indice dei contenuti

  1. Scadenza acconto IMU 2026: 16 giugno
  2. IMU prima casa: quando si paga e quando no
  3. Pensionati AIRE all’estero: regola del 50%
  4. Comodato d’uso a parenti
  5. Casa affittata: aliquote e calcolo
  6. Come pagare: F24 e codici tributo
  7. Calcolo IMU al CAF Centro Fiscale
  8. Domande frequenti

Scadenza acconto IMU 2026: 16 giugno

L’acconto IMU 2026 deve essere versato entro martedì 16 giugno 2026. La quota da pagare è il 50% dell’imposta annua calcolata applicando le aliquote vigenti al 31 dicembre 2025. Il saldo si pagherà entro il 16 dicembre 2026, conteggiando eventuali variazioni di aliquota deliberate dai Comuni nei termini di legge.

Riepilogo scadenze IMU 2026:

  • 16 giugno 2026: acconto (50% dell’imposta annua)
  • 16 dicembre 2026: saldo (con eventuale conguaglio)
  • 30 giugno 2027: termine per la dichiarazione IMU 2026 (in caso di variazioni)

Per inquadrare l’IMU nel calendario complessivo dei pagamenti dei pensionati di giugno, leggi anche la nostra guida al pagamento delle pensioni di giugno 2026: trovi tutte le scadenze del mese in un unico posto.

IMU prima casa: quando si paga e quando no

La regola generale dal 2014 è chiara: la prima casa di abitazione con relative pertinenze è esente da IMU. Per “prima casa” si intende l’unità immobiliare in cui il proprietario e il suo nucleo familiare hanno la residenza anagrafica e dimorano abitualmente.

Pertinenze esenti: massimo una per categoria catastale C/2 (cantine, soffitte), C/6 (box auto, posti auto), C/7 (tettoie). Se si possiedono più pertinenze della stessa categoria, l’IMU si paga su quelle eccedenti.

Eccezioni: case di lusso

L’esenzione non si applica alle abitazioni accatastate nelle categorie:

  • A/1: abitazioni di tipo signorile
  • A/8: abitazioni in ville
  • A/9: castelli e palazzi di pregio

Per queste tipologie, la prima casa è soggetta a IMU con aliquota base ridotta dello 0,5% (con possibilità per i Comuni di aumentare fino allo 0,6%) e una detrazione di 200 €.

Coniugi separati

In caso di separazione legale, l’esenzione IMU spetta al coniuge assegnatario della casa coniugale, anche se non è proprietario o lo è solo in parte. Il coniuge non assegnatario non paga l’IMU su quella casa, anche se ha quote di proprietà.

Pensionati AIRE all’estero: regola del 50%

Una novità rilevante per molti pensionati italiani residenti all’estero (iscritti AIRE) è la riduzione del 50% dell’IMU sull’abitazione in Italia, prevista dalla Legge di Bilancio 2021. La regola è confermata anche per il 2026.

Requisiti per beneficiare del 50%:

  • Essere iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero)
  • Essere titolari di pensione estera maturata in regime di convenzione internazionale
  • Possedere in Italia una sola unità immobiliare ad uso abitativo
  • L’immobile non deve essere locato né concesso in comodato

Esempio: Giorgio è un pensionato italiano residente in Germania, iscritto AIRE, percepisce pensione tedesca. Possiede una casa a Udine: paga il 50% dell’IMU normalmente dovuta. Stesso discorso per TARI (Tassa Rifiuti), che è ridotta a 1/3.

Comodato d’uso a parenti

Se concedi una seconda casa in comodato d’uso gratuito a un parente di primo grado (genitore o figlio), puoi beneficiare di una riduzione del 50% della base imponibile IMU, dimezzando di fatto l’imposta dovuta.

Condizioni per il comodato agevolato:

  • Contratto di comodato registrato all’Agenzia delle Entrate
  • Comodatario residente nello stesso Comune dell’immobile
  • Comodatario possessore di una sola altra abitazione (non di lusso) sul territorio nazionale
  • Comodante (proprietario) con un solo altro immobile abitativo sul territorio
  • Immobile non di categoria A/1, A/8, A/9

Il pensionato che concede in comodato la casa al figlio, e che a sua volta vive nella propria prima casa, può quindi pagare metà IMU sull’immobile dato in comodato. È una soluzione frequente per i genitori che aiutano i figli a costruire una stabilità abitativa.

Casa affittata: aliquote e calcolo

Se la seconda casa viene affittata, l’IMU si paga interamente, ma con aliquote differenziate stabilite dai Comuni. Vediamo le aliquote di alcuni Comuni di riferimento del Friuli Venezia Giulia (valori indicativi 2026).

ComuneSeconde case (‰)Affitto canone concordato (‰)Aree edificabili (‰)
Udine10,67,610,6
Pordenone9,87,69,8
Trieste10,68,610,6
Codroipo (UD)10,67,610,6

Esempio di calcolo: seconda casa a Udine, rendita catastale 600 €. La base imponibile IMU si ottiene rivalutando la rendita del 5% e moltiplicando per 160 (coefficiente per categoria A): 600 × 1,05 × 160 = 100.800 €.

  • IMU annua a 10,6 ‰: 100.800 × 0,0106 = 1.068,48 €
  • Acconto giugno (50%): 534,24 €
  • Saldo dicembre (50%): 534,24 €

Importante: per i contratti di affitto a canone concordato (legge 431/98), molti Comuni applicano un’aliquota agevolata. Verifica sempre con il sito ufficiale del tuo Comune o richiedi il calcolo al CAF.

Come pagare: F24 e codici tributo

Il pagamento dell’IMU si effettua tramite modello F24, sezione “IMU e altri tributi locali”. I codici tributo da utilizzare sono:

Codice tributoDescrizione
3912IMU abitazione principale di lusso (A/1, A/8, A/9)
3914IMU terreni
3916IMU aree fabbricabili
3918IMU altri fabbricati (seconde case)
3925IMU fabbricati uso strumentale (capannoni, opifici)

Dove pagare l’F24:

  • Banche e Poste con servizio F24 cartaceo
  • Home banking (modello F24 telematico)
  • Servizio “F24 web” sul sito Agenzia delle Entrate
  • Tramite intermediario (CAF, commercialista)

Per importi superiori a 1.000 € il pagamento può avvenire solo in modalità telematica (no F24 cartaceo allo sportello). Per i pensionati che non utilizzano l’home banking, il CAF Centro Fiscale esegue il pagamento via canale telematico per loro conto.

Calcolo IMU 2026 al CAF Centro Fiscale

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di calcolo IMU 2026 per pensionati e proprietari di immobili:

  • Verifica visure catastali e individuazione corretta dell’aliquota
  • Calcolo IMU per ogni unità immobiliare
  • Predisposizione del modello F24 (acconto e saldo)
  • Pagamento telematico per conto del cliente (per importi >1.000 €)
  • Predisposizione della dichiarazione IMU per casi particolari (eredità, comodati, ristrutturazioni)
  • Verifica avvisi di accertamento ricevuti dal Comune

Il servizio ha tariffe convenzionate per i clienti CAF e Patronato. Conviene prenotare con qualche giorno di anticipo rispetto alla scadenza del 16 giugno.

Calcolo IMU al CAF Centro Fiscale di Udine

Calcolo IMU 2026, predisposizione F24 e pagamento telematico. Servizio per tutte le tipologie di immobile.

📞 Telefono: 0432 1638640
💬 WhatsApp: 366 6018121
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Servizio IMU e F24

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Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti

Quando si paga l’acconto IMU 2026?

L’acconto IMU 2026 va versato entro martedì 16 giugno 2026, pari al 50% dell’imposta annua calcolata con le aliquote vigenti al 31 dicembre 2025. Il saldo si paga entro il 16 dicembre 2026.

I pensionati pagano l’IMU sulla prima casa?

No, salvo che l’abitazione sia di lusso (categorie A/1, A/8, A/9). Per la prima casa di lusso si paga IMU con aliquota base dello 0,5% e detrazione di 200 €.

Pensionati italiani all’estero: quanto pagano di IMU?

I pensionati AIRE titolari di pensione estera che possiedono una sola abitazione in Italia (non locata né in comodato) pagano l’IMU ridotta al 50%. La TARI è ridotta a 1/3.

Posso dimezzare l’IMU dando casa in comodato a mio figlio?

Sì, con un contratto di comodato registrato e rispetto delle condizioni: stesso Comune, comodatario con al massimo un’altra abitazione, comodante con al massimo due immobili abitativi totali, immobile non di lusso.

Quale codice tributo per IMU seconde case?

Il codice tributo F24 per IMU seconde case (e in generale “altri fabbricati”) è 3918. Per terreni agricoli si usa il 3914, per aree edificabili il 3916.

Cosa succede se pago l’IMU in ritardo?

Si applica il ravvedimento operoso con sanzioni ridotte: 0,1% per giorno di ritardo nei primi 14 giorni, poi 1,5% entro 30 giorni, 1,67% entro 90 giorni, fino al 3,75% entro un anno. Più gli interessi legali.

Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-25 08:00:002026-05-31 17:44:52IMU 2026 Pensionati: Acconto Giugno, Esenzioni e Casi Particolari
CAF, IMU, TASI E MODELLO F24

Rottamazione Quinquies: Proroga, Estensione a IMU, TARI e Multe – La Proposta 2026

ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026

La rottamazione quinquies continua a essere al centro del dibattito fiscale italiano: dopo le scadenze del 2025 e le proroghe gia concesse, nel 2026 si torna a parlare di una possibile estensione della definizione agevolata anche ai debiti locali come IMU, TARI e multe. Una proposta che, se approvata, potrebbe coinvolgere milioni di contribuenti con cartelle esattoriali nei confronti dei Comuni. In questo articolo analizziamo nel dettaglio lo stato attuale della rottamazione quinquies, le proposte di proroga in discussione e le possibili modalita di estensione ai tributi locali.

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Indice dei contenuti

  1. Rottamazione quinquies: stato attuale e scadenze 2026
  2. La proposta di proroga: cosa prevede
  3. Estensione a IMU e TARI: come funzionerebbe
  4. Rottamazione delle multe: la proposta per le sanzioni comunali
  5. Iter parlamentare e tempistiche di approvazione
  6. Chi beneficerebbe dell’estensione
  7. Calcolo del risparmio: esempi pratici
  8. Differenze tra tributi erariali e tributi locali
  9. Rischi e critiche della proposta
  10. Come prepararsi all’eventuale apertura
  11. Domande frequenti

Rottamazione quinquies: stato attuale e scadenze 2026

La rottamazione quinquies, introdotta nell’ambito del collegato fiscale alla Legge di Bilancio 2025, ha rappresentato l’ultima grande opportunita di definizione agevolata dei debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER). A differenza delle precedenti edizioni, questa quinta sanatoria ha permesso di estinguere i debiti fiscali presenti nelle cartelle esattoriali pagando solo le somme dovute a titolo di imposta e interessi legali, con la cancellazione integrale di sanzioni e interessi di mora.

I termini originali prevedevano la presentazione della domanda entro il 30 aprile 2025, successivamente prorogata. Secondo i dati pubblicati dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, la rottamazione quinquies ha raccolto oltre 3 milioni di domande, per un ammontare complessivo di debiti rottamati superiore ai 50 miliardi di euro. Un risultato che testimonia l’enorme platea di contribuenti in difficolta con il fisco.

Le scadenze attualmente in vigore per il pagamento delle rate della rottamazione quinquies nel 2026 riguardano i contribuenti che hanno aderito e ricevuto il piano di pagamento da ADER. Il mancato pagamento di una rata entro i termini comporta la decadenza dal beneficio e il ripristino dell’intero debito originario, comprensivo di sanzioni e interessi.

La proposta di proroga: cosa prevede

Nel corso del 2026, diversi gruppi parlamentari hanno avanzato proposte di modifica al regime della rottamazione quinquies, con due obiettivi principali: prorogare i termini di pagamento per i contribuenti gia aderenti e riaprire la finestra di adesione per chi non ha ancora regolarizzato la propria posizione fiscale.

La proposta di proroga, discussa in sede parlamentare, prevede le seguenti misure principali:

  • Proroga delle rate in scadenza nel 2026: slittamento di 6-12 mesi per i pagamenti gia pianificati, con l’obiettivo di alleggerire il carico sui contribuenti in difficolta finanziaria.
  • Riapertura dell’adesione: nuova finestra per presentare le domande di definizione agevolata, rivolta ai contribuenti che non hanno aderito in tempo o che sono decaduti per mancato pagamento.
  • Estensione dell’ambito applicativo: inclusione di tipologie di debiti attualmente escluse, in particolare i tributi locali come IMU, TARI e sanzioni amministrative (multe).
  • Rateizzazione estesa: possibilita di suddividere il debito in un numero maggiore di rate, fino a 120 rate mensili per i debiti piu consistenti.

E importante precisare che, al momento della redazione di questo articolo, si tratta ancora di proposte in fase di discussione e non di norme gia approvate. Il Parlamento sta valutando l’inserimento di queste misure nel prossimo provvedimento fiscale di urgenza o nel collegato alla Legge di Bilancio 2027.

Estensione a IMU e TARI: come funzionerebbe

Uno degli aspetti piu innovativi della proposta riguarda l’estensione della rottamazione ai tributi locali, in particolare all’IMU (Imposta Municipale Propria) e alla TARI (Tassa sui Rifiuti). Attualmente, queste imposte comunali sono escluse dall’ambito applicativo della rottamazione quinquies, che si applica solo ai debiti iscritti a ruolo e affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Il meccanismo proposto per l’estensione dell’IMU alla rottamazione prevede una doppia modalita di intervento:

  • Per i debiti IMU gia iscritti a ruolo: l’inclusione automatica nell’ambito della rottamazione quinquies, con le stesse regole gia previste per i tributi erariali (cancellazione di sanzioni e interessi di mora, pagamento solo dell’imposta dovuta).
  • Per i debiti IMU non ancora iscritti a ruolo: istituzione di una procedura speciale di sanatoria diretta con il Comune, con condizioni agevolate definite da ciascun ente locale nell’ambito di linee guida nazionali.

Per quanto riguarda la TARI, la proposta e analoga: i Comuni avrebbero la facolta – non l’obbligo – di aderire al sistema di rottamazione, predisponendo proprie procedure di definizione agevolata in linea con le disposizioni statali. Questo aspetto e cruciale: non tutti i Comuni sarebbero obbligati ad applicare la rottamazione ai tributi locali, creando una potenziale disomogeneita territoriale.

Secondo le stime preliminari, i debiti IMU e TARI non pagati presenti nelle cartelle esattoriali comunali ammonterebbero a oltre 20 miliardi di euro, una cifra che rende comprensibile l’interesse dei contribuenti per questa possibile estensione.

Rottamazione delle multe: la proposta per le sanzioni comunali

Oltre a IMU e TARI, la proposta di estensione della rottamazione quinquies include anche le sanzioni amministrative comunali, comunemente chiamate “multe”. Si tratta prevalentemente di contravvenzioni al Codice della Strada (verbali per infrazioni al CDS) e di sanzioni per violazioni a regolamenti comunali.

La rottamazione delle multe avrebbe caratteristiche specifiche rispetto agli altri tributi:

  • Pagamento solo della sanzione base: eliminazione delle maggiorazioni per tardivo pagamento (che possono raddoppiare o triplicare l’importo originario) e degli interessi maturati.
  • Cancellazione degli interessi di mora: le sanzioni per ritardato pagamento, spesso molto elevate per le multe piu vecchie, verrebbero azzerate.
  • Esclusione delle sanzioni penali: la rottamazione non si applicherebbe alle sanzioni derivanti da illeciti penali, ma solo a quelle di natura amministrativa.
  • Limite temporale: la proposta prevede che siano rottamabili le sanzioni affidate alla riscossione entro una certa data, con ogni probabilita fissata al 31 dicembre 2023 per allineamento con le altre cartelle.

L’introduzione della rottamazione delle multe ha suscitato un acceso dibattito. I sostenitori evidenziano che molti cittadini si trovano con cartelle esattoriali per sanzioni ormai moltiplicate da anni di interessi e maggiorazioni, rendendo di fatto impossibile il pagamento. I critici, invece, sottolineano il rischio di un effetto moral hazard: incentivare chi non paga nell’aspettativa di future sanatorie.

Iter parlamentare e tempistiche di approvazione

La proposta di proroga e di estensione della rottamazione quinquies sta seguendo un iter parlamentare complesso. Al momento, le discussioni si svolgono principalmente in sede di Commissione Finanze, sia alla Camera che al Senato, nell’ambito dei lavori preparatori per il prossimo provvedimento fiscale.

I principali ostacoli all’approvazione riguardano:

  • Copertura finanziaria: ogni proroga o estensione deve essere finanziata. Il Governo deve trovare le risorse necessarie a compensare il mancato gettito derivante dalla cancellazione di sanzioni e interessi.
  • Consenso degli enti locali: i Comuni devono essere coinvolti nella definizione delle regole per la rottamazione dei tributi locali, e non tutti sono favorevoli a rinunciare a entrate gia accertate.
  • Compatibilita con il PNRR: alcune misure di condono fiscale potrebbero essere in tensione con gli impegni assunti dall’Italia nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
  • Precedenti giurisprudenziali: la Corte Costituzionale ha gia avuto modo di pronunciarsi sulle sanatorie fiscali, ponendo dei limiti alla loro applicazione reiterata.

Le tempistiche ipotizzate per l’eventuale approvazione della norma variano tra un decreto legge estivo 2026 (nel caso di urgenza dichiarata) e il collegato fiscale alla Legge di Bilancio 2027. In ogni caso, prima di procedere con qualsiasi pianificazione, e fondamentale attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Chi beneficerebbe dell’estensione

Se la proposta di estensione della rottamazione quinquies a IMU, TARI e multe venisse approvata, la platea dei potenziali beneficiari sarebbe molto ampia. Analizziamo le categorie principali:

Proprietari di immobili con debiti IMU

I proprietari di immobili che negli anni non hanno versato o hanno versato in misura insufficiente l’IMU sarebbero tra i principali beneficiari. Si tratta spesso di situazioni in cui il debito originario, ampliato da anni di sanzioni (30% di maggiorazione) e interessi di mora (oltre il 5% annuo), ha raggiunto importi difficilmente sostenibili. Con la rottamazione, potrebbero pagare solo il tributo originariamente dovuto, con un risparmio anche superiore al 50% del totale richiesto.

Famiglie e imprese con debiti TARI

Numerose famiglie e piccole imprese hanno accumulato debiti TARI negli anni, in particolare nel periodo della crisi economica da Covid-19 (2020-2021) e durante la successiva crisi energetica. Anche in questo caso, le sanzioni e gli interessi hanno spesso reso il debito complessivo molto superiore all’importo originario della tassa sui rifiuti.

Conducenti con vecchie sanzioni al Codice della Strada

Chi ha ricevuto verbali per infrazioni al Codice della Strada mai pagati e successivamente affidati alla riscossione coattiva potrebbe beneficiare dell’eliminazione delle maggiorazioni. Le sanzioni del CDS, se non pagate entro 60 giorni, vengono aumentate del 10% ogni anno, rendendo spesso il debito complessivo multiplo dell’importo originario della contravvenzione.

Calcolo del risparmio: esempi pratici

Per comprendere meglio il potenziale vantaggio economico dell’estensione della rottamazione quinquies, vediamo alcuni esempi pratici di calcolo del risparmio.

Esempio 1: Debito IMU da 5.000 euro

Un contribuente ha un debito IMU di 5.000 euro risalente al 2019, mai pagato e ora in cartella esattoriale. Ecco come si compone il totale attualmente richiesto:

VoceImporto
IMU originaria 20195.000 euro
Sanzione 30%1.500 euro
Interessi legali 2019-2026 (circa 5 anni)875 euro
Interessi di mora ADER350 euro
Spese di notifica e procedura120 euro
Totale cartella7.845 euro
Con rottamazione (solo IMU + interessi legali)5.875 euro
Risparmio1.970 euro (circa 25%)

Esempio 2: Multa da 200 euro diventata 800 euro

Un comune verbale per infrazione stradale da 200 euro del 2018, mai pagato, puo trasformarsi in una cartella esattoriale di importo notevolmente superiore:

VoceImporto
Multa originaria 2018200 euro
Maggiorazione 100% (non pagata in 60 gg)200 euro
Maggiorazioni annuali ADER (10% x anni)160 euro
Interessi di mora85 euro
Spese procedura65 euro
Totale cartella710 euro
Con rottamazione (solo sanzione base)200 euro
Risparmio510 euro (circa 72%)

Come si vede dagli esempi, il beneficio della rottamazione e tanto maggiore quanto piu il debito e datato, poiche sanzioni e interessi si accumulano nel tempo aumentando significativamente l’importo originario.

Differenze tra tributi erariali e tributi locali nella rottamazione

E fondamentale comprendere le differenze strutturali tra la rottamazione dei tributi erariali (IRPEF, IVA, IRES, gestita da ADER) e la possibile rottamazione dei tributi locali (IMU, TARI, gestiti dai Comuni). Queste differenze influenzano le modalita di adesione e i vantaggi ottenibili.

CaratteristicaTributi erariali (ADER)Tributi locali (Comuni)
Ente gestoreAgenzia Entrate-RiscossioneComune o concessionario locale
Procedura di adesioneUnica (modulo ADER online)Differenziata per Comune
ObbligatorietaSi applica a tuttiFacolta del singolo Comune
Cancellazione sanzioni100% sanzioni e interessi moraDa definire (proposta: 100%)
Pagamento minimoImposta + interessi legaliSolo imposta (proposta)
Rate disponibiliFino a 60 rateDa definire localmente
ScadenzaUnica nazionalePotenzialmente variabile

Questa disomogeneita potenziale e uno dei principali punti critici della proposta. Se ogni Comune potesse decidere autonomamente se aderire e con quali modalita, si rischierebbe una situazione in cui i contribuenti di alcuni Comuni beneficiano della rottamazione mentre altri, nella stessa regione, no. Una situazione che potrebbe generare contenziosi e dubbi di legittimita costituzionale sul piano della parita di trattamento.

Rischi e critiche della proposta

La proposta di proroga ed estensione della rottamazione quinquies non e priva di critiche e rischi. I principali punti di discussione riguardano sia l’efficienza del sistema fiscale che la giustizia distributiva.

Il problema del moral hazard

Il principale rischio evidenziato dai critici e quello del moral hazard: la ripetizione di sanatorie e rottamazioni (dalla “rottamazione bis” del 2018 alla quinta edizione del 2025) rischia di creare nei contribuenti la convinzione che non pagare le tasse sia conveniente, nell’attesa della prossima sanatoria. Questo fenomeno, documentato da diversi studi economici, puo erodere la cultura del pagamento spontaneo delle imposte e ridurre il gettito fiscale nel medio-lungo periodo.

L’impatto sulle casse comunali

Per i Comuni, la rottamazione di IMU e TARI avrebbe un impatto significativo sulle entrate. Molti enti locali hanno gia contabilizzato una parte di questi crediti nei propri bilanci, e la loro cancellazione (anche parziale) potrebbe creare difficolta di cassa. Per questo motivo, alcune associazioni di Comuni hanno espresso perplessita sulla proposta, chiedendo meccanismi compensativi da parte dello Stato.

Iniquita verso i contribuenti in regola

Un’altra critica frequente riguarda l’iniquita verso chi ha pagato regolarmente. I contribuenti che, spesso con sacrificio, hanno onorato i propri debiti fiscali si trovano in una posizione di svantaggio rispetto a chi ha evitato di pagare e ora beneficia di una sanatoria. Questo tema di equita e particolarmente sentito in relazione alle multe stradali, dove chi ha pagato puntualmente si trova ad aver pagato importi molto superiori a chi ottiene la rottamazione.

Come prepararsi all’eventuale apertura della rottamazione estesa

Anche se la proposta non e ancora legge, e possibile prepararsi in anticipo per essere pronti ad aderire tempestivamente nel caso in cui venisse approvata. Ecco i passi consigliati:

1. Verificare i debiti IMU e TARI pregressi

Il primo passo e verificare la propria posizione debitoria nei confronti del Comune. E possibile farlo:

  • Accedendo al portale del proprio Comune nella sezione tributi locali
  • Richiedendo un estratto conto tributario allo sportello tributi del Comune
  • Consultando il portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (area riservata) per i debiti gia passati in cartella esattoriale
  • Verificando le eventuali comunicazioni di iscrizione a ruolo ricevute negli anni precedenti

2. Raccogliere la documentazione

E utile raccogliere tutta la documentazione relativa ai debiti: avvisi di accertamento IMU, comunicazioni TARI, verbali per infrazioni stradali e relative cartelle esattoriali. Avere tutto a portata di mano facilitera la verifica dei debiti rottamabili e il calcolo del risparmio ottenibile.

3. Valutare la convenienza

Non sempre la rottamazione e la scelta migliore. In alcuni casi, potrebbe essere piu conveniente:

  • Contestare un avviso di accertamento IMU che si ritiene infondato
  • Richiedere la rateizzazione ordinaria del debito (fino a 72 rate per ADER)
  • Valutare il ravvedimento operoso per debiti ancora non iscritti a ruolo, con sanzioni ridotte
  • Verificare se il debito e prescritto (i tributi locali si prescrivono generalmente in 5 anni)

Per una valutazione accurata della propria situazione, e sempre consigliabile rivolgersi a un professionista qualificato come il CAF Centro Fiscale, che puo analizzare la posizione specifica e consigliare la soluzione piu vantaggiosa.

4. Monitorare l’iter legislativo

E fondamentale seguire l’evoluzione della normativa. La proposta di proroga ed estensione della rottamazione quinquies e ancora in fase di discussione, e le condizioni definitive potrebbero differire significativamente da quelle attuali. Le fonti da monitorare includono la Gazzetta Ufficiale, il sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze e il portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

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Domande frequenti sulla rottamazione quinquies e la proposta di proroga

La rottamazione quinquies si applica gia all’IMU?

No. Attualmente la rottamazione quinquies si applica solo ai debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER), che gestisce i tributi erariali. L’IMU, la TARI e le multe comunali sono tributi locali e attualmente esclusi. La loro inclusione e oggetto di una proposta in fase di discussione parlamentare, non ancora approvata.

Quando verranno comunicati i termini definitivi della proroga?

Le tempistiche dipendono dall’iter parlamentare. Le ipotesi piu accreditate indicano un possibile decreto legge estivo 2026 oppure l’inserimento nella legge collegata alla Manovra 2027. Per essere aggiornati tempestivamente, e consigliabile iscriversi alla newsletter del CAF Centro Fiscale o monitorare la Gazzetta Ufficiale.

Come faccio a sapere se ho debiti IMU o TARI in cartella esattoriale?

Puoi verificarlo accedendo all’area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER) con SPID, CIE o CNS. Troverai tutte le cartelle a tuo carico, comprese quelle per tributi locali che il Comune ha affidato alla riscossione coattiva. In alternativa, puoi rivolgerti allo sportello tributi del tuo Comune.

Se ho gia aderito alla rottamazione quinquies, posso beneficiare anche dell’estensione ai tributi locali?

Si, se la proposta venisse approvata, potrebbe essere prevista una procedura separata per aderire alla parte relativa ai tributi locali, anche per chi ha gia aderito alla rottamazione quinquies ordinaria. Le due procedure riguardano debiti diversi e sarebbero gestite da enti diversi (ADER vs Comuni).

Conviene aspettare la rottamazione estesa o e meglio pagare adesso?

Dipende dalla situazione specifica. Se hai debiti IMU, TARI o multe significativi e il risparmio atteso e consistente, puo valere la pena attendere qualche mese per capire se la proposta viene approvata. Tuttavia, nel frattempo il debito continua a maturare interessi e il rischio di azioni esecutive (pignoramenti) non scompare. Il consiglio e di consultare il CAF Centro Fiscale per valutare caso per caso.


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    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
    06/08/2026
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    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Molto gentile
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
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    robert poletto
    17/07/2026
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    Fantastici
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    Geanina Gaita
    16/07/2026
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    Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato

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    Giugno 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-06 10:19:342026-05-31 16:51:26Rottamazione Quinquies: Proroga, Estensione a IMU, TARI e Multe – La Proposta 2026
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Saldo IRPEF 2026: scadenza 30 giugno, codici tributo F24 e calcolo acconto

    aliquote irpef 2024 e calcolo detrazioni

    Il 30 giugno 2026 e la prima scadenza per il versamento del saldo IRPEF relativo all’anno d’imposta 2025 e del primo acconto IRPEF per il 2026. Per chi non riesce a rispettare questa data, c’e la possibilita di differire al 30 luglio 2026 con una maggiorazione dello 0,40%. In questa guida vediamo chi deve pagare, come si calcola l’importo, quali codici tributo F24 usare e cosa fare in caso di ritardo.

    Quando scade il saldo IRPEF 2026

    Le scadenze per il pagamento del saldo IRPEF 2026 sono:

    • 30 giugno 2026 (martedi): scadenza ordinaria per saldo IRPEF 2025 + primo acconto IRPEF 2026
    • 30 luglio 2026 (giovedi): scadenza differita con maggiorazione dello 0,40% sull’importo dovuto

    Il 30 giugno 2026 cade di martedi: non ci sono proroghe automatiche per giorni festivi, quindi la scadenza e ferma. Chi sceglie di pagare entro il 30 luglio paga l’importo aumentato dello 0,40% a titolo di interesse.

    Per il secondo acconto IRPEF 2026 la scadenza ordinaria e il 1° dicembre 2026 (30 novembre 2026 cade di domenica, slittamento al lunedi successivo).

    Chi deve pagare il saldo IRPEF entro il 30 giugno

    Sono tenuti al versamento del saldo IRPEF entro il 30 giugno 2026:

    • Titolari di Partita IVA (regime ordinario e forfettario) che presentano il Modello Redditi PF
    • Lavoratori autonomi e professionisti che hanno redditi non soggetti a ritenuta alla fonte
    • Persone fisiche con redditi da affitti, rendite, plusvalenze non assoggettati a cedolare secca o imposta sostitutiva
    • Contribuenti 730 con conguaglio a debito che non hanno un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) che puo trattenere il dovuto dalla busta paga o dalla pensione
    • Societa di persone e soci per la quota di reddito imputata per trasparenza

    Non devono pagare autonomamente entro il 30 giugno i dipendenti e pensionati che hanno presentato il 730 con sostituto d’imposta: per loro il conguaglio a debito viene trattenuto direttamente dalla busta paga o dalla pensione a partire dal mese di luglio 2026.

    Codici tributo F24 per il saldo IRPEF 2026

    Per il versamento tramite Modello F24, questi sono i principali codici tributo:

    Codice tributoDescrizioneAnno di riferimento nel F24
    4001Saldo IRPEF persone fisiche2025
    4033Primo acconto IRPEF2026
    4034Secondo acconto IRPEF2026 (scadenza 1° dicembre)
    3800Addizionale regionale IRPEF (saldo)2025
    3801Addizionale comunale IRPEF (saldo)2025
    2003Saldo IRES societa di capitali2025
    2001Primo acconto IRES2026

    Attenzione all’anno di riferimento: nel modello F24 il campo “anno di riferimento” deve riportare l’anno d’imposta corretto (2025 per il saldo, 2026 per il primo acconto). Un errore in questo campo puo causare problemi di imputazione del pagamento.

    Per approfondire la dichiarazione dei redditi: Rimborso 730 in Busta Paga 2026: Quando Arriva e Come Funziona

    Come si calcola il saldo IRPEF e il primo acconto

    Il calcolo del saldo IRPEF si basa sulle aliquote IRPEF 2026 (anno d’imposta 2025), che sono tre scaglioni:

    • 23% fino a 28.000 euro di reddito imponibile
    • 35% da 28.001 a 50.000 euro
    • 43% oltre 50.000 euro

    La formula di calcolo e:

    Saldo IRPEF = IRPEF lorda – detrazioni – acconti versati nel 2025

    Se il risultato e positivo (a debito), si versa entro il 30 giugno. Se e negativo (a credito), si genera un rimborso o si usa in compensazione F24.

    Per il primo acconto IRPEF 2026, il metodo ordinario (storico) prevede:

    • Se l’imposta netta dell’anno precedente e inferiore a 52 euro: nessun acconto
    • Da 52 a 257,99 euro: versamento in unica soluzione entro il 30 novembre (o 1° dicembre 2026)
    • Da 258 euro in su: primo acconto del 40% entro il 30 giugno + secondo acconto del 60% entro il 1° dicembre

    In alternativa al metodo storico, e possibile usare il metodo previsionale: si stima l’imposta che si paghera per il 2026 e si versa l’acconto su quella base, con rischio di sanzioni se la stima e sottostimata.

    Per chi ha aderito al Concordato Preventivo Biennale, le regole di calcolo degli acconti possono essere diverse: Modello Redditi 2026 e Concordato Preventivo Biennale: regole e scadenze

    Versamento in unica soluzione o in due rate

    Entro il 30 giugno 2026 si versano contemporaneamente:

    • Il saldo IRPEF 2025 (codice 4001)
    • Il primo acconto IRPEF 2026 (codice 4033), se dovuto e superiore a 258 euro
    • Le addizionali regionali e comunali IRPEF (codici 3800 e 3801)

    Non esiste una rateizzazione automatica per queste voci nel modello F24: l’importo va versato in un’unica soluzione nella data di scadenza (o differito al 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%).

    Diversa e la situazione per i contributi INPS artigiani e commercianti, che hanno cadenze trimestrali separate.

    Differimento al 30 luglio 2026: come funziona la maggiorazione

    Chi non riesce a versare entro il 30 giugno puo usufruire del differimento al 30 luglio 2026 pagando una maggiorazione dello 0,40% sull’importo dovuto. Si tratta di un interesse forfettario previsto dalla legge, non di una sanzione.

    Esempio pratico: se devi versare un saldo IRPEF di 1.000 euro, pagando entro il 30 luglio dovrai versare 1.004 euro (1.000 + 0,40% = 4 euro di interessi).

    La maggiorazione si applica sia al saldo che all’acconto. Non ci sono codici tributo separati per la maggiorazione: va aggiunta direttamente all’importo del versamento.

    Modalita di versamento: F24 online, banca e addebito conto

    Il Modello F24 si puo versare con le seguenti modalita:

    • F24 online tramite portale Agenzia delle Entrate (accesso con SPID, CIE o credenziali Fisconline): gratuito, disponibile 24/7
    • Homebanking della propria banca: disponibile per tutti i titolari di conto corrente, spesso con addebito diretto
    • Allo sportello bancario o postale: solo per F24 con saldo a debito; possibile commissione
    • Tramite CAF o intermediario abilitato: il CAF compila e trasmette il modello F24 per conto del contribuente

    Ricorda che i versamenti F24 a zero (per compensazione integrale del credito) devono essere trasmessi obbligatoriamente in via telematica attraverso i servizi dell’Agenzia delle Entrate o un intermediario abilitato.

    Link correlato: IMU 2026: paga l’inquilino o il proprietario? Guida Completa

    Ravvedimento operoso: cosa succede se si paga in ritardo

    Se si supera anche la scadenza del 30 luglio senza versare, e possibile regolarizzare la posizione attraverso il ravvedimento operoso, disciplinato dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997 e riformato dal D.Lgs. 87/2024.

    Con la riforma del D.Lgs. 87/2024 (in vigore dal 1° settembre 2024), la sanzione base per omesso versamento e passata al 25% (precedentemente era il 30%). Le tipologie di ravvedimento piu comuni sono:

    Tipo di ravvedimentoQuandoSanzione ridotta
    Sprint (brevissimo)Entro 14 giorni dalla scadenza0,1% al giorno (max 1,4%)
    BreveDal 15° al 30° giorno1,5% (1/10 di 15%)
    MedioDal 31° al 90° giorno1,67% (1/9 del 15%)
    Lungo (entro 1 anno)Entro 1 anno dalla scadenza3,125% (1/8 del 25%)
    BiennaleEntro 2 anni dalla scadenza3,57% (1/7 del 25%)
    Oltre 2 anniOltre 2 anni dalla scadenza4,17% (1/6 del 25%)

    Alle sanzioni si aggiungono sempre gli interessi legali (2,5% annuo nel 2026) calcolati sui giorni di ritardo. Il ravvedimento non e possibile dopo l’avvio di un accertamento o di una verifica fiscale.

    Il codice tributo da usare per la sanzione da ravvedimento e il 8901 (per IRPEF). Gli interessi si versano con il codice tributo 1989.

    Saldo IRES per societa e enti: stessa scadenza del 30 giugno

    Anche le societa di capitali con esercizio coincidente con l’anno solare (gennaio-dicembre) devono versare entro il 30 giugno 2026:

    • Saldo IRES 2025: codice tributo 2003
    • Primo acconto IRES 2026: codice tributo 2001
    • Saldo IRAP 2025: codice tributo 3800 (sezione Erario)
    • Primo acconto IRAP 2026: codice tributo 3812

    Per le societa con esercizio non coincidente con l’anno solare, la scadenza e il sesto mese successivo alla chiusura dell’esercizio.

    Domande frequenti (FAQ)

    Ho presentato il 730: devo comunque versare l’IRPEF entro il 30 giugno?

    Dipende dalla tua situazione. Se hai un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) che gestisce il conguaglio, no: sara lui a trattenerti il dovuto dalla busta paga a partire da luglio. Se non hai un sostituto d’imposta, dovrai versare tu tramite F24 entro il 30 giugno.

    Posso compensare il saldo IRPEF con un credito IVA o INPS?

    Si, e possibile compensare il debito IRPEF con crediti fiscali o contributivi tramite il modello F24. La compensazione orizzontale (tra tributi diversi) e consentita nei limiti di legge. Per crediti superiori a 5.000 euro, la compensazione richiede il visto di conformita sulla dichiarazione dei redditi.

    Cosa succede se non posso pagare entro il 30 luglio?

    Se non paghi entro il 30 luglio, scatta l’omesso versamento. La sanzione base e del 25% dell’importo non versato (post D.Lgs. 87/2024). Puoi pero regolarizzare con il ravvedimento operoso, che riduce significativamente la sanzione a seconda di quanto e rapido il pagamento.

    Il secondo acconto IRPEF si paga anch’esso a giugno?

    No. Il secondo acconto IRPEF 2026 scade il 1° dicembre 2026 (il 30 novembre cade di domenica). Si versa con il codice tributo 4034.

    Come si calcola l’addizionale regionale e comunale IRPEF?

    Le addizionali regionali e comunali si calcolano applicando le aliquote deliberate da Regione e Comune di residenza al reddito imponibile IRPEF. Il saldo delle addizionali scade insieme al saldo IRPEF (30 giugno), mentre l’acconto dell’addizionale comunale scade al secondo acconto IRPEF (1° dicembre).

    Come possiamo aiutarti: il CAF Centro Fiscale di Udine

    Il calcolo del saldo IRPEF richiede la corretta lettura della dichiarazione dei redditi e la verifica di acconti, detrazioni e crediti. Se hai dubbi o vuoi essere sicuro di versare l’importo corretto entro il 30 giugno 2026, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per:

    • Calcolo del saldo IRPEF e del primo acconto da dichiarazione dei redditi o 730
    • Compilazione e invio del modello F24
    • Verifica della possibilita di compensazione con crediti fiscali
    • Assistenza per il ravvedimento operoso in caso di versamento tardivo
    • Consulenza su differimento al 30 luglio con calcolo della maggiorazione

    Contattaci per un preventivo personalizzato o prenota un appuntamento. Non aspettare l’ultimo giorno: avere il tempo per verificare tutti i calcoli fa la differenza.

    Giugno 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/04/aliquote-irpef-2024-e-calcolo-detrazioni-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-12 07:54:012026-06-12 07:54:14Saldo IRPEF 2026: scadenza 30 giugno, codici tributo F24 e calcolo acconto
    CAF, IMU, TASI E MODELLO F24

    Come si calcola l’IMU 2026: formula, moltiplicatori, aliquote e acconto del 16 giugno

    calcolo imu CAF Udine

    L’IMU 2026 (Imposta Municipale Propria) è uno degli adempimenti fiscali più attesi dell’anno: la prima rata, il cosiddetto acconto del 16 giugno 2026, si avvicina rapidamente e milioni di proprietari immobiliari devono sapere esattamente quanto versare. Ma come si calcola l’IMU? La formula può sembrare complicata a prima vista, eppure seguendo i passaggi giusti è assolutamente alla portata di tutti.

    In questa guida troverai la formula IMU passo per passo, i moltiplicatori catastali per ogni tipo di immobile, le aliquote di riferimento 2026, e due esempi pratici di calcolo. Saprai anche come pagare con il modello F24 e quali immobili sono esenti.

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    Che cos’è l’IMU e chi la deve pagare

    L’IMU è l’Imposta Municipale Propria istituita dalla Legge 160/2019 (art. 1, commi 738–783). Si tratta di un’imposta patrimoniale locale che colpisce il possesso di immobili: fabbricati, aree edificabili e terreni agricoli situati in Italia.

    Chi deve pagarla? Il soggetto passivo è chiunque possieda — a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi o superficie — un immobile in Italia. In caso di comproprietà, ciascun comproprietario versa la propria quota in proporzione alla quota di possesso. In caso di decesso del proprietario, gli eredi sono tenuti al pagamento fin dalla data di apertura della successione (questo vale anche in Friuli Venezia Giulia, dove l’intavolazione catastale non è automatica).

    Chi NON la deve pagare? Il caso più importante è quello dell’abitazione principale non di lusso: se abiti nell’immobile di tua proprietà e non appartiene alle categorie catastali A/1, A/8 o A/9 (ville, castelli e abitazioni signorili), sei completamente esente IMU. Stessa esenzione per le pertinenze dell’abitazione principale (una per categoria: C/2, C/6, C/7). Sono inoltre esenti i terreni agricoli in zone montane o collinari classificate svantaggiate, e gli immobili di interesse culturale o artistico inagibili.

    La formula IMU 2026: come si calcola passo per passo

    La formula per calcolare l’IMU si compone di tre ingredienti fondamentali: la rendita catastale rivalutata, il moltiplicatore catastale e l’aliquota. Vediamoli uno per uno.

    Formula IMU 2026

    IMU = Rendita catastale × 1,05 × Moltiplicatore × Aliquota

    Poi si divide per i mesi di possesso (se < 12) e per la quota di proprietà (se < 100%)

    Analizziamo ogni termine:

    • Rendita catastale: il valore attribuito al tuo immobile dall’Agenzia delle Entrate. La trovi sulla visura catastale o sul sito dell’Agenzia delle Entrate inserendo i dati dell’immobile.
    • Rivalutazione del 5% (×1,05): per legge, la rendita catastale va sempre aumentata del 5% prima di qualsiasi altro calcolo. Se la tua rendita è 800 euro, la base di partenza diventa 840 euro.
    • Moltiplicatore catastale: un coefficiente fisso che varia in base alla categoria catastale dell’immobile (vedi tabella sotto). Per le abitazioni ordinarie (A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7) il moltiplicatore è 160, che incluso già nella rivalutazione del 5% porta al valore finale di 168.
    • Aliquota: la percentuale fissata dal Comune dove si trova l’immobile. Ogni Comune può scostarsi dall’aliquota base del 7,6 per mille (0,76%) entro i limiti di legge.

    Tabella moltiplicatori catastali IMU 2026

    Categoria catastaleTipologia immobileMoltiplicatore baseCon rivalutazione 5%
    A (eccetto A/10), C/2, C/6, C/7Abitazioni, cantine, garages160168
    A/10Uffici e studi privati8084
    BCollegi, conventi, ospizi, scuole140147
    C/1Negozi e botteghe5557,75
    C/3, C/4, C/5Laboratori, stabilimenti, magazzini140147
    D (eccetto D/5)Immobili industriali, alberghi, teatri6568,25
    D/5Istituti di credito, cambio, assicurazione8084
    Terreni agricoliReddito dominicale × 1,25135—

    Nota: per i terreni agricoli la rivalutazione del 5% si applica al reddito dominicale, e poi si moltiplica per 135.

    Aliquote IMU 2026: base e variazioni comunali

    Le aliquote IMU 2026 sono stabilite annualmente da ciascun Comune entro i limiti fissati dalla Legge 160/2019. Se il Comune non delibera nuove aliquote entro i termini di legge, si applicano quelle dell’anno precedente. I limiti nazionali sono:

    Tipologia immobileAliquota base (per mille)Minimo consentitoMassimo consentito
    Fabbricati diversi dall’abitazione principale7,6 ‰ (0,76%)4,6 ‰11,4 ‰
    Abitazione principale di lusso (A/1, A/8, A/9)4 ‰—6 ‰
    Aree edificabili7,6 ‰—11,4 ‰
    Terreni agricoli (zone non montane)7,6 ‰—11,4 ‰

    Come verificare l’aliquota del tuo Comune? Il Dipartimento delle Finanze del MEF pubblica le delibere comunali sul portale www.finanze.gov.it nella sezione “Fiscalità locale – IMU”. In alternativa, consulta il sito del tuo Comune o contatta il CAF. L’aliquota deliberata per il 2026 deve essere pubblicata entro il 28 ottobre 2025 per essere applicabile all’acconto di giugno 2026; in assenza di delibera, si usa quella 2025.

    Detrazione per abitazione principale di lusso: se la tua prima casa rientra nelle categorie A/1, A/8 o A/9, hai diritto a una detrazione fissa di 200 euro dall’IMU dovuta. L’imposta non può mai diventare negativa: se il calcolo dà un importo inferiore a 200 euro, l’IMU è pari a zero.

    Esempi pratici di calcolo IMU 2026

    Vediamo come funziona la formula con due scenari reali, usando le aliquote base del 7,6 per mille (come riferimento — verifica sempre quella del tuo Comune).

    Esempio 1 — Appartamento A/3 in affitto (seconda casa)

    Marco possiede un appartamento in categoria A/3 (abitazione di tipo economico) che affitta come seconda casa. La rendita catastale è di 450 euro. Il Comune ha deliberato l’aliquota standard del 7,6 per mille. Marco è proprietario al 100% e possiede l’immobile per tutti e 12 i mesi.

    Passaggio 1 — Rivalutazione 5%:

    450 × 1,05 = 472,50 euro

    Passaggio 2 — Moltiplicatore A/3 (abitazioni):

    472,50 × 160 = 75.600 euro (base imponibile)

    Passaggio 3 — Applicazione aliquota 7,6‰:

    75.600 × 0,0076 = 574,56 euro (IMU annuale)

    Acconto 16 giugno 2026 (50%):

    574,56 / 2 = 287,28 euro (arrotondato a 287 euro)

    Esempio 2 — Garage C/6 di proprietà (pertinenza non collegata ad abitazione principale)

    Giulia ha un garage in categoria C/6 con rendita catastale di 120 euro. Non è pertinenza dell’abitazione principale (che è in affitto), quindi è soggetto a IMU. Il Comune ha deliberato un’aliquota del 8,6 per mille per i fabbricati diversi dall’abitazione principale. Giulia è proprietaria al 50% (l’altra metà è del marito).

    Passaggio 1 — Rivalutazione 5%:

    120 × 1,05 = 126 euro

    Passaggio 2 — Moltiplicatore C/6 (pertinenze/garages, stesso gruppo A):

    126 × 160 = 20.160 euro (base imponibile)

    Passaggio 3 — Applicazione aliquota 8,6‰:

    20.160 × 0,0086 = 173,38 euro (IMU annuale piena)

    Quota Giulia (50%):

    173,38 × 0,50 = 86,69 euro

    Acconto 16 giugno 2026 (50% della quota):

    86,69 / 2 = 43,34 euro (arrotondato a 43 euro)

    Arrotondamento: l’IMU si arrotonda all’euro per difetto se i centesimi sono inferiori a 0,50 e per eccesso se superiori o uguali a 0,50. Se l’importo dovuto è inferiore a 12 euro, non si versa (il Comune può alzare questa soglia minima).

    Acconto IMU 16 giugno 2026: come funziona il calcolo a metà anno

    L’IMU si paga in due rate:

    • Acconto: entro il 16 giugno 2026 (lunedì — la data non cade di sabato/domenica quindi rimane ferma)
    • Saldo: entro il 16 dicembre 2026

    Come si calcola l’acconto? La regola generale è semplice: l’acconto è pari al 50% dell’IMU calcolata con le aliquote deliberate dal Comune per l’anno precedente (2025). Il saldo di dicembre è la differenza tra l’IMU totale dovuta per il 2026 (calcolata con le nuove aliquote, se modificate) e l’acconto già versato.

    In pratica: se il tuo Comune non ha cambiato le aliquote dal 2025, l’acconto di giugno e il saldo di dicembre saranno entrambi il 50% dell’IMU annuale (cifre identiche). Se invece il Comune ha alzato o abbassato le aliquote per il 2026, la differenza emerge solo al saldo di dicembre.

    Possesso per meno di 12 mesi: se hai acquistato l’immobile durante l’anno, l’IMU si calcola solo per i mesi effettivi di possesso. Il mese conta intero se il possesso dura almeno 15 giorni. Formula: IMU annuale × (mesi di possesso / 12). Ad esempio, se acquisti il 20 aprile 2026, il mese di aprile conta (15 o più giorni), e pagherai l’IMU per 9 mesi (aprile–dicembre). L’acconto di giugno coprirà i mesi gennaio–giugno calcolati sulla situazione 2025.

    Puoi consultare anche il nostro articolo sulle scadenze fiscali di giugno 2026 per un calendario completo di tutti gli adempimenti del mese.

    Come pagare l’IMU: modello F24 e codici tributo

    Il pagamento dell’IMU avviene esclusivamente tramite modello F24, disponibile presso qualsiasi banca, ufficio postale, CAF o compilabile direttamente online sul sito dell’Agenzia delle Entrate (servizio F24 web) o tramite home banking.

    Sezione da compilare: la sezione IMU e altri tributi locali. I campi principali sono: codice tributo, codice Comune (codice catastale a 4 caratteri), se si tratta di acconto o saldo, il numero di immobili, l’anno di riferimento e l’importo.

    Tabella codici tributo IMU 2026

    Codice tributoTipologia immobile
    3912Abitazione principale e pertinenze (categorie A/1, A/8, A/9)
    3918Altri fabbricati (seconda casa, affitti brevi, ecc.)
    3913Fabbricati rurali strumentali
    3914Terreni agricoli
    3916Aree fabbricabili
    3925Immobili categoria D — quota Stato
    3930Immobili categoria D — quota Comune

    Attenzione agli immobili di categoria D (capannoni, alberghi, centri commerciali): il gettito si divide tra Stato e Comune. La quota Stato (7,6 per mille, codice 3925) va alla colonna “importi a debito versati allo Stato”; la quota Comune (eventuale maggiorazione deliberata dal Comune, codice 3930) va alla colonna “Sezione IMU e altri tributi locali”. Se il Comune non ha deliberato aumenti, si versa solo la quota Stato.

    Compensazione: l’IMU non può essere compensata con altri crediti fiscali (ad esempio crediti IRPEF) nel modello F24. Va versata per intero.

    Esenzioni e casi speciali IMU 2026

    Oltre all’esenzione per l’abitazione principale non di lusso, esistono altri casi in cui l’IMU non si deve o si riduce:

    • Immobili concessi in comodato d’uso gratuito a figli o genitori: riduzione del 50% della base imponibile, a condizione che il contratto sia registrato, il comodante non possieda altri immobili nello stesso Comune e abbia la residenza anagrafica nello stesso Comune.
    • Immobili locati con contratto a canone concordato: riduzione del 25% dell’IMU dovuta (non della base imponibile, ma dell’imposta calcolata).
    • Immobili inagibili o inabitabili: riduzione del 50% della base imponibile, previa dichiarazione del Comune o perizia giurata.
    • Immobili di interesse storico-artistico: riduzione del 50% della base imponibile (art. 10 D.Lgs. 42/2004).
    • Terreni agricoli in zone montane: esenzione totale per i terreni ubicati in Comuni montani o parzialmente montani indicati nella Circolare MEF del 14 giugno 1993.
    • IACP e cooperative edilizie a proprietà indivisa: esenzione per gli alloggi assegnati ai soci.

    IMU e affitti brevi (Airbnb, case vacanze)

    Un immobile destinato agli affitti brevi (Airbnb, Booking, ecc.) è considerato a tutti gli effetti una “seconda casa” ai fini IMU: si paga l’aliquota ordinaria deliberata dal Comune per i fabbricati diversi dall’abitazione principale. Non è possibile fruire delle riduzioni per canone concordato (riservate ai contratti a uso abitativo con affitti 4+4 anni o 3+2 anni a canone concordato).

    IMU e coniugi con residenze separate

    Dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 209/2022, in caso di coniugi con residenze anagrafiche in immobili diversi, l’esenzione per abitazione principale spetta a ciascun coniuge per il proprio immobile, purché entrambi vi risiedano effettivamente e abitualmente. Non è più necessario che la famiglia risieda nello stesso comune.

    La dichiarazione IMU: quando si presenta

    Il pagamento dell’IMU e la presentazione della dichiarazione IMU sono due adempimenti distinti. La dichiarazione non è obbligatoria ogni anno: va presentata solo quando si verificano variazioni che il Comune non può conoscere autonomamente dai dati in suo possesso. Ecco i casi principali:

    • Acquisto o vendita di un immobile (di solito il Comune lo viene a sapere dalla voltura catastale, ma è buona norma verificare)
    • Inizio o fine di un contratto di comodato d’uso gratuito
    • Inizio o fine di un contratto di locazione a canone concordato
    • Immobile dichiarato inagibile o inabitabile
    • Variazione di destinazione d’uso dell’immobile
    • Acquisizione per successione (specialmente in Friuli Venezia Giulia dove l’intavolazione nel Libro Fondiario non è automatica)

    La scadenza per la dichiarazione IMU relativa all’anno 2025 è il 30 giugno 2026. Si presenta al Comune dove è situato l’immobile, utilizzando il modello approvato dal MEF con D.M. 29 luglio 2022.

    In Friuli Venezia Giulia, dove vige il sistema tavolare, chi eredita un immobile deve prestare particolare attenzione: la variazione di proprietà nel Libro Fondiario non avviene automaticamente come nel catasto ordinario. Gli eredi sono soggetti passivi IMU fin dalla data di apertura della successione, anche prima che l’intavolazione sia completata. Il CAF Centro Fiscale di Udine, con la sua esperienza specifica nel sistema tavolare, può assisterti nella corretta gestione di questi adempimenti.

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    Domande frequenti sul calcolo IMU 2026

    Come trovo la rendita catastale del mio immobile?

    La rendita catastale è indicata nella visura catastale, ottenibile gratuitamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate (servizio “Consultazione Catasto” con SPID, CIE o CNS) oppure presso qualsiasi CAF o ufficio dell’Agenzia. In alternativa, si trova nell’atto notarile di acquisto dell’immobile.

    Se ho acquistato casa a maggio 2026, pago l’acconto di giugno?

    Dipende dalla data esatta. Se hai acquistato prima del 16 giugno 2026, in linea teorica dovresti versare l’acconto per i mesi di possesso nel 2026 (da aprile o maggio in poi). Tuttavia, poiché l’acconto si calcola sulla base delle aliquote 2025 e del 50% dell’IMU annuale, molti contribuenti che acquistano nel corso dell’anno preferiscono effettuare un unico versamento a saldo a dicembre. Questa scelta è possibile se non si ritiene di dover versare un acconto specifico: la legge non prevede sanzioni per chi versa tutta l’IMU di un nuovo acquisto nel saldo di dicembre, purché l’importo totale sia corretto. Consigliamo di verificare con il vostro CAF la situazione specifica.

    L’IMU sulla seconda casa è detraibile in dichiarazione dei redditi?

    No. L’IMU sugli immobili non è detraibile dall’IRPEF nel modello 730 o Redditi PF. Fa eccezione l’IMU pagata su immobili che producono reddito d’impresa (per gli imprenditori). L’IRPEF sui fabbricati non locati non è più dovuta dal 2022 (era già ridotta al 50% nel biennio 2020-2021), confermando che l’IMU è l’unica imposizione patrimoniale su questi immobili.

    Cosa succede se non pago l’acconto IMU del 16 giugno?

    Il mancato pagamento nei termini comporta sanzioni e interessi. È possibile regolarizzare spontaneamente tramite il ravvedimento operoso: entro 14 giorni dalla scadenza la sanzione è solo dell’1,5% (0,1% per giorno di ritardo fino a 14 gg); entro 30 giorni è del 3%. Più passa il tempo, più la sanzione aumenta. Prima di arrivare alle sanzioni d’ufficio (dal 30% in su), è sempre meglio regolarizzare autonomamente.

    Il box auto è soggetto a IMU anche se è pertinenza dell’abitazione principale?

    Se il box (categoria C/6) è pertinenza della tua abitazione principale non di lusso, è esente IMU come l’abitazione principale, ma solo entro il limite di una pertinenza per categoria catastale. Quindi se hai un solo box auto, è esente. Se ne hai due (entrambi C/6), uno è esente e l’altro paga l’IMU come fabbricato ordinario.

    Come funziona il calcolo IMU per un immobile ereditato nel 2026?

    Gli eredi diventano soggetti passivi IMU dalla data di apertura della successione (data del decesso). L’imposta si calcola in proporzione ai mesi di possesso successivi al decesso. Se la successione si è aperta, per esempio, il 10 marzo 2026, marzo conta intero (più di 15 giorni) e l’IMU annuale si moltiplica per 10/12. L’acconto di giugno 2026 va versato se ci si trova già in una posizione di possesso a quella data. In FVG, non aspettare il completamento dell’intavolazione: il debito IMU decorre dalla data del decesso.

    Hai bisogno di aiuto con il calcolo IMU? Contatta il CAF

    Il calcolo IMU 2026 non è difficile una volta compresa la formula, ma ci sono molte variabili che possono complicare la situazione: aliquote comunali aggiornate, comproprietà, immobili ereditati, comodati d’uso, riduzioni per affitti concordati. Se vuoi essere sicuro di pagare l’importo giusto — né troppo né troppo poco — il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.

    Il nostro team può verificare la tua situazione, calcolare con precisione l’IMU dovuta per ogni immobile, compilare il modello F24 e assicurarsi che tutte le esenzioni e riduzioni a cui hai diritto siano applicate correttamente.

    Prenota una consulenza IMU al CAF Centro Fiscale

    Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

    Telefono: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121

    Fonte normativa: Legge 27 dicembre 2019, n. 160 (Legge di Bilancio 2020), art. 1 commi 738–783; Dipartimento delle Finanze MEF – www.finanze.gov.it/it/fiscalita-locale/imposta-municipale-propria-imu/. Dati aggiornati a giugno 2026.

    Giugno 4, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-04 11:16:102026-06-04 11:24:08Come si calcola l’IMU 2026: formula, moltiplicatori, aliquote e acconto del 16 giugno
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, IMU, TASI E MODELLO F24

    Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo con 32 Appuntamenti

    calcolo imu CAF Udine

    Giugno 2026 e un mese fiscalmente impegnativo: ben 32 scadenze si concentrano soprattutto in 4 date chiave. Tra gli appuntamenti piu importanti spiccano l’acconto IMU del 16 giugno, il versamento delle ritenute alla fonte, i contributi INPS e l’IVA mensile. Questo calendario aggiornato ti guida attraverso tutti gli adempimenti del mese, con le date esatte e le istruzioni per non perdere nessuna scadenza.

    Le 4 date chiave di giugno 2026

    Le scadenze di giugno 2026 si addensano in quattro momenti precisi del mese. Conoscerle in anticipo permette di organizzarsi per tempo ed evitare sanzioni e interessi da ravvedimento operoso.

    DataAdempimento principaleChi riguarda
    2 giugno 2026Festa della Repubblica (nessun adempimento)Tutti
    16 giugno 2026Acconto IMU, ritenute, IVA mensile, contributi INPS/INAILTitolari immobili, datori di lavoro, P.IVA mensili
    25 giugno 2026INTRASTAT mensile e trimestraleOperatori intracomunitari
    30 giugno 2026Versamenti IRPEF, cedolare secca, contributi colf/badantiPrivati, professionisti, datori di lavoro domestico

    Nota: Il 2 giugno e festa nazionale (Festa della Repubblica): tutti gli adempimenti eventualmente in scadenza sono automaticamente prorogati al primo giorno lavorativo successivo, che nel 2026 e il 3 giugno (mercoledi).

    16 giugno 2026: la scadenza piu importante del mese

    Il 16 giugno e il giorno piu affollato del calendario fiscale estivo. Coincidono almeno 15 adempimenti diversi, tra cui:

    Acconto IMU giugno 2026

    L’acconto IMU 2026 si versa entro il 16 giugno. Il calcolo si basa sulle aliquote 2025 applicate al 50% del dovuto annuo (cosiddetto metodo storico). In alternativa, si puo versare il 50% dell’imposta calcolata con le aliquote 2026 se gia deliberate dal Comune (metodo previsionale).

    Per sapere chi e esente e come calcolare l’IMU se sei pensionato, leggi la nostra guida: IMU 2026 Pensionati: Acconto Giugno, Esenzioni e Casi Particolari.

    Ritenute alla fonte su redditi di lavoro

    I datori di lavoro (inclusi i condomini come sostituti d’imposta) devono versare via modello F24 le ritenute IRPEF operate a maggio 2026 su:

    • Redditi di lavoro dipendente e assimilati (codice tributo 1001)
    • Redditi di lavoro autonomo e professionisti (codice tributo 1040)
    • Redditi diversi (codice tributo 1040 o 1045 secondo il caso)
    • Provvigioni agenti (codice tributo 1038)

    IVA mensile maggio 2026

    I contribuenti IVA con liquidazione mensile devono versare l’IVA relativa al mese di maggio 2026 entro il 16 giugno. Il pagamento avviene con F24, codice tributo 6005 (IVA mensile maggio). Chi ha saldo a credito non deve effettuare versamenti.

    Contributi INPS artigiani e commercianti

    Gli artigiani e commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS versano entro il 16 giugno la seconda rata 2026 dei contributi fissi sul minimale. L’importo varia in base al settore e alla gestione. Per il 2026, l’aliquota contributiva per artigiani e commercianti e del 24,48% sul reddito imponibile.

    Contributi INPS gestione separata

    I collaboratori e i professionisti senza cassa iscritti alla gestione separata INPS versano il saldo 2025 e il primo acconto 2026 entro il 30 giugno (non il 16). L’aliquota e del 26,07% per chi non ha altra copertura previdenziale, 24% per chi ha un’altra copertura.

    Contributi INAIL premio annuale

    Entro il 16 giugno i datori di lavoro devono versare il premio INAIL per l’assicurazione obbligatoria contro infortuni e malattie professionali. Il pagamento avviene con F24 o bollettino INAIL, sulla base della comunicazione inviata dall’Istituto a febbraio 2026.

    Bollo auto: le scadenze di giugno 2026

    Il bollo auto non ha una data unica nazionale: la scadenza dipende dal mese di immatricolazione del veicolo e dalla regione di residenza. In linea generale:

    • I veicoli immatricolati in aprile hanno il bollo in scadenza a giugno 2026 (entro la fine del mese successivo all’immatricolazione)
    • Il pagamento avviene tramite portale ACI, sportello ACI, banche, tabaccai abilitati, oppure online su Pago PA
    • In caso di mancato pagamento e applicabile il ravvedimento operoso con sanzioni ridotte rispetto a quella ordinaria

    Esenzioni bollo auto 2026: sono esenti i veicoli elettrici (per i primi 5 anni in molte regioni), i veicoli intestati a persone con grave disabilita (legge 104), i veicoli storici con oltre 30 anni di eta.

    Affitti brevi: versamento ritenute di giugno 2026

    I gestori di portali di locazione turistica (Airbnb, Booking, Vrbo, ecc.) che hanno operato ritenute del 21% sui canoni di maggio 2026 relativi a contratti di affitto breve devono versare le ritenute entro il 16 giugno tramite F24 con codice tributo 1919.

    Per i proprietari privati con cedolare secca sugli affitti brevi: il saldo della cedolare secca 2025 e l’acconto 2026 confluiscono nelle scadenze del 30 giugno (senza maggiorazione) oppure del 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%. Per approfondire le regole sulla cedolare secca nelle dichiarazioni precompilate: Cedolare Secca nel Modello Redditi PF Precompilato 2026.

    Per dettagli sulle ritenute versate a maggio 2026 dagli intermediari: Affitti Brevi, Scadenza 18 Maggio 2026: Versamento Ritenute degli Intermediari.

    30 giugno 2026: versamenti IRPEF e cedolare secca

    Il 30 giugno e l’altra data cruciale del mese: entro questa data, chi ha presentato il Modello 730 o il Modello Redditi PF 2026 deve versare (senza maggiorazione) le imposte emergenti dalla dichiarazione:

    • Saldo IRPEF 2025 e primo acconto IRPEF 2026 (per chi versa autonomamente, non tramite sostituto d’imposta)
    • Saldo cedolare secca 2025 e acconto cedolare secca 2026
    • Addizionali regionali e comunali IRPEF 2025
    • Imposta sostitutiva sul regime forfettario 2025 (saldo 15% o 5% nuove attivita)
    • Contributi INPS da Modello Redditi (gestione separata, artigiani/commercianti, saldo 2025)

    Chi non riesce a versare entro il 30 giugno puo farlo entro il 30 luglio 2026 con una maggiorazione dello 0,40% (interesse da dilazione). Per approfondire il calcolo dei versamenti: Saldo e Acconto IRPEF 2026: Calendario Scadenze e Calcolo Versamenti.

    Calendario completo delle 32 scadenze fiscali di giugno 2026

    Di seguito il riepilogo schematico di tutti i 32 adempimenti di giugno 2026, suddivisi per data e tipologia.

    Scadenze del 16 giugno 2026 (15 adempimenti)

    N.AdempimentoChi pagaCodice tributo F24
    1Acconto IMU 2026 prima rataProprietari immobili3912–3956 (per tipologia)
    2IVA mensile maggio 2026P.IVA liquidazione mensile6005
    3Ritenute lavoro dipendente maggio 2026Datori di lavoro1001
    4Ritenute lavoro autonomo maggio 2026Committenti/condomini1040
    5Ritenute su provvigioni maggio 2026Preponenti/agenti1038
    6Ritenute su dividendi maggio 2026Societa distributrici1035
    7Contributi INPS artigiani – 2a rata sul minimaleArtigiani0703, 0704
    8Contributi INPS commercianti – 2a rata sul minimaleCommercianti0703, 0705
    9Premio INAIL 2026 (regolazione e anticipo)Datori di lavoro con dipendentiBollettino/F24
    10Ritenute affitti brevi intermediari – maggio 2026Portali di locazione turistica1919
    11Contributi INPS lavoratori parasubordinati – quota datoreCommittentiF24/DM10
    12IVA trimestrale primo trimestre con opzione mensileOperatori IVA trimestrali con opzione6031
    13Addizionale regionale IRPEF su cessazione rapportoDatori di lavoro (su TFR)3802
    14Tobin Tax su operazioni finanziarie maggio 2026Intermediari finanziari4058–4059
    15Imposta di bollo su fatture elettroniche emesse nel secondo trimestre 2026Titolari P.IVA soggetti a bollo2521–2524

    Scadenze del 25 giugno 2026 (2 adempimenti)

    N.AdempimentoChi presenta
    16Modello INTRASTAT mensile maggio 2026 (acquisti e cessioni UE)Operatori intracomunitari con obbligo mensile
    17Modello INTRASTAT trimestrale primo trimestre 2026Operatori intracomunitari con obbligo trimestrale

    Scadenze del 30 giugno 2026 (15 adempimenti)

    N.AdempimentoChi paga
    18Saldo IRPEF 2025 da Modello 730/Redditi (senza maggiorazione)Persone fisiche, autonomi senza sostituto
    19Primo acconto IRPEF 2026 (senza maggiorazione)Persone fisiche, autonomi senza sostituto
    20Saldo cedolare secca 2025 (senza maggiorazione)Locatori con cedolare secca
    21Acconto cedolare secca 2026 (senza maggiorazione)Locatori con cedolare secca
    22Addizionale regionale IRPEF 2025 saldoPersone fisiche
    23Addizionale comunale IRPEF 2025 saldoPersone fisiche
    24Imposta sostitutiva forfettario – saldo 2025 e acconto 2026Titolari P.IVA forfettaria
    25Contributi INPS gestione separata – saldo 2025 e acconto 2026Professionisti senza cassa, collaboratori
    26IVIE 2025 saldo (immobili esteri)Persone fisiche con immobili all’estero
    27IVAFE 2025 saldo (attivita finanziarie estere)Persone fisiche con conti/attivita all’estero
    28IVCA 2025 saldo (cripto-attivita)Detentori di criptovalute
    29Imposta sostitutiva rivalutazione TFR 2025Datori di lavoro che detengono TFR
    30Diritto annuale CCIAA 2026Imprese iscritte al Registro Imprese
    31Bollo auto giugno 2026 (veicoli con scadenza a giugno)Proprietari/possessori veicoli
    32Ravvedimento operoso per versamenti omessi/insufficienti fino a maggio 2026Contribuenti in ritardo

    Contributi colf e badanti: scadenza luglio 2026

    I datori di lavoro domestico (chi ha assunto una colf, una badante o una baby sitter) devono versare i contributi INPS relativi al secondo trimestre 2026 (aprile-maggio-giugno) entro il 10 luglio 2026, come da calendario INPS per i versamenti trimestrali del lavoro domestico.

    Il pagamento avviene tramite PagoPA sul sito INPS, non con F24. I contributi si calcolano in base alle ore lavorate e alla retribuzione oraria (fascia A, B o C del CCNL lavoro domestico 2024-2028).

    Diritto annuale CCIAA: scadenza 30 giugno 2026

    Tutte le imprese iscritte al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio (CCIAA) devono versare il diritto annuale 2026 entro il 30 giugno, tramite F24 con il codice tributo 3850.

    L’importo varia a seconda della forma giuridica e della fascia di fatturato:

    • Imprese individuali: importo fisso determinato da ciascuna CCIAA (generalmente tra 40 e 200 euro)
    • Societa di persone (SNC, SAS): importo fisso base, intorno ai 200 euro
    • Societa di capitali (SRL, SPA): importo variabile in base al fatturato, da circa 200 a oltre 40.000 euro

    Il mancato versamento comporta l’applicazione di sanzioni e interessi legali. Con ravvedimento operoso e possibile regolarizzare pagando una sanzione ridotta rispetto a quella ordinaria.

    Come si usa il ravvedimento operoso in caso di ritardo

    Il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997, aggiornato dal D.Lgs. 87/2024) consente di regolarizzare spontaneamente un versamento omesso o insufficiente, pagando una sanzione ridotta. Dal 1 settembre 2024 la riforma delle sanzioni tributarie ha abbassato la sanzione base per omessi versamenti al 25% (in luogo del precedente 30%). Le aliquote ridotte del ravvedimento dipendono dal tempo trascorso dalla scadenza:

    Tipo di ravvedimentoTermineCoefficiente riduzioneSanzione ridotta (su base 25%)
    Ravvedimento sprintEntro 14 giorni dalla scadenza1/300 per giorno0,083% al giorno (max 1,16%)
    Ravvedimento breveDal 15 al 30 giorno1/10 della sanzione ridotta al 12,5%1,25%
    Ravvedimento medioDal 31 al 90 giorno1/91,39%
    Ravvedimento lungoDal 91 giorno a 1 anno1/83,125%
    Ravvedimento biennaleEntro 2 anni1/73,57%
    Oltre 2 anniOltre 2 anni1/64,17%

    Alla sanzione ridotta si aggiungono sempre gli interessi legali al tasso vigente (calcolati sui giorni di ritardo). Il ravvedimento si perfeziona con il versamento dell’imposta, degli interessi e della sanzione ridotta in un unico F24.

    Proroga versamenti 2026: cosa cambia per ISA e forfettari

    Anche nel 2026 e stato previsto un regime di proroga per i contribuenti soggetti a ISA (Indici Sintetici di Affidabilita) e per i forfettari. In base al Decreto del Ministero dell’Economia, la scadenza del 30 giugno per questi contribuenti e prorogata al 20 luglio 2026 senza alcuna maggiorazione.

    Possono versare entro il 20 luglio senza la maggiorazione dello 0,40%:

    • Titolari di P.IVA soggetti a ISA che presentano il modello ISA allegato al Modello Redditi
    • Contribuenti in regime forfettario
    • Contribuenti in regime di vantaggio (ex minimi)
    • Soggetti che dichiarano redditi da partecipazione in societa soggette a ISA

    Per tutti i dettagli sulla proroga 2026: Proroga versamenti dichiarazioni fiscali 2026 al 20 luglio per ISA e Forfettari.

    Domande frequenti sulle scadenze fiscali di giugno 2026

    Il 2 giugno 2026 (Festa della Repubblica) e lavorativo per le scadenze fiscali?
    No. Il 2 giugno e giorno festivo e tutti gli adempimenti eventualmente in scadenza sono automaticamente prorogati al primo giorno lavorativo successivo (3 giugno 2026).

    Se non verso l’acconto IMU entro il 16 giugno, cosa succede?
    Si applica la sanzione prevista dalla normativa vigente. Con ravvedimento operoso entro 14 giorni si beneficia della sanzione piu ridotta (0,083% al giorno).

    I titolari di P.IVA forfettaria devono versare entro il 30 giugno o il 20 luglio?
    I forfettari possono versare saldo 2025 e acconti 2026 entro il 20 luglio 2026 senza maggiorazione, grazie alla proroga ISA/forfettari. Se versano tra il 21 luglio e il 20 agosto, si applica la maggiorazione dello 0,40%.

    Come si calcola l’acconto IMU di giugno?
    Il metodo piu comune e quello storico: si calcola il 50% dell’IMU pagata per l’anno 2025. In alternativa, metodo previsionale: si calcola il 50% dell’IMU dovuta per il 2026 (utile se le aliquote comunali sono cambiate o se l’immobile e stato venduto/acquistato).

    Chi deve pagare il diritto annuale CCIAA?
    Tutte le imprese iscritte nel Registro delle Imprese. Sono esclusi i professionisti iscritti solo all’Ordine professionale (senza iscrizione alla CCIAA) e le associazioni non profit senza attivita commerciale.

    L’IVA trimestrale si paga il 16 giugno?
    Solo se si e optato per la liquidazione mensile. L’IVA trimestrale primo trimestre 2026 aveva scadenza il 16 maggio (con maggiorazione 1% per il differimento). L’IVA del secondo trimestre scade il 16 agosto (con proroga automatica a settembre per il periodo feriale).

    Hai dubbi su una scadenza? Il CAF e a tua disposizione

    Le scadenze di giugno 2026 richiedono attenzione, soprattutto per chi deve coordinare piu adempimenti contemporaneamente. Il CAF Centro Fiscale di Udine e a disposizione per:

    • Verificare la tua situazione IMU e calcolare l’acconto corretto
    • Compilare e inviare il modello F24 per i versamenti IRPEF
    • Gestire il ravvedimento operoso per ritardi nei versamenti
    • Assistere nella presentazione della dichiarazione dei redditi 730/2026
    • Calcolare i contributi INPS dovuti per artigiani, commercianti e gestione separata

    Prenota un appuntamento presso lo sportello di Udine in Viale Giuseppe Tullio 13 o contattaci per una consulenza rapida. Verifica anche le scadenze per la Dichiarazione IMU 2026 se hai modificato la tua situazione immobiliare nell’ultimo anno.

    Giugno 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-01 22:36:292026-06-01 23:32:14Scadenze Fiscali Giugno 2026: Calendario Completo con 32 Appuntamenti
    CAF, CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, IMU, TASI E MODELLO F24

    IMU 2026 Pensionati: Acconto Giugno, Esenzioni e Casi Particolari

    calcolo imu CAF Udine

    L’IMU 2026 per pensionati ha l’acconto in scadenza martedì 16 giugno 2026: il pagamento riguarda chi possiede seconde case, fabbricati commerciali, terreni o aree edificabili. La prima casa di abitazione è esente (eccetto le categorie di lusso A/1, A/8, A/9), ma i pensionati AIRE residenti all’estero pagano il 50% dell’imposta sulla loro abitazione in Italia. In questa guida trovi scadenze, regole su prima casa e comodato, aliquote dei principali Comuni FVG, codici tributo F24 e suggerimenti su come gestire correttamente l’adempimento.

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    Indice dei contenuti

    1. Scadenza acconto IMU 2026: 16 giugno
    2. IMU prima casa: quando si paga e quando no
    3. Pensionati AIRE all’estero: regola del 50%
    4. Comodato d’uso a parenti
    5. Casa affittata: aliquote e calcolo
    6. Come pagare: F24 e codici tributo
    7. Calcolo IMU al CAF Centro Fiscale
    8. Domande frequenti

    Scadenza acconto IMU 2026: 16 giugno

    L’acconto IMU 2026 deve essere versato entro martedì 16 giugno 2026. La quota da pagare è il 50% dell’imposta annua calcolata applicando le aliquote vigenti al 31 dicembre 2025. Il saldo si pagherà entro il 16 dicembre 2026, conteggiando eventuali variazioni di aliquota deliberate dai Comuni nei termini di legge.

    Riepilogo scadenze IMU 2026:

    • 16 giugno 2026: acconto (50% dell’imposta annua)
    • 16 dicembre 2026: saldo (con eventuale conguaglio)
    • 30 giugno 2027: termine per la dichiarazione IMU 2026 (in caso di variazioni)

    Per inquadrare l’IMU nel calendario complessivo dei pagamenti dei pensionati di giugno, leggi anche la nostra guida al pagamento delle pensioni di giugno 2026: trovi tutte le scadenze del mese in un unico posto.

    IMU prima casa: quando si paga e quando no

    La regola generale dal 2014 è chiara: la prima casa di abitazione con relative pertinenze è esente da IMU. Per “prima casa” si intende l’unità immobiliare in cui il proprietario e il suo nucleo familiare hanno la residenza anagrafica e dimorano abitualmente.

    Pertinenze esenti: massimo una per categoria catastale C/2 (cantine, soffitte), C/6 (box auto, posti auto), C/7 (tettoie). Se si possiedono più pertinenze della stessa categoria, l’IMU si paga su quelle eccedenti.

    Eccezioni: case di lusso

    L’esenzione non si applica alle abitazioni accatastate nelle categorie:

    • A/1: abitazioni di tipo signorile
    • A/8: abitazioni in ville
    • A/9: castelli e palazzi di pregio

    Per queste tipologie, la prima casa è soggetta a IMU con aliquota base ridotta dello 0,5% (con possibilità per i Comuni di aumentare fino allo 0,6%) e una detrazione di 200 €.

    Coniugi separati

    In caso di separazione legale, l’esenzione IMU spetta al coniuge assegnatario della casa coniugale, anche se non è proprietario o lo è solo in parte. Il coniuge non assegnatario non paga l’IMU su quella casa, anche se ha quote di proprietà.

    Pensionati AIRE all’estero: regola del 50%

    Una novità rilevante per molti pensionati italiani residenti all’estero (iscritti AIRE) è la riduzione del 50% dell’IMU sull’abitazione in Italia, prevista dalla Legge di Bilancio 2021. La regola è confermata anche per il 2026.

    Requisiti per beneficiare del 50%:

    • Essere iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero)
    • Essere titolari di pensione estera maturata in regime di convenzione internazionale
    • Possedere in Italia una sola unità immobiliare ad uso abitativo
    • L’immobile non deve essere locato né concesso in comodato

    Esempio: Giorgio è un pensionato italiano residente in Germania, iscritto AIRE, percepisce pensione tedesca. Possiede una casa a Udine: paga il 50% dell’IMU normalmente dovuta. Stesso discorso per TARI (Tassa Rifiuti), che è ridotta a 1/3.

    Comodato d’uso a parenti

    Se concedi una seconda casa in comodato d’uso gratuito a un parente di primo grado (genitore o figlio), puoi beneficiare di una riduzione del 50% della base imponibile IMU, dimezzando di fatto l’imposta dovuta.

    Condizioni per il comodato agevolato:

    • Contratto di comodato registrato all’Agenzia delle Entrate
    • Comodatario residente nello stesso Comune dell’immobile
    • Comodatario possessore di una sola altra abitazione (non di lusso) sul territorio nazionale
    • Comodante (proprietario) con un solo altro immobile abitativo sul territorio
    • Immobile non di categoria A/1, A/8, A/9

    Il pensionato che concede in comodato la casa al figlio, e che a sua volta vive nella propria prima casa, può quindi pagare metà IMU sull’immobile dato in comodato. È una soluzione frequente per i genitori che aiutano i figli a costruire una stabilità abitativa.

    Casa affittata: aliquote e calcolo

    Se la seconda casa viene affittata, l’IMU si paga interamente, ma con aliquote differenziate stabilite dai Comuni. Vediamo le aliquote di alcuni Comuni di riferimento del Friuli Venezia Giulia (valori indicativi 2026).

    ComuneSeconde case (‰)Affitto canone concordato (‰)Aree edificabili (‰)
    Udine10,67,610,6
    Pordenone9,87,69,8
    Trieste10,68,610,6
    Codroipo (UD)10,67,610,6

    Esempio di calcolo: seconda casa a Udine, rendita catastale 600 €. La base imponibile IMU si ottiene rivalutando la rendita del 5% e moltiplicando per 160 (coefficiente per categoria A): 600 × 1,05 × 160 = 100.800 €.

    • IMU annua a 10,6 ‰: 100.800 × 0,0106 = 1.068,48 €
    • Acconto giugno (50%): 534,24 €
    • Saldo dicembre (50%): 534,24 €

    Importante: per i contratti di affitto a canone concordato (legge 431/98), molti Comuni applicano un’aliquota agevolata. Verifica sempre con il sito ufficiale del tuo Comune o richiedi il calcolo al CAF.

    Come pagare: F24 e codici tributo

    Il pagamento dell’IMU si effettua tramite modello F24, sezione “IMU e altri tributi locali”. I codici tributo da utilizzare sono:

    Codice tributoDescrizione
    3912IMU abitazione principale di lusso (A/1, A/8, A/9)
    3914IMU terreni
    3916IMU aree fabbricabili
    3918IMU altri fabbricati (seconde case)
    3925IMU fabbricati uso strumentale (capannoni, opifici)

    Dove pagare l’F24:

    • Banche e Poste con servizio F24 cartaceo
    • Home banking (modello F24 telematico)
    • Servizio “F24 web” sul sito Agenzia delle Entrate
    • Tramite intermediario (CAF, commercialista)

    Per importi superiori a 1.000 € il pagamento può avvenire solo in modalità telematica (no F24 cartaceo allo sportello). Per i pensionati che non utilizzano l’home banking, il CAF Centro Fiscale esegue il pagamento via canale telematico per loro conto.

    Calcolo IMU 2026 al CAF Centro Fiscale

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di calcolo IMU 2026 per pensionati e proprietari di immobili:

    • Verifica visure catastali e individuazione corretta dell’aliquota
    • Calcolo IMU per ogni unità immobiliare
    • Predisposizione del modello F24 (acconto e saldo)
    • Pagamento telematico per conto del cliente (per importi >1.000 €)
    • Predisposizione della dichiarazione IMU per casi particolari (eredità, comodati, ristrutturazioni)
    • Verifica avvisi di accertamento ricevuti dal Comune

    Il servizio ha tariffe convenzionate per i clienti CAF e Patronato. Conviene prenotare con qualche giorno di anticipo rispetto alla scadenza del 16 giugno.

    Calcolo IMU al CAF Centro Fiscale di Udine

    Calcolo IMU 2026, predisposizione F24 e pagamento telematico. Servizio per tutte le tipologie di immobile.

    📞 Telefono: 0432 1638640
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    Servizio IMU e F24

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    Domande frequenti

    Quando si paga l’acconto IMU 2026?

    L’acconto IMU 2026 va versato entro martedì 16 giugno 2026, pari al 50% dell’imposta annua calcolata con le aliquote vigenti al 31 dicembre 2025. Il saldo si paga entro il 16 dicembre 2026.

    I pensionati pagano l’IMU sulla prima casa?

    No, salvo che l’abitazione sia di lusso (categorie A/1, A/8, A/9). Per la prima casa di lusso si paga IMU con aliquota base dello 0,5% e detrazione di 200 €.

    Pensionati italiani all’estero: quanto pagano di IMU?

    I pensionati AIRE titolari di pensione estera che possiedono una sola abitazione in Italia (non locata né in comodato) pagano l’IMU ridotta al 50%. La TARI è ridotta a 1/3.

    Posso dimezzare l’IMU dando casa in comodato a mio figlio?

    Sì, con un contratto di comodato registrato e rispetto delle condizioni: stesso Comune, comodatario con al massimo un’altra abitazione, comodante con al massimo due immobili abitativi totali, immobile non di lusso.

    Quale codice tributo per IMU seconde case?

    Il codice tributo F24 per IMU seconde case (e in generale “altri fabbricati”) è 3918. Per terreni agricoli si usa il 3914, per aree edificabili il 3916.

    Cosa succede se pago l’IMU in ritardo?

    Si applica il ravvedimento operoso con sanzioni ridotte: 0,1% per giorno di ritardo nei primi 14 giorni, poi 1,5% entro 30 giorni, 1,67% entro 90 giorni, fino al 3,75% entro un anno. Più gli interessi legali.

    Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-25 08:00:002026-05-31 17:44:52IMU 2026 Pensionati: Acconto Giugno, Esenzioni e Casi Particolari
    CAF, IMU, TASI E MODELLO F24

    Rottamazione Quinquies: Proroga, Estensione a IMU, TARI e Multe – La Proposta 2026

    ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026

    La rottamazione quinquies continua a essere al centro del dibattito fiscale italiano: dopo le scadenze del 2025 e le proroghe gia concesse, nel 2026 si torna a parlare di una possibile estensione della definizione agevolata anche ai debiti locali come IMU, TARI e multe. Una proposta che, se approvata, potrebbe coinvolgere milioni di contribuenti con cartelle esattoriali nei confronti dei Comuni. In questo articolo analizziamo nel dettaglio lo stato attuale della rottamazione quinquies, le proposte di proroga in discussione e le possibili modalita di estensione ai tributi locali.

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    Indice dei contenuti

    1. Rottamazione quinquies: stato attuale e scadenze 2026
    2. La proposta di proroga: cosa prevede
    3. Estensione a IMU e TARI: come funzionerebbe
    4. Rottamazione delle multe: la proposta per le sanzioni comunali
    5. Iter parlamentare e tempistiche di approvazione
    6. Chi beneficerebbe dell’estensione
    7. Calcolo del risparmio: esempi pratici
    8. Differenze tra tributi erariali e tributi locali
    9. Rischi e critiche della proposta
    10. Come prepararsi all’eventuale apertura
    11. Domande frequenti

    Rottamazione quinquies: stato attuale e scadenze 2026

    La rottamazione quinquies, introdotta nell’ambito del collegato fiscale alla Legge di Bilancio 2025, ha rappresentato l’ultima grande opportunita di definizione agevolata dei debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER). A differenza delle precedenti edizioni, questa quinta sanatoria ha permesso di estinguere i debiti fiscali presenti nelle cartelle esattoriali pagando solo le somme dovute a titolo di imposta e interessi legali, con la cancellazione integrale di sanzioni e interessi di mora.

    I termini originali prevedevano la presentazione della domanda entro il 30 aprile 2025, successivamente prorogata. Secondo i dati pubblicati dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, la rottamazione quinquies ha raccolto oltre 3 milioni di domande, per un ammontare complessivo di debiti rottamati superiore ai 50 miliardi di euro. Un risultato che testimonia l’enorme platea di contribuenti in difficolta con il fisco.

    Le scadenze attualmente in vigore per il pagamento delle rate della rottamazione quinquies nel 2026 riguardano i contribuenti che hanno aderito e ricevuto il piano di pagamento da ADER. Il mancato pagamento di una rata entro i termini comporta la decadenza dal beneficio e il ripristino dell’intero debito originario, comprensivo di sanzioni e interessi.

    La proposta di proroga: cosa prevede

    Nel corso del 2026, diversi gruppi parlamentari hanno avanzato proposte di modifica al regime della rottamazione quinquies, con due obiettivi principali: prorogare i termini di pagamento per i contribuenti gia aderenti e riaprire la finestra di adesione per chi non ha ancora regolarizzato la propria posizione fiscale.

    La proposta di proroga, discussa in sede parlamentare, prevede le seguenti misure principali:

    • Proroga delle rate in scadenza nel 2026: slittamento di 6-12 mesi per i pagamenti gia pianificati, con l’obiettivo di alleggerire il carico sui contribuenti in difficolta finanziaria.
    • Riapertura dell’adesione: nuova finestra per presentare le domande di definizione agevolata, rivolta ai contribuenti che non hanno aderito in tempo o che sono decaduti per mancato pagamento.
    • Estensione dell’ambito applicativo: inclusione di tipologie di debiti attualmente escluse, in particolare i tributi locali come IMU, TARI e sanzioni amministrative (multe).
    • Rateizzazione estesa: possibilita di suddividere il debito in un numero maggiore di rate, fino a 120 rate mensili per i debiti piu consistenti.

    E importante precisare che, al momento della redazione di questo articolo, si tratta ancora di proposte in fase di discussione e non di norme gia approvate. Il Parlamento sta valutando l’inserimento di queste misure nel prossimo provvedimento fiscale di urgenza o nel collegato alla Legge di Bilancio 2027.

    Estensione a IMU e TARI: come funzionerebbe

    Uno degli aspetti piu innovativi della proposta riguarda l’estensione della rottamazione ai tributi locali, in particolare all’IMU (Imposta Municipale Propria) e alla TARI (Tassa sui Rifiuti). Attualmente, queste imposte comunali sono escluse dall’ambito applicativo della rottamazione quinquies, che si applica solo ai debiti iscritti a ruolo e affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

    Il meccanismo proposto per l’estensione dell’IMU alla rottamazione prevede una doppia modalita di intervento:

    • Per i debiti IMU gia iscritti a ruolo: l’inclusione automatica nell’ambito della rottamazione quinquies, con le stesse regole gia previste per i tributi erariali (cancellazione di sanzioni e interessi di mora, pagamento solo dell’imposta dovuta).
    • Per i debiti IMU non ancora iscritti a ruolo: istituzione di una procedura speciale di sanatoria diretta con il Comune, con condizioni agevolate definite da ciascun ente locale nell’ambito di linee guida nazionali.

    Per quanto riguarda la TARI, la proposta e analoga: i Comuni avrebbero la facolta – non l’obbligo – di aderire al sistema di rottamazione, predisponendo proprie procedure di definizione agevolata in linea con le disposizioni statali. Questo aspetto e cruciale: non tutti i Comuni sarebbero obbligati ad applicare la rottamazione ai tributi locali, creando una potenziale disomogeneita territoriale.

    Secondo le stime preliminari, i debiti IMU e TARI non pagati presenti nelle cartelle esattoriali comunali ammonterebbero a oltre 20 miliardi di euro, una cifra che rende comprensibile l’interesse dei contribuenti per questa possibile estensione.

    Rottamazione delle multe: la proposta per le sanzioni comunali

    Oltre a IMU e TARI, la proposta di estensione della rottamazione quinquies include anche le sanzioni amministrative comunali, comunemente chiamate “multe”. Si tratta prevalentemente di contravvenzioni al Codice della Strada (verbali per infrazioni al CDS) e di sanzioni per violazioni a regolamenti comunali.

    La rottamazione delle multe avrebbe caratteristiche specifiche rispetto agli altri tributi:

    • Pagamento solo della sanzione base: eliminazione delle maggiorazioni per tardivo pagamento (che possono raddoppiare o triplicare l’importo originario) e degli interessi maturati.
    • Cancellazione degli interessi di mora: le sanzioni per ritardato pagamento, spesso molto elevate per le multe piu vecchie, verrebbero azzerate.
    • Esclusione delle sanzioni penali: la rottamazione non si applicherebbe alle sanzioni derivanti da illeciti penali, ma solo a quelle di natura amministrativa.
    • Limite temporale: la proposta prevede che siano rottamabili le sanzioni affidate alla riscossione entro una certa data, con ogni probabilita fissata al 31 dicembre 2023 per allineamento con le altre cartelle.

    L’introduzione della rottamazione delle multe ha suscitato un acceso dibattito. I sostenitori evidenziano che molti cittadini si trovano con cartelle esattoriali per sanzioni ormai moltiplicate da anni di interessi e maggiorazioni, rendendo di fatto impossibile il pagamento. I critici, invece, sottolineano il rischio di un effetto moral hazard: incentivare chi non paga nell’aspettativa di future sanatorie.

    Iter parlamentare e tempistiche di approvazione

    La proposta di proroga e di estensione della rottamazione quinquies sta seguendo un iter parlamentare complesso. Al momento, le discussioni si svolgono principalmente in sede di Commissione Finanze, sia alla Camera che al Senato, nell’ambito dei lavori preparatori per il prossimo provvedimento fiscale.

    I principali ostacoli all’approvazione riguardano:

    • Copertura finanziaria: ogni proroga o estensione deve essere finanziata. Il Governo deve trovare le risorse necessarie a compensare il mancato gettito derivante dalla cancellazione di sanzioni e interessi.
    • Consenso degli enti locali: i Comuni devono essere coinvolti nella definizione delle regole per la rottamazione dei tributi locali, e non tutti sono favorevoli a rinunciare a entrate gia accertate.
    • Compatibilita con il PNRR: alcune misure di condono fiscale potrebbero essere in tensione con gli impegni assunti dall’Italia nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
    • Precedenti giurisprudenziali: la Corte Costituzionale ha gia avuto modo di pronunciarsi sulle sanatorie fiscali, ponendo dei limiti alla loro applicazione reiterata.

    Le tempistiche ipotizzate per l’eventuale approvazione della norma variano tra un decreto legge estivo 2026 (nel caso di urgenza dichiarata) e il collegato fiscale alla Legge di Bilancio 2027. In ogni caso, prima di procedere con qualsiasi pianificazione, e fondamentale attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

    Chi beneficerebbe dell’estensione

    Se la proposta di estensione della rottamazione quinquies a IMU, TARI e multe venisse approvata, la platea dei potenziali beneficiari sarebbe molto ampia. Analizziamo le categorie principali:

    Proprietari di immobili con debiti IMU

    I proprietari di immobili che negli anni non hanno versato o hanno versato in misura insufficiente l’IMU sarebbero tra i principali beneficiari. Si tratta spesso di situazioni in cui il debito originario, ampliato da anni di sanzioni (30% di maggiorazione) e interessi di mora (oltre il 5% annuo), ha raggiunto importi difficilmente sostenibili. Con la rottamazione, potrebbero pagare solo il tributo originariamente dovuto, con un risparmio anche superiore al 50% del totale richiesto.

    Famiglie e imprese con debiti TARI

    Numerose famiglie e piccole imprese hanno accumulato debiti TARI negli anni, in particolare nel periodo della crisi economica da Covid-19 (2020-2021) e durante la successiva crisi energetica. Anche in questo caso, le sanzioni e gli interessi hanno spesso reso il debito complessivo molto superiore all’importo originario della tassa sui rifiuti.

    Conducenti con vecchie sanzioni al Codice della Strada

    Chi ha ricevuto verbali per infrazioni al Codice della Strada mai pagati e successivamente affidati alla riscossione coattiva potrebbe beneficiare dell’eliminazione delle maggiorazioni. Le sanzioni del CDS, se non pagate entro 60 giorni, vengono aumentate del 10% ogni anno, rendendo spesso il debito complessivo multiplo dell’importo originario della contravvenzione.

    Calcolo del risparmio: esempi pratici

    Per comprendere meglio il potenziale vantaggio economico dell’estensione della rottamazione quinquies, vediamo alcuni esempi pratici di calcolo del risparmio.

    Esempio 1: Debito IMU da 5.000 euro

    Un contribuente ha un debito IMU di 5.000 euro risalente al 2019, mai pagato e ora in cartella esattoriale. Ecco come si compone il totale attualmente richiesto:

    VoceImporto
    IMU originaria 20195.000 euro
    Sanzione 30%1.500 euro
    Interessi legali 2019-2026 (circa 5 anni)875 euro
    Interessi di mora ADER350 euro
    Spese di notifica e procedura120 euro
    Totale cartella7.845 euro
    Con rottamazione (solo IMU + interessi legali)5.875 euro
    Risparmio1.970 euro (circa 25%)

    Esempio 2: Multa da 200 euro diventata 800 euro

    Un comune verbale per infrazione stradale da 200 euro del 2018, mai pagato, puo trasformarsi in una cartella esattoriale di importo notevolmente superiore:

    VoceImporto
    Multa originaria 2018200 euro
    Maggiorazione 100% (non pagata in 60 gg)200 euro
    Maggiorazioni annuali ADER (10% x anni)160 euro
    Interessi di mora85 euro
    Spese procedura65 euro
    Totale cartella710 euro
    Con rottamazione (solo sanzione base)200 euro
    Risparmio510 euro (circa 72%)

    Come si vede dagli esempi, il beneficio della rottamazione e tanto maggiore quanto piu il debito e datato, poiche sanzioni e interessi si accumulano nel tempo aumentando significativamente l’importo originario.

    Differenze tra tributi erariali e tributi locali nella rottamazione

    E fondamentale comprendere le differenze strutturali tra la rottamazione dei tributi erariali (IRPEF, IVA, IRES, gestita da ADER) e la possibile rottamazione dei tributi locali (IMU, TARI, gestiti dai Comuni). Queste differenze influenzano le modalita di adesione e i vantaggi ottenibili.

    CaratteristicaTributi erariali (ADER)Tributi locali (Comuni)
    Ente gestoreAgenzia Entrate-RiscossioneComune o concessionario locale
    Procedura di adesioneUnica (modulo ADER online)Differenziata per Comune
    ObbligatorietaSi applica a tuttiFacolta del singolo Comune
    Cancellazione sanzioni100% sanzioni e interessi moraDa definire (proposta: 100%)
    Pagamento minimoImposta + interessi legaliSolo imposta (proposta)
    Rate disponibiliFino a 60 rateDa definire localmente
    ScadenzaUnica nazionalePotenzialmente variabile

    Questa disomogeneita potenziale e uno dei principali punti critici della proposta. Se ogni Comune potesse decidere autonomamente se aderire e con quali modalita, si rischierebbe una situazione in cui i contribuenti di alcuni Comuni beneficiano della rottamazione mentre altri, nella stessa regione, no. Una situazione che potrebbe generare contenziosi e dubbi di legittimita costituzionale sul piano della parita di trattamento.

    Rischi e critiche della proposta

    La proposta di proroga ed estensione della rottamazione quinquies non e priva di critiche e rischi. I principali punti di discussione riguardano sia l’efficienza del sistema fiscale che la giustizia distributiva.

    Il problema del moral hazard

    Il principale rischio evidenziato dai critici e quello del moral hazard: la ripetizione di sanatorie e rottamazioni (dalla “rottamazione bis” del 2018 alla quinta edizione del 2025) rischia di creare nei contribuenti la convinzione che non pagare le tasse sia conveniente, nell’attesa della prossima sanatoria. Questo fenomeno, documentato da diversi studi economici, puo erodere la cultura del pagamento spontaneo delle imposte e ridurre il gettito fiscale nel medio-lungo periodo.

    L’impatto sulle casse comunali

    Per i Comuni, la rottamazione di IMU e TARI avrebbe un impatto significativo sulle entrate. Molti enti locali hanno gia contabilizzato una parte di questi crediti nei propri bilanci, e la loro cancellazione (anche parziale) potrebbe creare difficolta di cassa. Per questo motivo, alcune associazioni di Comuni hanno espresso perplessita sulla proposta, chiedendo meccanismi compensativi da parte dello Stato.

    Iniquita verso i contribuenti in regola

    Un’altra critica frequente riguarda l’iniquita verso chi ha pagato regolarmente. I contribuenti che, spesso con sacrificio, hanno onorato i propri debiti fiscali si trovano in una posizione di svantaggio rispetto a chi ha evitato di pagare e ora beneficia di una sanatoria. Questo tema di equita e particolarmente sentito in relazione alle multe stradali, dove chi ha pagato puntualmente si trova ad aver pagato importi molto superiori a chi ottiene la rottamazione.

    Come prepararsi all’eventuale apertura della rottamazione estesa

    Anche se la proposta non e ancora legge, e possibile prepararsi in anticipo per essere pronti ad aderire tempestivamente nel caso in cui venisse approvata. Ecco i passi consigliati:

    1. Verificare i debiti IMU e TARI pregressi

    Il primo passo e verificare la propria posizione debitoria nei confronti del Comune. E possibile farlo:

    • Accedendo al portale del proprio Comune nella sezione tributi locali
    • Richiedendo un estratto conto tributario allo sportello tributi del Comune
    • Consultando il portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (area riservata) per i debiti gia passati in cartella esattoriale
    • Verificando le eventuali comunicazioni di iscrizione a ruolo ricevute negli anni precedenti

    2. Raccogliere la documentazione

    E utile raccogliere tutta la documentazione relativa ai debiti: avvisi di accertamento IMU, comunicazioni TARI, verbali per infrazioni stradali e relative cartelle esattoriali. Avere tutto a portata di mano facilitera la verifica dei debiti rottamabili e il calcolo del risparmio ottenibile.

    3. Valutare la convenienza

    Non sempre la rottamazione e la scelta migliore. In alcuni casi, potrebbe essere piu conveniente:

    • Contestare un avviso di accertamento IMU che si ritiene infondato
    • Richiedere la rateizzazione ordinaria del debito (fino a 72 rate per ADER)
    • Valutare il ravvedimento operoso per debiti ancora non iscritti a ruolo, con sanzioni ridotte
    • Verificare se il debito e prescritto (i tributi locali si prescrivono generalmente in 5 anni)

    Per una valutazione accurata della propria situazione, e sempre consigliabile rivolgersi a un professionista qualificato come il CAF Centro Fiscale, che puo analizzare la posizione specifica e consigliare la soluzione piu vantaggiosa.

    4. Monitorare l’iter legislativo

    E fondamentale seguire l’evoluzione della normativa. La proposta di proroga ed estensione della rottamazione quinquies e ancora in fase di discussione, e le condizioni definitive potrebbero differire significativamente da quelle attuali. Le fonti da monitorare includono la Gazzetta Ufficiale, il sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze e il portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

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    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la verifica della tua posizione fiscale e la gestione delle pratiche di definizione agevolata. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande frequenti sulla rottamazione quinquies e la proposta di proroga

    La rottamazione quinquies si applica gia all’IMU?

    No. Attualmente la rottamazione quinquies si applica solo ai debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER), che gestisce i tributi erariali. L’IMU, la TARI e le multe comunali sono tributi locali e attualmente esclusi. La loro inclusione e oggetto di una proposta in fase di discussione parlamentare, non ancora approvata.

    Quando verranno comunicati i termini definitivi della proroga?

    Le tempistiche dipendono dall’iter parlamentare. Le ipotesi piu accreditate indicano un possibile decreto legge estivo 2026 oppure l’inserimento nella legge collegata alla Manovra 2027. Per essere aggiornati tempestivamente, e consigliabile iscriversi alla newsletter del CAF Centro Fiscale o monitorare la Gazzetta Ufficiale.

    Come faccio a sapere se ho debiti IMU o TARI in cartella esattoriale?

    Puoi verificarlo accedendo all’area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER) con SPID, CIE o CNS. Troverai tutte le cartelle a tuo carico, comprese quelle per tributi locali che il Comune ha affidato alla riscossione coattiva. In alternativa, puoi rivolgerti allo sportello tributi del tuo Comune.

    Se ho gia aderito alla rottamazione quinquies, posso beneficiare anche dell’estensione ai tributi locali?

    Si, se la proposta venisse approvata, potrebbe essere prevista una procedura separata per aderire alla parte relativa ai tributi locali, anche per chi ha gia aderito alla rottamazione quinquies ordinaria. Le due procedure riguardano debiti diversi e sarebbero gestite da enti diversi (ADER vs Comuni).

    Conviene aspettare la rottamazione estesa o e meglio pagare adesso?

    Dipende dalla situazione specifica. Se hai debiti IMU, TARI o multe significativi e il risparmio atteso e consistente, puo valere la pena attendere qualche mese per capire se la proposta viene approvata. Tuttavia, nel frattempo il debito continua a maturare interessi e il rischio di azioni esecutive (pignoramenti) non scompare. Il consiglio e di consultare il CAF Centro Fiscale per valutare caso per caso.


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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
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      robert poletto
      17/07/2026
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      Fantastici
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      Geanina Gaita
      16/07/2026
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      Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato

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      Maggio 6, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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