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Pignoramento Pensione 2026: Sale la Soglia Minima Intoccabile

calcolo pensione CAF Udine

AGGIORNAMENTO 12 febbraio 2026: Articolo corretto e aggiornato con la distinzione tra soglia per pignoramento presso INPS (doppio assegno sociale = 1.092 euro) e soglia per conto corrente (triplo = 1.638 euro), come previsto dall’art. 545 c.p.c. Grazie ai lettori per la segnalazione.

Il pignoramento della pensione è una procedura esecutiva che consente ai creditori di rivalersi sulle somme accreditate mensilmente dall’INPS al pensionato debitore. Nel 2026, grazie all’adeguamento annuale all’inflazione previsto dalla normativa vigente, la soglia minima impignorabile della pensione è aumentata, offrendo maggiore tutela ai pensionati con redditi bassi.

La soglia impignorabile rappresenta l’importo mensile che non può essere toccato dai creditori, anche in presenza di debiti. Questa protezione è fondamentale per garantire al pensionato le risorse minime necessarie per vivere dignitosamente. Per chi percepisce una pensione minima INPS, le tutele sono ancora più stringenti.

In questa guida scoprirai qual è la nuova soglia impignorabile 2026, come funziona il pignoramento della pensione INPS, quali sono i limiti e le percentuali pignorabili in base al tipo di credito, le differenze tra pensione e altri redditi, come tutelarsi dal pignoramento e quali sono le procedure di opposizione disponibili.

Cos’è il Pignoramento della Pensione

Il pignoramento della pensione è una procedura esecutiva forzata prevista dal Codice di Procedura Civile che consente a un creditore (banca, Agenzia delle Entrate, ente previdenziale, condominio, fornitore, ecc.) di recuperare il proprio credito trattenendo una quota della pensione erogata dall’INPS o da altro ente pensionistico.

Il pignoramento può avvenire in due modalità:

**1. Pignoramento presso terzi (INPS)** Il creditore notifica l’atto di pignoramento direttamente all’INPS (terzo pignorato), che diventa responsabile di trattenere una quota della pensione ogni mese e versarla al creditore. Il pensionato vede ridotto l’importo accreditato sul proprio conto corrente.

**2. Pignoramento del conto corrente dove arriva la pensione** Il creditore pignora il conto corrente bancario o postale su cui viene accreditata la pensione. In questo caso, la banca blocca le somme presenti sul conto fino a concorrenza del debito. Tuttavia, se le somme provengono da pensione, stipendio o altri redditi da lavoro, si applicano le tutele previste dalla legge (triple del minimo vitale impignorabile).

Chi può pignorare la pensione?

Possono pignorare la pensione: – Agenzia delle Entrate-Riscossione (ex Equitalia) per debiti fiscali, multe, bolli auto, tasse non pagate – Banche e finanziarie per mutui, prestiti, finanziamenti non rimborsati – Fornitori e creditori privati con sentenza esecutiva (es. bollette non pagate, debiti commerciali) – Condominio per spese condominiali non pagate – INPS per recupero indebiti (pensioni erogate per errore)

Nuova Soglia Minima Intoccabile 2026

Nel 2026, la normativa italiana prevede due diverse soglie di protezione per il pignoramento della pensione, a seconda della modalita con cui avviene l’esecuzione forzata.

IMPORTANTE: Due soglie diverse per due situazioni diverse

L’art. 545 del Codice di Procedura Civile stabilisce soglie differenti:

Tipo di pignoramentoSoglia impignorabileImporto 2026
Presso INPS (alla fonte)DOPPIO dell’assegno sociale1.092,82 euro/mese
Su conto corrente (somme depositate)TRIPLO dell’assegno sociale1.638,72 euro
Art. 545 c.p.c., commi 7 e 8 – Assegno sociale 2026: 546,24 euro (importo aggiornato INPS)

1. Pignoramento diretto presso INPS (art. 545 comma 7)

Quando il creditore pignora la pensione direttamente presso l’INPS, la soglia impignorabile e pari al doppio dell’assegno sociale, comunque non inferiore a 1.000 euro.

Calcolo 2026: 546,24 euro x 2 = 1.092,48 euro al mese

Questo significa che se la pensione netta mensile e pari o inferiore a 1.092,48 euro, essa non puo essere pignorata dall’INPS (salvo debiti alimentari).

2. Pignoramento del conto corrente (art. 545 comma 8)

Quando il creditore pignora il conto corrente bancario dove viene accreditata la pensione, le somme gia depositate sono protette fino al triplo dell’assegno sociale.

Calcolo 2026: 546,24 euro x 3 = 1.638,72 euro

Questa protezione maggiore sul conto corrente serve a garantire che il pensionato abbia sempre disponibile una somma sufficiente per le spese essenziali del mese.

Tabella soglie impignorabili 2024-2026

AnnoAssegno socialeSoglia INPS (x2)Soglia Conto (x3)
2024534,41 euro1.068,82 euro1.603,23 euro
2025538,69 euro1.077,38 euro1.616,07 euro
2026546,24 euro1.092,48 euro1.638,72 euro
Fonte: INPS – Importi rivalutati annualmente

Esempio pratico: Pignoramento INPS vs Conto Corrente

Pensione netta mensile: 1.300 euro

Caso A – Pignoramento presso INPS:

  • Soglia impignorabile: 1.092,48 euro (doppio assegno sociale)
  • Parte pignorabile: 1.300 – 1.092,48 = 207,52 euro
  • Quota massima pignorabile (1/5): 41,50 euro/mese

Caso B – Pignoramento conto corrente:

  • Soglia impignorabile: 1.638,72 euro (triplo assegno sociale)
  • La pensione (1.300 euro) e interamente protetta
  • Quota pignorabile: 0 euro

Come si vede, la protezione sul conto corrente e piu ampia di quella sul pignoramento diretto INPS.

Come Funziona il Pignoramento Pensione

Il pignoramento della pensione segue un iter procedurale preciso regolato dal Codice di Procedura Civile e dalle norme speciali previste per i redditi da lavoro e pensione.

Step 1: Titolo esecutivo

Il creditore deve avere un titolo esecutivo (sentenza, decreto ingiuntivo, ingiunzione fiscale, atto notarile, ecc.) che certifichi l’esistenza del debito e il diritto di recuperarlo.

Step 2: Notifica dell’atto di pignoramento

Il creditore, tramite un ufficiale giudiziario, notifica: – Al debitore (pensionato): l’atto di pignoramento – Al terzo pignorato (INPS): l’ordinanza di pignoramento con l’obbligo di trattenere le somme

Step 3: Dichiarazione del terzo (INPS)

L’INPS (o altro ente pensionistico) ha l’obbligo di rispondere entro 10 giorni con una dichiarazione in cui indica: – Se è debitore del pensionato (se eroga la pensione) – Importo della pensione netta mensile – Eventuali altri pignoramenti in corso – Quota pignorabile nei limiti di legge

Step 4: Trattenuta mensile

Dalla dichiarazione positiva dell’INPS, inizia la trattenuta mensile sulla pensione. L’INPS trattiene la quota pignorabile e la versa al creditore tramite l’ufficiale giudiziario o direttamente, secondo le modalità indicate nell’atto di pignoramento.

Step 5: Udienza di assegnazione

Entro 45 giorni dalla notifica del pignoramento, si tiene l’udienza di assegnazione davanti al giudice, in cui il creditore chiede l’attribuzione delle somme pignorate. Il debitore può opporsi o contestare il pignoramento.

Durata del pignoramento

Il pignoramento prosegue fino a quando: – Il debito è completamente estinto – Il debitore estingue il debito in via volontaria – Il giudice revoca il pignoramento (per vizi formali, opposizione accolta, ecc.)

Limiti e Percentuali Pignorabili

La normativa italiana prevede limiti stringenti al pignoramento della pensione, per tutelare il minimo vitale necessario al sostentamento del pensionato.

Regola generale: 1/5 della parte eccedente la soglia

La quota massima pignorabile della pensione e pari a un quinto (20%) della parte che eccede la soglia impignorabile:

  • Pignoramento INPS: 1/5 della parte eccedente il doppio dell’assegno sociale (1.092,48 euro nel 2026)
  • Pignoramento conto corrente: 1/5 della parte eccedente il triplo dell’assegno sociale (1.638,72 euro nel 2026)

Formula di calcolo (pignoramento INPS)

Quota pignorabile = (Pensione netta – 1.092,48 euro) x 20%

Esempi pratici

Esempio 1: Pensione 1.000 euro

  • Pensione netta: 1.000 euro
  • Soglia impignorabile INPS: 1.092,48 euro
  • Parte eccedente: 0 euro (la pensione e inferiore alla soglia)
  • Quota pignorabile: 0 euro – Pensione totalmente impignorabile

Esempio 2: Pensione 1.500 euro

  • Pensione netta: 1.500 euro
  • Soglia impignorabile INPS: 1.092,48 euro
  • Parte eccedente: 407,52 euro (1.500 – 1.092,48)
  • Quota pignorabile: 81,50 euro (20% di 407,52)
  • Pensione netta dopo pignoramento: 1.418,50 euro

Esempio 3: Pensione 2.500 euro

  • Pensione netta: 2.500 euro
  • Soglia impignorabile INPS: 1.092,48 euro
  • Parte eccedente: 1.407,52 euro (2.500 – 1.092,48)
  • Quota pignorabile: 281,50 euro (20% di 1.407,52)
  • Pensione netta dopo pignoramento: 2.218,50 euro

Differenze tra Pensione INPS e Altri Redditi

Le tutele previste per il pignoramento della pensione sono diverse rispetto ad altri tipi di reddito o crediti sul conto corrente.

1. Pensione INPS vs Stipendio

La pensione e lo stipendio godono delle stesse tutele in caso di pignoramento: entrambi sono pignorabili solo per 1/5 della parte eccedente la soglia impignorabile (doppio per INPS, triplo per conto corrente). Non ci sono differenze sostanziali nella quota pignorabile.

2. Pensione vs Redditi da lavoro autonomo

I redditi da lavoro autonomo (partita IVA, professionisti, artigiani, commercianti) non godono delle stesse tutele della pensione e dello stipendio. In caso di pignoramento del conto corrente, possono essere pignorati fino alla concorrenza del debito, senza il limite del 1/5.

3. Pignoramento del conto corrente con pensione accreditata

Se il creditore pignora il conto corrente bancario o postale su cui viene accreditata la pensione, la banca deve verificare la natura delle somme presenti sul conto:

  • Se le somme provengono da pensione o stipendio accreditati negli ultimi 3 mesi, si applicano le tutele del triplo dell’assegno sociale
  • Se le somme sono depositate da più di 3 mesi, possono essere pignorate senza limiti
  • Se il conto contiene somme miste (pensione + altri accrediti), la banca deve distinguere le somme impignorabili

Esempio

Conto corrente con saldo di 5.000 euro: – 1.800 euro = pensione accreditata il mese scorso (impignorabile fino a 1.603,23 euro) – 1.500 euro = pensione accreditata 2 mesi fa (impignorabile fino a 1.603,23 euro) – 1.700 euro = risparmi depositati da più di 3 mesi (pignorabili senza limiti)

In questo caso, la banca può pignorare: – 196,77 euro dalla pensione del mese scorso (1.800 – 1.603,23) – 0 euro dalla pensione di 2 mesi fa (1.500 < 1.603,23) - 1.700 euro dai risparmi depositati

Totale pignorabile: 1.896,77 euro

4. Pensione minima e assegno sociale

La pensione minima INPS (circa 598 euro nel 2026) e l’assegno sociale (534 euro) sono totalmente impignorabili, salvo per debiti alimentari. Non può essere pignorata alcuna somma da queste prestazioni.

Come Tutelarsi dal Pignoramento

Esistono diverse strategie per tutelarsi dal pignoramento della pensione o ridurne l’impatto.

1. Accordo stragiudiziale con il creditore

Prima che il pignoramento venga avviato, è possibile cercare un accordo di rateizzazione con il creditore, proponendo un piano di rimborso sostenibile. Molti creditori preferiscono evitare le spese e i tempi del pignoramento e accettano dilazioni di pagamento.

2. Rateizzazione del debito fiscale (Agenzia Entrate)

Se il debito è con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, è possibile richiedere la rateizzazione del debito (fino a 72 rate mensili senza necessità di documentazione). Una volta ottenuta la rateizzazione e rispettate le scadenze, l’Agenzia non può avviare o proseguire il pignoramento.

Per approfondire le modalità di rateizzazione dei debiti fiscali, consulta la nostra guida sulla Rottamazione Quinquies 2026.

3. Opposizione al pignoramento per vizi formali

Se l’atto di pignoramento presenta vizi formali (es. mancata notifica, errori nei dati, mancanza del titolo esecutivo), il debitore può presentare opposizione all’esecuzione entro 20 giorni dalla notifica, chiedendo la revoca del pignoramento.

4. Riduzione della quota pignorabile

In caso di particolare disagio economico (spese mediche, figli a carico, altre obbligazioni), il pensionato può richiedere al giudice la riduzione della quota pignorabile al di sotto del 1/5, dimostrando l’impossibilità di far fronte alle spese essenziali con la pensione residua.

5. Usare un conto corrente “protetto”

Alcune banche offrono conti correnti con tutela antipigoramento, che applicano automaticamente i limiti previsti dalla legge (triplo dell’assegno sociale) anche in caso di pignoramento del conto. Questo evita che la banca blocchi somme superiori al dovuto in attesa della verifica.

6. Chiedere assistenza a un CAF o consulente fiscale

Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella: – Verifica della regolarità dell’atto di pignoramento – Predisposizione di opposizioni e ricorsi – Richiesta di rateizzazione dei debiti fiscali – Negoziazione con i creditori – Calcolo della quota pignorabile secondo le norme vigenti

Procedure di Opposizione

Il pensionato che subisce un pignoramento può opporsi attraverso diverse procedure legali, a seconda del vizio o del motivo di contestazione.

1. Opposizione all’esecuzione (art. 615 c.p.c.)

L’opposizione all’esecuzione può essere presentata quando si contesta: – L’inesistenza del debito (il debito è già stato pagato, non è mai esistito, è prescritto) – La nullità del titolo esecutivo (sentenza viziata, decreto ingiuntivo irregolare)

Termini: L’opposizione va presentata entro 20 giorni dalla notifica dell’atto di pignoramento.

Procedura: – Deposito del ricorso presso il Tribunale competente – Eventuale richiesta di sospensione del pignoramento in via cautelare (se ci sono gravi motivi) – Udienza di discussione davanti al giudice – Sentenza di accoglimento o rigetto

2. Opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.)

L’opposizione agli atti esecutivi può essere presentata quando si contesta: – Vizi formali dell’atto di pignoramento (notifica irregolare, dati errati, violazione delle norme procedurali) – Eccesso di pignoramento (quota pignorata superiore al 1/5, pignoramento di somme impignorabili)

Termini: L’opposizione va presentata entro 20 giorni dalla conoscenza del vizio.

Procedura: – Deposito del ricorso presso il Giudice dell’Esecuzione – Udienza di discussione – Ordinanza di accoglimento o rigetto

3. Opposizione di terzo (art. 619 c.p.c.)

L’opposizione di terzo può essere presentata quando il pignoramento colpisce beni o crediti appartenenti a terzi, non al debitore. Questo può accadere, ad esempio, se viene pignorato un conto corrente cointestato.

4. Ricorso per riduzione della quota pignorabile

Il pensionato può presentare un ricorso al Giudice dell’Esecuzione per chiedere la riduzione della quota pignorabile al di sotto del 1/5, dimostrando: – Particolare disagio economico – Spese mediche straordinarie – Figli a carico o altre obbligazioni alimentari – Impossibilità di far fronte alle spese essenziali con la pensione residua

Documenti da allegare: – Cedolini pensione ultimi 6 mesi – Stato di famiglia – Certificazione ISEE – Documentazione spese mediche, affitto, bollette – Dichiarazione dei redditi

5. Assistenza legale e CAF

Per presentare un’opposizione al pignoramento è consigliabile rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto esecutivo oppure a un CAF per l’assistenza nella raccolta della documentazione e nella verifica della regolarità dell’atto.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre: – Analisi preliminare dell’atto di pignoramento – Verifica della quota pignorabile – Assistenza nella predisposizione di rateizzazioni fiscali – Invio a legali convenzionati per le opposizioni

Domande Frequenti sul Pignoramento Pensione 2026

Quanto può essere pignorata la pensione nel 2026?

La pensione può essere pignorata fino a un massimo di 1/5 (20%) della parte che eccede 1.603,23 euro mensili (triplo dell’assegno sociale 2026). Se la pensione è inferiore a 1.603,23 euro, è totalmente impignorabile, salvo per debiti alimentari.

La pensione minima può essere pignorata?

No, la pensione minima INPS (circa 598 euro nel 2026) e l’assegno sociale (534 euro) sono totalmente impignorabili, perché inferiori alla soglia del triplo dell’assegno sociale (1.603,23 euro). Fanno eccezione i debiti alimentari e gli assegni di mantenimento.

Chi può pignorare la pensione?

Possono pignorare la pensione: Agenzia delle Entrate-Riscossione per debiti fiscali, banche e finanziarie per prestiti non rimborsati, creditori privati con sentenza esecutiva, condominio per spese condominiali, INPS per recupero indebiti. Tutti devono avere un titolo esecutivo.

Come posso evitare il pignoramento della pensione?

Puoi evitare il pignoramento cercando un accordo di rateizzazione con il creditore prima dell’esecuzione forzata. Per debiti fiscali, richiedi la rateizzazione all’Agenzia delle Entrate (fino a 72 rate). Una volta ottenuta e rispettata la rateizzazione, il pignoramento non può essere avviato.

Posso oppormi al pignoramento della pensione?

Sì, puoi presentare opposizione all’esecuzione entro 20 giorni se il debito non esiste o è già stato pagato, oppure opposizione agli atti esecutivi se l’atto presenta vizi formali o la quota pignorata è superiore ai limiti di legge. Rivolgiti a un avvocato o al CAF per assistenza.

Il pignoramento della pensione vale anche per il conto corrente?

Sì, se il creditore pignora il conto corrente su cui arriva la pensione, la banca deve applicare le stesse tutele: sono impignorabili le somme fino a 1.603,23 euro mensili provenienti da pensione accreditata negli ultimi 3 mesi. Le somme depositate da più tempo possono essere pignorate senza limiti.


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Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella verifica dell’atto, calcolo della quota pignorabile e predisposizione di opposizioni o rateizzazioni fiscali.

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