CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIBonus Allarmi 2026: Cos’è, Come Funziona e Quando Spetta la DetrazioneIl Bonus Allarmi 2026 rappresenta un’importante agevolazione fiscale per chi desidera migliorare la sicurezza della propria abitazione. Grazie alla detrazione del 50% prevista per le ristrutturazioni edilizie, è possibile recuperare metà della spesa sostenuta per l’installazione di sistemi di allarme, videosorveglianza e antifurto. Questa guida approfondita del CAF Centro Fiscale di Udine analizza tutti i dettagli: requisiti, massimali, procedure e scadenze per accedere all’agevolazione nel 2026. Indice dei contenutiCos’è il Bonus Allarmi 2026Detrazione e Massimali di SpesaRequisiti per Accedere al BonusSistemi di Sicurezza AmmessiCome Funziona la DetrazioneSpese Ammissibili e DocumentazioneBonifico Parlante: Come CompilarloCumulabilità con Altri Bonus CasaScadenze e Tempistiche 2026Esempio Pratico di CalcoloCos’è il Bonus Allarmi 2026 Il Bonus Allarmi 2026 è una detrazione fiscale del 50% riconosciuta dall’Agenzia delle Entrate per le spese sostenute per l’installazione di sistemi di sicurezza negli immobili residenziali. Non si tratta di un bonus autonomo, ma rientra nell’ambito delle più ampie detrazioni per ristrutturazioni edilizie previste dall’articolo 16-bis del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi).La normativa considera l’installazione di sistemi di allarme e videosorveglianza come interventi finalizzati alla prevenzione di atti illeciti, equiparandoli quindi alle opere di ristrutturazione che migliorano la sicurezza dell’abitazione.A chi è rivolto il bonus?Proprietari di immobili residenzialiNudi proprietari (anche se l’immobile è in usufrutto)Titolari di diritti reali (usufrutto, uso, abitazione)Locatari e comodatari (previo consenso del proprietario)Soci di cooperative divise e indiviseImprenditori individuali (solo per immobili non strumentali)Condomini (per sistemi installati nelle parti comuni)Il bonus è applicabile sia per le nuove installazioni che per la sostituzione o upgrade di sistemi di sicurezza esistenti, purché l’intervento comporti un miglioramento della protezione dell’immobile.Detrazione e Massimali di Spesa La detrazione fiscale prevista dal Bonus Allarmi 2026 presenta le seguenti caratteristiche:Percentuale di DetrazioneLa detrazione è pari al 50% delle spese sostenute, da recuperare in 10 rate annuali di pari importo attraverso la dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF).Massimale di SpesaIl limite massimo di spesa detraibile è fissato a 96.000 euro per unità immobiliare. Questo massimale è:Unico per tutte le ristrutturazioni edilizie (non solo per il sistema di allarme)Riferito all’anno: si azzera ogni anno solareCumulativo: comprende tutti gli interventi di ristrutturazione effettuati nello stesso annoAttenzione: Se nello stesso anno 2026 si effettuano più interventi di ristrutturazione (es. bagno + allarme), il massimale di 96.000 euro va ripartito tra tutti gli interventi.Tabella RiepilogativaVoceDettaglioPercentuale detrazione50%Massimale spesa96.000 euro/anno per unità immobiliareNumero rate10 anni (quote costanti)Detrazione massima annua4.800 euro (50% di 96.000 / 10 anni)Requisiti per Accedere al Bonus Per beneficiare del Bonus Allarmi 2026, è necessario rispettare alcuni requisiti fondamentali:Requisiti soggettiviSoggetti IRPEF: la detrazione spetta solo a persone fisiche soggette a imposta sui redditiTitolarità dell’immobile: essere proprietari, locatari, comodatari o aventi diritto sull’immobileCapienza fiscale: avere un’imposta lorda sufficiente per assorbire la detrazioneRequisiti oggettivi (immobile)Destinazione residenziale: l’immobile deve essere a uso abitativo (categorie catastali A, esclusa A/10)Regolarità edilizia: l’immobile deve essere accatastato e in regola con le norme urbanisticheEsistenza dell’immobile: deve essere un edificio esistente (no nuove costruzioni)Requisiti tecnici del sistemaIl sistema di sicurezza deve essere conforme alle normative CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano)Deve essere installato da personale qualificato (impresa con requisiti tecnico-professionali)L’intervento deve essere finalizzato alla prevenzione di atti illeciti da parte di terziNota importante: La detrazione non spetta per sistemi installati in immobili strumentali all’attività d’impresa (negozi, uffici, capannoni), salvo che si tratti di immobili merce per imprese di costruzione/ristrutturazione.Sistemi di Sicurezza Ammessi Il Bonus Allarmi 2026 copre una vasta gamma di sistemi di sicurezza e dispositivi antifurto. Ecco l’elenco completo delle spese ammesse:Sistemi di AllarmeCentraline antifurto cablate o wirelessSensori volumetrici a infrarossi o a microondeContatti magnetici per porte e finestreSensori di rottura vetriSirene interne ed esterneCombinatori telefonici GSM per notificheSistemi di VideosorveglianzaTelecamere IP interne ed esterneVideoregistratori NVR/DVRSistemi di videosorveglianza smart con connessione remotaVideocitofoni con telecamera integrataMonitor per visualizzazione immaginiDispositivi di Controllo AccessiSerrature elettroniche e domoticheLettori biometrici (impronte digitali, riconoscimento facciale)Tastiere digitali per codici di accessoBadge e chiavi elettronicheSistemi di Difesa PassivaGrate e inferriate di sicurezzaPorte blindateVetri antisfondamentoTapparelle rinforzateCasseforti a muroImportante: Tutti i dispositivi devono essere collegati alla protezione dell’immobile e certificati secondo le normative vigenti (marchio CE, conformità CEI).Come Funziona la Detrazione Il meccanismo della detrazione fiscale per il Bonus Allarmi segue regole precise stabilite dall’Agenzia delle Entrate.Modalità di RecuperoLa detrazione si recupera esclusivamente tramite dichiarazione dei redditi:Modello 730: compilando il Quadro E, sezione I (“Spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio”)Modello Redditi PF: compilando il Quadro RP, sezione ILa detrazione viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Se la spesa è sostenuta nel 2026, la prima quota si recupererà nel 730/2027 (anno d’imposta 2026), e così via fino al 730/2036.Anno di RiferimentoLa spesa si considera sostenuta nell’anno di effettuazione del bonifico (criterio di cassa), indipendentemente dalla data della fattura o dell’effettiva installazione.Capienza FiscaleLa detrazione è “non rimborsabile”: si può recuperare solo fino a concorrenza dell’imposta lorda dovuta. L’eventuale eccedenza non utilizzata in un anno non può essere riportata agli anni successivi né chiesta a rimborso.Esempio: Se la detrazione annua è di 1.500 euro ma l’imposta lorda è solo 1.000 euro, si perdono 500 euro per quell’anno. Per questo motivo, il CAF può valutare preventivamente la convenienza dell’intervento in base alla situazione fiscale del contribuente.Cedibilità della DetrazioneA differenza del Superbonus, il Bonus Allarmi non prevede:Sconto in fattura da parte del fornitoreCessione del credito a banche o terziL’unica modalità è il recupero diretto in dichiarazione dei redditi.Spese Ammissibili e DocumentazionePer beneficiare della detrazione, è fondamentale conservare tutta la documentazione relativa all’intervento.Spese DetraibiliSono ammesse alla detrazione del 50% le seguenti spese:Acquisto dei materiali e delle apparecchiatureInstallazione e posa in operaManodopera per lavori edili connessi (tracce, canaline, cablaggi)Progettazione e direzione lavori (se necessari)Certificazioni e collaudi tecniciIVA e oneri accessoriSpese professionali (perizie, relazioni tecniche)Documentazione ObbligatoriaPer evitare contestazioni in caso di controllo fiscale, è necessario conservare:1. FattureFattura dettagliata dell’impresa che ha effettuato l’installazioneIndicazione chiara dei lavori eseguiti e dei materiali fornitiRiferimento all’immobile oggetto dell’intervento (indirizzo completo)2. Bonifico ParlanteBonifico bancario o postale con causale specifica (vedi sezione successiva)Il pagamento deve essere tracciabile: no contanti, assegni o altri mezzi3. Documenti TecniciDichiarazione di conformità dell’impianto (ex Legge 46/90, ora DM 37/2008)Certificati CE dei dispositivi installatiSchede tecniche dei prodotti4. Titolo di PossessoAtto di proprietà, contratto di locazione, comodato registrato, ecc.Se l’immobile è in comproprietà: consenso degli altri comproprietari5. Abilitazioni Edilizie (se necessarie)Se l’intervento richiede permessi edilizi: CILA, SCIA, permesso di costruireNella maggior parte dei casi, l’installazione di allarmi è edilizia libera (no comunicazioni)Conservazione: Tutta la documentazione va conservata per almeno 10 anni dalla data della dichiarazione in cui si è fruito dell’ultima rata.Bonifico Parlante: Come Compilarlo Il bonifico parlante è uno strumento di pagamento obbligatorio per accedere alle detrazioni fiscali. Si tratta di un bonifico con causale specifica che consente all’Agenzia delle Entrate di tracciare l’operazione.Che Cos’è il Bonifico ParlanteÈ un bonifico bancario o postale che riporta nella causale:Il riferimento alla normativa fiscale (art. 16-bis DPR 917/1986)Il numero e la data della fattura pagataIl codice fiscale del beneficiario della detrazioneIl codice fiscale o partita IVA del destinatario del pagamentoCome Compilare il BonificoLa maggior parte delle banche ha moduli dedicati per i bonifici per ristrutturazioni. In alternativa, nella causale del bonifico ordinario va indicato:Esempio di causale corretta:BONIFICO PER DETRAZIONE ART. 16-BIS DPR 917/1986 – FATT. N. 123/2026 DEL 15/02/2026 – CF BENEFICIARIO: RSSMRA80A01H501Z – CF/PIVA DITTA: 01234567890Ritenuta d’AccontoLe banche e Poste Italiane applicano automaticamente una ritenuta d’acconto dell’8% sull’importo del bonifico, che viene:Trattenuta dal bonifico e versata al FiscoAccreditata all’impresa beneficiaria come acconto sulle imposte dovuteEsempio pratico:Importo fattura: 5.000 euroRitenuta 8%: 400 euroImporto accreditato alla ditta: 4.600 euroL’impresa riceverà 4.600 euro, ma potrà recuperare i 400 euro di ritenuta nella propria dichiarazione dei redditi.Errori Comuni da EvitareBonifico ordinario senza causale specifica → detrazione non spettantePagamento con assegno o contante → detrazione persaBonifico senza riferimento normativo → rischio contestazioneCodice fiscale errato → impossibile tracciare il beneficiarioConsiglio CAF: Prima di effettuare il bonifico, fai verificare la causale da un operatore CAF per evitare errori che comprometterebbero la detrazione.Cumulabilità con Altri Bonus CasaUna domanda frequente riguarda la cumulabilità del Bonus Allarmi con altre agevolazioni fiscali per la casa.Bonus CumulabiliIl Bonus Allarmi è cumulabile con:Bonus Mobili: se acquisti mobili ed elettrodomestici in concomitanza con la ristrutturazione, puoi detrarre il 50% anche su questi (max 5.000 euro nel 2026)Ecobonus: se effettui interventi di risparmio energetico (infissi, caldaie, cappotto), puoi sommare le detrazioniSismabonus: per interventi di miglioramento sismicoBonus Verde: per sistemazione giardini e terrazzi (detrazione 36%)Attenzione al massimale: Se effettui più interventi, il massimale complessivo di 96.000 euro per le ristrutturazioni edilizie va ripartito tra tutti gli interventi.IncompatibilitàIl Bonus Allarmi non è cumulabile con:Superbonus 110%/70%: se l’allarme è inserito in un intervento trainato da Superbonus, va scelto quale agevolazione applicareAltre detrazioni per lo stesso intervento: non si può detrarre due volte la stessa spesaMassimali SeparatiAlcune agevolazioni hanno massimali autonomi:BonusMassimaleCumulabile con AllarmiBonus Ristrutturazioni (allarmi inclusi)96.000 euro–Bonus Mobili5.000 euro✅ SìEcobonusVariabile✅ SìBonus Verde5.000 euro✅ SìSuperbonusVariabile❌ NoConsiglio CAF: Prima di procedere con gli interventi, fai una pianificazione fiscale completa con il nostro CAF per massimizzare le detrazioni disponibili.Scadenze e Tempistiche 2026 Il Bonus Allarmi è stato prorogato al 31 dicembre 2026 dalla Legge di Bilancio 2026. Ecco tutte le scadenze da rispettare:Scadenza Principale31 dicembre 2026: termine ultimo per effettuare il pagamento (data del bonifico)Non conta la data della fattura o dell’installazione, ma solo quella del bonifico bancarioAttenzione: Se il bonifico è del 2 gennaio 2027, la spesa si considera sostenuta nel 2027 (e potrebbe non essere più agevolata se il bonus non viene rinnovato).Scadenze Dichiarazione RedditiLa detrazione si richiede nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo a quello del pagamento:Pagamento 2026 → dichiarazione 730/2027 o Redditi PF 2027Termine 730: solitamente 30 settembre 2027Termine Redditi PF: 30 novembre 2027Cosa Succede Dopo il 2026?Attualmente, la proroga è confermata fino al 31/12/2026. Per gli anni successivi:Se il governo rinnova l’agevolazione con la Legge di Bilancio 2027, il bonus continueràSe non viene rinnovato, dal 2027 la detrazione potrebbe ridursi al 36% (regime ordinario ante-2020)Consiglio: Se stai valutando l’installazione di un sistema di sicurezza, è prudente concludere l’intervento entro il 2026 per beneficiare con certezza del 50%.Tempistica ConsigliataPer evitare intoppi, il CAF Centro Fiscale consiglia questa tempistica:Entro settembre 2026: richiedere preventivi e scegliere l’impresaOttobre-novembre 2026: effettuare l’installazioneEntro 15 dicembre 2026: pagare con bonifico parlante (margine per eventuali problemi bancari)Gennaio 2027: verificare con il CAF la documentazione completaAprile-settembre 2027: presentare il 730/2027 con la detrazioneEsempio Pratico di CalcoloPer comprendere meglio il funzionamento del Bonus Allarmi, vediamo un esempio concreto con i calcoli completi.Caso Studio: Famiglia RossiSituazione:Mario Rossi, proprietario di un appartamento a UdineReddito annuo: 35.000 euroIRPEF lorda (prima delle detrazioni): circa 8.500 euroSpesa per sistema di allarme: 6.000 euroCalcolo della Detrazione1. Detrazione totaleSpesa sostenuta: 6.000 euroPercentuale: 50%Detrazione totale: 3.000 euro2. Detrazione annualeNumero rate: 10 anniQuota annuale: 300 euro (3.000 ÷ 10)3. Risparmio fiscale effettivoMario ha un’imposta lorda di 8.500 euro, quindi può utilizzare interamente la detrazione di 300 euro all’anno. Il risparmio sarà:Anno 2026-2035: 300 euro/anno x 10 anni = 3.000 euro totaliRisparmio annuale in busta paga (se dipendente): circa 25 euro/mese in più di nettoCosto Effettivo dell’InterventoVoceImportoSpesa totale sostenuta6.000 euroDetrazione fiscale recuperata– 3.000 euroCosto netto effettivo3.000 euroRisparmio percentuale50%Esempio con Spesa MaggioreCaso 2: Sistema più completoSpesa totale: 15.000 euro (allarme + videosorveglianza + domotica)Detrazione totale: 7.500 euro (50% di 15.000)Quota annuale: 750 euro x 10 anniCosto netto: 7.500 euroNota importante: Se Mario ha un’imposta lorda di 8.500 euro ma altre detrazioni (figli, mutuo, spese sanitarie) che già riducono l’imposta a 2.000 euro, potrà recuperare solo 2.000 euro/anno invece di 750. In questo caso, parte della detrazione andrebbe persa.Per questo motivo è fondamentale una consulenza preventiva con il CAF per verificare la capienza fiscale e ottimizzare l’investimento.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sul Bonus Allarmi 2026 Il Bonus Allarmi è compatibile con il Superbonus?No, il Bonus Allarmi non è cumulabile con il Superbonus se l’intervento di sicurezza è inserito tra i lavori agevolati con il 110%/70%. Bisogna scegliere quale agevolazione applicare. Se l’allarme è un intervento separato e non trainato dal Superbonus, allora può essere detratto con il 50%.Posso detrarre l’allarme installato in un immobile in affitto?Sì, anche gli inquilini possono beneficiare del Bonus Allarmi, purché abbiano il consenso scritto del proprietario e sostengano effettivamente la spesa. Il bonifico parlante deve essere intestato all’inquilino che richiederà la detrazione.Serve la comunicazione ENEA per il Bonus Allarmi?No, la comunicazione ENEA è obbligatoria solo per gli interventi di risparmio energetico (Ecobonus). Per il Bonus Allarmi non è necessaria alcuna comunicazione all’ENEA, basta conservare la documentazione fiscale e tecnica.Cosa succede se vendo casa prima di 10 anni?Le rate residue della detrazione possono essere trasferite all’acquirente dell’immobile, a condizione che venga specificato espressamente nell’atto di compravendita. In alternativa, il venditore perde le rate non ancora fruite.Posso pagare l’allarme con carta di credito?No, per accedere alla detrazione è obbligatorio il bonifico parlante (bancario o postale). Il pagamento con carta di credito, assegno o contante non dà diritto al bonus, anche se si è in possesso della fattura.Il Bonus Allarmi 2026 rappresenta un’opportunità concreta per migliorare la sicurezza della propria abitazione con un risparmio fiscale del 50%. Grazie alla detrazione in 10 anni, è possibile recuperare metà della spesa sostenuta per sistemi di allarme, videosorveglianza e dispositivi antifurto.Per massimizzare il vantaggio fiscale ed evitare errori che potrebbero compromettere l’agevolazione, è consigliabile affidarsi a professionisti qualificati sia per l’installazione che per la gestione fiscale. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per verificare la capienza fiscale, compilare correttamente i bonifici e inserire la detrazione nella dichiarazione dei redditi.Ricorda: Il bonus è confermato fino al 31 dicembre 2026. Se stai valutando l’installazione di un sistema di sicurezza, questo è il momento ideale per approfittare della detrazione al 50% prima di eventuali modifiche normative.Articoli CorrelatiApprofondisci con le nostre guide sulle detrazioni fiscali:Bonus Ristrutturazioni 2026Guida alle Detrazioni Fiscali 2026Dichiarazione 730 2026Febbraio 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-25 07:48:212026-05-31 10:12:02Bonus Allarmi 2026: Cos’è, Come Funziona e Quando Spetta la Detrazione