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Tassazione Hard Fork e Airdrop Crypto 2026: Quadro RT e Valore di Mercato

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Hai ricevuto nuove criptovalute in seguito a un hard fork o a un airdrop? Molti investitori non sanno che anche queste operazioni — apparentemente “gratuite” — possono generare obblighi fiscali in Italia. Con la riforma del 2026 e il rafforzamento dei controlli legato alla direttiva DAC8, dichiarare correttamente questi redditi è diventato ancora più importante.

In questa guida spieghiamo come funziona la tassazione di hard fork e airdrop nel 2026, come si determina il valore di mercato delle crypto ricevute, e come compilare il Quadro RT nel Modello Redditi PF.

Hai ricevuto crypto da hard fork o airdrop nel 2025?

Il CAF Centro Fiscale ti aiuta a dichiarare correttamente nel Modello Redditi PF, compilare il Quadro RT e il Quadro W. Richiedi un preventivo personalizzato — i nostri esperti ti guidano passo dopo passo.

Indice dei contenuti

Hard fork e airdrop: cosa sono e quando interessano il Fisco

Prima di entrare nel merito fiscale, è utile capire di cosa si tratta.

Un hard fork è una modifica radicale al protocollo di una blockchain che crea, di fatto, due reti distinte e incompatibili. Chi deteneva la criptovaluta originale si ritrova con una quantità equivalente della nuova criptovaluta “derivata”. Il caso più noto è il Bitcoin Cash (BCH), nato nel 2017 da un hard fork di Bitcoin: chi possedeva 1 BTC si è ritrovato anche 1 BCH. La caratteristica fondamentale è che la ricezione avviene automaticamente, senza alcuna azione da parte del possessore.

Un airdrop è invece una distribuzione gratuita di criptovalute o token a un gruppo di indirizzi wallet, spesso come strumento di marketing, promozione o ricompensa per i possessori di una certa crypto. A differenza dell’hard fork, l’airdrop è una scelta deliberata del progetto e non deriva dalla struttura tecnologica della blockchain. Può avvenire in modo automatico (se possiedi la crypto X, ricevi il token Y) oppure previo completamento di determinate azioni (seguire profili social, partecipare a test di rete, ecc.).

Entrambe le operazioni interessano il Fisco italiano perché generano un arricchimento patrimoniale: hai ricevuto qualcosa che non avevi prima. E anche se non hai speso un centesimo per ottenerlo, l’Agenzia delle Entrate considera questo valore come reddito imponibile.

Tassazione hard fork 2026: redditi diversi e aliquota 33%

Le criptovalute ricevute tramite hard fork rientrano nella categoria dei redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. c-sexies del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), così come modificato dalla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022) e dalla successiva Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024).

Dal 1° gennaio 2026, questi redditi sono tassati con un’aliquota del 33%, aumentata rispetto al precedente 26% (in vigore fino al 31 dicembre 2025). La norma che ha introdotto questa variazione è il L. 207/2024, art. 1, c. 25.

Attenzione: nessuna franchigia dal 2025

Fino al 31 dicembre 2024 era prevista una franchigia di esenzione di 2.000 euro annui per le plusvalenze da cripto-attività. Dal 1° gennaio 2025 questa soglia è stata abolita: ogni centesimo di reddito da hard fork va dichiarato e tassato, senza alcuna esenzione minima. Norma: L. 207/2024 art. 1 c. 25 lett. a.

Quando nasce il reddito da hard fork?

Il punto cruciale — e più controverso — riguarda il momento in cui nasce il reddito imponibile. Ci sono due interpretazioni:

  • Tesi 1 — Reddito al momento della ricezione: Le nuove crypto vanno tassate non appena vengono accreditate nel wallet, utilizzando il loro valore di mercato in quel preciso momento. È l’interpretazione più cautelativa e quella che alcune interpretazioni dottrinali hanno sostenuto.
  • Tesi 2 — Reddito al momento della cessione: Le nuove crypto derivate da hard fork hanno costo fiscale zero (non hai pagato nulla per ottenerle). Il reddito sorge solo quando le vendi, e l’intera somma ricavata costituisce plusvalenza imponibile. Questa è l’interpretazione più diffusa in ambienti fiscali.

L’Agenzia delle Entrate non ha ancora emesso una circolare definitiva e univoca su questo punto per i casi più recenti. In assenza di chiarimenti ufficiali, il comportamento più prudente è quello di dichiarare il valore delle crypto ricevute già al momento dell’hard fork, ma consultare un esperto per valutare la situazione specifica è fortemente raccomandato. Il CAF Centro Fiscale è a tua disposizione: contattaci per un appuntamento.

Per un quadro completo sulla tassazione generale delle criptovalute, consulta il nostro articolo pillar: Tassazione Criptovalute 2026: Aliquota al 33%, Quadro W e Come Dichiarare Bitcoin e Crypto.

Tassazione airdrop 2026: gratuito non significa esente

“Ho ricevuto token gratis, quindi non devo pagare tasse.” Questo è uno degli errori più comuni tra gli investitori crypto italiani. In realtà, la gratuità della ricezione non equivale a esenzione fiscale.

Anche le criptovalute ricevute tramite airdrop rientrano nella categoria dei redditi diversi e sono soggette all’aliquota del 33% (dal 2026) sul valore di mercato al momento della ricezione. La logica è la stessa che si applica, ad esempio, a un premio vinto in denaro: anche se non hai lavorato per guadagnarlo, rappresenta comunque un arricchimento imponibile.

Distinzione tra tipi di airdrop

Non tutti gli airdrop sono uguali ai fini fiscali. Occorre distinguere:

  • Airdrop automatico (snapshot-based): Ricevi token semplicemente perché possiedi una certa criptovaluta in un determinato momento (snapshot). Non hai compiuto alcuna azione specifica. Il trattamento è analogo all’hard fork: reddito diverso tassato al 33% sul valore di mercato alla ricezione.
  • Airdrop con controprestazione (task-based): Ricevi token in cambio di azioni specifiche (seguire profili social, testare un prodotto, promuovere un progetto, compilare moduli). In questo caso il reddito potrebbe essere qualificato come reddito da lavoro autonomo occasionale oppure come reddito diverso, a seconda della natura dell’attività svolta. La qualificazione dipende dalla continuità e dall’organizzazione dell’attività.

Per gli airdrop task-based in cui l’investitore ha fornito una controprestazione continuativa e organizzata, l’Agenzia delle Entrate potrebbe qualificare il reddito in modo diverso. In questi casi è fondamentale una consulenza specifica. Contatta il CAF Centro Fiscale per una valutazione personalizzata.

Per approfondire le situazioni più complesse, consulta anche: Dichiarazione Criptovalute 2026 Quadro RW: Staking, DeFi e NFT — Casi Complessi.

Come si determina il valore di mercato delle crypto ricevute

Uno degli aspetti più pratici — e spesso trascurati — riguarda la determinazione del valore di mercato delle criptovalute ricevute tramite hard fork o airdrop. Questo valore è fondamentale perché costituisce sia la base imponibile per l’imposta al 33%, sia il costo fiscale della nuova crypto (che servirà quando la venderai per calcolare l’eventuale plusvalenza o minusvalenza).

Regola generale: prezzo di mercato al momento della ricezione

Il valore di mercato va determinato al momento esatto della ricezione (o, in mancanza di un valore preciso, alla data del blocco della blockchain o della distribuzione dell’airdrop). Puoi usare:

  • Il prezzo listato sull’exchange dove la criptovaluta viene scambiata al momento della ricezione (preferibilmente un exchange di riferimento come Coinbase, Binance, Kraken)
  • Aggregatori di prezzi storici come CoinGecko, CoinMarketCap (nella sezione “storico prezzi”)
  • Il report dell’exchange che ha accreditato i token, se disponibile

Il valore ottenuto deve essere convertito in euro al tasso di cambio ufficiale del giorno (o, in mancanza, al tasso BCE).

Caso speciale: criptovaluta nuova senza mercato attivo

Può capitare — soprattutto con gli hard fork — che la nuova criptovaluta derivata non abbia ancora un valore di mercato al momento della ricezione, perché non è ancora quotata su nessun exchange. In questo caso:

  • Se il valore è zero o non determinabile, il reddito imponibile immediato è zero. Il reddito sorgerà al momento della prima cessione, calcolato sull’intero ricavato di vendita (costo fiscale = 0).
  • È importante documentare questa situazione (screenshot della data di fork, assenza di quotazioni, ecc.) per giustificare l’assenza di dichiarazione immediata in caso di controllo.

Per ulteriori approfondimenti su come compilare il Quadro W e il monitoraggio fiscale dopo un hard fork, leggi: Quadro RW Criptovalute 2026 Post-DAC8: Come Compilare con Scambio Dati Exchange.

Quadro RT: come si compila per hard fork e airdrop

Il Quadro RT del Modello Redditi PF è il quadro dedicato alle plusvalenze e ai redditi diversi di natura finanziaria. Per hard fork e airdrop — classificati come redditi diversi — questo è il quadro principale da compilare.

Importante: non confondere il Quadro RT con il Quadro W. Il Quadro W è per il monitoraggio fiscale (dichiarare la detenzione di cripto-attività e calcolare l’IVCA). Il Quadro RT è per dichiarare le plusvalenze e i redditi (come quelli da hard fork e airdrop). Entrambi vanno compilati.

Compilazione pratica del Quadro RT per airdrop e hard fork

Ecco i passaggi per compilare correttamente il Quadro RT (Sezione II) per redditi da hard fork e airdrop:

  1. Identifica le operazioni: Elenca tutti gli hard fork e gli airdrop ricevuti nel 2025 con le relative date e quantità di token ricevuti.
  2. Calcola il valore in euro: Per ciascun evento, determina il valore in euro al momento della ricezione (vedi sezione precedente).
  3. Riporta nella colonna “corrispettivi” (Sezione II): Il valore di mercato delle crypto ricevute costituisce il “corrispettivo” dell’operazione. Se l’hard fork o l’airdrop è trattato come reddito imponibile immediato, inserisci qui il totale.
  4. Indica il costo di acquisto: Per hard fork e airdrop il costo è zero (non hai pagato nulla per ottenerle). Quindi la plusvalenza imponibile coincide con il valore di mercato alla ricezione.
  5. Calcola l’imposta sostitutiva al 33%: Moltiplica la base imponibile per 0,33.
  6. Compensa eventuali minusvalenze pregresse: Se hai riportato minusvalenze da anni precedenti (entro il quarto anno successivo), puoi usarle per ridurre la base imponibile.

Il pagamento dell’imposta sostitutiva avviene tramite modello F24 entro le scadenze ordinarie del Modello Redditi (saldo entro il 30 giugno dell’anno successivo, con possibilità di rateizzare).

Per un confronto con la dichiarazione delle criptovalute nel 730, leggi: 730 e Criptovalute 2026: Come Dichiarare Bitcoin e Crypto nel Quadro W.

Quadro W: monitoraggio fiscale e IVCA

Oltre al Quadro RT, chi detiene criptovalute ricevute tramite hard fork o airdrop deve compilare il Quadro W del Modello Redditi PF. Questo quadro, introdotto dalla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022) in sostituzione del precedente Quadro RW, serve per:

  • Monitoraggio fiscale: Dichiarare il valore di tutte le cripto-attività detenute al 31 dicembre dell’anno fiscale, anche se non hai venduto nulla.
  • IVCA: Calcolare e versare l’Imposta sul Valore delle Cripto-Attività, pari allo 0,2% annuo (2 per mille) del valore al 31/12.

Le criptovalute ricevute tramite hard fork o airdrop — anche quelle con valore di mercato basso o nullo al momento della ricezione — devono essere incluse nel Quadro W se al 31 dicembre dell’anno fiscale hanno un valore superiore a zero.

Per approfondire la compilazione del Quadro W dopo un hard fork o airdrop: Dichiarazione Criptovalute 2026: Staking, DeFi e NFT.

Il momento impositivo: le controversie normative 2026

Uno degli aspetti più dibattuti nella fiscalità degli hard fork e degli airdrop riguarda il momento impositivo, ovvero quando nasce concretamente l’obbligo tributario. Questa è una delle aree di maggiore incertezza normativa in Italia nel 2026, anche a causa dell’assenza di una prassi consolidata dell’Agenzia delle Entrate su questi specifici eventi.

La posizione dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate, nelle risposte a interpello disponibili, ha generalmente equiparato le cripto-attività ricevute gratuitamente (hard fork, airdrop) a redditi diversi ai sensi del TUIR. Tuttavia, la questione del momento esatto in cui tassare non è stata risolta univocamente per tutti i casi possibili.

In linea generale, l’approccio più prudente — e quello che minimizza il rischio di contestazioni — prevede di:

  • Dichiarare il valore delle crypto ricevute nell’anno della ricezione, utilizzando il valore di mercato al momento dell’accredito nel wallet.
  • Registrare questo valore come costo fiscale della nuova crypto (base per il calcolo della futura plusvalenza o minusvalenza).
  • In assenza di valore di mercato determinabile, documentare l’evento e dichiarare al momento della prima vendita.

DAC8 e l’impatto sui controlli

A partire dal 2026, la direttiva europea DAC8 obbliga gli exchange e le piattaforme crypto ad comunicare automaticamente i dati degli utenti alle autorità fiscali dei rispettivi Paesi. Questo significa che l’Agenzia delle Entrate riceverà informazioni sempre più dettagliate sulle operazioni degli investitori italiani — inclusi gli hard fork e gli airdrop gestiti tramite exchange centralizzati.

Chi non ha dichiarato correttamente in passato è sempre più esposto al rischio di controlli. Il ravvedimento operoso resta uno strumento disponibile per regolarizzare le posizioni pregresse, con sanzioni ridotte rispetto all’accertamento d’ufficio.

Leggi anche: Quadro RW Criptovalute 2026 Post-DAC8: Come Compilare con Scambio Dati Exchange.

Esempi pratici di calcolo

Esempio 1: Marco riceve Bitcoin Cash da un hard fork di Bitcoin

Marco possiede 0,5 BTC quando avviene un hard fork che genera una nuova criptovaluta (BCH equivalente). Riceve automaticamente 0,5 BCH. Al momento dell’accredito, il valore di mercato di 0,5 BCH è 150 euro.

  • Reddito imponibile alla ricezione: 150 euro
  • Aliquota: 33%
  • Imposta dovuta: 49,50 euro (se si opta per tassazione immediata)
  • Costo fiscale del BCH registrato: 150 euro (valore di carico)
  • Se poi vende il BCH a 200 euro: plusvalenza = 200 – 150 = 50 euro → ulteriori 16,50 euro di imposta

Esempio 2: Giulia riceve un airdrop da un exchange

Giulia ha un account su un exchange che distribuisce un airdrop di token promozionali a tutti gli utenti attivi. Riceve token per un valore di 80 euro al momento della distribuzione.

  • Reddito imponibile: 80 euro
  • Aliquota: 33%
  • Imposta dovuta: 26,40 euro
  • Va dichiarato nel Quadro RT (Sezione II) del Modello Redditi PF 2026

Esempio 3: Luca riceve token da un airdrop con valore nullo iniziale

Luca riceve 10.000 token da un nuovo progetto blockchain tramite airdrop. Al momento della ricezione, i token non sono ancora quotati su nessun exchange: valore di mercato = 0.

  • Reddito imponibile alla ricezione: 0 euro → nessuna imposta immediata
  • Costo fiscale registrato: 0 euro
  • Se sei mesi dopo i token vengono quotati e Luca li vende a 500 euro: plusvalenza = 500 – 0 = 500 euro → imposta del 33% = 165 euro
  • Va dichiarato nel Modello Redditi dell’anno in cui avviene la vendita

Hai situazioni simili? Il CAF Centro Fiscale può aiutarti a calcolare correttamente le imposte e a compilare il Modello Redditi. Contattaci per un preventivo personalizzato.

Domande frequenti (FAQ)

Se ricevo crypto da un hard fork ma non le vendo, devo pagarci le tasse?

Dipende dall’interpretazione applicata. Secondo l’approccio più prudente, il reddito nasce al momento della ricezione, e quindi dovresti dichiarare il valore di mercato delle crypto ricevute anche se non le hai vendute. Secondo un’interpretazione alternativa (più favorevole al contribuente), il reddito sorge solo al momento della cessione. In assenza di chiarimenti definitivi dell’Agenzia delle Entrate, ti consigliamo di consultare il CAF Centro Fiscale per valutare la scelta migliore per la tua situazione.

Gli airdrop valgono meno di 100 euro: devo comunque dichiararli?

Sì. Dal 1° gennaio 2025 la soglia di esenzione di 2.000 euro è stata abolita. Non esiste più alcuna franchigia minima: anche un airdrop di pochi euro va dichiarato nel Modello Redditi PF. La mancata dichiarazione — anche per importi piccoli — può comportare sanzioni in caso di controllo, specialmente con l’entrata in vigore di DAC8.

Come faccio a documentare il valore di mercato al momento dell’airdrop?

Salva gli screenshot del prezzo della criptovaluta sul tuo exchange o su aggregatori come CoinGecko/CoinMarketCap alla data dell’airdrop o dell’hard fork. Conserva anche i report delle transazioni forniti dagli exchange (CSV o PDF). Questi documenti sono fondamentali in caso di accertamento fiscale.

Posso usare il 730 per dichiarare redditi da airdrop?

No. Il modello 730 non consente di compilare il Quadro RT. Per i redditi da criptovalute — inclusi hard fork e airdrop — è obbligatorio il Modello Redditi PF (ex Unico). Per approfondire: 730 e Criptovalute 2026: Come Dichiarare Bitcoin e Crypto.

Se ho ricevuto token da un airdrop task-based (compiti social), come vengono tassati?

Gli airdrop task-based — dove hai svolto attività specifiche (post sui social, test di prodotto, ecc.) per ricevere i token — potrebbero essere qualificati come reddito da lavoro autonomo occasionale anziché come redditi diversi. La qualificazione dipende dalla natura e dalla continuità dell’attività svolta. In questi casi è fondamentale una consulenza specifica: contatta il CAF Centro Fiscale per una valutazione della tua situazione.

Con DAC8 l’Agenzia delle Entrate saprà degli airdrop che ho ricevuto sugli exchange?

Sì, se gli airdrop sono stati accreditati su exchange centralizzati (CEX) registrati nell’UE. Dal 2026, DAC8 obbliga questi exchange a comunicare automaticamente le transazioni degli utenti italiani — inclusi gli accrediti da airdrop. Gli airdrop accreditati direttamente su wallet non-custodial (Metamask, Ledger, ecc.) non sono soggetti a questa comunicazione, ma rimane comunque l’obbligo di dichiarazione in capo al contribuente.


Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.


Hai ricevuto crypto da hard fork o airdrop? Dichiariamole insieme.

Hard fork e airdrop generano obblighi fiscali spesso sottovalutati. Un errore nel Modello Redditi PF può costare sanzioni significative, specialmente con i nuovi controlli DAC8.

Il CAF Centro Fiscale ti offre:

  • Assistenza nella compilazione del Quadro RT per hard fork e airdrop
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  • Compilazione Quadro W e calcolo IVCA
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