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Tag Archivio per: tetto detrazioni 2026

CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Detrazioni 2026 sopra 75.000 euro: le spese che non entrano nel tetto

aliquote irpef 2024 e calcolo detrazioni

Le detrazioni 2026 per chi ha un reddito superiore a 75.000 euro funzionano in modo diverso rispetto al passato. Con la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, articolo 1 commi 10-11), è stato introdotto un tetto massimo agli oneri detraibili al 19% per i contribuenti con reddito complessivo elevato: il limite cambia in base al reddito e al numero di figli a carico. Ma attenzione: non tutte le detrazioni fiscali 2026 rientrano in questo meccanismo. Esistono spese e detrazioni completamente escluse dal tetto, che si possono sempre portare in detrazione per l’intero importo, indipendentemente dal reddito. In questo articolo trovi la guida completa: chi è soggetto al limite, come si calcola, quali spese sono escluse e come comportarsi nel modello 730 2026. Se hai bisogno di assistenza nella dichiarazione dei redditi, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione sia in ufficio che online.

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Indice dei Contenuti

  1. Detrazioni 2026 sopra 75.000 euro: cos’è il tetto massimo
  2. Tabella: come cambia il tetto in base al reddito e ai figli
  3. Spese completamente ESCLUSE dal tetto: la lista completa 2026
  4. Come calcolare le detrazioni 2026 con reddito sopra 75.000 euro: esempi pratici
  5. Detrazioni edilizie e Superbonus 2026: si applica il tetto?
  6. Detrazioni IRPEF 2026: le spese soggette al tetto da sapere
  7. Come compilare il 730 2026 con reddito sopra 75.000 euro
  8. Novità della Legge di Bilancio 2025
  9. Domande Frequenti

Indice dei contenuti

  1. Detrazioni 2026 sopra 75.000 euro: cos’è il tetto massimo
  2. Tabella: come cambia il tetto delle detrazioni 2026 in base al reddito e ai figli
  3. Spese completamente ESCLUSE dal tetto delle detrazioni 2026: la lista completa
  4. Come calcolare le detrazioni 2026 con reddito sopra 75.000 euro: esempi pratici
  5. Detrazioni edilizie e Superbonus 2026: si applica il tetto delle detrazioni?
  6. Detrazioni IRPEF 2026: le principali spese soggette al tetto da sapere
  7. Come compilare il 730 2026 con reddito sopra 75.000 euro
  8. Detrazioni 2026 per redditi sopra 75.000 euro: le novità della Legge di Bilancio 2025
  9. Domande Frequenti sulle detrazioni 2026 sopra 75.000 euro

Detrazioni 2026 sopra 75.000 euro: cos’è il tetto massimo

La Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha introdotto, a partire dall’anno d’imposta 2025 (dichiarazione 730 presentata nel 2026), un meccanismo che limita l’importo complessivo degli oneri detraibili al 19% per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro.

In pratica, chi guadagna più di 75.000 euro all’anno non potrà più detrarre liberamente tutte le spese al 19%, ma dovrà rispettare un limite massimo calcolato in base al reddito e alla presenza di figli a carico.

Il legislatore ha previsto due soglie di reddito che determinano due livelli di tetto:

  • Reddito complessivo da 75.001 a 100.000 euro: il limite di spese detraibili al 19% è pari a 14.000 euro (senza figli) o 28.000 euro (con figli a carico)
  • Reddito complessivo superiore a 100.000 euro: il limite scende a 8.000 euro (senza figli) o 16.000 euro (con figli a carico)

Questi limiti riguardano il totale cumulativo di tutte le spese detraibili al 19% che rientrano nel meccanismo. Non si tratta di un limite per ogni singola voce, ma del tetto complessivo entro il quale calcolare la detrazione.

Un contribuente con reddito di 80.000 euro e nessun figlio potrà quindi detrarre al massimo 14.000 euro di oneri al 19%, ottenendo una detrazione massima di 2.660 euro (14.000 × 19%). Se ha sostenuto spese superiori a questo importo, la quota eccedente non dà diritto ad alcuna detrazione.

Riferimento normativo: L. 207/2024 (Legge di Bilancio 2025), art. 1 commi 10-11, che modifica l’art. 15 del TUIR (DPR 917/1986).

Tabella: come cambia il tetto delle detrazioni 2026 in base al reddito e ai figli

Per capire a colpo d’occhio quali limiti di detraibilità si applicano al proprio caso, ecco la tabella riepilogativa prevista dalla normativa per l’anno d’imposta 2025 (dichiarazione 730 del 2026):

Reddito complessivoSenza figli a caricoCon figli a carico
Fino a 75.000 euroNessun limiteNessun limite
Da 75.001 a 100.000 euro14.000 euro28.000 euro
Oltre 100.000 euro8.000 euro16.000 euro

La presenza di figli a carico raddoppia il limite ammesso: questo è un elemento cruciale del meccanismo, che tutela le famiglie con figli anche nella fascia di reddito più elevata.

Chi sono i “figli a carico”? Ai fini di questa norma, sono considerati figli a carico quelli che hanno un reddito proprio inferiore a 2.840,51 euro (4.000 euro per i figli under 24). Il figlio deve risultare a carico nell’anno d’imposta 2025, anche solo per una parte dell’anno.

Immagina che il sig. Rossi abbia un reddito complessivo di 85.000 euro e due figli di 15 e 18 anni entrambi a carico. In questo caso il limite si applica nella fascia 75.001-100.000 euro “con figli”, quindi il tetto è di 28.000 euro. Se il sig. Rossi ha sostenuto 30.000 euro di spese detraibili al 19% (interessi su mutuo, spese mediche, assicurazioni), le prime 28.000 euro saranno detraibili al 19% (= 5.320 euro di detrazione), mentre i restanti 2.000 euro saranno esclusi.

La sig.ra Bianchi con reddito di 120.000 euro e nessun figlio potrà invece detrarre al massimo 8.000 euro di spese al 19%, per una detrazione massima di 1.520 euro.

Spese completamente ESCLUSE dal tetto delle detrazioni 2026: la lista completa

Questa è la parte più importante della guida per chi ha un reddito elevato: non tutte le detrazioni rientrano nel tetto massimo. Il legislatore ha previsto una serie di spese escluse dal meccanismo del limite, che continuano a essere detraibili per l’intero importo previsto dalla legge, indipendentemente dal reddito del contribuente.

1. Spese sanitarie eccedenti la franchigia di 129,11 euro

Le spese mediche e sanitarie detraibili al 19% (ex art. 15 comma 1 lett. c TUIR) sono escluse dal meccanismo del tetto. La detrazione del 19% si applica sull’importo eccedente la franchigia di 129,11 euro senza alcun limite massimo di importo, indipendentemente dal reddito del contribuente. Chi spende 5.000 euro di spese sanitarie può detrarre il 19% di (5.000 – 129,11) = il 19% di 4.870,89 euro, senza che il tetto da 75.000 euro incida.

2. Interessi passivi su mutui per l’acquisto dell’abitazione principale

Gli interessi sul mutuo per l’acquisto della prima casa (art. 15 comma 1 lett. b TUIR) sono esclusi dal tetto. La detrazione al 19% si calcola sulla quota di interessi passivi fino a 4.000 euro annui, e questa soglia non è intaccata dal limite per i redditi elevati. Chi ha un mutuo sulla prima casa può detrarre liberamente gli interessi passivi anche con reddito superiore a 100.000 euro.

3. Spese per persone con disabilità

Tutte le spese sostenute per persone con disabilità (assistenza, ausili, adattamento veicoli, ecc.) ai sensi dell’art. 15 comma 1 lett. c, e, k del TUIR sono escluse dal tetto. Questa esclusione è fondamentale per proteggere le famiglie con persone non autosufficienti, anche quando il reddito è elevato.

4. Premi assicurativi per rischio morte e invalidità permanente

I premi assicurativi per il rischio morte o per invalidità permanente superiore al 5% (art. 15 comma 1 lett. f TUIR) sono anch’essi esclusi dal limite massimo. Se hai una polizza vita o una polizza per invalidità grave, continui a detrarre il 19% dei premi senza che il tetto da 75.000 euro incida.

5. Contributi previdenziali e assistenziali obbligatori

I contributi INPS e previdenziali obbligatori non rientrano tra gli oneri soggetti al tetto del 19%, in quanto sono deducibili dal reddito (non detraibili): operano in deduzione, prima del calcolo dell’IRPEF, e quindi non interagiscono con il meccanismo del limite delle detrazioni.

Lo schema riassuntivo delle spese rispetto al tetto:

Tipologia di spesaSoggetta al tetto?
Spese sanitarie (franchigia 129,11 euro)NO – ESCLUSA
Interessi mutuo acquisto prima casaNO – ESCLUSA
Spese per disabilità (art. 15 TUIR)NO – ESCLUSA
Premi assicurativi morte/invaliditàNO – ESCLUSA
Spese scolastiche/universitàSÌ – soggetta al tetto
Spese veterinarieSÌ – soggetta al tetto
Affitti studenti fuori sedeSÌ – soggetta al tetto
Spese funebriSÌ – soggetta al tetto
Abbonamenti trasporti pubbliciSÌ – soggetta al tetto
Interessi mutuo costruzione prima casaSÌ – soggetta al tetto

Come calcolare le detrazioni 2026 con reddito sopra 75.000 euro: esempi pratici

Per capire come funziona concretamente il meccanismo, vediamo tre esempi pratici con situazioni diverse, che ti aiuteranno a capire se e come il tetto incide sulla tua dichiarazione dei redditi 2026.

Esempio 1 — Reddito 80.000 euro, nessun figlio

Il sig. Conti ha un reddito di 80.000 euro e ha sostenuto: spese sanitarie 2.500 euro (dopo franchigia 129,11 = 2.370,89 euro detraibili), interessi mutuo prima casa 3.200 euro, spese scolastiche figli 800 euro, abbonamento trasporti 250 euro.

Le spese sanitarie e gli interessi mutuo sono escluse dal tetto: il sig. Conti può detrarre per intero il 19% su queste voci (rispettivamente 450,47 euro e 608 euro di detrazione). Le spese soggette al tetto sono: 800 + 250 = 1.050 euro. Poiché il limite per reddito 75.001-100.000 senza figli è 14.000 euro, le spese soggette al tetto sono ampiamente sotto il limite (199,50 euro di detrazione). Nessuna perdita in questo caso.

Esempio 2 — Reddito 95.000 euro, due figli a carico

La dott.ssa Ferri ha reddito 95.000 euro e due figli under 21 a carico. Ha sostenuto: spese mediche 4.000 euro (dopo franchigia = 3.870,89 euro), interessi mutuo prima casa 4.000 euro, spese università figlio 3.500 euro, spese funebri 1.550 euro, assicurazione vita 530 euro.

Spese escluse dal tetto: spese mediche + mutuo prima casa + assicurazione vita. Spese soggette al tetto: 3.500 (università) + 1.550 (funebri) = 5.050 euro. Il limite “con figli” in fascia 75.001-100.000 è 28.000 euro: poiché 5.050 < 28.000, la detrazione piena si applica anche qui. Nessuna perdita.

Esempio 3 — Reddito 110.000 euro, nessun figlio

L’avv. Biondi ha reddito 110.000 euro e nessun figlio. Spese soggette al tetto: spese scolastiche 2.800 euro, affitto studente fuori sede 2.633 euro, contributi badante 2.100 euro (NB: per redditi > 40.000 euro questa detrazione non spetta già per soglia di reddito), abbonamento trasporti 250 euro. Totale: 7.783 euro. Il limite reddito > 100.000 senza figli è 8.000 euro: poiché 7.783 < 8.000, la detrazione si applica per intero (1.478,77 euro).

Se l’avv. Biondi avesse avuto anche 500 euro aggiuntivi di spese soggette al tetto (totale 8.283 euro), la parte eccedente (283 euro) sarebbe stata non detraibile, con una perdita fiscale di 53,77 euro.

Detrazioni edilizie e Superbonus 2026: si applica il tetto delle detrazioni?

Un caso particolare merita una spiegazione approfondita: le detrazioni edilizie (ristrutturazioni, Ecobonus, Superbonus, bonus mobili) seguono regole proprie e hanno un rapporto specifico con il meccanismo del tetto da 75.000 euro.

Le detrazioni edilizie al 50% e al 65% non rientrano nella categoria degli oneri detraibili al 19% soggetti al tetto. Il meccanismo del limite introdotto dalla L. 207/2024 riguarda specificamente gli oneri detraibili al 19% elencati nell’art. 15 del TUIR. Le detrazioni per interventi edilizi (bonus ristrutturazione 50%, Ecobonus 65%, Sismabonus, ecc.) sono disciplinate da norme separate (art. 16-bis e seguenti TUIR) e mantengono propri limiti e regole di fruizione.

Il bonus mobili al 50% (connesso alla ristrutturazione) segue la stessa logica: non è un onere al 19% e non rientra nel tetto. La detrazione si calcola sull’importo massimo di 5.000 euro (per il 2025) con le consuete modalità.

Per quanto riguarda il Superbonus: dal 2024 è sceso al 70% (per il 2024) e al 65% per il 2025. Chi beneficia del Superbonus attraverso la dichiarazione dei redditi 2026 potrà detrarre la quota annuale prevista senza che il tetto del 19% la intacchi.

Per chi ha reddito superiore a 75.000 euro, la pianificazione fiscale deve distinguere tra: oneri al 19% soggetti al tetto, detrazioni edilizie (non soggette al tetto), e spese escluse per legge dal tetto. Se vuoi ottimizzare la tua dichiarazione dei redditi 2026, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a calcolare il limite corretto e a inserire correttamente ogni spesa nel modello 730.

Detrazioni IRPEF 2026: le principali spese soggette al tetto da sapere

Per completare il quadro, vediamo quali sono le principali spese detraibili al 19% soggette al tetto per i redditi superiori a 75.000 euro. Conoscerle è fondamentale per pianificare correttamente la propria dichiarazione dei redditi.

Spese istruzione e formazione

  • Spese per frequenza di università (pubbliche e private), fino ai massimali previsti per i corsi privati
  • Spese per scuole materne, elementari, medie e superiori: fino a 800 euro per anno per studente (scuole dell’infanzia e primo/secondo ciclo)
  • Spese per asili nido: detrazione 19% su importo massimo 632 euro annui per figlio
  • Canoni di locazione studenti universitari fuori sede: 19% su importo max 2.633 euro annui

Spese veterinarie

Le spese veterinarie per animali domestici sono detraibili al 19% sull’importo eccedente la franchigia di 129,11 euro, fino a un massimo di 550 euro di spese (detrazione max: 80,56 euro). Questa voce rientra nel tetto complessivo.

Spese funebri

Le spese funebri detraibili 2026 per il decesso di familiari prossimi sono detraibili al 19% fino a un massimo di 1.550 euro per evento. Rientrano nel tetto complessivo.

Abbonamenti trasporti pubblici

Gli abbonamenti a trasporti pubblici (treni, autobus, metropolitana) sono detraibili al 19% su importi fino a 250 euro annui per ciascun membro del nucleo familiare. Rientrano nel tetto.

Interessi su mutui per la costruzione della prima casa

Gli interessi su mutui per la costruzione (non acquisto) dell’abitazione principale sono detraibili al 19% fino a 2.582,28 euro annui. Attenzione: a differenza degli interessi per l’acquisto della prima casa (esclusi dal tetto), quelli per la costruzione rientrano nel meccanismo del limite.

Come compilare il 730 2026 con reddito sopra 75.000 euro

Dal punto di vista pratico, il calcolo del tetto non è automatico: il modello 730 2026 (per i redditi 2025) è predisposto per gestire questo meccanismo, ma il contribuente deve assicurarsi di inserire correttamente tutte le spese nelle apposite sezioni.

Il 730 precompilato 2026, disponibile dall’Agenzia delle Entrate dal 30 aprile 2026, include le spese che l’Agenzia ha ricevuto direttamente dai soggetti terzi (sistema tessera sanitaria, banche per interessi mutuo, ecc.). Tuttavia, il precompilato potrebbe non riportare tutte le spese, ed è fondamentale integrarlo con le spese non già caricate.

Procedura consigliata per chi supera 75.000 euro:

  1. Raccogliere tutte le spese sostenute nel 2025 suddivise in due categorie: spese escluse dal tetto e spese soggette al tetto
  2. Calcolare il limite applicabile in base alla propria fascia di reddito (75.001-100.000 o oltre 100.000) e alla presenza di figli a carico
  3. Verificare se la somma delle spese soggette al tetto supera il limite massimo
  4. Inserire correttamente le spese nel 730, rispettando i righi previsti per ciascuna categoria
  5. Conservare tutta la documentazione per almeno 5 anni in caso di controllo fiscale

Dati gli importi in gioco, per chi supera i 75.000 euro di reddito è consigliabile affidarsi a un CAF per la compilazione del 730 2026. Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce dichiarazioni dei redditi complesse con redditi elevati, spese edilizie, figli a carico e situazioni particolari, sia in ufficio a Udine che online per i residenti in tutta Italia.

Detrazioni 2026 per redditi sopra 75.000 euro: le novità della Legge di Bilancio 2025

Il meccanismo del tetto alle detrazioni IRPEF 2026 è una novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) con decorrenza dall’anno d’imposta 2025. Prima di questa riforma, le detrazioni fiscali al 19% non erano soggette ad alcun limite legato al reddito complessivo: ogni contribuente poteva detrarre liberamente tutte le spese previste dalla legge.

La ratio della norma è quella di rendere il sistema delle detrazioni più equo: le detrazioni al 19% beneficiano proporzionalmente di più chi ha redditi elevati. Introducendo un limite massimo per i redditi superiori a 75.000 euro, il legislatore ha inteso contenere questo vantaggio fiscale relativo.

Cosa NON è cambiato:

  • Le detrazioni al 19% per chi ha reddito fino a 75.000 euro: nessun limite
  • Le detrazioni edilizie (50%, 65%, Superbonus): non toccate dal tetto
  • Le detrazioni per spese sanitarie: escluse per legge dal tetto
  • Le detrazioni per interessi mutuo prima casa: escluse per legge dal tetto
  • Le detrazioni per spese legate alla disabilità: escluse per legge

Quando scatta il limite? Il tetto si applica nella dichiarazione dei redditi 2026 (da presentarsi entro il 30 settembre 2026 per il 730 o entro il 30 novembre 2026 per il Modello Redditi PF). Per chi ha situazioni complesse, rivolgiti al CAF Centro Fiscale per verificare la tua situazione specifica.

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Domande Frequenti sulle detrazioni 2026 sopra 75.000 euro

Il tetto da 75.000 euro si applica anche alle spese sanitarie?

No. Le spese sanitarie (spese mediche detraibili al 19%) sono espressamente escluse dal meccanismo del tetto. Continuano a essere detraibili al 19% sull’importo eccedente la franchigia di 129,11 euro, senza alcun limite massimo legato al reddito del contribuente. Puoi detrarre tutte le tue spese mediche anche se hai un reddito superiore a 100.000 euro.

Gli interessi sul mutuo della prima casa rientrano nel tetto delle detrazioni 2026?

No. Gli interessi passivi su mutui per l’acquisto dell’abitazione principale (art. 15 TUIR) sono esclusi dal meccanismo del tetto. La detrazione al 19% si applica sulla quota di interessi passivi fino a 4.000 euro annui, indipendentemente dal reddito del contribuente. Questa esclusione non riguarda invece gli interessi su mutui per la costruzione della prima casa, che rientrano nel tetto.

Come si calcola il tetto delle detrazioni con reddito di 90.000 euro e un figlio a carico?

Con reddito di 90.000 euro e un figlio a carico, rientri nella fascia 75.001-100.000 euro “con figli”. Il tetto massimo di spese al 19% soggette al limite è di 28.000 euro. La somma di tutte le spese detraibili al 19% che rientrano nel meccanismo (escluse spese sanitarie, interessi mutuo prima casa, spese per disabilità) non può superare 28.000 euro: la quota eccedente non dà diritto ad alcuna detrazione.

Le detrazioni per bonus ristrutturazione al 50% sono soggette al tetto da 75.000 euro?

No. Le detrazioni edilizie (ristrutturazione 50%, Ecobonus 65%, Superbonus, bonus mobili, ecc.) non rientrano nel meccanismo del tetto. Il limite introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 riguarda solo gli oneri detraibili al 19% ex art. 15 TUIR. Le detrazioni edilizie mantengono le proprie regole e massimali invariati.

Il tetto cambia se ho più figli a carico?

La norma prevede due soli livelli: senza figli e con figli a carico. Non è previsto un ulteriore aumento del limite al crescere del numero di figli: basta avere almeno un figlio a carico per raddoppiare il tetto (da 14.000 a 28.000 euro nella fascia 75.001-100.000, oppure da 8.000 a 16.000 euro nella fascia oltre 100.000 euro). Due figli o cinque figli danno diritto allo stesso limite raddoppiato.

Il tetto delle detrazioni 2026 si applica anche nel Modello Redditi PF?

Sì. Il meccanismo del tetto per redditi superiori a 75.000 euro si applica sia nel modello 730 2026 che nel Modello Redditi PF 2026, in quanto opera in fase di calcolo dell’IRPEF, indipendentemente dal modello dichiarativo scelto. L’anno d’imposta di riferimento è il 2025.

Le detrazioni 2026 per redditi sopra 75.000 euro sono un tema che richiede attenzione: il meccanismo del tetto introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 può ridurre significativamente il risparmio fiscale per i contribuenti con redditi elevati. Tuttavia, le spese escluse dal tetto — a partire dalle spese sanitarie e dagli interessi sul mutuo della prima casa — garantiscono comunque importanti agevolazioni fiscali, indipendentemente dal reddito.

Per calcolare correttamente il tuo limite, verificare quali spese rientrano nel meccanismo e compilare il modello 730 2026 senza errori, affidati al CAF Centro Fiscale di Udine. Il nostro team di esperti ti assiste sia in ufficio a Udine che online, in tutta Italia.

Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione dei redditi 2026?

Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per calcolare il tetto delle detrazioni, verificare le spese detraibili e compilare correttamente il 730. Servizio disponibile in ufficio e online in tutta Italia.

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    Giugno 27, 2026/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/04/aliquote-irpef-2024-e-calcolo-detrazioni-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-27 21:29:322026-07-03 07:55:10Detrazioni 2026 sopra 75.000 euro: le spese che non entrano nel tetto
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Dichiarazione precompilata 2026: novita, alert del Fisco e limiti alle detrazioni

    Dichiarazione dei redditi 730

    La dichiarazione precompilata 2026 apre ufficialmente il 30 aprile 2026, con riferimento ai redditi 2025. La novita piu rilevante di quest’anno e duplice: da un lato l’Agenzia delle Entrate ha potenziato i propri “alert” automatici basati sul confronto fra dati dichiarati e banche dati esterne (incassi POS, fatture elettroniche, contratti di locazione, comunicazioni di banche e fondi pensione); dall’altro la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha introdotto un tetto massimo alle detrazioni IRPEF per chi supera 75.000 euro di reddito, modulato anche in base al numero di figli a carico. Sapere come funziona la precompilata, quali alert puoi ricevere e fino a che importo puoi davvero detrarre le spese e oggi piu importante che mai.

    In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine ti spieghiamo in modo chiaro tutte le novita del 730 e del Modello Redditi PF 2026, gli alert e gli avvisi piu frequenti, i nuovi limiti alle detrazioni introdotti dalla riforma fiscale e cosa fare in pratica per non sbagliare l’invio. Trovi anche esempi numerici, una checklist dei documenti, tabelle riassuntive e le risposte alle domande piu comuni.

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    Indice dei contenuti

    1. Cos’e la dichiarazione precompilata 2026 e a chi si rivolge
    2. Calendario e scadenze 2026: dal 30 aprile al 30 settembre
    3. Le novita della precompilata 2026 in sintesi
    4. Alert del Fisco: cosa significano e come gestirli
    5. Tetto alle detrazioni IRPEF: i nuovi limiti dal 2025
    6. Scaglioni IRPEF 2026 e detrazioni lavoro dipendente
    7. Documenti necessari per la precompilata 2026
    8. Accettare, modificare o integrare la precompilata: scelte e conseguenze
    9. Errori comuni da evitare nel 730 2026
    10. Cosa fare in caso di errore o dichiarazione tardiva
    11. Perche affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine
    12. Domande frequenti (FAQ)

    Cos’e la dichiarazione precompilata 2026 e a chi si rivolge

    La dichiarazione precompilata e il modello 730 (o, in alternativa, il Modello Redditi PF) che l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione ogni anno, gia precompilato con i dati che ha raccolto da soggetti terzi: datori di lavoro, INPS, banche, assicurazioni, fondi pensione, farmacie, ospedali, asili nido, scuole, universita, amministratori di condominio e cosi via. In pratica, il Fisco “ti propone” una dichiarazione gia pronta e tu devi solo controllarla, eventualmente integrarla e inviarla.

    La precompilata 2026 e riferita ai redditi prodotti nel 2025 (anno d’imposta 2025) e riguarda principalmente:

    • Lavoratori dipendenti (con sostituto d’imposta che effettua i conguagli)
    • Pensionati (la pensione INPS funge da sostituto)
    • Collaboratori coordinati e continuativi e percettori di redditi assimilati
    • Soggetti senza sostituto d’imposta che presentano il 730 senza sostituto
    • Eredi che presentano il 730 per il defunto (con limitazioni)

    Restano invece esclusi dal 730 i titolari di partita IVA, gli imprenditori commerciali, gli agricoltori non esonerati e chi possiede redditi particolari (per esempio plusvalenze cripto non sostitutive, alcuni redditi esteri o redditi d’impresa): in questi casi si usa il Modello Redditi PF, anch’esso precompilato dall’Agenzia delle Entrate ma con scadenze diverse.

    Calendario e scadenze 2026: dal 30 aprile al 30 settembre

    Dal 2026 la precompilata e disponibile in area riservata a partire dal 30 aprile (in passato l’apertura era il 15 aprile, anticipata e poi spostata in avanti). Ecco il calendario completo che devi avere sotto mano per non sbagliare:

    DataAdempimento
    30 aprile 2026Disponibilita della precompilata 2026 (redditi 2025) nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate
    Da metà maggio 2026Possibilita di accettare, modificare e inviare il 730 precompilato
    30 giugno 2026Saldo IRPEF anno 2025 e primo acconto 2026 (senza maggiorazione)
    30 luglio 2026Saldo IRPEF e acconto con maggiorazione 0,40%
    30 settembre 2026Termine ultimo per l’invio del Modello 730 2026
    25 ottobre 2026Termine per il 730 integrativo (se serve correggere a favore del contribuente)
    30 novembre 2026Termine per l’invio del Modello Redditi PF 2026
    1° dicembre 2026Secondo acconto IRPEF 2026 (per chi e tenuto al versamento)

    Attenzione: queste sono le scadenze ordinarie. In caso di proroghe ministeriali (che negli ultimi anni si sono ripetute, soprattutto per i versamenti con maggiorazione 0,40%), i termini possono slittare. Conviene sempre verificare nelle settimane precedenti la scadenza il calendario del contribuente pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

    Le novita della precompilata 2026 in sintesi

    Il modello 730 2026 (e l’intera precompilata) si caratterizza per una serie di novita che hanno effetti pratici significativi sul tuo conguaglio. Le elenchiamo in sintesi, per poi approfondirle nei paragrafi successivi:

    • Tre scaglioni IRPEF stabili (23% fino a 28.000 euro, 35% fino a 50.000 euro, 43% oltre): la rimodulazione del DLgs 216/2023 e stata stabilizzata dalla Legge di Bilancio 2025.
    • No-tax area dipendenti elevata a 8.500 euro: come per i pensionati, i lavoratori dipendenti non pagano IRPEF fino a questa soglia.
    • Detrazione lavoro dipendente massima a 1.955 euro per redditi fino a 15.000 euro.
    • Tetto alle detrazioni IRPEF per redditi sopra 75.000 euro (introdotto dalla L. 207/2024): un plafond annuo modulato per scaglione di reddito e numero di figli.
    • Detrazioni figli a carico solo dai 21 anni in su (e fino a 30 anni, salvo disabilita): per i figli sotto i 21 anni si applica l’Assegno Unico Universale.
    • Coniuge a carico: detrazione massima 950 euro modulata sul reddito (importo aggiornato rispetto agli 800 euro storici).
    • Modalita di pagamento tracciabili ancora richieste per quasi tutte le detrazioni 19% (salvo eccezioni come farmaci e prestazioni sanitarie in strutture pubbliche/private accreditate).
    • Quadro W (ex RW) per il monitoraggio di attivita estere e cripto-attivita: integrato anche nel 730 dal 2024.
    • Alert automatici sempre piu mirati su incongruenze fra dati dichiarati e banche dati: incassi POS, fatture elettroniche, certificazioni uniche, locazioni, fondi pensione, contributi versati.
    • Compensazioni F24 piu strette: dal 1° luglio 2024 sono operative regole anti-abuso che richiedono cautele in piu (DL 39/2024).

    Vediamo ora gli aspetti che, secondo la nostra esperienza al CAF Centro Fiscale di Udine, generano piu dubbi e contestazioni.

    Alert del Fisco: cosa significano e come gestirli

    Negli ultimi anni l’Agenzia delle Entrate ha potenziato i meccanismi di compliance preventiva: prima di accertare ti invia un messaggio (la cosiddetta lettera di compliance) e ti invita a regolarizzare spontaneamente. La precompilata 2026 funziona come “filtro” naturale, perche segnala in chiaro le incongruenze fra cio che dichiari e cio che il Fisco gia conosce.

    Tipologie di alert piu frequenti

    • Spese mediche/farmaci: dati provenienti dal Sistema Tessera Sanitaria. Se modifichi un importo, il sistema ti chiede conferma e potresti perdere la regola del visto leggero (assenza di controllo formale).
    • Interessi mutuo prima casa: l’importo arriva dalla banca; in caso di cointestazione con coniuge non a carico, devi sempre suddividere correttamente la quota detraibile.
    • Locazioni a canone concordato/libero: incrocio con le registrazioni in Agenzia. Discrepanze fra canone dichiarato e canone registrato fanno scattare alert automatici.
    • Compensi da lavoro autonomo o occasionale: incrocio con fatture elettroniche e ritenute trasmesse via CU.
    • Incassi POS e PayPal: per professionisti e piccoli imprenditori vengono confrontati con il volume d’affari dichiarato.
    • Fondi pensione e previdenza complementare: la deducibilita fino a 5.164,57 euro annui e gia precompilata; se modifichi a rialzo serve documentazione.
    • Bonus edilizi e cessione del credito: ogni cessione/sconto in fattura e tracciata, e l’utilizzo della detrazione in dichiarazione deve coincidere.

    Come rispondere a un alert

    Quando ricevi un alert (in fase di compilazione precompilata o come lettera successiva), non ignorarlo. Le strade sono tre:

    1. Confermare il dato: se l’importo precompilato e corretto, accetti senza modifiche e mantieni il vantaggio del controllo formale escluso.
    2. Modificare con documenti alla mano: se hai ricevute o fatture che giustificano una variazione, conserva la documentazione per 5 anni (termine di accertamento).
    3. Aprire una segnalazione tramite CAF o intermediario abilitato: il CAF e l’unico soggetto che, apponendo il visto di conformita, assume la responsabilita formale del controllo sui documenti.

    Immagina che Marco, dipendente con reddito di 32.000 euro, riceva un alert perche ha modificato la spesa farmaci da 700 euro (precompilata) a 1.200 euro. In assenza di scontrini parlanti per la differenza di 500 euro, rischia di vedersi disconoscere la detrazione e di pagare interessi e sanzioni. Se invece ha conservato gli scontrini, la modifica e legittima e va semplicemente confermata con la documentazione di supporto.

    Tetto alle detrazioni IRPEF: i nuovi limiti dal 2025

    La Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha introdotto, all’articolo 1 commi 10 e seguenti, un tetto annuo agli oneri detraibili per chi ha redditi superiori a 75.000 euro. La logica del legislatore: limitare il beneficio fiscale per i redditi piu alti, lasciando intatte le detrazioni per redditi medio-bassi.

    Come funziona il meccanismo

    Il plafond annuo viene calcolato moltiplicando un importo base per un coefficiente legato al numero di figli a carico. Le fasce di reddito coinvolte sono due:

    Reddito complessivoImporto base annuo (oneri detraibili)
    Fino a 75.000 euroNessun tetto specifico (restano i limiti previsti per ciascuna detrazione)
    Da 75.001 a 100.000 euro14.000 euro
    Oltre 100.000 euro8.000 euro

    Sull’importo base si applicano i seguenti coefficienti per numero di figli a carico:

    Figli a caricoCoefficiente
    Nessun figlio0,50
    1 figlio0,70
    2 figli0,85
    Almeno 3 figli o un figlio con disabilita1,00

    Cosa NON rientra nel tetto

    Restano fuori dal calcolo del tetto (e quindi totalmente detraibili) alcune voci particolarmente importanti:

    • Spese sanitarie di cui all’art. 15 c. 1 lett. c) del TUIR (detrazione 19% oltre la franchigia di 129,11 euro)
    • Investimenti in start-up e PMI innovative
    • Interessi passivi su mutui agrari e per acquisto/costruzione abitazione principale (contratti fino a una certa data)
    • Premi di assicurazione vita e infortuni stipulati entro il 2000
    • Erogazioni liberali a enti del Terzo settore (entro limiti specifici)

    Esempio pratico

    Immagina che Laura abbia un reddito complessivo di 90.000 euro e due figli a carico (entrambi tra 21 e 30 anni). Il suo plafond annuo per oneri detraibili sara: 14.000 × 0,85 = 11.900 euro. Se nel 2025 ha sostenuto 18.000 euro di spese detraibili al 19% (interessi mutuo, scuola, spese veterinarie, sport figli, ecc.), potra portarne in detrazione solo 11.900 euro. La detrazione effettiva sara dunque 11.900 × 19% = 2.261 euro, anziche i 18.000 × 19% = 3.420 euro teorici.

    Per redditi sopra 100.000 euro l’effetto e ancora piu marcato: con tre figli a carico il plafond e 8.000 euro (1,00 di coefficiente), con due figli e 6.800 euro (0,85), con un figlio 5.600 euro (0,70) e senza figli 4.000 euro (0,50).

    Scaglioni IRPEF 2026 e detrazioni lavoro dipendente

    La precompilata calcola in automatico l’IRPEF dovuta applicando i tre scaglioni ormai consolidati (DLgs 216/2023, stabilizzati dalla L. 207/2024). Ecco la tabella di riferimento per i redditi 2025 dichiarati nel 2026:

    Reddito imponibileAliquota IRPEF
    Fino a 28.000 euro23%
    Oltre 28.000 e fino a 50.000 euro35%
    Oltre 50.000 euro43%

    Per i lavoratori dipendenti, alla tassazione lorda si sottraggono le detrazioni da lavoro: in particolare la detrazione massima e 1.955 euro per redditi fino a 15.000 euro, modulata e decrescente per redditi superiori, fino ad azzerarsi a 50.000 euro. La no-tax area dipendenti e fissata a 8.500 euro di reddito complessivo, allineata a quella dei pensionati.

    Bonus IRPEF e trattamento integrativo

    Il trattamento integrativo (ex bonus 80 euro), pari a 1.200 euro annui, resta riconosciuto per i redditi fino a 15.000 euro (in presenza di capienza IRPEF) e con incapienza limitata fino a 28.000 euro. Per i redditi medio-bassi sono inoltre operative le ulteriori detrazioni “di cuneo fiscale” finanziate dalla manovra 2025, applicate direttamente in busta paga e poi conguagliate in dichiarazione.

    Familiari a carico: limiti reddituali

    • Coniuge a carico: detrazione massima 950 euro, riconosciuta se il reddito del coniuge non supera 2.840,51 euro (4.000 euro per figli fino a 24 anni di eta).
    • Figli a carico oltre 21 anni: detrazione massima 950 euro per figlio (in base a reddito complessivo del genitore).
    • Figli fino a 21 anni non compiuti: nessuna detrazione fiscale, in quanto coperti dall’Assegno Unico Universale INPS.
    • Altri familiari a carico (genitori, fratelli, conviventi): detrazione 750 euro a determinate condizioni.

    Il limite reddituale generale per essere fiscalmente a carico resta 2.840,51 euro (4.000 euro per i figli fino a 24 anni), al netto degli oneri deducibili.

    Documenti necessari per la precompilata 2026

    Anche se la precompilata e gia in larga parte compilata dall’Agenzia, restano alcuni documenti da raccogliere per controllare e integrare le spese. Ecco la checklist essenziale che usiamo al CAF Centro Fiscale:

    • CU 2026 (Certificazione Unica) di tutti i sostituti d’imposta dell’anno 2025
    • Codice fiscale del contribuente, del coniuge e dei familiari a carico
    • Visura catastale aggiornata di tutti gli immobili posseduti
    • Contratti di locazione attivi (per chi affitta) con estremi di registrazione
    • Quietanze e ricevute per spese non precompilate (es. spese funebri, asilo nido se non gia trasmesse)
    • Certificazione interessi passivi su mutuo rilasciata dalla banca
    • Spese ristrutturazione e bonus edilizi: bonifici parlanti, fatture, asseverazioni, certificazioni ENEA
    • Versamenti fondo pensione e previdenza complementare
    • Erogazioni liberali a enti del Terzo settore, ONG, partiti politici, ONLUS
    • Spese veterinarie (con scontrino parlante)
    • Spese istruzione (scuole superiori, universita, mensa, libri)
    • Spese sportive figli dai 5 ai 18 anni (palestra, piscina, federazioni)
    • Spese funebri sostenute nel 2025
    • Estratti conto e movimenti bancari con prova del pagamento tracciabile per le spese da detrarre al 19%

    Per le spese che richiedono il pagamento tracciabile (bonifico, carta, bancomat, assegno) e fondamentale conservare anche la prova del pagamento: senza traccia bancaria la detrazione 19% non e ammessa, salvo le eccezioni di legge (spese sanitarie in strutture pubbliche o convenzionate, farmaci, dispositivi medici).

    Accettare, modificare o integrare la precompilata: scelte e conseguenze

    Una volta che la precompilata e disponibile in area riservata, hai tre opzioni:

    1. Accettare senza modifiche

    Se i dati sono corretti e completi, puoi accettare la dichiarazione cosi com’e. In questo caso scatta il grande vantaggio della precompilata: nessun controllo formale da parte dell’Agenzia delle Entrate sui dati gia presenti, e nessuna richiesta di esibire documenti per le voci precompilate. Resta possibile il controllo sostanziale (es. esistenza dei familiari a carico, possesso degli immobili, ecc.).

    2. Modificare i dati

    Puoi modificare singole voci (aggiungere spese non precompilate, correggere importi). In questo caso il vantaggio del controllo formale escluso si applica solo sulle voci non modificate; per le modifiche dovrai conservare tutti i documenti giustificativi per 5 anni.

    3. Affidarsi al CAF per il visto di conformita

    Quando ti rivolgi al CAF Centro Fiscale di Udine, l’operatore apporra il visto di conformita: cio significa che il CAF assume la responsabilita formale per la corretta compilazione e per la coerenza dei dati con i documenti esibiti. In caso di errori non imputabili al contribuente, eventuali sanzioni e interessi sono a carico del CAF. E la garanzia di tranquillita migliore, soprattutto se la tua situazione e complessa (es. casa cointestata, redditi misti, lavori di ristrutturazione, familiari a carico in diverse condizioni).

    Errori comuni da evitare nel 730 2026

    L’esperienza degli operatori CAF mostra che ogni anno gli errori si ripetono. Ecco i piu diffusi, da evitare assolutamente:

    • Indicare il coniuge come a carico quando il suo reddito supera 2.840,51 euro (es. perche percepisce un’integrazione INPS non considerata).
    • Dimenticare di scomputare l’Assegno Unico dalle vecchie detrazioni per figli fino a 20 anni: dal 2022 questa detrazione e stata sostituita.
    • Detrarre interessi mutuo per intero quando l’immobile e cointestato e il coniuge non e a carico: la detrazione va divisa al 50%.
    • Inserire spese sanitarie pagate in contanti oltre 129,11 euro (eccezione consentita solo per farmaci e prestazioni in strutture pubbliche/accreditate).
    • Dimenticare il quadro W per chi possiede conti esteri, immobili all’estero o cripto-attivita: l’omissione comporta sanzioni proporzionali al valore non dichiarato.
    • Cumulare detrazione ristrutturazione e Superbonus sulla stessa spesa: vietato il doppio beneficio fiscale.
    • Non dichiarare locazioni brevi e affitti su piattaforme online: i portali (Airbnb & Co.) trasmettono i dati al Fisco.
    • Sottostimare l’imposta sostitutiva per chi ha incassato cedolare secca o ha percepito plusvalenze cripto.

    Cosa fare in caso di errore o dichiarazione tardiva

    Se ti accorgi di un errore dopo l’invio del 730, puoi sistemare cosi:

    • 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026: solo se la correzione e a favore del contribuente (maggior rimborso o minor debito). Si presenta tramite CAF.
    • Modello Redditi PF correttivo nei termini: entro il 30 novembre 2026 puoi inviare un nuovo Modello Redditi che sostituisce integralmente il 730.
    • Dichiarazione integrativa: dopo il 30 novembre 2026, puoi presentare un Modello Redditi PF integrativo entro il 31 dicembre del quinto anno successivo, con applicazione del ravvedimento operoso.
    • Tardiva entro 90 giorni: se non hai presentato la dichiarazione entro il 30 novembre 2026, puoi farlo entro il 28 febbraio 2027 con sanzione fissa ridotta (250 euro ravvedibile a 25 euro).
    • Oltre 90 giorni: la dichiarazione e considerata omessa, con sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta.

    Le novita del DLgs 87/2024 (riforma del sistema sanzionatorio tributario) hanno ridotto in maniera generalizzata le sanzioni, ma il principio resta: prima ti ravvedi, meno paghi.

    Perche affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine

    La precompilata 2026 e piu “intelligente” che mai, ma proprio per questo gli alert e le contestazioni potenziali sono molti. Affidarti al CAF Centro Fiscale di Udine significa avere:

    • Un operatore esperto che controlla la precompilata riga per riga prima dell’invio
    • L’apposizione del visto di conformita, con responsabilita del CAF in caso di errori formali
    • Consulenza personalizzata su limiti detrazioni, scaglioni, familiari a carico, redditi esteri, cripto, locazioni
    • Competenze sul sistema tavolare friulano per chi ha immobili e successioni in regione
    • Assistenza in caso di lettere di compliance o richieste documentali dell’Agenzia
    • Servizio integrato con CAF e Patronato per tutti gli adempimenti (ISEE, Assegno Unico, NASPI, pensioni)

    Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno migliaia di contribuenti del Friuli Venezia Giulia. Prenotare un appuntamento e semplice: trovi tutti i contatti sul nostro sito.

    Domande frequenti (FAQ)

    Quando si apre la precompilata 2026?

    La precompilata 2026 (anno d’imposta 2025) e disponibile nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate a partire dal 30 aprile 2026. La modifica e l’invio sono possibili da meta maggio in poi, fino al 30 settembre 2026 per il 730 (30 novembre per il Modello Redditi PF).

    Cosa cambia con il tetto alle detrazioni IRPEF?

    Dal 2025 chi ha redditi sopra 75.000 euro vede applicato un plafond annuo agli oneri detraibili: 14.000 euro per la fascia 75.001-100.000 euro, 8.000 euro oltre 100.000 euro, modulato per coefficienti legati al numero di figli a carico (0,50 senza figli, 0,70 con 1 figlio, 0,85 con 2 figli, 1,00 con almeno 3 figli o un figlio disabile). Restano fuori dal tetto le spese sanitarie ex art. 15 c. 1 lett. c) TUIR e poche altre voci.

    Cos’e l’alert del Fisco e come faccio a vederlo?

    L’alert e un messaggio automatico mostrato dall’Agenzia delle Entrate quando rileva incongruenze tra i dati che dichiari nella precompilata e quelli gia in suo possesso. Lo trovi sia in fase di compilazione online sia nelle eventuali lettere di compliance recapitate via PEC o cassetto fiscale. Va sempre gestito, mai ignorato: rispondi con i documenti giustificativi o chiedi assistenza al CAF.

    Posso usare la precompilata se ho la partita IVA?

    Si, ma non come 730: i titolari di partita IVA devono usare il Modello Redditi PF precompilato, anch’esso messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Il regime forfettario, ad esempio, compila il quadro LM, mentre il regime ordinario il quadro RF. La scadenza di invio e il 30 novembre 2026.

    Quali documenti devo portare al CAF per la precompilata 2026?

    I documenti chiave sono: CU 2026, codici fiscali del nucleo familiare, visure catastali aggiornate, contratti di locazione, ricevute e fatture per spese non precompilate (asilo, sport, veterinarie, funebri, ristrutturazioni con bonifici parlanti), certificazione interessi mutuo, versamenti fondo pensione, erogazioni liberali. Tutte le spese che danno detrazione 19% richiedono prova del pagamento tracciabile, salvo le eccezioni di legge (farmaci, prestazioni in strutture pubbliche/accreditate).

    Se ho sbagliato la dichiarazione, posso correggerla?

    Si. Se l’errore e a tuo favore (maggior rimborso o minor debito) puoi presentare il 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026. Se l’errore e a tuo sfavore (debito non versato) puoi presentare un Modello Redditi PF correttivo entro il 30 novembre 2026, oppure successivamente un’integrativa con ravvedimento operoso. In ogni caso, il CAF Centro Fiscale ti aiuta a scegliere la procedura piu vantaggiosa.

    Le criptovalute vanno dichiarate nel 730 2026?

    Il monitoraggio di wallet e exchange esteri va indicato nel quadro W (integrato anche nel 730 dal 2024). Le plusvalenze da cessione di cripto-attivita seguono regole specifiche: per il 2025 si applica l’imposta sostitutiva del 26%; dal 1° gennaio 2026 sale al 33% per le operazioni di realizzo (L. 207/2024). Lo staking e i redditi diversi vanno indicati nel quadro RW o RT a seconda della natura. Se hai dubbi, e fondamentale farsi assistere: il CAF Centro Fiscale ha esperienza specifica sulle dichiarazioni crypto.

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    Fonti ufficiali: Agenzia delle Entrate, sezione «Schede dichiarazioni» e «Calendario del contribuente»; L. 207/2024 (Legge di Bilancio 2025), art. 1; DLgs 216/2023 (riforma scaglioni IRPEF); DLgs 87/2024 (riforma sanzioni); DPR 917/1986 (TUIR), art. 15 e seguenti; DL 39/2024 (compensazioni); Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate sulla dichiarazione precompilata 2026.

    Maggio 19, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 23:23:262026-05-19 22:03:43Dichiarazione precompilata 2026: novita, alert del Fisco e limiti alle detrazioni

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