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Tag Archivio per: sostituti d’imposta

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Ritenuta d’acconto Presidenza della Repubblica: il Provvedimento del 10 settembre 2026

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il Provvedimento del 10 settembre 2026, che disciplina le modalità di trasmissione degli elenchi dei percipienti somme e valori soggetti a ritenuta d’acconto corrisposti nel periodo d’imposta 2025 dall’Amministrazione della Presidenza della Repubblica. Si tratta di un adempimento tecnico che rientra negli obblighi periodici a carico dei sostituti d’imposta, ma che ha un impatto concreto sul funzionamento del sistema fiscale italiano, in particolare sulla dichiarazione precompilata e sui controlli automatizzati dell’Agenzia delle Entrate.

Anche se il provvedimento riguarda in modo specifico la Presidenza della Repubblica, comprendere il meccanismo della ritenuta d’acconto Presidenza della Repubblica aiuta a inquadrare come funzionano, più in generale, gli obblighi di comunicazione di tutti i sostituti d’imposta italiani, dalle grandi amministrazioni pubbliche alle piccole imprese private.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è il Provvedimento del 10 settembre 2026 dell’Agenzia delle Entrate
  2. Cosa si intende per ritenuta d’acconto
  3. Sostituti d’imposta e percipienti: i soggetti coinvolti
  4. Perché la trasmissione degli elenchi è importante per il fisco
  5. Domande frequenti

Cos’è il Provvedimento del 10 settembre 2026 dell’Agenzia delle Entrate

Il provvedimento in questione stabilisce le regole tecniche con cui la Presidenza della Repubblica, in qualità di sostituto d’imposta, deve trasmettere all’Agenzia delle Entrate gli elenchi dei percipienti a cui, nel corso del 2025, sono state corrisposte somme e valori soggetti a ritenuta d’acconto. In pratica, si tratta di una comunicazione ufficiale che riepiloga chi ha ricevuto pagamenti soggetti a tassazione alla fonte e quali importi sono stati trattenuti.

Questo tipo di adempimento si collega direttamente agli strumenti già noti ai cittadini e ai professionisti, come il modello 770 e la Certificazione Unica, entrambi utilizzati dai sostituti d’imposta per comunicare al Fisco i compensi erogati e le relative ritenute operate: la trasmissione avviene infatti utilizzando le specifiche tecniche del modello 770/2026, mentre i dati fiscali e contributivi dei percipienti viaggiano attraverso la Certificazione Unica. La differenza è che, in questo caso, il provvedimento riguarda in modo specifico un ente istituzionale, la Presidenza della Repubblica, che applica le ritenute come qualsiasi altro sostituto d’imposta, ma assolve gli obblighi di comunicazione con termini e modalità definiti d’intesa con l’Agenzia delle Entrate, ai sensi dell’articolo 4, comma 6-bis, del D.P.R. 322/1998 e dell’articolo 29, comma 3, del D.P.R. 600/1973.

Cosa si intende per ritenuta d’acconto

Per capire meglio la portata di questa notizia, è utile spiegare in parole semplici cosa significa ritenuta d’acconto. Quando un soggetto (ad esempio un ente pubblico, un’azienda o un professionista) paga un compenso a un altro soggetto per una prestazione di lavoro autonomo, una collaborazione o altre tipologie di reddito previste dalla normativa, non versa l’intera somma al percipiente. Trattiene una parte dell’importo e la versa direttamente allo Stato, a titolo di anticipo sulle imposte che il percipiente dovrà pagare in sede di dichiarazione dei redditi.

In pratica, la ritenuta d’acconto funziona come un pagamento anticipato delle tasse: chi riceve il compenso vedrà una cifra già decurtata, ma potrà poi scomputare quanto già versato dal totale delle imposte dovute nella propria dichiarazione dei redditi. Questo meccanismo, disciplinato dalla normativa vigente sulle ritenute d’acconto, serve a garantire allo Stato un flusso costante di entrate e a ridurre il rischio di evasione fiscale, perché il prelievo avviene già al momento dell’erogazione del compenso.

Sostituti d’imposta e percipienti: i soggetti coinvolti

Nel linguaggio fiscale si parla di sostituti d’imposta per indicare i soggetti che, per legge, sono tenuti a trattenere e versare le ritenute d’acconto per conto di chi riceve il pagamento. I percipienti, invece, sono proprio coloro che ricevono le somme soggette a ritenuta: possono essere lavoratori autonomi, professionisti, collaboratori o altri soggetti individuati dalla normativa fiscale.

Nel caso specifico del provvedimento del 10 settembre 2026, il sostituto d’imposta è l’Amministrazione della Presidenza della Repubblica, che nel corso del 2025 ha erogato compensi e valori soggetti a ritenuta a diversi percipienti. Tra i principali obblighi che gravano sui sostituti d’imposta, in generale, rientrano:

  • Operare correttamente la ritenuta d’acconto al momento del pagamento
  • Versare le somme trattenute all’Erario nei termini previsti
  • Rilasciare la Certificazione Unica ai percipienti
  • Trasmettere gli elenchi e le dichiarazioni periodiche all’Agenzia delle Entrate, come previsto dal modello 770 e dai provvedimenti attuativi

Questi adempimenti valgono per qualsiasi sostituto d’imposta, non solo per gli enti pubblici: anche le aziende private e i professionisti che erogano compensi soggetti a ritenuta sono tenuti a rispettare le stesse regole generali.

Perché la trasmissione degli elenchi è importante per il fisco

Provvedimenti come quello del 10 settembre 2026 possono sembrare puramente burocratici, ma svolgono una funzione importante nel sistema fiscale italiano. La trasmissione puntuale degli elenchi dei percipienti consente all’Agenzia delle Entrate di incrociare i dati dichiarati dai sostituti d’imposta con quelli riportati dai contribuenti nelle proprie dichiarazioni dei redditi.

Questo incrocio di informazioni è alla base di diversi strumenti che i cittadini utilizzano ogni anno, come la dichiarazione precompilata, che viene costruita proprio a partire dai dati trasmessi dai sostituti d’imposta. Più le comunicazioni sono precise e tempestive, più la precompilata risulta affidabile e completa, riducendo il rischio di errori o dimenticanze da parte del contribuente.

Inoltre, la raccolta sistematica di questi dati rappresenta uno strumento di controllo antievasione: permette all’Agenzia delle Entrate di verificare che i redditi dichiarati dai contribuenti corrispondano effettivamente alle somme percepite e alle ritenute subite, individuando eventuali anomalie o omissioni.

Domande frequenti

Cosa riguarda il Provvedimento del 10 settembre 2026 dell’Agenzia delle Entrate?
Il provvedimento disciplina la trasmissione degli elenchi dei percipienti somme e valori soggetti a ritenuta d’acconto corrisposti nel 2025 dall’Amministrazione della Presidenza della Repubblica, in qualità di sostituto d’imposta.

Cosa si intende per ritenuta d’acconto?
È una trattenuta anticipata di imposta operata dal sostituto d’imposta al momento del pagamento di un compenso, poi versata all’Erario e scomputabile dal percipiente in sede di dichiarazione dei redditi.

Chi sono i sostituti d’imposta?
Sono i soggetti, pubblici o privati, tenuti per legge a trattenere e versare le ritenute d’acconto per conto dei percipienti, oltre a comunicare periodicamente questi dati all’Agenzia delle Entrate tramite Certificazione Unica e modello 770.

Perché questi adempimenti sono importanti per il contribuente?
Perché alimentano i dati utilizzati per la dichiarazione precompilata e permettono all’Agenzia delle Entrate di effettuare controlli incrociati, contribuendo a un sistema fiscale più trasparente e tracciabile.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Settembre 17, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-17 13:00:002026-09-11 15:49:43Ritenuta d’acconto Presidenza della Repubblica: il Provvedimento del 10 settembre 2026
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Ritenuta d’Acconto Senato 2025: Nuovo Provvedimento AE

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

La ritenuta d’acconto Senato 2025 torna al centro dell’attenzione grazie a un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate datato 10 settembre 2026. Il documento disciplina le modalità e i termini con cui l’Amministrazione del Senato della Repubblica trasmette al Fisco gli elenchi dei percipienti di somme e valori soggetti a ritenuta d’acconto corrisposti nel corso del periodo d’imposta 2025.

Si tratta di un adempimento che sostituisce, per il Senato, l’ordinaria presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta (il cosiddetto modello 770): in base all’articolo 4, comma 6-bis, del DPR 322/1998, i soggetti indicati dall’articolo 29, terzo comma, del DPR 600/1973 comunicano al Fisco i dati dei percipienti tramite appositi elenchi. Vediamo nel dettaglio cosa prevede il provvedimento e cosa significa per chi ha ricevuto compensi dal Senato lo scorso anno.

Indice dei contenuti

  • Cosa Prevede il Provvedimento del 10 Settembre 2026
  • Chi Sono i Percipienti Coinvolti
  • Perché Esiste un Regime Speciale per gli Organi Costituzionali
  • Cosa Cambia per Chi Ha Percepito Somme dal Senato nel 2025
  • Domande Frequenti sulla Ritenuta d’Acconto Senato 2025

Cosa Prevede il Provvedimento del 10 Settembre 2026

Il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 10 settembre 2026 (prot. n. 249041/2026) definisce nel dettaglio come e quando l’Amministrazione del Senato deve trasmettere gli elenchi dei percipienti relativi al 2025: l’invio telematico deve avvenire entro il 31 ottobre 2026, utilizzando le specifiche tecniche approvate per il modello 770/2026. Per ritenuta d’acconto si intende la trattenuta che un sostituto d’imposta applica su compensi, redditi da lavoro o prestazioni professionali, versandola poi direttamente all’Erario per conto del percipiente.

Normalmente, i datori di lavoro e i committenti che operano ritenute devono presentare ogni anno il modello 770, la dichiarazione annuale dei sostituti d’imposta. Il Senato della Repubblica, però, non è tenuto a questo adempimento nella forma ordinaria: il provvedimento stabilisce infatti che la trasmissione avvenga tramite appositi elenchi, con contenuto, termini e modalità definiti d’intesa con l’Amministrazione del Senato, in attuazione dell’articolo 4, comma 6-bis, del DPR 322/1998. Oggetto dell’invio sono i dati fiscali dei versamenti, dei crediti e delle compensazioni contenuti nei prospetti riepilogativi ST, SV, SX e SY del modello 770/2026.

Chi Sono i Percipienti Coinvolti

Quando si parla di percipienti, ci si riferisce a tutte le persone fisiche o i soggetti che nel 2025 hanno ricevuto dal Senato somme o valori soggetti a ritenuta d’acconto. Non si tratta quindi soltanto dei dipendenti dell’istituzione, ma di una platea più ampia.

Tra i soggetti coinvolti rientrano generalmente:

  • dipendenti e collaboratori dell’Amministrazione del Senato;
  • collaboratori occasionali e continuativi;
  • professionisti esterni incaricati di prestazioni specifiche;
  • fornitori e altri soggetti che hanno percepito compensi soggetti a ritenuta nel corso dell’anno.

I dati di dettaglio riferiti al singolo percipiente (dati anagrafici, importi corrisposti e ritenute operate) viaggiano, come per qualsiasi altro sostituto d’imposta, attraverso la Certificazione Unica, già trasmessa entro il 16 marzo 2026 (30 aprile 2026 per le certificazioni di lavoro autonomo abituale e per le provvigioni). Gli elenchi oggetto del provvedimento riguardano invece i dati riepilogativi dei versamenti, dei crediti e delle compensazioni relativi alle ritenute operate.

Perché Esiste un Regime Speciale per gli Organi Costituzionali

Il regime applicato al Senato non è una novità isolata. Un meccanismo analogo è già in vigore da tempo per altri organi costituzionali, come la Camera dei Deputati, la Presidenza della Repubblica e la Corte Costituzionale. Questi enti godono infatti di una particolare autonomia contabile e amministrativa, riconosciuta a livello normativo dall’articolo 29, terzo comma, del DPR 600/1973, che li individua espressamente tra i soggetti che operano le ritenute e provvedono direttamente ai relativi versamenti.

In pratica, invece di seguire pedissequamente le stesse procedure previste per un’azienda privata o una pubblica amministrazione ordinaria, questi organi assolvono gli adempimenti che spettano loro in qualità di sostituti d’imposta attraverso canali dedicati, definiti d’intesa con l’Agenzia delle Entrate. Il provvedimento del 10 settembre 2026 si inserisce quindi in una prassi consolidata, aggiornando le regole tecniche per il periodo d’imposta 2025.

Cosa Cambia per Chi Ha Percepito Somme dal Senato nel 2025

La domanda più frequente riguarda naturalmente le conseguenze pratiche per chi, nel 2025, ha ricevuto compensi dal Senato soggetti a ritenuta d’acconto. La risposta è rassicurante: non è richiesta alcuna azione da parte del percipiente.

Il meccanismo funziona come per qualsiasi altro sostituto d’imposta ordinario. I compensi e le ritenute del singolo percipiente sono già stati certificati con la Certificazione Unica trasmessa nella primavera 2026: sono questi i dati che alimentano la dichiarazione precompilata, così come avviene per i redditi certificati da un datore di lavoro privato o da un altro ente pubblico. Gli elenchi inviati entro il 31 ottobre 2026 completano invece il quadro dei versamenti, dei crediti e delle compensazioni dell’Amministrazione. Chi ha lavorato o collaborato con il Senato nel 2025 trova quindi questi importi e le relative ritenute già inseriti nella propria posizione fiscale, pronti per essere verificati in fase di dichiarazione dei redditi.

È comunque sempre opportuno controllare con attenzione i dati precompilati, verificando che importi e ritenute corrispondano a quanto effettivamente percepito, prima di procedere con l’invio della dichiarazione.

Domande Frequenti sulla Ritenuta d’Acconto Senato 2025

Cosa stabilisce il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 10 settembre 2026?
Disciplina modalità e termini con cui l’Amministrazione del Senato trasmette all’Agenzia delle Entrate, entro il 31 ottobre 2026, gli elenchi dei percipienti di somme soggette a ritenuta d’acconto corrisposte nel 2025, in luogo dell’ordinaria presentazione del modello 770.

Perché il Senato non presenta il modello 770 come le altre aziende?
Perché l’articolo 4, comma 6-bis, del DPR 322/1998 consente ai soggetti indicati dall’articolo 29, terzo comma, del DPR 600/1973 – tra cui l’Amministrazione del Senato – di comunicare i dati al Fisco tramite appositi elenchi, con termini e modalità definiti d’intesa con l’Agenzia delle Entrate.

Chi sono i percipienti interessati dal provvedimento?
Dipendenti, collaboratori, professionisti esterni e fornitori dell’Amministrazione del Senato che nel 2025 hanno ricevuto compensi soggetti a ritenuta d’acconto.

Devo fare qualcosa se ho percepito somme dal Senato nel 2025?
No, nessuna azione è richiesta. I compensi e le ritenute sono già certificati dalla Certificazione Unica e confluiscono nella dichiarazione precompilata, come avviene con qualsiasi altro sostituto d’imposta.

Esistono altri organi costituzionali con lo stesso regime?
Sì, un meccanismo simile è già previsto per Camera dei Deputati, Presidenza della Repubblica e Corte Costituzionale, in virtù della loro analoga autonomia amministrativa.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Settembre 17, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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