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Tag Archivio per: restituzione naspi anticipata

PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

NASPI Anticipata Partita IVA Forfettaria 2026: Guida e 7 Errori da Evitare

Naspi Anticipata CAF Udine

Chi perde il lavoro e vuole mettersi in proprio ha a disposizione uno strumento poco conosciuto ma molto potente: il percorso NASPI anticipata Partita IVA forfettaria, cioè la possibilità di farsi liquidare in anticipo dall’INPS le mensilità di disoccupazione non ancora percepite per trasformarle nel capitale iniziale di una nuova attività autonoma. Si tratta di un incentivo all’autoimprenditorialità previsto dall’articolo 8 del D.Lgs. 22/2015, che dal 1° gennaio 2026 ha però cambiato pelle: non si parla più di pagamento in unica soluzione, ma di due rate (70% e 30%).

Il punto delicato non è tanto ottenere l’anticipazione, quanto non perderla dopo. Esistono infatti situazioni precise in cui l’INPS chiede indietro tutto l’importo già incassato. In questa guida vediamo in modo semplice come funziona la NASPI anticipata Partita IVA forfettaria nel 2026: requisiti, calcolo dell’importo, termine dei 30 giorni per la domanda, come si apre correttamente la Partita IVA in regime forfettario e soprattutto quali sono i 7 errori che costringono a restituire l’indennità.

Indice dei contenuti

  • Cos’è la NASPI anticipata e perché interessa chi apre una Partita IVA forfettaria
  • NASPI anticipata 2026: addio all’unica soluzione, si passa a due rate
  • Requisiti per la NASPI anticipata con Partita IVA forfettaria
  • Come si calcola l’importo della NASPI anticipata
  • Come fare domanda all’INPS: il termine dei 30 giorni
  • Aprire Partita IVA forfettaria dopo la NASPI anticipata: guida pratica in 6 passi
  • Quando si rischia di restituire la NASPI anticipata: 7 errori da evitare
  • NASPI anticipata e Partita IVA forfettaria a Udine: l’assistenza del CAF
  • Domande frequenti su NASPI anticipata e Partita IVA forfettaria

Cos’è la NASPI anticipata e perché interessa chi apre una Partita IVA forfettaria

La NASPI è l’indennità mensile di disoccupazione che l’INPS riconosce a chi perde involontariamente il lavoro dipendente. Normalmente arriva sul conto corrente mese dopo mese. La NASPI anticipata, invece, è la possibilità di chiedere all’INPS di liquidare in anticipo tutte le mensilità che restano da percepire, trasformandole in un capitale da investire in una nuova attività.

È qui che nasce il binomio NASPI anticipata Partita IVA forfettaria: l’anticipazione può essere richiesta solo da chi avvia un’attività di lavoro autonomo, un’impresa individuale, oppure sottoscrive una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale presta la propria attività lavorativa. In parole semplici, l’INPS non regala un capitale: lo mette a disposizione di chi decide davvero di mettersi in proprio.

Il regime forfettario è la scelta naturale per la maggior parte di chi parte da zero: è il regime fiscale agevolato che consente di pagare una sola imposta sostitutiva (una tassa unica che sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali) con aliquota del 5% nei primi cinque anni per le nuove attività, o del 15% negli altri casi. Ne parliamo in modo approfondito nella nostra guida Regime Forfettario 2026: guida completa per aprire Partita IVA.

Due aspetti da conoscere subito. Il primo: durante il periodo coperto dall’anticipazione non maturano contribuzione figurativa (i contributi che l’INPS accredita gratuitamente durante la disoccupazione ordinaria) né l’assegno per il nucleo familiare collegato alla NASPI. Il secondo: chi invece vuole mantenere la NASPI mensile e affiancarla a una piccola attività autonoma segue regole completamente diverse, spiegate in NASPI e Partita IVA: compatibilità e limiti di reddito. Se ti interessa solo il meccanismo generale dell’anticipazione, trovi un approfondimento dedicato in NASPI anticipata 2026: la liquidazione dell’indennità.

NASPI anticipata 2026: addio all’unica soluzione, si passa a due rate

Questa è la novità più importante del 2026 e cambia il modo di pianificare l’investimento iniziale. Fino al 2025 l’anticipazione veniva liquidata in unica soluzione: un solo bonifico con tutto l’importo residuo. La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1 comma 176) ha modificato l’articolo 8 del D.Lgs. 22/2015 eliminando proprio il riferimento all’unica soluzione.

Dal 1° gennaio 2026 la NASPI anticipata viene quindi corrisposta in due rate:

  • Prima rata: 70% dell’intero importo spettante, erogata al momento dell’accoglimento della domanda
  • Seconda rata: 30% residuo, erogata al termine del periodo teorico di durata della NASPI e comunque non oltre sei mesi dalla presentazione della domanda
  • La seconda rata è subordinata alla verifica della mancata rioccupazione con lavoro subordinato
  • Va verificata anche l’assenza di un trattamento pensionistico diretto (fa eccezione l’assegno ordinario di invalidità)

Che cosa significa in concreto per chi apre una Partita IVA forfettaria? Che il capitale disponibile il primo giorno è più basso di quello che ci si aspettava, mentre il saldo arriva mesi dopo. Immagina che a Giulia spettino 12.000 euro di anticipazione: riceverà 8.400 euro subito e 3.600 euro alla fine del periodo teorico di NASPI (comunque entro sei mesi dalla domanda), sempre che nel frattempo non sia stata assunta come dipendente. Il business plan dei primi mesi va costruito su questa cifra, non sul totale.

C’è anche un risvolto positivo, spesso trascurato: la seconda rata funziona come una riserva di liquidità che arriva proprio quando si presentano le prime scadenze fiscali e contributive dell’attività. Il percorso NASPI anticipata Partita IVA forfettaria va quindi pianificato su un orizzonte di 12-24 mesi, non solo sulla partenza.

Requisiti per la NASPI anticipata con Partita IVA forfettaria

I requisiti della NASPI anticipata Partita IVA forfettaria si muovono su due binari paralleli che devono correre insieme: da un lato le condizioni per avere diritto alla NASPI, dall’altro quelle per accedere al regime forfettario. Se salta uno dei due, il progetto va ripensato.

I requisiti lato NASPI

  • Stato di disoccupazione involontaria: licenziamento, scadenza del contratto, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale in sede protetta
  • Almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro
  • Domanda di NASPI presentata entro 68 giorni dalla fine del rapporto di lavoro
  • Essere titolari di NASPI (o averne diritto) e avviare un’attività autonoma o un’impresa individuale
  • Presentare la domanda di anticipazione entro il termine perentorio di 30 giorni

I requisiti lato regime forfettario

Per restare nel regime forfettario occorre non superare 85.000 euro di ricavi o compensi annui (oltre 100.000 euro si esce immediatamente, già nell’anno in corso), non sostenere più di 20.000 euro lordi di spese per lavoro dipendente e accessorio, non detenere partecipazioni in società che configurano cause ostative.

Un punto merita attenzione particolare. Il forfettario prevede una causa ostativa (cioè un impedimento all’accesso) per chi, nell’anno precedente, ha percepito redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 35.000 euro. Questo limite, però, non opera quando il rapporto di lavoro è cessato, che è esattamente la condizione di chi percepisce la NASPI. La valutazione va comunque fatta caso per caso, perché la presenza di altri redditi da lavoro dipendente o di pensione può cambiare il quadro: è una verifica che conviene affidare a un professionista prima di aprire la Partita IVA.

Come si calcola l’importo della NASPI anticipata

Il calcolo parte sempre dalla NASPI mensile. L’INPS considera la retribuzione media imponibile degli ultimi quattro anni e riconosce il 75% di tale retribuzione fino alla soglia di 1.456,72 euro mensili; sulla parte che eccede quella soglia si aggiunge un ulteriore 25%. L’importo mensile non può comunque superare un tetto massimo fissato ogni anno dall’INPS, che per il 2026 è fissato in 1.584,70 euro lordi (circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026).

La durata della NASPI è pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni, con un massimo di 24 mesi. A partire dal sesto mese di percezione scatta inoltre la riduzione del 3% mensile, il cosiddetto décalage: l’assegno cala progressivamente mese dopo mese. L’anticipazione viene calcolata sulle mensilità residue non ancora percepite, tenendo conto di queste riduzioni.

Facciamo un esempio pratico. Supponiamo che Marco abbia diritto a 18 mesi di NASPI con un importo mensile iniziale di 1.100 euro e che ne abbia già percepiti 3 prima di decidere per il percorso NASPI anticipata Partita IVA forfettaria. L’anticipazione sarà calcolata sui 15 mesi residui, con l’applicazione del décalage dal sesto mese: il totale si aggira intorno ai 15.000 euro lordi, di cui il 70% subito e il 30% alla fine del periodo. Il conteggio esatto lo elabora l’INPS sulla base degli imponibili reali.

Due precisazioni fiscali importanti. La NASPI anticipata conserva la natura di indennità di disoccupazione: è quindi soggetta a IRPEF come reddito assimilato a quello di lavoro dipendente e l’INPS applica le ritenute. Allo stesso tempo non costituisce un ricavo della tua attività: non va fatturata, non entra nel calcolo dell’imposta sostitutiva del forfettario e non erode il limite degli 85.000 euro. Sono due mondi separati, ma vanno coordinati nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo.

Come fare domanda all’INPS: il termine dei 30 giorni

Il termine è la vera trappola di tutta la procedura. La domanda di anticipazione va presentata entro 30 giorni dalla data di inizio dell’attività autonoma, dell’impresa individuale o dalla sottoscrizione della quota di capitale sociale della cooperativa. Se invece l’attività era già iniziata durante il rapporto di lavoro dipendente poi cessato, i 30 giorni decorrono dalla data di presentazione della domanda di NASPI.

Trenta giorni passano in fretta quando si sta avviando un’attività, tra scelta del codice ATECO, iscrizioni e primi clienti. Un ritardo anche di pochi giorni comporta il rigetto della domanda: l’indennità continuerà ad arrivare mensilmente (con i vincoli di cumulo previsti per il lavoro autonomo), ma il capitale iniziale è perso. Non esistono rimedi successivi.

Per questo l’ordine corretto delle operazioni è decisivo. Ecco la sequenza che seguiamo con i nostri clienti:

  1. Verifica preliminare del diritto alla NASPI, della durata residua e della convenienza dell’anticipazione
  2. Simulazione dell’attività in regime forfettario: codice ATECO, coefficiente, contributi, imposta sostitutiva
  3. Apertura della Partita IVA e, se necessaria, iscrizione alla Camera di Commercio
  4. Presentazione della domanda di NASPI anticipata all’INPS entro i 30 giorni, con tutta la documentazione a supporto
  5. Monitoraggio della pratica e gestione degli adempimenti successivi fino alla seconda rata

La domanda richiede dati precisi sull’attività avviata e sulla posizione contributiva: un campo compilato male o un documento mancante allungano i tempi o fanno respingere la pratica. Il CAF Centro Fiscale a Udine segue l’intera procedura, dalla verifica dei requisiti alla trasmissione all’INPS, con il vantaggio di avere patronato e assistenza fiscale sotto lo stesso tetto.

Aprire Partita IVA forfettaria dopo la NASPI anticipata: guida pratica in 6 passi

Arriviamo al cuore della questione. Ottenere la NASPI anticipata Partita IVA forfettaria è solo metà del lavoro: l’altra metà è costruire un’attività autonoma reale e correttamente inquadrata, perché è proprio questo che l’INPS si aspetta in cambio dell’anticipazione. Vediamo i sei passaggi operativi.

1. Scelta del codice ATECO 2025

Il codice ATECO identifica l’attività che si svolge. Dal 2025 è in vigore la nuova classificazione ATECO 2025, operativa per l’Agenzia delle Entrate dal 1° aprile 2025: molti codici storici sono stati sostituiti. Sceglierne uno sbagliato significa applicare il coefficiente di redditività sbagliato e, in alcuni casi, finire nella cassa previdenziale sbagliata.

2. Il coefficiente di redditività

Nel forfettario non si deducono i costi reali: si applica ai ricavi un coefficiente di redditività, cioè una percentuale fissa stabilita per legge che determina quanta parte dell’incasso è considerata reddito tassabile. Va dal 40% del commercio e dei servizi di alloggio e ristorazione al 67% delle altre attività economiche, fino al 78% delle attività professionali e sanitarie e all’86% delle costruzioni. Il resto è considerato forfettariamente costo, anche se non l’hai sostenuto.

3. Imposta sostitutiva al 5% o al 15%

L’aliquota agevolata del 5% per i primi cinque anni spetta solo alle nuove attività: non devi aver esercitato attività d’impresa, artistica o professionale nei tre anni precedenti e, soprattutto, la nuova attività non deve essere mera prosecuzione di quella svolta prima come lavoratore dipendente. È il punto più critico per chi arriva dalla NASPI e ricomincia a fare lo stesso mestiere, magari per l’ex datore di lavoro: in questi casi la valutazione va fatta con estrema attenzione, perché in mancanza dei requisiti si applica il 15%.

4. Inquadramento previdenziale

Chi apre una Partita IVA forfettaria deve iscriversi alla gestione previdenziale corretta, che dipende dall’attività e dall’eventuale albo professionale, non dal codice ATECO. I professionisti senza cassa di categoria versano alla Gestione Separata INPS con aliquota del 26,07% (24% se già coperti da altra tutela pensionistica). Artigiani e commercianti versano invece l’aliquota IVS del 24% (24,48% per i commercianti) con un contributo minimale annuo che nel 2026 vale 4.521,36 euro per gli artigiani e 4.611,64 euro per i commercianti, dovuto a prescindere dagli incassi, con possibilità di chiedere la riduzione del 35% riservata ai forfettari. Attenzione: quella riduzione non esiste in Gestione Separata.

5. Apertura e iscrizioni

L’apertura della Partita IVA avviene con la dichiarazione di inizio attività all’Agenzia delle Entrate. Le ditte individuali devono aggiungere l’iscrizione al Registro Imprese della Camera di Commercio e alla gestione INPS artigiani o commercianti, con tempistiche proprie. Coordinare queste date con i 30 giorni della domanda INPS è essenziale: il CAF Centro Fiscale costruisce il calendario delle scadenze prima di muovere il primo passo.

6. Fatturazione elettronica e adempimenti correnti

Dal 2024 la fattura elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari. In fattura si indica il codice natura N2.2 e la dicitura prevista dall’art. 1 c. 58 della L. 190/2014 relativa all’operazione senza applicazione dell’IVA; sopra i 77,47 euro di imponibile serve la marca da bollo da 2 euro. Il forfettario, inoltre, non subisce la ritenuta d’acconto sui propri compensi. Per il quadro completo puoi consultare la nostra pillar CAF Centro Fiscale di Udine dedicata alla Partita IVA in regime forfettario.

Quando si rischia di restituire la NASPI anticipata: 7 errori da evitare

Veniamo alla domanda che ci fanno tutti: quando l’INPS chiede indietro i soldi? La regola principale è scritta nella norma ed è netta. Chi ha ottenuto la NASPI anticipata e instaura un rapporto di lavoro subordinato prima della scadenza del periodo per il quale l’indennità sarebbe stata erogata mensilmente è tenuto a restituire per intero l’anticipazione ricevuta. Fa eccezione solo il rapporto di lavoro instaurato con la cooperativa della quale si è sottoscritta una quota di capitale sociale.

Ecco i 7 errori che più spesso portano alla perdita del beneficio nel percorso NASPI anticipata Partita IVA forfettaria:

  • Accettare un’assunzione come dipendente prima della scadenza del periodo teorico di NASPI, anche part-time, a termine o di breve durata: comporta la restituzione integrale e la perdita della seconda rata del 30%
  • Presentare la domanda oltre i 30 giorni dall’inizio dell’attività: la pratica viene respinta e il capitale non viene mai erogato
  • Aprire una Partita IVA “di facciata” e chiuderla subito dopo aver incassato: l’attività autonoma deve essere reale ed effettivamente esercitata
  • Accedere a un trattamento pensionistico diretto nel periodo considerato: salta l’erogazione della seconda rata (l’assegno ordinario di invalidità è escluso da questa penalizzazione)
  • Confondere l’anticipazione con la NASPI mensile: chi mantiene l’indennità mensile deve rispettare le soglie di cumulo e comunicare il reddito presunto all’INPS, adempimento che nell’anticipata non si applica allo stesso modo
  • Non comunicare all’INPS le variazioni rilevanti della propria situazione lavorativa nei tempi previsti
  • Sbagliare inquadramento fiscale o previdenziale: un codice ATECO errato o un’iscrizione previdenziale mancata generano contestazioni e sanzioni che si sommano ai problemi con la NASPI

La lezione è semplice: dopo aver incassato l’anticipazione bisogna fare davvero l’imprenditore o il professionista per tutto il periodo coperto. Se durante il percorso arriva un’offerta di lavoro dipendente allettante, prima di firmare qualsiasi contratto è indispensabile fare due conti: la restituzione può superare il vantaggio economico del nuovo impiego. Una consulenza preventiva evita danni difficilmente rimediabili.

NASPI anticipata e Partita IVA forfettaria a Udine: l’assistenza del CAF

Gestire da soli il percorso NASPI anticipata Partita IVA forfettaria significa incrociare due mondi che parlano lingue diverse: quello previdenziale dell’INPS e quello fiscale dell’Agenzia delle Entrate. Il CAF Centro Fiscale di Udine, in Viale Tullio 13, ha entrambe le competenze internamente: il patronato segue la pratica NASPI, l’area fiscale cura l’apertura e la gestione della Partita IVA.

Per chi vive in Friuli Venezia Giulia ci sono alcune specificità da considerare: i rapporti con i Centri per l’Impiego di Udine e Pordenone per lo stato di disoccupazione e la DID, le addizionali IRPEF regionali del FVG che incidono sul carico fiscale complessivo (e che nel forfettario, grazie all’imposta sostitutiva, non si applicano sui redditi dell’attività), oltre alle diverse misure regionali a sostegno dell’autoimpiego. Conoscere il territorio fa la differenza sui tempi di risposta.

Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine sia online in tutta Italia: la pratica si può gestire interamente da remoto, con invio dei documenti in formato digitale e videoconsulenza. Per valutare il tuo caso puoi prenotare un appuntamento e ricevere un preventivo personalizzato sull’apertura e la gestione della Partita IVA in regime forfettario.

Domande frequenti su NASPI anticipata e Partita IVA forfettaria

Nel 2026 la NASPI anticipata si riceve ancora in unica soluzione?

No. Dal 1° gennaio 2026, per effetto dell’art. 1 c. 176 della L. 199/2025, il pagamento in unica soluzione è stato sostituito da due rate: il 70% alla liquidazione e il 30% al termine del periodo teorico di durata della NASPI e comunque non oltre sei mesi dalla domanda, previa verifica della mancata rioccupazione con lavoro subordinato.

Posso chiedere la NASPI anticipata se ho già aperto la Partita IVA?

Sì, ma solo se rispetti il termine dei 30 giorni. Se l’attività è stata avviata dopo la cessazione del lavoro dipendente, i 30 giorni decorrono dall’inizio attività; se la Partita IVA era già attiva durante il rapporto di lavoro poi cessato, decorrono dalla data della domanda di NASPI. Oltre quel termine la richiesta viene respinta.

La NASPI anticipata va tassata nel regime forfettario?

No, non entra nel reddito della tua attività. L’anticipazione resta un’indennità di disoccupazione soggetta a IRPEF come reddito assimilato al lavoro dipendente, con ritenute applicate dall’INPS. Non va fatturata e non incide sul limite degli 85.000 euro del regime forfettario.

Se l’attività non decolla e chiudo la Partita IVA devo restituire tutto?

La restituzione integrale è espressamente prevista quando si instaura un rapporto di lavoro subordinato prima della scadenza del periodo. La semplice chiusura dell’attività per insuccesso è una situazione diversa, ma va valutata caso per caso insieme al patronato, anche perché una chiusura immediata dopo l’incasso può far dubitare dell’effettività dell’attività avviata.

Conviene la NASPI anticipata o la NASPI mensile con Partita IVA?

Dipende dal progetto. La NASPI anticipata Partita IVA forfettaria conviene a chi ha bisogno di liquidità immediata per investire e ha una prospettiva autonoma stabile. Chi invece prevede ricavi bassi e non esclude un ritorno al lavoro dipendente può valutare la NASPI mensile, rispettando però le soglie di cumulo e gli obblighi di comunicazione spiegati in NASPI e Partita IVA: compatibilità e limiti di reddito. È una scelta che va simulata con i numeri alla mano.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.


Vuoi trasformare la NASPI nel capitale della tua nuova attività?

Il percorso NASPI anticipata Partita IVA forfettaria premia chi lo imposta bene fin dal primo giorno: un termine sbagliato, un codice ATECO impreciso o una firma affrettata su un contratto di lavoro possono costare l’intera indennità. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca in tutto il percorso, dalla verifica dei requisiti NASPI all’apertura della Partita IVA in regime forfettario, fino alla gestione ordinaria di fatture, contributi e dichiarazioni.

Hai bisogno di assistenza per la NASPI anticipata e l’apertura della Partita IVA forfettaria? Richiedi una consulenza e un preventivo personalizzato compilando il form Contattaci del sito: ti ricontattiamo noi. Siamo a tua disposizione sia in ufficio a Udine, in Viale Tullio 13, sia online in tutta Italia. Puoi anche scriverci su WhatsApp al 366 6018121 o chiamarci allo 0432 1638640.

Settembre 24, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/02/Naspi-Anticipata.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-24 17:00:002026-09-18 17:40:51NASPI Anticipata Partita IVA Forfettaria 2026: Guida e 7 Errori da Evitare

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