NOTIZIEImmobile Condonato: Niente Bonus Volumetrici o AmpliamentiChi possiede un immobile condonato si chiede spesso se, dopo la sanatoria, sia possibile ampliarlo o sfruttare i cosiddetti bonus volumetrici previsti da leggi statali e piani casa regionali. La domanda è tutt’altro che teorica: negli ultimi mesi la giurisprudenza costituzionale è tornata a occuparsi del tema, tracciando un confine piuttosto netto tra ciò che il condono consente e ciò che invece resta precluso a chi ha sanato un immobile abusivo.Il tema riguarda migliaia di proprietari in tutta Italia, molti dei quali hanno ereditato immobili condonati da genitori o parenti e oggi vorrebbero ampliarli, magari per ricavare una stanza in più o aumentare la superficie abitabile. Capire cosa dice la normativa e la giurisprudenza costituzionale è fondamentale prima di avviare qualsiasi progetto edilizio.Indice dei contenutiCos’è il condono edilizio e perché la domanda è attualeImmobile condonato e bonus volumetrici: la posizione della Corte CostituzionaleQuali interventi sono ammessi su un immobile condonatoI limiti dei piani casa regionali per gli immobili condonatiDomande frequenti sull’immobile condonato e i bonus volumetriciCos’è il condono edilizio e perché la domanda è attualeIl condono edilizio, o sanatoria, è una misura straordinaria che ha permesso, in tre distinte occasioni (1985, 1994 e 2003), di regolarizzare immobili costruiti senza i necessari titoli abilitativi, dietro pagamento di un’oblazione e di eventuali sanzioni. Una volta ottenuto il condono, l’immobile può essere venduto, ereditato o affittato regolarmente, perché risulta formalmente in regola sotto il profilo urbanistico e catastale.Negli ultimi anni, però, molte Regioni hanno approvato i cosiddetti piani casa, che consentono ampliamenti volumetrici agli edifici esistenti come incentivo alla riqualificazione del patrimonio edilizio. Proprio la possibilità di applicare questi bonus volumetrici anche agli immobili condonati ha generato negli anni un acceso dibattito, arrivato fino alla Corte Costituzionale.Va ricordato che, a prescindere dagli ampliamenti, chi possiede un immobile condonato resta comunque soggetto ai normali obblighi fiscali legati alla proprietà: dalla dichiarazione IMU e TARI fino agli adempimenti in caso di locazione dell’immobile. Immobile condonato e bonus volumetrici: la posizione della Corte CostituzionaleLa Corte Costituzionale è tornata sul tema con la sentenza n. 86 del 21 maggio 2026, che ha chiarito, in modo piuttosto netto, che un immobile condonato non può beneficiare di bonus volumetrici o di incrementi di cubatura previsti dai piani casa regionali. Secondo i giudici costituzionali, il condono è una misura eccezionale, pensata per operare una tantum: serve cioè a sanare una situazione pregressa, non a mettere l’immobile sullo stesso piano di uno costruito fin dall’origine nel pieno rispetto delle regole urbanistiche.In altre parole, anche dopo il condono l’illiceità originaria della costruzione resta, per così dire, impressa nell’edificio. Questo significa che l’immobile può essere utilizzato, venduto o affittato normalmente, ma non può diventare la base di partenza per ottenere ulteriori vantaggi edilizi, come appunto gli ampliamenti volumetrici concessi dai piani casa regionali a chi costruisce o ristruttura nel rispetto delle regole ordinarie.La logica di fondo è quella di evitare che una misura di carattere straordinario, nata per sanare abusi già commessi, si trasformi in un canale privilegiato per ottenere ulteriori benefici urbanistici, creando una disparità rispetto a chi ha sempre costruito in regola fin dal principio. Quali interventi sono ammessi su un immobile condonatoSe i bonus volumetrici restano preclusi, non significa che su un immobile condonato non si possa intervenire affatto. Esistono infatti categorie di lavori compatibili con la natura sanata dell’edificio, che non alterano la volumetria originaria né la sagoma della costruzione.Tra gli interventi generalmente considerati ammissibili su un immobile condonato rientrano:manutenzione ordinaria, come tinteggiature, sostituzione di infissi o rifacimento di impianti già esistenti;manutenzione straordinaria, ad esempio il rifacimento del tetto o degli impianti tecnologici, senza aumento di volume;restauro e risanamento conservativo, finalizzati a preservare l’organismo edilizio esistente;ristrutturazione edilizia, purché non comporti un incremento della volumetria complessiva già condonata.Restano invece esclusi gli incrementi volumetrici veri e propri, le demolizioni con ricostruzione a sagoma modificata e, più in generale, qualsiasi intervento che presupponga il riconoscimento di un vantaggio edilizio aggiuntivo rispetto a quanto già sanato con il condono originario. I limiti dei piani casa regionali per gli immobili condonatiI piani casa regionali nascono con l’obiettivo di incentivare la riqualificazione energetica e strutturale del patrimonio edilizio esistente, riconoscendo in cambio un aumento di cubatura o di superficie. Molte normative regionali, tuttavia, escludono esplicitamente dal beneficio gli edifici oggetto di condono, oppure lo consentono solo a condizioni molto restrittive, ad esempio se l’ampliamento riguarda porzioni dell’immobile mai interessate da abusi.Con l’articolo 1, comma 23 della Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), che ha modificato l’articolo 5, comma 10 del DL 70/2011, i volumi condonati o regolarizzati sono considerati legittimi ai fini degli incentivi volumetrici previsti per gli interventi di rigenerazione urbana. Si tratta però di un’ipotesi derogatoria e circoscritta, che non modifica il principio generale ribadito dalla Corte Costituzionale: un immobile condonato resta, di regola, escluso dai bonus volumetrici ordinari.Il quadro normativo, va detto, non è del tutto stabile: il dibattito parlamentare su possibili modifiche prosegue, ma allo stato attuale la sentenza n. 86/2026 rappresenta un ostacolo giuridico significativo per chi punta ad ampliare un immobile già sanato. Chi si trova in questa situazione, magari a seguito di un’eredità che comprende un immobile condonato, deve inoltre ricordare che oltre agli aspetti edilizi vanno gestiti anche quelli patrimoniali, come nel caso in cui sia necessario sbloccare conti e titoli del defunto collegati all’eredità dell’immobile stesso.Un altro aspetto da non trascurare riguarda l’eventuale messa a reddito dell’immobile condonato: se si decide di affittarlo, resta comunque necessaria la corretta registrazione del contratto di locazione, indipendentemente dal fatto che l’edificio abbia beneficiato o meno di un condono edilizio. Domande frequenti sull’immobile condonato e i bonus volumetriciUn immobile condonato può accedere ai piani casa regionali?In linea generale no: la maggior parte delle normative regionali esclude gli immobili condonati dai bonus volumetrici, salvo eccezioni molto limitate previste da specifiche disposizioni normative.Perché il condono non equivale a una costruzione regolare?Perché il condono è una misura eccezionale e una tantum, pensata per sanare situazioni pregresse. Non elimina il fatto che l’immobile sia nato in violazione delle regole urbanistiche vigenti al momento della costruzione.Si può fare una ristrutturazione su un immobile condonato?Sì, la ristrutturazione edilizia è generalmente ammessa, a patto che non comporti un aumento della volumetria già sanata con il condono.Cosa succede se si amplia comunque un immobile condonato senza titolo?L’ampliamento realizzato senza i necessari titoli abilitativi costituisce un nuovo abuso edilizio, autonomo rispetto a quello già sanato, con le relative conseguenze sanzionatorie previste dalla normativa urbanistica.Un immobile condonato paga IMU e TARI come uno regolare?Sì, gli obblighi fiscali legati alla proprietà dell’immobile restano invariati indipendentemente dalla presenza di un condono edilizio pregresso.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti. Settembre 13, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-13 11:21:332026-09-13 10:32:38Immobile Condonato: Niente Bonus Volumetrici o Ampliamenti
NOTIZIEIl grande bluff sulla casa: fondi spariti, avanzano solo i condoniChi attendeva dalla politica una risposta concreta al problema casa rischia di restare deluso. I fondi promessi per aiutare giovani e famiglie ad acquistare o ristrutturare un immobile sono stati tagliati, ridimensionati o si sono volatilizzati tra proroghe e rinvii. Nel frattempo, l’unico strumento che sembra resistere è il condono edilizio: un paradosso che racconta molto delle priorità dell’agenda politica italiana nel 2026.Indice dei contenutiLe promesse mancate sulla casaFondo Prima Casa: contributi ridotti o azzeratiIl Superbonus e i suoi successori: un epilogo amaroQuello che avanza: i condoni ediliziCosa rimane davvero ai cittadini nel 2026Domande frequentiLe promesse mancate sulla casaNegli ultimi anni diversi governi hanno inserito nei documenti programmatici interventi a favore dell’accesso alla casa: mutui agevolati per under 36, incentivi all’affitto, fondi per l’edilizia popolare, detrazioni per la ristrutturazione. Le promesse erano ambiziose. I risultati, a conti fatti, molto meno.Secondo quanto riportato da La Legge per Tutti, la situazione attuale configura un vero e proprio “bluff”: le risorse annunciate spesso non sono mai arrivate ai beneficiari finali, oppure sono state dirottate o rifinanziato solo in misura simbolica. I dati del mercato immobiliare e le segnalazioni di famiglie e giovani che non riescono ad accedere a un mutuo o a trovare un affitto sostenibile confermano il quadro. Fondo Prima Casa: contributi ridotti o azzeratiIl Fondo Prima Casa, gestito da Consap per conto del Ministero dell’Economia, era stato potenziato durante il periodo della pandemia per dare un sostegno concreto a chi cercava di acquistare la prima abitazione. La garanzia statale fino all’80% del mutuo era un’opportunità reale, soprattutto per i giovani under 36 con redditi bassi.Negli anni successivi, però, il fondo è stato progressivamente ridimensionato. Le garanzie rafforzate per gli under 36 sono scadute e non sono state rinnovate in modo strutturale. Per il 2026, il Fondo Prima Casa esiste ancora ma con risorse molto più limitate e senza le condizioni di favore che lo avevano reso attraente. Chi vuole acquistare casa oggi deve fare i conti con tassi di interesse ancora elevati e garanzie statali ridotte.Parallelamente, l’agevolazione fiscale “prima casa” (aliquota IVA ridotta al 4%, imposta di registro al 2% per chi compra dal privato) rimane in vigore, ma da sola non basta a compensare l’aumento dei prezzi degli immobili e il costo del credito. Il Superbonus e i suoi successori: un epilogo amaroIl Superbonus 110% è stato il più grande incentivo edilizio della storia italiana recente, con un costo per le casse pubbliche stimato in oltre 120 miliardi di euro. Dopo la sua conclusione, il governo aveva promesso incentivi sostitutivi: più sostenibili, più mirati, meno soggetti a frodi.Nella realtà del 2026, il quadro è desolante per molte famiglie. Il bonus ristrutturazione ordinario è sceso al 36% (dal 50% storico) per le prime case e al 30% per le seconde case, con massimali ridotti. L’ecobonus per l’efficienza energetica è stato ridimensionato. Il bonus mobili ha perso rilevanza pratica. Le cessioni del credito e lo sconto in fattura sono definitivamente chiusi, lasciando irrisolte migliaia di pratiche pendenti e generando ancora contenziosi tra imprese, banche e cittadini.Il risultato è che chi vuole ristrutturare casa nel 2026 può contare su incentivi nettamente inferiori rispetto al passato, mentre i costi di costruzione e manodopera sono aumentati significativamente. La spinta alla riqualificazione energetica del patrimonio abitativo — necessaria per rispettare gli obiettivi europei — si è di fatto fermata. Quello che avanza: i condoni ediliziSe da un lato si riducono gli incentivi virtuosi (quelli che spingono a migliorare o ad acquistare legalmente), dall’altro sembrano avanzare le misure che regolarizzano l’abusivismo edilizio. Il condono edilizio — nella sua versione più recente, spesso presentato come “sanatoria” o “regolarizzazione” — continua a essere uno strumento politicamente attraente per alcune forze di governo.In concreto, si tratta di norme che consentono di regolarizzare, dietro pagamento di una sanzione, abusi edilizi minori commessi entro una certa data. I critici sottolineano che ogni condono rappresenta un premio per chi ha violato le regole e un danno per chi le ha rispettate, oltre a produrre un effetto di aspettativa (“tanto arriverà un altro condono”) che alimenta nuovi abusi.Il contrasto con il progressivo smantellamento dei bonus per chi vuole costruire o ristrutturare nel rispetto delle norme è stridente. Un’edilizia davvero sostenibile e legale viene disincentivata, mentre quella irregolare viene periodicamente sanata. Cosa rimane davvero ai cittadini nel 2026Fare un bilancio degli strumenti ancora disponibili nel 2026 per chi affronta il tema casa:Acquisto prima casa: aliquota IVA 4% (da costruttore), imposta di registro 2% (da privato), imposta ipotecaria e catastale fisse. Il Fondo Prima Casa Consap è ancora attivo per la garanzia sui mutui, ma senza le condizioni potenziate degli anni precedenti.Ristrutturazione: detrazione IRPEF del 36% sulle spese di recupero del patrimonio edilizio (limite 48.000 euro per unità immobiliare). Ecobonus al 36% per interventi di risparmio energetico (in taluni casi con aliquote differenziate).Bonus mobili: detrazione del 50% sulle spese per arredi di unità ristrutturate, con limite di spesa 5.000 euro.Affitti: cedolare secca al 10% per i contratti a canone concordato, al 21% per quelli liberi. Nessun ampliamento strutturale previsto nel breve termine.Sismabonus: ancora operativo con aliquote tra il 36% e il 70% (o superiori per interventi su parti comuni condominiali), ma con tetto di spesa invariato.Si tratta di strumenti utili, ma ben lontani dall’impatto che il sistema di incentivi aveva nel triennio 2020-2023. Chi si trova oggi a dover prendere decisioni importanti sulla casa — acquisto, ristrutturazione, affitto — deve fare i conti con un panorama di agevolazioni ridimensionato e con molta più incertezza normativa rispetto al passato. Per orientarsi correttamente conviene sempre verificare le condizioni aggiornate, anche perché le regole fiscali in questo ambito cambiano frequentemente.Puoi approfondire il tema dell’acquisto prima casa anche nell’articolo sul Piano Casa 2026 pubblicato su questo sito. Domande frequentiIl Fondo Prima Casa Consap esiste ancora nel 2026?Sì, il Fondo Prima Casa gestito da Consap è ancora attivo nel 2026. Garantisce i mutui ipotecari per l’acquisto della prima abitazione fino a una certa percentuale. Tuttavia, le condizioni potenziate (garanzia fino all’80%, accesso facilitato per under 36) introdotte durante la pandemia non sono state rinnovate nella stessa forma. Per i dettagli aggiornati è necessario verificare sul sito Consap o rivolgersi alla propria banca.Il bonus ristrutturazione 2026 vale ancora il 50%?No. Dal 2025 l’aliquota del bonus ristrutturazione per la prima casa è scesa al 36% (con massimale di 48.000 euro per unità immobiliare). Per le seconde case l’aliquota è al 30%. La detrazione si recupera in 10 anni nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Redditi).Cosa si intende con “condono edilizio”?Il condono edilizio è una sanatoria che permette di regolarizzare opere realizzate senza i necessari permessi (o in difformità da essi), dietro pagamento di una sanzione. In Italia ci sono stati tre grandi condoni edilizi nazionali (1985, 1994, 2003). Le proposte più recenti riguardano in genere abusi “minori” o irregolarità formali, ma il principio di fondo è sempre lo stesso: paghi e regolarizzi.La cedolare secca è ancora conveniente per i proprietari?Dipende dal reddito complessivo del proprietario. La cedolare secca al 21% (contratti liberi) o al 10% (contratti a canone concordato) può essere conveniente rispetto all’IRPEF ordinaria per chi ha redditi medio-alti. Chi ha redditi bassi potrebbe trovare più vantaggioso il regime ordinario IRPEF. È sempre consigliabile fare un confronto con il proprio consulente fiscale o CAF prima di scegliere il regime.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Agosto 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/03/bonus-acquisto-prima-casa-fondo-prima-casa-2020-giovani-coppie-agevolazioni.jpg 500 850 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-28 19:00:002026-08-28 10:36:03Il grande bluff sulla casa: fondi spariti, avanzano solo i condoni