NOTIZIEIl grande bluff sulla casa: fondi spariti, avanzano solo i condoniChi attendeva dalla politica una risposta concreta al problema casa rischia di restare deluso. I fondi promessi per aiutare giovani e famiglie ad acquistare o ristrutturare un immobile sono stati tagliati, ridimensionati o si sono volatilizzati tra proroghe e rinvii. Nel frattempo, l’unico strumento che sembra resistere è il condono edilizio: un paradosso che racconta molto delle priorità dell’agenda politica italiana nel 2026.Indice dei contenutiLe promesse mancate sulla casaFondo Prima Casa: contributi ridotti o azzeratiIl Superbonus e i suoi successori: un epilogo amaroQuello che avanza: i condoni ediliziCosa rimane davvero ai cittadini nel 2026Domande frequentiLe promesse mancate sulla casaNegli ultimi anni diversi governi hanno inserito nei documenti programmatici interventi a favore dell’accesso alla casa: mutui agevolati per under 36, incentivi all’affitto, fondi per l’edilizia popolare, detrazioni per la ristrutturazione. Le promesse erano ambiziose. I risultati, a conti fatti, molto meno.Secondo quanto riportato da La Legge per Tutti, la situazione attuale configura un vero e proprio “bluff”: le risorse annunciate spesso non sono mai arrivate ai beneficiari finali, oppure sono state dirottate o rifinanziato solo in misura simbolica. I dati del mercato immobiliare e le segnalazioni di famiglie e giovani che non riescono ad accedere a un mutuo o a trovare un affitto sostenibile confermano il quadro. Fondo Prima Casa: contributi ridotti o azzeratiIl Fondo Prima Casa, gestito da Consap per conto del Ministero dell’Economia, era stato potenziato durante il periodo della pandemia per dare un sostegno concreto a chi cercava di acquistare la prima abitazione. La garanzia statale fino all’80% del mutuo era un’opportunità reale, soprattutto per i giovani under 36 con redditi bassi.Negli anni successivi, però, il fondo è stato progressivamente ridimensionato. Le garanzie rafforzate per gli under 36 sono scadute e non sono state rinnovate in modo strutturale. Per il 2026, il Fondo Prima Casa esiste ancora ma con risorse molto più limitate e senza le condizioni di favore che lo avevano reso attraente. Chi vuole acquistare casa oggi deve fare i conti con tassi di interesse ancora elevati e garanzie statali ridotte.Parallelamente, l’agevolazione fiscale “prima casa” (aliquota IVA ridotta al 4%, imposta di registro al 2% per chi compra dal privato) rimane in vigore, ma da sola non basta a compensare l’aumento dei prezzi degli immobili e il costo del credito. Il Superbonus e i suoi successori: un epilogo amaroIl Superbonus 110% è stato il più grande incentivo edilizio della storia italiana recente, con un costo per le casse pubbliche stimato in oltre 120 miliardi di euro. Dopo la sua conclusione, il governo aveva promesso incentivi sostitutivi: più sostenibili, più mirati, meno soggetti a frodi.Nella realtà del 2026, il quadro è desolante per molte famiglie. Il bonus ristrutturazione ordinario è sceso al 36% (dal 50% storico) per le prime case e al 30% per le seconde case, con massimali ridotti. L’ecobonus per l’efficienza energetica è stato ridimensionato. Il bonus mobili ha perso rilevanza pratica. Le cessioni del credito e lo sconto in fattura sono definitivamente chiusi, lasciando irrisolte migliaia di pratiche pendenti e generando ancora contenziosi tra imprese, banche e cittadini.Il risultato è che chi vuole ristrutturare casa nel 2026 può contare su incentivi nettamente inferiori rispetto al passato, mentre i costi di costruzione e manodopera sono aumentati significativamente. La spinta alla riqualificazione energetica del patrimonio abitativo — necessaria per rispettare gli obiettivi europei — si è di fatto fermata. Quello che avanza: i condoni ediliziSe da un lato si riducono gli incentivi virtuosi (quelli che spingono a migliorare o ad acquistare legalmente), dall’altro sembrano avanzare le misure che regolarizzano l’abusivismo edilizio. Il condono edilizio — nella sua versione più recente, spesso presentato come “sanatoria” o “regolarizzazione” — continua a essere uno strumento politicamente attraente per alcune forze di governo.In concreto, si tratta di norme che consentono di regolarizzare, dietro pagamento di una sanzione, abusi edilizi minori commessi entro una certa data. I critici sottolineano che ogni condono rappresenta un premio per chi ha violato le regole e un danno per chi le ha rispettate, oltre a produrre un effetto di aspettativa (“tanto arriverà un altro condono”) che alimenta nuovi abusi.Il contrasto con il progressivo smantellamento dei bonus per chi vuole costruire o ristrutturare nel rispetto delle norme è stridente. Un’edilizia davvero sostenibile e legale viene disincentivata, mentre quella irregolare viene periodicamente sanata. Cosa rimane davvero ai cittadini nel 2026Fare un bilancio degli strumenti ancora disponibili nel 2026 per chi affronta il tema casa:Acquisto prima casa: aliquota IVA 4% (da costruttore), imposta di registro 2% (da privato), imposta ipotecaria e catastale fisse. Il Fondo Prima Casa Consap è ancora attivo per la garanzia sui mutui, ma senza le condizioni potenziate degli anni precedenti.Ristrutturazione: detrazione IRPEF del 36% sulle spese di recupero del patrimonio edilizio (limite 48.000 euro per unità immobiliare). Ecobonus al 36% per interventi di risparmio energetico (in taluni casi con aliquote differenziate).Bonus mobili: detrazione del 50% sulle spese per arredi di unità ristrutturate, con limite di spesa 5.000 euro.Affitti: cedolare secca al 10% per i contratti a canone concordato, al 21% per quelli liberi. Nessun ampliamento strutturale previsto nel breve termine.Sismabonus: ancora operativo con aliquote tra il 36% e il 70% (o superiori per interventi su parti comuni condominiali), ma con tetto di spesa invariato.Si tratta di strumenti utili, ma ben lontani dall’impatto che il sistema di incentivi aveva nel triennio 2020-2023. Chi si trova oggi a dover prendere decisioni importanti sulla casa — acquisto, ristrutturazione, affitto — deve fare i conti con un panorama di agevolazioni ridimensionato e con molta più incertezza normativa rispetto al passato. Per orientarsi correttamente conviene sempre verificare le condizioni aggiornate, anche perché le regole fiscali in questo ambito cambiano frequentemente.Puoi approfondire il tema dell’acquisto prima casa anche nell’articolo sul Piano Casa 2026 pubblicato su questo sito. Domande frequentiIl Fondo Prima Casa Consap esiste ancora nel 2026?Sì, il Fondo Prima Casa gestito da Consap è ancora attivo nel 2026. Garantisce i mutui ipotecari per l’acquisto della prima abitazione fino a una certa percentuale. Tuttavia, le condizioni potenziate (garanzia fino all’80%, accesso facilitato per under 36) introdotte durante la pandemia non sono state rinnovate nella stessa forma. Per i dettagli aggiornati è necessario verificare sul sito Consap o rivolgersi alla propria banca.Il bonus ristrutturazione 2026 vale ancora il 50%?No. Dal 2025 l’aliquota del bonus ristrutturazione per la prima casa è scesa al 36% (con massimale di 48.000 euro per unità immobiliare). Per le seconde case l’aliquota è al 30%. La detrazione si recupera in 10 anni nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Redditi).Cosa si intende con “condono edilizio”?Il condono edilizio è una sanatoria che permette di regolarizzare opere realizzate senza i necessari permessi (o in difformità da essi), dietro pagamento di una sanzione. In Italia ci sono stati tre grandi condoni edilizi nazionali (1985, 1994, 2003). Le proposte più recenti riguardano in genere abusi “minori” o irregolarità formali, ma il principio di fondo è sempre lo stesso: paghi e regolarizzi.La cedolare secca è ancora conveniente per i proprietari?Dipende dal reddito complessivo del proprietario. La cedolare secca al 21% (contratti liberi) o al 10% (contratti a canone concordato) può essere conveniente rispetto all’IRPEF ordinaria per chi ha redditi medio-alti. Chi ha redditi bassi potrebbe trovare più vantaggioso il regime ordinario IRPEF. È sempre consigliabile fare un confronto con il proprio consulente fiscale o CAF prima di scegliere il regime.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Agosto 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/03/bonus-acquisto-prima-casa-fondo-prima-casa-2020-giovani-coppie-agevolazioni.jpg 500 850 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-28 19:00:002026-08-28 10:36:03Il grande bluff sulla casa: fondi spariti, avanzano solo i condoni