CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIBonus Mobili 2026: Detrazione 50%, Importo Massimo 5.000 Euro, Requisiti e Come OttenerloIl bonus mobili 2026 è una delle agevolazioni fiscali più interessanti per chi sta ristrutturando casa. Si tratta di una detrazione IRPEF del 50% sulle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, fino a un importo massimo di 5.000 euro. In questa guida completa ti spieghiamo cos’è, quali sono i requisiti per ottenerlo, quali mobili ed elettrodomestici rientrano nell’agevolazione, come pagare correttamente e come inserire la detrazione nel modello 730/2026. Indice dei contenutiCos’è il Bonus Mobili 2026Importo Massimo e DetrazioneRequisiti per il Bonus Mobili 2026Quali Mobili Sono AmmessiQuali Elettrodomestici Sono AmmessiCome Pagare: Metodi di Pagamento AmmessiDocumenti Necessari per la DetrazioneCome Inserire il Bonus Mobili nel 730/2026Differenza tra Bonus Mobili e Bonus RistrutturazioneEsempi Pratici di CalcoloErrori Comuni da EvitareDomande Frequenti (FAQ)Assistenza del CAF Centro FiscaleCos’è il Bonus Mobili 2026Il bonus mobili è un’agevolazione fiscale introdotta dall’articolo 16, comma 2, del D.L. 63/2013 e prorogata dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024) anche per il 2026. Consiste in una detrazione IRPEF del 50% sulle spese sostenute per l’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata, destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione edilizia.In parole semplici, se stai facendo lavori di ristrutturazione a casa tua, puoi ottenere un rimborso del 50% su quello che spendi per comprare mobili e grandi elettrodomestici nuovi, fino a un tetto di spesa di 5.000 euro. Questo rimborso avviene direttamente nella tua dichiarazione dei redditi 730, distribuito in 10 rate annuali di pari importo.È importante sottolineare che il bonus mobili non è un contributo a fondo perduto: si tratta di una detrazione dall’IRPEF, cioè riduce l’importo delle tasse che devi pagare. Per questo motivo, ne beneficia solo chi ha un reddito soggetto a IRPEF (non è utile, ad esempio, per chi è in regime forfettario, che paga un’imposta sostitutiva). Importo Massimo e Detrazione: Quanto Si RisparmiaL’importo massimo di spesa detraibile per il bonus mobili 2026 è pari a 5.000 euro. Questo significa che la detrazione massima ottenibile è di 2.500 euro (il 50% di 5.000), ripartita in 10 rate annuali da 250 euro ciascuna.Ecco come è cambiato il tetto di spesa negli ultimi anni:AnnoImporto massimo di spesaDetrazione massima (50%)202116.000 euro8.000 euro202210.000 euro5.000 euro20238.000 euro4.000 euro20245.000 euro2.500 euro20255.000 euro2.500 euro20265.000 euro2.500 euroIl limite di 5.000 euro si riferisce alla singola unità immobiliare oggetto di ristrutturazione. Se stai ristrutturando due appartamenti diversi, puoi beneficiare del bonus mobili per ciascuno di essi, fino a 5.000 euro per immobile. Requisiti per il Bonus Mobili 2026Per ottenere il bonus mobili 2026 è necessario rispettare alcuni requisiti fondamentali. Il più importante è che l’acquisto dei mobili deve essere collegato a interventi di ristrutturazione edilizia.Requisito principale: la ristrutturazioneIl bonus mobili spetta solo a chi ha in corso (o ha completato) lavori di ristrutturazione sull’immobile dove andranno i nuovi mobili o elettrodomestici. I lavori che danno diritto al bonus includono:Manutenzione straordinaria su singole unità immobiliari (rifacimento bagno, sostituzione impianto elettrico o idraulico, installazione scala interna)Restauro e risanamento conservativo (interventi su edifici storici o degradati)Ristrutturazione edilizia vera e propria (demolizioni e ricostruzioni, modifiche strutturali)Manutenzione ordinaria e straordinaria su parti comuni condominiali (tinteggiatura facciate, sostituzione portone, rifacimento tetto)Attenzione: la semplice manutenzione ordinaria su un singolo appartamento (come tinteggiare le pareti o sostituire i pavimenti senza modificare la struttura) non dà diritto al bonus mobili. Serve un intervento di manutenzione straordinaria come minimo.Tempistica: date dei lavori e degli acquistiPer il bonus mobili 2026, la data di inizio dei lavori di ristrutturazione deve essere non anteriore al 1° gennaio 2025. La data di inizio lavori deve risultare da eventuali abilitazioni amministrative (CILA, SCIA, permesso di costruire), comunicazione preventiva all’ASL o dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.Importante: non è necessario che le spese per i mobili siano sostenute dopo quelle per la ristrutturazione. L’acquisto dei mobili può avvenire anche prima del pagamento dei lavori, purché i lavori siano già iniziati. Quali Mobili Sono Ammessi al Bonus MobiliIl bonus mobili copre l’acquisto di mobili nuovi (non usati) destinati ad arredare l’immobile oggetto di ristrutturazione. Ecco l’elenco completo:Letti (singoli, matrimoniali, a castello, divani letto)Armadi e guardarobaCassettiere e comòLibrerie e scaffalatureScrivanie e tavoliSedie e poltroneComodiniDivaniMaterassiCredenze e madieCucine (la struttura e i mobili della cucina)Mobili da bagnoApparecchi di illuminazione che costituiscono arredo (lampadari, applique, piantane)Non sono ammessi: porte, pavimenti e rivestimenti (rientrano nella ristrutturazione), tende e complementi tessili, mobili usati o di seconda mano, oggetti di antiquariato. Quali Elettrodomestici Sono Ammessi e Classi Energetiche MinimeOltre ai mobili, il bonus copre anche l’acquisto di grandi elettrodomestici nuovi, purché rispettino determinate classi energetiche minime. Dal 1° marzo 2021 l’Unione Europea ha introdotto nuove etichette energetiche (da A a G).ElettrodomesticoClasse energetica minimaForni e forni a microondeClasse ALavatriciClasse ELavasciugaClasse ELavastoviglieClasse EAsciugatriciClasse AFrigoriferi e congelatoriClasse FApparecchi di cottura (piani cottura)Nessuna classe richiestaStufe elettriche e radiatoriNessuna classe richiestaVentilatori e condizionatoriNessuna classe richiestaConsiglio pratico: prima di acquistare un grande elettrodomestico, verifica sempre l’etichetta energetica. Se la classe non rispetta il minimo richiesto, non potrai portare la spesa in detrazione. Conserva l’etichetta come prova. Come Pagare: Metodi di Pagamento AmmessiPer ottenere il bonus mobili 2026 è fondamentale pagare con i metodi corretti. L’Agenzia delle Entrate accetta esclusivamente i seguenti metodi di pagamento:Bonifico bancario o postale (anche non “parlante”)Carta di creditoCarta di debito (bancomat)Finanziamento a rate, a condizione che la società finanziaria paghi con le modalità sopra indicateNon sono ammessi: contanti, assegni bancari o circolari, altri mezzi di pagamento non tracciabili.Nota importante: per il bonus mobili, a differenza del bonus ristrutturazione, non è obbligatorio utilizzare il “bonifico parlante” (quello con causale specifica, codice fiscale e partita IVA). Va bene anche un bonifico ordinario. La data del pagamento è quella che fa fede: per il bonifico conta la data di effettuazione, per la carta conta la data della transazione (non quella dell’addebito sul conto).Documenti Necessari per la Detrazione nel 730Per ottenere la detrazione nel 730/2026, devi conservare e presentare al CAF una serie di documenti. Ecco la checklist completa:Fattura o scontrino fiscale di acquisto dei mobili/elettrodomestici, con indicazione della natura, qualità e quantità dei beni e i dati del compratoreRicevuta del bonifico bancario o postale (se pagato con bonifico)Ricevuta di avvenuta transazione con carta di credito/debito e relativo estratto contoDocumentazione della ristrutturazione: CILA, SCIA o permesso di costruireComunicazione all’ASL (se obbligatoria per il tipo di lavori)Dichiarazione sostitutiva con data di inizio lavori e dati catastali dell’immobileEtichetta energetica degli elettrodomesticiConsiglio: crea una cartellina dedicata dove raccogliere tutti questi documenti man mano che fai gli acquisti. Al momento della dichiarazione dei redditi avrai tutto pronto. Come Inserire il Bonus Mobili nel 730/2026La detrazione per il bonus mobili si inserisce nel modello 730/2026 (relativo ai redditi 2025) nella sezione dedicata alle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio:Le spese vanno indicate nel Quadro E, Sezione III C – “Spese per l’arredo degli immobili ristrutturati”Nella Riga E57 devi indicare il numero della riga della Sezione III A o III B dove hai indicato le spese di ristrutturazione collegate, e l’importo delle spese sostenuteIl software calcola automaticamente la detrazione del 50% e la divide in 10 rate annualiSe utilizzi il 730 precompilato, l’Agenzia delle Entrate potrebbe aver già inserito alcune spese. È comunque consigliabile verificare e, se necessario, integrare i dati con l’aiuto di un professionista del CAF.Differenza tra Bonus Mobili e Bonus RistrutturazioneÈ fondamentale non confondere il bonus mobili con il bonus ristrutturazione, anche se sono strettamente collegati. Ecco le principali differenze:CaratteristicaBonus MobiliBonus RistrutturazioneOggettoMobili e grandi elettrodomesticiLavori di ristrutturazione ediliziaAliquota50%50% (prima casa 2025-2026) / 36% (altre)Tetto di spesa5.000 euro96.000 euro (2025) / variabileRate annuali1010PagamentoBonifico ordinario o cartaBonifico parlante obbligatorioCollegamentoRichiede ristrutturazione in corsoAutonomoIn sintesi: i due bonus sono complementari e si possono sommare. Puoi ottenere fino a 2.500 euro di detrazione per i mobili in aggiunta alla detrazione per i lavori di ristrutturazione. Esempi Pratici di Calcolo della DetrazioneEsempio 1: Marco ristruttura il bagnoMarco sta rifacendo il bagno (manutenzione straordinaria, lavori iniziati a marzo 2025). Acquista un mobile bagno sospeso (800 euro), una lavatrice classe E (600 euro) e un materasso nuovo (500 euro).Totale spesa: 1.900 euro | Detrazione 50%: 950 euro | Rata annuale: 95 euro per 10 anniEsempio 2: Laura arreda la cucinaLaura ha ristrutturato la cucina (rifacimento impianti). Acquista cucina completa (3.200 euro), frigorifero classe F (700 euro), lavastoviglie classe E (500 euro) e forno classe A (400 euro).Totale spesa: 4.800 euro | Detrazione 50%: 2.400 euro | Rata annuale: 240 euro per 10 anniEsempio 3: Paolo supera il tettoPaolo acquista mobili per 7.000 euro. Poiché il tetto è 5.000 euro: importo detraibile 5.000 euro, detrazione 2.500 euro, rata annuale 250 euro per 10 anni. I restanti 2.000 euro non sono detraibili.Errori Comuni da EvitareEcco gli errori più frequenti che possono farti perdere il diritto alla detrazione del bonus mobili:Pagare in contanti o con assegno: il pagamento deve essere tracciabileAcquistare mobili senza ristrutturazione: senza un intervento edilizio in corso, non hai diritto al bonusNon conservare i documenti: fatture, ricevute e CILA devono essere conservate per almeno 15 anniComprare elettrodomestici con classe energetica troppo bassa: verifica sempre l’etichettaSuperare il limite pensando di detrarre tutto: il tetto è 5.000 euroAcquistare mobili usati: il bonus vale solo per mobili nuoviNon collegare le spese alla pratica di ristrutturazione: nel 730 devi indicare il riferimento Domande Frequenti (FAQ) sul Bonus Mobili 2026Posso ottenere il bonus mobili senza ristrutturazione?No. Il bonus mobili è strettamente collegato a interventi di ristrutturazione edilizia. Senza una pratica di ristrutturazione in corso (almeno manutenzione straordinaria), non puoi accedere al bonus.Il bonus mobili vale anche per la seconda casa?Sì. Il bonus mobili si applica a qualsiasi immobile residenziale oggetto di ristrutturazione, incluse seconde case e case vacanza. Il limite di 5.000 euro vale per ogni singola unità immobiliare ristrutturata.Posso comprare i mobili prima di iniziare la ristrutturazione?No. La data di inizio dei lavori deve essere antecedente o coincidente con la data di acquisto dei mobili. Puoi però acquistare i mobili prima di aver pagato i lavori, purché i lavori siano già formalmente iniziati.Il materasso rientra nel bonus mobili?Sì. I materassi rientrano tra i beni ammessi al bonus mobili. Anche letti, divani letto e reti a doghe sono inclusi. Devono essere nuovi e il pagamento deve essere tracciabile.Come funziona il bonus mobili per chi ha una partita IVA forfettaria?Chi è in regime forfettario paga un’imposta sostitutiva e non l’IRPEF ordinaria. Poiché il bonus mobili è una detrazione IRPEF, i forfettari non possono beneficiarne direttamente. Tuttavia, se il forfettario ha anche altri redditi soggetti a IRPEF (lavoro dipendente, fabbricati), può sfruttare la detrazione su quei redditi.Cosa succede se cambio casa dopo aver ottenuto il bonus?Se vendi l’immobile ristrutturato, le rate residue della detrazione restano a te (non si trasferiscono al nuovo proprietario), a meno che non concordiate diversamente nell’atto di vendita. In caso di decesso, le rate si trasferiscono all’erede che conserva la detenzione dell’immobile.Hai Bisogno di Assistenza per il Bonus Mobili? Contatta il CAF Centro FiscaleGestire correttamente la detrazione per il bonus mobili richiede attenzione ai documenti, ai metodi di pagamento e alla compilazione del 730. Se vuoi essere sicuro di non commettere errori e ottenere il massimo rimborso possibile, affidati ai professionisti del CAF Centro Fiscale di Udine.I nostri operatori ti aiuteranno a verificare che i tuoi acquisti rientrino nel bonus, controllare la documentazione necessaria, compilare correttamente il modello 730 con la detrazione e gestire il bonus in combinazione con la detrazione per ristrutturazione.Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔCAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – UdineTel: 0432 1638640 | Email: info@centrofiscale.com📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze e detrazioni: una email a settimana con tutto quello che ti serve sapere. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Aprile 18, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2016/11/bonus-mobili-640x342.jpg 342 640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-18 08:00:002026-04-16 16:49:36Bonus Mobili 2026: Detrazione 50%, Importo Massimo 5.000 Euro, Requisiti e Come Ottenerlo
CAFDetrazione fiscale – Bonus ArrediI contribuenti che fruiscono della detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio possono fruire di un’ulteriore riduzione d’imposta per l’acquisto di mobili, nonché per l’acquisto di grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione. La detrazione, che va ripartita tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, spetta sulle spese sostenute dal 6 giugno al 31 dicembre 2013 ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro.Per l’esattezza, i contribuenti ammessi a beneficiare del bonus arredi sono gli stessi che fruiscono della detrazione con la maggiore aliquota del 50% e con il maggior limite di 96.000 euro di spese ammissibili; quindi, le ristrutturazioni edilizie con spese sostenute dal 26 giugno 2012. E’ possibile che le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici siano sostenute prima di quelle per la ristrutturazione dell’immobile, a condizione che siano stati già avviati i lavori di ristrutturazione dell’immobile cui i beni sono destinati.In altri termini, basta che la data di inizio lavori sia anteriore a quella in cui sono sostenute le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici; non è necessario che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’abitazione. La data di avvio potrà essere provata dalle eventuali abilitazioni amministrative o comunicazioni richieste dalle norme edilizie, dalla comunicazione preventiva all’Asl (indicante la data di inizio dei lavori) se obbligatoria, oppure, per lavori per i quali non siano necessarie comunicazioni o titoli abitativi, da una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (articolo 47 del Dpr 445/2000), come prescritto dal provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011.Il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto al beneficio più volte. L’importo massimo di 10.000 euro va, infatti, riferito a ciascuna unità abitativa oggetto di ristrutturazione.Quali beniLa detrazione spetta per le spese sostenute dal 6 giugno al 31 dicembre 2013 per l’acquisto di:mobiligrandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica.Nell’importo delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici possono essere considerate anche le spese di trasporto e di montaggio dei beni acquistati, purché le spese stesse siano state sostenute con le modalità di pagamento richieste per fruire della detrazione (bonifico, carte di credito o di debito)Aprono all’ulteriore detrazione anche i lavori eseguiti su parti comuni degli edifici residenziali. La realizzazione di lavori di ristrutturazione sulle parti comuni condominiali non consente però ai singoli condomini (che usufruiscono pro quota della relativa detrazione) di detrarre le spese sostenute per acquistare mobili e grandi elettrodomestici da destinare all’arredo della propria unità immobiliare, ma solo per gli arredi delle parti comuni, come guardiole oppure l’appartamento del portiere.In sintesi, la detrazione è collegata agli interventi:di manutenzione ordinaria, effettuati sulle parti comuni di edificio residenzialedi manutenzione straordinaria effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenzialidi restauro e di risanamento conservativo, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenzialidi ristrutturazione edilizia, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenzialinecessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se non rientranti nelle categorie elencati nei punti precedenti, sempreché sia stato dichiarato lo stato di emergenzadi restauro e di risanamento conservativo, e di ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro sei mesi dal termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile.Possono essere agevolate solo le spese sostenute per gli acquisti di mobili o grandi elettrodomestici nuovi.Non è, invece, richiesto che ci sia un collegamento fra i mobili e l’ambiente ristrutturato; il collegamento deve esserci con l’immobile oggetto di ristrutturazione nel suo complesso. In altri termini, l’acquisto di mobili o di grandi elettrodomestici è agevolabile anche se i beni siano destinati all’arredo di un ambiente diverso da quelli oggetto di interventi edilizi, purché l’immobile sia comunque oggetto degli interventi edilizi.Rientrano tra i “mobili” agevolabili, a titolo esemplificativo, letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario completamento dell’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione.Non sono agevolabili, invece, gli acquisti di porte, di pavimentazioni (ad esempio, il parquet), di tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo.Per quel che riguarda i grandi elettrodomestici, la norma limita il beneficio all’acquisto delle tipologie dotate di etichetta energetica di classe A+ o superiore, A o superiore per i forni, se per quelle tipologie è obbligatoria l’etichetta energetica. L’acquisto di grandi elettrodomestici sprovvisti di etichetta energetica è agevolabile solo se per quella tipologia non sia ancora previsto l’obbligo di etichetta energetica. Rientrano, per esempio, fra i “grandi elettrodomestici”, frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento. ADEMPIMENTIIl contribuente, per avvalersi del nuovo beneficio fiscale, deve eseguire i pagamenti mediante bonifici bancari o postali, con le stesse modalità già previste per i pagamenti dei lavori di ristrutturazione fiscalmente agevolati. Nei bonifici, pertanto, dovranno essere indicati:la causale del versamento attualmente utilizzata dalle banche e da Poste Italiane Spa per i bonifici relativi ai lavori di ristrutturazione fiscalmente agevolatiil codice fiscale del beneficiario della detrazioneil numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.Per esigenze di semplificazione legate alle tipologie di beni acquistabili, è consentito effettuare il pagamento degli acquisti di mobili o di grandi elettrodomestici anche mediante carte di credito o carte di debito. In questo caso, la data di pagamento è individuata nel giorno di utilizzo della carta di credito o di debito da parte del titolare, evidenziata nella ricevuta telematica di avvenuta transazione, e non nel giorno di addebito sul conto corrente del titolare stesso. Non è consentito, invece, effettuare il pagamento mediante assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.Le spese sostenute, inoltre, devono essere documentate, conservando la documentazione attestante l’effettivo pagamento (ricevute dei bonifici, ricevute di avvenuta transazione per i pagamenti mediante carte di credito o di debito, documentazione di addebito sul conto corrente) e le fatture di acquisto dei beni con la usuale specificazione della natura, qualità e quantità dei beni e servizi acquisiti.Novembre 13, 2013/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2013/11/arredi1.jpg 362 600 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2013-11-13 10:03:152013-11-13 10:05:58Detrazione fiscale – Bonus Arredi