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Partita IVA · Guida

Marca da bollo sulle fatture mediche e sanitarie 2026: quando serve, chi la paga, come si indica

Di Andrea Damiani · 6 novembre 2026 · 15 minuti di lettura
regime forfettario partita iva

La marca da bollo fatture mediche è uno dei dettagli che creano più dubbi a medici, psicologi, fisioterapisti e agli altri professionisti sanitari. Le prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione sono quasi sempre esenti IVA e proprio per questo sulla fattura entra in gioco l’imposta di bollo da 2 euro: un piccolo tributo che lo Stato chiede su alcuni documenti, come fatture e ricevute, quando non contengono IVA. La cifra è minima, ma dimenticarla espone a sanzioni, e sbagliare il modo di pagarla è più facile di quanto sembri.

In questa guida vediamo quando serve il bollo, chi è obbligato ad applicarlo e chi può sostenerne il costo, come si indica sulle fatture cartacee e in PDF consegnate ai pazienti e come funziona il bollo virtuale sulle fatture elettroniche inviate alle strutture, con le scadenze del 2026. Le regole valide per tutte le partite IVA sono nella guida generale al bollo sulle fatture elettroniche 2026; qui ci concentriamo sulla marca da bollo fatture mediche e sanitarie, con una tabella dei casi ed esempi numerici.

Marca da bollo fatture mediche: la regola in breve

La regola della marca da bollo fatture mediche nasce da due norme che vanno lette insieme. La prima è l’art. 13 della Tariffa, parte I, allegata al DPR 642/1972, la legge sull’imposta di bollo: prevede un’imposta di 2 euro su fatture, ricevute e note di importo superiore a 77,47 euro. La seconda è l’art. 6 della Tabella B dello stesso decreto, che esclude dal bollo le fatture relative a operazioni soggette a IVA. Gli addetti ai lavori la chiamano alternatività tra IVA e bollo: in pratica, dove c’è l’IVA il bollo non serve, dove l’IVA manca il bollo può essere dovuto.

Le prestazioni sanitarie rientrano quasi sempre nel secondo gruppo. L’art. 10, comma 1, n. 18, del DPR 633/1972 rende esenti IVA le prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona da medici, odontoiatri, psicologi, fisioterapisti, infermieri, ostetriche e dalle altre professioni sanitarie. Esente significa che l’operazione rientra nel campo dell’IVA, ma la legge la libera dall’imposta. Per chi è nel regime forfettario l’IVA non si applica per effetto del regime stesso, qualunque sia la prestazione. In sintesi, il bollo da 2 euro sulla fattura sanitaria è dovuto quando ricorrono tre condizioni:

  • la fattura (o la parte di fattura) è senza IVA, perché esente, perché emessa da un forfettario o per altri motivi;
  • l’importo senza IVA è superiore a 77,47 euro;
  • non si tratta di uno dei casi che la legge esenta espressamente dal bollo.

Un caso a parte riguarda gli osteopati. Con la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 9/E del 2026 le loro prestazioni sono imponibili IVA al 22%: l’osteopata in regime ordinario applica l’IVA e quindi niente bollo, mentre l’osteopata forfettario, che fattura senza IVA, applica il bollo sopra 77,47 euro come tutti gli altri forfettari.

Bollo fattura esente IVA 2026: quando serve e quando no

Il punto più delicato del bollo sulla fattura esente IVA nel 2026 è la soglia. La legge parla di importo superiore a 77,47 euro: una fattura di esattamente 77,47 euro non sconta il bollo, una di 77,48 euro sì. Il confronto si fa sull’importo complessivo senza IVA indicato in fattura, comprese le altre voci che seguono lo stesso trattamento della prestazione, come il contributo integrativo della cassa di previdenza. I 2 euro del bollo eventualmente addebitati al paziente, invece, non si contano per verificare la soglia.

Per il forfettario la regola è ancora più semplice. Tutte le sue fatture sono senza IVA, con la dicitura del regime prevista dalla Legge 190/2014: quindi il bollo è dovuto su ogni fattura sopra 77,47 euro, che si tratti di una visita, di una consulenza o di una prestazione non sanitaria. Per il professionista in regime ordinario conta invece la natura della prestazione: esente se è sanitaria in senso stretto, con IVA al 22% se non ha finalità di cura, come una perizia medico-legale richiesta da una compagnia assicurativa.

Marca da bollo fattura psicologo: l’esempio della seduta da 70 euro

Il caso dello psicologo mostra bene come funziona la soglia. Supponiamo che la dottoressa Giulia, psicologa iscritta all’ENPAP, faccia pagare 70 euro a seduta e aggiunga in fattura il contributo integrativo del 2%, cioè 1,40 euro. Il totale è di 71,40 euro: sotto la soglia, quindi niente marca da bollo. Se invece il paziente paga a fine mese quattro sedute in un’unica soluzione, la fattura sarà di 280 euro più 5,60 euro di contributo, cioè 285,60 euro: qui il bollo da 2 euro è dovuto.

Entrambe le soluzioni sono corrette, perché per i professionisti la fattura si emette quando si incassa il compenso: conta come paga il paziente, non una scelta di comodo. Diciture, contributo ENPAP e modelli di fattura sono spiegati nella guida alla fatturazione dello psicologo, utile per impostare correttamente la marca da bollo nella fattura dello psicologo.

Chi paga il bollo: obbligo del professionista e addebito al paziente

Sulla domanda «chi paga il bollo» bisogna distinguere due piani. Il primo è l’obbligo: ad applicare il bollo sulla fattura è tenuto il professionista che la emette. È lui che deve acquistare la marca o indicare il bollo virtuale, ed è a lui che l’Agenzia delle Entrate si rivolge per primo se il bollo manca. Il secondo piano è il costo economico, cioè chi tira fuori di tasca i 2 euro: su questo le parti sono libere di accordarsi.

La prassi più diffusa è addebitare il bollo al paziente, con una riga separata in fattura, ad esempio «Rimborso imposta di bollo: 2,00 euro». Questa somma non è un’anticipazione fatta in nome e per conto del paziente, quindi non rientra tra le spese escluse dalla base imponibile dall’art. 15 del DPR 633/1972: per l’Agenzia delle Entrate (risposta a interpello n. 428/2022) diventa parte del compenso e segue il trattamento della prestazione. Sulla fattura sanitaria esente, quindi, anche il bollo riaddebitato resta senza IVA; nelle fatture miste il bollo nasce dalla parte esente e il suo riaddebito ne segue il trattamento. In alternativa il professionista può lasciare il bollo a proprio carico, senza indicarlo nel totale chiesto al paziente.

C’è poi la responsabilità solidale prevista dall’art. 22 del DPR 642/1972: chi riceve un documento non in regola con il bollo risponde insieme all’emittente dell’imposta e delle sanzioni. Per questo cliniche, poliambulatori e società che ricevono fatture dai medici controllano spesso che il bollo sia indicato correttamente.

Il bollo si può dedurre?

Dipende dal regime. Il professionista in regime ordinario determina il reddito sottraendo dai compensi le spese inerenti all’attività: il bollo che resta a suo carico è un costo deducibile, mentre quello riaddebitato al paziente entra tra i compensi e il costo corrispondente si deduce, con un effetto finale neutro. Nel regime forfettario, invece, le spese non si deducono una per una: il reddito si calcola applicando ai compensi il coefficiente di redditività, cioè la percentuale che la legge considera guadagno, pari al 78% per le attività sanitarie. Il bollo riaddebitato si somma ai compensi incassati, ma su 2 euro l’effetto sulle imposte è di pochi centesimi.

Fatture cartacee e PDF ai pazienti: marca e diciture

Per capire come si applica la marca da bollo sulle fatture mediche ai pazienti bisogna partire da un divieto. Per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche i professionisti tenuti all’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS, la banca dati che alimenta la dichiarazione precompilata) non possono emettere la fattura elettronica tramite SdI, il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate. Il divieto, nato per proteggere i dati sulla salute, è diventato strutturale con il D.Lgs. 81/2025. Al paziente si consegna quindi una fattura su carta o in PDF.

Su questi documenti il bollo non si paga con l’F24 trimestrale, che riguarda solo le fatture elettroniche inviate allo SdI. Si usa il contrassegno, cioè la classica marca da bollo da 2 euro che si acquista in tabaccheria. Tre accortezze pratiche:

  • la marca va applicata sull’originale della fattura e la sua data di emissione non deve essere successiva alla data della fattura;
  • sulla fattura cartacea consegnata a mano, la marca si incolla sull’originale che riceve il paziente;
  • sulla fattura inviata in PDF, la prassi è applicare la marca sull’originale conservato in studio e riportare nel PDF il numero identificativo della marca, con la dicitura «Imposta di bollo assolta sull’originale».

Ogni marca vale per un solo documento: non si può riutilizzare. Ad esempio, un medico che in un mese emette venti fatture sopra soglia ai propri pazienti deve avere venti marche distinte, ciascuna collegata alla sua fattura. Esempi completi di fattura al paziente, con le diciture di esenzione, sono nella guida alla fatturazione del medico libero professionista e nel fac simile della fattura del medico con ENPAM.

Il bollo virtuale autorizzato per chi emette molte fatture

Per chi emette molti documenti cartacei, come un poliambulatorio, esiste un’alternativa alla marca: il bollo assolto in modo virtuale previsto dall’art. 15 del DPR 642/1972. Serve un’autorizzazione dell’Agenzia delle Entrate, rilasciata sulla base di una stima dei documenti che si emetteranno; poi l’imposta si versa a rate e a fine anno si fa il conguaglio. Sulla fattura si scrive «Imposta di bollo assolta in modo virtuale», con gli estremi dell’autorizzazione. Attenzione a non confondere questo regime con il bollo virtuale delle fatture elettroniche: sono due strumenti diversi, e il secondo non richiede alcuna autorizzazione.

Bollo virtuale fattura elettronica: strutture, F24 e scadenze 2026

Il bollo virtuale sulla fattura elettronica riguarda le fatture che il professionista sanitario invia tramite SdI: quelle a cliniche, poliambulatori, centri di riabilitazione, società e altri clienti con partita IVA, oltre alle eventuali prestazioni non sanitarie. Qui il divieto non c’entra, perché il cliente non è una persona fisica che riceve una prestazione sanitaria, e dal 2024 la fattura elettronica è obbligatoria anche per i forfettari. Nel file XML il bollo si segnala nella sezione DatiBollo, indicando che il bollo è assolto in modo virtuale e l’importo di 2 euro. Nessuna marca da incollare.

Il pagamento avviene a cadenza trimestrale. L’Agenzia delle Entrate calcola l’imposta dovuta sulla base delle fatture inviate nel trimestre e la rende disponibile nell’area riservata «Fatture e Corrispettivi»; il versamento si fa con F24, usando un codice tributo diverso per ciascun trimestre, oppure con addebito sul conto corrente. Ecco il calendario del 2026, con lo slittamento al primo giorno lavorativo quando la scadenza cade di sabato o di domenica.

Fatture emesse nelCodice tributo F24Scadenza ordinariaScadenza effettiva
I trimestre 2026 (gennaio-marzo)252131 maggio1° giugno 2026 (il 31 maggio era domenica), oppure 30 settembre 2026 se l’imposta del trimestre è inferiore a 5.000 euro
II trimestre 2026 (aprile-giugno)252230 settembre30 settembre 2026, oppure 30 novembre 2026 se l’imposta del I e del II trimestre insieme è inferiore a 5.000 euro
III trimestre 2026 (luglio-settembre)252330 novembre30 novembre 2026 (lunedì)
IV trimestre 2026 (ottobre-dicembre)252428 febbraio dell’anno dopo1° marzo 2027 (il 28 febbraio 2027 è domenica)

La soglia dei 5.000 euro sembra lontana, ma per un singolo professionista è quasi sempre rispettata: per raggiungerla servirebbero 2.500 fatture con bollo nel primo semestre. Di fatto, quindi, il medico o lo psicologo che fattura alle strutture versa i bolli dei primi tre trimestri tutti insieme entro il 30 novembre, ciascuno con il proprio codice tributo, e quelli dell’ultimo trimestre entro la fine di febbraio dell’anno successivo.

Facciamo un esempio. Il dottor Paolo, medico forfettario di Udine, invia ogni mese due fatture elettroniche a un poliambulatorio, tutte sopra 77,47 euro: sei fatture a trimestre, cioè 12 euro di bollo per trimestre. Per il 2026 entro il 30 novembre versa 36 euro su tre righe dell’F24 (12 euro con il codice 2521, 12 con il 2522, 12 con il 2523), poi entro il 1° marzo 2027 altri 12 euro con il codice 2524. Le fatture cartacee e in PDF ai suoi pazienti, invece, restano fuori da questo conteggio, perché il bollo l’ha già assolto con le marche.

Sanzioni e ravvedimento se il bollo manca

Dimenticare la marca da bollo sulle fatture mediche non è grave come omettere un’imposta sul reddito, ma ha comunque un costo. Le conseguenze cambiano a seconda del tipo di fattura, e per questo conviene tenerle distinte.

Sulle fatture elettroniche, se il bollo virtuale non viene versato o viene versato solo in parte, si applica la sanzione per omesso versamento prevista dall’art. 13 del D.Lgs. 471/1997, oltre agli interessi. L’Agenzia delle Entrate, che conosce le fatture inviate tramite SdI, comunica al professionista l’imposta dovuta con la sanzione ridotta a un terzo, a condizione di pagare entro 30 giorni dalla comunicazione (art. 12-novies del DL 34/2019). Prima che arrivi la comunicazione, chi si accorge dell’errore può rimediare con il ravvedimento operoso: si paga l’imposta mancante con una sanzione ridotta, tanto più bassa quanto prima si interviene.

Sulle fatture cartacee e in PDF senza marca, invece, si applica la sanzione dell’art. 25 del DPR 642/1972, pari all’80% dell’imposta non pagata (misura in vigore per le violazioni dal 1° settembre 2024), e vale la responsabilità solidale di chi ha ricevuto il documento. Anche qui è possibile regolarizzare con il ravvedimento. Le modalità dipendono dal tipo di documento e dal tempo trascorso: è uno di quei casi in cui conviene farsi seguire dal CAF Centro Fiscale, che verifica le fatture coinvolte e calcola quanto versare.

Tabella dei casi ed esempi numerici

Mettiamo insieme le regole viste finora in una tabella che riassume i casi più comuni della marca da bollo nelle fatture mediche e sanitarie.

CasoIVABollo da 2 euroCome si assolve
Forfettario, fattura al paziente sopra 77,47 euroSenza IVA (regime forfettario)SìMarca sull’originale, cartaceo o PDF
Forfettario, fattura a una struttura sopra 77,47 euroSenza IVA, natura N2.2SìBollo virtuale nell’XML, F24 trimestrale
Regime ordinario, prestazione sanitaria esente sopra 77,47 euroEsente, art. 10 n. 18 (natura N4 nell’XML)SìMarca per il paziente, bollo virtuale per la struttura
Regime ordinario, prestazione con IVA al 22% (es. perizia per un’assicurazione)22%NoNon dovuto per l’alternatività IVA-bollo
Fattura mista, parte esente sopra 77,47 euro e parte con IVAEsente + 22%SìCome per la fattura esente
Fattura mista, parte esente fino a 77,47 euro e parte con IVAEsente + 22%NoNon dovuto
Qualsiasi fattura senza IVA fino a 77,47 euro (es. seduta da 70 euro + 2% ENPAP)Esente o forfettarioNoNon dovuto

Vediamo ora qualche cifra. Una visita specialistica da 150 euro resa da un medico in regime ordinario è esente IVA e supera la soglia: se il bollo è addebitato, il paziente paga 152 euro. Una perizia medico-legale da 300 euro per una compagnia assicurativa, nello stesso regime, è imponibile: 300 euro più 66 euro di IVA, totale 366 euro, e niente bollo. Lo stesso medico, se fosse forfettario, fatturerebbe la perizia senza IVA e dovrebbe applicare il bollo.

Le fatture miste sono il caso più insidioso. Supponiamo che un medico in regime ordinario fatturi nello stesso documento una visita esente da 100 euro e una relazione per un’assicurazione da 200 euro più IVA al 22%. La parte esente, 100 euro, supera 77,47 euro: il bollo è dovuto e il totale, con il bollo addebitato, è di 100 + 200 + 44 + 2 = 346 euro. Se la visita fosse stata di 60 euro, la parte senza IVA sarebbe rimasta sotto soglia e il totale sarebbe stato di 304 euro, senza bollo.

Con molte fatture al mese, il modo più sicuro per non dimenticare nulla è affidarsi a un programma che riconosce da solo quando il bollo è dovuto e tiene il conto dei bolli virtuali per trimestre. È quello che fa, ad esempio, Fatturazione Italia, che prepara l’F24 dei bolli trimestrali da pagare.

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Domande frequenti sulla marca da bollo nelle fatture mediche

Su quali fatture mediche serve la marca da bollo?

Su tutte le fatture senza IVA di importo superiore a 77,47 euro: le prestazioni sanitarie esenti ai sensi dell’art. 10, n. 18, del DPR 633/1972 e tutte le fatture dei forfettari. Il bollo è di 2 euro. Sulle fatture con IVA al 22% il bollo non è dovuto.

Il medico può far pagare il bollo al paziente?

Sì. L’obbligo di applicare il bollo resta del professionista che emette la fattura, ma il costo può essere addebitato al paziente con una riga separata, che entra nel compenso e, come la prestazione sanitaria, resta senza IVA. In alternativa il medico può lasciare il bollo a proprio carico.

Lo psicologo deve mettere il bollo su una seduta da 70 euro?

No, se la fattura riguarda una sola seduta: 70 euro più il 2% di contributo integrativo ENPAP fanno 71,40 euro, sotto la soglia di 77,47 euro. Se la fattura comprende più sedute e supera la soglia, il bollo da 2 euro è dovuto.

Come si indica il bollo su una fattura in PDF al paziente?

La fattura al paziente per una prestazione sanitaria non passa dallo SdI, quindi il bollo non si paga con l’F24 trimestrale. La prassi è applicare la marca sull’originale conservato in studio e riportare nel PDF il numero identificativo della marca con la dicitura «Imposta di bollo assolta sull’originale».

Quando si paga il bollo virtuale delle fatture elettroniche del 2026?

Ogni trimestre con F24 (codici tributo da 2521 a 2524). Se l’imposta dei primi due trimestri è inferiore a 5.000 euro, come accade quasi sempre per un singolo professionista, i bolli di gennaio-settembre 2026 si versano insieme entro il 30 novembre 2026; quelli di ottobre-dicembre entro il 1° marzo 2027.

Cosa succede se ho dimenticato il bollo su una fattura?

Si applicano l’imposta, una sanzione e gli interessi. L’errore si può regolarizzare con il ravvedimento operoso, che riduce la sanzione tanto più quanto prima si interviene. Per le fatture elettroniche l’Agenzia delle Entrate invia una comunicazione con la sanzione ridotta a un terzo se si paga entro 30 giorni.

In sintesi

La marca da bollo sulle fatture mediche e sanitarie è di 2 euro ed è dovuta su ogni fattura senza IVA, esente o emessa da un forfettario, di importo superiore a 77,47 euro; con l’IVA al 22% non serve. L’obbligo è del professionista che emette la fattura, ma il costo può essere addebitato al paziente con una riga separata. Sulle fatture cartacee e in PDF ai pazienti si usa la marca, sulle fatture elettroniche alle strutture il bollo virtuale, versato con F24 trimestrale: per il 2026, in genere entro il 30 novembre per i primi tre trimestri ed entro il 1° marzo 2027 per l’ultimo. Le dimenticanze si possono sanare con il ravvedimento operoso.

Per impostare fatture, bolli e adempimenti dell’anno puoi fare riferimento al servizio di gestione della partita IVA del CAF Centro Fiscale di Udine, disponibile in ufficio e online.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Andrea Damiani

Mi chiamo Andrea Damiani e sono un imprenditore con una grande passione per la fiscalità, la finanza agevolata, gli investimenti e la formazione. Ho fondato il CAF Centro Fiscale e Click Day Italia per supportare privati e aziende nella gestione di pratiche fiscali complesse e…

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