Il bonus Maroni 2027 è previsto dal disegno di legge di bilancio 2027: l’articolo 54 estende l’incentivo a chi matura i requisiti minimi per la pensione anticipata entro il 31 dicembre 2027. Chi resta al lavoro può così avere in busta paga la quota di contributi a proprio carico. Per ora è una proposta: il testo deve ancora essere approvato dal Parlamento.
In sintesi
- L’articolo 54 del disegno di legge di bilancio 2027 estende il bonus Maroni ai dipendenti che maturano i requisiti minimi entro il 31 dicembre 2027.
- Il bonus consiste nel rinunciare all’accredito dei contributi IVS a carico del lavoratore, che vengono pagati in busta paga.
- Si tratta di un disegno di legge: le regole possono cambiare in Parlamento.
- Dal 2025 le somme pagate in busta paga non concorrono al reddito imponibile ai fini fiscali.
- La norma di riferimento è l’articolo 1, comma 286, della legge 197/2022, come riscritto dalla legge di bilancio 2025.
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Che cos’è il bonus Maroni?
Il bonus Maroni è un incentivo per chi, pur avendo già raggiunto i requisiti per andare in pensione anticipata, sceglie di restare al lavoro. Il lavoratore dipendente rinuncia all’accredito dei contributi IVS (invalidità, vecchiaia e superstiti, cioè i versamenti che finanziano la pensione) a suo carico. In cambio, l’importo di quella quota non va all’INPS ma gli viene riconosciuto in busta paga.
La norma oggi in vigore è l’articolo 1, comma 286, della legge 29 dicembre 2022, n. 197. Il comma è stato riscritto dalla legge di bilancio 2025 (articolo 1, comma 161, della legge 30 dicembre 2024, n. 207), che ha esteso l’incentivo anche a chi matura i requisiti della pensione anticipata ordinaria, e la legge di bilancio 2026 lo ha prorogato a chi li matura entro il 31 dicembre 2026. Le istruzioni operative dell’INPS sono nella circolare n. 82 del 22 settembre 2023 e nel messaggio n. 4558 del 19 dicembre 2023, poi aggiornate dalle circolari n. 102 del 16 giugno 2025, n. 19 del 25 febbraio 2026 e n. 42 del 3 aprile 2026.
Un esempio semplice: Marco, dipendente, ha maturato i requisiti ma continua a lavorare. Se accede all’incentivo, la parte di contributi che di solito va a costruire la sua futura pensione gli arriva ogni mese nello stipendio, che risulta quindi più alto.
Cosa prevede la proroga nella Manovra 2027?
L’articolo 54 del disegno di legge di bilancio 2027, intitolato “Disposizioni in materia di trattamenti pensionistici”, stabilisce che la disposizione del comma 286 della legge 197/2022 si applica anche ai lavoratori dipendenti che abbiano maturato, entro il 31 dicembre 2027, i requisiti minimi previsti dall’articolo 24, comma 10, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (convertito dalla legge 214/2011).
In pratica la platea si allarga di un anno: chi raggiunge i requisiti nel corso del 2027 potrà rientrare nel bonus, se il testo sarà approvato così com’è. Il disegno di legge, approvato dal Consiglio dei ministri del 28 ottobre 2026, è stato bollinato il 30 ottobre 2026; il Governo lo ha illustrato nel comunicato del Consiglio dei ministri n. 195, che non cita questa misura in modo specifico.
Chi potrebbe beneficiare del bonus Maroni nel 2027?
Il testo parla di lavoratori dipendenti che maturano i requisiti minimi entro il 31 dicembre 2027. Il richiamo è ai requisiti della pensione anticipata ordinaria dell’articolo 24, comma 10: dal 1° gennaio 2027, con l’adeguamento alla speranza di vita, sono 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne (nel 2026 sono 42 anni e 10 mesi e 41 anni e 10 mesi). L’articolo 54 non richiama invece la pensione anticipata flessibile.
Oggi, secondo l’INPS, l’incentivo riguarda i dipendenti che hanno maturato entro il 31 dicembre 2025 i requisiti per la pensione anticipata flessibile e quelli che maturano entro il 31 dicembre 2026 i requisiti per la pensione anticipata ordinaria. Chi ha maturato i requisiti negli anni precedenti segue le regole delle proroghe di allora, da verificare caso per caso.
Prima di scegliere di restare al lavoro conviene valutare l’effetto sulla pensione futura: rinunciare all’accredito dei contributi significa che quella quota non entra nel calcolo dell’assegno. Chi vuole un quadro più ampio sugli strumenti per anticipare l’uscita può leggere la guida su APE sociale e bonus Maroni e quella sulla pensione anticipata per i lavori gravosi.
Come funziona il bonus in busta paga?
Con il bonus, la quota di contributi IVS a carico del dipendente non viene versata all’INPS ma resta nello stipendio. Il netto in busta paga aumenta, perché la somma viene corrisposta al lavoratore. La quota di contributi a carico del datore di lavoro resta invece dovuta.
Per accedere, il lavoratore deve presentare una richiesta all’INPS, che verifica i requisiti e comunica l’esito a lui e al datore di lavoro con il servizio “Comunicazione bidirezionale”. Solo dopo l’accoglimento il datore di lavoro applica la misura, dalla prima decorrenza utile della pensione successiva alla scelta, e la espone nelle denunce contributive con codici dedicati.
Dalla legge di bilancio 2025 queste somme non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente ai fini fiscali (articolo 51, comma 2, lettera i-bis, del TUIR) e non sono imponibili ai fini contributivi. Nella versione del 2023 erano invece tassate.
Per la proroga 2027, il disegno di legge non introduce nuove procedure: richiama la disposizione già esistente. Eventuali istruzioni operative arriveranno, se la norma sarà approvata, con un messaggio o una circolare dell’INPS. La percentuale esatta dei contributi e le modalità per il 2027 saranno quindi da verificare sugli atti definitivi.
Quando entra in vigore la proroga?
L’articolo 54 diventerà efficace solo con l’approvazione della legge di bilancio 2027, che di norma si conclude entro fine dicembre. Fino ad allora il testo può essere modificato dal Parlamento, anche su questo punto. Per questo non è ancora possibile dire con certezza chi avrà diritto al bonus nel 2027.
Il consiglio è seguire l’iter della Manovra e attendere il testo definitivo, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, prima di prendere decisioni sul proprio pensionamento.
Domande frequenti
Il bonus Maroni 2027 è già legge?
No. L’articolo 54 è contenuto nel disegno di legge di bilancio 2027, che deve essere approvato dal Parlamento. Fino ad allora le regole possono cambiare.
Chi può avere il bonus Maroni nel 2027, se la norma sarà approvata?
Secondo il testo, i lavoratori dipendenti che maturano entro il 31 dicembre 2027 i requisiti minimi previsti dall’articolo 24, comma 10, del decreto-legge 201/2011.
Cosa succede ai contributi a cui si rinuncia?
La quota di contributi IVS a carico del lavoratore non viene accreditata all’INPS ma è corrisposta in busta paga, quindi non entra nel calcolo della futura pensione. Dal 2025 questa somma non concorre al reddito imponibile ai fini fiscali.
Serve una domanda all’INPS per il bonus Maroni?
Sì. Con le regole in vigore il lavoratore presenta una richiesta all’INPS, che verifica i requisiti e comunica l’esito a lui e al datore di lavoro. Solo dopo l’accoglimento il datore di lavoro può applicare l’incentivo in busta paga.
Fonti
- Comunicato stampa del Consiglio dei ministri n. 195, Governo: governo.it
- Disegno di legge di bilancio 2027, testo bollinato del 30 ottobre 2026, art. 54 (Disposizioni in materia di trattamenti pensionistici)
- Legge 29 dicembre 2022, n. 197, art. 1, commi 286 e 287: Normattiva
- Legge 30 dicembre 2024, n. 207, art. 1, comma 161: Normattiva
- INPS, circolare n. 82 del 22 settembre 2023: inps.it
- INPS, messaggio n. 4558 del 19 dicembre 2023: inps.it
- INPS, circolare n. 102 del 16 giugno 2025: inps.it
- INPS, comunicato stampa del 7 aprile 2026 sulla circolare n. 42 del 3 aprile 2026: inps.it
Dopo l’esame in Parlamento si conoscerà il testo definitivo; l’INPS, come già avvenuto per le edizioni precedenti, potrà poi pubblicare le istruzioni operative. Per approfondire il tema, la pagina sul calcolo della pensione e il pensionamento spiega come funzionano requisiti e uscite anticipate.
Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.




