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Usufrutto e Nuda Proprietà nella Successione 2026: Calcolo del Valore, Coefficienti per Età e Consolidamento

Quando si apre una successione ereditaria, capire come funzionano usufrutto e nuda proprietà è spesso il passaggio più delicato dell’intera pratica. Il tema usufrutto nuda proprietà successione tocca infatti il cuore del calcolo delle imposte: sbagliare la percentuale attribuita all’usufruttuario significa dichiarare un valore errato e rischiare un avviso di liquidazione dall’Agenzia delle Entrate.

In questa guida aggiornata al 2026 spieghiamo in parole semplici cosa sono questi due diritti, come si usano i coefficienti di usufrutto per età, perché il consolidamento non fa pagare l’imposta di successione e come incide il diritto di abitazione del coniuge superstite. Troverai anche due esempi numerici concreti e le franchigie 2026 aggiornate. Il tema usufrutto nuda proprietà successione richiede precisione: il CAF Centro Fiscale di Udine segue queste pratiche ogni giorno, anche nel particolare sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia.

Indice dei contenuti

Usufrutto e nuda proprietà nella successione: cosa sono

Per capire il rapporto tra usufrutto nuda proprietà successione bisogna partire da un’immagine semplice: la piena proprietà di un immobile è come una torta divisa in due fette. Una fetta è il godimento del bene, l’altra è la titolarità del bene.

L’usufrutto è il diritto di usare un bene e di percepirne i frutti, cioè i redditi che produce. Chi ha l’usufrutto su un appartamento può abitarci, può affittarlo e incassare il canone, ma non può venderlo. L’usufruttuario deve inoltre conservare la destinazione economica del bene e sostenere le spese ordinarie.

La nuda proprietà è invece ciò che resta al proprietario “spogliato” del godimento: è la titolarità del bene senza la possibilità di usarlo finché dura l’usufrutto. Il nudo proprietario può però vendere la sua quota, ereditarla e trasmetterla agli eredi.

La caratteristica decisiva ai fini fiscali è che l’usufrutto è un diritto temporaneo: se costituito a favore di una persona fisica non può durare oltre la vita dell’usufruttuario. Alla sua morte il diritto si estingue automaticamente. Ecco perché, nel calcolo di usufrutto e nuda proprietà nella successione, il valore dipende dall’età dell’usufruttuario: più è giovane, più a lungo (statisticamente) durerà il suo diritto e più vale l’usufrutto.

Usufrutto vedovile e usufrutto legale: due termini da non confondere

Nelle pratiche di successione capita di sentir nominare l’usufrutto vedovile. Si tratta di un istituto storico: prima della riforma del diritto di famiglia del 1975, al coniuge superstite spettava una quota di eredità in usufrutto anziché in piena proprietà. Oggi il coniuge è a tutti gli effetti erede in piena proprietà, ma l’espressione ricorre ancora nelle successioni molto risalenti o nelle visure che riportano diritti costituiti decenni fa.

Diverso ancora è l’usufrutto legale dei genitori sui beni del figlio minore, previsto dal Codice civile: non è un diritto disponibile, non si può cedere e si estingue al compimento della maggiore età del figlio. Non va quindi indicato come un normale usufrutto nella dichiarazione di successione.

Coefficienti usufrutto 2026: la tabella per età

Il valore dell’usufrutto non si stima “a occhio”: si calcola con i coefficienti ufficiali previsti dal prospetto allegato al D.P.R. 131/1986 (Testo unico dell’imposta di registro), richiamato anche ai fini dell’imposta sulle successioni e donazioni.

Questi coefficienti vengono aggiornati ogni anno in funzione del tasso di interesse legale. Per il 2026 c’è però una novità importante da conoscere: con il D.M. 10 dicembre 2025 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 289 del 13 dicembre 2025) il tasso legale è sceso all’1,60%, ma i coefficienti di usufrutto non cambiano. Il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 24 dicembre 2025 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2025) ha infatti confermato per il 2026 i coefficienti già in uso, calcolati sulla base del 2,5%.

Il motivo è tecnico ma semplice: il D.Lgs. 139/2024 ha modificato l’art. 46 del D.P.R. 131/1986 (nuovo comma 5-ter) e l’art. 17 del D.Lgs. 346/1990 (nuovo comma 1-ter) stabilendo che, per questi calcoli, non può essere assunto un saggio legale di interesse inferiore al 2,5%. Poiché l’1,60% è sotto quella soglia, si continua ad applicare il 2,5%. In concreto, per chi compila la pratica, le percentuali di usufrutto e nuda proprietà del 2026 sono identiche a quelle del 2025.

Età usufruttuario (anni compiuti)CoefficienteValore usufruttoValore nuda proprietà
da 0 a 2038,0095%5%
da 21 a 3036,0090%10%
da 31 a 4034,0085%15%
da 41 a 4532,0080%20%
da 46 a 5030,0075%25%
da 51 a 5328,0070%30%
da 54 a 5626,0065%35%
da 57 a 6024,0060%40%
da 61 a 6322,0055%45%
da 64 a 6620,0050%50%
da 67 a 6918,0045%55%
da 70 a 7216,0040%60%
da 73 a 7514,0035%65%
da 76 a 7812,0030%70%
da 79 a 8210,0025%75%
da 83 a 868,0020%80%
da 87 a 926,0015%85%
da 93 a 994,0010%90%
Coefficienti usufrutto 2026 calcolati sul tasso del 2,5% – Fonte: prospetto Allegato 1 al D.Lgs. 139/2024, confermato dal D.M. MEF 24 dicembre 2025

Due precisazioni pratiche sull’uso della tabella nelle pratiche di usufrutto nuda proprietà successione:

  • conta l’età anagrafica compiuta dall’usufruttuario alla data di apertura della successione (cioè alla data del decesso), non l’età attuale;
  • se l’usufrutto è a favore di più persone congiuntamente, si fa riferimento all’età del più giovane degli usufruttuari;
  • se l’usufrutto è a tempo determinato e non vitalizio, il calcolo segue regole diverse e va valutato caso per caso.

Come si calcola il valore: 2 esempi pratici

La formula ufficiale per il calcolo di usufrutto e nuda proprietà è questa:

Valore usufrutto = Valore piena proprietà × 2,5% × coefficiente per età
Valore nuda proprietà = Valore piena proprietà − Valore usufrutto

Il risultato coincide sempre con la percentuale indicata in tabella: moltiplicare per 2,5% × 14 equivale a calcolare il 35%. Per gli immobili, il “valore piena proprietà” nella dichiarazione di successione è di norma il valore catastale, ottenuto rivalutando la rendita catastale del 5% e moltiplicandola per il coefficiente previsto per la categoria dell’immobile.

Esempio 1: usufruttuaria di 74 anni

Immagina che Giulia, 74 anni, sia usufruttuaria di un appartamento con valore catastale di 120.000 euro. La fascia 73-75 anni ha coefficiente 14,00, pari al 35%.

  • Usufrutto: 120.000 × 2,5% × 14 = 42.000 euro (35%)
  • Nuda proprietà: 120.000 − 42.000 = 78.000 euro (65%)

Se il defunto era il nudo proprietario, nell’asse ereditario entrano 78.000 euro, non 120.000. È una differenza che pesa moltissimo sulle imposte ipotecaria e catastale.

Esempio 2: usufruttuario di 62 anni

Supponiamo ora che Marco, 62 anni, sia usufruttuario di un immobile a Udine con valore di 200.000 euro. La fascia 61-63 anni ha coefficiente 22,00, pari al 55%.

  • Usufrutto: 200.000 × 2,5% × 22 = 110.000 euro (55%)
  • Nuda proprietà: 200.000 − 110.000 = 90.000 euro (45%)

Nota la logica: Marco è più giovane di Giulia, quindi il suo usufrutto vale di più e la nuda proprietà vale di meno. Su queste basi si calcolano poi l’imposta ipotecaria del 2% e quella catastale dell’1%, con un minimo di 200 euro ciascuna. Se almeno un erede ha i requisiti prima casa, le due imposte diventano fisse a 200 euro ciascuna: approfondisci il tema nella nostra guida sull’agevolazione prima casa su immobile ereditato.

Consolidamento dell’usufrutto: perché non si paga imposta

È il punto che genera più dubbi in tema di usufrutto nuda proprietà successione, ed è anche la notizia più rassicurante per chi eredita.

Il consolidamento è il fenomeno per cui, alla morte dell’usufruttuario, l’usufrutto si estingue e il nudo proprietario diventa automaticamente pieno proprietario. Il Codice civile prevede infatti che l’usufrutto si estingua con la morte dell’usufruttuario. Non serve alcun atto notarile: le due “fette” si ricompongono da sole.

Perché allora non è dovuta l’imposta di successione? Perché l’imposta colpisce i trasferimenti di beni e diritti per causa di morte e il consolidamento non è un trasferimento. Il nudo proprietario non riceve nulla di nuovo dal defunto: il suo diritto, che già possedeva, si espande riacquistando la pienezza che era temporaneamente compressa dall’usufrutto. L’imposta, del resto, era già stata assolta a monte, quando la nuda proprietà gli era stata trasferita per atto o per successione.

Attenzione però a due casi pratici da distinguere bene, perché è qui che si generano gli errori:

  • Il defunto era usufruttuario: l’immobile non entra nell’asse ereditario. Se non ci sono altri beni, la dichiarazione di successione potrebbe non essere nemmeno dovuta;
  • Il defunto era nudo proprietario: in successione cade solo la nuda proprietà, valorizzata con i coefficienti visti sopra. L’usufruttuario in vita mantiene il suo diritto e gli eredi diventeranno pieni proprietari solo alla sua morte.

Anche quando non si paga imposta, restano spesso da sistemare gli aspetti catastali e tavolari e le posizioni presso banche e assicurazioni: su questo fronte ti può essere utile la guida su come sbloccare conti correnti e titoli del defunto.

Diritto di abitazione del coniuge superstite

Accanto a usufrutto e nuda proprietà esiste un terzo diritto che incide molto sul calcolo successorio: il diritto di abitazione del coniuge superstite, previsto dall’art. 540, comma 2, del Codice civile.

La norma riserva al coniuge che sopravvive, anche quando concorre con i figli, il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e il diritto di uso sui mobili che la arredano, purché di proprietà del defunto o comuni ai coniugi. È una tutela forte: serve a garantire al vedovo o alla vedova di continuare a vivere nella propria casa, indipendentemente dalle quote spettanti agli altri eredi.

Il diritto di abitazione, disciplinato in generale dall’art. 1022 c.c., consiste nel diritto di abitare una casa limitatamente ai bisogni propri e della famiglia. A differenza dell’usufrutto non può essere ceduto né dato in locazione: è un diritto strettamente personale.

Ai fini fiscali, nella dichiarazione di successione il diritto di abitazione si valorizza applicando gli stessi coefficienti per età previsti per l’usufrutto (artt. 14 e 17 del D.Lgs. 346/1990). Concretamente: se il coniuge superstite ha 76 anni, il suo diritto di abitazione sulla casa familiare vale il 30% del valore dell’immobile, e ai figli resta il restante 70%. Questi diritti si calcolano prima di ripartire le quote tra gli eredi, e vanno indicati correttamente nei quadri della dichiarazione.

Un aspetto che molti trascurano: il diritto di abitazione spetta automaticamente per legge, non è una scelta. Ometterlo significa attribuire ai figli un valore superiore a quello reale e pagare imposte non dovute.

Franchigie e aliquote dell’imposta di successione 2026

Una volta determinato il valore di usufrutto e nuda proprietà, si applica l’imposta di successione disciplinata dal D.Lgs. 346/1990, come riformato dal D.Lgs. 139/2024. L’imposta si calcola sul valore netto dell’asse ereditario, e le aliquote cambiano in base al grado di parentela.

BeneficiarioFranchigiaAliquota oltre franchigia
Coniuge, figli e discendenti1.000.000 euro a testa4%
Fratelli e sorelle100.000 euro a testa6%
Altri parenti fino al 4° grado e affininessuna franchigia6%
Altri soggetti (estranei, conviventi di fatto)nessuna franchigia8%
Persone con handicap grave (L. 104/1992)1.500.000 eurosecondo il grado di parentela
Franchigie e aliquote imposta di successione 2026 – D.Lgs. 346/1990

La franchigia è la soglia di valore entro la quale non si paga nulla: solo l’eccedenza viene tassata. Con una franchigia di 1.000.000 di euro a erede per coniuge e figli, nella grande maggioranza delle successioni familiari l’imposta di successione in senso stretto non è dovuta. Restano però quasi sempre dovute le imposte ipotecaria (2%) e catastale (1%) sugli immobili, con il minimo di 200 euro ciascuna.

Il fatto che in successione cada la sola nuda proprietà riduce quindi soprattutto la base delle imposte ipocatastali. Ricordiamo infine il termine fondamentale: la dichiarazione va presentata entro 12 mesi dalla data del decesso. Tutti i passaggi operativi sono spiegati nella nostra guida alla dichiarazione di successione telematica 2026.

Voltura catastale e sistema tavolare FVG

Dopo la dichiarazione occorre aggiornare le intestazioni degli immobili. Con la dichiarazione telematica la voltura catastale è di regola richiesta contestualmente, entro 30 giorni; in presenza di usufrutto e nuda proprietà la voltura deve riportare esattamente i diritti, distinguendo chi è usufruttuario e chi è nudo proprietario e per quale quota.

Nel caso del consolidamento la situazione è diversa: poiché non c’è successione sull’immobile, non c’è una dichiarazione che produca la voltura. L’aggiornamento della titolarità richiede quindi un intervento specifico per far risultare il nudo proprietario come pieno proprietario.

Qui entra in gioco una peculiarità tutta friulana. In Friuli Venezia Giulia vige il sistema tavolare (o Libro Fondiario), un registro immobiliare di derivazione austriaca profondamente diverso dal catasto del resto d’Italia. La differenza chiave: nel sistema tavolare l’iscrizione ha efficacia costitutiva, cioè il diritto si acquista con l’intavolazione, e l’aggiornamento non avviene automaticamente con la dichiarazione di successione. Serve una domanda tavolare rivolta al Giudice tavolare competente.

Per chi eredita immobili a Udine, Cividale, Tarcento o in qualsiasi comune della regione, questo significa che la pratica non è finita con la successione: senza intavolazione, il Libro Fondiario continua a indicare il defunto come titolare, con problemi concreti al momento di vendere, ipotecare o gestire il bene. È un passaggio che i CAF nazionali spesso non gestiscono: il CAF Centro Fiscale di Udine lavora quotidianamente con il sistema tavolare del territorio.

Un’ultima nota pratica spesso ignorata: l’IMU sull’immobile è dovuta dall’usufruttuario, non dal nudo proprietario. Chi eredita la sola nuda proprietà non deve quindi versare l’imposta finché l’usufrutto è in vita. Per i conteggi puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale Udine. Allo stesso modo, i redditi dell’immobile (ad esempio i canoni di locazione) vanno dichiarati dall’usufruttuario nella propria dichiarazione dei redditi.

Errori frequenti da evitare

Dall’esperienza sulle pratiche di usufrutto nuda proprietà successione emergono alcuni errori che si ripetono con regolarità e che spesso costano un avviso di liquidazione a distanza di anni:

  • Dichiarare la piena proprietà quando il defunto possedeva solo la nuda proprietà: si pagano imposte ipocatastali su un valore più alto del dovuto;
  • Usare l’età sbagliata: va considerata l’età dell’usufruttuario alla data del decesso, e un solo anno può far cambiare fascia e percentuale;
  • Dimenticare il diritto di abitazione del coniuge superstite, che riduce il valore attribuito ai figli;
  • Presentare una dichiarazione non dovuta quando il defunto era solo usufruttuario e non lasciava altri beni;
  • Fermarsi alla successione senza procedere all’intavolazione nei comuni a sistema tavolare del FVG.

Situazioni particolari, come la presenza di un fondo patrimoniale nella successione, richiedono poi una valutazione dedicata prima di compilare qualsiasi quadro.

Domande frequenti

Alla morte dell’usufruttuario devo presentare la dichiarazione di successione?

No, non per quell’immobile. Alla morte dell’usufruttuario si verifica il consolidamento: il nudo proprietario diventa pieno proprietario senza che vi sia un trasferimento, quindi non è dovuta imposta di successione su quel bene. La dichiarazione resta però necessaria se il defunto ha lasciato altri beni (immobili in proprietà, conti, titoli) che rientrano nell’asse ereditario.

Quale età conta per applicare i coefficienti di usufrutto?

Conta l’età anagrafica compiuta dall’usufruttuario alla data di apertura della successione, cioè il giorno del decesso. Se gli usufruttuari sono più di uno in via congiunta, si utilizza l’età del più giovane, perché è quella che determina la durata prevedibile del diritto.

I coefficienti usufrutto 2026 sono cambiati rispetto al 2025?

No. Il tasso di interesse legale è sceso all’1,60% dal 1° gennaio 2026, ma per il calcolo di usufrutto, rendite e pensioni la legge impone una soglia minima del 2,5%. Il decreto MEF del 24 dicembre 2025 ha quindi confermato i coefficienti già in vigore: le percentuali di usufrutto e nuda proprietà sono identiche a quelle del 2025.

Il diritto di abitazione del coniuge riduce le imposte degli altri eredi?

Sì. Il diritto di abitazione riservato al coniuge superstite dall’art. 540 c.c. si valorizza con i coefficienti dell’usufrutto e si sottrae dal valore dell’immobile prima di ripartire le quote. Di conseguenza il valore che cade in capo ai figli è più basso, con un effetto diretto sulle imposte ipotecaria e catastale.

Chi paga l’IMU tra usufruttuario e nudo proprietario?

L’IMU è a carico dell’usufruttuario, che è il soggetto passivo dell’imposta in quanto titolare del diritto di godimento. Il nudo proprietario non versa l’IMU fino a quando l’usufrutto non si estingue. Dal momento del consolidamento, invece, l’obbligo passa al nuovo pieno proprietario.

In Friuli Venezia Giulia la voltura è automatica dopo la successione?

No. Nei comuni a sistema tavolare del FVG l’aggiornamento del Libro Fondiario non è automatico: occorre una domanda tavolare al Giudice tavolare. Finché non viene eseguita l’intavolazione, il registro continua a riportare il defunto come titolare, con conseguenze concrete in caso di vendita o di accensione di un mutuo.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Assistenza per la successione a Udine

Gestire una pratica di usufrutto nuda proprietà successione significa mettere insieme visure, coefficienti per età, quote ereditarie, diritto di abitazione e, in Friuli, gli adempimenti tavolari. Un errore su una singola percentuale si traduce in imposte sbagliate e in una rettifica che può arrivare anni dopo.

Il CAF Centro Fiscale di Udine segue l’intera pratica: verifica dei diritti reali sugli immobili, calcolo del valore di usufrutto e nuda proprietà, redazione e invio telematico della dichiarazione di successione, voltura catastale e intavolazione nel sistema tavolare. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine, in Viale Tullio 13, sia online in tutta Italia, con preventivo personalizzato in base alla complessità della pratica.

Hai bisogno di assistenza per la successione? Contattaci per fissare un appuntamento: i nostri operatori analizzano la tua situazione e si occupano di ogni passaggio. Puoi chiamare lo 0432 1638640, scrivere su WhatsApp al 366 6018121 oppure compilare il modulo qui sotto.

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