NOTIZIEDivisione dell’Eredità: Quale Tribunale è Competente Territorialmente?Quando un defunto lascia più eredi, prima o poi si pone una domanda pratica: come si divide il patrimonio? E se gli eredi non vanno d’accordo, a quale tribunale bisogna rivolgersi? La questione della competenza territoriale nella divisione ereditaria riguarda migliaia di famiglie italiane ogni anno e ha una risposta precisa nel Codice di Procedura Civile.Indice dei contenutiCosa si intende per divisione ereditariaLa regola generale: l’articolo 22 c.p.c.Cosa si intende per luogo di apertura della successioneLa procedura giudiziale: l’articolo 747 c.p.c.Quando la divisione è volontaria o stragiudizialeDomande frequentiCosa si intende per divisione ereditariaQuando una persona muore, il suo patrimonio — case, conti correnti, titoli, beni mobili — entra in una fase chiamata comunione ereditaria: tutti gli eredi ne sono comproprietari in quote ideali, senza che nessun bene sia ancora assegnato a qualcuno in particolare. La divisione ereditaria è proprio il procedimento con cui si scioglie questa comunione, assegnando a ciascun erede la propria parte concreta dell’eredità.La divisione può avvenire in due modi:Divisione amichevole (o stragiudiziale): gli eredi si accordano tra loro, spesso con l’aiuto di un notaio, senza bisogno di ricorrere al giudice.Divisione giudiziale: quando non c’è accordo, uno o più eredi si rivolgono al tribunale, che nomina un perito, valuta i beni e stabilisce le quote da assegnare a ciascuno.È in questo secondo caso che diventa fondamentale sapere quale tribunale è competente. La regola generale: l’articolo 22 c.p.c.Il punto di riferimento normativo principale è l’articolo 22 del Codice di Procedura Civile, che stabilisce un foro speciale per le cause ereditarie. Secondo questa norma, per tutte le cause relative a eredità — compresa la divisione — è competente il tribunale del luogo in cui si è aperta la successione.Si tratta di una regola di competenza facoltativa (non esclusiva), il che significa che gli eredi possono anche scegliere di agire davanti al tribunale ordinariamente competente (ad esempio quello del luogo in cui risiede il convenuto), ma il foro ereditario dell’articolo 22 c.p.c. rappresenta il punto di riferimento naturale per chi vuole avviare una divisione giudiziale.Questa norma vale per un’ampia gamma di cause connesse all’eredità: non solo la divisione, ma anche le azioni per il riconoscimento della qualità di erede, le domande di riduzione delle donazioni lesive della quota legittima, e le controversie sui legati. Cosa si intende per luogo di apertura della successioneSecondo il Codice Civile (art. 456), la successione si apre nel luogo dell’ultimo domicilio del defunto. Il domicilio, dal punto di vista giuridico, non è necessariamente il luogo in cui la persona viveva abitualmente (residenza anagrafica), ma il luogo dove aveva stabilito la sede principale dei propri affari e interessi.Nella pratica, però, domicilio e residenza anagrafica coincidono nella grande maggioranza dei casi. Quindi, se il defunto era residente a Milano al momento della morte, sarà in linea di principio il Tribunale di Milano a essere competente per le cause ereditarie.Attenzione a non confondere:Luogo di apertura della successione = ultimo domicilio del defunto (art. 456 c.c.).Luogo dove si trovano i beni ereditari: irrilevante ai fini della competenza del tribunale per la divisione.Luogo di residenza degli eredi: anch’esso irrilevante per la competenza del foro ereditario.Questa distinzione è importante: se il defunto viveva a Torino ma i beni si trovano a Napoli e gli eredi abitano a Roma, la causa di divisione si radica comunque davanti al Tribunale di Torino. La procedura giudiziale: l’articolo 747 c.p.c.Oltre alla regola generale del foro ereditario, per la divisione giudiziale esiste una norma specifica: l’articolo 747 del Codice di Procedura Civile. Questo articolo disciplina il procedimento di divisione davanti al tribunale e conferma che la competenza appartiene al giudice del luogo di apertura della successione.Il procedimento si avvia con un ricorso depositato al tribunale competente. Il giudice, dopo aver sentito le parti, nomina un perito estimatore che valuta i beni ereditari. Sulla base di questa stima, il giudice (o il notaio delegato) elabora un progetto di divisione che tiene conto delle quote spettanti a ciascun erede.Se gli eredi accettano il progetto, la divisione si perfeziona. Se invece sorgono contestazioni, la causa prosegue nelle forme ordinarie del contenzioso civile. I tempi possono dilatarsi notevolmente, soprattutto nei tribunali delle grandi città: in molti casi si superano i due o tre anni prima di arrivare a una sentenza definitiva.Per chi si trova in Friuli Venezia Giulia, vale la pena ricordare che la regione è soggetta al sistema tavolare, un registro catastale diverso dal resto d’Italia. Questo sistema richiede competenze specifiche per la trascrizione degli atti ereditari e può incidere sul corso delle pratiche di divisione. Il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza pluriennale con il sistema tavolare e può orientare gli eredi nella fase stragiudiziale e documentale. Quando la divisione è volontaria o stragiudizialeNon sempre è necessario ricorrere al tribunale. Se tutti gli eredi sono maggiorenni e capaci e raggiungono un accordo, la divisione può avvenire per atto notarile (scrittura privata autenticata o atto pubblico). In questo caso il notaio può operare nel luogo in cui lo desiderano le parti, senza vincoli territoriali legati al domicilio del defunto.La divisione stragiudiziale è di gran lunga preferibile dal punto di vista pratico:Tempi molto più rapidi: in pochi mesi si può chiudere la pratica.Costi inferiori: si risparmia sulle spese legali e processuali.Flessibilità: gli eredi possono concordare soluzioni personalizzate (ad esempio uno paga gli altri e prende la casa intera).Meno conflittualità: si preserva il rapporto familiare.Esistono però situazioni in cui il tribunale è necessario: quando uno o più eredi sono minorenni o interdetti (e occorre l’autorizzazione del giudice tutelare), quando non si riesce a trovare un accordo, o quando i beni non sono facilmente divisibili (come un immobile di proprietà congiunta su cui gli eredi hanno idee diverse).Per ulteriori approfondimenti sul tema, puoi leggere i nostri articoli su successione con mutuo in corso, su chi è l’erede universale e su cosa succede quando spunta un testamento. Domande frequentiSe il defunto viveva all’estero, quale tribunale italiano è competente?Se il defunto aveva l’ultimo domicilio all’estero, la competenza territoriale non segue la regola dell’articolo 22 c.p.c. In questo caso si applicano le norme di diritto internazionale privato (Regolamento UE n. 650/2012 per le successioni transfrontaliere all’interno dell’UE), che in linea generale attribuiscono la competenza ai tribunali del Paese di residenza abituale del defunto al momento della morte.Cosa succede se non si conosce l’ultimo domicilio del defunto?Se il luogo dell’ultimo domicilio è incerto o sconosciuto, si fa riferimento al luogo dove si trovano i beni ereditari oppure al luogo di residenza anagrafica risultante dai registri comunali. In mancanza di ogni indicazione utile, competente è il tribunale del luogo in cui il defunto aveva la residenza prima del trasferimento.Gli eredi possono scegliere un tribunale diverso da quello del domicilio del defunto?Sì, ma solo in parte. Il foro ereditario dell’articolo 22 c.p.c. è facoltativo: gli eredi possono agire anche davanti al tribunale del luogo di residenza del convenuto (il classico foro del domicilio del convenuto). Tuttavia, se si avvia un procedimento di divisione giudiziale ex art. 747 c.p.c., la competenza del tribunale del luogo di apertura della successione ha carattere speciale e prevale.È obbligatorio avere un avvocato per la divisione giudiziale?Sì. Il procedimento di divisione giudiziale si svolge davanti al tribunale ordinario e richiede obbligatoriamente la difesa tecnica, cioè la rappresentanza da parte di un avvocato abilitato. Non è possibile agire personalmente. Per la divisione stragiudiziale davanti al notaio, invece, non serve un avvocato (anche se è sempre consigliabile una consulenza legale preventiva).Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/11/SUCCESSIONE-PER-RAPPRESENTAZIONE-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-01 11:00:002026-08-31 08:57:44Divisione dell’Eredità: Quale Tribunale è Competente Territorialmente?