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Il contratto di apprendistato 2026 rappresenta una delle principali modalità di ingresso nel mondo del lavoro per i giovani italiani. Si tratta di un contratto a causa mista che combina formazione e lavoro retribuito, offrendo vantaggi sia al datore di lavoro (contributi agevolati) sia all’apprendista (acquisizione di competenze certificate). In questa guida analizziamo le 3 tipologie di apprendistato, la retribuzione progressiva, la durata e gli obblighi formativi previsti dalla normativa vigente.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è il contratto di apprendistato
  2. Le 3 tipologie di apprendistato
  3. Apprendistato per la qualifica professionale
  4. Apprendistato professionalizzante
  5. Apprendistato di alta formazione e ricerca
  6. Retribuzione progressiva per anno
  7. Contributi agevolati per il datore di lavoro
  8. Durata del contratto di apprendistato
  9. Obblighi formativi e piano formativo individuale
  10. Domande frequenti

Cos’è il contratto di apprendistato

L’apprendistato è un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all’occupazione giovanile, disciplinato dal D.Lgs. 81/2015 (artt. 41-47). A differenza di altri contratti, l’apprendistato prevede un periodo formativo iniziale durante il quale il lavoratore acquisisce competenze professionali specifiche, con una retribuzione progressiva che aumenta nel corso degli anni.

Il contratto di apprendistato si rivolge principalmente ai giovani tra i 15 e i 29 anni (con eccezioni per alcune tipologie) e rappresenta uno strumento strategico per le politiche attive del lavoro. Per una panoramica completa sulle diverse forme contrattuali disponibili, consulta la nostra guida sui contratti di lavoro 2026: tipologie e differenze.

Le 3 tipologie di apprendistato nel 2026

La normativa italiana prevede tre distinte tipologie di apprendistato, ciascuna con finalità, destinatari e durata specifici:

TipologiaEtàFinalitàDurata max
Qualifica professionale (I livello)15-25 anniQualifica o diploma professionale3-4 anni
Professionalizzante (II livello)18-29 anniQualificazione professionale3-5 anni
Alta formazione e ricerca (III livello)18-29 anniTitoli di studio superioriVariabile

Apprendistato per la qualifica e il diploma professionale (I livello)

L’apprendistato di primo livello è rivolto ai giovani dai 15 ai 25 anni e consente di conseguire una qualifica professionale triennale, un diploma professionale quadriennale o un certificato di specializzazione tecnica superiore (IFTS). Questa tipologia integra il percorso scolastico con l’esperienza lavorativa in azienda.

Caratteristiche principali:

  • Durata: massimo 3 anni per la qualifica, 4 anni per il diploma professionale
  • Formazione: alternanza tra istituzione formativa e azienda, con un minimo di ore di formazione esterna
  • Retribuzione: per le ore di formazione esterna l’apprendista riceve il 10% della retribuzione dovuta; per le ore in azienda si applica la retribuzione contrattuale
  • Requisito: sottoscrizione di un protocollo tra datore di lavoro e istituzione formativa

Apprendistato professionalizzante (II livello)

L’apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere è la tipologia più diffusa e si rivolge ai giovani dai 18 ai 29 anni (17 anni se in possesso di qualifica professionale). L’obiettivo è il conseguimento di una qualificazione professionale ai fini contrattuali, determinata dai CCNL di settore.

Elementi distintivi:

  • Durata: minimo 6 mesi, massimo 3 anni (5 anni per l’artigianato)
  • Formazione: 120 ore complessive nel triennio di formazione base e trasversale (a carico delle Regioni) + formazione professionalizzante (a carico dell’azienda)
  • CCNL: i contratti collettivi nazionali definiscono durata, qualifiche conseguibili e retribuzione
  • Eccezione età: possibile anche per lavoratori in mobilità o percettori di NASpI, senza limiti di età

Al termine del periodo formativo, se nessuna delle parti recede, il rapporto prosegue come ordinario contratto a tempo indeterminato.

Apprendistato di alta formazione e ricerca (III livello)

L’apprendistato di terzo livello consente ai giovani dai 18 ai 29 anni di conseguire titoli di studio universitari (laurea, master, dottorato) o svolgere attività di ricerca, combinando il lavoro in azienda con il percorso accademico.

Titoli conseguibili:

  • Laurea triennale e magistrale
  • Master universitari di I e II livello
  • Dottorato di ricerca
  • Diploma ITS (Istituti Tecnici Superiori)
  • Attività di ricerca presso enti pubblici o privati
  • Praticantato per l’accesso alle professioni ordinistiche

La regolamentazione e la durata sono definite dalle Regioni in accordo con le parti sociali e le istituzioni formative. Questa forma è particolarmente vantaggiosa per chi desidera avviare una partita IVA in ambito professionale dopo il conseguimento del titolo.

Retribuzione progressiva dell’apprendista

La retribuzione dell’apprendista è inferiore a quella di un lavoratore qualificato e segue un meccanismo progressivo per anno di contratto. I CCNL stabiliscono la percentuale della retribuzione rispetto al livello di inquadramento finale.

Schema retributivo tipico (apprendistato professionalizzante):

AnnoPercentuale retribuzioneEsempio (livello 4 Commercio)
1° anno70%Circa 1.150 euro lordi/mese
2° anno80%Circa 1.310 euro lordi/mese
3° anno90%Circa 1.475 euro lordi/mese
Fine apprendistato100%Circa 1.640 euro lordi/mese

Nota: le percentuali e gli importi variano in base al CCNL applicato e al livello di inquadramento. Per calcolare con precisione il netto in busta paga, puoi consultare la guida sul calcolo dello stipendio netto 2026. L’apprendista ha diritto a tutte le maggiorazioni previste (straordinari, notturno, festività) e alla tredicesima mensilità.

Contributi agevolati per il datore di lavoro

Uno dei principali vantaggi dell’apprendistato per le aziende riguarda la contribuzione agevolata INPS. Le aliquote contributive sono significativamente ridotte rispetto a un normale rapporto di lavoro subordinato:

  • Aziende fino a 9 dipendenti: contribuzione ridotta all’1,5% il primo anno, 3% il secondo anno, 10% dal terzo anno in poi
  • Aziende con 10+ dipendenti: aliquota contributiva del 10% per tutta la durata dell’apprendistato
  • Contributo apprendista: 5,84% a carico del lavoratore
  • Dopo la conferma: l’agevolazione del 10% prosegue per ulteriori 12 mesi dopo la trasformazione in contratto a tempo indeterminato

L’apprendista è inoltre escluso dal computo dei dipendenti ai fini del raggiungimento di determinate soglie dimensionali aziendali, salvo specifiche previsioni di legge.

Durata del contratto di apprendistato

La durata dell’apprendistato varia in base alla tipologia e al CCNL applicato:

TipologiaDurata minimaDurata massima
I livello (qualifica)6 mesi3 anni (4 per diploma)
II livello (professionalizzante)6 mesi3 anni (5 per artigianato)
III livello (alta formazione)6 mesiLegata al percorso formativo

Regole sulla durata:

  • La durata minima è sempre di 6 mesi, salvo attività stagionali
  • In caso di malattia, infortunio o maternità superiori a 30 giorni, il periodo di apprendistato viene prorogato di pari durata
  • Al termine, ciascuna parte può recedere con preavviso secondo l’art. 2118 c.c.
  • Se nessuno recede, il rapporto prosegue come contratto a tempo indeterminato

Obblighi formativi e piano formativo individuale

Il cuore del contratto di apprendistato è la componente formativa. Il datore di lavoro è tenuto a redigere un Piano Formativo Individuale (PFI) che definisce il percorso di formazione dell’apprendista.

Il PFI deve contenere:

  • Le competenze da acquisire (tecniche, trasversali e di base)
  • Il nome del tutor aziendale responsabile della formazione
  • Le modalità di erogazione della formazione (in aula, on the job, e-learning)
  • La durata e articolazione delle ore formative

Sanzioni per inadempimento formativo: se il datore di lavoro non eroga la formazione prevista, è tenuto a versare la differenza tra la contribuzione agevolata e quella ordinaria, maggiorata del 100%, per tutto il periodo di inadempimento. Nei casi più gravi, l’Ispettorato del Lavoro può disporre la trasformazione del rapporto in contratto ordinario.

Domande frequenti sull’apprendistato 2026

L’apprendista ha diritto alle ferie e alla malattia?

Sì, l’apprendista gode di tutti i diritti previsti per i lavoratori subordinati: ferie, permessi retribuiti, malattia, maternità/paternità, TFR e tredicesima mensilità. I periodi di malattia o infortunio superiori a 30 giorni prorogano automaticamente la durata dell’apprendistato.

L’apprendista può essere licenziato durante il periodo formativo?

Durante il periodo formativo, il licenziamento è possibile solo per giusta causa (art. 2119 c.c.) o giustificato motivo (L. 604/1966). Al termine del periodo formativo, entrambe le parti possono recedere liberamente con preavviso. Se nessuno recede, il contratto prosegue a tempo indeterminato.

Quanti apprendisti può assumere un’azienda?

Il rapporto tra apprendisti e lavoratori qualificati non può superare il 3:2 (per aziende con almeno 10 dipendenti) o il 100% (per aziende sotto i 10 dipendenti). Le aziende artigiane seguono limiti diversi definiti dalla L. 443/1985.

L’apprendistato dà diritto alla NASpI?

Sì. Al termine dell’apprendistato, se il datore di lavoro recede e l’apprendista non trova nuova occupazione, ha diritto alla NASpI (indennità di disoccupazione), a condizione di aver maturato almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti.

È possibile trasformare un tirocinio in apprendistato?

Sì, un tirocinio extracurriculare può essere trasformato in contratto di apprendistato. In questo caso, il periodo di tirocinio non viene computato nella durata dell’apprendistato, ma le competenze acquisite possono essere valorizzate nel Piano Formativo Individuale.

Conclusione

Il contratto di apprendistato 2026 resta uno strumento fondamentale per l’inserimento lavorativo dei giovani, con vantaggi concreti sia per i lavoratori che per le aziende. Le tre tipologie previste dalla legge coprono un ampio spettro di percorsi formativi, dalla qualifica professionale al dottorato di ricerca. Se stai valutando le diverse opzioni contrattuali, consulta anche la guida completa sui contratti di lavoro 2026 per un confronto dettagliato tra tutte le forme disponibili.

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