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Tag Archivio per: Bonus mobili giovani coppie

CAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA

Bonus mobili giovani coppie 2026: cosa è cambiato dal 2016 e agevolazioni attuali

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Cercando “bonus mobili giovani coppie 2026” online si trovano ancora articoli del 2016 e 2017 che descrivono una misura ormai abolita da anni. Il risultato? Migliaia di giovani conviventi o neo-sposi convinti di poter accedere a un’agevolazione specifica che non esiste più, e che rischiano di perdere tempo prezioso e detrazioni reali.

In questa guida facciamo chiarezza: cosa era il bonus mobili giovani coppie, perché è stato abolito nel 2018, e quali sono le agevolazioni concrete disponibili nel 2026 per chi acquista la prima casa, vuole arredare o ristrutturare. Informazioni aggiornate, senza promesse impossibili.

Indice dei contenuti

  1. Indice
  2. Cosa era il bonus mobili giovani coppie (Legge Stabilità 2016)
  3. Quando è stato abolito e perché
  4. Bonus mobili 2026 attuale: la versione collegata alla ristrutturazione
  5. Massimale 2026: 5.000 euro e come funziona la detrazione
  6. Requisiti: quale ristrutturazione qualifica per il bonus mobili
  7. Bonus prima casa under 36: la vera agevolazione 2026 per i giovani
  8. Fondo Consap garanzia mutui prima casa giovani
  9. Detrazione affitto giovani 20-31 anni
  10. Come cumulare le agevolazioni: esempio pratico coppia giovane
  11. Errori comuni: le trappole più frequenti
  12. Come ti aiuta il CAF Centro Fiscale

Indice

  • Cosa era il bonus mobili giovani coppie (Legge Stabilità 2016)
  • Quando è stato abolito e perché
  • Bonus mobili 2026 attuale: la versione collegata alla ristrutturazione
  • Massimale 2026: 5.000 euro e come funziona la detrazione
  • Requisiti: quale ristrutturazione qualifica per il bonus mobili
  • Bonus prima casa under 36: la vera agevolazione 2026 per i giovani
  • Fondo Consap garanzia mutui prima casa giovani
  • Detrazione affitto giovani 20-31 anni
  • Come cumulare le agevolazioni: esempio pratico coppia giovane
  • Errori comuni: le trappole più frequenti
  • Come ti aiuta il CAF Centro Fiscale

Cosa era il bonus mobili giovani coppie (Legge Stabilità 2016)

Il bonus mobili giovani coppie era una misura introdotta dalla Legge di Stabilità 2016 (L. 208/2015, art. 1 comma 75) pensata appositamente per le coppie giovani che acquistavano la prima casa. A differenza del bonus mobili ordinario (ancora oggi esistente), questa misura aveva caratteristiche specifiche:

  • Beneficiari: coppie coniugate o conviventi more uxorio da almeno 3 anni, con almeno uno dei componenti under 35 (età al momento dell’acquisto dell’immobile)
  • Requisito immobile: acquisto dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale (anche non nuova, purchè prima casa)
  • Oggetto detrazione: acquisto di mobili e grandi elettrodomestici (classe A+ per forni, A per gli altri) destinati all’arredo dell’abitazione principale
  • Massimale di spesa: 16.000 euro (limite totale agevolabile)
  • Aliquota: 50% (detrazione IRPEF, in 10 rate annuali)
  • Detrazione massima: 8.000 euro totali (50% di 16.000)
  • Differenza chiave: non richiedeva la previa ristrutturazione dell’immobile (a differenza del bonus mobili ordinario)

La misura era stata concepita per incentivare le coppie giovani ad acquistare casa e arredarla, senza dover necessariamente avviare lavori di ristrutturazione. Una facilitazione significativa rispetto al bonus mobili “classico” che invece era — ed è ancora oggi — vincolato all’esecuzione di interventi edilizi.

Quando è stato abolito e perché

Il bonus mobili giovani coppie è stato introdotto per le spese del solo anno 2016. La Legge di Bilancio 2017 (L. 232/2016) non ha prorogato la misura, e da allora il beneficio non è più disponibile. Nessuna legge di bilancio successiva (2018, 2019, 2020, 2021, 2022, 2023, 2024, 2025, 2026) l’ha reintrodotto.

Dal 1° gennaio 2017, quindi, il bonus mobili giovani coppie nella sua forma originaria non esiste più. Chi cerca questa agevolazione nel 2026 non troverà nulla da attivare su quel canale specifico.

Perché non è stato prorogato? Le ragioni principali sono state di bilancio pubblico (costo elevato della misura senza ristrutturazione abbinata) e di policy (si è preferito concentrare le risorse sul bonus mobili ordinario, collegandolo agli interventi di recupero del patrimonio edilizio).

Bonus mobili 2026 attuale: la versione collegata alla ristrutturazione

Il bonus mobili 2026 esiste ancora, ma è una misura completamente diversa dal vecchio bonus giovani coppie. La normativa di riferimento è l’art. 16-bis del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), che prevede la detrazione IRPEF del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di interventi di recupero edilizio.

Le caratteristiche principali del bonus mobili 2026:

  • Collegamento obbligatorio a interventi di ristrutturazione edilizia (il solo acquisto del mobile non basta)
  • Aliquota: 50% sulla spesa sostenuta
  • Massimale 2026: 5.000 euro (ridotto rispetto agli anni precedenti: era 8.000 euro nel 2023, 5.000 dal 2024 in poi con la Legge di Bilancio 2024)
  • Detrazione massima: 2.500 euro (50% di 5.000)
  • Durata detrazioni: 10 rate annuali di pari importo
  • Non è specifico per giovani coppie: può usarlo chiunque abbia fatto una ristrutturazione ammissibile

Massimale 2026: 5.000 euro e come funziona la detrazione

Il massimale di 5.000 euro per il 2026 è stato confermato dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024). Si applica per ciascuna unità immobiliare oggetto di ristrutturazione, non per nucleo familiare. Questo significa che se una coppia ristruttura due immobili (es. un appartamento e un garage accatastato separatamente), il massimale è 5.000 euro per ciascuna unità.

Come funziona il calcolo:

  • Acquisti ammissibili: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze; cucine; grandi elettrodomestici (classe A per i forni, A per gli altri, dove prevista la classe energetica)
  • Acquisti NON ammissibili: porte, pavimenti, tende e tendaggi, altri elementi di finitura
  • Modalità di pagamento: obbligatorio il bonifico bancario/postale parlante (con codice fiscale del beneficiario e del fornitore) oppure carta di credito/debito. Assegni e contanti non danno diritto alla detrazione

Per i dettagli sul bonifico corretto per il bonus mobili: Bonus mobili 2026: bonifico ordinario o parlante.

Requisiti: quale ristrutturazione qualifica per il bonus mobili

Per poter accedere al bonus mobili 2026, deve essere stata avviata (o completata) una delle seguenti tipologie di intervento a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello di acquisto dei mobili:

  • Manutenzione straordinaria su singole unità abitative
  • Restauro e risanamento conservativo
  • Ristrutturazione edilizia
  • Manutenzione ordinaria (solo su parti comuni di edifici condominiali)
  • Ricostruzione o ripristino di immobile danneggiato da eventi calamitosi
  • Interventi antisismici

Attenzione: la manutenzione ordinaria sulla singola unità abitativa (es. tinteggiatura interna, sostituzione sanitari) NON qualifica per il bonus mobili. Deve trattarsi di manutenzione straordinaria o superiore.

Bonus prima casa under 36: la vera agevolazione 2026 per i giovani

La misura più rilevante per i giovani acquirenti di prima casa nel 2026 è il bonus prima casa under 36, prorogato dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) con alcune modifiche. Si applica a chi:

  • Ha meno di 36 anni nell’anno in cui stipula il rogito
  • Ha un ISEE non superiore a 40.000 euro annui
  • Acquista la prima casa (non di lusso: non categorie catastali A/1, A/8, A/9)

Le agevolazioni specifiche per l’under 36 sono:

  • Esenzione imposta di registro (normalmente 2% per prima casa)
  • Esenzione imposta ipotecaria e catastale (normalmente 50 + 50 euro)
  • Credito d’imposta pari all’IVA pagata sull’acquisto (se acquistato dal costruttore soggetto IVA)
  • Esenzione dall’imposta sostitutiva sui mutui (normalmente 0,25% per prima casa)

Il bonus prima casa under 36 non copre l’acquisto di mobili, ma genera un risparmio significativo sui costi di acquisto dell’immobile, liberando risorse per l’arredamento. Per chi poi ristruttura, si aggiunge il bonus mobili 2026 (5.000 euro agevolabili).

Fondo Consap garanzia mutui prima casa giovani

Il Fondo di Garanzia Prima Casa Consap (ex Fondo Giovani Coppie) garantisce fino al 50% della quota capitale del mutuo per l’acquisto della prima casa. Non è una detrazione o un bonus diretto, ma una garanzia pubblica che facilita l’accesso al credito bancario a condizioni vantaggiose.

Possono accedere al Fondo Consap, con garanzia rafforzata all’80% per alcune categorie:

  • Giovani coppie (anche solo conviventi da almeno 2 anni)
  • Genitori single con figli minori
  • Conduttori di alloggi di edilizia residenziale pubblica
  • Giovani di età inferiore a 36 anni con ISEE sotto 40.000 euro

Il Fondo è operativo tramite le banche aderenti all’accordo con Consap. Informazioni aggiornate: sito Consap.it (sezione Fondo Prima Casa) e portale AgevolazioniFiscali.gov.it.

Detrazione affitto giovani 20-31 anni

Per chi è troppo giovane per comprare o preferisce affittare, il D.L. 73/2022 (convertito con L. 122/2022) ha introdotto una detrazione specifica per i contratti di locazione stipulati da giovani tra i 20 e i 31 anni non compiuti:

  • Detrazione: 991,60 euro oppure 20% del canone annuo, se questo importo è inferiore a 991,60 euro
  • Durata: per i primi 4 anni del contratto
  • Requisiti: reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro; abitazione diversa da quella dei genitori; contratto di locazione a canone libero (4+4) o concordato (3+2)
  • Dove va dichiarata: modello 730 o Redditi PF (quadro E/RP)

Per tutti i dettagli: Bonus affitto 2026: detrazione canone locazione, requisiti e come ottenerla nel 730.

Come cumulare le agevolazioni: esempio pratico coppia giovane

Vediamo un esempio concreto per capire come una coppia di giovani possa massimizzare le agevolazioni disponibili nel 2026:

Scenario: Coppia, lui 28 anni, lei 31 anni. ISEE 32.000 euro. Acquistano prima casa da privato a 200.000 euro a Udine. Poi eseguono ristrutturazione bagno (manutenzione straordinaria) per 15.000 euro e acquistano mobili per 4.800 euro.

AgevolazioneRequisito soddisfattoVantaggio
Bonus prima casa under 36Sì (lui ha 28 anni, ISEE 32.000)Esenzione imposta registro (4.000 euro) + ipot./catast. (100 euro)
Fondo Consap garanzia mutuoSì (se richiedono mutuo)Garanzia pubblica 50% su quota capitale
Detrazione ristrutturazione 50%Sì (manutenzione straordinaria)Detrazione 50% su 15.000 = 7.500 euro in 10 anni
Bonus mobili 2026Sì (ristrutturazione in corso)Detrazione 50% su 4.800 = 2.400 euro in 10 anni

Totale agevolazioni stimate: circa 13.900 euro tra risparmio fiscale immediato e detrazioni pluriennali. Il tutto senza nessuna misura specifica “giovani coppie” — bastano quelle esistenti, usate in modo coordinato.

Errori comuni: le trappole più frequenti

Ecco i malintesi più diffusi che portano i giovani acquirenti a sbagliare nella gestione delle agevolazioni:

1. Credere che il bonus mobili giovani coppie esista ancora

Come spiegato, la misura è stata operativa solo per le spese del 2016. Chiunque nel 2026 tenti di applicarla farà un errore nella dichiarazione dei redditi, con rischio di contestazione da parte dell’Agenzia delle Entrate e restituzione delle detrazioni fruite indebitamente.

2. Usare il bonifico ordinario invece del parlante per il bonus mobili

Il bonus mobili 2026 richiede pagamenti tracciabili. Il bonifico ordinario non identifica correttamente il beneficiario fiscale: occorre il bonifico parlante con il codice causale corretto (lo stesso dei lavori di ristrutturazione, es. causale “Bonifico relativo a lavori di ristrutturazione edilizia di cui all’art. 16-bis del TUIR”). Per evitare questo errore: Bonus mobili 2026: bonifico ordinario o parlante.

3. Non verificare il limite di età per il bonus under 36

Il bonus prima casa under 36 si applica se si hanno meno di 36 anni nell’anno di rogito. Chi compie 36 anni lo stesso anno dell’acquisto (es. chi è nato nel 1990 e compra nel 2026) perde il beneficio. La verifica deve avvenire al 1° gennaio dell’anno fiscale, non alla data del rogito.

4. Non includere nel 730 tutte le detrazioni spettanti

Molti giovani perdono detrazioni significative (ristrutturazione, bonus mobili, detrazione affitto) perché non le dichiarano nel modello 730. Queste detrazioni non sono automatiche: vanno inserite con i documenti di spesa conservati (fatture, ricevute bonifici, dichiarazioni del condominio).

Come ti aiuta il CAF Centro Fiscale

Le agevolazioni per l’acquisto e la ristrutturazione della prima casa sono numerose ma complesse da gestire. Il CAF Centro Fiscale di Udine supporta le giovani coppie e i singoli acquirenti nella verifica dei requisiti, nella compilazione del 730 con tutte le detrazioni spettanti e nella pianificazione fiscale per massimizzare i benefici disponibili.

Hai acquistato o stai per acquistare la prima casa? Ristrutturi e vuoi usufruire del bonus mobili? Prenota un appuntamento per una consulenza personalizzata.

CAF Centro Fiscale Udine
Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine
Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121
Email: info@centrofiscale.com

Luglio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-05 08:30:002026-07-05 08:36:58Bonus mobili giovani coppie 2026: cosa è cambiato dal 2016 e agevolazioni attuali
CAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA

Bonus mobili 2026: bonifico ordinario o parlante? Qualè quello giusto

Bonus Mobili

Hai acquistato un divano, una cucina o degli elettrodomestici nel 2026 e vuoi detrarre il 50% con il bonus mobili? Devi sapere una cosa fondamentale: il tipo di bonifico che usi può farti perdere tutta la detrazione. Ogni anno migliaia di contribuenti perdono il diritto al rimborso fiscale per aver usato il bonifico sbagliato.

In questa guida spieghiamo in modo chiaro la differenza tra bonifico ordinario e bonifico parlante, quando è obbligatorio usare quello parlante, cosa rischi se hai già pagato con un bonifico ordinario e come rimediare. Informazioni aggiornate al 2026 con riferimenti normativi precisi.

Indice dei contenuti

  1. Bonifico ordinario e bonifico parlante: le differenze
  2. Quando è obbligatorio il bonifico parlante: tutte le detrazioni edilizie
  3. Bonus mobili 2026: il bonifico parlante è obbligatorio?
  4. Cosa succede se ho fatto un bonifico ordinario? Perdo la detrazione?
  5. Cosa fare se ho già pagato con bonifico ordinario nel 2026
  6. Come compilare correttamente il bonifico parlante
  7. Esempi pratici: cucina, divano ed elettrodomestici
  8. La ritenuta dell’8%: cos’è e chi la paga
  9. Domande frequenti sul bonus mobili e bonifico parlante
  10. Il CAF ti aiuta con il 730 e le detrazioni edilizie

Bonifico ordinario e bonifico parlante: le differenze

Il bonifico ordinario è il classico trasferimento bancario: inserisci IBAN, importo e una causale libera. Nessuna ritenuta, nessuna comunicazione automatica al Fisco.

Il bonifico parlante (detto anche bonifico bancario/postale agevolato o bonifico soggetto a ritenuta) è un bonifico con causale strutturata che la banca è obbligata a comunicare all’Agenzia delle Entrate. Quando esegui un bonifico parlante, la banca del fornitore applica automaticamente una ritenuta d’acconto dell’8% sull’importo che riceve. Questa ritenuta è a carico del fornitore, non tuo.

La struttura del bonifico parlante deve contenere obbligatoriamente:

  • La norma agevolativa di riferimento (es. “Art. 16-bis TUIR – Detrazione 50% recupero patrimonio edilizio”)
  • Il codice fiscale del beneficiario che effettua il pagamento (il tuo)
  • Il codice fiscale o Partita IVA del destinatario (il fornitore dei mobili o degli elettrodomestici)

Quando è obbligatorio il bonifico parlante: tutte le detrazioni edilizie

Il bonifico parlante è obbligatorio per tutte le detrazioni fiscali legate ai lavori edilizi e agli acquisti connessi:

  • Bonus ristrutturazione 50% (art. 16-bis TUIR): lavori di recupero del patrimonio edilizio
  • Ecobonus: interventi di risparmio energetico (pannelli solari, caldaie, cappotto termico)
  • Sismabonus: interventi antisismici
  • Bonus mobili 50%: acquisto di mobili e grandi elettrodomestici collegati a ristrutturazione
  • Bonus verde: sistemazione di giardini e terrazzi

La norma di riferimento è l’art. 16-bis del TUIR (DPR 917/1986), che stabilisce che il pagamento deve avvenire tramite bonifico bancario o postale dal quale risultino la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il codice fiscale o P.IVA del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

Bonus mobili 2026: il bonifico parlante è obbligatorio?

Sì, per il bonus mobili 2026 il bonifico parlante è obbligatorio. Il bonus permette di detrarre il 50% della spesa (massimale 5.000 euro per il 2026) per mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore a E per forni, A per lavatrici/lavasciuga/lavastoviglie, E per frigoriferi e congelatori. L’acquisto deve essere collegato a lavori di ristrutturazione.

Se paghi con bonifico ordinario, il collegamento fiscale non è tracciabile nel modo richiesto dalla norma e la detrazione viene negata in caso di controllo.

Cosa succede se ho fatto un bonifico ordinario? Perdo la detrazione?

La risposta è generalmente sì: con un bonifico ordinario si perde il diritto alla detrazione.

La Risoluzione AdE n. 55/E del 2018 ha confermato che il bonifico “parlante” è una condizione formale essenziale per le detrazioni edilizie. In precedenza la Risoluzione n. 53/E del 2012 aveva ribadito l’obbligo del tracciamento specifico. La Corte di Cassazione, sezione tributaria, in più pronunce ha confermato che il bonifico parlante non è una mera formalità ma una condizione sostanziale per il riconoscimento della detrazione.

Casi in cui la detrazione potrebbe essere recuperata:

  • Pagamento misto (parte con parlante, parte con ordinario): si recupera almeno la quota pagata correttamente
  • Bonifico ordinario che conteneva comunque elementi essenziali (causale con normativa e codici fiscali): zona grigia, valutare con professionista
  • Documentazione integrativa (fattura dettagliata, dichiarazione fornitore): strada incerta, non garantita

Cosa fare se ho già pagato con bonifico ordinario nel 2026

Se ti sei accorto dell’errore, ecco le opzioni concrete da valutare prima della dichiarazione dei redditi:

  • Storno e ri-esecuzione del pagamento: se il fornitore è disponibile, annulla il primo pagamento e rifai il bonifico come “parlante”. Soluzione più sicura.
  • Dichiarazione integrativa: indica la spesa e allega tutta la documentazione disponibile. In caso di contestazioni, valuta con un CAF.
  • Non inserire la spesa: se il pagamento è definitivo e non rimediabile, la scelta più prudente è escluderla dalle detrazioni per evitare sanzioni future.

Cessione del credito o sconto in fattura: nel 2026 queste opzioni non sono disponibili per bonus mobili e ristrutturazione 50% ordinari. Non sono alternative praticabili.

Come compilare correttamente il bonifico parlante

  • Causale: “Pagamento ai sensi dell’art. 16-bis DPR 917/1986 – detrazione 50% recupero edilizio – acquisto mobili/elettrodomestici”
  • Codice fiscale beneficiario: il tuo CF
  • CF o P.IVA del fornitore: dati fiscali del negozio
  • IBAN del fornitore e importo corretto

Molte banche hanno la voce “bonifico per ristrutturazioni edilizie” o “bonifico soggetto a ritenuta” nell’home banking. Il sistema precompila i campi e applica automaticamente la ritenuta dell’8%.

Esempi pratici: cucina, divano ed elettrodomestici

Esempio 1 – Cucina da 4.000 euro
Hai ristrutturato il bagno nel 2026. Acquisti cucina da 4.000 euro con bonifico parlante. Detrazione 50% = 2.000 euro in 10 rate annuali da 200 euro nel 730.

Esempio 2 – Divano e tavolo da 2.500 euro
Ristrutturazione documentata + acquisto arredi. Bonifico parlante obbligatorio. Detrazione 50% = 1.250 euro in 10 anni. Massimale bonus mobili 2026: 5.000 euro per unità immobiliare.

Esempio 3 – Lavatrice classe A da 800 euro
Rientra nel bonus mobili se collegata a ristrutturazione. Classe energetica minima per lavatrici: A. Un elettrodomestico di classe B non dà diritto alla detrazione.

La ritenuta dell’8%: cos’è e chi la paga

La banca del fornitore applica automaticamente una ritenuta d’acconto dell’8% sulle somme accreditate (art. 25 D.L. 78/2010). La ritenuta non riduce la tua detrazione: tu deduci il 50% dell’intera somma pagata. È il fornitore a subirla come anticipo IRPEF/IRES da recuperare nella propria dichiarazione.

Domande frequenti sul bonus mobili e bonifico parlante

Posso pagare il bonus mobili con carta di credito?
No. Il pagamento deve avvenire tramite bonifico parlante. Carta di credito, contanti e assegno non danno diritto alla detrazione.

Ho comprato mobili usati: posso detrarre?
No. Il bonus mobili riguarda solo mobili e grandi elettrodomestici nuovi.

La fattura non basta?
No. Serve sia la fattura sia il bonifico parlante. Fattura + bonifico parlante = detrazione garantita. Fattura + bonifico ordinario = detrazione a rischio.

Sono in regime forfettario: posso usufruire del bonus mobili?
Il bonus mobili è una detrazione IRPEF. I forfettari pagano un’imposta sostitutiva e in genere non possono beneficiare delle detrazioni IRPEF per l’immobile usato anche per lavoro.

Il CAF ti aiuta con il 730 e le detrazioni edilizie

Hai acquistato mobili o eseguito lavori di ristrutturazione nel 2026 e vuoi detrarre tutto correttamente nel 730? Rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per un appuntamento. Professionisti esperti verificheranno i bonifici effettuati e massimizzeranno le detrazioni a cui hai diritto. Consulta anche la guida sul Bonus Ristrutturazione Casa 2026 e sull’Ecobonus 2026.

Giugno 22, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2016/11/bonus-mobili-640x342.jpg 342 640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-22 11:00:002026-06-28 00:09:36Bonus mobili 2026: bonifico ordinario o parlante? Qualè quello giusto
CAF

Bonus mobili giovani coppie 2017

Bonus Mobili

Bonus mobile giovani coppie cos’è e come funziona?

 Il bonus mobili giovani coppie prevede la possibilità per i giovani under 35 che convivono da almeno 3 anni, di fruire di uno sconto IRPEF pari al 50% sulle spese di acquisto di nuovi mobili, per arredare la prima casa di proprietà.L’agevolazione può essere fruita anche in mancanza di interventi di recupero del patrimonio edilizio ma anche solo per l’acquisto di un nuovo immobile da destinare a prima casa.Come funziona il nuovo bonus mobili? Le giovani coppie under 35 che acquistano un nuovo immobile come prima casa, possono fruire della detrazione del 50% sulle spese di acquisto di mobili ma non di elettrodomestici.Continua a leggere
Novembre 29, 2016/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2016/11/bonus-mobili-640x342.jpg 342 640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2016-11-29 14:40:492026-02-25 06:08:24Bonus mobili giovani coppie 2017

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