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Imposta Sostitutiva Regime Forfettario 2026: Aliquote, Calcolo e Versamento F24

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L’imposta sostitutiva è il cuore del regime forfettario, il regime fiscale agevolato più diffuso tra partite IVA, freelance è professionisti in Italia. Si tratta di un’unica imposta semplificata che sostituisce IRPEF, addizionali regionali è comunali, è IRAP, con aliquote estremamente vantaggiose: 5% per le nuove attività e 15% per le attività ordinarie.

Ma come funziona esattamente l’imposta sostitutiva? Come si calcola la base imponibile? Quali sono i codici tributo per il versamento con modello F24? Quali sono le scadenze di acconto è saldo? è soprattutto, quanto si risparmia davvero rispetto al regime ordinario IRPEF?

In questa guida completa aggiornata al 2026, il CAF Centro Fiscale di Udine ti spiega nel dettaglio tutto quello che devi sapere sull’imposta sostitutiva nel regime forfettario: dalla normativa di riferimento ai calcoli pratici, dagli esempi concreti alle risposte alle domande più frequenti.

Cos’è l’Imposta Sostitutiva nel Regime Forfettario

L’imposta sostitutiva è l’elemento caratterizzante del regime forfettario, introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 (L. 190/2014) è successivamente modificato dalla Legge di Bilancio 2019 (L. 145/2018) che ha innalzato la soglia di ricavi a 85.000 euro annui.

Si tratta di un’imposta semplificata che, come suggerisce il nome, sostituisce le seguenti imposte ordinarie:

  • IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche)
  • Addizionali regionali all’IRPEF
  • Addizionali comunali all’IRPEF
  • IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive)

L’imposta sostitutiva NON sostituisce invece:

  • Contributi previdenziali INPS (Gestione Separata o casse professionali)
  • IVA (il regime forfettario prevede comunque esenzione IVA)
  • Ritenute d’acconto subite (che vanno indicate in dichiarazione come credito)
  • Tributi locali (IMU, TARI, ecc.)

Normativa di Riferimento

Le fonti normative principali sono:

  • Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015) – Art. 1, commi 54-89
  • Legge 30 dicembre 2018, n. 145 (Legge di Bilancio 2019) – Art. 1, commi 9-11
  • Provvedimento Agenzia delle Entrate 22 dicembre 2021 – Aggiornamento codici tributo
  • Circolare Agenzia delle Entrate n. 9/è del 10 aprile 2019 – Chiarimenti regime forfettario

Aliquote dell’Imposta Sostitutiva: 5% e 15%

Il regime forfettario prevede due aliquote differenziate per l’imposta sostitutiva, a seconda che si tratti di nuova attività o attività ordinaria.

Aliquota Agevolata al 5% (Startup)

L’aliquota agevolata del 5% si applica per i primi 5 anni di attività (periodo d’imposta di inizio attività + 4 anni successivi), a condizione che siano rispettati tutti i seguenti requisiti cumulativi:

  1. Attività non costituisca mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo (escluso il praticantato obbligatorio)
  2. Attività non costituisca prosecuzione di altra attività precedentemente svolta da soggetto che ha avuto rapporti di collaborazione o lavoro con il contribuente nei 3 anni precedenti
  3. Attività non costituisca prosecuzione di altra impresa già esistente da cui sono stati acquisiti beni strumentali per un valore superiore a 30.000 euro nel triennio precedente

Esempio pratico: Mario apre partita IVA come consulente informatico il 15 marzo 2026. Non ha mai svolto attività analoga come dipendente né ha acquisito beni da imprese preesistenti. Può applicare l’aliquota del 5% dal 2026 al 2030 (5 anni).

Aliquota Ordinaria al 15%

L’aliquota ordinaria del 15% si applica in tutti gli altri casi:

  • Contribuenti che non rispettano i requisiti per l’aliquota al 5%
  • Contribuenti che hanno superato i 5 anni di attività agevolata
  • Contribuenti che transitano da regime ordinario a forfettario

Esempio pratico: Laura è una grafica freelance con partita IVA aperta nel 2020 in regime ordinario. Nel 2026 passa al forfettario. Applicherà subito l’aliquota del 15%, non avendo diritto all’agevolazione startup.

Tabella Riepilogativa Aliquote

CasisticaAliquotaDurata
Nuova attività con requisiti startup5%5 anni (anno inizio + 4)
Attività ordinaria / dopo 5 anni15%Fino a permanenza nel regime
Transito da regime ordinario15%Fino a permanenza nel regime

Come si Calcola la Base Imponibile: Coefficienti di Redditività

A differenza del regime ordinario dove il reddito imponibile si calcola sottraendo i costi dai ricavi, nel regime forfettario la base imponibile si determina in modo forfettario applicando ai ricavi/compensi un coefficiente di redditività che varia a seconda del codice ATECO dell’attività.

Formula di Calcolo

Base Imponibile = Ricavi/Compensi × Coefficiente di Redditività

Dove:

  • Ricavi/Compensi = totale incassato nell’anno (criterio di cassa)
  • Coefficiente di Redditività = percentuale fissa prevista per il codice ATECO

Tabella Coefficienti di Redditività per Codice ATECO

Codice ATECOAttivitàCoefficiente
Da 01 a 03Agricoltura, silvicoltura, pesca25%
Da 05 a 09Estrazione minerali40%
Da 10 a 33Attività manifatturiere40%
Da 35 a 39Energia, gas, acqua, rifiuti40%
Da 41 a 43Costruzioni è attività immobiliari86%
Da 45 a 47Commercio all’ingrosso è al dettaglio40%
Da 49 a 53Trasporti è magazzinaggio40%
Da 55 a 56Attività di alloggio è ristorazione40%
Da 58 a 63Servizi di informazione è comunicazione78%
Da 64 a 66Attività finanziarie è assicurative67%
68Attività immobiliari86%
Da 69 a 75Attività professionali, scientifiche è tecniche78%
Da 77 a 82Noleggio, agenzie viaggio, servizi alle imprese67%
Da 84 a 99Altri servizi (istruzione, sanità, assistenza, cultura, sport)67%

Fonte: Allegato 4, Legge 190/2014

Esempi Pratici di Calcolo

Esempio 1: Consulente informatico (ATECO 62.02.00 – Servizi IT)

  • Ricavi annui 2026: 45.000 euro
  • Coefficiente redditività: 78% (da 58 a 63)
  • Base imponibile = 45.000 × 78% = 35.100 euro
  • Imposta sostitutiva (aliquota 15%) = 35.100 × 15% = 5.265 euro

Esempio 2: E-commerce abbigliamento (ATECO 47.91.10 – Commercio dettaglio online)

  • Ricavi annui 2026: 70.000 euro
  • Coefficiente redditività: 40% (da 45 a 47)
  • Base imponibile = 70.000 × 40% = 28.000 euro
  • Imposta sostitutiva (aliquota 15%) = 28.000 × 15% = 4.200 euro

Esempio 3: Architetto startup (ATECO 71.11.00 – Attività architettura)

  • Ricavi annui 2026 (primo anno attività): 30.000 euro
  • Coefficiente redditività: 78% (da 69 a 75)
  • Base imponibile = 30.000 × 78% = 23.400 euro
  • Imposta sostitutiva (aliquota startup 5%) = 23.400 × 5% = 1.170 euro

Versamento con Modello F24: Codici Tributo è Modalità

L’imposta sostitutiva nel regime forfettario si versa tramite modello F24 in due rate (acconto è saldo), utilizzando codici tributo specifici diversi a seconda dell’aliquota applicata.

Codici Tributo per Versamento F24

TipologiaAliquota 5%Aliquota 15%
Acconto prima rata (40%)17901790
Acconto seconda rata (60%)17901790
Saldo annuale17901790

Nota importante: Dal 2022, è stato introdotto il codice tributo unificato 1790 sia per l’aliquota 5% che per il 15%. Prima esistevano codici separati (1790 per 5%, 1791 per 15%).

Fonte: Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 38/è del 20 maggio 2022

Come Compilare il Modello F24

Il versamento dell’imposta sostitutiva va inserito nella Sezione Erario del modello F24:

  1. Codice tributo: 1790
  2. Anno di riferimento: Anno d’imposta (es. 2026)
  3. Importi a debito versati: Importo da versare
  4. Rateazione/Regione/Prov/Mese rif: Lasciare vuoto (salvo casi particolari di rateizzazione)

Modalità di versamento:

  • Home Banking (tramite portale banca con delega F24)
  • Servizi telematici Agenzia Entrate (Entratel/Fisconline)
  • Intermediari abilitati (commercialisti, CAF)

NON è più possibile versare F24 in contanti allo sportello bancario dal 1° ottobre 2014 per tributi superiori a 1.000 euro.

Scadenze di Versamento: Acconto è Saldo

L’imposta sostitutiva nel regime forfettario segue le stesse scadenze dell’IRPEF ordinaria, con versamento in due momenti: acconto (diviso in due rate) e saldo.

Calendario Scadenze 2026

TipologiaScadenza OrdinariaScadenza con maggiorazione 0,40%
Saldo 202530 giugno 202630 luglio 2026
Acconto 2026 (prima rata 40%)30 giugno 202630 luglio 2026
Acconto 2026 (seconda rata 60%)30 novembre 2026

Note importanti:

  • Se il 30 giugno o il 30 novembre cadono di sabato o festivo, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo successivo
  • La maggiorazione dello 0,40% consente di versare entro il 30 luglio (solo per saldo è prima rata acconto)
  • Per chi presenta la dichiarazione in regime agevolato (ISA), le scadenze possono slittare al 31 luglio

Calcolo dell’Acconto

L’acconto dell’imposta sostitutiva si calcola come segue:

Acconto totale = 100% dell’imposta dovuta nell’anno precedente

Suddiviso in:

  • Prima rata (40%): da versare entro il 30 giugno
  • Seconda rata (60%): da versare entro il 30 novembre

Esempio pratico:

Luca ha versato 5.000 euro di imposta sostitutiva per il 2025. Per il 2026 dovrà versare:

  • Acconto 2026 totale: 5.000 euro (100% del 2025)
  • Prima rata (40%): 5.000 × 40% = 2.000 euro (entro 30 giugno 2026)
  • Seconda rata (60%): 5.000 × 60% = 3.000 euro (entro 30 novembre 2026)

A giugno 2027 (dichiarazione 2027 per redditi 2026), Luca calcolerà il saldo confrontando l’imposta dovuta nel 2026 con l’acconto già versato, è verserà l’eventuale differenza.

Esonero dall’Acconto

Non è dovuto l’acconto nei seguenti casi:

  1. Primo anno di attività (non c’è imposta anno precedente)
  2. Imposta anno precedente inferiore a 51,65 euro
  3. Transito da regime ordinario a forfettario nell’anno in corso

Confronto con Regime IRPEF Ordinario: Quanto si Risparmia

Uno dei principali vantaggi del regime forfettario è il significativo risparmio fiscale rispetto al regime ordinario IRPEF. Vediamo nel dettaglio quanto si risparmia con esempi concreti.

Tassazione IRPEF Ordinaria 2026

Nel regime ordinario, il reddito imponibile è tassato con aliquote IRPEF progressive per scaglioni:

Scaglione di RedditoAliquota IRPEF
Fino a 28.000 euro23%
Da 28.001 a 50.000 euro35%
Da 50.001 a 100.000 euro43%
Oltre 100.000 euro43%

A cui si aggiungono:

  • Addizionale regionale: da 0,90% a 3,33% (varia per regione)
  • Addizionale comunale: fino a 0,8% (varia per comune)
  • IRAP: 3,9% (per professionisti con dipendenti/collaboratori)

Esempio Comparativo 1: Consulente Informatico

Dati:

  • Ricavi annui: 45.000 euro
  • Codice ATECO: 62.02.00 (coefficiente 78%)
  • Costi effettivi in regime ordinario: 10.000 euro

Regime Forfettario (aliquota 15%):

  • Base imponibile: 45.000 × 78% = 35.100 euro
  • Imposta sostitutiva: 35.100 × 15% = 5.265 euro
  • Carico fiscale totale: 5.265 euro (11,7% sui ricavi)

Regime Ordinario IRPEF:

  • Reddito imponibile: 45.000 – 10.000 = 35.000 euro
  • IRPEF: (28.000 × 23%) + (7.000 × 35%) = 6.440 + 2.450 = 8.890 euro
  • Addizionale regionale (es. 1,73%): 35.000 × 1,73% = 606 euro
  • Addizionale comunale (es. 0,8%): 35.000 × 0,8% = 280 euro
  • Carico fiscale totale: 9.776 euro (21,7% sui ricavi)

RISPARMIO FORFETTARIO: 9.776 – 5.265 = 4.511 euro all’anno

Esempio Comparativo 2: E-commerce con Aliquota Startup 5%

Dati:

  • Ricavi annui primo anno: 30.000 euro
  • Codice ATECO: 47.91.10 (coefficiente 40%)
  • Costi effettivi: 8.000 euro

Regime Forfettario (aliquota startup 5%):

  • Base imponibile: 30.000 × 40% = 12.000 euro
  • Imposta sostitutiva: 12.000 × 5% = 600 euro
  • Carico fiscale: 600 euro (2% sui ricavi)

Regime Ordinario IRPEF:

  • Reddito imponibile: 30.000 – 8.000 = 22.000 euro
  • IRPEF: 22.000 × 23% = 5.060 euro
  • Addizionali: circa 550 euro
  • Carico fiscale: 5.610 euro (18,7% sui ricavi)

RISPARMIO FORFETTARIO: 5.610 – 600 = 5.010 euro all’anno

Quando Conviene il Forfettario

Il regime forfettario è particolarmente vantaggioso quando:

  • Costi effettivi bassi (sotto il 30-40% dei ricavi)
  • Ricavi contenuti (sotto i 70.000 euro annui)
  • Attività con coefficiente alto (78%, 86%)
  • Primi 5 anni con aliquota al 5%

Potrebbe non convenire se:

  • Costi effettivi molto alti (oltre 50-60% dei ricavi)
  • Necessità di scaricare IVA su acquisti importanti
  • Lavoro prevalente con PA o grandi aziende (ritenuta 20%)

Contributi INPS: Gestione Separata è Casse Professionali

È importante chiarire che l’imposta sostitutiva NON include i contributi previdenziali, che vanno calcolati è versati separatamente.

Gestione Separata INPS (Artigiani è Commercianti esclusi)

La maggior parte dei forfettari versa i contributi nella Gestione Separata INPS, con aliquota 26,23% per il 2026 (26,07% per chi è già pensionato o iscritto ad altra gestione).

Base di calcolo: reddito imponibile forfettario (ricavi × coefficiente)

Esempio:

  • Consulente con ricavi 45.000 euro
  • Coefficiente 78%
  • Base imponibile: 35.100 euro
  • Contributi INPS: 35.100 × 26,23% = 9.207 euro

Scadenze versamento INPS Gestione Separata:

RataScadenzaPercentuale
Acconto 40%30 giugno40% contributi anno precedente
Acconto 60%30 novembre60% contributi anno precedente
Saldo30 giugno anno successivoDifferenza tra dovuto è versato

Codici tributo F24:

  • PXX (es. P16 per 2026): Contributi Gestione Separata

Casse Professionali Private

Alcune categorie versano contributi a casse professionali private invece che all’INPS:

ProfessioneCassa di PrevidenzaAliquota Indicativa
AvvocatiCassa Forense14,5% + quota fissa
MediciENPAM19,5% + quota fissa
Ingegneri/ArchitettiInarcassa15% + quota fissa
CommercialistiCNPADC18% + quota fissa
GeometriCIPAG18% + quota fissa
GiornalistiINPGI17% + quota fissa
PsicologiENPAP10% + quota fissa
FisioterapistiENPAPI17% + quota fissa

Le modalità di versamento, scadenze è aliquote variano per ciascuna cassa. Consultare il regolamento della propria cassa di appartenenza.

Minimali è Massimali Contributivi

Attenzione: molte casse professionali prevedono contributi minimi fissi annuali da versare anche se il reddito è basso o nullo.

Esempio Inarcassa 2026:

  • Contributo soggettivo minimo: circa 2.500 euro/anno
  • Contributo integrativo: 4% sui compensi incassati
  • Contributo maternità: circa 60 euro/anno

Questi importi sono indipendenti dall’imposta sostitutiva è vanno versati anche se il reddito è zero.

Cosa Include è Cosa NON Include l’Imposta Sostitutiva

È fondamentale comprendere quali imposte sono sostituite dall’imposta forfettaria è quali invece vanno gestite separatamente.

Imposte SOSTITUITE (incluse nell’imposta sostitutiva)

ImpostaNote
IRPEFImposta sul reddito delle persone fisiche
Addizionale regionale IRPEFDall’1,23% al 3,33% a seconda della regione
Addizionale comunale IRPEFFino allo 0,8% a seconda del comune
IRAPImposta regionale attività produttive (3,9%)

Risparmio complessivo stimato: dal 30% al 50% del carico fiscale ordinario

Imposte è Contributi NON SOSTITUITE (da versare separatamente)

TipologiaDescrizioneAliquota/Importo
Contributi INPSGestione Separata o Casse professionaliDal 10% al 26,23%
IVARegime di esenzione (no addebito, no detrazione)
IMUImposta municipale su immobili strumentali0,76% – 1,06%
TARITassa rifiuti per locali commercialiVaria per comune
Bollo fatture elettroniche2 euro per fattura >77,47 euro senza IVA2 euro/fattura
Diritto CCIAADiritto annuale Camera di CommercioDa 50 a 200 euro

Ritenute d’Acconto: Attenzione al Credito

Quando lavori con soggetti che applicano ritenuta d’acconto del 20% (es. aziende, PA), questa ritenuta NON è un’imposta aggiuntiva, ma un credito d’imposta che puoi recuperare in dichiarazione dei redditi.

Esempio pratico:

  • Fatturi 10.000 euro a un’azienda
  • L’azienda ti versa: 10.000 – 20% = 8.000 euro
  • La ritenuta di 2.000 euro è un credito che recuperi in dichiarazione

In dichiarazione dei redditi, confronterai:

  • Imposta sostitutiva dovuta: es. 1.500 euro
  • Ritenute subite: 2.000 euro
  • Risultato: credito di 500 euro (che puoi chiedere a rimborso o compensare)

Detrazioni Fiscali NON Applicabili

Nel regime forfettario NON puoi portare in detrazione:

  • Spese sanitarie
  • Interessi mutuo prima casa
  • Ristrutturazioni edilizie
  • Bonus mobili
  • Spese scolastiche/universitarie
  • Erogazioni liberali
  • Assicurazioni vita

Motivo: Non essendoci IRPEF, non c’è imposta su cui applicare le detrazioni.

Eccezione: Puoi comunque dedurre i contributi previdenziali obbligatori dal reddito imponibile (riducendo la base di calcolo dell’imposta sostitutiva), ma solo se previsto dalla normativa della tua cassa di appartenenza.

Conclusione

L’imposta sostitutiva rappresenta il principale vantaggio del regime forfettario, consentendo un risparmio fiscale dal 30% al 50% rispetto al regime ordinario IRPEF, grazie alle aliquote ridotte del 5% (startup) e 15% (ordinaria).

Tuttavia, è fondamentale valutare attentamente se il regime forfettario conviene nel tuo caso specifico, considerando:

  • Coefficiente di redditività del tuo codice ATECO
  • Livello di costi effettivi della tua attività
  • Tipologia di clientela (PA, grandi aziende con ritenuta 20%)
  • Contributi previdenziali da versare (INPS o cassa professionale)
  • Necessità di detrarre IVA su acquisti importanti

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza personalizzata per:

  • Valutare la convenienza del regime forfettario per la tua attività
  • Calcolare imposta sostitutiva è contributi INPS
  • Gestire versamenti F24, acconti è saldi
  • Predisporre la dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF)
  • Assistenza in caso di transito da/verso regime ordinario

Domande Frequenti sull’Imposta Sostitutiva

Posso dedurre i costi nel regime forfettario?

No, nel regime forfettario i costi NON sono deducibili analiticamente. Il reddito imponibile si calcola applicando ai ricavi un coefficiente di redditivita forfettario (dal 25% all 86% a seconda dell attività). Questo coefficiente presume già una quota di costi. Per questo il regime conviene a chi ha costi bassi.

Devo versare l acconto nel primo anno di attività?

No, nel primo anno di attività NON è dovuto alcun acconto dell imposta sostitutiva, in quanto l acconto si calcola al 100% dell imposta dell anno precedente (che non esiste). Verserai solo il saldo a giugno dell anno successivo, in base ai ricavi effettivi del primo anno.

Posso passare dall aliquota 15% al 5% se apro una nuova attività?

sì, ma solo se l attività è REALMENTE nuova è non costituisce prosecuzione di attività precedenti. Se hai già una partita IVA con aliquota 15% è apri una nuova attività completamente diversa (nuovo codice ATECO, settore differente, nessuna correlazione), puoi beneficiare del 5% per 5 anni sulla nuova attività. Serve valutazione caso per caso.

Le ritenute d acconto del 20% sono un costo aggiuntivo?

No, le ritenute d acconto del 20% applicate dai clienti (aziende, enti pubblici) NON sono un costo aggiuntivo. Sono un ACCONTO sull imposta sostitutiva che verserai a fine anno. In dichiarazione dei redditi, le ritenute subite vengono sottratte dall imposta dovuta, generando spesso un credito a tuo favore (rimborso o compensazione).

Quanto costa complessivamente il regime forfettario tra tasse è contributi?

Il costo complessivo dipende dall aliquota è dai contributi. Esempio: consulente con 40.000 euro di ricavi è coefficiente 78% (base imponibile 31.200 euro). Imposta sostitutiva 15%: 4.680 euro. Contributi INPS 26,23%: 8.184 euro. Totale: 12.864 euro (32% dei ricavi lordi). Con aliquota 5% startup, il totale scenderebbe a 9.624 euro (24%).

Posso stare in regime forfettario se supero gli 85.000 euro di ricavi?

No, il superamento della soglia di 85.000 euro di ricavi comporta la fuoriuscita OBBLIGATORIA dal regime forfettario dall anno successivo. Nell anno di superamento rimani in forfettario, ma dal 1 gennaio dell anno dopo passi automaticamente al regime ordinario (IRPEF + IVA). Attenzione: già con ricavi da 85.001 a 100.000 euro scatta l obbligo di fatturazione elettronica anche se sei ancora in forfettario.

Posso detrarre le spese sanitarie o il mutuo in regime forfettario?

No, nel regime forfettario NON puoi portare in detrazione alcuna spesa personale (sanitarie, mutuo prima casa, ristrutturazioni, spese scolastiche, ecc.) perché non versi IRPEF. L imposta sostitutiva non ammette detrazioni. Puoi però dedurre i contributi previdenziali obbligatori versati, riducendo la base imponibile su cui calcolare l imposta.


Hai Bisogno di Assistenza per il Regime Forfettario?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la gestione del regime forfettario: calcolo imposta sostitutiva, versamenti F24, dichiarazione dei redditi è valutazione convenienza rispetto al regime ordinario.

I nostri servizi includono:

  • Apertura partita IVA con regime forfettario
  • Calcolo imposta sostitutiva è contributi INPS
  • Gestione versamenti F24 (acconti è saldo)
  • Dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF)
  • Assistenza transito regime ordinario ↔ forfettario

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