Il disegno di legge di bilancio 2027 prevede un fondo pensione per i figli, chiamato “Valore nuovi nati”: per ogni bambino nato dal 1° gennaio 2027 lo Stato verserebbe 100 euro l’anno fino ai 18 anni. I familiari potrebbero aggiungere fino a 1.000 euro annui, con una detrazione IRPEF del 19% (non una deduzione). La misura è nell’articolo 58 del disegno di legge e, per ora, non è legge.
In sintesi
- Il Fondo “Valore nuovi nati” sarebbe istituito presso l’INPS dal 1° gennaio 2027, per i nati da quella data.
- Lo Stato versa 100 euro all’anno fino al compimento dei 18 anni.
- Genitori, parenti fino al terzo grado e affini fino al secondo possono versare di più: fino a 1.000 euro annui sono detraibili al 19%.
- A 18 anni, su richiesta, le somme passano a una forma pensionistica complementare.
- Il testo è un disegno di legge: servono l’approvazione del Parlamento e un decreto attuativo entro 180 giorni.
Indice dei contenuti
Che cos’è il Fondo “Valore nuovi nati”?
È un salvadanaio previdenziale intestato al bambino fin dalla nascita. Secondo l’articolo 58 del disegno di legge di bilancio 2027, il fondo sarebbe istituito, con contabilità separata, presso l’INPS a decorrere dal 1° gennaio 2027 e riguarderebbe solo i nati da quella data. L’obiettivo dichiarato è promuovere la cultura del risparmio e della previdenza tra i giovani, creando una posizione di lungo periodo fin dai primi giorni di vita.
Entro tre mesi dalla nascita l’INPS aprirebbe una posizione individuale intestata al minore e ne darebbe comunicazione ai genitori o a chi esercita la responsabilità genitoriale. Non servirebbe quindi una scelta preventiva da parte della famiglia per far partire il versamento dello Stato.
Il fondo rientra nel più ampio pacchetto famiglia della manovra, di cui trovi il quadro generale nella nostra guida sulla manovra 2027.
Quanto versa lo Stato e chi può aggiungere altri soldi?
Il contributo pubblico previsto è di 100 euro annui, per ogni anno fino al compimento del diciottesimo anno di età. Sulla base di questa cifra, lo Stato metterebbe in totale una somma contenuta, pensata come base di partenza e non come pensione futura sufficiente da sola.
La posizione può essere rafforzata con versamenti volontari. Il testo indica chi può farli:
- i genitori;
- i parenti entro il terzo grado (per esempio nonni, zii, fratelli);
- gli affini entro il secondo grado (per esempio il coniuge di un genitore, cioè il patrigno o la matrigna).
Importi, frequenza e modalità dei versamenti non sono nel testo: li definirà il decreto attuativo.
Come funziona la detrazione del 19% sui versamenti?
I versamenti di genitori, parenti e affini, fino ai 18 anni del beneficiario e entro 1.000 euro annui, sarebbero detraibili dall’IRPEF nella misura del 19%. La detrazione riduce direttamente l’imposta da pagare; la deduzione, invece, riduce il reddito su cui l’imposta si calcola. Qualche titolo online parla di “deduzione”, ma il testo del disegno di legge dice detrazione.
Un esempio: se Marco versasse 1.000 euro in un anno sul fondo della figlia, potrebbe portare in detrazione 190 euro (il 19% di 1.000), purché abbia IRPEF da pagare su cui farla valere. Le regole su chi può detrarre e come indicare la spesa, in particolare quando i versamenti arrivano da più familiari, saranno chiarite dal decreto e dalle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
Che cosa succede ai soldi a 18 anni?
Dal compimento del diciottesimo anno, e su richiesta del beneficiario, le somme accantonate sarebbero trasferite a una forma pensionistica complementare, anche individuale, tra quelle del decreto legislativo 252/2005 (fondi pensione negoziali, aperti, piani individuali pensionistici). Il decreto attuativo potrà individuare ipotesi diverse e regolare i casi di riscatto.
Al momento del trasferimento l’INPS certificherebbe alla forma complementare l’ammontare dei versamenti effettuati. Le somme trasferite non contano come contributi ai fini della deduzione prevista dall’articolo 8 del decreto legislativo 252/2005: il giovane non potrebbe cioè dedurle una seconda volta dal proprio reddito.
La gestione finanziaria delle risorse sarebbe affidata a Cassa depositi e prestiti, con criteri di prudenza e senza nuovi oneri per la finanza pubblica.
Che c’entra la tassazione al 9% dei fondi pensione?
Nel testo dell’articolo 58 non c’è alcuna tassazione agevolata al 9% collegata al fondo: la misura non promette aliquote ridotte a 35 anni di età. Il 9% appartiene alla disciplina generale della previdenza complementare: sulla parte imponibile delle prestazioni dei fondi pensione si applica una ritenuta del 15%, che si riduce di 0,30 punti per ogni anno di partecipazione oltre il quindicesimo, fino a un minimo del 9% (articolo 11, comma 6, del decreto legislativo 252/2005; dal 1° gennaio 2027 la stessa regola passa nell’articolo 258 del nuovo testo unico delle imposte sui redditi, decreto legislativo 117/2026).
Questa regola riguarderebbe, quindi, il giovane solo dopo il passaggio a una forma pensionistica complementare e secondo gli anni di partecipazione maturati in quella sede. Non è un vantaggio del Fondo “Valore nuovi nati” in sé.
Quando parte il fondo e che cosa manca?
Il testo è ancora un disegno di legge: dovrà essere esaminato e approvato dal Parlamento e potrebbe cambiare. Se approvata, la norma rinvia a un decreto del Ministro del lavoro, di concerto con il Ministro dell’economia, da adottare entro 180 giorni dall’entrata in vigore. Sarà il decreto a fissare criteri di attuazione, modalità e frequenza dei versamenti, trasferimento e specifiche ipotesi di riscatto, oltre alle comunicazioni dell’INPS ai beneficiari.
Per i bambini nati dal 1° gennaio 2027 il calendario operativo (quando arriverà la comunicazione dell’INPS e come si verseranno le somme) dipenderà quindi da quel decreto. Chi pianifica le spese di fine anno può intanto consultare la checklist del 31 dicembre per il 730/2027, ricordando che il nuovo fondo riguarda solo i nati dal 2027.
Domande frequenti
Il fondo pensione per i figli è già in vigore?
No. L’articolo 58 è nel disegno di legge di bilancio 2027: diventerà efficace solo se il Parlamento lo approva, e servirà poi un decreto attuativo entro 180 giorni.
Chi ha diritto ai 100 euro annui dello Stato?
I nati a decorrere dal 1° gennaio 2027. L’INPS aprirebbe la posizione entro tre mesi dalla nascita, con 100 euro l’anno fino ai 18 anni.
La somma versata dai genitori si deduce o si detrae?
Il disegno di legge prevede una detrazione IRPEF del 19% sui versamenti fino a 1.000 euro annui, quindi non una deduzione dal reddito.
Anche i nonni possono versare sul fondo?
Sì: il testo include i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado, oltre ai genitori. Le modalità dei versamenti saranno stabilite dal decreto attuativo.
Fonti
- Disegno di legge di bilancio 2027, articolo 58 “Fondo Valore nuovi nati”; comunicato stampa del Consiglio dei ministri n. 195: governo.it.
- Decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, “Disciplina delle forme pensionistiche complementari” (articoli 8 e 11): Normattiva.
Il percorso della misura si deciderà con l’esame parlamentare della manovra e con il decreto attuativo. Per i dettagli restano di riferimento il testo del disegno di legge e le istruzioni che INPS e Agenzia delle Entrate pubblicheranno se la norma sarà approvata.
Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.




