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Tag Archivio per: dichiarazione imu scadenza

NOTIZIE

Dichiarazione IMU 2026: scadenza del 30 giugno saltata? Ecco come rimediare

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Molti proprietari di immobili non sanno che, oltre al pagamento dell’imposta, in alcuni casi è previsto anche l’invio di un documento specifico: la dichiarazione IMU. Non si tratta di un adempimento dovuto ogni anno da tutti, ma solo da chi, nell’anno precedente, ha vissuto situazioni che il Comune non può conoscere autonomamente. Il problema è che il termine per l’invio, fissato al 30 giugno, per le variazioni avvenute nel 2025 è già scaduto lo scorso 30 giugno 2026. Chi non ha ancora provveduto rischia sanzioni, ma può ancora rimediare. Vediamo come funziona la dichiarazione IMU, quali sono le conseguenze di un invio tardivo e quali strumenti esistono per sanare la propria posizione.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la dichiarazione IMU e quando è obbligatoria
  2. Quando scade la dichiarazione IMU: il termine del 30 giugno
  3. Cosa succede se non presenti la dichiarazione IMU in tempo
  4. Come rimediare: il ravvedimento operoso per la dichiarazione IMU
  5. Come si presenta la dichiarazione IMU: modello e modalità di invio
  6. Domande frequenti sulla dichiarazione IMU e la scadenza

Cos’è la dichiarazione IMU e quando è obbligatoria

La dichiarazione IMU è un modello con cui il contribuente comunica al Comune informazioni che incidono sul calcolo dell’imposta e che l’ente non è in grado di rilevare in autonomia dai propri archivi catastali. Per la gran parte dei proprietari, quindi, non c’è nulla da presentare: l’obbligo scatta solo quando, nel corso dell’anno precedente, si sono verificate variazioni rilevanti ai fini del calcolo dell’IMU 2026.

Tra le situazioni più frequenti che richiedono l’invio della dichiarazione troviamo:

  • Immobile dichiarato inagibile o inabitabile, con conseguente riduzione al 50% della base imponibile
  • Concessione dell’immobile in comodato d’uso gratuito a un parente in linea retta di primo grado (genitori-figli), che dà diritto a una riduzione della base imponibile se sussistono tutti i requisiti richiesti dalla legge
  • Applicazione di una esenzione non desumibile dagli archivi del Comune
  • Variazioni di natura pertinenziale, come l’individuazione di un box o una cantina come pertinenza dell’abitazione principale
  • Immobili di interesse storico o artistico, anch’essi soggetti a riduzione della base imponibile

In tutti gli altri casi, quando la situazione dell’immobile non cambia rispetto all’anno precedente, la dichiarazione IMU non va ripresentata: resta valida quella eventualmente già inviata in passato, finché le condizioni dichiarate non cambiano di nuovo.

Quando scade la dichiarazione IMU: il termine del 30 giugno

La regola generale prevede che la dichiarazione IMU vada presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione. Significa, in pratica, che per tutte le situazioni sorte nel corso del 2025 (un comodato registrato, un’inagibilità sopravvenuta, una nuova esenzione) il termine ultimo era il 30 giugno 2026, data ormai trascorsa da diversi mesi.

Chi si trova oggi a fare i conti con questa scadenza saltata non è comunque in una situazione senza via d’uscita. Prima di allarmarsi, però, è bene verificare con attenzione se la propria situazione rientrava davvero tra i casi che richiedono l’invio della dichiarazione IMU: capita spesso, infatti, che il contribuente creda di dover dichiarare qualcosa che in realtà il Comune conosce già autonomamente, oppure il contrario.

Cosa succede se non presenti la dichiarazione IMU in tempo

La normativa distingue due situazioni diverse, spesso confuse tra loro: l’omesso versamento dell’imposta e l’omessa o infedele dichiarazione IMU. Sono violazioni distinte, con sanzioni distinte, ed è importante non fare confusione tra le due.

  • Omesso versamento IMU: se non paghi (o paghi in parte) l’imposta dovuta, la sanzione ordinaria è pari al 25% dell’importo non versato
  • Omessa dichiarazione IMU: se non presenti affatto il modello quando dovuto, la sanzione va dal 100% al 200% del tributo non versato collegato alla mancata dichiarazione, con un minimo di 50 euro
  • Infedele dichiarazione IMU: se presenti il modello ma con dati incompleti o non corretti, la sanzione va dal 50% al 100% del tributo non versato, sempre con un minimo di 50 euro

Va segnalato che l’impianto sanzionatorio è destinato a cambiare dal 2027: per le violazioni commesse a partire da quella data, la sanzione per omessa dichiarazione diventerà una percentuale fissa del 100%, mentre quella per infedele dichiarazione scenderà a una percentuale fissa del 40%, sempre con il minimo di 50 euro. Per chi ha ancora pendenze relative al 2025, però, si applicano le regole attualmente vigenti.

È bene ricordare, inoltre, che i Comuni incrociano periodicamente i propri archivi con banche dati catastali e anagrafiche, e possono inviare lettere di compliance per segnalare anomalie riscontrate. Muoversi in anticipo, prima di ricevere una comunicazione di questo tipo, permette quasi sempre di pagare sanzioni molto più basse.

Come rimediare: il ravvedimento operoso per la dichiarazione IMU

Chi ha lasciato scadere il termine del 30 giugno non deve pensare che ormai non ci sia più nulla da fare. Lo strumento previsto dalla legge per regolarizzare spontaneamente questo tipo di violazioni si chiama ravvedimento operoso, e consente di sanare la propria posizione pagando sanzioni ridotte rispetto a quelle piene, oltre agli interessi calcolati al tasso legale vigente.

Il principio alla base del ravvedimento operoso è semplice: prima ci si attiva rispetto alla scadenza originaria, minore sarà la sanzione da versare. Per l’omesso versamento collegato alla dichiarazione, ad esempio, la sanzione piena del 25% si riduce in misura significativa se si rimedia entro pochi giorni o poche settimane dalla scadenza, mentre la riduzione diventa meno vantaggiosa man mano che passa il tempo, fino a un anno e oltre. Per la sanzione specifica riferita all’omessa o infedele dichiarazione IMU, invece, la percentuale di riduzione applicabile dipende dai tempi e dalle modalità con cui interviene la regolarizzazione: è un aspetto tecnico che conviene sempre verificare caso per caso, anche perché, come detto, il quadro sanzionatorio cambierà nuovamente dal 2027.

Per calcolare con precisione l’importo dovuto tra imposta, sanzioni ridotte e interessi, è possibile consultare la nostra guida dedicata al ravvedimento operoso, che spiega nel dettaglio le fasce temporali, le percentuali applicabili e i codici tributo da utilizzare in F24.

Come si presenta la dichiarazione IMU: modello e modalità di invio

La dichiarazione IMU va redatta utilizzando l’apposito modello ministeriale, che va compilato con i dati catastali dell’immobile e con le informazioni relative alla variazione da comunicare. L’invio può avvenire in più modalità: con consegna diretta all’ufficio tributi del Comune competente, che ne rilascia ricevuta, tramite raccomandata senza ricevuta di ritorno, in busta chiusa recante la dicitura “Dichiarazione IMU”, oppure in modalità telematica (PEC o canale telematico messo a disposizione dall’ente). Ogni ente può inoltre prevedere modulistica integrativa o istruzioni specifiche, motivo per cui è sempre opportuno verificare prima le indicazioni pubblicate sul sito del Comune di riferimento.

Vista la varietà di casistiche che possono far scattare l’obbligo, non è sempre facile capire da soli se la propria situazione richiede l’invio della dichiarazione IMU e, in caso di ritardo, quale sia l’importo esatto da versare tra imposta, sanzioni e interessi. Un CAF o un professionista qualificato può verificare la posizione specifica del contribuente ed evitare errori che, su questo tipo di adempimenti, possono avere un costo non trascurabile.

Domande frequenti sulla dichiarazione IMU e la scadenza

La dichiarazione IMU va presentata ogni anno?

No. Va presentata solo quando, nell’anno precedente, si sono verificate variazioni rilevanti che il Comune non può conoscere autonomamente, come un comodato, un’inagibilità sopravvenuta o una nuova esenzione. Se la situazione dell’immobile non cambia, non c’è nulla da inviare.

Qual è la scadenza della dichiarazione IMU per le variazioni 2025?

Il termine ordinario è il 30 giugno dell’anno successivo alla variazione. Per le variazioni intervenute nel corso del 2025, la scadenza era quindi il 30 giugno 2026, termine ormai trascorso.

Cosa rischio se non presento la dichiarazione IMU in tempo?

Rischi una sanzione per omessa dichiarazione, che oggi va dal 100% al 200% del tributo non versato collegato alla mancata comunicazione, con un minimo di 50 euro. Se invece la dichiarazione è stata presentata ma con dati errati o incompleti, la sanzione per infedele dichiarazione va dal 50% al 100%, sempre con minimo 50 euro.

È possibile regolarizzare una dichiarazione IMU omessa con il ravvedimento operoso?

Sì, il ravvedimento operoso consente di regolarizzare spontaneamente la propria posizione pagando sanzioni ridotte rispetto a quelle ordinarie, oltre agli interessi legali. La percentuale di riduzione dipende dai tempi e dalle modalità con cui si interviene, per questo è consigliabile farsi assistere per calcolare l’importo corretto.

Come si invia la dichiarazione IMU al Comune?

Con consegna diretta all’ufficio tributi del Comune competente, con raccomandata senza ricevuta di ritorno in busta chiusa recante la dicitura “Dichiarazione IMU”, oppure in modalità telematica (PEC o canale telematico messo a disposizione dall’ente). Le modalità esatte possono variare da Comune a Comune.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Settembre 13, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-13 14:00:002026-09-09 10:37:43Dichiarazione IMU 2026: scadenza del 30 giugno saltata? Ecco come rimediare

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