La rivalutazione delle pensioni 2027 prevista dal disegno di legge di bilancio garantirebbe l’adeguamento pieno (100%) solo fino a 4 volte il trattamento minimo INPS. Sopra quel limite le percentuali scenderebbero in cinque fasce, dall’85% al 32%. Il testo non è ancora legge: il Parlamento può modificarlo.
In sintesi
- Il disegno di legge di bilancio 2027 è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre 2026 e trasmesso alle Camere il 30 ottobre.
- Per il 2027 le fasce passano da tre a sei: 100%, 85%, 53%, 47%, 37% e 32%, in base all’importo complessivo delle pensioni.
- La percentuale si applica all’intera pensione, non a scaglioni.
- L’indice di rivalutazione 2027 e il nuovo trattamento minimo non sono ancora noti.
- Una seconda norma estende l’incentivo a restare al lavoro a chi matura i requisiti della pensione anticipata entro il 2027.
Il quadro generale della manovra è nell’articolo su cosa prevede il disegno di legge di bilancio e le prossime tappe.
Indice dei contenuti
- Come cambia la rivalutazione delle pensioni nel 2027?
- Quali sono le fasce 2027 a confronto con il 2026?
- Cosa succede a chi supera di poco una soglia?
- Come si applica la percentuale: un esempio pratico?
- Quali sono i valori ancora da definire?
- Cosa prevede il disegno di legge per chi resta al lavoro?
- Quando diventano definitive le nuove percentuali?
- Domande frequenti
- Fonti
Come cambia la rivalutazione delle pensioni nel 2027?
La rivalutazione automatica (detta anche perequazione) è l’aumento annuale delle pensioni per recuperare l’inflazione. Si calcola con il meccanismo dell’art. 34, comma 1, della legge 448/1998, che prevede percentuali diverse a seconda dell’importo.
L’art. 55 del disegno di legge di bilancio 2027 fissa le percentuali per il solo anno 2027. Il testo parla di rivalutazione riconosciuta «con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti»: conta quindi la somma di tutte le pensioni del titolare, non una singola prestazione.
Chi è sotto o a pari 4 volte il minimo continua a ricevere l’aumento pieno. Per tutti gli altri la percentuale si riduce man mano che l’importo sale, fino al 32% oltre 10 volte il minimo.
Quali sono le fasce 2027 a confronto con il 2026?
La tabella mette a confronto le fasce previste dal disegno di legge per il 2027 con quelle in vigore nel 2026. Le fasce sono espresse in multipli del trattamento minimo INPS, cioè l’importo minimo mensile garantito a molte pensioni.
| Importo complessivo delle pensioni | Percentuale 2027 (disegno di legge) | Percentuale 2026 (in vigore) |
|---|---|---|
| Fino a 4 volte il minimo | 100% | 100% |
| Oltre 4 e fino a 5 volte | 85% | 90% |
| Oltre 5 e fino a 6 volte | 53% | 75% (oltre 5 volte) |
| Oltre 6 e fino a 8 volte | 47% | 75% |
| Oltre 8 e fino a 10 volte | 37% | 75% |
| Oltre 10 volte | 32% | 75% |
Nel 2026, secondo la circolare INPS 153 del 19 dicembre 2025, le fasce sono tre e si applicano per scaglioni di importo: 100% sulla parte fino a 4 volte il minimo, 90% sulla parte tra 4 e 5 volte, 75% sulla parte oltre 5 volte. Con l’indice provvisorio dell’1,4% gli aumenti effettivi sono stati dell’1,400%, dell’1,260% e dell’1,050%.
Il trattamento minimo 2026 è di 611,85 euro al mese (valore provvisorio). Le soglie in euro delle fasce si calcolano sul trattamento minimo dell’anno precedente nella misura definitiva (per il 2026 l’INPS ha usato i multipli del minimo 2025), che dipende dall’indice definitivo fissato con il decreto di novembre: per questo non si possono ancora indicare gli importi in euro delle singole fasce 2027.
Cosa succede a chi supera di poco una soglia?
Il testo prevede una clausola di salvaguardia per ogni limite. Se una pensione supera di poco una soglia, riceve comunque l’aumento fino a raggiungere il limite maggiorato della rivalutazione spettante.
In pratica evita che chi oltrepassa di pochi euro il limite dei 4 volte il minimo si ritrovi, dopo l’aumento, con un importo inferiore a chi stava appena sotto. Lo stesso criterio vale per i limiti di 5, 6, 8 e 10 volte il minimo.
Come si applica la percentuale: un esempio pratico?
La percentuale si applica all’intero importo in base alla fascia in cui ricade la pensione, non a scaglioni come l’IRPEF. Se l’indice fosse pari a 1%, per esempio, chi è nella fascia tra 4 e 5 volte il minimo riceverebbe l’85% di quell’1%.
Supponiamo che Maria abbia una pensione di 2.600 euro lordi al mese e che, nel 2027, ricada nella fascia tra 4 e 5 volte il minimo. L’indice di 1% è solo ipotetico: l’indice vero sarà fissato a novembre.
- Con le regole 2027 del disegno di legge: 85% di 1% = 0,85%, cioè circa 22,10 euro in più al mese.
- Con le regole 2026, che si applicano per scaglioni (100% sulla parte fino a 4 volte il minimo di 611,85 euro, cioè 2.447,40 euro, e 90% sulla parte eccedente): circa 25,85 euro in più al mese.
La differenza è quindi di pochi euro per questa fascia, ma cresce molto per le pensioni più alte, dove la percentuale scende al 53%, 47%, 37% o 32%.
Quali sono i valori ancora da definire?
Due numeri mancano ancora. Il primo è l’indice di rivalutazione, che deriva dall’inflazione del 2026 e viene fissato ogni anno con un decreto del Ministero dell’Economia e delle finanze, di concerto con il Ministero del Lavoro, da emanare entro il 20 novembre (art. 24, comma 5, della legge 41/1986). Il secondo è il nuovo trattamento minimo, che l’INPS comunica con la circolare di fine anno.
Per questo, finché non escono quei due atti, non è possibile dire di quanti euro aumenterà la propria pensione. Per un confronto con il 2026 si può rileggere la guida sulle novità pensioni della legge di bilancio e quella sull’integrazione al trattamento minimo.
Cosa prevede il disegno di legge per chi resta al lavoro?
L’art. 54 del disegno di legge di bilancio 2027 estende l’applicazione dell’art. 1, comma 286, della legge 197/2022 ai lavoratori dipendenti che maturano entro il 31 dicembre 2027 i requisiti minimi della pensione anticipata, previsti dall’art. 24, comma 10, del decreto-legge 201/2011.
In altre parole, si tratta di una proroga di una misura già esistente, che finora riguardava chi matura i requisiti entro una data precedente. Il testo non introduce una norma nuova, ma sposta in avanti il termine di accesso.
Per capire come queste regole incidono sul calcolo del proprio assegno e sulla data di uscita, è utile un approfondimento sul calcolo della pensione e il pensionamento.
Quando diventano definitive le nuove percentuali?
Il disegno di legge è stato trasmesso alle Camere il 30 ottobre 2026 e viene esaminato per primo dalla Camera dei deputati. L’approvazione definitiva è attesa entro il 31 dicembre 2026. Durante l’esame le percentuali e le fasce potrebbero cambiare.
Le tappe da seguire sono tre: il decreto con l’indice di novembre, il voto finale del Parlamento a dicembre e la circolare INPS con gli importi aggiornati per gennaio. Se il testo sarà approvato così com’è, le percentuali dell’art. 55 varranno solo per il 2027.
Domande frequenti
Le nuove percentuali di rivalutazione 2027 sono già in vigore?
No. Sono contenute nell’art. 55 del disegno di legge di bilancio 2027, che il Parlamento deve ancora approvare. L’approvazione è attesa entro il 31 dicembre 2026 e il testo può essere modificato.
Chi riceve la rivalutazione piena nel 2027?
Secondo il disegno di legge, chi ha pensioni complessivamente pari o inferiori a 4 volte il trattamento minimo INPS riceve il 100% della rivalutazione.
La percentuale si applica a scaglioni?
No. La percentuale della fascia si applica all’intero importo della pensione, tenendo conto di tutti i trattamenti del titolare. La clausola di salvaguardia attenua l’effetto per chi supera di poco una soglia.
Di quanto aumenteranno le pensioni a gennaio 2027?
Non è ancora possibile dirlo: l’indice di rivalutazione sarà fissato con il decreto di novembre e il nuovo trattamento minimo con la circolare INPS di fine anno.
Fonti
- Comunicato stampa del Consiglio dei ministri n. 195 del 28 ottobre 2026, disegno di legge di bilancio 2027.
- Disegno di legge «Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2027 e bilancio pluriennale per il triennio 2027-2029», artt. 54 e 55, trasmesso alle Camere il 30 ottobre 2026.
- Legge 23 dicembre 1998, n. 448, art. 34, comma 1, su Normattiva.
- Circolare INPS n. 153 del 19 dicembre 2025, rivalutazione delle pensioni per il 2026.
Dopo il decreto sull’indice di novembre e il voto del Parlamento, l’INPS pubblicherà la circolare con gli importi 2027. Le fonti ufficiali da seguire sono il Consiglio dei ministri, la Camera dei deputati e l’INPS.
Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.



