Dichiarazione IVA per Forfettari Transitati: Scadenza e Regole 2026

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Chi ha cambiato regime fiscale nel 2025, passando dal regime forfettario a quello ordinario o viceversa, è obbligato a presentare la dichiarazione IVA anche se la nuova posizione fiscale non prevede adempimenti IVA. La scadenza è fissata al 30 aprile 2026 e riguarda l’anno d’imposta 2025. Questa comunicazione è essenziale per la rettifica della detrazione IVA e per regolarizzare la propria posizione con l’Agenzia delle Entrate.

Il modello IVA 2026 deve essere compilato e inviato telematicamente entro la scadenza prevista, utilizzando i software messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate o affidandosi a un CAF Centro Fiscale per evitare errori di compilazione che potrebbero comportare sanzioni.

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Chi deve presentare la dichiarazione IVA

L’obbligo di presentazione della dichiarazione IVA per l’anno d’imposta 2025 riguarda tutti i contribuenti che nel corso dell’anno hanno operato, anche parzialmente, in regime IVA ordinario. Questo include:

  • Partite IVA passate da regime forfettario a ordinario nel 2025 (per superamento dei limiti di ricavi o per scelta volontaria)
  • Contribuenti transitati da ordinario a forfettario nel 2025 (per rientrare nei requisiti o per opzione)
  • Chi ha chiuso la partita IVA nel 2025 dopo aver operato in regime ordinario
  • Chi ha effettuato operazioni IVA anche per una sola parte dell’anno 2025

Anche chi al 31 dicembre 2025 è in regime forfettario, ma ha operato in regime ordinario per parte dell’anno, deve presentare la dichiarazione IVA. L’obbligo sussiste anche se il fatturato annuo è inferiore ai limiti previsti per il forfettario.

Scadenza dichiarazione IVA 2026

La scadenza per la presentazione della dichiarazione IVA 2026 (anno d’imposta 2025) è fissata al 30 aprile 2026. Questa data è valida sia per:

  • Contribuenti che hanno operato in regime ordinario per tutto il 2025
  • Forfettari che hanno transitato da/verso il regime ordinario nel corso del 2025
  • Partite IVA cessate nel 2025 (in questo caso la dichiarazione è obbligatoria entro il 30 aprile successivo alla cessazione)

La dichiarazione deve essere inviata esclusivamente in via telematica utilizzando i canali Entratel o Fisconline dell’Agenzia delle Entrate, oppure tramite intermediario abilitato (commercialista, CAF, consulente fiscale).

ATTENZIONE: Il mancato rispetto della scadenza comporta l’applicazione di sanzioni amministrative che vanno da 250 euro a 2.000 euro, riducibili con il ravvedimento operoso.

Modello IVA 2026: come compilarlo

Il modello IVA 2026 si compone di diversi quadri, ma per i forfettari transitati le sezioni più rilevanti sono:

  • Quadro VA: riepilogo delle operazioni attive (fatture emesse con IVA)
  • Quadro VE: riepilogo delle operazioni passive (acquisti con IVA a credito)
  • Quadro VF: liquidazione dell’IVA (calcolo del saldo a debito o a credito)
  • Quadro VX: eventuale richiesta di rimborso o utilizzo del credito IVA
  • Quadro VO: dichiarazione integrativa o rettifica della detrazione per i beni ammortizzabili

Per chi ha operato solo parzialmente in regime ordinario, occorre compilare i quadri relativi al periodo in cui si è stati soggetti a IVA, indicando correttamente:

  • Data di inizio e fine del periodo IVA (se diverso dal 1° gennaio – 31 dicembre)
  • Operazioni imponibili, non imponibili ed esenti effettuate durante il periodo in regime ordinario
  • Detrazione IVA sugli acquisti effettuati nel periodo IVA
  • Versamenti periodici IVA già effettuati durante l’anno

Transito da regime ordinario a forfettario

Chi nel 2025 è transitato dal regime ordinario al forfettario, deve presentare la dichiarazione IVA per regolarizzare la propria posizione IVA relativa al periodo precedente il passaggio. Le situazioni più comuni sono:

  • Rientro nei limiti di fatturato: il contribuente che nel 2024 aveva superato gli 85.000 euro è rientrato sotto la soglia nel 2025 e ha optato per il forfettario
  • Scelta volontaria: il contribuente ha deciso di passare al forfettario pur potendo rimanere in ordinario
  • Prima apertura P.IVA in ordinario seguita da passaggio a forfettario nel corso del 2025

In questi casi, la dichiarazione IVA 2026 deve includere:

  • Tutte le operazioni IVA effettuate fino alla data di passaggio al forfettario
  • Rettifica della detrazione IVA per i beni ammortizzabili acquistati in regime ordinario e ancora in uso
  • Eventuale credito IVA residuo da riportare o richiedere a rimborso

IMPORTANTE: Il passaggio al forfettario comporta la rinuncia alla detrazione IVA per gli acquisti successivi alla data di transito. Questo significa che dal momento in cui si adotta il regime forfettario, non si può più recuperare l’IVA sugli acquisti.

Transito da regime forfettario a ordinario

Chi nel 2025 è passato dal forfettario al regime ordinario, deve presentare la dichiarazione IVA anche se in precedenza non aveva obblighi IVA. I motivi più frequenti di questo passaggio sono:

  • Superamento del limite di ricavi di 85.000 euro (il forfettario decade automaticamente dall’anno successivo)
  • Violazione dei requisiti del regime forfettario (es. spese per dipendenti oltre 20.000 euro, partecipazione in società)
  • Scelta volontaria di uscire dal forfettario per detrarre l’IVA su investimenti rilevanti

In questi casi, la dichiarazione IVA 2026 deve riportare:

  • Le operazioni imponibili IVA dalla data di passaggio al regime ordinario
  • La detrazione IVA sugli acquisti effettuati in regime ordinario
  • I versamenti IVA periodici (mensili o trimestrali) effettuati da quando si è in ordinario
  • Eventuali operazioni intracomunitarie se si è iniziato a operare con l’estero

ATTENZIONE: Chi passa dal forfettario all’ordinario deve anche adeguare la contabilità, tenendo i registri IVA (acquisti, vendite, corrispettivi) e rispettando gli obblighi di fatturazione elettronica con IVA.

Rettifica della detrazione IVA

Un aspetto cruciale per chi transita da regime ordinario a forfettario è la rettifica della detrazione IVA sui beni ammortizzabili (attrezzature, macchinari, veicoli, immobili strumentali).

Secondo l’art. 19-bis2 del DPR 633/72, se un bene acquistato in regime ordinario (con detrazione IVA) viene poi utilizzato in un regime che non consente la detrazione (come il forfettario), occorre rettificare la detrazione proporzionalmente agli anni di utilizzo residui.

Esempio pratico:

  • Nel 2024 hai acquistato un computer per 2.000 euro + IVA 22% (440 euro) in regime ordinario, detraendo i 440 euro di IVA
  • Nel 2025 passi al regime forfettario
  • Il computer ha una vita utile di 5 anni (coefficiente ammortamento 20%)
  • Devi rettificare la detrazione per i 4 anni residui: 440 euro × 4/5 = 352 euro da restituire

La rettifica va indicata nel quadro VO del modello IVA 2026 e il debito va versato con F24 entro il 16 marzo 2026 (insieme al saldo IVA dell’anno).

IMPORTANTE: Se non effettui la rettifica, l’Agenzia delle Entrate può recuperare l’IVA indebitamente detratta con sanzioni dal 90% al 180% della maggiore imposta, più interessi.

Sanzioni per omessa dichiarazione

La mancata presentazione della dichiarazione IVA entro la scadenza del 30 aprile 2026 comporta l’applicazione di sanzioni amministrative:

  • Omessa dichiarazione: sanzione dal 120% al 240% dell’IVA dovuta, con un minimo di 250 euro
  • Dichiarazione tardiva entro 90 giorni: sanzione da 250 euro a 1.000 euro (riducibile con ravvedimento operoso)
  • Dichiarazione tardiva oltre 90 giorni: sanzione da 250 euro a 2.000 euro

È possibile regolarizzare la propria posizione con il ravvedimento operoso, che prevede sanzioni ridotte:

  • Entro 90 giorni dalla scadenza: sanzione ridotta a 1/10 (25 euro minimi)
  • Oltre 90 giorni ma entro 1 anno: sanzione ridotta a 1/9 (circa 28 euro)
  • Oltre 1 anno ma entro 2 anni: sanzione ridotta a 1/8 (circa 31 euro)

Per evitare errori di compilazione e sanzioni, è consigliabile rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine che offre assistenza completa per la dichiarazione IVA 2026, inclusi:

  • Verifica dei requisiti e degli obblighi dichiarativi
  • Compilazione del modello IVA con calcolo corretto della rettifica detrazione
  • Invio telematico entro la scadenza
  • Calcolo e predisposizione F24 per versamento saldo IVA
  • Assistenza in caso di controlli o richieste dell’Agenzia delle Entrate

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